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domenica 4 settembre 2016

Collecting Star Wars Toys 1977-1997 an unauthorized practical guide with price



TITOLO: Collecting Star Wars Toys 1977-1997 an unauthorized practical guide with price
AUTORE: Jeffrey B. Snyder
CASA EDITRICE: Schiffer Publishing
PAGINE: 176
COSTO: 15€
ANNO: 1998
FORMATO: 28 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN: 0764306510


Certo, la Harbert ebbe l'inemendabile colpa di ammorbarci l'infanzia con il "Dolce Forno (Harbert)", però si fece in parte perdonare, ma solo in parte, grazie al fatto che commercializzò i personaggi di "Guerre Stellari" della Kenner. Ovviamente da bambino ero convinto che fossero prodotti dalla Harbert, ed ero altresì convinto che fosse una azienda americana, mentre era milanesissima. Le pubblcità dei "pupazzetti" di "Guerre Stellari" campeggiavano sempre su Topolino, ed erano incredibilmente attraenti, erano presentate in una ambientazione verosimile, con tutti i personaggi più importanti del film lì a farsi desiderare. 
Non per nulla il motto della Harbert era:
"Non puoi giocare senza Guerre Stellari della Harbert: sarebbe un peccato!

Il nome del soggetto della pubblictà cambiava ogni volta, ma il motto era sempre quello con cui si concludevano le pubblicità cartacee.
L'italica Harbert non si limitava al "Dolce Forno" (sob..) e ai personaggi di "Guerre Stellari", ma, per esempio, fin dai primi anni 70 produceva il Festacolor, guarda caso sempre della Kenner, evidentemente l'azienda milanese fungeva da importatore italiano della marca statunitense.
In questo libro, assieme ad una non trascurabile parte saggistica (ovviamente in inglese), ci sono le immagini di tutti gli articoli su "Guerre Stellari" commercializzati dal 1977 al 1997 (mi pare che ne esista una nuova versione che arriva fino ai giorni nostri), ma a me interessa solo la parte dei primi tre film, cioè... dei tre film di mezzo, insomma... degli episodi IV-V-VI.
"Guarda, Guerre Stellari!"   ^_^



Oltre a quello che potevamo ammirare sulle pagine pubblicitarie di Topolino, oppure nei negozi di giocattoli, ci sono un sacco di altri articoli che non arrivarono mai in Italia.
Tipo il gioco elettronico dell'immagine sotto: stupendo!!!   ♥_♥   
Mi pare di intuire che lo scopo finale sia nientepopòdimeno che distruggere la Morte Nera!
Peccato che il gioco penso sia più divertente immaginarlo in funzione, che vederlo in funzione: sob



L'indice del libro rende bene l'idea del suo contenuto, rammento che ho omesso tutte le immagini che vanno oltre al 1983, sarabbero state un off topic  ;)
In pratica, ad avere tutti i personaggi qui sotto presenti, si sarebbe potuti riprodurre i tre film nella propria cameretta, ci sono anche i personaggi della taverna di Mos Eisley, con la band disegnata su uno sfondo di cartoncino ^_^

sabato 8 novembre 2025

"Goleador" - "Harbert" (1973/74)


Concludo questo trittico di calcio in versione giochi in scatola con il "Goleador" della "Harbert", che faceva parte della tipologia più simulativa, mentre i giochi in scatola classici li considerò più sul versante arcade, se si vuole fare un paragone con i videogiochi.
Con "Goleador" segnavi veramente, non immaginavi di segnare... con "Goleador" prendevi il palo veramente... con annesse imprecazioni  :]
Il gioco della milanesissima "Harbert" ti trasmetteva le medesime sensazioni del "Subbuteo" o del "Football Mondial Arcofalc", cioè quelle del bigliardino, direi il capostipite di questa tipologia di gioco del calcio simulato.
Essendo il nome "Goleador" un termine generico, ai tempi venne usato per più giochi a tema calcio, in primis dalla stessa "Harbert", che lo sfrutto anche per "Goleador Derby" e "Goleador Super Star", generando un po' di confusione.
A dimostrazione di quanto replicassimo il calcio ludico nel nostro tempo libero, a fronte di un calcio televisivo pressoché inesistente (all'opposto di oggi...), si possono consultare i seguenti post di giochi ispirati al calcio, tutti del medesimo periodo temporale:

La datazione del gioco è abbastanza semplice, in quanto sulla confezione è riportata la scritta "Autorizzazione della Lega Nazionale Professionisti della FGCI del 13-2-1973"
(Un'immagina ingrandita della dicitura è a fine post)


        


Il gioco era divertentissimo, ci passammo interi pomeriggi a sfide infinite. 
Inoltre, rispetto ad altri, per esempio gli omini del "Subbuteo", era più resistente, anche se non indistruttibile. Quando uno schiacciava con una mano uno dei calciatori, appoggiandocisi con tutto il peso del copro, si piegava...


Dal numero 1 del gennaio 1974 di "Nuova Rivista Giocattoli" della "Assogiocattoli" si ha una ulteriore conferma della datazione della confezione.
Si noti che il testo della pubblicità non era indirizzata, ovviamente, ai bambini, ma ai negozianti/grossisti.
Un po' rimpiango quando la presenza di un testimonial di una squadra avversaria non mi impediva assolutamente di farmi comprare un gioco sul calcio, oggi sarebbe improponibile... (becerume del calcio)
Comunque alla "Harbert" ebbero la saggia idea di far indossare al testimonial un anonimo maglioncino, così magari i padri sganciavano la pecunia con meno dolore   ^_^

domenica 13 luglio 2014

Festacolor Braccobaldo Show Harbert - 1967 (Give-A-Show Projector)


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Prima, ma mooolto prima, di poter usare computer, tablet, DVD, VHS o anche solo il "Visore Mupi V35", per vedere i propri cartoni preferiti a casa esisteva solo il Festacolor della Harbert, cioè un semplice proiettore di diapositive.
Probabilmente per un giovane lettore under 20 la cosa parrà degna di poca nota, abituato questo a poter riprodurre in ogni dove ed in ogni momento il proprio cartone, telefilm o film preferito, ma nei primi anni 70 era un piacere unico riuscire a vedere su un muro le immagini di Magilla Gorilla o degli Antenati. Eravamo conciati proprio male...
La Harbert Italia produsse il nostro Festacolor su licenza della "Kenner Products Company" (Cincinnati Ohio, USA), infatti non era un prodotto italiano, ma statunitense, conosciuto negli Usa come "Give-A-Show Projector".
Il Festacolor in Italia ebbe una lunga ed onorata carriera, inizialmente era dedicato a tutti i bambini, ma con l'avvento dei vari Visori Mupi e dei cine-proiettori giocattolo, che finalmente mostravano i cartoni veramente animati, venne indirizzato ai bambini più piccoli. Consultando le pubblicità presenti su Topolino e qualche catalogo (che mostro più sotto) direi che la sua carriera sia durata dalla metà degli anni 60 fino almeno al 1979, ma probabilmente era in vendita anche nei primi anni 80, benché non più pubblicizzato.
Questo esemplare è del 1967, oltre che sulla confezione è ben evidenziato sulle diapositive.



Ho trovato una pubblicità statunitense del Festacolor Harbert/Give-A-Show Projector, molto carina.

                             


domenica 5 aprile 2015

Catalogo DAG (Distribuzione Associata Giocattoli) 1975 - PRIMA PARTE



Ci sono cataloghi e cataloghi, e questo non è un signor catalogo, ma "IL" signor catalogo per eccellenza. Ovviamente la considerazione è del tutto soggettiva, ma non proprio del tutto :]
Inizio con le considerazioni oggettive: il catalogo della DAG misura 34 cm X 24 cm, consta di ben 80 pagine, è rilegato, ha la copertina rigida ed è, come si può notare dalla scan, ricoperto in tessuto!
Il tessuto della copertina è leggermente macchiato dal tempo, comunque integro, ma l'interno è nuovo di pacca, le immagini sono pulite, la carta liscissima e lucida.
Quasi ogni pagine è dedicata ad una marca singola, in alcuni casi non è specificata nessuna marca perchè ipotizzo fossero di produttori differenti o di piccole aziende, ho notato l'assenza della Atlantic.
La quantità di giocattoli mostrati è impressionate, e grazie alle foto di grande formato le immagini risultano molto chiare, inoltre spesso sono mostrate non solo le confezioni, ma anche il giocattolo nudo e crudo.  A causa di questa ricchezza di articoli ho dovuto dividere il post in tre parti, visto che a solo pagina 29 era già arrivato ad una 90ntina di scan... anche perchè per alcuni giocattoli ho fatto scan singole o di gruppi, moltiplicandone sempre più il numero totale  ^_^
Benchè facciano parte del mio immaginario ludico sia i videogiochi che i giocattoli legati ai cartoni animati giapponesi, in questo catalogo entrambe le tipologie non sono presenti, il che, a mio avviso, ne aumenta il valore di testimonianza. In quanto viene mostrato come giocavano i bambini e le bambine prima della rivoluzione elettronica-animata della fine degli anni 70, se i giocattoli del catalogo "Corriere dei giocattoli" del Natale 1970 erano in generale un po' tristi, questi del catalogo DAG sono molto più variegati.
Ultimo piccolo particolare, io avevo questo stesso catalogo T_T
Inutile dire che quando l'ho visto sono rimasto flesciato, l'avevo rimosso completamente, da bambino penso che l'avrò sfogliato millemila volte, e devo dre che questo esemplare è tenuto meglio di quello che avevo io, che era tutto spiegazzato...
Le marche presenti sono tantissime, in gran parte italiane:
La Fustellatrice; Carl Original; Ledraplastic; Heros; Harbert; Lego; Vi.Pa.; Bral; I.G.C. Giocattoli Max; Editrice Giochi; Clementoni; Isat; Rico; Reel; M5Toy; Mam; Uz; EG Edison; Ginpel; Cromoplasto; Dulcop; La Capanna; Arcofalc; Bontempi; Giordani; Canova; Co-Ma; Mupi; Polistil; Baravelli; Mattel; Sebino; Furga; Fiba; Italo Cremona; Grazioli; Rève; Favit; Frade; Belloni; AM Bologna; Victor Products; La Nuova Faro; S.U.C.I; Jacobucci. Questa foto delle prime due pagine rende bene la pluralità di aziende presentati nel catalogo.




Questa prima parte arriva fino a pagina 29, anche se, come si può notare dall'indice, alcune tipologie sono proposte a pagine differenti.



lunedì 7 giugno 2021

Toys - 100 years of all american toy ads


TITOLO: Toys - 100 years of all american toy ads
AUTORE: Jim Heimann e Steven Heller
CASA EDITRICE: Tashen
PAGINE: 528
COSTO: 30€
ANNO: 2021
FORMATO: 26 cm X 20 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9783836566551



Tornando a frequentare la classica libreria si scoprono libri che magari online non si sarebbero comprati, evitando l'acquisto compulsivo  :]
Devo dire che i primi 40 dei 100 anni di pubblicità di giocattoli mostrati nel catologone Tashen non erano interessantissimi, se non per il fatto che comprendevi quanto ricca fosse già in quella prima metà del 900 la società statunitense. Chiaramente i ricchi hanno sempre comprato giocattoli ai figli, ma potevano benissimo servirsi da artigiani o da negozi che vendevano solo alle élite, la presenza di pubblicità implica una vendita più allargata, quindi una ricchezza più spalmata su tutta la popolazione.
In Italia eravamo così poveri da seminare la popolazione in tutto il mondo, certo le famiglie di allora non si mettevano a spendere soldi in giocattoli...
Quindi, anche se fino agli anni 60 le immagini mi dicevano poco, sono state istruttive, ma dagli anni 60/70 in poi ho trovato numerose chicche, alcune delle quali le si possono ammirare in questo post.
Di norma non sono molto incline a comprare i libri della Tashen, specialmente se sono multilingue e non c'è l'italiano, come questo... probabilmente il fatto che fossi andato in libreria per altri tre titoli e che nessuno di questo fosse disponibile, mi ha fatto virare sull'acquisto compulsivo...
Non è comunque la prima volta che mi occupo di giocattoli non italiani:

Di tutti quelli linkati qui sopra mi colpirono in assoluto di più i due libricini "Children's Advertising in the Showa Era", pieni di giocattoli e non solo che noi in Italia ci sognavamo, uno spettacolo per gli occhi, che i due post illustrano solo in parte.

Non comprendo (sinceramente) il perché per l'indice del libro siano stati scelti i Masters, c'era Big Jim...


RUBBER MASK 1948

In precedente post avevo trovato una pubblicità su delle maschere di gomma presenti in una rivista di fantascienza del 1979, pensavo fosse qualcosa di unico ed originale, invece negli Usa pare fosse un articolo preesistente, fina dal 1948!!!

mercoledì 24 luglio 2019

"80ttanta Nostalgia" - Allegato alla rivista "Julienne n° 7 del 15 luglio 2019



Essendo io sprovvisto di FB et similia, il buon vecchio Massimo Nicora, sarebbe da capire se più "buon" o "vecchio", ma io propenderei per la seconda, mi ha cortesemente reso edotto dell'uscita della rivista "80ttanta Nostalgia".
Sono riuscito a recuperare la rivista in tempi brevi, anche considerando il periodo pre-ferie, grazie all'efficienza del mio edicolante, già dimostrata spesso nel periodo della GNRC, che mi ha altresì spiegato che non si trattava di una testata autonoma, ma di un allegato della rivista di cucina "Julienne". Infatti in copertina è ben visibile la dicitura "Non vendibile separatamente da Julienne" e nel sommario è riportato "Julienne anno 3 numero 7", e questa testata non ha tre anni...
Quando il "buon vecchio" Nicora (ah no, l'ho già fatta la battuta...) mi girò la foto della rivista pensai subito che Luca Alberici e Mary Berciga fossero riusciti a spostare in formato cartaceo da edicola la loro creatura televisiva e web:
80 Nostalgia

61 pagine derivate dalle loro tante simpatiche puntate televisive:
Bravi Luca e Mary!
Però, poi, leggendo l'indice ho notato che tra gli autori dei tanti articoli non compariva mai nessuno dello staff del sito web.
Gli autori dei contributi presenti nell'allegato sono:
Fabrizio Ponciroli (6 articoli); Margherita Murgese (1 articolo); Sergio Stamini (1 articolo); Silvia Saccani (2 articoli); Thomas Saccani (2 articoli); Luciano Costarelli (1 articolo); Enzo Galbiati (1 articolo).

Lo staff del sito di "80 Nostalgia" è formato da:
Luca Alberici; Mary Berciga; Gianni Draghi; Paolo Ceruti; Giammateo Palese; Marco Montali

Ergo, dando fondo a tutte le mia capacità intuitive, direi che questo allegato dal titolo "80ttanta Nostalgia" non abbia nessun nesso con la trasmissione e sito web "80 Nostalgia".
Certo che è veramente un fortuito caso che la pubblicazione cartacea sia stata chiamata quasi come la trasmissione ed il sito, ed entrambi trattano il medesimo argomento.
Una vera assoluta casualità :]



Vediamo un po' i contenuti della pubblicazione, ovviamente mi sono soffermato sugli argomenti più confacenti a questo blog, cioè animazione, telefilm e giocattoli.
Sia chiaro, indipendentemente dalle mie valutazioni, considerando il costo irrisorio e il suo essere un numero unico (anche se a settembre dovrebbe esserci un numero speciale sui robottoni), l'acquisto della rivista ha un senso. Direi che il target sia quello del lettore occasionale che non si sia mai curato dei programmi che vedeva da bambino/a o dei giocattoli che aveva.
In altri casi ho fatto notare come libri che vogliono inneggiare agli stupendi(...) anni 80 tendono leggerissimamente ad arruolare anche cose degli anni 70, trasformando il decennio 1 gennaio 1980/31 dicembre 1989 in un ventennio o anche più.
Seppur in misura minore rispetto ad altri casi ho notato la medesima tendenza anche in questa pubblicazione.
Nell'articolo di Fabrizio Ponciroli "Si giocava così..." vengono inseriti il Lego, "le Crystal ball", Cluedo, le macchine Bburrago o il "Dolce Forno Harbert"...
Il fatto che negli anni 80 si giocasse ancora con questi articoli non li fa divenire "giochi degli anni 80"...
Senza fare una ricerca particolarmente approfondita tra il mio materiale, ho trovato subito  il "Dolce Forno Harbert" in un catalogo Dag del 1975:
Catalogo DAG (Distribuzione Associata Giocattoli) 1975 - PRIMA PARTE

Il gioco in scatola "Brivido" sarà anche degli anni 80, peccato che fosse identico al "Castello Incantato" del 1972...
Senza contare che i primi videogiochi da usare a casa sono degli anni 70, non degli anni 80!
Nel suddetto articolo si parla anche dei giocattoli derivati dai robottoni giapponesi, e c'è una piccola immagine di Daitarn III. Di nuovo peccato che il primo catalogo che riporta il medesimo modellino in foto sia datato Natale 1979:
"CID Giocattoli Natale 1979" - prima parte

Comprendo bene che il dicembre 1979 è molto vicino al primo gennaio 1980, ma resta inesorabilmente negli anni 70!!!  Fatevene una ragione!  ^_^
Io mi chiedo perché questi fan(atici) degli anni 80 non si limitino al proprio adorato decennio e debbano sentire l'irresistibile impulso di saccheggiare gli anni 70...
Poi non mi è chiaro l'articolo sul Fantacalcio, idea stupenda che ci ha permesso di vedere il calcio in una maniera differente (io ed i miei amici ci giocammo ininterrottamente dal 1990 al 2007), ma il cui primo libro acquistabile dal pubblico è del 1990...
C'è poi l'articolo "I nostri cartoni", però mi sa che che i miei differiscono dai loro  ^_^

sabato 30 ottobre 2021

"Klomp-It View Master Game" - Gaf (1972)


Uno degli aspetti che mi interessa di più è quale fosse la possibilità che ci veniva data da bambini di replicare visivamente, per l'audio c'erano i dischi, gli spettacoli televisivi o cinematografici.
Ovviamente il metodo classico era la carta stampata, e qui sul blog ci sono tonnellate di scan di materiale editoriale di tutti i tipi, ma la replica di una identica immagine che vedevamo in televisione era data da poche applicazioni tecnologiche.
Oggi la fruizione all'infinito di una serie live o un cartone animato è cosa scontata e ovvia, non si deve neppure comprare più un supporto hardware, ci sono i siti online di numerose aziende che ti rendono quasi tutto disponibile a prezzi quasi sempre sensati, rendendo la trasmissione tv ormai inutile, direi da anziani...
Ai tempi, però, per vedere replicata una scena o una immagine del tuo personaggio preferito (o di qualsivoglia personaggio, ci si accontentava...) c'era poca scelta:

A questa carrellata tecnologica manca il mitico "Cinevisor Mupi", che prima o poi posterò, ma prima di tutti questi prodotti si veniva in contatto con un altro strumento, il "View-Master", cioè il visore per poter guardare delle semplici diapositive, ma con visione stereoscopica!
Nel 1972 l'azienda statunitense "Gaf", che produceva il "View-Master", pensò bene ideare un gioco in scatola con il mitico visore rosso fuoco, in pratica misero assieme due giochi in uno.
Ebbero una buona idea?
Leggendo il regolamento non direi, ma ci torno più sotto.
Qualche settimana fa ad un mercatino scorgo questa strana e meravigliosa confezione, mai vista rima in nessun catalogo di giocattoli, i bambini giocano con il View-Master!   ^_^
La "Gaf" ideò questo gioco in scatola con i personaggi della Disney, con il vantaggio di poterlo esportare in tutto il mondo influenzato dalla cultura statunitense, quindi anche in Europa, infatti la confezione ed il regolamento è multilingue.
In Italia anche la milanese "Multiprint" metteva in vendita confezioni multilingue, e se non rammento male ricordo anche qualche album della "Panini", era quini una prassi per chi vendeva all'estero.
Il termine "klomp (it)" non ha traduzione in italiano, e direi che sia la onomatopea del prendere qualcosa con una ventosa, che è lo strumento messo a disposizione nella confezione per catturare le carte dei personaggi Disney. 


Il contenuto è così intonso che il dado è ancora nella bustina, e questa, come si scorge in basso a destra, è graffettata alla scatola!
Non che la dotazione sia molto numerosa, ci sono solo quattro dischetti, ma l'importante erano i due visori View-Master.
In pratica il gioco è una specie di "Memory" della Ravensburger, ma che sostituisce una delle due carte con l'immagine stereoscopica, scopo del gioco è impossessarsi del personaggio visto nel visore, fatto che rende la meccanica di gioco rischiosamente cruenta e potenzialmente foriera di litigi...
Nel mio cortile ogni partita sarebbe terminata in una zuffa all'ultimo sangue...   >_<


         


Harry Fonda ed una piccolissima Jodie Foster che pubblicizzano il "View-Master" della Gaf.

lunedì 9 luglio 2018

"Super Giocattoli GDG La Giraffa 1979/80"



Il seguente catalogo della "GDG La Giraffa" del 1979/80 è veramente corposo, ben 68 pagine (formato 20 cm x 15 cm) strapiene di giocattoli non sempre molto comuni. Evidentemente "La Giraffa", assieme alle aziende più conosciute (Mattel, Lego, MB, Harbert, Editrice Giochi etc etc), si avvaleva anche di distributori con articoli non usuali.
Per esempio c'è tutta una serie di giochi spaziali/fantascientifici che non avevo mai visto in altri cataloghi:
Intruder; Sir Galaxy; Star Rider; Rom; Stellar War; Space Blaster.

Questi non sono giochi in scatola nè videogiochi, ma giocattoli che volevano simulare l'atmosfera spaziale. Infatti Intruder pare essere una piccola astronavina con tanto di luci e rumori. Lo "Star Rider" è una plancia di comando sopra la quale il bambino si sedeva e poteva schiacciare pulsanti e leve, simulando la guida di una astronave o robot.
"Sir Galaxy" e Rom sono dei robot, da notare che il nome del secondo oggi non credo verrebbe più usato...
Mentre "Stellar War" erano una coppia di pistole spaziali a con cui i duellanti potevano sfidarsi, e "Space Blaster" un fighissimo cannone spaziale che proiettava su un muro l'immagine dell'astronave da colpire!!! E quando questa, grazie a delle fotocellule, veniva colpita più volte, precipitava!!!
Non mancano i videogiochi portatili, alcuni di questi già recensiti su questo blog.
La pagina centrale è dedicata ai prodotti Gig: I Micronauti; Playmobil; Paciocchino; Fiammiferino.
Ci sono pure i giocattoli ispirati agli anime: pupazzi di Remi, il gioco in scatola di "Capitan Harlock, i robottoni giocattolo di Gloizer X e Tekkaman .
Su questo versante c'è una piccola curiosità  ^_^




Nel paginone con Gloizer X (compreso il pilota maschile Kaisaka Joe) e Tekkaman, è presentato un terzo robottone (nel riquadro in alto a sinistra), che pare venga fatto passare anch'esso per uno dei personaggi di Gloizer X.




Ho fatto un po' di fatica a scoprire quale fosse, in realtà il robottone non è di una serie animata, ma di un tokusatsu, il cui titolo è "Ganbaron", ed il nome del robot è Daibaron.
Sempre bello vedere gli adulti che cercavano di truffare i piccoli consumatori...
Nel link sotto ci sono parecchie info:
http://www.robotvintage.com/article/serie_ganbaron.html

Il titolare del sito è anche l'autore dei 3 volumi dell'Enciclopedia Diecast.


        

L'opening della serie Tokusatsu non è malaccio, ma quello che fa rizzare i capelli è la quotazione a cui è arrivata questa confezione!

mercoledì 21 febbraio 2018

"Tutto Giocattoli - Il bimbo nel suo mondo meraviglioso" - Catalogo Natale 82/83


I cataloghi della "Tutto Giocattoli" avevano la caratteristica di presentare al proprio interno i risultati del concorso "Quel che piace a me", organizzato dalla "Associazione commercianti al dettaglio in giocattoli della provincia di Milano". E se nel catalogo del Natale 1977/78 c'era il timbro di un negozio di giocattoli di piazza Sempione a Milano, in questo c'è il timbro di un negozio di via Neera, vicino (a grandi linee) a Porta Ticinese.
Il nome del negozio non si vede benissimo, parrebbe un po' imbarazzante, "Mondo Pisello"... Ognuno/a potrà leggersi il timbro ingrandito poco più sotto, e valutare se la mia lettura sia corretta, spero di sbagliarmi  :]
E' questo un bel catalogone da 26 cm x 19 cm di 64 pagine, anche se le ultime quattro sono dedicate al concorso "Quel che piace a me", in cui sono ospitate tutte le marche più famose del periodo, e dove si può già notare il cambiamento dei gusti di bambini e bambine rispetto all'altro catalogo della "Tutto Giocattoli" del 1977/78.
Scompare il Subbuteo (sigh...), la Atlantic (sob...) e i  soldatini in generale, scompaiono le armi giocattolo, non paiono più presenti le aziende che si limitavano ad importare giocattoli da nazioni estere senza produrli. Resiste ancora il Big Jim, ma dovrebbe essere il suo canto del cigno...
Reggono gli strumenti musicali, e io avrei giurato il contrario, reggono la Harbert, la "Editrice Giochi", ovviamente varie marche di bambole e bambolotti. Non può mancare l'immarcescibile Barbie e la Mattel.
Entrano in pianta stabile i videogiochi, con la MB, l'Intellivision e i primi giochi a cristalli liquidi, e con la Reel che si modernizzava con una console a cassette intercambiabili. La Gig ha più articoli rispetto al catalogo del 1977/78, e punta sui robottoni della Diaclone. La "Ceppi Ratti" presenta il famoso presepe con lo Zambot 3 ed il Trider G7, in cui vengono presentati un sacco di modellini degli anime più in voga al momento, dal Supercar Gattiger al Gordian matrioska.



Postando le immagini di questo catalogo di giocattoli mi auguro che, come è capitato con il precedente "Tutto Giocattoli" del 1977/78, uno degli ex bambini/e premiati possa rivedersi a distanza di tanti anni. In quel caso fu Yuri Radaelli a riconoscersi nella foto "d'epoca", questa volta mi auguro che possa toccare ad uno tra Gian Maria Bellondi, Monia Trentarossi, Fabio Severini eValentina Baroni, anche se le foto dei premiati sono cinque, mentre ci sono solo quattro nomi.



"Mondo Pisello"?   T_T

sabato 31 agosto 2024

"Come sono andate le vendite di Natale?" - "VG Vendogiocattoli" n° 1 gennaio 1979


In una delle mie tante spedizioni in biblioteca ho stramegafotografato la testata "VG Vendogiocattoli", pubblicata dal "Gruppo Editoriale Eris", indirizzata espressamente all'industria e al commercio dei giocattoli, ergo non presente in edicola.
Ho trovato una caterva di informazioni, tanto da fare 2,6 giga di foto (purtroppo la biblioteca in questione consente solo di fare foto), non solo sui giocattoli, ma anche sull'animazione giapponese in Italia, che, inutile ripetersi, era legata a doppio filo al giocattolo.
I cartoni animati giapponesi possono essere semplicemente citati, come in questo articolo, oppure essere il soggetto principale dell'articolo.
Ho scelto di postare questo articolo sia perché è il numero 1 della rivista, sia perché informa sulla difficoltà di rifornimento di giocattoli legati all'animazione giapponese (ma non solo) per il Natale 1978. Questo ultimo aspetto è ormai ben noto, l'industria del giocattolo evidentemente non si aspettava un successo così strepitoso per "Atlas Ufo Robot" ed "Heidi", ergo le richieste dei bambini italiani furono molto superiori all'offerta ludica, la qual cosa probabilmente spinse alcune aziende ad importare a caso giocattoli giapponesi legati al genere robotico.
Infatti, mentre stavo osservando alcune foto (ahimè in bianco nero) presenti nell'articolo, ho notato un certo numero di giocattoli a me conosciuti, nel fare qualche ricerca ho scoperto che altri, a me sconosciuti, erano anch'essi di aziende giapponesi di giocattoli, la Popy, la Nakajima e la Takatoku.
Quindi, alla fine, forse la parte delle immagini risulta, a distanza 45 anni, più interessante della parte scritta, in quanto potrebbe dimostrare che già a Natale 1978 vennero importati dei giocattoli legati all'animazione giapponese senza che le relative serie fossero state importate, ed alcune non lo saranno mai.
Ho fatto una ricerca (non a tappeto) su del mio materiale e un po' online, mi pare che, mentre per il Natale 1979 i cataloghi di giocattoli presentano vari robottoni giocattolo nipponici (Standa - "La Giraffa"), anche di serie che arriveranno più avanti o che mai approderanno sui nostri schermi, per il Natale 1978 questo fenomeno non sia presente.
Nel caso mi scuso con chi lo aveva già notato/pubblicato   ^_^
Comunque, dalle fotografie presenti nell'articolo, si capisce che sui banchi dei negozi di giocattoli, oltre ai non tantissimi articoli di Goldrake, erano disponibili vari giocattoli delle aziende nipponiche citate sopra.
L'articolo è datato 8 gennaio 1979, quindi posso presumere che le fotografie fossero state scattate nel periodo natalizio appena passato, ovviamente non ho certezze, di certo non furono scattate a febbraio 1979, in quanto il numero in questione della rivista è di gennaio   ^_^
Inoltre è sempre chiaro che le foto siano state scattate in un periodo freddo dell'anno, visto l'abbigliamento degli adulti (sarebbe bello se qualcuno riconoscesse un parente).
Sulle foto dei giocattoli ci torno più sotto.


La presentazione della rivista da parte della redazione.

"Come sono andate le vendite di Natale (1978)?"

Gli affari andarono più che bene, ma l'autore si rammarica del fatto che sarebbero potute andare ancor meglio, se sugli scaffali dei negozi ci fosse stato disponibile un numero sufficiente di pezzi per soddisfare la richiesta dei genitori (cioè dei bambini).
I programmo televisivi incentivavano le vendite, ergo i giocattoli dei cartoni animati giapponesi erano tra i più richiesti, ma una pessima gestione degli approvvigionamenti fece perdere una fetta non indifferente di guadagni.
Da notare che erano richiesti i personaggi di "Atlas Ufo Robot" e Goldrake... ancora non avevano capito che era il medesimo cartone animato... e questa era una rivista specializzata sul giocattolo... e poi ci si sorprendeva che le scorte di questi articoli fossero limitate, manco sapevano cosa fossero!   ^_^
Oltre al modellino dell'Aquila di "Spazio 1999" , ai personaggi dei supereroi Marvel e DC Comics, Sbirulino etc., era citata anche Heidi. Tutti "letteralmente andati a ruba"!
Si accenna ai primi videogiochi e ad alcuni giochi in scatola ("Il Triangolo delle Bermude"), molti negozianti confermavano che erano rimasti sprovvisti di alcuni prodotti, in quanto avevano curato una certa diversificazione degli articoli, senza fare una precisa scorta di alcuno di essi.

Qui sotto la scan mostrata qui sopra, ma un po' più grande.

martedì 19 dicembre 2017

Minicinex a colori, Paperino Story Harbert - 1970



Trovo interessante questo genere di articoli, dal Festacolor al Visore Mupi V35, perché ci rammenta quando un cartone animato, giapponese o meno, non era disponibile in qualsiasi momento, forma, dispositivo e chi più ne ha ne metta, come capita oggi.
Non solo non avevamo tablet, smartphone, computer, DVD (VHS), BR etc etc, ma neppure la tv ci veniva in soccorso... i cartoni erano trasmessi con molta parsimonia, non c'erano canali tematici in chiaro o a pagamento, e neppure lo streaming. L'attesa di "Scacciapensieri" il sabato verso le 18,00/19,00 sulla Svizzera Italiana rimase un appuntamento fisso per ogni bambino del nord ovest d'Italia fino all'arrivo degli anime.
Quindi per poter mettere in opera la ripetizione all'infinito di un cartone animato, pratica tanto comune per un bambino di oggi, ed altrettanto estenuante per un qualsiasi parente del bambino prima menzionato, ci si poteva rivolgere solo a questi rudimentali giocattoli visivi.
I primi esemplari proponevano pure pellicole in bianco e nero, e tutti questi erano mancanti di un piccolissimo particolare, il sonoro...
Però potevi fare una cosa che, personalmente, trovavo fin magica, girare piano piano la manovella per scoprire l'apparire di ogni fotogramma, oppure girarla al contrario per crearmi delle comiche animate.
E poi, a voler fare i pignoli, l'audio non mancava del tutto, era solo un po' diverso, un ripetitivo
RATATATATATATATATATATATATATATATATATATATATATA


       

In questa bobina era presentati due brevi spezzoni di Pippo:
"Pippo cavaliere" e "Pippo pulitore di campane".
Entrambi gli episodi erano estratti da cartoni più lunghi, su cui tornerò più sotto.
La qualità è un po' scarsina, sia perché la bobina, nonostante fosse intonsa (ancora dentro la sua confezione originale), non doveva avere una grande qualità, ma anche perché riprendere il video, dovendo nel contempo girare la manovella, ha causato una certa oscillazione della ripresa  :]



Corriere dei giocattoli, catalogo Natale 1970 del Corriere dei Piccoli e Upim

Ai tempi i giocattoli avevano una aspettativa di vita molto più lunga, erano molto meno usa e getta di oggi.
Un articolo come il Minicinex l'ho trovato in un catalogo del 1970, fino ad un altro del 1977, ma probabilmente il 1970 non fu la data del suo esordio sul mercato, ed il 1977 non fu l'anno del suo ritiro dagli scaffali.
Anche questo articolo, come il Festacolor, era prodotto dalla Harbert di Milano, su licenza della "Kenner Products Company" (Cincinnati Ohio, USA).

lunedì 23 giugno 2025

Promozione e pianificazione di spot televisivi e pagine pubblicitarie di giocattoli sulle riviste su "VG Vendogiocattoli" e "Il Giornale dei Giocattoli"


Tra il tantissimo materiale presente sulle testate "Il Giornale dei Giocattoli" e "VG Vendogiocattoli" (che avrei dovuto fotografare in toto) c'erano un certo numero di pagine promozionali che mostravano come e quanto si volesse pianificare una campagna pubblicitaria per una o più tipologie di giocattoli in uscita nelle settimane o mesi successivi.
Quindi, per esempio, la "Ceppi Ratti" o la "Clementoni" spiegavano ai negozianti/grossisti che l'articolo da loro promosso sarebbe stato pubblicizzato in televisione e/o sulle riviste per bambini/ragazzi un tot numero di volte. Garantendo, perciò, un numero alto di vendite, visto che noi eravamo dei minus habens che si facevano comprare qualsiasi cosa pubblicizzata...  T_T
Alcune di queste pagine le ho già mostrate nei relativi post su "Il Giornale dei Giocattoli" e "VG Vendogiocattoli", ma ha un senso riproporli in questo dove mostro quelle che avevo lasciato in sospeso:




Nel post ho inserito anche delle ripetizioni, questo perché la stessa pagina promozionale riguardante una specifica campagna pubblicitaria poteva essere stata inserita sia in "Il Giornale dei Giocattoli" che "VG Vendogiocattoli", tanto per capire quale testata, eventualmente, la inserì per prima.
Chiaramente qui non si parla solo di giocattoli dei cartoni animati giapponesi, ma di giocattoli in generale.
Alla fine inserisco ogni volta la copertina della testata, per confermare la datazione di ciò che mostro prima.

Quella sopra (come si può vedere dalla copertina qui sotto) è la pagina promozionale della "Ricordi Giochi Divisione Arti Grafiche Ricordi" presente in "VG Vendgiocattoli" del febbraio 1980, è' la prima che ho trovato (oppure che ho fotografato...) dal 1978 (anche per "Il Giornale dei Giocattoli").

"... riderete voi e piangeranno i vostri concorrenti"

Infatti la "Ricordi" prometteva ben oltre 100 annunci stampa ed oltre 200 spot televisivi tra febbraio e dicembre 1980, il tutto diviso per tre media:
periodici (per bambini/ragazzi);
riviste del settore;
televisione.

Gli spot televisivi era concentranti nei mesi di ottobre (32 spot), novembre (124 spot) e dicembre (62 spot), mentre quelli sulla carta stampata coprivano bimestralmente tutto l'anno da febbraio a dicembre.

domenica 11 ottobre 2020

Giocattoli "la Rinascente" (1970/71?)


La scelta di postare questo corposo (100 pagine) catalogo di giocattoli è data da molteplici aspetti interessanti della pubblicazione, in primis la mia curiosità di vedere se in uno dei tanti cataloghi di giocattoli in mio possesso ci fosse il gioco in scatola "Inchiesta Aperta", pubblicato nel precedente post.
Alla fine "Inchiesta Aperta" l'ho trovato, con addirittura il prezzo alla vendita, cioè 4000 lire. A questo punto mi sono reso conto che tutto il catalogo della Rinascente conteneva i prezzi, quindi, anche in virtù del target degli articoli proposti per famiglie non popolari, volevo vedere a quanto corrispondessero quei prezzo all'oggi. 
Qualche anno fa avevo postato due libricini giapponesi pieni zeppi di pubblicità di giocattoli (ed altro) risalenti alla decade 1965/1974, e paragonandoli a quelli italici del medesimo periodo li avevo trovati molto più di qualità, con giocattoli più ricchi e belli:

Questo catalogo de "La Rinascente" riequilibra un po' la bilancia dalla parte italiana, visto che vi si trovano giocattoli veramente particolari, complessi e costosi. Ovviamente la catena "la Rinascente" (presente al momento della stampa a Milano, Genova, Roma, Napoli, Cagliari e Catania) non era l'Upim o la Standa, era un grande magazzino per ricchi (o comunque non aveva prezzi popolari). Mia madre mi ci portava spesso quando passavamo per piazza del Duomo, ma non ricordo abbia mai comprato nulla, se non piccole cose.
Un altro aspetto interessante del catalogo è la presenza di una analisi sul giocattolo differenziata per età del bambino, purtroppo di questo scritto è mancante la prima pagina, ma il resto l'ho messo tutto.
Il catalogo ha anche smentito in gran parte la mia convinzione che alla fine degli anni 60 ci fossero pochi giochi in scatola disponibili, mentre ne sono pubblicizzati ben 25. Probabilmente nei cataloghi di giocattoli dei grandi magazzini per il popolino non erano un articolo molto richiesto, mentre per le famiglie di fascia di reddito più alta era un tipo di gioco consueto.
Infine nelle ultime tre pagine ci sono i marchi in ordine alfabetico di tutte le aziende presenti nel catalogo.
Purtroppo non mi è stato possibile datare con certezza la pubblicazione, in quanto da nessuna parte è presente l'anno, forse era stampato nell'unica pagina mancante... comunque, esaminando gli articoli proposti, sono risalito alle annate 1970 o 1971, non credo oltre, di certo non prima, anche perché "Inchiesta Aperta" è del 1969 e il Minicinex è del 1970.
Chiaramente per motivi anagrafici non ho mai giocato alla gran parte di questi giocattoli, anche se alcuni sono sopravvissuti per molti e molti anni nei negozi e nei cataloghi, come, per esempio, "Concilia?" della Clementoni.


Questione prezzi dei giochi e rivalutazioni ad oggi.
Come sempre ho sfruttato il sito dell'Istat. Alla fine del post è presente un'immagine che serve da piccolo vademecum per il calcolo a spanne, che si basa su questi valori:
500 lire del 1970 = 4,76 €
1000 lire del 1970 = 9,52 €
2000 lire del 1970 = 19,04 €
5000 lire del 1970 = 47,59 €

L'articolo più costoso presente nel catalogo è una macchina ad accumulatore elettrico della Formula 1 che costava ben 49500 lire (del 1970?), quindi 471 euro di oggi, se vi vanno a vedere i prezzi dei medesimi articoli attuali per bambini, si vedrà che sono tutti inferiori, di norma di circa la metà. Si vede che alla fine del 1960 era un giocattolo veramente di nicchia ricca, se si pensa che uno stipendio di un operaio era sotto le 100 mila lire.

Alla fine il giocattolo "gioco di società" non era poi così raro come mi ero convinto, anzi, diciamo che lo era per la fascia medio bassa di reddito, mentre per la fascia medio alta di reddito c'era abbastanza scelta. Probabilmente con passare degli anni i prezzi scesero e i giochi in scatola divennero disponibili anche per chi viveva nelle case popolari   ^_^

In questo post ho già recensito "Il gioco del calcio" della "Giochiclub":

sabato 7 settembre 2024

"Dal salone del giocattolo di Milano: panorama di novità negli stand" - "VG Vendogiocattoli" n° 2 febbraio 1979


Quarto post consecutivo e cronologico (e terzo nel numero di febbraio) sulla rivista "VG Vendogiocattoli":



Quando avevo postato le pubblicità dei giocattoli dei cartoni animati giapponesi presenti su "Il Giornale dei Giocattoli" dal 1978 al 1980 avevo già testimoniato l'esistenza in Italia di alcuni modellini robotici nipponici prima della loro comparsa televisiva (Daitarn 3, Daikengo, Zambot 3, Gloyzer X) oppure che mai sarebbero giunti in Italia, ma solo con questa rivista "VG Vendogiocattoli", oltre ad avere la conferma di quelli, ho trovato molti altri articoli giapponesi, il cui arrivo nei negozi nostrani si può far risalire addirittura al Natale 1978.
La parte più interessante di questa lunga rassegna è data dalla presenza di una moltitudine di aziende, con un breve scritto che illustrava i prodotti presentati durante la manifestazione (di solito le novità) e molte foto.
Le immagini, purtroppo in bianco e nero, dei mesi di gennaio e febbraio di "VG Vendogiocattoli" sono la ciliegina sulla torna di una già interessante parte scritta.
Come nei precedenti tre post ho ingrandito le fotografia per rendere più potente ed informativo l'impatto visivo.



Il "Salone del Giocattolo" di Milano del 1979 sarebbe uno dei luoghi che vorrei visitare nel caso potessi fare dei viaggi nel tempo   ^_^
La manifestazione durava sette giorni(!), occupava 75 mila metri quadri, gli espositori erano 1100 (!!) di cui 650 italiani (!!!), dato che ai tempi avevamo una florida industria del giocattolo, avevamo...
Dalle fotografie prese dall'alto si può immaginare la bellezza di una manifestazione del genere, che ipotizzo fosse vietata ai bambini, infatti il corrispettivo romano per i videogiochi da bar, la Enada, non permetteva la visita ai minori.
Credo valesse, a parte qualche fortunato "figlio di" (un po' in entrambi i sensi), anche per la manifestazione milanese.

Qui sotto l'ingrandimento delle due parti scritte qui sopra.

giovedì 22 dicembre 2016

"Tutto Giocattoli - Il bimbo nel suo mondo meraviglioso" - Catalogo Natale 1977/78



Visto che siamo quasi a Natale mi pare corretto festeggiarlo con un'orgia di immagini festose, foto di vecchi giocattoli, provenienti direttamente dall'era pre goldrakkiana, il cui avvento modificò sostanzialmnte il nostro modo di giocare, assieme ai videogiochi.
Un catalogo estremamente ricco di articoli, alcuni abbastanza conosciuti dai miei coetanei e coetanee, altri parecchio misteriosi, che mi hanno incuriosito molto.
Uno degli elementi interessanti del catalogo sono i prezzi "concordati", come recita la scritta sulla copertina, che il consorzio "Tuttogiocattoli" consigliava ai genitori dei potenziali giovani clienti natalizi.
Ho scoperto che il mio Petropolis costava più del doppio del mio adorato "Il gioco dello scudetto", ben 11 mila lire contro solo 4500 lire!
Petropolis costava addirittura di più della "Battaglia Sottomarina" a 3 dimensioni!
Posso ipotizzare che il costo così alto di Petropolis potesse essere dovuto alla novità del gioco in scatola.
Nel catalogo c'è un'ampia gamma di giochi della società "Edilio Parodi", gli stessi Parodi che importarono per primi il Subbuteo, ma non solo questo.
Due pagine sono dedicate alla Atlantic, poi la Sebino, Giaccaglia, Trudi, Italocremona, Sticktoy, Kosmos, Cogis, Comi, Groupe Djin, una nascente Gig, Migliorati, Fagea, Tonka (Toyura), Corgi, "Zeni Giocattoli Import-Export", Nylint, Il Giocattolo, Biemme Giocattoli, Miniminiera, Baby Line.
Senza contare le più famose Mattel, la già succitata "Editrice Giochi",  Fisher Price, Chicco e la Harbert.
Un certo numero di queste aziende non fabbricavano giocattoli, ma si limitavano ad importarli, come la "Edilio Parodi".
Ho dovuto "giuntare" alcune scan perchè il formato del catalogo è un bel quadratone da 24 cm X 24 cm, ergo non rientrante nel mio povero scannerizzatore, in altri casi mi son limitato a spezzare la pagina in un punto che non rovinasse le immagini  :]
Altra particolarità del catalogo è l'ultima pagina, dove veniva pubblicizzato sia il concorso "Quel che piace a me" per il Natale 77/78, che i risultati di quello dell'anno prima. Il concorso era stato indetto dalla "Associazione commercianti al dettaglio in giocattoli della provincia di Milano", non per nulla in copertina c'è il timbro, un po' rovinato, del negozio "Giocattoli Trieste" di piazza Sempione 5(?) qui di Milano. La pagina contiene le fotografie fatte durante la consegna dei premi nell'aprile 1977, belle immagini in bianco e nero di bambini e bambini al settimo cielo, da guardarsi leggendo il testo nel riquadro centrale, in base al numerino di riferimento.



Ingrandisco un po' le foto, nel caso che i bambini e bambini delle foto capitino su questi lidi:
Laura Crenna; Yuri Radaelli; Alberto Bellondi; Silvana Severini; Antonio Clivio; Bibiana Parodi (spero non parente dei Parodi importatori di giocattoli...); Alesandro Soncini.

sabato 9 gennaio 2016

"Wacky Races, the weirdo world of wheels" - febbraio 1971


Ci si poteva dividere tra chi considerava più potente Goldrake o Mazinga Z (dei mentacatti in erba...) oppure più mortifera Candy Candy o Charlotte, ma tutti concordavamo nel considerare il cartone Wacky Races uno spasso. Ovviamente non trasmetteva alcun messaggio valoriale, non aveva proprio nulla da trasmettere, se non due piacevoli risate, ma Dick Dastardly e Muttley erano, e restano, impareggiabili.
"Doppio e triplo accidenti!"  ^_^
Non ho mai visto un fumetto italico delle Wacky Races, non dico non ne siamo mai stati pubblicati, ma io non ne ho memoria, ergo, quando ho trovato questo fumetto Statunitense non me lo sono fatto scappare. Anche perchè contiene qualche pubblicità per bambini del periodo che mi ha lasciato abbastanza sorpreso, più simili a quellle dei giocattoli presenti in Giappone negli stessi anni ( catalogo nipponico 1  catalogo nipponico 2  ) che di quelle italiche ( Corriere dei giocattoli, catalogo Natale 1970).
Il fumetto è successivo al cartone, e i disegni sono identici a quelli che abbiamo visto in tv, a differenza di ciò che capitava spesso nelle pubblicazioni italiane che obbligavano il bambino ad un certo dose di adattamento e fantasia ( La Banda TV Ragazzi , N° 17 - luglio 1980 ).
Il numero conteneva due storie complete, cosa assai apprezzabile, visto che ho sempre detestato il dover aspettare una settimana o un mese per sapere cosa succedeva dopo...
Un esempio delle pubblcità presenti, cosa poteva mai desiderare un bambino nel 1971?
Ma ovviamente un paio di stivaloni per sgambettare i ladri di auto!!!
Scemo io che avrei voluto videogiochi :]
E le altre pubblcità sono anche "peggio"!


I nostri eroi sono nella penisola di Baja, in California, che pare esista veramente:
https://it.wikipedia.org/wiki/Bassa_California

Mi pare che nel fumetto i corridori siamo molto più aggressivi che nel cartone, parecchio di più... ma dov'è la "Doppio Zero"?!  ^_^

venerdì 3 luglio 2015

Catalogo DAG (Distribuzione Associata Giocattoli) 1975 - TERZA ED ULTIMA PARTE




Terza ed ultima parte dello stupendo (misura 34 cm X 24 cm) catalogo DAG del 1975, la prima e la seconda parte ai link sotto:
PRIMA PARTE
SECONDA PARTE

Personalmente considero questa ultima parte la meno interessante delle tre, non fosse altro perchè è piena di bambole, bambolotti ed articoli per femminucce...
Quasi ogni pagine è dedicata ad una marca singola, in alcuni casi non è specificata nessuna marca perchè ipotizzo fossero di produttori differenti o di piccole aziende.
Le marche presenti sono tantissime, in gran parte italiane:
La Fustellatrice; Carl Original; Ledraplastic; Heros; Harbert; Lego; Vi.Pa.; Bral; I.G.C. Giocattoli Max; Editrice Giochi; Clementoni; Isat; Rico; Reel; M5Toy; Mam; Uz; EG Edison; Ginpel; Cromoplasto; Dulcop; La Capanna; Arcofalc; Bontempi; Giordani; Canova; Co-Ma; Mupi; Polistil; Baravelli; Mattel; Sebino; Furga; Fiba; Italo Cremona; Grazioli; Rève; Favit; Frade; Belloni; AM Bologna; Victor Products; La Nuova Faro; S.U.C.I; Jacobucci.
Come per la prima parte ho fatto una grandinata di scan, anche perchè le foto, essendo di grandi dimensioni, permettono un buon ingrandimento, ed i giocattoli presentati sono veramente delle chicche.




La seconda parte era terminata appena prima delle pagine dedicate a Big Jim e Barbie.
Gli articoli di Big Jim mostrati mi sono particolarmente cari, in quanto ne avevo alcuni, e furono tra i giocattoli che utilizzai di più in assoluto, fino al loro pensionamento.
Per la cronaca l'articolo dell'immagine 5 consisteva in una canna di bambù, ovviamente di plastica, che sotto i colpi di karate si spezzava.