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domenica 17 agosto 2014

Il Corsaro Nero - Editrice Giochi - 1977


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QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Purtroppo mi capita che ciò che scrivo scivoli, anche involontariamente, in una sorta di lagna del "come erano belli i miei tempi"... ritrovandomi ad esaltare qualsiasi cosa sia degli anni 70 o dei primi anni 80, in quanto portatrice del fascino dell'originalità. Non sempre, però, un prodotto di quegli anni era una prima pubblicazione, capitava che fosse una riedizione, come del caso del gioco in scatola de "Il Corsaro Nero", pubblicato dalla Editrice Giochi nel 1977.
La prima edizione di un gioco in scatola con questo nome risale ai primi anni 70,  "Il Corsaro Nero" (Clementoni), e questa edizione del 1977, paragonata a quella precedente, fa una ben misera figura, sia come giocabilità sia come ricchezza della scatola.
In cortile ai tempi giravano entrambi i giochi, personalmente non ho mai avuto dubbi, preferivo la versione della Clementoni, per capirne il perché basta paragonare questa recensione a quella dell'edizione precedente.
Il gioco trae ispirazione dal film del 1976 con Kabir Bedi (link Wikipedia), relativamente fresco dal successo di Sandokan, in realtà del film de "Il Corsaro Nero" con Kabir Bedi c'è solo la sua faccia sulla scatola, visto il contenuto potevano metterci anche Topo Gigio, sarebbe stato lo stesso.


Già il video iniziale, che metto di solito per illustrare il gioco in scatola recensito, ne dimostra la povertà.


         


Le regole ricalcavano quelle del gioco precedente, ma in maniera assai più limitativa, nessuna strategia, niente incognita dovuta al non sapere quale tesoro fosse celato nella busta del galeone che si inseguiva.



Nella confezione c'erano solo: "La rosa dei venti; 4 insulse barchettine; gli "Attestati di benemerenza"; le "Carte dei venti dei caraibi"; il tabellone di gioco.
Sembra una riedizione  curata da Paperon de Paperoni...



"La rosa dei venti", con qualche immagine del film.



Le 4 insulse barchette, neppure paragonabili ai 12 galeoni in polipropilene della precedente edizione...



Anche la dotazione di carte era deprimente...
Ogni "Attestato di benemerenza" era identico agli altri, se non per il colore della coccarda, che ne aumentava il valore.


Le carte per i movimenti dei 4 velieri.


Per risparmiare i galeoni spagnoli sono stampati sul piano di gioco... che tristezza...



Questa pessima edizione de "Il Corsaro nero" nel 1977 faceva bella mostra anche nelle pubblicità di Topolino, e nei cataloghi di giochi del 1977.



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