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mercoledì 1 settembre 2021

Gli articoli sul Giappone del quotidiano "Libertà" scritti da Antonio Widmar - parte 1 (1977)


Facendo tante ricerche sull'animazione giapponese sia nelle emeroteche reali che virtuali mi è capitato spesso di trovare articoli sul Giappone, quasi mai li ho fotocopiati o salvati perché altrimenti le mie ricerche sarebbero state infinite. Probabilmente un errore, ma non sarebbe stato possibile fare in diverso modo, specialmente se si pensa che per le ricerche negli archivi storici on line il risultato della ricerca per la parola chiave "Giappone" dà come risultato centinaia di pagine. Pagine che spesso erano di articoli economici, di politica estera o di sport, mentre a me sarebbero interessati solo quelli sulla società giapponese.
Ho fatto un'eccezione quando, consultando on line il quotidiano "Libertà", mi sono reso conto che questi articoli sul Giappone avevano spesso lo stesso estensore, cioè Antonio Widmar.
Purtroppo il sito dove ho consultato la "Libertà" non prevede la ricerca per parola chiave, e con il cognome non comune dell'autore si sarebbero potuti selezionare solo i suoi articoli, quindi mi dovetti scorrere pagina per pagina ogni edizione di numerose annate... probabilmente qualcosa mi sarà sfuggito, ma comunque ho sommato undici articoli scritti tra il 1977 e il 1983.
Ho cercato anche informazioni sull'autore, non c'è molto sulla sua biografia, ho trovato un solo link che ne parla. Dallo scritto sembrerebbe lui, in quanto viene riportato che quel Antonio Widmar per 17 anni (dal 1948) fu consigliere addetto stampa culturale in Giappone (immagino per l'ambasciata), solo che morì nel 1980, mentre i miei articoli proseguono fino al 1983... farò altre ricerche.


Gli scritti sul Giappone sono di vario genere, da quello storico alla cronaca, passando per le abitudini dei giapponesi, quindi quello che interesserebbe a me.
Forse la redazione della "Libertà", per alcuni articoli sull'animazione giapponese, avrebbe potuto chiedere a Widmar di telefonare alle sue fonti in Giappone per sapere se, per esempio, i cartoni animati giapponesi fossero fatti al computer:

Il primo articolo (sopra e sotto) è del 10 maggio 1977, dal titolo "L'arrivo di una nave da diporto destò enorme sorpresa in Giappone", e racconta di quanto furono sorprese le autorità giapponesi quando nel 1877 un ricco inglese approdò con il suo panfilo per fare il turista.
Tra l'altro questo racconto storico l'ho ritrovato in uno dei due oppure in entrambi saggi recensititi da poco che trattato quel periodo:







Il secondo articolo (qui sotto) è del 22 giugno 1977 e si intitola "In Giappone il silenzio è d'oro".
Gli adattatori italiani di Heidi non lo sapevano, infatti le ficcarono in bocca frasi anche quando la bambinetta non proferiva parola...




Il terzo articolo (qui sotto) è del 6 luglio 1977 e si intitola "L'ospedale dei vecchi giocattoli".

 

2 commenti:

  1. Quando ero piccolino (primi anni 70) ricordo di aver visto un "ospedale delle bambole", cioè una botteghina in cui si riparavano giocattoli.
    Probabilmente era un superstite, e ce n'erano molti di più negli anni 40-50, insomma prima del boom.
    Non so se rilasciasse certificati di morte, ma comunque, tutto il mondo è paese.
    Poi se l'economia continua così, mi sa che certe attività "ospedaliere" riprenderanno piede... anche se ormai i bimbi credo che usino meno i giocattoli e più gli smartphone.

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  2. Io non ne ho mai viste di attività del genere.

    Se avessimo avuto noi gli smartphone, ci saremmo stati attaccati tutto il giorno, molto meglio di dover girare la manovella del Mupi V35

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