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lunedì 8 gennaio 2018

TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 1 al 7 aprile 1984 - "Due eroine nella Francia del '700", di Massimo Lastrucci + "Aldo Grasso l'esperto(?) di anime?"



Non avevo ancora postato un "Tv Sorrisi e Canzoni" del 1984, colmo la lacuna con il numero 14 dell'inizio di aprile.
Il gossip è uno dei tanti argomenti che ignoro, però, ad occhio e croce, la copertina della rivista non fu di buon auspicio, non ci sono neppure arrivati vicini al 2035   >_<
Dal punto di vista dei palinsesti televisivi siamo ad inizio boom dei telefilm statunitensi in pieno stile anni 80. La Fininvest si è ormai fagocitata "Italia 1" e "Rete 4", amalgamandole con "Canale 5", una melassa avvelenata...
Trovo molto meno interessante questo periodo televisivo rispetto al quinquennio d'oro 1978/1982, già dal 1981 iniziano a sparire moltitudini di piccole tv locali, inglobate dai circuiti privati nazionali, i programmi iniziavano ad uniformarsi sensibilmente. Si potrebbe dire che dal 1981 cominci a mancare la "biodiversità" televisiva, ma magari chi è nato 4 o 5 anni dopo di me la penserà diversamente.
Gli anime si erano abbastanza rarefatti, resisteva il circuito di "Euro TV", che trasmetteva serie che si sono dimostrate essere degli evergreen, come "Lupin III", "L'Uomo Tigre", Sampei e Lamù.
Sulle tv locali (in questo numero della zona nord est)  trovavi qua e là uno Starzinger, una Charlotte, "Temple e Tam Tam", "Tansor Five", Pepero, Pinocchio e Lulù. Mentre le reti nazionali, ad eccezione di "Italia 1", avevano bandito gli anime. Tranne "Vultus V", sempre su "Euro TV", erano scomparsi del tutto i robottoni, sia dalla reti nazionali che dalle piccole tv locali. C'è da dire che ci sono un certo numero di programmi con la sola dicitura "cartoni animati", addirittura TMC aveva una fascia oraria che durava un'ora e mezza, dalle 15,30 alle 17,00. Quindi, probabilmente, almeno su TMC gli anime resistevano, perché la vedo dura trasmettere 90 minuti di cartoni di "Hanna & Barbera"... però, mancando i titoli, non ci sono certezze in merito.
Come detto sopra faceva eccezione "Italia 1", che nella divisione dei compiti delle tre ammiraglie Fininvest doveva proprio occuparsi dei giovani telespettatori (futuri elettori...).
Troviamo quindi un articolo sulla doppia programmazione in tema rivoluzione francese, dato che trasmettevano sia "Lady Oscar" che "Il Tulipano Nero".



Bella la doppia pagina con Oscar e Simone, quest'ultima non la conosco per nulla in quanto non ho mai seguito il cartone animato, e poi dopo Lady Oscar non ci può essere nessun'altra eroina francese della rivoluzione!   :]
Le repliche di entrambe le serie erano appena iniziate, lunedì 2 aprile c'era la quinta puntata de "Il Tulipano Nero" ("Una spada per la giustizia") e la terza puntata di "Lady Osar ("Un triste presagio").
Le avventure della spadaccina mascherata Simone venivano trasmesse lunedì, mercoledì e venerdì alle 13,30. Mentre la nostra amata Lady Oscar la si poteva vedere, ovviamente, tutti i giorni alle 17,00  ^_^



Le tre colonnine dell'articolo di Massimo Lastrucci danno alcune informazioni interessanti sul successo italico ed internazionale delle due serie. In pratica "Il Tulipano Nero" lo comprammo solo noi, ma solo per il successo che ebbe "Lady Oscar", che a livello internazionale fu abbastanza un flop, stando a quello che afferma il giornalista.
Massimo Lastrucci non tira in ballo la violenza degli anime, la loro diseducatività, che con un anime dal carattere storico come "Lady Oscar" sarebbe stata un'accusa ridicola, e neppure cita mai i cartoni animati giapponesi fatti al computer!!!
Miracolo!!!
Ma, tranquilli, se non lo fa il giornalista, il computer lo tira fuori l'esperto di turno: Aldo Grasso!!!



Premessa, io stimo Aldo Grasso, quando leggevo "La Repubblica" mi trovavo quasi sempre in accordo con ciò che lui scriveva.
Anche per questo motivo sono rimasto assai sorpreso di leggere, nelle poche righe del suo intervento da "esperto", così tante inesattezze...
Intanto se uno vole fare "l'esperto", sarebbe il caso che conoscesse la materia su cui "espertizza" i lettori, e mi pare che il critico televisivo non dimostri alcuna esperienza in merito agli anime.
Domanda: "Perché piacciono Lady Oscar e Il Tulipano Nero?"
Risposta: "Piacciono sostanzialmente come piacciono gli altri cartoni giapponesi animati attraverso il computer...".
Tu quoque, Aldo, fili mi!   T_T
Cavoli... ma è possibile che nel 1984, non nel 1978, un critico televisivo, non avesse i mezzi per cercare informazioni di prima mano sugli anime?
A volerle cercare erano disponibili anche in italiano, dato che proprio cinque anni prima la trasmissione giornalistica "Tam Tam" del TG1 aveva già svelato che quella dei cartoni animati giapponesi fatti al computer era una mega bufala:
"Heidi, Goldrake, Harlock and co." - "Tam Tam - attualità del TG1" 6 aprile 1979 



Ok, Aldo Grasso aveva perso quella puntata di "Tam Tam", capitò anche a me, ma allora non poteva raccogliere altre informazioni?
Per lui sarebbe stato così arduo?
Furono pubblicati altri articoli, seppur pochi, che stroncavano la fake news degli anime fatti al computer, possibile che Grasso non ne lesse mai uno?
Purtroppo il critico televisivo riesce anche a far peggio nel proseguo, quando bollerà "Lady Oscar" (su "Il Tulipano Nero" non mi pronuncio) di avere una "formula sempre ripetuta e riconoscibile, studiata con poche varianti significative rispetto al modello. In fondo la felicità del piccolo telespettatore di fronte alle avventure di Lady Oscar o di Simone è quella di ricominciare da capo una storia che conosce già, partecipa col conforto di sapere anticipatamente come andrà a finire".

Qui l'aggravante ,senza possibile appello, è data dal fato che la serie di "Lady Oscar" era stata più volte replicata, quindi, con un minimo di impegno, magari cercando info tra qualche giovane telespettatrice, si poteva evitare la bestemmia che avesse una trama ripetitiva... ma cribbbbbbio, muoiono sia Oscar che Andrè!!!   O_O
Nelle prime puntate Oscar è una ragazzina, per poi crescere fino a diventare donna. Cresce nel fisico e cresce nella coscienza di sé, e del contesto in cui vive. Come accidenti si fa ad affermare che si saprà anticipatamente come andrà a finire?!
Ma perché un esperto, come è di certo Aldo Grasso, ogni tanto non può ammettere di non avere nozioni su un argomento, limitandosi a rifiutare di dare un giudizio su una tematica che chiaramente dimostrò di non conoscere?
Ipotizzo questa conversazione tra la redazione di Tv Sorrisi ed Aldo Grasso:
Redazione: "Buongiorno dottor Grasso, vorrebbe rispondere ad un paio di domande su Lady Oscar in qualità di esperto?"
Aldo Grasso: "No grazie, mi scusi ma l'animazione televisiva giapponese non la conosco molto. Non vorrei che fra 30 e passa anni qualche sfigato nerd mi faccia le pulci su due striminzite righe di miei opinioni campate in aria".      ^_^




La seconda doppia pagina in cui è incastonata la perlata di Aldo Grasso, l'esperto di anime  :]




Il film live di Lady Oscar, una grande delusione:
Opuscolo giapponese sul film live di Lady Oscar - 1979/80




Proseguo con il resto della rivista, le cui scan mancano di qualche articolo, che ho ritenuto meno interessante.



"La paralisi dell'Europa"... strano...





Detesto chi fa soldi facendo leva sui punti deboli del prossimo...





No, in 15 anni non ci sono riusciti a costruire un computer intelligente   >_<
Però resta un mito Paolo Zannini di 14 anni!!!


 Se dal Giappone arrivano gli anime è una invasione, se dagli Usa arrivano i telefilm, invece, cosa è?


















"Una poltrona per due" è diventato il tipico film di Natale  ^_^

























































12 commenti:

  1. Sbagli, La stella della senna o tulipano nero era veramente bello. Diverso da Lady Oscar... uno sguardo più dalla parte del popolo che dell'aristocrazia ;)

    Cmq sempre bello rileggere questi numeri vecchi del Tv Sorrisi ;)

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    1. Probabilmente era già un po' grandicello per affezionarmi ad un anime del genere, considerando anche che la qualità del disegno mi pare inferiore a Lady Oscar.

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    2. Anch'io ricordo molto bene "La stella della Senna" (perché la protagonista del cartone era lei, il Tulipano nero veniva citato pochissimo...) e mi piaceva parecchio. Di fatto raccontava la storia della rivoluzione francese attraverso le vicissitudini di Simone "la figlia del fioraio" (quando era "in borghese"), che in realtà era la sorella segreta della regina Maria Antonietta. C'erano tutti i protagonisti della rivoluzione, da Robespierre a Luigi XVI, la borghesia che si ribella, il popolo alla fame che si unisce all'insurrezione, eccetera, fino ad arrivare all'arresto e alla decapitazione con la ghigliottina dei due regnanti con la fine della monarchia. Io ho un bellissimo ricordo di quel cartone

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    3. Sia chiaro, non affermo che "La stella della Senna" fosse brutto, ma solo che a me non colpì per i motivi sopra esposti ;)

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  2. Il 1984! Ero tesissimo quell'anno infatti a settembre del 84 iniziò il mio anno di militare. D'accordo al 100 % con il tuo parere riguardo il periodo d'oro delle tv locali che è stato alla fine degli anni 70 e forse solo l'ottanta e l'ottantuno. Ecco non vorrei dare giudizi politici visto che non mi ritengo ne di destra ma nemmeno di sinistra ma l'espansionismo berlusconiano già allora aveva incominciato a fare i suoi danni. Peccato perché telemilano e antenna nord erano dei gran belle tv locali anche se antenna nord mi pare fosse gestita da Rusconi editore.

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    1. Senza contare che le piccole tv locali in parte vennero assorbite dalla Fininvest, in parte fallirono perché non potevano più essere competitivi rispetto ad una tv privata nazionale.
      Fu una vera ecatombe, oppure selezione nanturale, che quando si parla di quel personaggio, è sempre più che altro "artificiale"...

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  3. Bellissimo articolo, parole da incidere sul marmo.
    In effetti basta dare un occhiata al giornale per capire come già fossimo immersi nel finivestume più ammorbante.
    Ringrazio papà e mamma di avermi fatto nascere ai tempi della TV dei ragazzi, compatisco coloro che sono costretti a ricordare con affetto Uan, quella sorta di Chucky che invitava i bambini a comprare, comprare questo-quello-quell'altro... C'è poco da dare giudizi politici, se ancora nel 2018 non si è capito che il porcaio d'uomo d'Arcore non c'entra niente ne' con la destra né con la sinistra, ma che le adopera entrambe per i suoi cavoli.

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    1. Un po' non lo si (incredibilmente) è ancora capito, un po' fa comodo non capirlo...
      Comunque prossimamente peenso di tornare ad annate di TV Sorrisi più vintage :]

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    2. OK perché ha ragione Daniele... anche sul versante RAI, dopo Bia e Capitan Futuro (1981), e mettiamoci anche il Galaxy anche se è tristissimo, di cartoni belli non ce n'è più. Comunque ogni tanto un numero fininvestiano ci sta bene. Così, per confronto... si capiscono meglio tante cose.

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  4. È fuori dubbio che Silvio è un gran pezzo di me...opportunista e sicuramente è uno dei principali responsabili del degrado italiano però c'è da dire sempre rimanendo in tema televisivo e radiofonico che non c'è più tra i giovani la genuinità e la creatività che avevano i giovani degli anni 70. Allora ci si inventava le cose avendo pochi mezzi a disposizione. Infatti sono nate così le prime radio e tv locali. E la voglia di buttarsi che manca alle nuove generazioni ma adesso tutti questi ragazzi ventenni o trentenni si sono rincoglioniti con Facebook le chat i computer e gli smartphone

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