"Diverranno i «manga» un'altra mania da esportare e invaderanno gli altri Paesi, come è successo per i cartoni animati che sono sugli schermi televisivi di tutto il mondo? Un nuovo boom nelle esportazioni? «No, non credo - ci assicura un esperto del settore che da trent'anni vive in Giappone e dirige un'agenzia fotografica -. I "manga" per il Giappone sono il seguito di una tradizione che risale al periodo Edo (diciassettesimo secolo). Una delle più popolari espressioni artistiche di allora erano gli "shunga", disegni erotici a larga circolazione»."
Il giornalista del "Corsera" non riportò il nome dell'esperto che fece questo vaticinio, per fortuna :]
E' vero che l'ignoto esperto di un'agenzia fotografica aggiunse precauzionalmente un "non credo", ma l'aver escluso il futuro successo dei manga nel resto del mondo, resta una bella topica ^__^
Non sempre il titolo scelto rispecchiava i contenuti dell'articolo, fungeva un po' da acchiappa-click ante litteram, infatti il sesso è trattato nello scritto, ma non ne è il fulcro. Inoltre parrebbe più inerente alle pubblicazioni vietate ai minori, piuttosto che a tutti gli altri manga, vista la citazione dei "censori delle parti intime"...
Nel 1987 il termine "manga" non era ancora così usuale sulla carta stampata generalista, questo è uno dei primi (non di certo il primo) casi in cui fu trattato anche abbastanza correttamente.
Questo articolo data il 31 agosto 1987, guarda caso il giorno prima, su un altro quotidiano nazionale, le parole "manga" e "sesso" avevano già fatto capolino, ma in forma molto più virulenta:
Un caso?
Magari al "Corsera" lessero l'articolo de "La Stampa" il 30 agosto e chiesero al loro inviato in Giappone un breve scritto a tema "manga" e "sesso" per il 31 :]
Queste coincidenze si "riesumano" solo facendo ricerche, altrimenti resterebbero nel dimenticatoio di pagine di giornali obliate da decenni.

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