Quello che vale per "Nippon Shock Magazine" vale giocoforza anche per "Anime Cult", dopo 31 numeri (e "AC" e divenuta pure bimestrale!) è arduo trovare altra legna da ardere nella foresta degli anime del "first impact". I taglialegna devo migrare verso i boschi di fine anni 80, degli anni 90 ed oltre ^_^
Il focus di questo numero è dedicato agli shojo over metà anni 80, qualcosa ho visto, ma al massimo una sola volta e non sempre del tutto, quindi sono quasi completamente ignorante in merito.
Nel numero sono presenti due interviste:
la prima di Giorgia Vecchini a Emanuela Pacotto;
la seconda del duo Mirco Noli e Mikimoz Capuano a Laura Tovaglia, sorella di Paola Tovaglia.
Nessuna intervista di Emmanuel Grossi.
Come al solito ho inserito le scan solo di alcuni articoli (con sommario a fine post), non vuol dire che gli altri non meritino, miei gusti personali.

Il primo scritto fa una panoramica delle serie che si vocifera siano state trasmesse, ma di cui non ci sono prove materiali televisive, oppure di anime i cui diritti erano stati comprati, con annessi giocattoli messi in vendita, ma poi non vennero mai mandate in onda.
Si parte con la fine degli anni 70 per arrivare fino agli anni 2000/2010, la mia attenzione è rimasta alle prime due pagine, inerenti al periodo che mi interessa.
Questa tematica sul web risulta tra le più pericolose, si rischia di scatenare i Pasdaran degli anime, i pasdaranime ^_^
Viene toccata la questione della trasmissione fantasma de "Gli eroi di Zero Tester" su "Koper Capodistria"

Alle serie animate citate che godettero di una distribuzione di giocattoli senza vedere mai il video, si può aggiungere "Battle Fever J".

Per quanto riguarda gli anime che dovevano essere trasmessi e poi scomparirono o quasi, c'è il caso di
"Flying Dragon, il drago volante", che nel gennaio 1981 era in mano alla "Sacis/Rai", ma poi non venne mai trasmesso e finì molto tempo dopo su qualche tv privata locale:

Viene citato "Daioja":

Anche "Super Robot 28" nell'agosto/settembre 1982 era dato in televisione, ma ci arriverà dopo un paio di anni:
"VG Vendogiocattoli" - Pubblicità giocattoli cartoni animati giapponesi anni 1979/80/81/82

Questo "Il Giornale dei Giocattoli" non l'ho ancora postato, quindi è una anteprima, nel numero di gennaio 1983 veniva pubblicizzata la moto di "Black Ant", una delle versioni di "Kamen Rider".
La serie Tokusatsu non venne mai trasmessa in Italia.

Non sono cresciuto con la voce di Emanuela Pacotto, quindi non vi sono "affezionato", resta una intervista interessante.
Della Pacotto rammento una bella performance ad un "Lucca Comics" (tra il 2010 e il 2016, all'interno di una grande chiesa sconsacrata) in cui cantava e ballava.
Rispetto ai doppiatori della prima invasione dei cartoni animati giapponesi in Italia, che nulla sapevano del prodotto a cui stavano dando la voce, la Pacotto è un paio, anche tre, step avanti.
Conosce cosa sta doppiando ed il contesto produttivo, il Giappone, i target, le trame e personaggi nipponici animati.

Vengono messi in fila un po' dei prodotti editoriali di "Capitan Harlock" pubblicati dalla "Eri Junior", qualcosa nel tempo ho postato pure io, tra quelli citati nello scritto:

L'elenco degli shojo post "first impact", ne ho visti/seguiti quattro, l'unico che son certo di aver terminato è "Utena" (per me incomprensibile...).
Ergo non sono in grado di valutare il tutto, resta chiaro l'intento delle redazione di spostare l'attenzione sugli anni 90, forse anche spinti dall'età dei collaboratori. Almeno scriveranno di cose che videro da bambini/ragazzini :]

Dopo una sensata introduzione sulla situazione del Brasile e degli immigrati nipponici, si ripercorre la storia del manga brasileiro, dell'arrivo dei manga nipponici e degli anime sulle tv brasiliane.
Non ne sapevo nulla, ora so qualcosa :]

Proseguono i retroscena carrasiani su "Wedding Peach".
Negli anni 90 mi capitò in un paio (o forse di più) di notti di
vedere "Wedding Peach", non capendo perché lo trasmettevano di notte,
visto che aveva contenuti tranquillissimi (per quel che ricordo, son
passati 30 anni...).
Stavolta ci si concentra sul doppiaggio.

L'intervista ha lo scopo di ricordare Paola Tovaglia, viso del "Ciao Ciao" di "Rete 4".
Ero già grande, magari registravo anche qualche serie trasmessa all'interno di "Ciao Ciao" (ricordo "Lady Oscar"), ma saltavo tutte le scenette per concentrarmi solo sull'anime.
Quindi non ho presente i conduttori e tutti gli annessi e connessi.

Il sommario totale del numero.

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