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domenica 27 marzo 2022

Articoli del 1981-1982 sui cabinati (videogiochi) da bar - Corsera e l'Unità


Proseguo la panoramica di articoli sui videogiochi da bar, nata dal post catalogo Enada del 1981 e proseguita con gli articoli del 78, 79 e 1980:

Stranamente l'unico anno in cui non ho trovato articoli sulla manifestazione Enada che si svolgeva ad ottobre è quello del catalogo, cioè il 1981, mi saranno sfuggiti quando li immagazzinavo senza sapere di preciso se sarebbero tornati utili.
Per il 1981 mostro un solo articolo, ed è del 24 aprile, in cui si comunica ai lettori che la Sapar, l'ente che organizzava l'Enada, cercava "vecchie" apparecchiature automatiche di divertimento per una mostra da tenersi alla manifestazione di ottobre (quella del catalogo linkato sopra).
Chissà se riuscirono a mettere assieme queste vecchie macchinette mangiasoldi, e chissà che fine fecero una volta terminata la mostra, oggi che valore avrebbero?
Non è la prima volta che mi imbatto nella rivista "Automat", che era la rivista della Sapar e si occupava proprio di questi marchingegni, ne ho trovata anche una, ma è dei primi anni 70, un po' fuori dal mio orticello temporale.
A proposito dell'Emeroteca Anime speso faccio presente che è un peccato che tante testate non siano facilmente consultabili, alcune non esistono neppure nelle emeroteche. "Automat, rivista italiana dell'automatico", fa parte di questo enorme bacino di fonti che non saranno mai più consultabili.
Immagino le annate dal 1977 ai primi anni 80 strapiene dei cabinati da bar, magari con articoli di approfondimento, tutto perso...



Di norma gli articoli su l'Unità erano più di commento, come questo del 10 gennaio 1982.
E' fin commovente leggere il giornalista adulto che si spende a favore dei flipper, il suo amore di gioventù, contro la novità delle "macchinette dei marzianetti", cioè i videogiochi, che stavano facendo crescere tutto il settore, visto che i bambini, che prima quasi non accedevano a giochi al bar, ora disponevano di oasi piene di suoni e colori a loro dedicate.
L'approccio di una parte dei giornalisti ai videogiochi fu il medesimo di quello ai cartoni animati giapponesi, lo si comprende quando si esalta la battaglia navale giocata in classe su un quaderno rispetto ai cabinati con le guerre navali.
Paragoni senza alcun senso.
Ieri, come oggi, i videogiochi più moderni sono pensati per le menti più versatili, cioè quelle dei giovanissimi, io non ci vedo nulla di male, nel 1982 era già sinonimo di qualcosa di losco.
Da notare che Packman viene chiamato Puckman, cioè il nome originale giapponese, chissà se fu un refuso o l'autore consultò del materiale promozionale nipponico.
Il giornalista annota che i personaggi più morbidi (kawaii) di questi videogiochi potevano avere lo scopo di attirare le bambine e le ragazze, per il mio campione personale non c'erano ragazze che giocavano ai cabinati, ci vorranno ancora alcuni decenni per far avvicinare il gentil sesso a questo stupendo mondo.
Di "Astro Blaster" si parla anche nel post del catalogo Enada, ed ho scoperto che fu un flop commerciale, pur essendo tecnologicamente innovativo:

Scopro che la legge mi avrebbe impedito di giocare ai videogiochi da bar, in quanto erano vietati agli under 14!
Questo aspetto meriterebbe un qualche tipo di approfondimento legislativo, perché se fosse vero, sarebbe l'ennesima legge che nessuno faceva rispettare. Nei bar entravano sia i carabinieri che i vigili urbani, ma nessuno ci ha mai detto nulla.
Si parla ancora del divieto legislativo di far vincere qualcosa al giocatore, tema già trattato nel precedente post.
Nel complesso un articolo interessante.

sabato 26 marzo 2022

Articoli del 1978-1979-1980 sui cabinati (videogiochi) da bar - Corsera, Corriere D'Informazione, La Stampa, l'Unità


Questo post nasce dal precedente sul catalogo dell'esposizione romana Enada dell'ottobre 1981, infatti tutti gli articoli tranne uno sono dell'ottobre 1978, 1979 e 1980, scritti sempre in occasione di questa manifestazione di settore.
La presenza di ben quattro testate permette di avere un'ampia panoramica della mostra mercato Enada, che serviva a mostrare i nuovi apparecchi di divertimento automatici, quelli che ci avrebbero fatto cacciare altre monete da 100 e 200 lire in quelle diaboliche gettoniere mangiasoldi, ma tanto divertenti!
Purtroppo in più di un'occasione i giornalisti fanno un po' di confusione tra flipper e videogiochi, che non sarebbero confondibili, in quanto i secondi ti fornivano anche una narrazione del gioco, per quanto primitiva e limitata, nei primi si dimostrava solo la propria abilità fine a se stessa.
La superiorità dei cabinati da bar lo ha dimostrato il tempo, i videogiochi si sono evoluti e fanno parte del nostro quotidiano, i flipper restano una reliquia del passato (si, ok, a me non piacevano, si nota?).
Ai tempi, oltre a mettere assieme flipper e videogiochi da bar, veniva sommata alla categoria anche il calciobalilla, il biliardo e i juke-box, fatto che oggi sarebbe impensabile.

Dal primo articolo qua sopra del 3 ottobre 1978 sul Corsera non è specificato quanto fosse la spesa per i cabinati da bar nel 1977, ma ipotizzando una semplice sottrazione dalla cifra totale di 27 miliardi di lire, si arriva per esclusione a circa 4 miliardi di lire:
7 peri i jukebox + 16 miliardi per i biliardi = 23 miliardi



A quanto ammontavano le previsioni di spesa per il 1978?
La sempre stupenda Sabina Ciuffini sorridendo ci dice che si arriverà a 35 miliardi, e l'incremento sarà trainato ovviamente dai videogiochi da bar.
Il problema dello scritto sul "Corriere d'Informazione" del 26 ottobre 1978 è che i miliardi spesi nel 1977 salgono da 27 a 35... con le cifre i giornalisti italiani hanno sempre avuto problemi...



L'unico articolo che non è stato pubblicato in ottobre è questo del 15 agosto 1979 sul Corsera, e forse è il primo caso di demonizzazione di un videogioco in Italia!
Nel titolo, però, si parla espressamente di flipper, ma mi sorge il dubbio che l'estensore dello scritto sbagliasse. Non sono pratico di flipper, ma mi chiedo se si potesse giocare contemporaneamente in due con la meccanica di gioco descritta, mi pare più da cabinato, anche se di un videogioco del genere non ho letto da nessuna parte né lo vidi nei bar.
Infatti nell'articolo si parla "giochi di guida elettronici", quindi nessun nesso con i flipper, un GTA ante litteram?
Temo resterà un mistero...

domenica 20 marzo 2022

Catalogo 10° Esposizione Nazionale Apparecchi Divertimento Automatici - Enada 10 dal 15 al 18 ottobre 1981


Nella seconda metà degli anni 80, forse il 1986, andai ad una fiera di Milano, immagino la vecchia Fiera Campionaria, dove rimasi piacevolmente sbalordito nel vedere un piano completamente pieno di cabinati da bar!
Certo, non erano più quelli a cui giocavo io da bambino, gli stessi mostrati in questo catalogo, ma ipotizzo che l'atmosfera fosse identica a quella che si poteva apprezzare al decimo Enada svoltosi al palazzo dei congressi dell'EUR a metà ottobre del 1981.
Peccato che, molto probabilmente, i bambini non erano ammessi, essendo una fiera del settore e non una fiera tipo la campionaria di Milano.
Purtroppo una buona metà delle pagine di questo catalogo è occupata dai nomi degli espositori, ma il restante presenta una serie di pubblicità di aziende che si occupavano di "apparecchiature di divertimento automatiche", che altro non erano che i flipper, il calcio balilla, ping pong, juke-box, biliardi etc. etc, cioè tutti quei giochi che si potevano trovare nei bar, compresi i cabinati con i videogiochi!
Il bar di quando ero bambino era, chiaramente, un modo per adulti, ma si era creato uno spazio a nostra sola disposizione, anzi, a nostra sola comprensione, perché i "grandi" proprio non li capivano i videogiochi... a differenza di oggi in cui abbiamo dagli under 55 in giù che li apprezzano.
Per quanto mi riguarda i flipper li ho sempre considerati giochi per "vecchi", solo con l'avvento di "Space Invaders" e soci il bar è divenuto un luogo a misura di bambino... vabbè... fumo, alcol, parolacce, persone poco raccomandabili... ma a parte tutto questo per un po' di anni i bar divennero il luogo dove poter giocare alle ultime novità in fatto di videogiochi.
Alcune di queste novità per l'annata 1981 e 1982 le vediamo in questo catalogo, ma non solo, sono pubblicizzate le aziende che fornivano gli apparecchi per assemblare i cabinati, dagli schermi alle diaboliche apparecchiature in cui inserivi le monete!

E' presente un breve editoriale sulla situazione del florido mercato italiano.
Negli anni, oltre agli articoli sull'animazione giapponese, ho tenuto anche qualche articolo di commento sui videogiochi da bar, che dagli adulti erano visti come la nuova mania diseducativa, i mangiasoldi... i flipper e i juke-box andavano bene perché erano della generazione dei giornalisti, i cabinati simboleggiavo lo spreco di soldi... devo iniziare a postarli questi articoli.
In pratica le aziende italiane, che già erano leader nella costruzione di flipper, si erano in parte dedicati all'assemblaggio dei cabinati da bar dei videogiochi statunitensi e giapponesi.



Vanguard era uno spettacolo, con quella musichetta che si attivava quando diventavi indistruttibile!
La caratteristica unica di Vanguard era proprio, come illustrato nello scritto, che inserendo altre 200 lire potevi proseguire dal punto in cui eri stato distrutto!
Per rendere più tangibili i cabinati pubblicizzati ho cercato i video su YouTube, da cui ho estrapolato qualche immagine, non ho trovato "Vega" della "Olympia" e "Dribbling" della "Model Racing", nomi troppo comuni...

sabato 7 settembre 2024

"Dal salone del giocattolo di Milano: panorama di novità negli stand" - "VG Vendogiocattoli" n° 2 febbraio 1979


Quarto post consecutivo e cronologico (e terzo nel numero di febbraio) sulla rivista "VG Vendogiocattoli":



Quando avevo postato le pubblicità dei giocattoli dei cartoni animati giapponesi presenti su "Il Giornale dei Giocattoli" dal 1978 al 1980 avevo già testimoniato l'esistenza in Italia di alcuni modellini robotici nipponici prima della loro comparsa televisiva (Daitarn 3, Daikengo, Zambot 3, Gloyzer X) oppure che mai sarebbero giunti in Italia, ma solo con questa rivista "VG Vendogiocattoli", oltre ad avere la conferma di quelli, ho trovato molti altri articoli giapponesi, il cui arrivo nei negozi nostrani si può far risalire addirittura al Natale 1978.
La parte più interessante di questa lunga rassegna è data dalla presenza di una moltitudine di aziende, con un breve scritto che illustrava i prodotti presentati durante la manifestazione (di solito le novità) e molte foto.
Le immagini, purtroppo in bianco e nero, dei mesi di gennaio e febbraio di "VG Vendogiocattoli" sono la ciliegina sulla torna di una già interessante parte scritta.
Come nei precedenti tre post ho ingrandito le fotografia per rendere più potente ed informativo l'impatto visivo.



Il "Salone del Giocattolo" di Milano del 1979 sarebbe uno dei luoghi che vorrei visitare nel caso potessi fare dei viaggi nel tempo   ^_^
La manifestazione durava sette giorni(!), occupava 75 mila metri quadri, gli espositori erano 1100 (!!) di cui 650 italiani (!!!), dato che ai tempi avevamo una florida industria del giocattolo, avevamo...
Dalle fotografie prese dall'alto si può immaginare la bellezza di una manifestazione del genere, che ipotizzo fosse vietata ai bambini, infatti il corrispettivo romano per i videogiochi da bar, la Enada, non permetteva la visita ai minori.
Credo valesse, a parte qualche fortunato "figlio di" (un po' in entrambi i sensi), anche per la manifestazione milanese.

Qui sotto l'ingrandimento delle due parti scritte qui sopra.

mercoledì 12 giugno 2024

"Messaggero dei Ragazzi" articoli vari 1979/1982/1983/1984


Quarto post consecutivo con summa di articoli di una singola testata, devo fare un po' di spazio...   ^_^
Stavolta tocca al non tanto conosciuto "Messaggero dei ragazzi" (chiamato anche "Mera"), sempre di impostazione cattolica come "Il Giornalino", che presentava fumetti, articoli redazionali, tematiche religiose, sport, anticipazioni su film, programmi tv, etc. etc. etc.
Qui presento degli articoli di alcune annate, ma ho anche il 1978, 1980 e 1981, tra l'altro non visionabile in emeroteca e di non facilissimo reperimento on line. 
Tanto per ribadire che è facile andare sul web a carpire informazioni su siti, blog e forum gratuiti per pubblicarli in contenuti a pagamento (quotidiani on line, saggi, testate cartacee), ma poi qualcuno i soldini li aveva spesi per riesumare quelle informazioni... bella e comoda la vita così!



Alla fine il misconosciuto "Battaglie nella Galassia" (Galactica) venne abbastanza pubblicizzato sulle riviste per ragazzi. Il recensore probabilmente non aveva gli strumenti informativi per sapere che il film nasceva da un pilot televisivo per una serie televisiva, non era paragonabile al budget di "Guerre Stellari". 
La recensione cerca di mischiare la fantascienza con la fantastoria, gli Ufo erano sempre dietro l'angolo.

domenica 21 luglio 2024

Annuario 1979 degli avvenimenti 1978 - Enciclopedie Rizzoli - focus su cinema, collezionismo, fantascienza, giochi, televisione e radio, Giappone + avvenimenti di un anno





Terzo consecutivo post inerente gli "Annuari Rizzoli", i precedenti:


Nella mia quasi infinita ricerca di fonti sull'animazione giapponese in Italia mi sono imbattuto in questo "Annuario Rizzoli", che presentava tutti i fatti accaduti nel mondo, attenzionando maggiormente la nostra penisola, da autunno ad autunno dell'anno successivo. Ergo, in questo caso per l'Annuario 1979, i fatti avvenuti dal 1° novembre 1977 al 30 novembre 1978.
Non ho inserito la pagina con tutti i nomi dei collaboratori, non erano sperduti blogger o titolari di pagine FB, come succederebbe probabilmente oggi, ma giornalisti ed esperti di una certa importanza.





L'avvertenza della redazione spiega molto meglio di me quale fosse il periodo temporale preso in esame e quali gli argomenti trattati.
Ovviamente, essendo questo un blog che tratta specifici argomenti, non avrebbe molto senso postare tutte le pagine di cronaca che mi hanno colpito e ricordato fatti ormai obliati, quindi mi limiterò alle tematiche usualmente postate.
Farò un'eccezione, però, per quella che era la prima rubrica dell'Annuario, "Avvenimenti di un anno", che pur sapendo essere pagine off topic rispetto al blog, sono troppo preziose per non essere postate. In una nazione dove ti senti dire che oggigiorno siamo pieni di crimini e criminali ed il mondo è più insicuro, rileggere cosa capitava nell'arco di 12 mesi nel mondo e soprattutto in Italia, fa un po' accapponare la pelle...
Un vero peccato che le pagine di "Avvenimenti di un anno" resteranno così poco viste su questo blog...

Sto cercando, se riesco, di postare tutti gli "Annuari Rizzoli" in mio possesso di fila, ciò renderà noioso un po' più del solito il blog, ma secondo me è importante che restino sulla piattaforma in sequenza.
Stavolta, rispetto al numero precedente, tra le categorie che ho selezionato manca "Ufologia", ma venne inserita la "Fantascienza", visto il successo di vari film, riviste ed un famoso "cartone animati giapponese" di genere robotico  ^_^
Si, nell'Annuario Rizzoli 1979, con i fatti del 1978, venne citato "Atlas Ufo Robot" anche se NON venne inserita una sua sacra effige, ma solo di Actarus, Alcor, Hydargos ed il mostro spaziale "Bedo Bedo" dell'episodio 20, ma non Goldrake!
Questo perché presero a caso qualche immagine senza chiedere ad un bambino...

Restano le categorie cinema, collezionismo, giochi (giochi in scatola) e videogiochi, Televisione, ovviamente la pagina con il riepilogo dei fatti inerenti il Giappone.

Per agevolare la lettura delle scan, che hanno un formato circa A4 ed un carattere di scrittura non grandissimo, ometterò il fastidioso watermark "imagorecensio" (fastidiosissimo!).



Come già annotato nei post passati, gli articoli sul cinema (ma anche sulla televisione) andrebbero letti assieme a quelli degli anni precedenti e successivi, proprio per avere una panoramica sull'evoluzione delle problematiche del settore.
Iniziava a farsi sentire l'impatto delle oltre 300 emittenti televisive private locali, con i suoi film mandati in onda ogni giorno, seppure vecchi (quindi in bianco e nero) ed in replica costante, i mini varietà, quiz e telefilm.
Un altro fattore che veniva indicato come causa del crollo cinematografico generale ed italiano in particolare, era l'avvento del colore in televisione, anche se molti film, come ho già scritto sopra, visto l'anno di produzione, erano in bianco e nero.
La colpa veniva scaricata anche sugli spettatori pigri e senza interessi culturali, mancanti di incentivi ad alzare il sedere dalla poltrona. Forse, con il senno di poi, gli "anni di piombo" non incentivarono la voglia di uscire di casa, ed ora che di film te ne trasmettevano a iosa, sceglievi l'opzione più sicura, tranquilla ed  economica.
Tra i film proiettati al cinema fa il suo ingresso "Guerre Stellari" che cambiò totalmente il modo di vedere e fruire la fantascienza, il cui lascito è arrivato fino ai giorni nostri.