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mercoledì 9 dicembre 2020

"Fumetti pornografici un boom pericoloso" - "La Gazzetta del Mezzogiorno" 30 maggio 1980




I "pornofumetti" di Bonvi su Playboy del post precedente mi hanno fatto tornare in mente un articolino che avevo scovato da qualche parte sui fumetti pornografici che trovavamo in edicola ogni volta che compravamo le figurine o un fumetto.
Da questo drammatico articolo su un brutto fatto di cronaca nera ho cancellato i nomi dei minorenni coinvolti, i luoghi e pure i nomi delle persone intervistate, principalmente per rispetto e in misura minore perché, ai fini di quello che mostro io in questo blog, non contano né i nomi né i luoghi, è importante capire l'accanimento che nella primavera del 1980 i mass media mostravano contro i cartoni animati giapponesi.
Intanto, ieri come oggi, si deve dare la colpa sociologica a qualcosa per gli atti di qualcuno, in questo caso i primi colpevoli erano i "fumetti pornografici" (oggi i videogiochi), mentre si vede che le riviste con foto di vere persone intente ad attività sessuali erano da dispensare da colpe... 
Colpisce l'incipit dell'articolo:
"Un fumetto pornografico. Può essere stata questa la molla che ha portato..."

Un ipotesi totale ed assoluta... magari l'autore della violenza aveva avuto un vissuto di violenze (e ciò non sarebbe comunque una scusante), forse aveva queste pulsioni indipendentemente dal contesto in cui viveva, poteva aver visto la sera prima un film pornografico trasmesso da una emittente locale privata, invece del fumetto pornografico (ammesso ne avesse letto uno), non possiamo saperlo, ammesso conti, ma a rigor di logica non poteva saperlo neppure la redazione del quotidiano. Nonostante ciò il colpevole diviene il fumetto pornografico, che chiaramente non sto qui mica a difendere.
Come sia stato possibile che i colpevoli della violenza dall'essere i fumetti pornografici (ammesso lo fossero), ben visibili in edicola anche dai minorenni senza che alcuna autorità si opponesse, siano divenuti i "cartoni animati giapponesi" è qualcosa che grida veramente vendetta... postuma di 40 anni, ma sempre rivalsa urla... 





"Un fenomeno che si può dire coinvolge tutti: il bambino che a mala pena si regge sulle gambe è bombardato da una serie di fumetti televisivi tradotti poi in giornaletti, figurine, decalcomanie. Passano gli anni e alla violenza fine a sé stessa si aggiunge il sesso. "

Si era partiti dai fumetti pornografici, tipo "il Tromba" o "Lando", per far un triplo salto mortale carpiato e finire con i "fumetti televisivi"... perché?
Ma qualcuno ha mai visto in edicola le figurine pornografiche o le decalcomanie pornografiche? 
Quale nesso c'era tra i fumetti pornografici e Goldrake?
Oggi ci lamentiamo del livello del giornalismo, spesso dato da persone che scrivono articoli a cottimo, ma quale poteva essere la "scusa" nel 1980 per un quotidiano di buona tiratura come "La Gazzetta del Mezzogiorno"?

lunedì 7 dicembre 2020

"Playgulp 14 fine: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy febbraio 1982

E' arduo fare un commento su questo microfumetto di Bonvi, a mio avviso bisogna prenderlo con la formula "visto e piaciuto", anche se ci sono punti in cui potrebbe non piacere  >_<

Da ricordare che la rivista in cui era ospitato era Playboy, che correva l'anno 1981, che il linguaggio era assai non politicamente corretto (anche perché la filosofia politica correlata a questo termine non esisteva ancora), che Bonvi non amava molto i cartoni animati giapponesi, e che comunque non si faceva problemi a dissacrare neppure i suoi personaggi, figuriamoci quelli degli altri  ^_^
Infine è lo stesso Bonvi a battezzare Playgulp "turpe fumetto"  :]

I sette post precedenti:
"Playgulp 1: arrivano i pornofumetti di Playboy"- 14 numeri dal dicembre 1980 al febbraio 1982 - "Benvenuto Bonvi", di Giovanna Tettamanzi - Playboy dicembre 1980

"Playgulp 2 e 3: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy gennaio e febbraio 1981 

"Playgulp 4 e 5: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy marzo e aprile 1981 

"Playgulp 6 e 7: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy maggio e giugno 1981 

"Playgulp 8 e 9: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy luglio e settembre 1981

"Playgulp 10 e 11: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy ottobre e novembre 1981

"Playgulp 12 e 13: arrivano i pornofumetti di Playboy"- Playboy dicembre 1981 e gennaio 1982


In basso a destra nell'ultima scan è riportato "15-fine", mentre nel precedente numero c'era scritto "13-continua", quindi, a rigor di logica, mancherebbe il numero 14, in realtà penso proprio che ci fu un errore di stampa. Il numero 13 di "Playgulp" è presente nel numero di Playboy del gennaio 1982, il mese successivo, cioè quello di questo numero del febbraio 1982, presenta il "15-fine", ma la rivista era mensile. Il numero di gennaio 1982 è segnato come "anno XI numero 1", quello di febbraio 1982 riporta "anno XI numero 2", quindi non uscì in mezzo un altro numero. Inoltre, leggendo la "trama" (se si può chiamar tale) del fumetto, si capisce che tra il "13-continua" e il 15-fine" c'è consequenzialità.

Ergo mi permetto di affermare che la rivista commise un piccolo errore nel catalogare i due episodi, con questo numero il fumetto di Bonvi si conclude   ^_^

Se poi qualcuno mi porta il numero 14, contento di inserirlo  :]

domenica 6 dicembre 2020

Volume rilegato n° 1 "Il mitico Thor" della Editoriale Corno - Primi 20 numeri: aprile 1971/gennaio 1972


Nell'agosto del 2018 ebbi il cul... ehm... la fortuna di recuperare ad un mercatino dei volumi rilegati con le prime edizioni di svariate testate Marvel pubblicate dalla "Editoriale Corno":
Volumi rilegati delle collane Editoriale Corno: Thor; F4; Uomo Ragno; Devil; Capitan America; Super Eroi

Ho quindi iniziato a fare dei post specifici su ogni testata:
Volume rilegato "Albi Super-Eroi" della Editoriale Corno - Primi 20 numeri: maggio 1973/gennaio 1974

Volumi rilegati "Capitan America" della Editoriale Corno - Primi 40 numeri: aprile 1973/ottobre 1974


I volumi della testata su Thor sono ben 4 (iper mega colpo di cul... ehm... fortuna), quindi li inserirò uno alla volta, lo scopo sarebbe, oltre a mostrare qualche curiosità, mettere un po' di ordine nel caos generato dai (tra l'altro quasi tutti bellissimi) film Disney sull'universo Marvel.
Quali erano i poteri di Thor basandosi sul primo numero della prima testata apparsa in Italia? 
Si ingozzava di birra?
Visto che i videogiochi online non esistevano ancora, giocava a Monopoli con amici alieni?
Era incline al pianto, alla depressione e alle battute di infimo ordine?
Aveva la panza?
Ovviamente no, era il "Dio" del tuono, ma anche della neve, a dire il vero   ^_^
Nei film Disney (e probabilmente nei nuovi universi narrativi dei fumetti Marvel) è assente l'alter ego di Thor, il dottor Don Blake, medico/scienziato con un grosso problema di zoppia, tanto che cammina con il bastone nonostante sia giovane. Come è assente la figura dell'infermiera Jane Foster, di cui è segretamente innamorato il dottor Blake, chiaramente Jane Foster nei film c'è, ma è una scienziata.
In questo post inserisco i poteri originali di Thor, alcuni dei quali con regole molto stringenti e dimenticate, i villains (abbastanza imbarazzanti...) che il Dio del tuono incontra nei primi 20 numeri di questo volume, la posta dei lettori alla testata, infine alcune copertine con storie di particolare interesse (dal mio punto di vista).
Benché io inizierò a leggere Thor attorno al 1976/77, c'erano anche le pagine in bianco e nero in alcune testate, anche la tv era in bianco e nero, era una vita "grigia" la nostra   ^_^


Inizialmente è il caso di spiegare che, come quasi tutti i supereroi del periodo, Thor aveva una doppia identità, nella vita privata era il dottor Don Blake, con relativo studio medico ed infermiera, anche se in un numero lo si scopre eminente scienziato, tanto da creare un androide potentissimo.
La particolarità stava nella sua condizione di "Thor", che lo vedeva trasformato in "Dio del tuono" mantenendo la personalità del dottor Blake, quindi il "Thor di Asgard" non si reincarnava nel corpo dell'umano quando veniva usato il martello. C'è da aggiungere che successivamente Thor ragionerà coscientemente da asgardiano, compresi i ricordi, quindi tra questo primo numero e quando lo leggerò io (fine anni 70), gli autori della Marvel modificarono sostanzialmente il racconto.
Detto ciò, in origine il dottor Blake prendeva "semplicemente" le sembianze di Thor, con annessi i suoi conosciutissimi straordinari super poteri, che sottostavano ad alcune regoline, oggi cadute nell'oblio:
1) percuotendo a terra il bastone magico si diventava Thor;
2) se per 60 secondi consecutivi si smetteva di impugnare il martello, si tornava umani;
3) percuotendo a terra 2 volte il manico del martello si generava pioggia o neve;
4) per far cessare la tempesta bisognava battere a terra 3 volte il suddetto manico;
5) con un solo colpo del manico a terra, si tornava subito umano, col martello diventato un bastone.

Ho notato che i poteri di Thor e del suo martello tendevano ad ampliarsi regolarmente, quindi non li ho inseriti, limitandomi alle cinque regole di cui sopra che ho illustrato con delle scan qua sotto.

giovedì 3 dicembre 2020

L'Imperatore: radici, evoluzione e attualità della funzione imperiale nel Giappone contemporaneo


TITOLO: L'Imperatore: radici, evoluzione e attualità della funzione imperiale nel Giappone contemporaneo
AUTORE: Giacomo Mannocci
CASA EDITRICE: Il Cerchio Iniziative Editoriali
PAGINE: 493
COSTO: 38 €
ANNO: 2018
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN: 9788884745217

Comprai questo saggio appena venne pubblicato, ma vista la sua tematica ed il numero di pagine ne ho sempre posticipato la lettura, temendo fosse un po' pesantuccio e difficile comprensione (per me), invece sbagliavo alla grande. Tralasciando alcune parti che sono gioco forza più giuridiche, la quasi totalità dello scritto è comprensibilissima, piacevole da leggere ed interessante. Aiuta la lettura il carattere di scrittura non minuscolo, le esaurienti note a piè di pagina, le riproposizione quando necessario di concetti già espressi, senza però diventare ripetitivo.
Si nota qualche refuso, che comunque non impedisce la lettura dello scritto.
Nella prefazione l'autore specifica che questo è un testo a carattere giuridico di diritto comparato, ma che spazia nella storia, religione e filosofia, perché tutti questi campi sono necessari per comprendere l'istituzione imperiale giapponese. 
L'autore prende in esame l'arco temporale che parte dalla "Rinnovamento Meiji", con la promulgazione della Costituzione del 1889 fino a quando il Tenno Akihito annuncia il sui desiderio di abdicare per motivi di anzianità, in mezzo ci sono altri due imperatori, il secondo dei quali ebbe una parte importante nella storia del Giappone e mondiale, oltre e vedere una modifica della Costituzione nel 1947.
Dal mero punto di vista del titolo di studio sono la persona meno adatta a recensire un testo di questo genere, posso solo dire che a me è piaciuto.

Capitolo 1
Si spiega come e quanto il diritto costituzionale giapponese non sia una mera appendice di quello europeo e statunitense, i cui influssi sono comunque presenti nelle Costituzioni del 1889 e del 1947. Il capitolo si concentra sulla figura costituzionale del Tenno.

Capitolo 2
E' illustrata la differenza tra la figura dell'imperatore/Re in occidente e quella del Tenno in Giappone. Il termine più corretto è "Tenno" rispetto ad "imperatore", visto che gli unici tre Tenno che furono realmente "imperatori" furono Meiji, Taisho e Showa (fino alla resa), in quanto possedevano un impero ed erano comandanti in capo delle forze militari. Il capitolo tratta anche la dimensione religiosa shintoista del Tenno, oltre all'etimologia del termine "Tenno", con tanto di spiegazione degli ideogrammi.

Capitolo 3
Il capitolo è dedicato al "Rinnovamento Meiji", una trattazione storico-giuridico-costituzionale che parte dal 1867. In questa fase il Tenno diviene il simbolo dello shintoismo di Stato, e quindi un dio/padre per tutti i giapponesi, che del Tenno fino ad allora poco o nulla sapevano. Sono elencati i primi atti Meiji, i viaggi in occidente per informarsi dei metodi di governo e costituzionali, allo scopo di redigere la carta costituzionale, che manterrà comunque peculiarità tute nipponiche. La nuova costituzione fu promulgata l'11febbraio 1889, essa si ispirava sia a quella britannica che a quella prussiana, con una prevalenza per quest'ultima, per il rapporto con l'esercito. Rispetto a le due costituzioni europee c'era l'aspetto del carattere religioso e sacro del Tenno, per il suo legame con la dea Amaterasu.

Capitolo 4
Con il quarto capitolo si entra nel ruolo e nelle attribuzioni che la costituzione imperiale del 1889 affidava al Tenno. In apertura sono illustrati i seguenti concetti:
1) il Tenno non solo regna ma pure governa;
2) Esiste un'unica Casa Imperiale che ininterrottamente regna sul Giappone perché affonda le sue radici nella discendenza diretta con la Dea del Sole Amaterasu Omikami.

Sono poi analizzati i vari protocolli inerenti il Tenno, in questa parte è spiegato il valore di legge dei "rescritti e delle ordinanze imperiali", per esempio i rescritti sulle forze armate e sull'educazione, che generarono il culto della personalità del Tenno. Da ricordare che il tentativo di colpo di Stato dei militari il 26 febbraio 1936 fu stroncato da Hirohito grazie ad una "ordinanza imperiale", a cui gli insorti semplicemente obbedirono. Quindi Hirohito, quando volle, intervenne per far valere la sua autorità (mia chiosa), come fece per la resa agli Usa.

mercoledì 2 dicembre 2020

"La prima spedizione italiana nell'interno del Giappone e nei centri sericoli" - Pietro Savio (1869) - parte 6 fine

 


A metà del 1800 l'Italia ed il Giappone avevano un interesse commerciale in comune, la  sericoltura.
Pietro Savio fece parte di una spedizione commerciale per studiare l'allevamento del baco da seta in Giappone e per stipulare accordi commerciali. Durante questo viaggio di lavoro prese nota di tutto ciò riguardava l'industria del baco da seta giapponese e lo pubblicò in questo libro. A dire il vero, come mi capitò per "Il Giappone Moderno" di Giovanni De Riseis, io non ho ancora letto nulla di questo libro, quindi non sono certo che vi siano riportati anche aneddoti di vita sociale del periodo.
Il lunghissimo libro di De Riesis venne pubblicato nel 1900, ma raccontava di un viaggio del 1895, lo scritto di Pietro Savio venne pubblicato nel 1873, però il viaggio è datato giugno 1869!
Ben 26 anni prima, quindi l'autore si recò in un Giappone ancora poco occidentalizzato, mi auguro che l'autore non vi abbia riportato solo le tecniche di sericoltura.
L'epoca Meiji iniziò nel 1868, cioè pochi mesi prima di questo viaggio
Confido nel titolo, in cui si parla di "prima spedizione italiana nell'interno del Giappone", e solo in carattere più piccolo si accenna a i centri sericoli.
Come per il libro di De Riesis, sono molto belle le incisioni, più piccole in quanto il formato del libro è quello di un quaderno.


Concludo il libro di Pietro Savio con le ultime scan, da cui ho omesso l'estratto di un manoscritto giapponese sui bachi da seta... ho inserito, invece, le ultime incisioni presenti.

martedì 1 dicembre 2020

"TV Sorrisi e Canzoni" dal 21 al 27 giugno 1981 (articoli sulla pubblicità e Giochi Senza Frontiere + l'elenco di tutte le tv private italiane)


Questo post nasce dalla richiesta di un lettore di vedere qualche palinsesto delle televisioni locali di Bergamo e Brescia, di cui mi sono reso conto che ho ben poco, anzi, direi solo questo... si vede che o ai tempi quelli con le edizioni della zona Bergamo/Brescia li buttavano tutti via, oppure oggi nessuno di quelli che li ha ancora in casa li vende   ^_^
Del numero ho omesso gli articoli sulla musica, per il resto ho messo tutto, compreso quello su "Fantastico 2", il direttore di Rai 3, un sondaggio Doxa sul conservatorismo italico (che torna utile anche oggi...), su Pippo Baudo e famiglia, Enrico Beruschi, Giochi Senza Frontiere, lo sceneggiato "Suonando per il tempo", un'intervista a Mario Pastore, Dora Moroni, gli spot pubblicitari ed infine (in realtà all'inizio della rivista) un elenco di tutte le tv locali presenti in tutte le edizioni regionali di "TV Sorrisi e Canzoni".
Personalmente gli articoli che ho apprezzato di più sono il sondaggio Doxa e quello sulla pubblicità.
Poi in realtà il sondaggio è abbastanza generico popolare, ed anche poco attendibile, visto che il cartone animato più popolare era "Topolino" al 27%... Vabbè... ok che nel 1981 avevamo superato il momento di massima notorietà dei cartoni animati giapponesi, ma che fosse Topolino mi rifiuto di crederlo... può essere che i fan dell'animazione giapponese dispersero i loro voti ognuno per un personaggio differente, mentre i fissati con Disney avevano poco da scegliere...
 


Ma per me la sorpresa del numero è stata questa lista delle emittenti pubbliche e private esistenti nel giugno 1981, ben 319!
C'è da considerare che nel 1981 il mercato aveva già scremato il panorama delle emittenti private rispetto all'esordio degli anni 1977 e 1978: 

Una moltitudine di micro emittenti locali erano scomparse, e stavano per affacciarsi sul mercato i network Canale 5, Rete 4 ed Italia 1, che fecero man bassa di frequenze ed emittenti minori (ma non sempre), inglobandole sotto un unico canale.
Ci sono poi i casi di cambio di nome, per esempio la mitica milanesissima "Milano TV" era diventata "Canale 51", prendendo il nome dal canale da cui emettevano la frequenza, ed in seguito questa divenne, se non rammento male, parte di "Rete A".
Il panorama delle emittenti private locali era in continuo movimento e restringimento, visto che il budget della pubblicità veniva accaparrato sempre di più da Canale 5 e soci, lasciando le briciole agli altri canali.


In ogni edizione della rivista si potevano trovare i programmi di 36 emittenti private, cioè, secondo la redazione, tutto quello che si poteva captare nella propria zona.
Trovo che questo sia un documento interessante da confrontare che i link, sopra, tanto per avere un'idea di come mutò l'offerta televisiva privata nel giro di soli 4/5 anni.

sabato 28 novembre 2020

"I massacri dei vostri telegiornali sono forse preferibili a Goldrake?" + altra lettera al giornale (Guido Biondi), di Massimo Rossi - "La Notte" 15 maggio 1980


L'articolo di questo post è conseguente alla lettera che venne pubblicata, sempre su "La Notte", il 2 maggio:

La redazione de "La Notte" fece una cosa semplice, ma a quanto pare non molto usuale nei quotidiani del periodo (e neppure attuali), inviò il giornalista Massimo Rossi ) a sentire cosa ne pensasse Marco Bruns, primo relatore della lettera apparsa sul giornale del pomeriggio il 2 maggio precedente, ma assieme a lui ascoltò tutta la sua classe della scuola elementare "Colomba Antonietti Borzi" (che esiste ancora) di via Bergognone (vicino a via Solari dove abitavano i bambini della lettera del 2 maggio).
La pagina numero 18 del quotidiano reca anche un'altra lettera, a firma Guido Biondi, che abitava sempre a Milano in via Gonzaga 8, praticamente in centro   :]
Facendo qualche ricerca sul web ho scoperto che in realtà la scuola si chiamava "Colomba Antonietti Porzi", con la "P" e non con la "B", magari un refuso (vedere in fondo al post).
Quindi abbiamo dei bambini di via Solari, allora non una zona da "ricchissimi" (come forse è oggi) e un bambino che viveva in centro a Milano, teoricamente benestante, infine il sottoscritto che stava alla periferia popolare della città. Zone diverse, status economici differenti, ma un unico eroe comune: Goldrake   ^_^

I cartoni animati giapponesi erano associativi, mica come dicevano gli adulti di allora che incentivavano la solitudine...

In questo trafiletto è riunita la lettera di Guido Biondi con il rimando alla lettera del 2 maggio di Marco Bruns e soci.
Anche Guido Biondi, come i bambini di via Solari, esprime dei concetti abbastanza semplici, ma inoppugnabili, con un finale terso:
"Io mi domando se con tutto ciò che combinano questi "adulti" debbono proprio occuparsi dell'unica nostra evasione?"

Poi io non concordo che quella fosse "l'unica nostra evasione", perché noi in cortile ci stavamo un botto di tempo, anche in inverno (negli androni delle scale o sotto i balconi del pianterreno), e se pioveva andavamo a casa degli amici. C'è da dire che io vivevo in periferia, e di certo, assieme al cemento, c'era però anche molto verde, mentre a Milano i prati non abbondavano.
Mi è piaciuta molto la chiosa in conclusione della redazione, con la speranza che Marco Bruns e i suoi amici assieme a Guido Biondi, da adulti non avrebbero ricommesso gli stessi errori dei grandi da loro denunciati su queste pagine. 
Se ne saranno ricordati una volta divenuti genitori?
Sarebbe bello chiederlo a loro  ^_^



Foto di gruppo dei miei coetanei e coetanee, in realtà la copia de "La Notte" non è che si veda molto, la si intuisce  :]
Il giornalista si recò alla fine delle lezioni fuori dalla scuola elementare dove era iscritto Marco Bruns, chiedendo ai bambini come la vedevano la diatriba "L'altra campana" versus Goldrake.

mercoledì 25 novembre 2020

"Ragazzi di via Solari in difesa di Goldrake", lettera al quotidiano - "La Notte" 2 maggio 1980

 


In quel tremebondo aprile del 1980 non erano in molti a difendere Goldrake e soci, qualcuno c'era, ma sparute minoranze di persone adulte che non si fecero trascinare dal nuovo sport nazionale: dare addosso ai cartoni animati giapponesi brutti, sporchi e cattivi.

In realtà ci sarebbero stati milioni di paladini degli eroi animati nipponici, cioè i bambini/e e ragazzi/e che li seguivano, ma nessuno li chiamava in causa, tanto erano solo bambini/ragazzi... ma un giorno alcuni ragazzi di via Solari 19 a Milano si ruppero un po' i maroni, che a Milano è il termine più corretto da usare in questa situazione, e decisero di inviare una lettera al quotidiano "La Notte".

Probabilmente la misura fu colma quando videro la trasmissione di Enzo Tortora "L'altra Campana", che in un segmento della puntata si occupò proprio di Goldrake e soci:

"L'altra campana" 18 aprile 1980: i (600) genitori di Imola contro Goldrake

Anche io fui testimone di quel processo televisivo quasi senza difensori, anche se fino a qualche tempo ero erroneamente convinto che la trasmissione fosse "Portobello", ma ricordavo, invece, molto lucidamente mio padre che sentenziò, durante la trasmissione di Tortora, che non avrei più visto Goldrake, mentre mia madre che mi tranquillizzò subito dicendomi che lo avrei potuto continuare a guardare senza problemi. Talvolta gli adulti in televisione non si rendono proprio conto che sono visti anche dai bambini, penso che quella fu la prima volta che subii del terrorismo psicologico via etere... basti pensare che a distanza di decenni mi ricordavo ancora il fatto, e vi assicuro che di cose non belle nella mia infanzia ne ho vissute un certo numero, quindi i ricordi negativi non sarebbero mancati   :]

Le poche righe della lettera dei miei coetanei sono così disarmanti che nessun adulto nemico di Goldrake e soci avrebbe avuto il coraggio di eccepire, la chiosa finale è da premio Pulitzer:

"Indipendentemente da Goldrake un bravo bambino rimane sempre un bravo bambino"

Spero che gli estensori della missiva possano finire su questo sperduto blog, nel caso si fossero dimenticati di quel piccolo episodio della loro vita dell'aprile/maggio 1980, e mi pare giusto citarli pure tutti!

Marco Bruns; Alex Lanner; Paolo Pennisi; Emanuela Pennisi; Pietro De Castiglioni; Raffaella Comparetti; Matteo Bacchetti; Giovanni Parigi; Michele Monesi; Anna Comparetti; Enrico Parigi.


lunedì 23 novembre 2020

Situazione malfunzionamenti dopo 3 mesi e mezzo dall'aggiornamento dell'interfaccia di Blogspot

Premessa, capisco bene che tutto l'ambaradan sia gratis, quindi quando una cosa è gratuita più di tanto non ha senso lagnarsi, solo che era gratuita anche nella versione precedente dell'interfaccia, e tutti questi problemi non c'erano...   >_<

Ricapitolo un po' gli avvenimenti blogheriani:

A fine giugno la nuova interfaccia di Blogspot è diventata definitiva, ma fino a al 30 luglio non ho avuto problemi a postare, era cambiata l'interfaccia, ma si poteva postare tranquillamente, dovevi solo abituarti ai nuovi comandi.

Quando il 9 agosto ho inserito il primo post del nuovo mese ho trovato l'inferno:

Problemi con il nuovo aggiornamento di Blogspot da agosto

Questi problemi sono proseguiti per tutto agosto e settembre, senza che i programmatori li risolvessero:

Altro malfunzionamento di Blogspot il 21 agosto

Prosegue l'impossibilità di inserire lo scritto tra le immagini


Infatti in quei due mesi ho inserito pochissimi post, qualcuno chioserà, giustamente, che per la lingua italiana sia stato un grande successo   ^_^

Da ottobre ho ricominciato ad inserire i miei classici 14 post al mese, ma non grazie ai programmatori di Blogspot, ma in virtù dei suggerimenti di un lettore, IDEEIS, che nei commenti dei post dove denunciavo l'impossibilità di postare, mi ha dato delle dritte per aggirare i problemi. Soluzioni a cui, senza il suo intervento, non sarei mai giunto autonomamente, ergo colgo l'occasione per ringraziare nuovamente IDEEIS   ^_^

Oggi siamo al 23 novembre, com'è la situazione? 

Identica... ma proprio uguale uguale... per esempio, se carico le immagini dalla "VISUALIZZAZIONE DI SCRITTURA" queste compaiono ancora in ordine inverso... in un breve post l'ho fatto senza pensarci e me le sono trovate con la prima immagine posizionata in fondo e viceversa... per poter vedere le immagini nell'ordine in cui le carico devo per forza usare  la "VISUALIZZAZIONE HTLM". Sia chiaro, non è un problema, ma è la dimostrazione che nulla è cambiato.

Altro problema essenzialmente grafico:

Vedete qua sopra che ci sono degli spazi tra le frasi? Non li ho inseriti io, ma si creano da soli abbastanza randomicamente quando vado a capo della frase, in alcuni post ci sono, in altri post lo spazio quando premo invio non si crea...



Se nel punto dove c'è scritto "ANCHE" io premo invio, la riga va a capo ma con uno spazio in mezzo che si vedrà anche graficamente.


Altro problema:

Tra le opzioni di caricamento dell'immagini c'è quella "TRAMITE URL", l'ho sempre usata quando una immagine si ripeteva in post diversi, tipo le recensioni dei Superboys o Megaloman, ma anche questo comando in modo randomico delle volte non funziona, poi altre volte non crea problemi...



Quando l'interfaccia (o dio sa cosa) decide di non funzionare, mi viene comunicato che è "IMPOSSIBILE TROVARE L'IMMAGINE ALL'URL INDICATO", ma l'immagine esiste, è già caricata sul blog!!!    T_T


Il problema più grave è che resta l'impossibilità di inserire lo scritto tra le immagini, e per ovviare a questo malfunzionamento sto ancora usando il metodo suggeritomi da IDEEIS. Metto quattro immagini per illustrare come ha risolto IDEEIS.

domenica 22 novembre 2020

Megaloman (1979) - puntata 21

L'episodio precedente è stato il più adrenalinico di tutti quelli visto fino ad ora, il povero Megaloman si è dovuto scontrare addirittura contro cinque kaiju, alla fine è finito letteralmente in croce ed ad un passo, anzi, un "pulsante" dalla morte...

Capitan Delitto deve solo premere un pulsante, la cosa più semplice del mondo, anche alieno, una leggera pressione e addio Megaloman, la Terra è conquistata, la serie terminata, la recensione finita... ma non voglio spoilerare il proseguo della trama  ^_^

Senza rivelare nulla ci sono un altro paio di aspetti interessanti della puntata, per esempio il fatto che l'assenza di Seiji si è dimostrata molto pesante, pesante per lui... essere stato estromesso da questo epico episodio, sempre che non sia stato a causa di problemi di salute, fu proprio il preludio ad una sua estromissione dalla produzione.

Sul versante dei cattivi l'ingresso di Bairok, il capo degli scienziati alieni, ha inserito un ottimo villain da contrapporre a Takashi, direi fin migliore della figura di Capitan Delitto. Bairok, rispetto ad un Capitan Delitto lontano nello spazio perché realmente nello spazio del sistema solare, è una presenza tangibile durante i combattimenti, mentre i becchini che avevamo visto fino ad ora erano personaggi tutti uguali ed anonimi. In particolare vanno ammirate le sue espressione di stupore, rabbia e gaudio, direi diretta emanazione del teatro giapponese. 

Anche in questa puntata non mancano le mega esplosione che mettono a repentaglio la sicurezza degli attori dentro i costumi dei Kaiju. Gli attori, invece, questa volta sono stati esentati da rischiare la vita, anche perché la puntata li relega un po' a spettatori delle vicende incentrate su Megaloman/Takashi/Mari.

Ci sono, infine, due scene un po' imbarazzanti per il nostro eroe dalla argentea criniera...

Ma si sono mai visti Goldrake, Mazinga o Gundam presi a calcio nel deretano?
Addirittura per due volte in una puntata!!!
Umiliante...
Poi capisco anche che dentro qui costumi dove si moriva dal caldo, non si vedeva quasi nulla e i movimenti erano assai limitati, facevi quello che potevi al momento per rendere la scena di combattimento attiva, ed un calcio era l'azione più semplice e diretta, il problema, in questo caso, è dove il piede termina la sua corsa... 

In cosa consisterà l'eroismo di Mari?
In fondo Mari è la mamma di Megaloman, e la mamma è sempre la mamma, ed un bravo figliolo vuole sempre bene alla mamma   ^_^
Larghi tratti della puntata sono dedicati al rapporto madre figlio, Takashi/Megaloman e Mari. 
Considerando l'Italia dei figli maschi un po' mammoni e il rapporto madre/figlio presente in Giappone, direi che le due nazioni dimostrano delle similitudini su questo aspetto, per questo penso che ai tempi l'episodio sia piaciuto ad eventuali mamme e nonne.
Magari in altre nazioni alcune scene, dove si vede un uomo ormai adulto invocare la mamma come un bambinetto, saranno sembrate ridicole, non da noi e pare non in Giappone    :]

Ma quindi, dove eravamo rimasti?
Ah si, Capitan Delittto deve solo premere un pulsante!

mercoledì 18 novembre 2020

Lotto di squadre del Subbuteo - parte 1 (anni 70)


A fine agosto in un mercatino ho visto questa stupenda confezione del Subbuteo di metà anni 70, pensavo che dentro ci fosse la classica dotazione, cioè due squadre, le porte, il campo in panno verde etc. etc., invece no!
La apro e scopro un tesoro!!!
L'ex bambino proprietario l'aveva svuotata della sua dotazione e l'aveva ingolfata di squadre ed accessori!
Io da bambino non avevo una confezione del Subbuteo, ma avevo preso prima il singolo panno verde/campo da gioco  e un po' alla volta le squadre. Il tutto, che non era neppure poco come equipaggiamento (avevo anche i riflettori!), lo stivavo in una scatola anonima. 
Ergo, tutte le volte che vedo una confezione del Subbuteo, sono tentato di comprarla per avere quella "vera" che non ho mai avuto. 
Ma il contenuto di questa scatola era mille volte meglio di quella originale!
Io ho iniziato la mia epopea con il Subbuteo nel 1978, con il primo catalogo avuto tra le mani, ma gli articoli stipati in questa scatola erano antecedenti, direi di 3 o 4 anni prima. 
Parrà poco, ma sono eoni per un bambino e lo sono anche per il Subbuteo.


Si capisce che il bambino ex proprietario era veramente un appassionato, ed anche un meticoloso cultore del gioco, visto il tipo di accessori e la perfezione con cui vennero conservati.
Quando l'ho scoperchiata sono rimasto senza fiato  O_O
Il venditore non voleva poco, ma neppure moltissimo, ed io, pur non essendo esperto sul valore di ogni singolo articolo ho deciso di aprire il portafoglio e portarmela a casa.
Sinceramente non l'ho comprata per specularci, ma era troppo bella, e 12 squadre di metà anni 70 più vari accessori valevano di certo più del orezzo richiestomi.
Cercando su Ebay, per quel che valgono le "quotazioni di Ebay", solo la Romania vale più di quanto l'ho pagata, ed alcune squadre neppure si trovano, per esempio la Fiorentina.
Inoltre nel set c'era anche il campo montato su un'asse, che era ciò che avrei sempre voluto fare io da bambino, ma non fu mai possibile. 
Il dover allestire il campo da gioco era una bella seccatura: 
stirare il panno dalle pieghe (quindi chiedere alla mamma il permesso di usare il ferro da stiro o aspettare che lei lo usasse); 
creare uno spazio in casa per poter stendere il campo;
fissare campo e porte con lo scoth(...);
dover rismontare tutto dopo poco.
Ho due amici (fratelli) che avevano (ed hanno) il campo montato su un'asse, e bastava mettere il tutto sul pavimento per iniziare le partite, non paragonabile alla trafila di cui sopra.
Il bello è che ora anch'io ho un campo già allestito, con tanto di fermi originali made in Subbuteo per le porte, solo che è più vintage del loro !   (tiè!!!)    ^_^
In questo post ho inserito tutte le squadre presenti in questa confezione comprata, quindi non mie fin da bambino.
Ho schierato gli undici sul panno verde montato sull'asse e dietro la squadra ho messo la prima versione del tabellone in simil legno (anch'esso presente nella confezione), ho quindi scattato altre due foto, quella con la scatola e un primo piano (talvolta un po' sfuocato...) delle miniature in posizione anteriore e posteriore.
Dato che ho notato che il tabellone non sempre permetteva di leggere il nome della formazione, l'ho riportato in grande nel collage delle tre foto.


Che bellezza!!!
Sorge una domanda: che squadra italiana tifava l'ex bambino proprietario della confezione?
Considerando che ci sono tre squadre italiane (Internazionale, Genoa, Fiorentina), mi concentrerei su una delle tre  ;)

Editi del 24 giugno 2026:
Dopo più di cinque anni ho messo la parte due del post:

lunedì 16 novembre 2020

I figli della TV


TITOLO: I figli della TV  
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: La Nuova Italia
PAGINE: 241
COSTO: 5 €
ANNO: 1988
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': on line 
CODICE ISBN:


Quando in copertina di un saggio ci sono i fotogrammi della sigla di apertura (in bianco e nero) di "Judo Boy", ne consegue che l'argomento deve essere i cartoni animati giapponesi. 
E' da parecchio che ho scovato questo saggio del 1988, ma non lo postavo per pigrizia, causa le molte pagina che trattano gli anime, ergo molte scan...
In realtà lo studio si focalizza sui programmi televisivi che vedevano i bambini dai 2 ai 7 anni nel 1986, in questo contesto non citare i cartoni animati anche giapponesi era impossibile, ma si parla anche di telefilm, film, attualità etc. etc. 
Nell'introduzione è spiegato che questo studio è l'evoluzione di uno effettuato nel 1976, da cui nacque il saggio "I bambini e la tv, la prima ricerca sull'esperienza televisiva dai 3 ai 6 anni", nel mezzo erano passati 12 anni e vi era stato l'avvento in Italia dell'animazione giapponese. Il metodo di analisi è stato il medesimo, aggiornato allo sviluppo tecnologico, l'età del campione uguale, quindi a chi avesse studi in merito e l'interesse di approfondire l'argomento, consiglio mdi reperire entrambi per fare le debite differenze su come e quanto cambiò l'effetto della televisione su quel target di età.
Non potendo postare per intero il libro, 120 scan di 240 pagine paiono troppe pure a me... mi sono limitato alle pagine che trattano l'animazione giapponese, anche se molto spesso gli autori si riferiscono ad essa non con i titoli singoli delle serie, ma con la classificazione "cartoni animati affettivi" (Candy Candy e socie) e "cartoni animati aggressivi" (robottoni ed avventura).
Dal "first impact" sono passati 12 anni, gli anime trasmessi sono cambiati, ma non sempre, nel libro sono citate sparpagliate nel libro le seguenti serie nipponiche come visibili in televisione nel 1986:
Memole; Candy Candy; Mila e Shiro; Kiss me Licia; Occhi di gatto; Voltron; L'uomo Tigre.

E' vero che i tempi erano cambiati, e che i robottoni e la fantascienza animata non andava più per la maggiore, ma mi pare comunque un po' sovrastimata la presenza dei "cartoni animati affettivi", rispetto a quelli "aggressivi", benché, per esempio, "Occhi di gatto" è inserito nel secondo gruppo. 

Edit del 18 novembre 2020:
Leggendo un comento di Gianluca mi son reso conto che tutto lo studio del saggio era basato su un errore di fondo, cioè che non puoi far vedere a dei bambini di fascia d'età dai 2 a 7 anni i seguenti anime:
Candy Candy; Mila e Shiro; Kiss me Licia; Occhi di gatto; Voltron; L'uomo Tigre.

Facevano eccezione Memole e i Puffi, tutto il resto era assolutamente fuori target!
Purtroppo i ricercatori e gli esperti italiani del periodo non sapevano che le serie animate nipponiche erano molto targettizzate per età e sesso, quindi considerarono inadatti alla visione degli anime che il campione dello studio non avrebbe dovuto guardare!

Ho cercato di mantenere un minimo di sequenza delle pagine e delle tabelle (molto interessanti), non pretendo di esserci riuscito, vale il consiglio di cui sopra, nel caso reperire il libro   ^_^

Beh... non c'è dubbio, è "Kurenai Sanshiro", alias "Judo Boy", una delle tante serie che seguivo e di cui non ho mai visto il finale. Comprai pure il cofanetto, ma i disegni sono così vecchi, il doppiaggio così approssimativo, che la curiosità di scoprire chi fosse l'uomo senza un occhio non è stata superiore alla ripulsione estetico/audio a seguire la seconda puntata...

Lo scrivo ogni volta, ma sinceramente, quando ho iniziato a cercare nella saggistica sui programmi televisivi e i bambini del periodo tra il 1978 e i primi anni 90 tracce di citazioni sui cartoni animati giapponesi, non pensavo di riesumare ben 24 titoli (con questo), ovviamente con gradi differenti di trattazione del tema:



E pare che comunque la mia ricerca non sia terminata, il problema è solo riuscire a trovare altri titoli che pare non abbia più nessuno, né le biblioteche né il web.

Preciso che le sottolineature visibili nel testo scritto non sono mie, non le ho cancellate per timore di strappare le pagine.
Consiglio di controllare il numero della pagina per verificare se siano consecutive.



Nel post inserisco per prima l'analisi di Roberto Farnè sui 10 anni trascorsi dopo la prima trasmissione di Goldrake, che nel saggio fu inserita dopo lo studio, ma trovo che sia così interessante che meriti la precedenza, oltre al fatto che di questa inserisco tutte le pagine, mentre lo studio è molto spezzettato.