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sabato 18 settembre 2021

L'uomo dei sogni, intervista a Mario Clementoni


TITOLO: L'uomo dei sogni, intervista a Mario Clementoni
AUTORE: Luciana Saetti
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 143
COSTO: 5 €
ANNO: 1994
FORMATO: 20 cm x 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 9788845056055


Ho scoperto dell'esistenza di questo libro leggendo una bibliografia di un altro, l'acquisto era quindi obbligato. 
La lettura è stata piacevole, ma non molto interessante, nel senso che speravo di scoprire più aneddoti sulla storia della Clementoni, particolari sulle licenze, spiegazioni del processo produttivo, magari un elenco dei giochi in scatola messi in commercio, di tutto questo ci sono accenni, ma sparsi per il libro, e poco dettagliati.
Come è riportato sulla copertina è questa una intervista, una lunga intervista di 140 pagine, seppur con un carattere di scrittura non piccolo, in cui le risposte di Clementoni quasi mai si soffermano su quello che sarebbe interessato a me. 
Molte pagine sono dedicate al presente dell'azienda nel 1994, mentre io, come si capisce dalle recensioni dei giochi in scatola, ho come interesse gli anni 70 ed i primi anni 80.
Ribadisco che il libro è comunque da leggere, anche visto il costo irrisorio a cui lo si può trovare, ma non è ciò che mi sarebbe piaciuto leggere... chissà se esiste un libro con la storia dei giochi della Clementoni.





Speravo di leggere qualcosa sulle licenze dei cartoni animati giapponesi, visto che la Clementoni produsse parecchi giochi in scatola degli anime, ma in tutto il saggio si può leggere solo un accenno a pagina 49.
E' un'intervista, immagino che Clementoni andasse più o meno a memoria, non credo si fosse preparato con date, titoli dei giochi in scatola e anime da cui furono tratti, quindi c'è un po' di confusione in quelle poche righe dove si tocca l'argomento.
Peccato... scopriamo solo che a Mario Clementoni non garbavano molto i cartoni animati giapponesi, ma mica gliene faccio una colpa   ^_^
Il tema successivo era la collaborazione con la Disney, ma non è che ci sia scritto questo granché, si passa dal 1971 a "Topomistery" in poche righe...
La speranza che qualche appassionato faccia una bella ricerca alla "Massimo Nicora" sulla Clementoni.

venerdì 17 settembre 2021

Megaloman (1979) - puntata 30 (penultimo episodio)




Essendo arrivata la fine della serie, è questa una puntata pregna di avvenimenti, anche drammatici. Non mancano i momenti esilaranti, i colpi di scena, gli effetti speciali e i misteri della sceneggiatura, oltre ai dubbi nati per l'adattamento/doppiaggio. Il tutto crea un mix al fulmicotone!
Vabbè, forse sto esagerando... comunque bella puntata, e nonostante sia per me la terza visione della serie (una da bambino e due da adulto) proprio non rammentavo questo dipanarsi della trama, pare che ogni volta che guardo Megaloman sia per la prima volta. 
Non so se questo sia un complimento o meno...   >_<


Capitan Delitto è al contrattacco relativamente, in quanto lo si vede poco, tocca a Bairok condurre i cattivi, e per i fan di questo personaggio ci sarà una sorpresa.
Tra i buoni il protagonista sarà Takamine, seguito da Ran, e alla fine della puntata prende la scena Mari, Takashi resta presente, ma la sua parte è accessoria e scontata, lui combatte i kaiju.


Come prima scena si vede un'astronave nella classica visuale da "Guerre Stellari", ma questa non è infinita come un incrociatore dell'Impero.

sabato 11 settembre 2021

"Kate" di Netflix con mini mega citazione di "Guerra fra galassie"


Come sempre non starò qui a recensire il nuovo action-movie di Netflix, ci sono tonnellate di siti e blog più preparati di me per queste cose, mi limiterò ad un aspetto di nicchia, molto di nicchia, una mini nicchia:
i 9 secondi in cui il regista ha deciso di far apparire qualche scena di "Guerra fra galassie!

Il film non mi è dispiaciuto, ho letto delle critiche sul web, ma quando si guarda un prodotto del genere, più o meno si è consci di quello che si vedrà, non puoi pretendere una trama alla Kurosawa, altrimenti guardati Rashomon... 
Detto che il film è piacevole, il livello di apprezzamento aumenta esponenzialmente quando il regista ti fa l'occhiolino buttandoci dentro qualche spezzone di "Guerra fra galassie":
"Ehi amico/a che stati guardando il mio film, ci siamo intesi? 
Noi due da bambini abbiamo guardato gli stessi programmi, benché vivessimo in nazioni differenti, magari in continenti differenti!"

Il passo successivo è stato andarmi a cercare il nome del regista, Cedric Nicolas-Troyan, mio coetaneo e francese, ergo mentre io guardavo "Guerra fra galassie" lui guardava "San Ku Kaï", il cerchio si chiude.
Chiaramente ogni generazione ha le sue citazioni trans-geografiche e talvolta trans-generazionali, ma i prodotti televisivi nipponici degli anni 70 e primi anni 80 mi pare abbiano generato un effetto maggiore rispetto ad altri fenomeni simili.
Qualche anno fa mi sono comprato il cofanetto DVD della "Yamato Video" di "Guerra fra galassie", nonostante che da bambino lo adorassi (era pur sempre un "Guerre Stellari"!) e non fossi mai riuscito a vederne il finale causa segnale dell'emittente privata troppo scarso, ho impiegato settimane a terminarlo, difficile da digerire da adulto... diciamo che è un telefilm invecchiato male, a differenza di "Megaloman", che risulta ancora guardabile.

Adoravo Fantasma e Meteora, ma il top del trash è Baru, il Chube nipponico per la televisione  ^_^
Da bambino ti esaltava, da adulto ti fa scompisciare, infatti...

venerdì 10 settembre 2021

"Onda TV" dal 26 marzo al 1 aprile 1978 - terzo numero della rivista


I primi numeri di "Onda TV" (o "Onda Tivù") erano antenna3lombardiacentrici, le copertine erano dedicati a conduttori e programmi dell'emittente lombarda. Il primo articolo a pagina 2 era appannaggio di "Antenna 3 Lombardia", seguivano un altro paio di scritti, ma le pagine erano poche e si concentravano sui programmi.
In questa copertina si vede Ettore Andenna con alla sua sinistra la bellissima Diana Scapolan e a destra Liana, purtroppo nell'articolo le due vallette non sono neppure nominate per cognome, solo che la prima ha proseguito la carriere televisiva, l'altra evidentemente no, ergo non se ne trova traccia sul web.

Sul versante dei palinsesti televisivi c'è una sola traccia di animazione giapponese seriale, a parte Heidi sulla Rete 1 Rai, il 28 marzo su "Bergamo TV" c'è "Kimba il leone bianco", che era trasmesso almeno dal settembre 1977 nella sua versione importata dagli USA, con sigla in inglese.
Per il resto i cartoni animati quasi sempre non recano il titolo, quindi resta il mistero su cosa venisse trasmesso.
Il canale della Svizzera Italiana gode sempre di una colonna intera, quindi i suoi programmi erano ben illustrati, anche perché, a differenza delle tv locali, venivano comunicate con dovizia di particolari.



Due pagine in cui Ettore Andenna si racconta.

mercoledì 8 settembre 2021

Soffioplà - Gig 1979

Non sono il primo sul web che rievoca questo giocattolo messo in vendita a cavallo tra gli anni 70 ed 80, non ho informazioni sconvolgenti da rivelare, non posterò immagini o video mai viste prima, semplicemente, quando qualche mese fa lo trovai su una bancarella di un mercatino, visto il prezzo esiguo e il suo essere ancora confezionato, me lo sono accattato subito   ^_^
La cosa bella è che sul web molti ne parlano, anche con dovizia di particolari, è citato in libri, ma spesso da persone che non ci giocarono mai, vuoi perché troppo grandi, vuoi perché manco erano nate nel 1979 (oppure troppo piccole).
Quindi ho semplicemente pensato che, se loro che non si erano mai arroventati i polmoni per far agganciare quella maledetta pallina di polistirolo a quello stramaledetto gancino di plastica, potevano discettarne, io che avevo sprecato centinaia di metri cubi di H2O ne avevo ben diritto  :]
Al "Soffioplà" della Gig penso una volta all'anno, quando debbo fare la spirometria, stesso sforzo sovrumano, spesso vano a causa di malfunzionamenti dello strumento di diagnosi, ma con la differenza che ai tempi mi ci divertivo!
L'acquisto di questo satanico giocattolo avvenne a causa (o merito) dei martellanti (MARTELLANTI) spot pubblicitari che giravano sulle tv private locali del milanese... 
Una quantità annichilente di réclame che oggi chiamerebbero Garanti di qualsiasi entità, i pompieri, l'associazione psichiatri e pure la Digos... 
Poi te lo compravano, lo scartavi, manco davi una pulita al beccuccio in plastica, tanto il Covid era ben lontano da venire ed igienizzare qualsiasi cosa non era una priorità, infine iniziavi a pomparci bar e bar di aria... Il problema è che in carenza di ossigeno o in iperventilazione la prima cosa che viene meno è proprio la capacità di fare quello che il gioco prevedeva.
Senza contare l'effetto "salica in eccesso" che fuoriusciva da ogni dove   >_<
Ho memoria di momenti passati sul divano del soggiorno mezzo esausto, come neppure due partite consecutive di pallone in cortile potevano ridurmi... e quella cavolo di pallina non si agganciava... la vista si annebbiava, il gancino diventava doppio o triplo, la frustrazione cresceva, infine abbandonavo il gioco un po' incavolato.
Il bello è che, al contrario, quando riuscivo ad agganciare la pallina al cappio plastico, smettevo di giocarci perché avevo vinto, che gioco del cavolo...   ^_^


Non credo di aver mai letto il retro della confezioni fino a questo momento, non è che il gioco necessitasse di molte spiegazioni.
Mi pare che lo scritto fosse abbastanza campato in aria, tanto per usare un termine congruo  :]
Leggendolo oggi, se le informazioni non erano veritiere, anche abbastanza truffaldino per un bambino, ma tanto io non le lessi mai, quindi non sono adirato  ^_^

lunedì 6 settembre 2021

"Italian kidvid: UFO Robot is a Bonanza" - Variety 18 aprile 1979


L'impatto dei cartoni animati giapponesi in Italia risuonò fino a New York, quando mercoledì' 18 aprile 1979 apparve un articolo che riepilogava il clamore che Goldrake ebbe sulla carta stampata, oltre al suo successo televisivo ed economico.
Avevo già postato un articolo in lingua straniera, il famoso "La folie Goldorak" (di Guy Lagorce - Paris Match 19 gennaio 1979), poi ad inizio estate mi sono imbattuto su un certo numero di articoli della stampa svizzera in lingua italiana.
Dagli USA ci arrivarono i giocattoli degli "Shogun Warriors", ma credo dopo questo articolo, oppure l'estensore nulla sapeva della loro esistenza, in quanto non nomina mai il fenomeno televisivo dei robottoni giapponesi negli Stati Uniti.
Sfogliando la rivista ho notato che era veramente corposa, ben 189 pagine, e l'articolo che ci riguarda lo si leggeva a pagina 99, quindi non proprio prioritario per la redazione. Variety prestava attenzione al mondo televisivo delle altre nazioni, non solo europee, non mi pare ci sia stato un corrispettivo simile in Italia.
Ovviamente non ho tradotto io l'articolo, mi sono affidato a siti appositi, limitandomi ad aggiustare le frasi che risultavano tradotte in maniera un po' curiosa.
Ringrazio Andrea per l'impegno ^_^  Guido e Massimo Nicora per avermi evitato di tradurre malamente il titolo dell'articolo. Infatti ad una mia prima traduzione avevo scambiato "Bonanza" per il telefilm western, mentre risulta essere un termine preesistente, usato nei paesi di lingua spagnola e proprio negli Usa:

Io avevo pensato che il titolo volesse equiparare il successo televisivo italiano di Goldrake a quello statunitense di Bonanza, mentre "Bonanza" stava per "grande affare economico", alludendo alla montagna di soldini che la Sacis lucrò da "Atlas Ufo Robot" a nostre spese  :]
Altra puntualizzazione sulla parola "kidvid", che Google Translate traduce con "ragazzino, mentre ha un significato televisivo:

Non è facile tradurre un semplice titolo in inglese di un quotidiano del 1979, figuriamoci una serie animata...

Ad inizio articolo si cita un articolo dai toni abbastanza negativi su Goldrake pubblicato in prima pagina sul "Corriere della Sera" a firma Leonardo Vergani, fino a d'ora pensavo che la disinformazione del periodo sull'animazione giapponese, essendo un tema minore, influenzava solo altri giornalisti ed esperti italici, mentre, in realtà, varcò l'oceano... 

Tocca quindi all'immancabile Silverio Corvisieri, che grazie a Goldrake giunse sul quotidiano capitalista statunitense, chissà se la Pravda lo citò mai.
L'ex Onorevole Corvisieri nella sua attività parlamentare avrà fatto anche tante cose meritorie, ma alla fine deve la sua fama imperitura a Goldrake, com'è strano il mondo dei media:





Buona lettura della traduzione, comunque alla fine c'è l'articolo originale  ^_^



Qui sotto la stessa immagine è divisa in tre, ergo più grande  ;)

sabato 4 settembre 2021

"Speciale Videogiochi: Giochiamo col futuro", di Riccardo Albini - "Tutto Musica e Spettacolo" novembre 1982


Mi è capitato di notare che talvolta gli articoli sui videogiochi, ma anche su altri prodotti, fossero mere marchette per pubblicizzare una o più console, specialmente sotto Natale.
Questo articolo, invece, si concentra sui cabinati da bar, quindi non acquistabili, benché ripensando alla rivista che ho consultata in emeroteca, mi pare di ricordare che presentasse parecchie pubblicità di console  ^_^
Le cinque pagine, oltre ad un pelino di storia, esaltano l'esperienza videoludica, considerandola migliore rispetto a guardare un film al cinema, la televisione oppure ascoltare musica.
Riccardo Albini scrive:
"I denigratori dei videogiochi affermano che sono uno spreco di tempo e denaro, esaltano la violenza, incoraggiano le scommesse e sono un modo per sfuggire dalla realtà."

"In realtà, i videogiochi hanno molti più aspetti positivi di quanti ne abbiano di negativi. Tanto per cominciare, sono uno spasso."

"A differenza della televisione, dei film e dei dischi, che si guardano e si ascoltano passivamente, i videogiochi sono un divertimento attivo. Non c'è niente di male nello stare a guardare e ascoltare, ma i giochi elettronici ci offrono qualcosa con cui interagire.
Dunque, i videogiochi sono certamente un divertimento più salutare e meno dannoso di molte altre attività del tempo libero che si praticano oggi."

Da Wikipedia scopro che nel 1982 (in realtà da gennaio 1983) Riccardo Albini fondò la prima rivista sui videogiochi in Italia, quindi era una fonte forse un po' interessata, ma va bene comunque  :]

L'accusa che i videogiochi incitassero a scommettere mi risulta nuova, ma plausibile, vista la disinformazione che esisteva su videogames e cartoni animati giapponesi, ed i primi sovente erano di matrice nipponica... 
Dall'articolo e dai box informativi ho appreso notizie che non conoscevo, tipo quella che Spielberg avesse la casa piena di cabinati (beato lui...), ed immagino che la casa non fosse un bilocale...
Viene spiegata la prassi per mettere in commercio un cabinato, dallo studio alla produzione.
Infine ho scoperto i trucchi per vincere a Pac Man! 
Purtroppo con 40 anni di ritardo...   T_T

Articolo molto bello ed interessante, pubblicato a fine 1982, quindi nel primo periodo del boom dei videogiochi.

Buona lettura.

venerdì 3 settembre 2021

Per vedere la prima TV di "Guerre Stellari" il 13 dicembre 1983 su "Rete 4" ci sorbimmo 10 spot pubblicitari!!! - "TV Video" dicembre 1983



Ho già toccato l'argomento della prima trasmissione televisiva di "Guerre Stellari" su "Rete 4" il 13 dicembre 1983, di cui mostro la relativa pagina su "TV Sorrisi", nel post sulla prima edizione delle VHS italiane:

Lo ritiro fuori perché nella rivista "TV Video" ho trovato, all'interno della rubrica che informava cosa valesse la pena videoregistrare, un trafiletto che annunciando la prima tv di "Guerre Stellari" ci avvisava per quante volte il mio amato film sarebbe stato interrotto dagli spot pubblicitari:
10 volte!

Per fortuna ai tempi il "prime time" iniziava alle 20,25 e quindi comunque il film probabilmente sarà terminato dopo le 23,00. Oggi, con i film che iniziano dopo le 21,00 (uno dei motivi che mi ha fatto cancellare la televisione come opzione per vedere film), "Guerre Stellari" sarebbe terminato dopo mezzanotte...
Non rammento bene quanto durasse uno spot pubblicitario in prima serata, ma non erano pochi secondi, si trattava di alcuni minuti (anche più di 5 minuti, visto che c'era chi usava questo tempo per espletare funzioni fisiologiche), moltiplicato per 10...
Nel 1983 non esisteva l'alternativa ai film in televisione infarciti di spot, ergo era la normalità, ma se la rivista riporta nell'ultima riga l'avviso "Attenzione agli spot", queste 10 interruzioni pubblicitario dovettero essere molte di più di quelle usuale. D'altro canto, sempre nel trafiletto, si apprende che l'acquisizione della prima tv del più bel film di fantascienza della storia del cinema costo parecchio a "Rete 4", ergo dovevano rientrare nei costi.
Sempre sia lodato lo streaming, se a prezzi ragionevoli e con una larga disponibilità di film e serie  ^_^

Da notare anche l'avviso della redazione sui cambiamenti di programmazione delle tv private, che ormai non erano più le piccole tv locali di fine anni 70. 
Era in atto una guerra televisiva (che si combatteva anche tra i partiti in parlamento), che sarà poi vinta a mani bassi dalla Fininvest(...).
Una delle strategie era modificare il palinsesto in modo da non bruciare un film considerato di valore, se al medesimo orario un'altra emittente aveva, magari di sorpresa, piazzato un programma teoricamente più appetibile. Una rivista mensile come "TV Video" ne risultava assai danneggiata, preannunciando programmi che non sarebbero andati in onda.


giovedì 2 settembre 2021

Mi sono reso conto che da alcuni mesi le mail inviatemi tramite il blog finivano nello spam...

Non che io riceva tonnellate di mail inviate tramite il "Modulo di contatto" del blog, era, però, un flusso bassino, ma costante. Da alcuni mesi non ne ricevevo più, ma solo ieri ho controllato gli indirizzi mail che finivano direttamente nello spam, e c'era quello di "blogspot"...  T_T

Non ho ben capito se sia stata colpa mia oppure se Gmail abbia fatto tutto da sola, comunque colgo l'occasione per scusarmi di non aver risposto ed invitare, chi leggesse questo post, a rimandarmi la mail a cui non risposi. Questo perché dopo 30 giorni lo spam viene cancellato automaticamente   >_<



mercoledì 1 settembre 2021

Gli articoli sul Giappone del quotidiano "Libertà" scritti da Antonio Widmar - parte 1 (1977)


Facendo tante ricerche sull'animazione giapponese sia nelle emeroteche reali che virtuali mi è capitato spesso di trovare articoli sul Giappone, quasi mai li ho fotocopiati o salvati perché altrimenti le mie ricerche sarebbero state infinite. Probabilmente un errore, ma non sarebbe stato possibile fare in diverso modo, specialmente se si pensa che per le ricerche negli archivi storici on line il risultato della ricerca per la parola chiave "Giappone" dà come risultato centinaia di pagine. Pagine che spesso erano di articoli economici, di politica estera o di sport, mentre a me sarebbero interessati solo quelli sulla società giapponese.
Ho fatto un'eccezione quando, consultando on line il quotidiano "Libertà", mi sono reso conto che questi articoli sul Giappone avevano spesso lo stesso estensore, cioè Antonio Widmar.
Purtroppo il sito dove ho consultato la "Libertà" non prevede la ricerca per parola chiave, e con il cognome non comune dell'autore si sarebbero potuti selezionare solo i suoi articoli, quindi mi dovetti scorrere pagina per pagina ogni edizione di numerose annate... probabilmente qualcosa mi sarà sfuggito, ma comunque ho sommato undici articoli scritti tra il 1977 e il 1983.
Ho cercato anche informazioni sull'autore, non c'è molto sulla sua biografia, ho trovato un solo link che ne parla. Dallo scritto sembrerebbe lui, in quanto viene riportato che quel Antonio Widmar per 17 anni (dal 1948) fu consigliere addetto stampa culturale in Giappone (immagino per l'ambasciata), solo che morì nel 1980, mentre i miei articoli proseguono fino al 1983... farò altre ricerche.


Gli scritti sul Giappone sono di vario genere, da quello storico alla cronaca, passando per le abitudini dei giapponesi, quindi quello che interesserebbe a me.
Forse la redazione della "Libertà", per alcuni articoli sull'animazione giapponese, avrebbe potuto chiedere a Widmar di telefonare alle sue fonti in Giappone per sapere se, per esempio, i cartoni animati giapponesi fossero fatti al computer:

Il primo articolo (sopra e sotto) è del 10 maggio 1977, dal titolo "L'arrivo di una nave da diporto destò enorme sorpresa in Giappone", e racconta di quanto furono sorprese le autorità giapponesi quando nel 1877 un ricco inglese approdò con il suo panfilo per fare il turista.
Tra l'altro questo racconto storico l'ho ritrovato in uno dei due oppure in entrambi saggi recensititi da poco che trattato quel periodo:







Il secondo articolo (qui sotto) è del 22 giugno 1977 e si intitola "In Giappone il silenzio è d'oro".
Gli adattatori italiani di Heidi non lo sapevano, infatti le ficcarono in bocca frasi anche quando la bambinetta non proferiva parola...

martedì 31 agosto 2021

"Gekisou! Rubenkaiser TV Ehon" ("Formula 1"?) - 1977 (libro illustrato tv)


Ringrazio di nuovo Andrea e Valentina per il materiale  ^_^

Questo "TV Ehon" è sulle corse automobilistiche, venne prodotto nel 1977, ma non lo vidi mai sulle emittenti private della zona di Milano tra il 1978 e i primi anni 80. Sul nostro territorio, in via teorica, dovrebbe essere arrivato con il titolo "Formula 1", peccato non si sappia bene in che periodo (1982? 1990?), in quale regione/città fosse visibile, non c'è traccia né di uno straccio di puntata e neppure della sigla italiana...
Per quanto riguarda la trasmissione italiana l'anime non è riportato su "Il dizionario dei cartoni animati", che, invece, dava conto di un altro anime poco notato come "Flying Dragon, il drago volante".
Il titolo italiano "Formula 1" è presente su "Anime, guida al cinema d’animazione contemporaneo" dei Kappa Boys, benché venga considerato di 26 episodi, quando sul web c'è accordo sul fatto che ne vennero prodotti solo 17, gli autori lo liquidano in tre righe .
La presenza di "Gekisou! Rubenkaiser"/"Formula 1" sul libro dei Kappa Boys, pubblicato nel 1991, avvalora sia la tesi web della trasmissione nel 1982 che nel 1990.
Sullo speciale di "if" "Orfani e Robot" del dicembre 1983 è riportato il titolo in giapponese, ma non ci sono riferimenti su una trasmissione in Italia, come per tutte le altre serie che vedemmo.
Io ho fatto una ricerca random sui miei "TV Sorrisi" del 1982, che sono di varie edizioni territoriali, ma non ne ho trovato traccia, come non mi è saltato all'occhio sugli archivi storici on line di un paio di quotidiani, sia per l'annata 1982 che per il 1990. 
C'è da considerare che la ricerca per parole, con un titolo comunissimo come "Formula 1", ha dato una quantità alta di risultati, fosse stato titolato in italiano "Rubenkaiser conquista la Formula 1", sarebbe stato facile...
Fu mai trasmesso in Italia "Gekisou! Rubenkaiser"?
Il fatto che sul web non si trovi (io non l'ho trovato) neppure uno spezzone di pochi secondi della sigla, manco un audio, ma solo ricordi di utenti o sperdute pagine web che lo citano col titolo "Formula 1", oltre ai Kappa Boys su carta, mi fa sorgere il dubbio che non sia mai arrivato da noi. 
Di certo non arrivò nel 1982, forse nel 1990, come "Flying Dragon, il drago volante", magari li importarono assieme a costi bassissimi.
Sul web si trovano anche i titoli in italiano di "Formula 1", che, una volta tradotti, non si discostano molto da quelli giapponesi, ma ciò non implica nulla, anzi, se fossero stati completamente differenti avremo avuto qualche indizio che la serie fu trasmessa nel 1982, dato che era la pratica corrente del periodo. Il fatto che il titolo in italiano sia una quasi corretta traduzione di quello nipponico potrebbe essere sia la prova che venne trasmesso nel 1992, che sia un fake news  ^_^
Ma c'è un però... leggi più sotto.



        

Le sigle di apertura e chiusura cantate da Isao Sasaki con in coda le anticipazione del successivo episodio, dove si possono vedere pochi secondi dell'anime, chiaramente in giapponese.
Dalla pagina di Wikipedia jappo ho tradotto tramite Google il seguente testo:

mercoledì 25 agosto 2021

L'immagine al plurale - Serialità e ripetizione nel cinema e nella televisione



TITOLO: L'immagine al plurale - Serialità e ripetizione nel cinema e nella televisione
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Marsilio Editore
PAGINE: 184
COSTO: 5 €
ANNO: 1984
FORMATO: 21 cm x 16 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 


Il seguente saggio sulla serialità nel cinema e in televisione contiene dieci contributi, uno è specifico su Goldrake, quindi rientra perfettamente nella mia ricerca della pre-saggistica sull'animazione giapponese in Italia.
Come per l'Emeroteca Anime, che originariamente non avrei mai pensato avrebbe superato i 1100 scritti, neppure per questa particolare ricerca sulla saggistica non avrei mai immaginato di trovare così tanti libri che cercarono, più o meno approfonditamente, di spiegare il successo dei cartoni animati giapponesi.
Con questo libro sono arrivato a 29 titoli, ma ne ancora da recensire:
"Dizionario dei film - Tutto il cinema di tutti i Paesi" (1980)
Capire la TV (1981) 
Il ragazzo e il libro: corso di aggiornamento (1981)
L'alluvione cine-televisiva, una sfida alla famiglia alla scuola alla chiesa (1981)
Età evolutiva e televisione - Livelli di analisi e dimensioni della fruizione (1982)
TV e cinema: Quale educazione? (1982)
Fare i disegni animati - Manuale didattico di cinema d'animazione (1982)
Vita col fumetto (1983)
La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione (1983)
Guida al cinema di animazione - Fantasie e tecniche da Walt Disney all'elettronica (1983)
Il consumo dell'audiovisivo (1984)
Il bambino e la televisione, a cinque anni solo con Goldrake (1985)
Il libro nella pancia del video - Il bambino lettore nell'era dell'informatica (1986)
Ombre Rosa - Le bambine tra libri, fumetti e altri media (1987)
Testimone a Coblenza (1987)

L'autore di questo contributo, "Un'estetica industriale (a proposito di Goldrake)", è il francese Jacques Aumont, e nel 1984 aveva poco più di 40 anni, quindi non un "vecchio". C'è da precisare che questo scritto, se non ho capito male una piccola prefazione, nasce da un convegno del 1983, un solo anno o pochi mesi prima della pubblicazione del saggio.
Lo scritto, che ho riportato interamente, inizia a pagina 103, e comincia a trattare di Goldrake da pagina 107, sinceramente dalla pagina 103 alla 107 non ci ho capito nulla...  T_T
Su Goldrake ci vengono date subito due informazioni;
la serie è stata prodotta negli ultimi 5 anni = gravemente errato...
il nome originale di Goldrake è Grendizer = giusto.

Va da sé che come non ho capito le prime 5 pagine, non è che le altre mi siano state chiarissime...



Aumont si focalizzo sui cinque punti sopra riportati, che, di nuovo, non mi sono del tutto chiari, ergo è un po' difficile per me valutare lo scritto, se non per le parti che ho capito o che contengono errori.
Un fattore che non rende sempre attenibili queste analisi (non solo questa) è che l'autore non vide tutta la serie, ma solo qualche puntata. Purtroppo anche Aumont dichiara di aver visto solo una "ventina" di episodi, ma cosa vuol "ventina"? 21 episodi o 29 episodi?
L'autore sapeva che la serie era composta da 74 puntate?
Quindi nel caso ne avesse viste 29 non si sarebbe neppure avvicinato alla metà, se si fosse fermato a 21 episodi non sarebbe arrivato ad un terzo.
E questa "ventina" di puntate erano quelle iniziali?
Finali?
Vide una "ventina" di episodi consecutivi?
Un semplice telespettatore può guardare una "ventina" di puntate e decretare che quello spettacolo non gli garba, ma si può pubblicare una analisi su una serie vedendone meno di un terzo?
Infatti a pagina 108 ci spiega che ogni episodio ha uno "svolgimento autonomo", che io interpreto come "autoconclusivo", il che sarebbe un grave errore, ma se lui ha visto solo una "ventina" di puntate, magari dava questa impressione.
Un aspetto che non è mai chiaro è se l'autore si riferisca alla trasmissione francese o italiana di Goldrake, io immagino sia quella della sua nazione, ma non è mai esplicitato... oppure io non l'ho capito   >_<