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sabato 8 agosto 2026

Corposa aggiunta agostana (154 articoli) all'Emeroteca Anime

EDIT del 9 agosto 2026:

ho recuperato ad un mercatino un altro articolino, che quindi ho aggiunto al totale, che da 153 passa a 154.

In questi anni ho aggiornato l'indice dell'Emeroteca Anime una ventina di volte, e i 154 scritti di questa informata rappresentano il secondo post a livello numerico, superato solo dai 202 del 9 luglio 2024.
Nonostante abbia riesumato 1767 scritti, prima di questo post (con questo arrivano a 1921, la barriera psicologica dei 2000 si avvicina!), qualcosa si trova ancora.
Questo vuol semplicemente dire che, con un po' di impegno, intuito e di fortuna, più la spesa di soldi e ferie, è ancora possibile trovare nuovo materiale, senza andare a saccheggiare le ricerche altrui    ^_^
E nel caso si svolesse sfruttare questa mia abbastanza esaustiva ricerca che dura da più di due decenni, messa a disposizione gratuitamente, almeno la citazione sarebbe cosa gradita  :]

Inizialmente sarebbe stata un'integrazione quasi totalmente partenopea, grazie alla consultazione de "Il Mattino" avevo riesumato 95 articoli, col tempo (e con un po' di fortuna) si sono aggiunte altre 12 testate.
Tra le pagine de "Il Mattino" speravo di rinvenire informazioni sulla trasmissione locale dei cartoni animati giapponesi, sia per quanto riguarda i palinsesti che piccole anteprime delle nuove serie disponibili sulle tv private campane, come mi è capitato per i quotidiani "Il Giorno", "La Notte", "Libertà" e "La Sicilia".
In realtà ciò non è capitato, si vede che la redazione degli spettacoli non puntava molto sull'informazione televisiva locale. 
Comunque 95 scritti a tema cartoni animati giapponesi, compresi articoli con semplici citazioni, ma che danno conto di quanto gli anime potessero essere diventati per giornalisti e lettori un esempio positivo o negativo con cui rapportare il tema del giorno, non son certo pochi. 

In tutti questi anni, a riprova di quanto i "cartoni animati giapponesi" attirarono l'attenzione della carta stampata, ho trovato scritti in una moltitudine di testate, che variano da "Playboy" o "Penthouse" fino alle testate religiose o dedicate alla scuola, in mezzo c'è il mare informativo cartaceo di un'Italia in cui la carta stampata era autorevole.
Con questo post passo da 195 testate a 204, le nuove testate rinvenute sono: 
La Fiera del Cinema; Bliz; Viareggio in Maschera; Critica Sociale; Fatti e Notizie; Albo Varietà Motori; Stop settimanale di attualità, politica e cultura; Rivista Ufficiale Carnevale Gambettola; Fine Secolo: inserto settimanale di Report quotidiano del mattino.

Ovviamente sono presenti anche quelle testate che si occuparono degli anime prima e dopo il quinquennio boom 1978/1982.
Stavolta ho trovato il secondo scritto che trattò gli anime nel 1959, e nel totale in questo post ne ho riesumati 26 fino al 1977. Chiaramente tra il 1959 e il 1977, cioè prima dell'avvento di "Heidi"  e "Goldrake", le due serie chiaramente identificabili come giapponesi, gli articoli riportano quasi sempre solo brevi citazioni all'interno di articoli che trattavano o l'animazione in generale, oppure qualche Festival cinematografico. Fanno eccezione le recensioni cinematografiche, che per quanto brevi, erano focalizzato solo sul film animato nipponico.

Mi ha dato qualche piccola soddisfazione scovare la testata "Fatti e Notizie"  :]
"Fatti e Notizie" era il periodico dei dipendenti della "Pirelli", di tale tipologia di pubblicazione avevo già rinvenuto "Ecos, rivista mensile a cura dell'ENI". E' pur vero che entrambe le testate non erano in vendita in edicola, ma disponibili solo per il personale dei gruppi che le pubblicavano, resta l'interesse verso i cartoni animati giapponesi.

Inoltre ho riconsultato alcune testate che avevo già visionato, ma in un arco temporale maggiore, trovando altri articoli. Tra questi ri-controlli c'è, incredibilmente, ancora il "Corriere della Sera", che mi ha serbato la sorpresa di altri 12 scritti/citazioni.

In un numero di "Noi Supereroi Capitan Futuro" ho riesumato un articolo sulle sigle ed una precisazione della redazione. 
Quello sulle sigle era da inserire per forza, in quanto tocca una tematica non sempre sondata in quel periodo, specialmente con quel tipo di approccio informativo.
L'altro trafiletto riguarda la breve spiegazione su come erano fatti i cartoni animati giapponesi, di cui la rivista pubblicava i fumetti italianizzati: una piccola perla di disinformazione   :]

Non mancano le lettere alla redazione delle varie testate, che trovo sempre interessanti da leggere, quando queste non siano su una rivista che si occupava solo di cartoni animati giapponesi.
In tre casi ho inserito articoli che, in realtà, contengono solo foto dei personaggi degli anime, ma li ho considerate testimonianze meritevoli di essere salvaguardate.
Al mio elenco generale mancavano articoli negli anni 1960 e 1964, ne ho rinvenuti uno per anno. Stranamente il 1977 continua a restare ad un livello bassissimo, solo tre articoli e stavolta l'ho incrementato di uno.

Di seguito i 154 scritti di questo aggiornamento.

domenica 19 aprile 2026

"Kiss me Licia", di Filomena di Pace - "Cooperazione Educativa" marzo 1986 + "Love me Licia", di Gabriella Romano - "Cooperazione Educativa" dicembre 1986


Pur recuperando articoli su qualsiasi anime fino al 1988, posto sempre quelli a cui sono più legato o comunque che vedevo/conosco tra il 1978 e il 1982, mentre è più raro che inserisca post su serie che non ho mai seguito e di periodi temporali successivi.
Stavolta mostro due articoli sulla serie "Kiss me Licia", sia in versione animata che live, provenienti dalla rivista "Cooperazione Educativa", che si occupava pedagogia e cultura, pubblicata fin dal 1952.
Solo per far capire cosa ci sia dietro al ritrovamento di un singolo articolo, per quanto banale possa sembrare, faccio presente che mi dovetti comprare un paio di annate complete della testata  :]
L'articolo di commento venne pubblicato dopo che a dicembre 1985 era terminata la serie su "Italia 1" (mi baso su ciò che ho letto su Wikipedia), a marzo 1986 stavano trasmettendo le repliche, fatto annotato pure nello scritto.
Filomena di pace valuta il cartone animato giapponese tranquillamente visibile dai bambini, nessuna sferzata moralista, nessuna critica, nessuna richiesta di censure  :]

Qui sotto la copertina del numero dove è presente l'articolo, si noti il resto degli argomenti della testata.



Forse è presente un piccolo orrore quando si legge che il commento è riferito ad un film.
Non essendo un conoscitore di "Kiss me Licia" non ho la certezza che lo scritto si riferisse alla serie live italica e non ad un film live italico, anche perché stavo ben lontano da Love Me Licia, magari la "Fininvest" produsse anche un film?
A differenza della sua collega, che aveva promosso "Kiss me Licia", Gabriella Romano stronca il telefilm made in Italy, proprio in virtù dell'essere sfacciatamente commerciale, non per nulla era targato "Fininvest", cosa ci si poteva aspettare?
Direi azzeccata la definizione di "Dallas ad uso e consumo dei bambini".
Ovviamente non venne colta l'assoluta novità, mai più riproposta, di un cartone animati giapponese che si trasforma in telefilm italiano, ma son questioni di cui ci si rende conto con il passare degli anni.

Su "Kiss me Licia" avevo postato un altro articolo alcuni anni addietro:

Qui sotto la copertina del numero dove è presente l'articolo.

sabato 3 gennaio 2026

"Quaracquoquè, Telepaperone adesso c'é", di Enzo di Mitri - La Notte 14 gennaio 1982 + "Zio Paperone e i furti in diretta" - Topolino 1363 del 10 gennaio 1982


Quando passo in rassegna chilometri e chilometri di pellicola dei quotidiani, pur cercando di restare concentrato sulla mia "mission" (che non è farmi fregare i contenuti per vederli in testate a pagamento), spesso divago, mi soffermo in articoli di politica estera, interna, cronaca nera (da ieri ad oggi cambia l'attenzione dedicata a certe notizie, spesso non le notizie...), ed ovviamente su articoli inerenti televisione e fumetti non collegati all'animazione giapponese in Italia.
Un articolo che metteva assieme sia la televisione che i fumetti, ma senza gli anime di mezzo, è quello pubblicato il 14 gennaio 1982, che faceva da commento ad una delle storie presenti nel "Topolino" n° 1363 del 10 gennaio 1982, il cui titolo è "Zio Paperone e i furti in diretta".
Quando ho notato questo scritto non mi sono messo a leggerlo, avrei perso troppo tempo, mi è parso curioso e l'ho salvato dall'oblio. Pensavo vi fossero presenti i protagonisti accennati nell'articolo, sempre con nomi storpiati com'era d'uso nei "Topolino", ho poi scoperto che Enzo di Mitri creò una piccola storiella di fantasia per parlare della televisione cogliendo l'occasione della storia di Zio Paperone e soci.
Dato che, alla fine, sia la storia presente nel "Topolino" che lo scritto di Enzo di Mitri ci narrano del successo delle tv private locali (anche se in divenire in tv private nazionali), mi è parso avesse senso postare il tutto, anche per cambiare un po' la tematica dei post   ^_^
Prima inserisco l'articolo de "la Notte" e poi alcune scan della storia a cui l'articolo si riferisce/ispira.


Nel 1982 ormai era inizia l'inesorabile assorbimento delle piccole tv locali private in indipendenti sindacation privati nazionali, che poi sappiamo la fine che fecero e perché...
Resta che si veniva da cinque/sei anni di crescita delle tv private locali, ne esistevano svariate centinaia, 600?
700?
1000?
Anche il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni faceva fatica a censirle, a causa dei fallimenti, cambi di nome, fusioni, etc. etc. 
Di seguito inserisco qualche link di altri miei post sul mondo dell'emittenza privata italiana, in ogni post ci sarebbero altri post da consultare, tipo matrioska  :]






Tanto per farvi un'idea della tematica  :]


Enzo di Mitri finse che Zio Paperone fosse un vero attore del risiko delle frequenze dell'etere.
Si noti come alla fine del suo scritto l'autore precisi quanto segue:
"AAA: quanto raccontato è assolutamente vero. Potrete trovarlo con qualche particolare in più e anche in meno sul numero di Topolino in edicola, che per la prima volta affronta a fumetti in una avventura il mondo delle TV all'italiana.
Complimenti."

Il tono dello scritto è scherzoso, ma qualcosa in filigrana si può leggere, come il nome del futuro imperatore televisivo privato, l'unico citato dal giornalista come controparte di mamma Rai.

martedì 26 agosto 2025

Telepiù dal 31 gennaio al 6 febbraio 1981 n° 5 - "Candy Candy si deve sposare" + 4 "Teleproteste"


Nel precedente post ho recensito un saggio su "Candy Candy", in cui viene trattata la questione del cambio di finale in Italia, in cui Candy viene buttata tra le braccia di Terence per un futuro matrimonio, mentre il finale nipponico resta aperto, senza alcun vincolo sentimentale certo per la biondina tuttalentiggini:

Ma perché e come in Italia il finale venne modificato in modo da far credere alle giovani telespettatrici e giovani telespettatori che Candy e Terence potevano rimettersi assieme?

Nelle settimane precedenti la redazione di "Telepiù" aveva indetto un concorso per far scrivere il proprio finale preferito alle appassionate e agli appassionati della serie, con questo numero di fine gennaio ed inizio febbraio venivano pubblicate alcune lettere e le vincitrici/vincitori del concorso.
Ci metto anche il maschile, perché anche i maschietti scrissero le proprie lettere con il finale alternativo/preferito (io non ne avrei mai avuto il coraggio...).
In un primo momento volevo inserire solo l'articolo su Candy e il suo matrimonio, ma poi mi è sembrato più interessante postare tutto il numero di "Telepiù", comprese quattro "Teleproteste" inerenti la programmazione televisiva dei cartoni animati giapponesi.
Il numero in questione presenta vari articoli, tra cui uno sul telefilm "Dallas" ancora alla "Rai", uno su una trasmissione "Rai" condotta da Pippo Baudo e Barbara D'Urso, un'intervista alla coppia Vianello e Mondaini, infine un paio di articoli su trasmissioni delle tv private locali, tra cui uno sulle sigle televisive disegnate dai bambini.



La rubrica "Teleproteste" aveva lo scopo di esprimere il proprio dissenso rispetto ai palinsesti delle tv private e della Rai, nel numero ne sono presenti ben quattro:
Cara, crudele mamma Rai...
Liti in famiglia
Daitarn III a grande richiesta
Ufo Robot in estinzione?

Il primo dimostra che alla fine, per quanto non fosse facilissimo da seguire in quanto a trama e ritmo, Capitan Harlock aveva un suo zoccolo duro di appassionati, una bambina, tra l'altro.
Il secondo ci ricorda che lo streaming è una manna, come lo è stato il videoregistratore prima e le VHS/DVD dopo. Chi non c'era davanti alla televisione non può capire le scelte drammatiche che ci trovavamo a fare ogni santo giorno
Il terzo mi fa sorgere un dubbio sul tasso di natalità di Belvedere nel mantovano, 100 ragazzi in un paesello di 700 anime?
L'ultimo dimostra che pure noi ci eravamo accorti che la Rai, all'inizio del 1981, aveva un po' molato le serie robotiche. Molto bello il disegnino   :]


Parafrasando Manzoni: "Questo matrimonio s'ha da fare!"  ^_^

Chissà se il secondo lungometraggio italico di "Candy Candy", con il finale che vira sul legame affettivo tra Candy e Terence, venne approntato ed impacchetto a causa di queste lettere/desideri:


Si noti che il primo è un maschietto, è anche l'unico tra quelli presenti.

domenica 6 luglio 2025

"Alta Finanza" - "Alma Giochi" (1968)


Dopo i due cataloghi della "Alma Giochi" ed il gioco in scatola del 1967 della "Alma Giochi", tocca al gioco in scatola della "Alma Giochi" del 1968:



Mi sa che metterò di seguito tutte e quattro le confezioni in mio possesso   :]
Come per "Guardie e ladri", neppure ad "Alta Finanza" ho mai giocato, quindi non posso dare una valutazione ludica dei tempi, mi pare, valutandolo oggi, un bel "gioco di società", come veniva specificato sulla confezione.
"Alta Finanza" fu il quarto gioco inventato e messo in vendita dai proprietari della "Alma Giochi", per delle informazioni di prima mano sulla "Alma Giochi" si faccia riferimento al link qui sotto:

Di giochi di società a carattere economico ne vennero messi in commercio parecchi, a parte il più famoso, "Monopoly", che non ho recensito perché lo conoscono tutti, nel tempo ne ho postati altri:












La confezione è abbastanza pesantuccia, in quanto sia il tabellone che gli scomparti furono fatti in cartoncino rigido e spesso.
La dotazione è corposa, come spesso capitava per i giochi in scatola fino ai primi anni 80.



Il tabellone di gioco, oltre al classico percorso esterno quadrato (a fine post le foto dettagliate), presenta sei indicatori della quotazione delle azioni: elettriche; petrolifere; navali; meccaniche; chimiche; automobilistiche.

Le azioni sono di quando ancora avevamo un'industria e la ricchezza era data da produzioni materiali, non da prodotti immateriali.

venerdì 3 gennaio 2025

Dynasty, il gioco del potere e dell'amore - "Mondadori Giochi" (1984/85?)


Come accennato nel post precedente sul TV Sorrisi e Canzoni n° 37 dal 12 al 18 settembre 1982, che conteneva anche il primo articolo sulla serie tv "Dynasty", ho recuperato in un mercatino una piccola chicca (almeno per me) che normalmente non avrei considerato interessante, se non fosse stato per i post sugli articoli su "Dallas" e sul relativo gioco in scatola ( post ).
Infatti la serie "Dynasty" non la seguivo e il gioco in scatola è di un periodo che già non mi interessa più, ma mi pareva più esaustivo riportare una panoramica completa sulle due serie televisive statunitensi trasmesse in Italia.
Come anno di messa in vendita ho riporta il 1984 o il 1985, in quanto sulla confezione è mostrato il 1984 negli Usa, quindi non può essere antecedente a quell'anno. Io non ho cataloghi di giocattoli che mi permettano di fissare una data, quindi immagino che venne messo in commercio tra il 1984 e il 1985, abbastanza dopo la prima trasmissione televisiva, che è del 15 settembre 1982.
In giro questo gioco in scatola non l'ho mai visto, non affermo che sia raro, ma non credo ebbe un grande successo. Di certo non doveva essere particolarmente divertente, in quanto è completo e pressoché intonso. Il proprietario originale si limitò a rimuovere i pezzi dal cartone fustellato, che l'asciò pure nella confezione (a fine post).
Ho provato a leggere il regolamento, mi è parso nel contempo un po' caotico e molto banale, in pratica mi sembra un mini gioco d'azzardo, in cui non ho ben chiaro quale parte abbiano "potere" e "amore" presenti sulla confezione...
Penso che faccia parte del numeroso gruppo di giochi in scatola che si ispirarono a film, serie tv, personaggi dei fumetti e cartoni animati (giapponesi e non) che disattendevano in toto lo spirito originario, generando solo delusione in chi vi ci giocava.
Ho postato ormai un'ottantina di giochi in scatola, un certo numero facenti parte del gruppo di cui sopra, ognuno potrà valutare, anche in base ai propri ricordi, quanti di questi ebbero una trasposizione ludica degna dell'originale:

Alla fine la cosa interessante è il logo di "Rete 4" sulla confezione, sul regolamento e sulla plancia, oltre ai visi dei personaggi, ma questi ultimi penso interessino di più a chi seguiva la serie tv.


La confezione è di dimensioni assai ridotte, misura 35,5 cm X 35,5 cm.
Un quadrato di bruttezza ludica, a mio avviso, lo scrivo senza averci mai giocato   ;)

La stessa immagine della copertina venne riproposta sulla prima pagina del regolamento, un brutto regolamento...
La contrattazione delle carte si basava su quanto un personaggio piacesse, quindi era d'obbligo essere fan della serie tv, altrimenti non spendevi per nessuno, anche perché manco sapevi chi fossero  :]

giovedì 2 gennaio 2025

TV Sorrisi e Canzoni n° 37 dal 12 al 18 settembre 1982 - Articolo esordio Dynasty trasmesso da "Rete 4"

Qualche settima addietro ho recuperato una piccola chicca riguardante la serie tv "Dynasty" (che non ho mai visto) trasmessa da "Rete 4", quindi ho pensato di replicare, ma in numero minore, quello che avevo fatto per "Dallas" (che non ho mai visto):




Alla fine, anche se questi programmi li detestavo, hanno fatto la storia della tv che vide terminare l'epopea del far west televisivo ed iniziare quello dei grandi network. Periodo che alla fine durò il tempo di un battito di ciglia, visto che il pesce grande (pieno di debiti) si mangio i pesci un po' più piccoli (pieni di debiti).
Un piccolo avviso su questo numero, oltre ad avere la copertina rovinata e piena di scritte (che ho cercato di coprire), è mancante di quasi 10 pagine nella parte centrale, che non fanno concludere l'articolo su Emilio Fede (poco male) e mancano di quello sulla caccia allo scudetto.
Per il resto ho omesso di inserire gli articoli sui programmi "La certosa di Parma" e "Parole e sangue". Ho inserito, invece, l'articolo su Ron, in quanto gli venne dedicata la copertina, benché di norma i cantanti un po' li depenno   ^_^
Ho evidenziato per il 14 settembre alle 18:00 su "Canale 5" l'anime Gotriniton, che secondo Wikipedia dovrebbe essere stato al suo esordio italiano.
Ho inserito anche l'articolo su un altro telefilm statunitense, "Codice Rosso Fuoco", che non ho mai seguito e sul ritorno in tv dello sceneggiato "Ligabue" (idem, mai visto).
Il numero di "TV Sorrisi" contiene anche l'articolo di anteprima su una trasmissione che andò in onda per un decennio: Il pranzo è servito.


"Canale 5" aveva il suo serial statunitense drammatico di punta in "Dallas", "Italia 1" puntava su "Falcon Crest", che esordì nel dicembre 1981, quindi mancava un programma simile anche per "Rete 4", cioè "Dynasty".
In terza pagina della rivista campeggiava subito la pubblicità qui sopra:
"Dal 15 settembre ogni mercoledì e venerdì alle 20.30
Potere e passione nella storia più avvincente che abbiate mai visto.
Il 15 settembre non prendete impegni. Avete appuntamento con il più grande successo americano degli ultimi anni, il colossal della televisione che ha entusiasmato milioni di persone, avete appuntamento con Dynasty. Alle 20,30 il cancello di Dynasty si aprirà e vi troverete a Denver, nel cuore dell'America, dove vivrete la storia dei Carrington, una ricchissima famiglia, fiera e appassionata. Verrete coinvolti in lotte di potere, intrighi e storie d'amore, affari e sentimenti. Conoscerete i retroscena dell'alta società, le speranze della gente comune, donne bellissime e uomini senza scrupoli. Vi appassionerete alle vicende sentimentali, ai drammi, alle emozioni dei protagonisti di Dynasty, uomini e donne le cui vite si intrecciano fra continui colpi di scena."

Segue mini biografia dei personaggi principali, "Naturalmente su... Retequattro".
In basso, un po' in piccolo, le emittenti che trasmettevano il network.


Una foto di gruppo un pelino patriarcale   ^_^
Per quanto non abbia mai visto neppure cinque minuti di un episodio, a me piaceva la bionda a sinistra, per il resto nulla posso aggiungere né come ricordo né come commento.

sabato 26 ottobre 2024

Dallas - GiocaDag (1982)


Tra la fine di settembre e questo ottobre in conclusione ho portato avanti un mini focus sul serial televisivo Dallas, che detestavo e non ho mai seguito neppure per un minuto, ma son conscio che faccia parte dell'immaginario televisivo del periodo:



Ci sarebbe poi un post di "TV Sorrisi" di giusto dieci anni fa con copertina a tema Dallas:

Al primo link avevo promesso o minacciato, dipende dai punti di vista, una chicca finale per chiudere questo mini ciclo a tema Dallas, ed il post è proprio questo con il gioco in scatola di Dallas   ^_^
Inutile dire che, non solo non ebbi mai questo gioco in scatola, mai lo cercai e mai ci giocai... quindi non ho la più pallida idea del suo valore ludico né se le regole e la dotazione rispecchino la trama della serie. Lascio a chi vide Dallas la lettura del regolamento e la valutazione di tabellone e carte da gioco per capire se fu ideato cercando di essere rispettoso della serie oppure fu una creazione totalmente a caso, fatto che riguardo ai giochi in scatola ispirati a film, telefilm e cartoni animati giapponesi succedeva spesso...
Io l'ho comprato solo ed esclusivamente per rispetto del mio motto che se è a poco prezzo, completo e tenuto bene, si porta a casa  :]
Alla fine questa confezione è praticamente mai giocata, il sacchettino con dadi e segnalini è ancora graffettato.
Ho trovato interessante il doppio tabellone e i testi delle numerose cartine da gioco, direi che dalle seconda si potrà ben capire quanto fedele fosse rispetto all'originale televisivo.
Si noti che la marca del gioco in scatola è "GiocaDag", penso l'unico che io abbia rinvenuto fino ad oggi sia tra i giochi in scatola postati che in mio possesso e non postati, di norma la "GiocaDag" o "Dag", il fatto che nel tempo abbiamo cambiato diciture rende un po' ardue le ricerche, pubblicava cataloghi di giocattoli, in quanto si occupava di distribuzione:



Direi che il passaggio da "DAG" a Giocadag" sia avvenuto a cavallo tra la fine degli anni 70 e il 1981. 

Sono così ignorante a tema Dallas che dell'immagine della confezione riconosco solo cattivissimo JR, Sue Ellen e quello che venne ammazzato e poi risorse, quello buono buonissimo, non Gesù... ma il tizio in piedi secondo da destra. E li riconosco solo perché ci sfracellavano i maroni dalla mattina alla sera con questo cacchio di Dallas della malora che pure io qualcosa evidentemente ho memorizzato...
La presenza di un doppio tabellone non è usuale nei giochi in scatola del periodo, tra l'altro la fattura di questi due tabelloni è di cartoncino non molto spesso, quindi facile alla rottura, per fortuna a questa confezione non ci giocarono mai, e forse un motivo ci fu... 
Visto che una parte del gioco riguarda l'estrazione di petrolio, seppur non sia lo scopo unico del gioco in scatola, lo si può inserire nella serie di confezioni a tema petrolifero che in quei decenni non mancavano:





In base alla presentazione del regolamento le dinamiche di gioco dovrebbero rispettare molto la trame del serial, ma come ho scritto sopra non sono in grado di valutare.
Il regolamento mi è parso ben scritto, per valutare poi quanto sia ben spiegato bisognerebbe averci giocato, forse fin un pochino complesso come gioco?
Determinanti sono le carte "Accade a Dallas", in cui sono descritti i fatti da seguire in quel momento nel gioco, ho scannerizzato tutte queste carte, vista l'importanza del testo, in realtà ho scannerizzate praticamente tutte le tipologie presenti...
Lo spostamento sul tabellone non si limitava a seguire il tracciato, ma si veniva sia spostati in base ai dettami delle carte e sia si poteva scegliere dove andare tramite le caselle degli aeroporti.
Dalla lettura del regolamento, per quello che ho potuto capire, non aver seguito la serie televisiva poteva rendere ostico lo svolgersi del gioco (tipo il "Pozzo 23"), mi chiedo quanti bambini/e e ragazzini/e si guardassero ogni puntata di Dallas   >_<

lunedì 21 ottobre 2024

Annuari 1981/1982/1983 con i fatti del 1980/1981/1982 "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio" - focus su televisione e radio


Con questo secondo post termino di illustrare gli "Annuari Curcio" nei pochi punti che trattarono dell'animazione giapponese in Italia per i volumi del 1981, 1982 e 1983, in cui sono presenti i fatti del 1980, 1981 e 1982.
Nel precedente post ho inserito gli "Annuari Curcio" del 1978, 1979 e 1980 con i fatti del 1977, 1978 e 1979, il volume con più materiale sugli anime è quello del 1980, con i fatti del 1979.
Rimando al post di cui sopra per la comparazione tra i tre annuari che ho trovato fino ad oggi (Rizzoli, Age e Curcio) e per le varie spiegazioni sul perché abbia inserito meno scan rispetto agli "Annuari Rizzoli".
Per i volumi 1981, 1982 e 1983 (con i fatti del 1980, 1981 e 1982) ho scelto solo le pagine inerenti la "Televisione e radio", in quanto in nessuna altra pagine si faceva riferimento ai cartoni animati giapponesi. Tra l'altro gli anime vengono appena citati, e sempre in maniera negativa.



Ho riunito qui sopra le poche righe dedicate agli anime nei tre volumi, più sotto ripresentate nel loro contesto originale. Tutti e tre i commenti a "Televisione e Radio" sono di Mario Balvetti, che si era occupato di "Televisione e Radio" anche nel volume del 1980 (con i fatti del 1979), infatti il tono è sempre lo stesso, negativo, molto negativo. In questi anni di ricerche di articoli sui cartoni animati giapponesi ho imparato che, quando in poche righe il giornalista li stronca senza appello, il valore del giudizio (negativo) non deve essere sminuito, in quanto il pregiudizio si protrarrà nei decenni, fino ad arrivare a pochi anni fa.
Nel volume del 1981 con i fatti del 1980 il giornalista liquida i cartoni animati giapponesi con l'aggettivo "insopportabili", ricordando che "predominano", tipo invasione degli Unni...
Nel volume del 1982 con i fatti del 1981 bastano tre parole: "giapponesi, l'orgia continua".
Nel volume del 1983 con i fatti del 1982 si cercò si sviluppare un po' di più la critica:
"La Tv dei ragazzi anche nel 1982 è stata caratterizzata dalla massiccia presenza dei cartoni animati giapponesi che nelle ore pomeridiane assolvono unicamente la funzione di baby sitter televisiva riversando negli innocenti ragazzini che li guardano la violenza esasperata degli eroi extraterrestri e dei loro robot insieme alle lacrimevoli storie degli orfanelli tutti pelle e ossa".

All'autore sfuggì l'aspetto che forse le "lacrimevoli storie degli orfanelli tutti pelle e ossa" permisero di mantenere vivi dei titoli di letteratura per ragazzi, anche italiana, che altrimenti nessuno più avrebbe letto. 
Può anche essere che la tv ci abbia fatto un po' (tanto) da baby sitter, come oggi lo sono i videogiochi e/o gli smartphone, ma quei cartoni animati giapponesi non "assolvevano unicamente" a questa funzione, raccontavano storie, trasmettevano valori.
Sarebbe bello che gli adulti di oggi non si trasformino in tanti grandi Mario Balvetti, che giudicavano quei programmi senza cercare di seguirne qualche puntata, perché secondo me il giornalista non se li guardò mai due episodi completi di una qualsiasi serie animata giapponese, altrimenti mezza cosa valida l'avrebbe pur trovata. 

giovedì 10 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 23 dal 7 al 13 giugno 1981 - Primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso da "Canale 5"


Terzo ed ultimo "TV Sorrisi" consecutivo, che con quello postato il 26 settembre fanno quattro:



Questo numero 23 di "TV Sorrisi", oltre all'articolo, ha anche la copertina dedicata a Dallas e Larry Hagman, fresco premiato con il Telegattone.
Nei due numeri precedenti si era iniziato a leggere sempre di più della loggia massonica P2 di Ligio Gelli e dell'elenco (quasi certamente non completo) trovato dai PM Colombo e Turone. Con questo numero il bubbone eversivo era scoppiato, e due degli iscritti si difesero direttamente nelle due rubriche tenute su "TV Sorrisi".
La redazione ripropone anche l'intervista dell'ottobre 1978 a Gelli da parte dell'iscritto Gervaso, non ricordo, però, se al momento dell'intervista fosse iscritto o meno..
Come sempre ho dovuto cassare qualche articolo per ridurre un po' le scansioni delle pagine, per esempio l'intervista a Jader Jacobelli, il moderatore per eccellenza di "Tribuna Politica", anche perché l'intervistatore telefonico pone domande a caso, basta leggere quella del numero precedente a Piero Angela...
Poi ho saltato gli articoli su Julio Iglesias e Adriano Celentano, infine il Cineracconto.
E' presente la quarta ed ultima parte dell'inchiesta "Oltre il 2000", quindi io ho mostrato la seconda parte nel numero 21, la terza parte nel numero 22 e questa parte finale in questo numero 23 di "TV Sorrisi".


Spectreman
"Battaglie, spaziali e non, fra orribili mostri di cartapesta, alieni e uomini crudeli, tutti contro Spectreman, uomo robot invincibile, creato dal dottor Gori per difendere il nostro pianeta"

Spectreman lo ricordo poco o nulla, ai tempi era trasmesso da emittenti che vedevo male, quindi non sono ferratissimo, mi azzarderei ad affermare che di battaglie spaziali in questo tokusatsu non ve ne fossero. Di certo il dottor Gori non creò Sprectreman, ma men che meno per difendere la Terra, visto che la voleva invadere lui per primo... 
Poi ci sarebbe da precisare che i kaiju non erano di cartapesta, ma non fa nulla...
La cosa comica è che il tema ambientale della serie, avanti di svariati decenni rispetto alla sensibilità del periodo, neppure è annotato.
Il dottor Gori è citato con il nome originale nipponico, non con quello adattato per la versione italica.
Non c'è certezza sulla data della prima trasmissione di Spectreman, di certo non fu giugno 1981, era trasmesso già da tempo. Quindi queste furono altre informazioni a caso di una serie che sarebbe bastato seguire massimo 5 minuti per capire che si stavano scrivendo caxxate...



A me non piaceva Dallas né Larry Hagman/JR, quindi ho poco da aggiungere, se non ribadire di nuovo quanto fu incomprensibile da parte della Rai farsi scappare questo serial a beneficio del futuro primo concorrente televisivo.
L'autore del pezzo etichetta come "sbadataggine" il regalo di mamma Rai a "Canale 5", a me il dubbio che qualcuno fece un bel regalo alla concorrenza non me lo toglie nessuno...

lunedì 7 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 22 dal 31 maggio al 6 giugno 1981 - Seconda parte inchiesta sulle tv private + 1° episodio di Dallas su "Canale 5"

E' la prima volta che inserisco a raffica i "TV Sorrisi", ma come ho già scritto nel precedente post i tre numeri in questione sono legati fra di loro, sparpagliarli troppo nel tempo ne avrebbe fatto perdere il senso.
Il tutto nasce dall'aver postato il "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso dalla Rai:

Per poter inserire quello che sto postando ora, però, dovevo prima postare la prima parte dell'inchiesta sulle TV private:

Infine nel prossimo post metterò il numero 23 di "TV Sorrisi" con il primo articolo sul Dallas trasmesso da "Canale 5".
Come sempre ho dovuto omettere qualche articolo per non far esplodere il mio povero scanner... per esempio ho saltato l'intervista alla campionessa del quiz "Flash", quella all'attore Giovanni Vettorazzo, l'articolo su Ugo Tognazzi e le donne (Tognazzi non mi è mai piaciuto come attore), il servizio sul film scandalo di Cannes, il gruppo musicale "Banco".


Nel precedente post/"TV Sorrisi" avevo immortalato la splendida mini recensione su "Astroganga", il cui autore in poche righe era riuscito a commettere le solite topiche sui cartoni animati giapponesi.
Stavolta si possono leggere ben tre recensioni sugli anime, a cui ho aggiunto due telefilm cult: Batman e "Star Trek".

"Candy è un'orfanella ingiustamente accusata di furto dalla famiglia adottiva. Ma nonostante le disavventure e il destino avverso, ha conservato la sua bontà e può contare su molti amici"

Leggendo queste poche righe parrebbe di intuire che tutta la serie si basi sull'ingiusta accusa di furto da parte della famiglia (Legan) adottiva verso Candy. Ovviamente sappiamo che non è così, la trama contemplava ben altre ingiustizie subite dall'orfanella tutte lentiggini. Ci sarebbe anche da contestare che gli accusatori non erano proprio la famiglia adottiva al 100%, visto che mi pare sia lo zio William a farla adottare, ma potrei sbagliare.

"Più legato alla tradizione dei samurai degli altri cartoni animati giapponesi, Daitarn III è un gigantesco servomeccanismo guidato dall'agente Joe Tempesta, che lo pilota nello spazio per combattere i Meganoidi"

Non molto chiaro il perché "Daitarn III" dovrebbe essere legato di più alla tradizione dei samurai rispetto ad altre serie. Il nome errato del pilota, Joe Tempesta al posto dell'ovvio Haran Banjo, mi pare sia dovuto alle brochure informative che venivano distribuite alle tv private, in cui compariva erroneamente Joe Tempesta. Poi, volendo, sarebbe bastato guardarsi 5 minuti dell'anime o chiedere ad un qualsiasi bambino per conoscere il nome corretto del pilota, anche in considerazione del fatto che la serie venne trasmessa per la prima volta nei primi mesi del 1980, quindi a maggio/giugno 1981 era già circa un anno che imperversava sulle emittenti private locali... sarebbe stato anche bello dimostrare al pubblico che sapevano cosa trasmettevano...

"Un orfano vola per i cieli per distruggere il generale Dark e il suo esercito di rozzi combattenti. Tetsuya e i suoi amici entusiasti lottano per la pace nel mondo, con molti problemi"

Il Grande Mazinga è tra le primissime serie robotiche trasmesse dalle tv private locali, nei primi mesi del 1979, ne consegue che a maggio/giugno del 1981 era in televisione da poco più di due anni!
Capisco tutto, ma mezza puntata la si poteva pure guardare prima di scrivere generale Dark invece che generale Nero. Senza contare che proprio non si può leggere che Tetsuya  e i suoi amici fossero "entusiasti" di combattere. Inoltre i nemici non erano l'esercito del generale Dark/Nero, ma dell'Imperatore delle Tenebre, e di certo non si potevano definire "rozzi combattenti"... ruttavano?


Direi che l'autore dell'inchiesta non solo illustrò bene il panorama del periodo, ma riuscì sia a spiegarlo che a fare delle previsioni corrette su come si sarebbe evoluto mondo delle tv private. Solo che fu ottimista, immaginava che ci sarebbero state più emittenti grandi ad inglobare quelle piccole ed anche vari distributori pubblicitari. Alla fine restò praticamente tutto in mano ad uno...

Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare:


domenica 6 ottobre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 21 dal 24 al 30 maggio 1981 - Prima parte inchiesta sulle tv private


Quando, qualche giorno addietro, ho postato il "TV Sorrisi e Canzoni" numero 7 dal 15 al 21 febbraio 1981 con il primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso dalla Rai, pensavo di inserire anche solo quello con il primo articolo su "Canale 5", però quel numero (che ha pure la copertina dedicata a Dallas) è legato a quello che lo precede, con l'esordio televisivo su "Canale 5", che è legato a questo numero... ergo inserirò di fila i numeri 21 (questo), 22 e 23. Immagino che tutto ciò farà felici gli appassionati di "TV Sorrisi", benché renderà ripetitivo più del solito il blog.
Questo numero 21 di "TV Sorrisi" conta di quasi 150 pagine, quindi ho dovuto cassare un po' di articoli, altrimenti mi si fondeva pure il terzo scanner...
Tra gli articoli che ho omesso c'è quello su Ugo Tognazzi (penso uno tra i primi cuochi attori), lo sceneggiato "Corpo a corpo", l'intervista a Emilio Fido, il Cineracconto e l'intervista a Ron.
Ho comunque inserito tre articoli sui cantanti, cosa che di norma non faccio. Il primo perché era di commemorazione per Bob Marley, il secondo dovuto alla copertina di Alice, il terzo perché riguardava Paolo Barabani, che nel link sopra è citato in quanto era arrivato sesto a Sanremo con "Hop, hop somarello".
Per essere un numero di un periodo di bassa stagione televisiva, contiene un sacco di redazionali interessanti, ma il più interessante è quello sulla panoramica inerente le tv private locali, che è una prima parte, la seconda nel numero 22 di "TV Sorrisi e Canzoni", uno dei due motivi, oltre a Dallas, per cui lo inserirò nel prossimo post.


Da marzo 1981, il n° 11 di "TV Sorrisi" (del 15/21 marzo), la rivista era riuscita ad eliminare l'inserto centrale con i palinsesti delle tv locali, inserendo le informazioni in due pagine assieme alla Rai e "Canale 5", quindi anche con più spazio per descrivere i programmi da loro trasmessi. 
Ovviamente, non potendo la redazione di "TV Sorrisi" sapere in anticipo quale episodio la tv locale privata avrebbe mandato in onda, e nel caso qualcuno lo avrebbe dovuto vedere in anteprima e farne una mini recensione, ci si limitava alla sinossi generale della serie animata (o telefilm).
Infatti per i programmi di "Telessassuolo" per lunedì 25 maggio si può ammirare un'interessante spiegazione delle tematiche del cartone animato giapponese Astroganga:
Un bimbo si trasforma nel super robot Astroganga grazie ad un magico amuleto. Una serie riservata ad un pubblico di giovanissimi, meno violenta e più infantile delle altre produzioni giapponesi."

Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma Charlie/Kantaro non si trasforma in Astroganga, che esiste anche senza di lui, ma "Charlie è là in simbiosi è già con il grande Astroganga", tanto per citare la sigla.
Il meccanismo tramite cui Charlie si fonde con Astroganga non ha nulla di magico, ma sarebbe una tecnologia, per quanto magica. 
Infine, se forse era pur vero che il target della serie era per un'età sotto ai dieci anni, non mi pare fosse poi tanto poco violenta ed esageratamente infantile, basta pensare al finale. Poi c'è da dire che la serie non l'ho mai più rivista, ne ho solo letto su libri, riviste e web.
Di contro, se Astroganga era considerata una serie "più infantile rispetto alle altre produzioni giapponesi", voleva dire che gli addetti al settore avevano la percezione che gran parte dei cartoni animati giapponesi non erano indirizzati agli under seven.
Talvolta, quando l'argomento sono gli anime fine anni 70/primi anni 80, bisogna leggere tra le righe, anche le poche righe a disposizione.

"La grande corsa sui circuiti privati" è la prima parte dell'inchiesta sulle televisioni private locali e i primi tentativi di riunirsi in syndacation, cosa che alla fine porterà al monopolio privato Fininvest.
L'articolo voleva render conto dei vari circuiti pubblicitari, i concessionari pubblicitari, i consorzi e le case di distribuzioni, cercando di chiarire il caos di quel periodo. Non mancano anche accenni ai programmi proposti, oltre che all'elenco delle emittenti che aderivano ad ogni syndacation/consorzio/concessionarie di pubblicità.
Con una certa capacità predittiva la redazione mise il bolide di "Canale 5" in testa, e lo resterà per tutta la gara, arrivando a doppiare tutti gli altri concorrenti, purtroppo era una competizione abbastanza truccata... in fondo mancava una legge di regolamentazione dell'etere, quindi ognuno faceva un po' quello che voleva e la legge non verrà varata fino a quando chi doveva avrà raggiunto la totale egemonia pubblicitaria sugli altri possibili e teorici concorrenti.
Comunque in questo frangente c'era ancora concorrenza tra i vari attori privati, quindi l'inchiesta (che terminerà con il prossimo numero) scatta una bella fotografia della situazione a primavera 1981.
Questa è una tematica che ho già trattato più volte sul blog, a titolo di esempio inserisco i post qui sotto, dove ci sono vari altri link da consultare:


giovedì 26 settembre 2024

TV Sorrisi e Canzoni n° 7 dal 15 al 21 febbraio 1981 - Primo articolo sul telefilm Dallas trasmesso dalla Rai


In un commento ad un post il lettore "Mon. Calamari" mi ha sollecitato ad inserire altri "TV Sorrisi e Canzoni", son stato così colpito dal fatto che il commentatore si sia fin definito un mio "follower" che, oltre a commuovermi, mi è parso il caso di esaudire immantinente la sua richiesta  ^_^
Non avendo "Mon. Calamari" espresso preferenze particolari, ho deciso di inserire il "TV Sorrisi" con il primo articolo sul telefilm "Dallas" quando era trasmesso ancora dalla Rete 1 della Rai, in quanto vorrei aggiungervi un "TV Sorrisi" con il primo articolo della trasmissione su "Canale 5", per concludere con una piccola chicca che è da un po' che volevo postare.
Preciso che il telefilm, o forse sarebbe meglio definirla "serie tv" o "serial", "Dallas" mi ripugnava, i miei genitori non si perdevano un episodio, io non ne ho mai visto uno, ciò non toglie che faccia parte di quelle serie tv di enorme successo che segnarono un'epoca televisiva.
L'articolo su "Dallas" è più che altro incentrato sul suo protagonista cattivo, J. R. alias Larry Hagman, non essendo ferrato né sul personaggio né sulla serie, non posso commentare alcunché, se non che resta un vero mistero televisivo il come ed il perché la Rai prima sottoutilizzò la serie trasmettendone episodi a caso e poi se la fece sfilare da Fininvest, che la trasformò in un trionfo enorme. Il successo di audience di cui "Canale 5" aveva assoluto bisogno proprio in quel preciso momento storico televisivo. Alla Rai furono doppiamente geniali, persero una trasmissione iper popolare, nonostante sapessero il boom di ascolti avuto negli Usa e nel mondo, e rafforzarono la futura diretta avversaria televisiva, il tutto in un colpo solo!

Il numero in questione contiene altri articoli, che per me restano poco o per nulla interessanti, ma magari ad altri potranno piacere:
i vincitori ed i vinti del Sanremo 1981 appena concluso;
le gemelle Kessler in "Buonasera con...";
Sandra e Raimondo per San Valentino;
un articolo (perlopiù foto) sui fantasmi;
la recensione del film della settimana;
le solite varie rubriche fisse;
le tante pubblicità vintage
i programmi delle tv locali delle tre venezie.

Ho omesso l'articolo sulla Streisand, mai sopportata né come cantante (comunque stupenda voce) che come attrice.

venerdì 9 agosto 2024

Annuario 1982 degli avvenimenti 1981 - Enciclopedie Rizzoli - focus su cinema, fumetti, giochi, televisione e radio, Giappone + avvenimenti di un anno


(...hanno detto che è morto...
oh no, non lo è... no, non ancora... semi cit.Obi Wan Kenobi) 





Nella mia quasi infinita ricerca di fonti sull'animazione giapponese in Italia mi sono imbattuto in questo "Annuario Rizzoli", che presentava tutti i fatti accaduti nel mondo, attenzionando maggiormente la nostra penisola, da autunno ad autunno dell'anno successivo. Ergo, in questo caso per l'Annuario 1982, i fatti avvenuti dal 1° dicembre 1980 al 30 novembre 1981.
Non ho inserito la pagina con tutti i nomi dei collaboratori, non erano sperduti blogger o titolari di pagine FB, come succederebbe probabilmente oggi, ma giornalisti ed esperti di una certa importanza.



L'avvertenza della redazione spiega molto meglio di me quale fosse il periodo temporale preso in esame e quali gli argomenti trattati.
Ovviamente, essendo questo un blog che tratta specifici argomenti, non avrebbe molto senso postare tutte le pagine di cronaca che mi hanno colpito e ricordato fatti ormai obliati, quindi mi limiterò alle tematiche usualmente postate.
Farò un'eccezione, però, per quella che era la prima rubrica dell'Annuario, "Avvenimenti di un anno", che pur sapendo essere pagine off topic rispetto al blog, sono troppo preziose per non essere postate. In una nazione dove ti senti dire che oggigiorno siamo pieni di crimini e criminali ed il mondo è più insicuro, rileggere cosa capitava nell'arco di 12 mesi nel mondo e soprattutto in Italia, fa un po' accapponare la pelle...
Un vero peccato che le pagine di "Avvenimenti di un anno" resteranno così poco viste su questo blog...

Sto cercando, se riesco, di postare tutti gli "Annuari Rizzoli" in mio possesso di fila, ciò renderà noioso un po' più del solito il blog, ma secondo me è importante che restino sulla piattaforma in sequenza.

Allontanandoci dal triennio 78-79-80 le considerazioni o le citazioni sugli anime sono scomparse, in quanto la redazione dell'Annuario Rizzoli dava conto dei fatti più importanti dell'anno passato, e probabilmente le polemiche contro l'animazione giapponese faceva ormai parte del dibattito giornalistico televisivo.
Restano le tematiche "Cinema", Giochi" e "Televisione (e Radio)", non è più presente la "Pubblicità", ritornano i "Fumetti" e ricompare il "Collezionismo", ma quest'ultimo solo inerente l'arte, ergo ho messo esclusivamente la prima pagina, in quanto a me interessava il collezionismo da semplice essere umano, non da ricco speculatore o da facoltoso appassionato d'arte.
Ovviamente ci sono sempre i fatti inerenti il Giappone, che sono prettamente di politica interna, estera ed economica.


Il cinema resta in crisi perenne perché "la Tv sta uccidendo il cinema", fine delle analisi  ^_^
L'articolo è comunque una lunga considerazione sul perché la televisione attirasse così tanto gli ex spettatori cinematografici, per il regista Sidney Lumet (da vedere il suo "La parola ai giurati"!) la tv era ancora un nemico pericoloso, specialmente per quelli che ritenevano di avere il cinema in casa. Chissà cosa avrà pensato l'illustre regista quando sono nati i canali tematici a pagamento solo con film, ed oggi li puoi vedere pure in super mega iper HD.
A differenza di quello che pensavo, ed avevo scritto nel precedente post, non è presente la recensione de "L'Impero colpisce ancora", solo una veloce citazione.

sabato 18 giugno 2022

Telesette dal 12 al 18 dicembre 1982 - "Flo, la Robinson del duemila"


Prendo spunto dal precedente post su ET, in cui ho mostrato tre articoli di tre riviste tv, tutte e tre della settimana dal 12 al 18 dicembre 1982, per vedere come le tre riviste televisive trattavano i programmi di quella stessa settimana. Ovviamente il tutto sarà spalmato in tre post differenti, partendo da Telesette, seguirà "Famiglia TV" ed infine il classico "TV Sorrisi".
E' un semplice raffronto su come e cosa le redazioni proponevano ai lettori per una medesima settimana di programmazione. Devo dire che oltre ad ET, le redazioni erano interessate allo sceneggiato Rai su "Marco Polo", inoltre gli anime interessavano ancora, pare senza più tante polemiche..
In questo numero di Telesette c'è sia un articolo su "Flo la piccola Robinson" che uno sul "Marco Polo".
Per il resto sulla rivista si possono leggere non pochi articoli sui programmi e personaggi del periodo, tra cui il sempre presente Dallas... ho omesso un paio di scritti, uno su un calciatore ed uno sul fascismo...
Alla rivista collaboravano Enzo Tortora ed Aldo Biscardi, con un articolo a testa.
C'è un raffronto tra le due trasmissioni della prima serata: 
"Premiatissima" il venerdì su "Canale 5" condotto da Cecchetto vs "Fantastico 3" il sabato sera sulla "Rete Uno" Rai condotto da Corrado.

Nelle pagine delle tv locali sono presenti due articoli su dei programmi mandati in onda da "Erreuno TV" e "Telecupole", entrambe piemontesi, infatti la zona di pertinenza delle emittenti private delle pagine locali è il Piemonte, Aosta e Lombardia.




Questo è il primo articolo in cui la serie viene recensita, la prima puntata (basandomi su Wikipedia) risale a metà novembre, e dopo circa un mese la redazione di Telesette le dedicava questa breve descrizione nelle pagine della rubrica di Nikka Costa.
La cosa singolare è che, a parte una mia svista, nel palinsesto di "Rete 4" non si legge mai il titolo "Flo la piccola Robinson", neppure nei due giorni (lunedì e venerdì) che sarebbero stati deputati a trasmettere il cartone animato giapponese, non il massimo, direi...
Devo dire che, pur non avendola seguita molto, Flo mi piaceva come serie, ed è una di quelle che mi ripropongo prima o poi di riguardare con occhi da adulto(?).
In tema animazione giapponese si nota che la redazione riportava spesso solo la vecchia dicitura "Cartoni Animati", senza specificarne il titolo, come capitava nei "TV Sorrisi" del 1977/78, un vero peccato.


Sinceramente non rammento "Iris la perla nera" (Iris Peynado) e neppure il varietà "Due di tutto", che comunque pare puntasse molto sulle soubrette.
In pratica il titolo "Due di tutto" rappresentava i minuti, due appunto, in cui gli ospiti, ben 180, si sarebbero esibiti.
Due minuti e poi si passava all'ospite successivo.