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martedì 30 aprile 2019

Integrazione articoli (68) del 30 aprile 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di un mese e poco più ho trovato abbastanza articoli, ben 68, per fare un nuovo post aggiuntivo all'indice dell'Emeroteca Anime, che ad oggi raggruppa ben 798 articoli provenienti da  109 pubblicazioni.
Continua a darmi molte soddisfazioni il filone d'oro delle testate inerenti la scuola, grazie al quale posso annoverare altre quattro riviste che pubblicarono articoli sugli anime:
Scuola e didattica: problemi ed orientamenti per la scuola media; 
Scuola Italiana Moderna;
I diritti della scuola;
Cooperazione Educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa

Come ho già scritto, l'importanza delle analisi di questi periodici "scolastici" risiede nel target della rivista, cioè gli insegnanti e i genitori, e nel livello di approfondimento degli scritti.
Non che manchino gli strafalcioni, però si comprende che i vari autori cercavano di approfondire la questione del rapporto tra bambini/ragazzi e programmi televisivi.
Alle quattro testate di cui sopra vanno aggiunte quelle scoperte nelle settimane e mesi passati:
"Riforma della Scuola"; "Tutto Scuola"; "L'Educatore, quindicinale di pedagogia"; "Genitori e scuola, mensile per la partecipazione alla gestione della scuola"; "Il giornale dei genitori".

Un'altra testata similare a quelle scolastiche è "LG Argomenti", una pubblicazione del servizio bibliotecario di Genova, che si occupava prettamente di letteratura giovanile. Oltre ad alcuni interessanti articoli, la puntuale bibliografia presente in ogni numero, mi ha permesso di risalire ad altre testate ed articoli.
Ho già usato la metafora mineraria, in cui ogni filone d'oro rappresenta una nuova fonte informativa (e dove io sarei il minatore informativo), nel caso di "LG Argomenti" si tratta del più classico effetto domino.

Probabilmente il rinvenimento editoriale più importante di questa nuova integrazioni di articoli è una pubblicazione sul cinema, che mi ha permesso retrodatare i primi articoli sull'animazione giapponese al 1969.
La rivista in questione è "Segnalazioni Cinematografiche", che aveva carattere semestrale, ed era pubblicata dal "Centro Cattolico Cinematografico".
Le sale cinematografiche che facevano capo alla chiesa non potevano proiettare, per ovvi motivi, qualsiasi film, ma come poteva fare il don a sapere che in un qualche punto della pellicola ci sarebbe stata una scena sconsigliata ai più giovani, magari accompagnati dalla famiglia?
Consultava "Segnalazioni Cinematografiche"!
Nella pubblicazione è presente una sinossi del film, con relativa valutazione "pastorale" a beneficio di chi avrebbe dovuto scegliere cosa proiettare. Talvolta i giudizi sui film possono far sorridere, però bisogna considerare che si parla di un periodo che va dai 40 ai 50 anni fa, l'Italia in fatto di costume sociale è cambiata parecchio... ciò che allora faceva scalpore, oggi lo vediamo nelle pubblicità.
Quindi sarebbe ingeneroso valutare col metro di oggi quei giudizi.
La precisione della rivista mi ha permesso di risalire a tutti (tranne uno) i film d'animazione passati per il grande schermo italico. Una vera miniera informativa piena di notizie interessanti, in quanto erano scritti i nomi degli autori, la casa di produzione etc etc.
Preciso che l'arco temporale della mia indagine parte dal 1968 fino al 1982.

I nomi delle altre nuove testate con articoli sugli anime sono:
Tuttolibri (inserto de "La Stampa");
Isca Informazioni;
CM cinema teatro televisione stampa radio pubblicità;
ikon ricerche sulla comunicazione rivista dell'Istituto A. Gemell;
Studi Cattolici;
Il Settimanale, politica cultura economia attualità.

Ringrazio Carlo per avermi inviato i due articoli de "La Stampa" e "Stampa Sera" del 1982 su Lady Oscar, che a quanto pare mi erano sfuggiti.

Di seguito i 68 articoli di questo aggiornamento

mercoledì 1 maggio 2019

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal 1969 al 1982



Riuscire ad avere informazioni sui lungometraggi animati giapponesi passati nelle sale cinematografiche italiche negli anni 70, specialmente prima del boom degli anime, non è agevole. A parte Wikipedia, le cui informazioni vanno sempre prese un po' con il beneficio d'inventario, i vari dizionari di film possono contemplare alcuni titoli ed altri no, ma poi resta il dubbio sulla fonte originaria della notizia.
A cercare di mettere un po' di ordine in questo caos di date e titoli, ci può venire in soccorso il periodico "Segnalazioni Cinematografiche", che veniva pubblicato a cura del "Centro Cattolico Cinematografico", che nella forma originaria aveva cadenza settimanale (vedi scritto nella parte in basso della scansione qua sopra), mentre io ho consultato i volumi semestrali, che raggruppavano le dispense settimanali.
Quindi le recensioni dei film erano relativamente di stretta attualità distributiva, infatti lo scopo della pubblicazione era informare i responsabili delle sale cinematografiche legate alla chiesa cattolica (oratori, sale parrocchiali, scuole cattoliche etc) su cosa poteva essere proiettato e cosa avesse un contenuto non consono per il pubblico.
C'è da dire che in alcuni casi le recensioni paiono abbastanza in ritardo rispetto alla prima uscita cinematografica, ipotizzo che questo ritardo sia dovuto al fatto che i cinema che facevano capo al "Centro Cattolico Cinematografico" non fossero di prima visione, ergo arrivavano negli oratori in seconda o terza visione.
Il piccolo don del paesello come poteva essere certo che un film non contenesse una scena o un linguaggio diseducativo che avrebbe messo in imbarazzo sia lo spettatore che chi lo aveva messo in cartello?
Si affidava a "Segnalazioni Cinematografiche", che per ogni titolo, oltre ai dati sul film e alla sua sinossi, emetteva un giudizio di carattere pastorale.
Inoltre ogni film era valutato con un più sintetico voto, inizialmente numerico romano (I-II-III-IV), in seguito affidato a due termini, che identificano immediatamente se si sarebbe potuto proiettare in una sala cinematografica di matrice cattolica.




Questi sopra erano i criteri e la terminologia per la valutazione dei film nel 1975, criteri e terminologia che nel tempo subirono modifiche. Infatti, nelle schede che si potranno leggere più sotto inerenti ai film d'animazione giapponese, in alcuni casi ci sono i numeri romani, in seguito la valutazione con due "parole significative".
Personalmente trovo legittimo che nelle sale cinematografiche dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica si ponessero dei paletti ben definiti su cosa si potesse vedere, quindi qualsiasi tipo di ironia su questo aspetto sarebbe errata.
Alla fine del post inserisco le recensioni/valutazioni di quattro film non di animazione, tanto per far comprendere quale fosse il metro di giudizio nel caso di film più problematici.
A termine e compendio di questa introduzione alla rivista "Segnalazioni Cinematografiche", inserisco un paio di link con informazioni più dettagliate:
https://labottegadelciabattino.wordpress.com/2012/11/30/le-segnalazioni-del-centro-cattolico-cinematografico/

http://memoryssubmarine.blogspot.com/2012/08/ccc-centro-cattolico-cinematografico.html


Preciso che la mia ricerca si è concentrata sull'arco temporale che va dal 1968 al 1982, perché ero curioso di leggere i giudizi sui film d'animazione nipponici che vidi al cinema o in televisione.
Ho trovato le schede di 28 lungometraggi animati, direi che ne mancano giusto un paio, forse tre:
"Ali Babà e i quaranta ladroni"; "Goldrake addio"; "Orsetto panda e gli amici della foresta".

Stante che la loro assenza non credo sia dovuta ad una mia svista, avendo controllato le annate interessate ben due volte, potrebbe essere che i film sfuggirono ai recensori della rivista.
Nel caso di "Ali Babà e i 40 ladroni" potrebbe essere che non ebbe proiezioni al cinema.
Resta comunque strano che non li abbiano recensiti, in quanto recensirono veramente qualsiasi cosa, dal capolavoro allo schifo più becero.
Stante che questi tre film non li ho trovati nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche", però ne ho pescati altri 28, e 12 di questi vennero proiettati nel periodo pre-goldrekkiano.
Le schede restano interessanti nei casi in cui il recensore si prese la briga di dare un giudizio un po' più approfondito.
Inoltre, a differenza di quello che sarei stato portato a credere, il giudizio sull'animazione giapponese, sia prima di Goldrake che post Goldrake, rimane sostanzialmente positivo o addirittura molto positivo. Ci sono alcuni giudizi negativi, ma nella quasi totalità delle schede i recensori non dimostrarono alcun pregiudizio, anche dopo le pesanti polemiche giornalistiche sui cartoni animati giapponesi.
Ci sono anche dei momenti di sana ilarità, dove i nomi degli autori sono errati o sono presenti improbabili titoli originali in inglese, ma queste inesattezze non credo siano ascrivibili alla redazione della rivista, ma alla fonte originaria delle loro notizie.
Per il controllo degli autori dei film Toei pre robottoni, ho utilizzato come fonte Toei Animation, i primi passi del cinema animato giapponese.
Ci tengo a segnalare che le sinossi sono scritte veramente bene, sia come italiano, che come comprensione della trama, quest'ultimo fattore non è semplice da proporre al lettore, specialmente in così poche righe.

Le schede dei film che ho recuperato:
"Le meravigliose favole di Andersen" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXVI 2° semestre 1969
"La grande avventura del piccolo principe Valiant" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXVII 1° semestre 1970
"Il gatto con gli stivali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXIX 2° semestre 1970
"009 Joe Tempesta" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972
"Senza Famiglia" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972
"Ventimila leghe sotto i mari" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972 "Robin e i 2 moschettieri e mezzo" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Leo il re della giungla" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Belladonna" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXIX 2° semestre 1975
"Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXIX 2° semestre 1975
"Il gatto con gli stivali in giro per il mondo" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXV 2° semestre 1978
"Mazinga contro gli Ufo Robot" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXV 2° semestre 1978
"Heidi torna tra i monti" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Heidi in città" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"La più grande avventura di Ufo Robot: Goldrake all'attacco" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Heidi diventa principessa" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Goldrake l'invincibile" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVII 2° semestre 1979
"Mazinga contro Goldrake" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVIII 1° semestre 1980  "Heidi a scuola" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVIII 1° semestre 1980
"Lupin III" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Remì" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Daimos il figlio di Goldrake" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Candy Candy" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980 
"Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XC 1° semestre 1981
"Le nuove avventure di Capitan Harlock" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCI 2° semestre 1981
"La più grande vittoria di Jeeg Robot" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCI 2° semestre 1981
 "Le nuove avventure di Ape Maia" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCII 2° semestre 1982


Edit del 18 aprile 2026:
Ho integrato le schede con un ulteriore post:





venerdì 17 aprile 2026

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal dal 1934 al 1986 (integrazione al post del primo maggio 2019)





Circa un anno addietro ho fatto miei (cioè COMPRATO) i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986, ammetto che è stata una bella mazzata inferta al poco spazio libero rimasto in casa, ma trovo che le informazioni presenti in questi volumi siano di valore unico. In quanto riportano le poche informazioni presenti ai tempi della loro proiezione su tutto o quasi tutto quello che venne visto nelle sale cinematografiche italiche.
Il valore assoluto di queste pagine sta nel fatto che ancora oggi trovi recensioni di vecchissimi film, probabilmente ormai introvabili nella versione italiana, che si basano solo sulle loro valutazioni di decenni addietro. In generale, fino all'avvento del web, i quotidiani, le riviste o i libri si appoggiavano a questa pubblicazione, basta leggere la recensione de "La grande avventura del (piccolo) Principe Valiant" presente in un "Onda TV" 

Ne consegue che l'eventuale errore in una di queste schede, verrà ripetuto per decenni  :]

Lo ribadisco ogni volta, non faro eccezione per questo post:
Il "Centro Cattolico Cinematografico" aveva il compito di valutare cosa fosse adatto alla proiezione nelle sale parrocchiali, o comunque quello che era visibile per i minorenni. Quindi le valutazioni che i vari recensori diedero ai film le trovo più che legittime. Tra l'altro in molti casi potevano anche apprezzare il valore artistico di un film, per poi essere sconsigliato a causa delle tematiche trattate. Leggendo tante loro schede ho avuto l'impressione che non fossero dei bacchettoni. 
Ovviamente la recensione di un film del 1934 aveva più paletti estetici, etici e morali di un film del 1986, per il solo fatto che la morale pubblica cambia con il passare dei decenni.

Ne sono un esempio le schede sui film di "Tarzan", dove inizialmente questi vengono sconsigliati per le nudità presenti, cosa che oggi fa ridere:

Avendo potuto consultare con assoluta calma tutti questi stupendi volumi, mi son reso conto che il mio primo post sugli anime presentava qualche lacuna, anche perché l'arco temporale della mia ricerca in biblioteca fu più ridotto:

Ammetto che covavo la speranza di scoprire un obliato film animato nipponico proiettato in Italia nel 1930 o nel 1940, anche in virtù della nostra alleanza militare/culturale con i giapponesi, ma mi son dovuto accontentare del 1962   ^_^


"Le 13 fatiche di Ercolino", "Segnalazioni Cinematografiche" volume LI 1° semestre 1962

A quanto pare il primo lungometraggio animato nipponico arrivato in Italia, seppur sempre nella stravolta versione statunitense, è quello de "Le 13 fatiche di Ercolino", cioè viene confermata l'informazione che si trova sul web e nei saggi a tema.



"Le meravigliose avventure di Simbad", "Segnalazioni Cinematografiche" volume 58 2° semestre 1965

Al link qui sotto il post in occasione dell'uscita dei DVD:


lunedì 13 luglio 2020

"Scuola Sampaolofilm" - supplemento a "mese Sampaolofilm" n° 12 dicembre 1976



Questa pubblicazione della "Edizioni Paoline" aveva il medesimo scopo di "Segnalazioni  Cinematografiche", che veniva pubblicato dal "Centro Cattolico Cinematografico", cioè selezionare dal punto di vista religioso e dei contenuti (vedi violenza e sesso) cosa si poteva far vedere ai minori, in questo caso durante le famose (o famigerate) proiezione scolastiche.
Su "Segnalazioni  Cinematografiche", che si occupava dei film proiettati negli oratori, ho fatto tre post:



La differenza tra le due pubblicazioni stava, oltre che una si occupava dei film proiettati all'oratorio e l'altra di quelli a scuola, nel fatto che in "Scuola Sampaolofilm" ci sono solo sinossi dei film in superotto ( e 16 mm) disponibili nel catalogo della società, niente giudizi o valutazioni sui contenuti, presenti invece in "Segnalazioni Cinematografiche".
In pratica, il fatto stesso che venissero venduti o affittati dalla Sampaolofilm, era già garanzia di sicurezza educativa.
Penso che tutti i miei coetanei debbano aver subito almeno una volta, magari durante l'ora di religione alle elementari, un film in superotto (o 16 mm) della Sampaolofilm, nel mio caso fu "Le avventure di Pinocchio".
Ricordo la mattina come tremendamente noiosa... ma non ricordo quale anno di elementare facessi, se pre o post Goldrake, punto che motiverebbe il rompimento.


In seconda pagina la redazione illustra il senso di questo catalogo.
Da notare il rimando al giudizio del "C.C.C.", che secondo me è il "Centro Cattolico Cinematografico" che pubblicava "Segnalazioni  Cinematografiche".


Un po' opinabile la divisione dei film non per età, ma per tipo di ciclo scolastico, la prima elementare non è la quinta elementare, come la scuola materna non è la quinta elementare e la prima elementare non è la terza media.
Per esempio i due film di "Ufo Shado" e quello di "Rodan, il mostro alato", erano consigliati per scuole medie e superiori, io li vidi alle elementari, ed il secondo all'oratorio prima che in televisione.
Nel dicembre del 1976 nel catalogo di "Scuola Sampaolofilm" non erano presenti film di animazione giapponese, e solo un film di kaiju (Rodan di cui sopra), mentre i film di animazione erano quelli della Worner Bros, un paio francesi ed uno di Bozzetto.
Anche sul versante fantascienza eravamo messi male, solo "Ufo Shado"... ok che andavano proiettati a scuola, e quindi il contenuto non doveva essere di solo svago, però qualche titolo in più da inserire nel loro catalogo forse ci sarebbe stato.
Ovviamente non mancano i superotto di carattere prettamente religioso o di educazione religiosa, inserisco queste pagine alla fine del post, come sono posizionate della rivista.

lunedì 11 agosto 2025

Film di arti marziali presenti nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986 - prima parte: volumi dal 1969 al 1976


Nell'inverno 2019 scoprii in emeroteca la testata "Segnalazioni Cinematografiche", pubblicato dal "Centro Cattolico Cinematografico", che si occupava di recensire e valutare dal punto di pastorale tutti i film proiettati in Italia, in modo che nelle sale parrocchiali non finisse qualche pellicola sconveniente. 
Personalmente trovo più che sensato e legittimo che in una sala cinematografica parrocchiale, i cui spettatori sono prevalentemente bambini, si decida a priori cosa si possa proiettare o meno, sia per quanto riguarda le scene scabrose dal punto di vista sessuale, oppure violente o anche contrarie alla dottrina cattolica/cristiana. In fondo a casa propria ognuno mette le regole che ritiene più corrette.
Quindi premetto che non è assolutamente mia intenzione dare giudizi sulle valutazione che i critici scrissero, resta che questi volumi sono una miniera informativa unica, essendosi occupati di tutti i film (o la quasi assoluta totalità) proiettati in Italia dal 1934, cioè l'anno di pubblicazione del primo volume.
Le mie ricerche in emeroteca hanno generato alcuni post, ma mentre sfogliavo quelle pagine mi rendevo conto che probabilmente la consultazione in biblioteca comportava dimenticanze e obbligatorie rinunce di parte del materiale disponibile per mancanza di tempo. 
Senza contare che i volumi disponibili dove li ho consultati sono assai consunti, con pagine che si sfilano e forse mancanti.
Quindi, nel momento in cui mi è capitata l'occasione, soprattutto economica, di far mio un intero lotto di 101 volumi che vanno dal 1934 al 1986, non me la sono fatta scappare, conscio che il dove riporli sarebbe stato un problema successivo   ^_^
Di seguito i precedenti post nati dalla consultazione in biblioteca di "Segnalazioni Cinematografiche":



Successivamente alle mie ricerche in biblioteca avevo comprato i volumi riepilogativi con gli indici:

Come si può vedere qui sopra il periodo di ogni ricerca ha sempre una finestra temporale ben distinta, l'idea era di tornare in biblioteca per completare gli anni mancanti, poi c'è stata la pandemia, etc. etc..
Avendo ora tutti i volumi dal numero 1 al 101 ho potuto consultarli con più calma, e in questi mesi, oltre a trovare qualche film d'animazione giapponese in più rispetto al primo link qui sopra, ho trovato altro.
Per esempio, giunto ai primi anni '70, ho iniziato a notare la presenza dei film di arti marziali prodotti ad Hong Kong, quindi, dato che sulle tv private locali ne vedevo a tonnellate, ho cominciato a prendere nota di queste sparute pellicole. Il problema è stato che ad un certo punto queste "sparute" pellicole son divenute non tanto sparute   ^_^
Sapevo che al cinema nei primi anni 70 ci fu un boom dei film di arti marziali asiatici, eredità filmica che la mia generazione vide poi in televisione, ma sinceramente non credevo che ne fossero stati importati così tanti!

Edit del 12 agosto 2025:
Ho aggiunto la scheda della recensione di "Watari ragazzo prodigio", a riprova di quello che ho scritto ieri: posso aver commesso singole dimenticanze.
In questo caso abbastanza banale, in quanto il film lo avevo pure recensito (vedi link che inserisco in aggiunta poco sotto), ma quando sono arrivato a consultare il volume 67 del 1969, non avevo ancora incrociato i film di arti marziali (trovati dal volume 69 del 1970). Questo perché li ho consultati in giorni differenti, ergo, quando ho trovato "Mantieni l'odio per la tua vendetta" e ho pensato di prendere nota anche dei film di arti marziali, "Watari il ragazzo prodigio" era passato nel dimenticatoio  ^_^
P.S.
Penso di aver corretto tutti i punti del post con l'aggiunta di "Watari ragazzo prodigio".

P.P.S.
ho postato la seconda ed ultima parte:





Dal 1969, anno del primo film che ho trovato (spero non mi sia sfuggito qualcosa prima), al 1986, ultimo volume a mia disposizione, ne ho rinvenuti ben 184!
In questa prima parte inserirò le recensioni dei film di "arti marziali" presenti nei volumi dal 1969 (il primo che mi pare di aver rivenuto) al 1976, in totale ben 97 film recensiti.
Si noti il mega boom del 1974 e 1975, si vede l'invasione delle serie animate giapponesi televisive ebbe, nella sua modalità a valanga, una bella anticipazione con questi film asiatici.
Chiaramente non affermo che alla redazione di "Segnalazioni Cinematografiche" non sfuggirono dei titoli, e neppure che non siano sfuggiti a me. I film non erano identificati come genere "arti marziali"...
Per identificarli come film di "arti marziali" mi son dovuto basare su alcuni aspetti:
la nazione produttrice;
la trama;
la nazionalità degli attori.

Mi son basato soprattutto sulla trama. Quindi, se in qualche film precedente al 1970, il recensore non ha riportato qualche termine (karate, kung fu, arti marziali, combattimenti) che mi facessero ipotizzare che facesse parte del filone "arti marziali", per poi fare qualche ricerca web aggiuntiva, non avrò inserito quel titolo. 
Prima che giunga qualche dio dei film di arti marziali ed inizi a contestare questa mia ricerca, preciso che io NON sono un esperto di film di arti marziali. Da bambino mi affascinava vederli in televisione, specialmente quelli in costume con i combattimenti con le spade (sottogenere "wuxiapian"), anche se mi piacevano pure quelli con i semplici combattimenti a mani nude (sottogenere "gongfu"), oppure quelli con i ninja:
Tre li ho pure recensiti:



Ho già scritto più volte su questo (sperduto) blog che la fantasiosa titolazione dei lungometraggi animati giapponesi era una prassi per il cinema italiano, basta leggere cosa si inventarono per i film di arti marziali... ma anche la prassi dei film di montaggio era almeno antecedente a questi film asiatici.
Considerando che, dopo la morte di Bruce Lee, in Italia i film venivano spessi titolati con il suo nome per attirare i fans, anche se nel film Bruce Lee non c'era, al massimo venivano aggiunte scene a caso con l'attore, ho inserito nell'elenco una riga che fissa la data della morte di Chen.





Faccio una ulteriore precisazione/premessa a scanso di equivoci da parte di chi è, invece, un esperto di film di arti marziali giunti in Italia:
le liste che inserisco nel post e le date che le accompagnano non vogliono essere l'indicazione precisa ed incontestabile di tutto ciò che fu proiettato e la data di prima proiezione.
L'anno di produzione l'ho riporto per contestualizzare la presenza del titolo del film nel relativo volume di "Segnalazioni Cinematografiche", il cui anno, invece ed ovviamente, è corretto. Infatti molti film vennero importati alcuni anni dopo la loro produzione.
Dato che su numerosi film non c'è un minimo di certezza web sulla data di produzione, nei casi di date contrastanti, ho inserto gli anni probabili con il punto interrogativo.
Dove presente ho fatto ricerche web con il titolo inglese del film.
Per quanto riguarda la nazionalità della produzione ho dato per acquisito che fosse di Hong Kong (o Taiwan/Formosa), nei casi in cui sia stata di atre nazioni (Usa, Giappone etc.), l'ho riportato tra parentesi dopo il titolo (sperando di averlo notato).

sabato 27 settembre 2025

Film di Tarzan presenti nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986


Nel precedente post sulla serie animata di Tarzan della "Filmation" mi era sorto il dubbio sul perché si legasse la produzione alla "Warner Bross", forse perché ai tempi i film erano prodotti da loro?
Nei commenti, Luca, aveva annotato che da una brevissima sua ricerca i film di Tarzan erano della "MGM".
Visto che quando ho passato in rassegna i miei 100 volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" mi ero preso nota proprio dei film di Tarzan recensiti dalla testata cattolica, sfrutto la ricerca per questo post   ^_^
Ho trovato una quarantina di film riportati in "Segnalazioni Cinematografiche" con il titolo "Tarzan" o riconducibili a lui, a memoria ne avevo omessi solo due o tre perché erano film che nulla avevano a che fare con l'uomo scimmia, ma in fase di titolazione "Tarzan" glielo avevano appioppato a forza... uno era un documentario sulla giungla, uno un film messicano (forse) e il terzo un film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Rammento, per chi non conoscesse la testata in questione, che lo scopo era quello di informare le sale cinematografiche parrocchiali/oratori se una pellicola era visibile dai più giovani, ovviamente in base ai dettami della dottrina cattolica. Direi preoccupazione più che legittima, ne consegue, però, che specialmente quando riporto giudizi di volumi degli anni 30 e 40, si nota lo stacco di severità rispetto alle maglie più larghe dagli anni 60/70.
Oggi pare fin ridicolo che un film di Tarzan venisse sconsigliato in oratorio per "il troppo succinto costume dei protagonisti", vedi "Tarzan e la compagna" nella scan qui sopra, ma era il volume del 1934/35, comunque la questione delle semi nudità femminili, meno quelle maschili, proseguirà fino a gran parte degli anni 50!
Chi recensiva quei film probabilmente era nato prima dell'invenzione del cinematografo, vedere donne e uomini con parti anatomiche scoperte (nel 1934/35) era qualcosa di assolutamente spiazzante, in una società italica sotto dittatura fascista in cui si recitava la messa ancora in latino, tanto per contestualizzare il tutto.
Basti dire che i film di Stanlio e Olio, fino alla fine della guerra, erano sovente sconsigliati ai più giovani, se non con tagli, a causa di bevute, donnine e tradimenti, mentre i documentari sulle vittorie dell'impero italiano o dell'alleato teutonico nei territori (altrui) conquistati, venivano catalogati come visibili per tutti  T_T
Questo per dire che il giudizio del recensore deve essere contestualizzato con l'anno di pubblicazione del volume. Infatti ad ogni scan della recensione, con annessa come sempre la valutazione pastorale/giudizio morale, affianco la copertina del volume in questione.
Il primo titolo recensito è "Tarzan alla riscossa", in realtà un altro film che con Tarzan non aveva alcun nesso, ma l'ho inserito per rendere un'idea di cosa si può riesumare con queste ricerche.
La cosa divertente è che se cerchi il titolo "Tarzan alla riscossa" su "Google", salta fuori una recensione su "comingsoon.it", che non è altro che questa scheda su "Segnalazioni Cinematografiche" (citato dal sito). 
Quindi questi volumi "Segnalazioni Cinematografiche" sono, in pratica, l'unica inestimabile fonte per una quantità spropositata di film che si son persi, scomparsi sia materialmente che nella memoria collettiva.
Il secondo film recensito fa riferimento a "Tarzan, l'uomo scimmia", primo film della serie, che essendo stato prodotto nel 1932, non venne recensito dalla testata, ma solo postumo nel 1957.
Come avevo già notato nelle recensioni dei lungometraggi animati giapponesi, oltre ad essere scritte in un italiano perfetto (a cui non siamo più abituati neppure sui quotidiani), a riuscire a rendere la trama in poche righe (cosa assai ardua), nei volumi più vecchi si leggono termini ormai desueti, ma belli.




Quello che penso sia o la fonte del film "Tarzan alla riscossa" oppure il romanzo italico ripreso dal film, si capisce che con Tarzan non aveva alcune legame.

Il giudizio morale/pastorale oggi fa fin ridere, ma nel 1936/1937 era tutta un'altra storia  :]

martedì 23 dicembre 2025

Integrazione natalizia (95 articoli) all'Emeroteca Anime


Nella vita è capitato a tutti di essere "bollati" in vari modi, non sempre tutti piacevoli, ovviamente io non faccio eccezione, tra queste varie definizioni mi è capitato ultimamente di essere stato promosso a "fonte secondaria" degli articoli sull'animazione giapponese in Italia.
Considerando che ricerco materiale coevo del periodo preso in esame, non mi è ben chiaro perché sarei stato retrocesso a "fonte secondaria"... più "primaria" di articoli dagli anni 50 agli anni 80... vabbè, sarò io a non aver compreso il concetto di fonte "primaria" e "secondaria".
Quindi la fonte "secondaria" del blog "Imago Recensio" in questi mesi ha riesumato altri 95 scritti, che vanno dalle lettere alle anteprime sui nuovi anime, passando per articoli di approfondimento.
Dato che in questo ultimo anno ho consultato spesso il quotidiano "La Notte" per cercare notizie sulla prima trasmissione del "Danguard", ho deciso di passarlo in rassegna completamente, riempiendo i periodi che mi mancavano. Alla fine mi sono passato in rassegna microfilmata parte del 1977 e tutte le annate 1978, 1979, 1980, 1981 e 1982... un sacco di ore di ferie usate a beneficio di chi sfrutterà le mie ricerche senza citarmi  :]
Di certo qualcosina mi sarà sfuggita, ma ritengo che a grandi linee la mia ricerca su "La Notte" sia stata ragionevolmente esaustiva.
Ho rinvenuto una sola nuova testata che si occupò di animazione giapponese, "CL Il Cartolibraio", rivista del settore della cartoleria e della cartotecnica.
Sinceramente pensavo di trovare molto più materiale in "CL Il Cartolibraio", ma oltre a qualche articolo, ho riesumato diverse cosette che mostrerò più avanti.
Il numero di testate che si occuparono dei cartoni animati giapponesi sale, quindi, a 194!
Essermi comprato (COMPRATO) i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986 mi ha permesso di colmare qualche lacuna che mi era sfuggita in un precedente post sui lungometraggi animati nipponici ed ampliarne di molto la ricerca.
Consultarsi il materiale a casa propria con calma, è cosa ben diversa che farlo in emeroteca, magari di fretta per i tempi limitati.
Ho passato in rassegna alcune testate scolastiche anche per gli anni 1984, 1985, 1986 e 1987, trovando qualcosina, soprattutto citazioni di chi ancora raffrontava l'attualità ai violenti "cartoni animati giapponesi" di qualche anno prima.
Con questi 95 scritti raggiungo un totale di 1755 tra articoli, anteprime, lettere, copertine etc. etc., in quanto il panorama completo è la dimostrazione di quanta attenzione la carta stampata, di ben 194 diverse testate, prestò all'animazione giapponese.
Inutile dire che sul web sono l'unico che rende disponibile gratuitamente (ho già pagato tutto io) questa mole di informazioni a chiunque, semplici appassionati, studiosi oppure persone che si occupano per lavoro di animazione giapponese.
Sono ben conscio di non essere né l'unico né il primo che svolge tali ricerche, ma sono l'unico che le condivide con tutti, sarebbe bello che mi venisse riconosciuto quando si prendono informazioni da queste pagine web  :] 
Sarebbe bello   ^_^
Sarebbe   ;)


Di seguito i 95 scritti di questa infornata natalizia

martedì 12 agosto 2025

Film di arti marziali presenti nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986 - seconda parte: volumi dal 1977 al 1986


Mi è sembrato il caso di non inserire di nuovo la lunga e tediosa premessa e spiegazione del post sulle schede dei film di "arti marziali" presenti nel volumi di "Segnalazioni Cinematografiche", le si può leggere nel precedente post:

(stamattina ho aggiunto "Watari ragazzo prodigio" al primo post, me lo ero dimenticato!)

Le immagini con l'elenco di tutti e 184 i film rinvenuti (sperando di non aver dimenticato altro) li ho messi a fine post ;)
Piccola annotazione: 
poco più sotto (sesta e settima scan qui sotto) si può notare che anche la redazione faticava a trovare informazioni sui film che recensiva, infatti inserirono una serie di film con "DATI INCOMPLETI", tra cui ben due di arti marziali.

Nel precedente post (link qui sopra) avevo ribadito che la prassi italica di inventarsi i titoli dei film di sana pianta e di creare film di montaggio non nacque con i lungometraggi animati nipponici, ma era una prassi consolidata dei nostri importatori. 
L'ennesima prova la si ha in questi film di arti marziali, dove, dopo la morte di Bruce Lee avvenuta nel luglio del 1973, gli importatori italici decisero di cacciare dentro nel titolo il defunto maestro del kung-fu anche quando il film non lo prevedeva. Inoltre inserivano stralci di altri suoi film, totalmente fuori contesto rispetto alla trama, tanto che pure i recensori di "Segnalazioni Cinematografiche" se ne accorgevano.
Il tutto per spingere al cinema i cultori di Bruce Lee, poi è ovvio che ti creavano "Daimos, il figlio di Goldrake" anche se Actarus, per quanto ne sappiamo, ai tempi mai aveva procreato...
Nel primo post (sempre primo link in alto) i titoli dei film in cui inserirono proditoriamente Bruce Lee furono relativamente pochi, solo 6 su 97 schede presenti dal 1969 al 1976:
Sulle orme di Bruce Lee (vol. 78 anno 1975);
Bruce Lee (vol. 79 anno 1975);
L'erede di Bruce Lee (vol. 79 anno 1975);
Goodbye, Bruce Lee, nel suo ultimo gioco della morte;
I fratelli di Bruce Lee (vol. 80 anno 1976);
Era più violento ed implacabile di Bruce Lee (vol. 80 anno 1976).

Il boom dell'inganno esplode dal volume 82 del 1977, il numero dei film in cui inserirono il nome di Brucee Lee fa fin impressione, ben 35 titoli su 87 film di arti marziali!
Il 40% dei titolo dei film presenti nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" degli anni dal 1977 al 1986 contenevano "Bruce Lee" come richiamo!
Ovviamente in alcuni di questi il titolo sarà stato anche coretto, ne ricordo almeno 3 o 4, ma la restante trentina?
Se nei 6 titoli dei volumi dal 1969 al 1976 scopriamo che Bruce Lee aveva un erede, cosa anche scontata, ma anche dei fratelli e c'era pure chi era più violento di lui, negli altri 35 titoli la fantasia dei titolatori italici si sbizzarrì...
Intanto Bruce Lee non era molto mite, in quanto era incline alla:
vendetta; ira; furia selvaggia; furore; l'ira del drago; l'urlo terrorizza.

Bruce Lee aveva, oltre a figli e seguaci, anche una sorella.
Lo fecero combattere anche contro i superman.

Bruce Lee era:
super drago; tigre ruggente (due volte...); indistruttibile; il maestro; la bestia umana; supercampione; tigre indomabile; re del kung-fu; immortale; leggendario; invincibile maestro; immortale campione.

Bruce Lee aveva:
mano spietata; il colpo segreto; il colpo maestro; la selvaggia mano; il colpo che frantuma

Ovviamente il post termina con l'arrivo di Hollywood nel genere "arti marziali" con i film di "Karate Kid" ed inizia a mostrarsi anche Jacky Chan.



Guarda caso il primo  titolo del volume del 1977 presenta proprio Bruce Lee  :]

Lascio agli interessati la consultazione delle schede.

sabato 4 maggio 2019

5 film di fantascienza di serie tv inglesi dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": 1967-68-75




Visto che ho riesumato "Segnalazioni Cinematografiche", proseguo su questo filone filmico-recensivo, e dopo aver mostrato come la rivista cattolica presentava i lungometraggi d'animazione giapponesi dal 1969 al 1982, mi sposto sui film di fantascienza tratti da telefilm inglesi:
Thunderbirds: i cavalieri dello spazio;
Daleks - Il futuro tra un milione di anni;
Ufo, distruggete base Luna;
Ufo... annientate Shado. Uccidete Straker... stop;
Spazio 1999

Tutti di produzione britannica, tutti tratti da serie televisive, almeno 3 su 5 creati montando assieme più episodi televisivi, 4 su 5 della coppia Gerry e Sylvia Anderson.
Ammetto che ho visto solo i due film di Ufo Shado, che sono un caotico collage di puntate della serie, ma leggendo la scheda di "Segnalazioni Cinematografiche" lo dovrebbe essere anche quello di Spazio 1999, mentre penso che gli altri due siano film veri e propri.
Quindi l'abitudine di assemblare nuovi film, prendendo puntate (o mediometraggi) a caso della serie originale, non nasce con i cartoni animati giapponesi, ma le astute case di distribuzioni italiche l'avevano come prassi preesistente...
Mi sono limitato a questi cinque film, senza inserire quelli di fantascienza statunitensi che giravano nello stesso periodo, perché nascono tutti da serie che tv che vedemmo sulla Rai.
L'opinione dei recensori di "Segnalazioni Cinematografiche" sui film animati giapponesi era più che buona, ma come valutavano questi lungometraggi di fantascienza?





Un sabotatore che distrugge la prima missione?
Tipo il Danguard?  ^_^


sabato 10 febbraio 2024

Datazione antecedente al 12 settembre 1977 di "Kimba il leone bianco": sabato 30 luglio 1977 su GBR (Roma) + "Leo il re della giungla" regia di All Bisney su PTS (Roma) da "Il Messaggero"


Prosegue, parallelamente a quella degli articoli su carta stampata, la mia ricerca sull'individuazione della più vecchia presenza di "Kimba il leone bianco" nei palinsesti delle tv private locali. Fino ad ora avevo individuato il leoncino nipponico il 12 settembre 1977 sul fiorentino "TVC Canale 48":

Stavolta ho beccato il titolo sulla romana GBR sabato 30 luglio 1977, un mese mezzo prima. Ovviamente non vuol dire che l'anime non sia stato trasmesso a maggio o gennaio 1977, questa è solo la prima presenza che ho attualmente individuato sul quotidiano "Il Messaggero".



Il box delle tv locali qui sopra venne pubblicato ne "Il Messaggero" del primo aprile 1977.
E' abbastanza risaputo che la serie di Tezuka ebbe una prima visione italica al Festival di Venezia nel 1967, con il titolo "Leo il re della giungla", in cui 4 episodi della serie vennero uniti (non un film di montaggio) per farne un lungometraggio.
Il film venne, però, importato con un cambio della regia, che fu assegnata all'inesistente All Bisney, chiara l'assonanza con Walt Disney, che almeno in un caso venne trasformato in "H Disney":

I nomi sia di "All Bisney" che H. Disney" non sono, però, una totale invenzione del quotidiano e della riviste che li pubblicò, ma nascono in parte dalle erronee informazioni a cui attingevano, che non vedeva Osamu Tezuka come regista e la "Fuji Telecasting Company Limited" casa cinematografica.
In un precedente post avevo mostrato i documenti del nullaosta censura del Ministero dello Spettacolo dei film d'animazione nipponica arrivati in Italia, tra cui quello di "Leo il re della giungla" (qui sotto):

domenica 10 novembre 2024

Cinque volumi "Nuova Guida Cinematografica" dal 1928 al 1986



Questo post deriva ed è collegato a quello più specifico sui film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" con i volumi dal 1969 al 1982, in cui il "Centro Cattolico Cinematografico" recensiva tutti i film distribuiti in Italia per valutarne la loro validità etico, morale, educativa e religiosa.
In questi cinque volumi, sempre del "Centro Cattolico Cinematografico", sono presentati solo i titoli dei film con il cast produttivo e gli attori, niente recensioni (altrimenti sarebbero stati 50 volumi...), ovviamente ci sono anche i film d'animazione e pure quelli nipponici. La redazione, però (come riportato nell'introduzione dell'opera leggibile più sotto), divise i lungometraggi per regista, quindi non sempre vennero accreditati i registi giapponesi ai film d'animazione giapponesi, qualcuno ha nomi anglosassoni come All Bisney e Danis Marin. 
Il cambio dei titoli e degli autori era una prassi consolidata italica molto prima dell'avvento di Goldrake e soci, non era per nulla un accanimento contro gli anime, veniva fatto per qualsiasi tipologia di lungometraggio, se questo permetteva di ingannare lo spettatore facendogli credere che il film fosse connesso ad altri titoli di successo. Mi vengono in mente i tanti film di arti marziali che avevano nel titolo "Bruce Lee", anche se Lui non c'era. Lo stesso valeva per i film dei kaiju, fatti passare per made in Hollywood.
Questo avveniva anche con l'animazione giapponese, che tramite il cambio del titolo e del nome del regista era camuffata per essere di matrice statunitense/disneyana, in modo da invogliare i genitori a portarci i figli.
Lo scopo del post è anche mostrare la mia ricerca delle fonti, che spesso mi fa portare a casa chili e chili di volumi, magari solo per controllare una decina di titoli. Per quanto illusorio e forse un po' infantile, il tutto vorrebbe anche per far sentire un po' in colpa coloro che vanno a pescare sul web informazioni gratuite per trasformarle a pagamento, senza manco citare la fonte originaria, e diventando, in questo modo, loro stessi, un po' abusivamente e meschinamente, fonte ufficiale per le successive pubblicazioni   ^_^


Si potrebbe opinare che materiale editoriale così vetusto, spesso lacunoso dal punto di vista informativo, possa essere essere poco utile come fonte, ma il mio scopo è capire cosa negli anni 70 e primi anni 80 i giornalisti ed esperti vari potevano in buona fede sapere dell'animazione giapponese, sempre se avessero voluto scrivere informati dei fatti  :]
Le fonti informative in quel periodo non erano moltissime, l'ideale, come scrivo spesso, sarebbe stato che il giornalista e/o esperto si cercasse informazioni da una fonte nipponica che conoscesse l'argomento animazione giapponese, altrimenti ci si doveva accontentare delle opzioni disponibili:
le recensioni presenti in "Segnalazioni Cinematografiche" (linkate sopra);
i documenti del "nullaosta censura" del Ministero dello Spettacolo (a cui faceva riferimento "Segnalazioni Cinematografiche);

Non moltissimo...


Il volume con i titoli dalla A alla K riporta solo due film d'animazione giapponese, sempre che non mi sia sfuggito qualcosa.
Oggi fa ridere che "Leo/Kimba" fosse accreditato con il regista di nome Al Bisbey o All Bisney,link qui sotto:

Oppure che per uno dei primissimo lungometraggi animati nipponici, "009 Joe Tempesta", venisse nominato Danis Marin come regista, tra l'altro unica sua opera presente nei cinque volumi.
Il tutto, però, faceva parte della strategia di deniponizzazione degli anime, non per astio verso quella nazione o verso gli autori, ma solo per cercare di vendere qualche biglietto in più.
Si noti che la distribuzione di questi film animati giapponesi era spesso regionale, almeno fino all'avvento di Goldrake e soci, che resero l'animazione nipponica in brand riconoscibile.

Qui sotto inserisco le scan delle pagine introduttive del primo volume dell'opera in cinque volumi, tanto per comprendere meglio come vennero organizzate le schede e a cosa corrispondevano i giudizi sui film, che nel tempo vennero modificati. 
Forse si potrebbe criticare lo scopo originario del "Centro Cattolico Cinematografico", cioè valutare (direi legittimamente) cosa fosse guardabile e cosa no, ma, se oggi noi possiamo avere queste pur minime informazioni sui lungometraggi animati giapponesi arrivati in Italia, lo dobbiamo al loro lavoro.

domenica 5 maggio 2019

Film di fantascienza/kaiju giapponesi dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1966 al 1975



Recentemente questo sparuto blog risulterà ai suoi sparutissimi (e stoici) lettori un po' monotematico, infatti sto postando quasi esclusivamente articoli della carta stampata di varia provenienza... il motivo è semplice: negli ultimi mesi ne ho trovati così tanti, che se avessi mantenuto la cadenza abituale (2 al mese), ne avrei potuti condividere una sparuta quantità  :]
Inoltre, la scoperta delle sinossi e giudizi di "Segnalazioni Cinematografiche", mi ha permesso di avere una fonte informativa costante e ben delineata.
Quindi ho pensato che, dopo il post sui  lungometraggi animati dal 1969 al 1982
 e quello sui film inglesi di fantascienza del medesimo periodo, ci stava, per terminare la panoramica di quello che vedevamo da bambini al cinema/oratorio/televisione, inserire le schede sui tantissimi film fantascientifici e di mostri che ci arrivarono dal Giappone.
Le 21 schede che mostro oggi non vogliono essere un elenco esauriente di quello che venne proiettato nelle sale cinematografiche italiane, per questo ci sono siti specializzati e saggistica, sono semplicemente tutti i film live jappo che ho notato (me ne sono sfuggiti parecchi) mentre cercavo quelli di animazione.
Le schede dei film sono in rigoroso ordine cronologico, ordine riguardante il passaggio nelle sale che facevano capo all'autorità ecclesiastica che gestiva la rivista, quindi non prime visioni, ma proiezioni di "enne" visione, in sale che potevano essere oratori, sale parrocchiali o scuole cattoliche.
Per esempio io vidi, prima dei passaggi sulle televisioni private locali, i film di Godzilla e Gamera la domenica pomeriggio in oratorio, pellicole che ormai erano già uscite dal circuito dei cinema di prima e seconda visione.
Da queste schede ho appreso che il don che gestiva l'oratorio, che per altro io frequentavo solo in occasione di queste proiezioni, non seguiva alla lettera i dettami di "Segnalazioni Cinematografiche", visto che alcuni film sconsigliati ai bambini, lui li faceva vedere lo stesso.
E' vero anche che le proiezioni furono di molto successive all'anno di pubblicazione di queste schede.
Ho notato che i recensori di questi film apprezzavano più i film d'animazione giapponese, che i film di fantascienza o kaiju nipponici, che trovavano approssimativi, ridicoli e puerili.
Il primo film di fantascienza giapponese l'ho trovato nel volume n° XV del 1966: Atragon.

Voglio sottolineare quanto bene fossero scritte, nella quasi totalità dei casi, le sinossi dei film. In poche righe, tralasciando magari qualche nome errato, era ben illustrata la trama.
Il recensore non apprezzò molto il film, ma la cosa che oggi fa sorridere è che lo considerò un film "inadatto per i più giovani", ergo per adulti:
"Solo una scena, per la presenza di una persona in abbigliamento esibizionistico."



Ho dato una veloce scorsa al film, e mi pare che questa sia l'unica scena che possa giustificare il commento di cui sopra, ma ricordo che siamo nel 1966!
All'inizio del film i due fotografi coprotagonisti fanno immortalano una giovane modella che si denuda... oddio... denuda... restava in bikini     ^_^

martedì 8 giugno 2021

"Dizionario dei film - Tutto il cinema di tutti i Paese" - 4 volumi della Rusconi Editore (1980): le schede sui film d'animazione giapponese


Nel 1980 la "Rusconi Editore" pubblicò un'opera sui film abbastanza mastodontica per il periodo, anche in considerazione del fatto che non esisteva il web, ergo o carta o zero informazioni   ^_^
Solo che la carta resta (quasi sempre) il web evapora...
I quattro volumi sono a cura di Pino Farinottti, quindi questa fu la prima edizione dei suoi famosi dizionari dei film, chiaramente non la scrisse da solo, in fondo al post ci sono i nomi di tutti coloro che vi collaborarono.
A me, come sempre, interessa in quale modo era valutata l'animazione giapponese, in un 1980 che aveva visto scoppiare le polemiche contro i cartoni animati giapponesi televisivi.
Non è che mi aspettassi sinossi e commenti particolarmente lunghi o benevoli, che erano riservati giustamente a titoli ben più famosi, però è sempre istruttivo capire come fossero stati considerati i 26 film che furono recensiti. 
I 26 lungometraggi animati nipponici presenti nei 4 volumi non sono la totalità di quelli che arrivarono nelle sale cinematografiche italiane dagli anni 60 al 1980, ma comunque ne mancano pochi, direi (a memoria) "Ali Babà e i quaranta ladroni", il film di Capitan Harlock, "La leggenda del serpente bianco" (mancanza grave...), forse "L'incrociatore spaziale Yamato", ma probabilmente quest'ultimo venne presentato ad alcuni festival di film senza passare per le sale cinematografiche.
Si possono consultare altri due miei post per avere una panoramica del periodo al cinema, anche per capire che di spettatori ne ebbero, magari più di tanti altri film:


Anche se forse questa non è espressamente della saggistica, inserisco il "Dizionario dei film" nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90", visto che ne trattava in libri.
Ad oggi ho recuperato 27 titoli che si occuparono di animazione giapponese, altri ne ho e alcuni titoli li sto ancora cercando, non avrei mai detto che i cartoni animati giapponesi avessero attirato tanta attenzioni sui libri. Probabilmente l'interesse di quotidiani, settimanali, mensili, stampa specializzata varia fu così alta, che giocoforza si riverberò anche nella saggistica.





Ma quale era il tono verso l'animazione giapponese?
Prendo ad esempio un film di fantascienza giapponese arrivato nelle sale italiane con l'orrido titolo di "Il ritorno di Diavolik":
"In seguito queste storie saranno realizzate a cartoni animati e, trasmesse in televisione, otterranno successo strepitoso"

Senza saperlo ci avevano azzeccato alla grande, visto che Diavolik non era altri che Fantaman!  ^_^
I comenti sui film animati nipponici erano quelli classici che si potevano leggere sulla carta stampata:
noioso, ripetitivo, lacrimoso.
L'arrivo degli anime era sempre "invasione, sommerso, ondata"   :]

Si potrà notare che nessuno dei 26 film animati giapponesi si meritò una terza stella, 25 film hanno due stelle ed uno addirittura una sola stella. Questo era il valore del giudizio:
"Un asterisco (stella) indica quei film il cui standard è nettamente sotto la media.
Due asterischi (stelle) significa che il film non è bello ma comunque lo si può guardare e, forse, divertirsi."

Per gli estensori della critica non c'era neppure un film di "ottimo livello", cioè da tre stelle, erano tutti nettamente sotto la media o non belli...
Purtroppo per chi appioppò a "La grande avventura del piccolo principe Valiant" di Isao Takahato solo due stelle resta la figuraccia di non aver minimamente compreso che quello fu il primo film d'animazione non dedicato espressamente ai bambini.
Inutile dire che per i film d'animazione della Disney i giudizi furono migliori, considerati "autorevoli modelli" per l'animazione giapponese (cosa anche vera).



Almeno le sinossi erano corrette?
Non è che si potesse pretendere che gli autori si fossero andati a vedere migliaia di film, ai tempi sarebbe stato impossibile, ma magari chiedere ad un bambino non sarebbe stata una cattiva idea  ^_^
Probabile che si affidarono anche alle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche" linkata sopra.
Belli i soliti registi con nomi a caso.

domenica 1 marzo 2026

Onda TV dal 26 novembre al 2 dicembre 1978 - 37esimo numero della rivista



Gli "Onda TV" del primo anno (pure dei primi anni) non contenevano molti articoli, ed anche il palinsesto era spesso lacunoso, specialmente sul versante che più mi interessa, cioè l'animazione giapponese in Italia.
Resta interessante poter visionare più numeri consecutivi, tanto per capire cosa ci offrissero le tv private locali pre monopolio fininvestiano.
Essendo io di Milano, prediligo i palinsesti delle tv locali milanesi, quindi capisco che possano interessare di meno o nulla a chi cerca informazioni sui programmi delle tv locali di altre zone d'Italia, ma questo posso mostrare per gli "Onda TV", che nacquero come rivista televisiva prettamente lombarda.


Questo è il 16esimo "Onda TV" del 1978 che posto, in due tranche quasi consecutive, dall'1 al 13 e dal 32 al 37.
Le pagine di ogni numero non erano moltissime, quindi si possono riesumare meno informazioni rispetto ai "TV Sorrisi e Canzoni", ma erano dedicate alle tv private locali, quindi forse più rare, visto che vi si possono leggere i nomi (e piccoli articoli) su trasmissioni ormai dimenticate da tutti o quasi.


Lunedì 27 novembre su "Tele Alto Milanese" alle 18:10 venne trasmesso "La grande avventura del Principe Valliant", tralasciando la doppia elle in "Valiant"m il film d'animazione della "Toei" presenta una breve sinossi.
Cioè un semplice copia ed incolla dal volume relativo al 1970 di "Segnalazioni Cinematografiche"  ^_^
Le wikipediate esistevano anche prima del web, ma si chiamavano solo copia ed incolla, copiaincollando pure gli errori, tipo il regista "Vasuo Othsuka", che oltre a non essere il regista, si chiamava Yasuo Ōtsuka.
Era, però, il 1978, l'unica fonte consultabile erano i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche".