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lunedì 9 aprile 2018

"Toei Classics" - I primi 5 DVD




Correva approssimativamente l'anno 2013 quando, per la prima volta, la Dynit annunciò l'imminente pubblicazione dei lungometraggi animati "Classici Toei".
Purtroppo ad un successivo "Lucca Comics", direi quello del 2014, fui presente ad una conferenza stampa in cui si avvisava gli astanti che la Dynit aveva rinunciato a pubblicare questa collana animata, le motivazioni non furono ben speicifate (mi pare).
Ormai mi ero messo l'anima in pace, non avrei mai visto una versione DVD di "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", "Ali Babà e i quaranta ladroni", "Ventimila leghe sotto i mari" etc etc etc...
Invece qualche mese addietro fu annunciata la lieta novella che i "Classici Toei" sarebbero stati pubblicati, e finalmente in questi giorni sono riuscito ad avere i primi cinque DVD (di 10 film in totale), compreso il cofanettone per ospitarli tutti.
In realtà il DVD de "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" già esisteva, non l'ho mai avuto, però fu messo in commercio parecchi anni fa, penso un riversamento della relativa VHS, ma potrei sbagliarmi.
Mentre "Il gatto con gli stivali" e "La grande avventura del principe Valiant", che sono gli altri due DVD di questa prima infornata, erano stati pubblicati negli anni 2000.
"Il gatto con gli stivali" nel 2004 ad opera della "Art of Grace", che avrebbe dovuto mettere in commercio anche gli altri classici Toei, ma come al solito si perse per strada:
Il DVD del Gatto con gli stivali
Per questa edizione venne rifatto il doppiaggio, comprese le canzoni, ma i sottotitoli erano fedeli solo al doppiaggio italiano, non al parlato giapponese.

Del DVD de "La grande avventura del principe Valiant" se ne occupò la "Yamato Video", con allegate polemiche inerenti la qualità video, la mancanza di sottotitoli fedeli ai testi nipponici e sul formato, che era in 4:3, identico al DVD della Cinehollywood. La questione del formato in 4:3 causava la perdita di gran parte delle immagini laterali...
Io comprai entrambe le edizioni della "Art of Grace" e della "Yamato Video", ed è indubbio che la Dynit abbia colmato tutte quelle lacune.
Io non sono un esperto di qualità audio/video, quindi non starò a fare le pulci ai 5 DVD, mi limito ad affermare che sono un ottimo prodotto (per quel che mi riguarda).




Il box di cartone, che è gratuito, lo si deve richiedere al momento in cui si fa l'ordine, io l'ho effettuato tramite una fumetteria, se ne sono occupati loro.
La prima scan in alto rappresenta proprio le tra facciate del cofanetto.
In questa recensione metterò le immagini dei vari menù, qualche immagine dei sottotitoli (tutti fedeli al parlato giapponese), ma in particolare farò in raffronto tra l'edizione "Art of Grace" de "Il gatto con gli stivali", l'edizione "Yamato Video" de "La grande avventura del principe Valiant", e i due corrispettivi Dynit.
Per quanto riguarda i film di "Ali Babà e i quaranta ladroni" e "Ventimila leghe sotto i mari", che mi pare non fossero mai stati pubblicati prima, e "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", mi limiterò ad illustrare i DVD.



In totale i film saranno 10:
"La grande avventura del principe Valiant" (l'unico disponibile anche in BR); "Ventimila leghe sotto i mari"; "Ali Babà e i quaranta ladroni"; "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro"; "Senza Famiglia"; "La leggenda del serpente bianco"; "Le meravigliose avventure di Simbad"; "Il gatto con gli stivali"; "Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali"; "Il gatto con gli stivali in giro per il mondo".

Edit del 1 maggio:
I 5 DVD conclusivi

Ora tocca ai primi cinque DVD presi singolarmente.
"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro"

venerdì 4 dicembre 2015

Indice completo degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno, compresi quelli che non ho ancora postato (aggiornato al 8 agosto 2026)

Era già un po' che mi ero reso conto che a forza di aggiungere articoli giornalistici sugli anime iniziavo a non raccapezzarmi più... anche perché spesso mi capita di inserire in un singolo post più articoli, magari inerenti un'unica tematica, oppure pubblicati il medesimo giorno sullo stesso quotidiano, settimanale o mensile.
Quindi ho pensato di stilare un indice con tutti gli articoli che ho postato fino ad ora.
Ovviamente se nel post di origine sono presenti più articoli bisognerà scorrere il post per trovare l'articolo desiderato, e non escludo che ci siano alcuni link errati.
Nel caso segnalatemi gli errori ;)

L'aver stilato questo indice mi ha permesso di notare alcune cose interessanti, come i mesi in cui ci fu un boom degli articoli, di solito in concomitanza con le polemiche più aspre sulla diseducatività dei "cartoni animati giapponesi". Tipo nel gennaio 1979, con l'articolo dell'onorevole Corvisieri sulla violenza in Goldrake, oppure nell'aprile del 1980, con la petizione dei genitori di Imola.
Da notare che l'articolo di Gianni Rodari su Rinascita in favore di Goldrake arriva nell'ottobre del 1980, dopo le violente polemiche della prima parte dell'anno. E questo vale anche per altri articoli pro-anime, scritti da alcuni giornalisti più ragionevoli dopo chilometri e chilometri di righe di contumelie ed invenzioni ad opera di colleghi.
Ovviamente d'ora in poi terrò aggiornato questo indice man mano che aggiungerò articoli ad articoli, ne ho ancora una caterva! (questa pare una minaccia...)
Spero che questo post possa tornare utile a qualche lettore e lettrice ^_^


Dato che non riuscirò mai a postare tutti gli articoli in mio possesso, un po' perché sono molti, un po' perché alcuni si limitano a piccoli trafiletti, che comunque hanno, a mio avviso, un certo valore di cronaca, ho deciso di inserire in questo indice l'elenco completo di tutto il materiale da me raccolto.
In questo modo, chiunque dovesse/volesse fare una ricerca simile alla mia, saprà già dove andare a reperire gli articoli.
Sarebbe gradita la citazione, nel caso in cui si prendesse spunto da questa mole di dati  ^_^
Ho aggiunto un descrizione didascalica del contenuto degli articoli che non ho ancora postato, nei casi in cui dal titolo non sia chiaro di cosa trattino. Questo perché, rispetto a quelli già presenti qui sul blog, non li si può leggere è rendersi conto dell'argomento, che comunque è, ovviamente, sempre inerente la prima invasione degli anime.

Edit del 8 agosto 2026

Ad oggi gli articoli totali ammontano a 1921, così suddivisi numericamente per anno:

1959 = 2
1960 = 1  
1961 = 2
1962 = 11
1964 = 1
1965 = 6
1967 = 2
1968 = 3
1969 = 4
1970 = 7
1971 = 1
1972 = 6
1973 = 2
1974 = 1
1975 = 12
1976 = 7
1977 = 3
1978 = 149
1979 = 362
1980 = 594
1981 = 301
1982 = 221
1983 = 104
1984 = 65
1985 = 19
1986 = 16
1987 = 12
1988 = 2

8 agosto 2026 aggiunti 154 articoli:

giovedì 23 luglio 2026

Studio Ghibli, l'anime conquista la settima arte - collana "Mondo Manganime" volume 13


TITOLO: Studio Ghibli, l'anime conquista la settima arte - collana "Mondo Manganime" volume 13
AUTORE: Gloria Fernandez e Enrique Garcelàn 
CASA EDITRICE: RBA
PAGINE: 140
COSTO: 10
ANNO: 2026
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': in edicola
CODICE ISBN: 9791370481032

Come per il volume n° 10 su "Neon Genesis Evangelion" è riportato l'autore, anzi, due!
Un autrice ed un autore, Gloria Fernandez ed Enrique Garcelàn. 
La prima non sono riuscito ad individuarla online, mentre il secondo dovrebbe essere un esperto di cinema asiatico, partecipa al sito/blog "CineAsia"  (è riportato il nome di fianco all'autore nell'indice qui sotto).
Quello che mi ha sorpreso è che per scrivere queste pagine ci si siano messi addirittura in due, forse sono persone estremamente indaffarate, quindi si sono divisi i compiti svolgendo il lavoro nei ritagli di tempo...
Questo perché il volume è, e non poteva essere altrimenti visti i precedenti, molto superficiale. 
E' vero che si sta parlando di una pubblicazione da edicola, ma in gran parte sono informazioni "normali".
A parte i paragrafini sul museo dello "Studio Ghibli", in generale non ho trovato contenuti in qualche modo utili. 
Ovviamente, per chi non ha mai letto nulla sullo "Studio Ghibli" (o sugli altri soggetti della collana), le informazioni riportate potrebbero anche essere nuove, a patto che il lettore non abbia neppure una connessione internet  :]
Sul sito sono stati pubblicati i titoli dei volumi fino al 60esimo, teoricamente ci sarebbe altri numerosi soggetti che mi interesserebbero, ma trattati così, a mio avviso, a me non servono a nulla...

Anche in questo volume non si sono sfilate le pagine, a differenza dell'ottavo.


Una delle cose che mi ha un pelino irritato è stato vedere che per alcuni film lo spazio dedicatogli è di due pagine, e la seconda è in gran parte non scritta... ma scusate... almeno arrivate a fine pagina... che senso ha fermarsi con lo scritto a poche righe della seconda?
Più sotto inserisco una scan dell'impaginazione.


Stante che in una cronologia ci si inserisce ciò che si vuole, ma non inserire "La grande avventura del piccolo Principe Valiant", il primo lungometraggio animato con contenuti non per bambinetti, in cui lavorarono sia Hayao Miyazaki che Isao Takahata, mi è parsa una insensatezza.
Forse mi sfugge il senso (o l'utilità) grafico di due pagine intitolate "Cronologia Comparata", sorvolo sul termine finale della frase:
"Lo Studio Ghibli nella storia del MANGANIME"

Cos'è il "manganime"? Si mangia? Lo si indossa?

venerdì 25 luglio 2025

Ghibliverso - La guida all'universo dello Studio Ghibli: libri, musica, manga e tanto altro



TITOLO: Ghibliverso - La guida all'universo dello Studio Ghibli: libri, musica, manga e tanto altro
AUTORE: Michael Leader e Jake Cunningham
CASA EDITRICE: Salani
PAGINE: 192
COSTO: 22,90 €
ANNO: 2025
FORMATO: 24 cm x 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791259574480


Questa recensione sarà abbastanza ripetitiva rispetto agli altri due libri scritti dal due anglosassone di esperti dello "Studio Ghibli" e di animazione giapponese in generale:


Ma perché scrivo delle recensioni ripetitive?
Perché gli autori replicano libri con lo stampino...
Quindi in origine fu "Ghiblioteca", poi "Animeteca", ora "Ghibliverso", ergo il prossimo sarà "Animeverso"?
Ma poi... perché "Ghibliverso"? Cioè... che senso ha il termine? 
Potevo anche capire i parecchio pretenziosi "Ghiblioteca" o "Animeteca", ma aggiungere "verso" a "Ghibli" dovrebbe implicare un qualche legame con il "multiverso Marvel"?
Peccato che le opere di tutti i generei legate a Miyazaki, Takahata e allo "Studio Ghibli" sono state prodotte in questo "verso"... forse è inutile contestare il puro marketing...


Copio ed incollo direttamente dalla recensione iniziale di "Ghiblioteca" (il primo linkato sopra):

Non mi considero un esperto dello Studio Ghibli (o di qualsiasi altra cosa), semplicemente ho iniziato a seguire i film di Miyazaki e Takahata inconsapevolmente da bambino, quando non sapevo chi essi fossero, manco mi interessava fossero giapponesi, erano solo belle storie ben animate, guarda caso erano tutte giapponesi e spesso del duo di cui sopra.
Non ero influenzato dal fatto che fossero film o serie di Miyazaki/Takahata/Studio Ghibli, non li guardavo per gli autori o lo studio di produzione, non era una questione di clan aprioristici.
Il mio è stato un lento imprinting di contenuti nati con i film Toei di Miyazaki e Takahata, come con "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" oppure "La grande avventura del principe Valiant" iniziato a metà degli anni 70 al cinema.
Questo lento assorbimento è continuato con le serie tv dei due autori, come Heidi e "Conan il ragazzo del futuro", poi nel 1987 guardai rapito Nausicaa sulla Rete 1 della Rai etc. etc. etc.

Quindi mi ritrovo in mano con questa Ghiblioteca/Ghibliverso, e leggo nell'introduzione che uno dei due autori del libro (Jake Cunningham) fino al 2018(!!!) non aveva mai visto un film dello Studio Ghibli!!!   T_T
Fu l'altro autore (Michael Leader) che gli fece colmare la lacuna, proprio per una questione di "clan", per il primo era assurdo che Jake non conosce i "capolavori" dello Studio Ghibli.
Quindi io nel 2022/25, dopo aver iniziato a vedere le opere di Miyazaki e Takahata dalla metà degli anni 70, mi ritrovo a dover "imparare" qualcosa da un libro scritto da uno che fino al 2018 non sapeva manco chi fossero i due autori nipponici...
A questo va aggiunto che in Italia abbiamo visto molto di più di quello che è stato adattato per il mercato anglosassone, quindi ai due autori mancano delle opere di Miyazaki e Takahata per il semplice motivo che non esistono in inglese.

Resta il carattere di scrittura minuscolo, anche se gli sfondi sono meno colorati.
Si potrebbe pensare che il carattere di scrittura minuscolo sia dovuto alle tantissime pagine scritte e il poco spazio per farci entrare i numerosissimi concetti espressi, al contrario, lo scritto è poco perché il libro è strapieno di immagini:
delle 192 pagine totali solo 14 pagine contengono solo scritto, o meglio, non hanno immagini e c'è lo scritto (proprio complete di scritto sarebbero state meno...);
delle 192 pagine totali 60 pagine contengono solo immagini;
delle 192 pagine totali lo scritto ammonta approssimativamente a 59 pagine, difficile fare un conto preciso visto che il testo è frammentato.


Se si fanno i paragoni delle pagine scritte, con immagini ed il totale rispetto agli altri due libri, si vede che più o meno la strategia editoriale è la medesima: tanto fumo (o fuffa) e poco arrosto.

In più ci sono delle lacune (per me gravi) e qualche errore...

martedì 8 giugno 2021

"Dizionario dei film - Tutto il cinema di tutti i Paese" - 4 volumi della Rusconi Editore (1980): le schede sui film d'animazione giapponese


Nel 1980 la "Rusconi Editore" pubblicò un'opera sui film abbastanza mastodontica per il periodo, anche in considerazione del fatto che non esisteva il web, ergo o carta o zero informazioni   ^_^
Solo che la carta resta (quasi sempre) il web evapora...
I quattro volumi sono a cura di Pino Farinottti, quindi questa fu la prima edizione dei suoi famosi dizionari dei film, chiaramente non la scrisse da solo, in fondo al post ci sono i nomi di tutti coloro che vi collaborarono.
A me, come sempre, interessa in quale modo era valutata l'animazione giapponese, in un 1980 che aveva visto scoppiare le polemiche contro i cartoni animati giapponesi televisivi.
Non è che mi aspettassi sinossi e commenti particolarmente lunghi o benevoli, che erano riservati giustamente a titoli ben più famosi, però è sempre istruttivo capire come fossero stati considerati i 26 film che furono recensiti. 
I 26 lungometraggi animati nipponici presenti nei 4 volumi non sono la totalità di quelli che arrivarono nelle sale cinematografiche italiane dagli anni 60 al 1980, ma comunque ne mancano pochi, direi (a memoria) "Ali Babà e i quaranta ladroni", il film di Capitan Harlock, "La leggenda del serpente bianco" (mancanza grave...), forse "L'incrociatore spaziale Yamato", ma probabilmente quest'ultimo venne presentato ad alcuni festival di film senza passare per le sale cinematografiche.
Si possono consultare altri due miei post per avere una panoramica del periodo al cinema, anche per capire che di spettatori ne ebbero, magari più di tanti altri film:


Anche se forse questa non è espressamente della saggistica, inserisco il "Dizionario dei film" nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90", visto che ne trattava in libri.
Ad oggi ho recuperato 27 titoli che si occuparono di animazione giapponese, altri ne ho e alcuni titoli li sto ancora cercando, non avrei mai detto che i cartoni animati giapponesi avessero attirato tanta attenzioni sui libri. Probabilmente l'interesse di quotidiani, settimanali, mensili, stampa specializzata varia fu così alta, che giocoforza si riverberò anche nella saggistica.





Ma quale era il tono verso l'animazione giapponese?
Prendo ad esempio un film di fantascienza giapponese arrivato nelle sale italiane con l'orrido titolo di "Il ritorno di Diavolik":
"In seguito queste storie saranno realizzate a cartoni animati e, trasmesse in televisione, otterranno successo strepitoso"

Senza saperlo ci avevano azzeccato alla grande, visto che Diavolik non era altri che Fantaman!  ^_^
I comenti sui film animati nipponici erano quelli classici che si potevano leggere sulla carta stampata:
noioso, ripetitivo, lacrimoso.
L'arrivo degli anime era sempre "invasione, sommerso, ondata"   :]

Si potrà notare che nessuno dei 26 film animati giapponesi si meritò una terza stella, 25 film hanno due stelle ed uno addirittura una sola stella. Questo era il valore del giudizio:
"Un asterisco (stella) indica quei film il cui standard è nettamente sotto la media.
Due asterischi (stelle) significa che il film non è bello ma comunque lo si può guardare e, forse, divertirsi."

Per gli estensori della critica non c'era neppure un film di "ottimo livello", cioè da tre stelle, erano tutti nettamente sotto la media o non belli...
Purtroppo per chi appioppò a "La grande avventura del piccolo principe Valiant" di Isao Takahato solo due stelle resta la figuraccia di non aver minimamente compreso che quello fu il primo film d'animazione non dedicato espressamente ai bambini.
Inutile dire che per i film d'animazione della Disney i giudizi furono migliori, considerati "autorevoli modelli" per l'animazione giapponese (cosa anche vera).



Almeno le sinossi erano corrette?
Non è che si potesse pretendere che gli autori si fossero andati a vedere migliaia di film, ai tempi sarebbe stato impossibile, ma magari chiedere ad un bambino non sarebbe stata una cattiva idea  ^_^
Probabile che si affidarono anche alle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" linkata sopra.
Belli i soliti registi con nomi a caso.

sabato 8 agosto 2026

Corposa aggiunta agostana (154 articoli) all'Emeroteca Anime

EDIT del 9 agosto 2026:

ho recuperato ad un mercatino un altro articolino, che quindi ho aggiunto al totale, che da 153 passa a 154.

In questi anni ho aggiornato l'indice dell'Emeroteca Anime una ventina di volte, e i 154 scritti di questa informata rappresentano il secondo post a livello numerico, superato solo dai 202 del 9 luglio 2024.
Nonostante abbia riesumato 1767 scritti, prima di questo post (con questo arrivano a 1921, la barriera psicologica dei 2000 si avvicina!), qualcosa si trova ancora.
Questo vuol semplicemente dire che, con un po' di impegno, intuito e di fortuna, più la spesa di soldi e ferie, è ancora possibile trovare nuovo materiale, senza andare a saccheggiare le ricerche altrui    ^_^
E nel caso si svolesse sfruttare questa mia abbastanza esaustiva ricerca che dura da più di due decenni, messa a disposizione gratuitamente, almeno la citazione sarebbe cosa gradita  :]

Inizialmente sarebbe stata un'integrazione quasi totalmente partenopea, grazie alla consultazione de "Il Mattino" avevo riesumato 95 articoli, col tempo (e con un po' di fortuna) si sono aggiunte altre 12 testate.
Tra le pagine de "Il Mattino" speravo di rinvenire informazioni sulla trasmissione locale dei cartoni animati giapponesi, sia per quanto riguarda i palinsesti che piccole anteprime delle nuove serie disponibili sulle tv private campane, come mi è capitato per i quotidiani "Il Giorno", "La Notte", "Libertà" e "La Sicilia".
In realtà ciò non è capitato, si vede che la redazione degli spettacoli non puntava molto sull'informazione televisiva locale. 
Comunque 95 scritti a tema cartoni animati giapponesi, compresi articoli con semplici citazioni, ma che danno conto di quanto gli anime potessero essere diventati per giornalisti e lettori un esempio positivo o negativo con cui rapportare il tema del giorno, non son certo pochi. 

In tutti questi anni, a riprova di quanto i "cartoni animati giapponesi" attirarono l'attenzione della carta stampata, ho trovato scritti in una moltitudine di testate, che variano da "Playboy" o "Penthouse" fino alle testate religiose o dedicate alla scuola, in mezzo c'è il mare informativo cartaceo di un'Italia in cui la carta stampata era autorevole.
Con questo post passo da 195 testate a 204, le nuove testate rinvenute sono: 
La Fiera del Cinema; Bliz; Viareggio in Maschera; Critica Sociale; Fatti e Notizie; Albo Varietà Motori; Stop settimanale di attualità, politica e cultura; Rivista Ufficiale Carnevale Gambettola; Fine Secolo: inserto settimanale di Report quotidiano del mattino.

Ovviamente sono presenti anche quelle testate che si occuparono degli anime prima e dopo il quinquennio boom 1978/1982.
Stavolta ho trovato il secondo scritto che trattò gli anime nel 1959, e nel totale in questo post ne ho riesumati 26 fino al 1977. Chiaramente tra il 1959 e il 1977, cioè prima dell'avvento di "Heidi"  e "Goldrake", le due serie chiaramente identificabili come giapponesi, gli articoli riportano quasi sempre solo brevi citazioni all'interno di articoli che trattavano o l'animazione in generale, oppure qualche Festival cinematografico. Fanno eccezione le recensioni cinematografiche, che per quanto brevi, erano focalizzato solo sul film animato nipponico.

Mi ha dato qualche piccola soddisfazione scovare la testata "Fatti e Notizie"  :]
"Fatti e Notizie" era il periodico dei dipendenti della "Pirelli", di tale tipologia di pubblicazione avevo già rinvenuto "Ecos, rivista mensile a cura dell'ENI". E' pur vero che entrambe le testate non erano in vendita in edicola, ma disponibili solo per il personale dei gruppi che le pubblicavano, resta l'interesse verso i cartoni animati giapponesi.

Inoltre ho riconsultato alcune testate che avevo già visionato, ma in un arco temporale maggiore, trovando altri articoli. Tra questi ri-controlli c'è, incredibilmente, ancora il "Corriere della Sera", che mi ha serbato la sorpresa di altri 12 scritti/citazioni.

In un numero di "Noi Supereroi Capitan Futuro" ho riesumato un articolo sulle sigle ed una precisazione della redazione. 
Quello sulle sigle era da inserire per forza, in quanto tocca una tematica non sempre sondata in quel periodo, specialmente con quel tipo di approccio informativo.
L'altro trafiletto riguarda la breve spiegazione su come erano fatti i cartoni animati giapponesi, di cui la rivista pubblicava i fumetti italianizzati: una piccola perla di disinformazione   :]

Non mancano le lettere alla redazione delle varie testate, che trovo sempre interessanti da leggere, quando queste non siano su una rivista che si occupava solo di cartoni animati giapponesi.
In tre casi ho inserito articoli che, in realtà, contengono solo foto dei personaggi degli anime, ma li ho considerate testimonianze meritevoli di essere salvaguardate.
Al mio elenco generale mancavano articoli negli anni 1960 e 1964, ne ho rinvenuti uno per anno. Stranamente il 1977 continua a restare ad un livello bassissimo, solo tre articoli e stavolta l'ho incrementato di uno.

Di seguito i 154 scritti di questo aggiornamento.

domenica 1 marzo 2026

Onda TV dal 26 novembre al 2 dicembre 1978 - 37esimo numero della rivista



Gli "Onda TV" del primo anno (pure dei primi anni) non contenevano molti articoli, ed anche il palinsesto era spesso lacunoso, specialmente sul versante che più mi interessa, cioè l'animazione giapponese in Italia.
Resta interessante poter visionare più numeri consecutivi, tanto per capire cosa ci offrissero le tv private locali pre monopolio fininvestiano.
Essendo io di Milano, prediligo i palinsesti delle tv locali milanesi, quindi capisco che possano interessare di meno o nulla a chi cerca informazioni sui programmi delle tv locali di altre zone d'Italia, ma questo posso mostrare per gli "Onda TV", che nacquero come rivista televisiva prettamente lombarda.


Questo è il 16esimo "Onda TV" del 1978 che posto, in due tranche quasi consecutive, dall'1 al 13 e dal 32 al 37.
Le pagine di ogni numero non erano moltissime, quindi si possono riesumare meno informazioni rispetto ai "TV Sorrisi e Canzoni", ma erano dedicate alle tv private locali, quindi forse più rare, visto che vi si possono leggere i nomi (e piccoli articoli) su trasmissioni ormai dimenticate da tutti o quasi.


Lunedì 27 novembre su "Tele Alto Milanese" alle 18:10 venne trasmesso "La grande avventura del Principe Valliant", tralasciando la doppia elle in "Valiant"m il film d'animazione della "Toei" presenta una breve sinossi.
Cioè un semplice copia ed incolla dal volume relativo al 1970 di "Segnalazioni Cinematografiche"  ^_^
Le wikipediate esistevano anche prima del web, ma si chiamavano solo copia ed incolla, copiaincollando pure gli errori, tipo il regista "Vasuo Othsuka", che oltre a non essere il regista, si chiamava Yasuo Ōtsuka.
Era, però, il 1978, l'unica fonte consultabile erano i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche".

venerdì 17 aprile 2026

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal dal 1934 al 1986 (integrazione al post del primo maggio 2019)





Circa un anno addietro ho fatto miei (cioè COMPRATO) i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986, ammetto che è stata una bella mazzata inferta al poco spazio libero rimasto in casa, ma trovo che le informazioni presenti in questi volumi siano di valore unico. In quanto riportano le poche informazioni presenti ai tempi della loro proiezione su tutto o quasi tutto quello che venne visto nelle sale cinematografiche italiche.
Il valore assoluto di queste pagine sta nel fatto che ancora oggi trovi recensioni di vecchissimi film, probabilmente ormai introvabili nella versione italiana, che si basano solo sulle loro valutazioni di decenni addietro. In generale, fino all'avvento del web, i quotidiani, le riviste o i libri si appoggiavano a questa pubblicazione, basta leggere la recensione de "La grande avventura del (piccolo) Principe Valiant" presente in un "Onda TV" 

Ne consegue che l'eventuale errore in una di queste schede, verrà ripetuto per decenni  :]

Lo ribadisco ogni volta, non faro eccezione per questo post:
Il "Centro Cattolico Cinematografico" aveva il compito di valutare cosa fosse adatto alla proiezione nelle sale parrocchiali, o comunque quello che era visibile per i minorenni. Quindi le valutazioni che i vari recensori diedero ai film le trovo più che legittime. Tra l'altro in molti casi potevano anche apprezzare il valore artistico di un film, per poi essere sconsigliato a causa delle tematiche trattate. Leggendo tante loro schede ho avuto l'impressione che non fossero dei bacchettoni. 
Ovviamente la recensione di un film del 1934 aveva più paletti estetici, etici e morali di un film del 1986, per il solo fatto che la morale pubblica cambia con il passare dei decenni.

Ne sono un esempio le schede sui film di "Tarzan", dove inizialmente questi vengono sconsigliati per le nudità presenti, cosa che oggi fa ridere:

Avendo potuto consultare con assoluta calma tutti questi stupendi volumi, mi son reso conto che il mio primo post sugli anime presentava qualche lacuna, anche perché l'arco temporale della mia ricerca in biblioteca fu più ridotto:

Ammetto che covavo la speranza di scoprire un obliato film animato nipponico proiettato in Italia nel 1930 o nel 1940, anche in virtù della nostra alleanza militare/culturale con i giapponesi, ma mi son dovuto accontentare del 1962   ^_^


"Le 13 fatiche di Ercolino", "Segnalazioni Cinematografiche" volume LI 1° semestre 1962

A quanto pare il primo lungometraggio animato nipponico arrivato in Italia, seppur sempre nella stravolta versione statunitense, è quello de "Le 13 fatiche di Ercolino", cioè viene confermata l'informazione che si trova sul web e nei saggi a tema.



"Le meravigliose avventure di Simbad", "Segnalazioni Cinematografiche" volume 58 2° semestre 1965

Al link qui sotto il post in occasione dell'uscita dei DVD:


giovedì 4 marzo 2021

TV Sorrisi e Canzoni dal 19 al 25 dicembre 1982 - il film di Lady Oscar su Italia 1; anime sulle tv locali; costi dei videogiochi


Mi sono accorto che dell'anno 1982 avevo postato solo un altro "TV Sorrisi e Canzoni" completo (o quasi), quindi mi son ritrovato a dover scegliere un numero che mi paresse meritorio di essere reso pubblico, e quale se non quello con il film con attori in carne ed ossa di "Lady Oscar"?  ^_^
Dal numero ho tolto un po' di articoli che mi son sembrati superflui, tra cui entrambi quelli sul cinema e l'intervista a Craxi, forse il lungo articolo sulla Cina aveva senso inserirlo, ma le scan erano già tante.
Ho tagliato un articolo sull'obesità, la rivista è piena di pubblicità di dolci, dicasi coerenza  ^_^
E' presente un riquadro con vari suggerimenti per i regali natalizi, con tanto di prezzi, compresi una serie di videogiochi.
Alla fine del 1982 gli anime erano ancora ben presenti, specialmente sulle emittenti locali, avevamo passato il periodo del boom del 1979 e 1980, ma ancora i cartoni animati giapponesi erano parte integrante dei palinsesti. Certo, ormai erano molto spesso delle repliche, repliche delle repliche delle repliche. Ho quindi fatto un collage di tutte le serie visibili nella settimana, inserendo anche i telefilm giapponesi, arrivando ad una trentina di serie, non poche. Ci sono anche due lungometraggi animati, uno dei quali resta un capolavoro assoluto, ma un po' ostico per un bambino.

Ricordo abbastanza bene, per quel che è possibile a distanza di quasi quattro decenni(...), l'attesa per vedere Lady Oscar dal vivo in quella sera natalizia del 1982, alla luce lampeggiante dell'albero di Natale. 
Il film si rivelò una cocente delusione, se non per quella singola scena in cui l'eroina franco-nipponica mostra le sue beltà   ^_^
A posteriori era facile immaginare che mai nessun film dal vivo avrebbe potuto corrispondere alle aspettative di un fan della serie animata, come le fan più accanite del manga in Giappone restarono deluse dall'anime.
Ai tempi, inoltre, nessuno sapeva che questo film era stato girato prima dell'anime, non c'erano notizie, nulla si sapeva se non quello riportato dalla sinossi e dai dati del film:
"Lady Oscar, di Jacques Demy (Francia-Giappone, 81) con Catriona Maccoll

Dopo aver trionfato in tutto il mondo come cartone animato, Lady Oscar, la guardia del corpo della regina Maria Antonietta, diventa una spadaccina in carne e ossa che vedremo coinvolta anche nella Rivoluzione francese. A far vivere Lady Oscar è Catriona Maccoll. IL film è una coproduzione franco-giapponese."

Era errato l'anno, non il 1981 ma il 1979... 
Ho qualche dubbio sul fatto che l'anime avesse avuto un successo planetario, più che altro non capisco da dove presero la notizia, visto che cannavano pure l'anno di produzione.
Mi sorge il dubbio che il film lo postdatarono di proposito per illudere i giovani fan (tra cui il sottoscritto) che fosse stato girato dopo.
Nel giugno 2014 ho postato l'opuscolo giapponese del film, con annessa mini recensione per immagini del lungometraggio, ben si coniuga con questo post:

Preciso che quando ho scritto la rece del link il manga non l'avevo ancora letto, ho colmato la grave lacuna solo successivamente, ed una volta letto non riuscivo ad abituarmi a certe situazioni narrate, proprio perché il mio imprinting di Lady Oscar lo avevo avuto dall'anime.
Quindi per me il film è immondo, mentre il manga è bello, ma con delle caratterizzazione dei personaggi a cui è difficile abituarmi.
La sinossi è corretta, il titolo sappiamo che fu una invenzione del primo distributore italiano nel 1969 e che è rimasta incollata al film fino ad oggi, l'anno è quasi giusto (sarebbe il 1969), ma quello che colpisce sono gli autori.
"La grande avventura del piccolo principe Valiant" di Vasuo Othsuka, con Kazuo Fukasawa"

Il povero Isao Takahata manco è citato... 
Immagino che Vasuo Othsuka fosse Yasuo Otsuka, e Kazuo Fukasawa dovesse essere Kazuo Fukazawa (da Wikipedia), il web non esisteva, libri zero, ci si affidava ad altre pubblicazioni, in questo caso direi a "Segnalazioni Cinematografiche", che riporta i medesimi nomi:

Piccolo ricordo personale, ma me inquietava il canto di Hilda...

sabato 16 aprile 2022

"Onda TV" dal 28 maggio al 3 giugno 1978 - dodicesimo numero della rivista



Dodicesimo numero quasi consecutivo (8 su 12) di "Onda TV" dal suo esordio, a dire la verità abbastanza povero come contenuti, anzi, pressoché nullo  :]
Rispetto agli altri non c'è neppure l'articolo su come era organizzata una tv locale, però almeno si può avere un'idea di come erano i palinsesti delle tv locali milanesi/lombarde in un periodo continuativo.
La copertina è dedicata a Grace Jones e c'è anche un articolino sulla cantante.
Per quanto riguarda l'animazione giapponese martedì 30 maggio su "TVM 66" alle 15,30 veniva trasmesso il film di Isao Takahata "La grande avventura del piccolo principe Valiant", un capolavoro che non venne pensato più solo per i bambini, anzi.
La sinossi è pure corretta! 
Il giorno dopo, sempre "TVM 66" mandava in onda allo stesso orario "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro", ma senza sinossi.


Anche la redazione si rese conto che il numero mandato in edicola fosse abbastanza scarno, come si può leggere dal trafiletto in alto a sinistra, ma veniva annunciato che la successiva settimana ci sarebbero state 16 pagine in più!
Il numero in oggetto è in mio possesso, e le pagine in più sono in gran parte dedicate al mondiale di calcio dei "simpatici" colonnelli argentini, ma comunque con molti più articoli, certo che metterne di meno sarebbe stato arduo... visto che in questo numero ci sono praticamente solo i programmi.


martedì 30 aprile 2019

Integrazione articoli (68) del 30 aprile 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di un mese e poco più ho trovato abbastanza articoli, ben 68, per fare un nuovo post aggiuntivo all'indice dell'Emeroteca Anime, che ad oggi raggruppa ben 798 articoli provenienti da  109 pubblicazioni.
Continua a darmi molte soddisfazioni il filone d'oro delle testate inerenti la scuola, grazie al quale posso annoverare altre quattro riviste che pubblicarono articoli sugli anime:
Scuola e didattica: problemi ed orientamenti per la scuola media; 
Scuola Italiana Moderna;
I diritti della scuola;
Cooperazione Educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa

Come ho già scritto, l'importanza delle analisi di questi periodici "scolastici" risiede nel target della rivista, cioè gli insegnanti e i genitori, e nel livello di approfondimento degli scritti.
Non che manchino gli strafalcioni, però si comprende che i vari autori cercavano di approfondire la questione del rapporto tra bambini/ragazzi e programmi televisivi.
Alle quattro testate di cui sopra vanno aggiunte quelle scoperte nelle settimane e mesi passati:
"Riforma della Scuola"; "Tutto Scuola"; "L'Educatore, quindicinale di pedagogia"; "Genitori e scuola, mensile per la partecipazione alla gestione della scuola"; "Il giornale dei genitori".

Un'altra testata similare a quelle scolastiche è "LG Argomenti", una pubblicazione del servizio bibliotecario di Genova, che si occupava prettamente di letteratura giovanile. Oltre ad alcuni interessanti articoli, la puntuale bibliografia presente in ogni numero, mi ha permesso di risalire ad altre testate ed articoli.
Ho già usato la metafora mineraria, in cui ogni filone d'oro rappresenta una nuova fonte informativa (e dove io sarei il minatore informativo), nel caso di "LG Argomenti" si tratta del più classico effetto domino.

Probabilmente il rinvenimento editoriale più importante di questa nuova integrazioni di articoli è una pubblicazione sul cinema, che mi ha permesso retrodatare i primi articoli sull'animazione giapponese al 1969.
La rivista in questione è "Segnalazioni Cinematografiche", che aveva carattere semestrale, ed era pubblicata dal "Centro Cattolico Cinematografico".
Le sale cinematografiche che facevano capo alla chiesa non potevano proiettare, per ovvi motivi, qualsiasi film, ma come poteva fare il don a sapere che in un qualche punto della pellicola ci sarebbe stata una scena sconsigliata ai più giovani, magari accompagnati dalla famiglia?
Consultava "Segnalazioni Cinematografiche"!
Nella pubblicazione è presente una sinossi del film, con relativa valutazione "pastorale" a beneficio di chi avrebbe dovuto scegliere cosa proiettare. Talvolta i giudizi sui film possono far sorridere, però bisogna considerare che si parla di un periodo che va dai 40 ai 50 anni fa, l'Italia in fatto di costume sociale è cambiata parecchio... ciò che allora faceva scalpore, oggi lo vediamo nelle pubblicità.
Quindi sarebbe ingeneroso valutare col metro di oggi quei giudizi.
La precisione della rivista mi ha permesso di risalire a tutti (tranne uno) i film d'animazione passati per il grande schermo italico. Una vera miniera informativa piena di notizie interessanti, in quanto erano scritti i nomi degli autori, la casa di produzione etc etc.
Preciso che l'arco temporale della mia indagine parte dal 1968 fino al 1982.

I nomi delle altre nuove testate con articoli sugli anime sono:
Tuttolibri (inserto de "La Stampa");
Isca Informazioni;
CM cinema teatro televisione stampa radio pubblicità;
ikon ricerche sulla comunicazione rivista dell'Istituto A. Gemell;
Studi Cattolici;
Il Settimanale, politica cultura economia attualità.

Ringrazio Carlo per avermi inviato i due articoli de "La Stampa" e "Stampa Sera" del 1982 su Lady Oscar, che a quanto pare mi erano sfuggiti.

Di seguito i 68 articoli di questo aggiornamento

domenica 17 aprile 2022

Ghiblioteca, la storia dei capolavori dello Studio Ghibli - Una guida non ufficiale



TITOLO: Ghiblioteca, la storia dei capolavori dello Studio Ghibli - Una guida non ufficiale
AUTORE: Michael Leader e Jake Cunningham
CASA EDITRICE: Magazzini Salani
PAGINE: 192
COSTO: 22,90 €
ANNO: 2022
FORMATO: 24 cm x 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791259570833


Parto con la recensione iniziando con quanto si può leggere nella prima riga della quarta di copertina:
"Nato dalla penna degli scrittori ESPERTI di Studio Ghibli Leader e Gunningham..."

Passo indietro con premessa.
Non mi considero un esperto dello Studio Ghibli (o di qualsiasi altra cosa), semplicemente ho iniziato a seguire i film di Miyazaki e Takahata inconsapevolmente da bambino, quando non sapevo chi essi fossero, manco mi interessava fossero giapponesi, erano solo belle storie ben animate, guarda caso erano tutte giapponesi e spesso del duo di cui sopra.
Non ero influenzato dal fatto che fossero film o serie di Miyazaki/Takahata/Studio Ghibli, non li guardavo per gli autori o lo studio di produzione, non era una questione di clan aprioristici.
Il mio è stato un lento imprinting di contenuti nati con i film Toei di Miyazaki e Takahata, come con "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" oppure "La grande avventura del principe Valiant" iniziato a metà degli anni 70 al cinema.
Questo lento assorbimento è continuato con le serie tv dei due autori, come Heidi e "Conan il ragazzo del futuro", poi nel 1987 guardai rapito Nausicaa sulla Rete 1 della Rai etc. etc. etc.



Quindi mi ritrovo in mano con questa Ghiblioteca, e leggo nell'introduzione che uno dei due autori del libro (Jake Cunningham) fino al 2018(!!!) non aveva mai visto un film dello Studio Ghibli!!!   T_T
Fu l'altro autore (Michael Leader) che gli fece colmare la lacuna, proprio per una questione di "clan", per il primo era assurdo che Jake non conosce i "capolavori" dello Studio Ghibli.
Quindi io nel 2022, dopo aver iniziato a vedere le opere di Miyazaki e Takahata dalla metà degli anni 70, mi ritrovo a dover "imparare" qualcosa da un libro scritto da uno che fino al 2018 non sapeva manco chi fossero i due autori nipponici...
A questo va aggiunto che in Italia abbiamo visto molto di più di quello che è stato adattato per il mercato anglosassone, quindi ai due autori mancano delle opere di Miyazaki e Takahata per il semplice motivo che non esistono in inglese.
Ho cercato informazioni sull'età del duo statunitense (penso), ma non ne ho trovate, immagino siano sulla trentina, cioè nati ben dopo che io vidi Hols, Heidi, Anna, Conan o Nausicaa.
Ovviamente il fatto che io sia più vecchio non fa di me un "più esperto" degli autori, bisogna valutare lo scritto. Per esempio è chiaro che l'autrice italiana del saggio italiano su Nausicaa, pur essendo più giovane di me, abbai una comprensione del film maggiore della mia:



Analizziamolo questo scritto.
Appena l'ho sfogliato ho capito che si trattava di una ultrashibuyata, cioè una presenza strabordante di immagini a discapito di uno scritto minimale.
Semplici numeri:
Sulle 192 pagine totali solo 5 sono formate totalmente da scritto;
Sulle 192 pagine totali ben 86 sono solo di immagini, quindi zero scritto;
Sulle 192 pagine totali lo scritto ammonta approssimativamente a 52 pagine, facciamo 55? Aggiudicato.

Il libro costa 22,90 euro, che diviso per 55 pagine di scritto mi paiono un po' eccessivi...
Il giudizio che davo per la collana "Ultrashibuya" vale anche per questo libro:
se volevo un libro pieno di immagini mi compravo un artbook, non un saggio.

Ha senso titolare un libro con così poco approfondimento addirittura "Ghiblioteca"?
Ha senso chiamare entrambi gli autori "ESPERTI di Studio Ghibli" quando uno dei due fino al 2018 ne sapeva quanto me nel 1975?
Se il titolo fosse stato "Ghibliaspanne" non avrei avuto nulla da contestare  :]
Inoltre lo scritto ha un carattere di scrittura minuscolo, forse togliere dieci pagine di immagini ed ingrandire lo scritto sarebbe stato sensato.
Per ogni film dello Studio Ghibli o pre Studio Ghibli ci sono un paio di pagine di scritto reale di introduzione più due pagine di scritto reale di recensione.
Ma puoi mai recensire Nausicaa, Porco Rosso o Mononoke in due pagine a testa?

venerdì 13 agosto 2021

"Onda TV" dal 19 al 25 marzo 1978 - secondo numero della rivista (foto solo delle tv private + articolo su Antenna 3 Lombardia)


Dopo il primo numero di "Onda TV" posto il secondo numero, con l'idea di proseguire questa cronologia finché mi sarà possibile, purtroppo per il numero 2 ho solo foto prese in emeroteca, quindi il numero non è completo. Infatti non era umanamente possibile fotografare l'intero numero, avendo passato in rassegna intere annate, ma ho pensato fosse più logico concentrarmi sulle tv locali private, essendo i programmi Rai illustrati i medesimi su tutte le riviste di questo tipo. Inoltre, visto che la foto intera della pagina con le tv locali non permetteva di leggere i singoli programmi, quindi sarebbe stata inutile, mi sono limitato alle emittenti che trovo più interessanti. Tutto ciò comporta che questo numero 2 è in formato abbastanza ridotto, ma come si dice a Milano: 
"piuttosto che niente è meglio piuttosto"   ^_^

Concludo che le manchevolezze di questo post con avvisare il potenziale interessato/a che alcune foto risultano sfuocate, quel giorno in emeroteca ho fatto 1,32 giga di foto, con una luce non sempre ottimale. A mia ulteriore discolpa va considerato che non sarebbe stato possibile controllare con precisione tutti i palinsesti, quindi potrebbe essermi sfuggito qualche programma interessante.
Come sottolineo spesso capita di leggere nel palinsesto solo "Film", "Telefilm" o "Cartoni Animati", ma la colpa poteva essere delle emittenti, che non fornivano il titolo alla redazione. Per questo motivo, a titolo di esempio, alla fine dei programmi di "Milano TV", evidentemente frustasti da non poter inserire i titoli, la redazione scriveva la seguente frase:
"Ci scusiamo per l'incompletezza dell'informazione non determinata dalla nostra volontà"

Poi, finalmente, "Milano TV" per il venerdì comunica un titolo di un programma, i cartoni animati "Funny Manns", peccato che pare non fossero cartoni animati... ma gag comiche in bianco e nero, e poi c'era chi si sorprese del successo di Goldrake e soci...
Questa è la dimostrazione che in quel periodo le emittenti non sapevano bene neppure cosa mandassero in onda.

Un altro esempio lo si può vedere venerdì 24 marzo su "Teleradio Reporter", dove dalle ore 20,00 alle 21,20 c'era solo "cartoni animati", ma cosa?
Film d'animazione?
Una serie giapponese tipo "Kimba il leone bianco"?
Resterà un mistero  >_<
Di animazione giapponese si può trovare la sinossi corretta di "La grande avventura del piccolo principe Valiant" martedì 21 marzo 1978 su "Lombardia 1" trasmesso alle ore 16,00.



Gli "Onda TV", specialmente all'inizio della loro pubblicazione, contenevano di norma un articolo, ma era sempre inerente le tv locali private, quindi assai interessante.
Ho fotografato, spero in maniera che risulti leggibile, quello di questo numero, in cui Riccardo Vantellini racconta il fenomeno Lucio Flauto. Leggendo l'articolo mi sono ricordato che le barzellette che raccontava Flauto erano divertenti, anche se talvolta un po' osé  :]


giovedì 26 maggio 2022

"La conquista del tesoro" - LL FM (metà anni 70)

Dei 70 (con questo) giochi in scatola recensiti quasi tutti fanno parte del periodo in cui ci giocavamo in cortile da bambini/ragazzini, in gran parte sono confezioni a cui giocai oppure li vedevo nelle pubblicità dei Topolino. 
A questo panorama metà anni 70/primi anni 80 c'è qualche eccezione, ma non molte, una di queste è il seguente "La conquista del tesoro", trovato a pochissimo ad un mercatino dell'usato ed inizialmente scartato proprio perché non l'avevo mai visto. Inoltre l'illustrazione della confezione mi pareva troppo bambinesca, mentre l'interno non lo è per nulla.
Una caratteristica che mi ha spinto a comprarlo, oltre alla meccanica di gioco che parrebbe non banale, è la sua rarità:
su Ebay c'è un solo annuncio (a 70€ non completo);
non ci sono siti che lo illustrano;
nessuna notizia sul suo autore;
entrambe le edizioni del dizionario dei giochi di società di Enrico De Luca non lo contemplano.


Esiste una terza edizione di questo dizionario, magari lì è stato catalogato.
Tutto questo comporta che non è reperibile nemmeno la data della messa in commercio, ho ipotizzato gli anni 60 solo perché non lo conoscevo.
La dotazione della mia mia confezione è praticamente intonsa, la scatola è un po' danneggiata ai lati e  mancano un paio di cartine, per il resto praticamente perfetto.
Quando l'ho aperto sono rimasto assai sorpreso.


Da questa immagine si può notare sia la dotazione che la disposizione dei pezzi, da cui si capisce subito che il gioco è pensato per due giocatori. Benché fosse prevista la versione a quattro o sei giocatori, a me pare che il numero perfetto fosse uno scontro faccia a faccia.
Del filone piratesco fanno parte altri tre giochi in scatola da me recensiti:

Ciò che distingue i tre articoli di cui sopra rispetto a "La conquista del tesoro" è che quest'ultimo ha lo scopo di trasformarti in un vero filibustiere, intanto usando la terminologia corretta:
babordo, tribordo, bompresso, bonaccia, bordata, carronata, cassero, coperta, gabbia, grappino, pennone, sopravvento, sottovento, linea di galleggiamento, prua, abbordaggio, pennone di maestra, albero di trinchetto, vele di mezzana, 

Ma non basta imparare a parlare con un corsaro, bisogna pensare ad una strategia da corsaro, cannoneggiare la nave avversaria come un corsaro, infine abbordarla se ha già caricato il tesoro come farebbe un verso corsaro!
Ah, dimenticavo... scopo del gioco è caricare il tesoro sulla propria nave e fare ritorno a Tortuga  ^_^
I sei velieri hanno dei nomi da pirati!
La Tonante
Il Vendicatore
Lo Sparviero
L'Albatros
Il Valiant
Il Terrore


Una delle tante caratteristiche delle regole che ho trovato interessante è che non si possono usare le sei navi contemporaneamente, ma solo una per volta per ognuno dei due giocatori.
Una volta affondata una nave di uno dei due colori le subentra l'altra, regola che immagino prolungasse il gioco non di poco.
Leggendo il regolamento direi che non fosse pensato per bambini, ma il suo target fosse già quello dei ragazzini, infatti alcuni punti non mi sono parsi chiarissimi, ma forse la mia lettura è stata un po' affrettata.
Alla fine delle regole è presente una nota tattica con dei consigli su come portare aventi la propria strategia, troppo complicato per dei bambini delle scuole elementari degli anni 60 e 70, direi più alla portata delle scuole medie.
Dei 70 giochi di società recensiti questo è tra i non tantissimi che sarei curioso di provare a giocare, secondo me potrebbe dare delle soddisfazioni   ^_^

Edit del 11 luglio 2023
Al link qui sotto delle informazioni sul gioco: