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mercoledì 28 ottobre 2026

"Ciao Ciao, ogni giorno cartoni animati" - "La Notte" 24 ottobre 1980

In "Anime Cult 34" (precedente post), oltre a "Bim Bum Bam", veniva trattato "Ciao Ciao". 
Mi sono accorto che, tra il tanto materiale che ho salvato (ma ne avrei potuto salvaguardare di più) durante le ricerche sull'animazione giapponese in Italia, c'era anche un trafiletto sul successo di questa trasmissione, che, nella sua versione pre "Fininvest", ricordiamo positivamente non in tantissimi.
Nonostante fossimo in pieno bum dell'animazione giapponese sui canali televisivi italici, non sono citati anime, ma solo cartoni statunitensi.
Detto ciò, il trafiletto resta interessante sia perché ricorda che "Ciao Ciao" nasce su "Antenna Nord", la pre "Italia 1", ed è il primo contenitore di cartoni della rete, anticipando di molto "Bim Bum Bam", sia perché è riportato che "Ciao Ciao" fosse il programma più gradito ai ragazzi.
Peccato che non venne riportato alcun dato di ascolto della "Istel".

 Io avevo la tv in bianco e nero, quindi il logo di "Ciao Ciao" lo vedevo così  :]

domenica 25 ottobre 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 34 - secondo numero trimestrale)


Nel suo editoriale il CEO augura buon quarto compleanno alla sua rivista, chissà se ci sarà il quinto, visto che è diventata trimestrale   :]
Col tempo mi pare ormai acquisito uno spostamento temporale degli articoli e delle tematiche trattate dalla fine degli anni 70 e i primi anni 80, cioè la prima invasione degli anime in Italia, alla metà degli anni 80 e agli anni 90. Immagino anche per l'età di chi vi scrive, almeno riporteranno ricordi da loro vissuti, magari più precisi. 
Ne sono una ulteriore prova i nomi dei due intervistati, Dania Cericola e Paolo Paltrinieri, che con i cartoni animati giapponesi del mio periodo azzarderei che abbiano poco nesso.
Nonostante la trasformazione della rivista da mensile, poi a bimestrale, infine a trimestrale, mi pare di intuire una certa difficoltà della redazione a trovare argomenti nuovi (cosa non facile, sia chiaro). Intanto la copertina e lo speciale è di nuovo dedicato a "Dragon Ball" come nel numero 3, anche se il "CEO" avvisa subito nel suo editoriale che le tematiche trattane sono diverse da quel terzo numero, ma, soprattutto, mi ha colpito (a dire il vero, affondato), girare pagina 67 e trovare un articolo su "Star Trek"!


"Star Trek"?!?!
Ho pensato che la "Toei" avesse in programma una serie animata, oppure la "Kodansha" un manga, ed invece si tratta di un articolo sulla stagione conclusiva della serie con il Capitano Pike...
Per quelli come me (cioè, vecchi come me...) il Capitano Christopher Pike resta quello della non bellissima (mia opinione) puntata di montaggio "Lo zoo di Talos", poi è stato inserito anche nella nuova versione cinematografica, ma il nostro Pike resta quello che mi colpì in quanto sulla sedia a rotelle elettrica. La disabilità non era un tema comune in televisione quando ero bambino/ragazzino, men che meno in una serie di avventura/fantascienza.
Quale nesso ci sia con una rivista che si chiama "Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante", sinceramente mi sfugge... l'articolo, con tanto di intervista al cast, non l'ho letto tutto, prima o poi vorrei vedere la serie, volevo evitare spoiler. Magari annunciano una serie animata della "Toei"  ^_^



La redazione di "AC" torna su "Bim Bum Bam", dopo due speciali (uno lo comprai) e mi pare qualche articolo in alcuni numeri.
Lo scritto si concentra sul "metodo Manera", con i pro (io ne vedo pochi), tipo aver trasmesso comunque parecchie serie animate, e i contro (ne vedo tanti di più), cioè censure e delocalizzazioni come strategia e il monopolio delle sigle alla D'Avena.
A pagina 9 è riportato che al nuovo debutto di "Bim Bum Bam" nel settembre 1983 "vengono lanciati cartoni come Lucy May, Carletto il principe dei mostri, Mimì e la nazionale di pallavolo, Il tulipano nero".
Non mi è chiaro se per "lanciato" si intenda un esordio televisivo, perché dei titoli elencati di certo "Carletto" apparve ben prima del 1983 e direi anche "Mimì".

sabato 12 settembre 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 33 - primo numero trimestrale)


Primo numero trimestrale di "Anime Cult" dopo l'annuncio del "Ceo".
Arduo trovare spunti nuovi e/o trattare argomenti vecchi in maniera interessante, specialmente se hai comprato la testata dal numero 1 e se nel contempo "Nippon Shock Magazine" magari ha trattato uno stesso tema con un approfondimento durato più numeri. Tipo quello su "Ulysse 31", dove in "AC" di questo numero ci si limita a grandi linee alla sinossi della serie, mentre "NSM" vi ha dedicato numerose pagine negli ultimi tre numeri. Stesse cosa per altre serie trattate in questo, a cui sono stati dedicati contributi in saggistica, etc. etc.
Per esempio "AC" ha indagato a fondo gli "spaghetti manga" in molti numeri, ed anche in questo si torna sull'argomento per quanto riguarda l'arrivo degli shojo manga in Italia, è indubbio che sia un loro merito.
In questo numero sono presenti tre interviste:
Marcella Silvestri (doppiatrice);
Francesco Legramandi (disegnatore, anche di "Candy Candy" della "Fabbri");
Daniele Noviello (gruppo musicale "La mente di Tetsuya").

Stavolta nessuna intervista ad opera di Emmanuel Grossi, quindi mi sono giocato il suo eventuale ringraziamento per il mio eventuale apprezzamento alla sua intervista  :] 

Il dossier di questo numero è sulla rivista nipponica di manga "Shonen Jump".


Qui sopra il sommario del numero.
Come sempre inserisco le scan degli articoli che ho trovato personalmente più interessanti, ma ciò non implica che gli altri non lo siano, solo gusto personale in base alla mia età e alle mie conoscenze (limitate)   ^_^


Il primo redazionale tratta l'arrivo degli shojo manga in Italia, con relative pubblicazioni italiche, successo della serie e/o polemiche della stampa.
Uno scritto che cerca di riassumere il tutto in maniera esaustiva.
Qui mi ricollego al link (sopra) del numero precedente di "AC", in cui il "Ceo" spiegava che il diventare trimestrale della testata aveva lo scopo di "costruire ogni uscita con la cura che merita" e l'aumento del prezzo per "sostenere il lavoro di ricerca che da sempre caratterizza Anime Cult".

A pagina 14 vengono trattate brevemente le accuse versus la povera "Sailor Moon" di deviare i maschietti, mostrando lo stralcio dell'articolo dal titolo "Bimbi non guardatela fa diventare femminucce", che riporta le dichiarazioni alla stampa della psicologa Vera Slepoj (le leggevo sui quotidiani dei tempi...).
Peccato che manca la fonte: testata e data dell'articolo?
La polemica nacque attorno alla primavera 1997 (marzo/aprile), e dato che il giornalista che firma l'articolo è Mario Raffaele Conti, si può presumere che la testata fosse "Oggi". 
Questo lo scrivo dopo una breve ricerca sul web, forse con tre mesi di tempo la fonte la si poteva trovare recandosi in emeroteca e riportarla. 

venerdì 7 agosto 2026

Guida ai luoghi Anime in Giappone - Volume 1



TITOLO: Guida ai luoghi Anime in Giappone - Volume 1
AUTORE: Fabrizio Matiz
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 196
COSTO: 19,90€
ANNO: 2026
FORMATO: 24 cm X 16 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791282300186

Non credo che andrò mai in Giappone, quindi perché prendo tipologie di libri come questa?
Mistero... tutti abbiamo dei problemi, io questo  ^_^
Detto ciò, non è il primo libro in assoluto che ha l'intento di guidare l'anime fan nei luoghi reali giapponesi visti nella sua serie preferita;





Poi ci sono quelli più generalisti, ma col medesimo scopo:




Quello che mi ha intrigato di più, fermo restando la mia ignoranza sui viaggi in Giappone, è "Tokyo, la guida nerd". Stante che dopo 10 anni dalla sua pubblicazione, non puoi avere la certezza che i negozi da veri otaku indicati nel volume siano ancora aperti, ci sarebbe la necessità di fare una ricerca preventiva.
Un problema che ipotizzo di libri come questo della "Nippon Shock Edizioni", in una nazione come il Giappone dove l'urbanistica muta molto più velocemente che in Italia, è l'anzianità del volume, nel caso non sia nuovissimo, rischi di andare in un luogo che non c'è più o che non è più come quello descritto nel libro. 

Questo non è neppure il primo volume della casa editrice "Nippon Shock Edizioni" che compro (non includo i loro simil artbook):





Considerando che non sono un esperto di editoria/stampa di libri, la carta usata per questo volume mi è parsa la meno di qualità rispetto a tutti gli altri volumi sopra linkati, in quello su Leiji Matsumoto era pure patinata.
Come ho evidenziato con le frecce rosse, si vede chiaramente la stampa della pagina opposta, inoltre la carta è molto porosa, pare quella di una rivista.

lunedì 13 luglio 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 35 giugno/luglio 2026

 



Il precedente numero è stato il 34 di aprile, questo numero é il 35 del giugno/luglio, ma maggio?  >_<
Nell'editoriale del Direttùr le ultime tre righe sono dedicate al piccolo avviso che da questo numero "NSM" diviene bimestrale (e maggio?).


Nel numero 32 di "Anime Cult" il di loro "CEO" ha annunciato che la testata passava da bimestrale a trimestrale.

A questo punto mi sovviene il dubbio che la vendita di copie sia calata molto per entrambe le testate, perché, altrimenti, questo sarebbe stato un buon momento per "NSM" di vendere nei mesi in cui "AC" non esce più in edicola/fumetteria.
Sapranno pur loro cosa sia meglio per le loro riviste   ^_^
Di solito "NSM" esce ad agosto con un numero illustrato, niente redazionali, motivo per cui ho sempre saltato queste tipo di pubblicazioni, sarei curioso di sapere se verrà confermata la scelta anche per il numero bimestrale agostano.
Mi auguro di no, visto che hanno avuto due mesi per prepararlo.

Il numero ha come fulcro l'Uomo Tigre, a cui seguono gli anniversari di tre serie (Rossana 30 anni; Lodos War 40 anni; Pokemon 30 anni), si termina con l'intervista alla doppiatrice di Nadia dell'omonima serie.
Come al solito inserisco le scan degli scritti che mi son parsi più interessanti, ma son solo miei gusti.


Qualche anni addietro avevo recensito i cofanetti "DVD", inserendo solo qualche curiosità:

Nella parte iniziale dello scritto l'autore afferma che i valori della serie sono ancora "attuali e ricchi di spunti per migliorare il nostro modo di vivere e di pensare. Naoto Date è il simbolo di un mondo che cerca di spezzare le catene dell'ipocrisia e della sopraffazione.".

Non so, secondo me, dando un veloce sguardo alla situazione politica italiana (e ai futuri partiti che si presenteranno) ed internazionale, "Tana delle Tigri" ha preso possesso delle redini del mondo e "Mister X" ha numerosi cloni tra i capi di governo... direi che gli insegnamenti di Naoto Date non se li sia filati nessuno, in primis la premier nipponica...
Né nell'anime né nel manga si immaginarono che un capo di Stato potesse intervenire in una competizione sportiva internazionale per far togliere una squalifica ad un giocatore della propria nazionale... probabilmente pareva inverosimile potesse succedere... ed invece nel 2026 capita  T_T

lunedì 22 giugno 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 32 - undicesimo numero bimestrale)

 


Come ho recensito in ritardo "NSM 34" per i noti motivi googleschi, recensisco in ritardo anche "AC" 32, quindi è più che altro un obbligo a cui adempio  :]
Ma la bomba esplode già nell'editoriale del "CEO", dove viene svelato che dal prossimo numero la testata diverrà trimestrale!
Trimestrale! (poi diverrà semestrale?)
Stante che la rivista è loro e non ci devono dare mica una spiegazione, se non agli abbonati (e per fortuna non ho rinnovato l'abbonamento pur non sapendo che passava a trimestrale!!!), la motivazione mi è parsa un pochino suscettibile di sospetto. 
Forse "sospetto" è sbagliato come termine, diffidenza? Dubbio?



Non riesco a trovare il termine corretto: sorpresa per la spiegazione?
La motivazione sarebbe data dal fatto che i tre mesi che passeranno tra un numero e l'altro serviranno a proporre contenuti "con la cura che meritano", quindi fino ad oggi avevano meno cura di quanto meritassero?
Inoltre l'aumento del prezzo (già da questo numero...) da 7,90€ a 9.90€ (ben il 25% in più!) ha lo scopo di "continuare a sostenere il lavoro di ricerca che da sempre caratterizza Anime Cult".
Forse farei più bella figura a glissare, però mi pare, almeno per quanto mi riguarda, che non deve essere costato (sia economicamente che come impegno) molto alla "Sprea" fino ad oggi venire su questo blog a "prendere spunti" vari, compresi gli articoli dei quotidiani facenti parte della mia ricerca usati spesso oltre i confini entro i quali dovevano essere usati  ^_^
Forse, talvolta, sarebbe più saggio non dare spiegazioni, perché magari cozzano con qualche pregresso non proprio in linea con quanto spiegato  :]

Comunque il numero in questione, ultimo bimestrale, è impreziosito da tre interviste:
Davide Garbolino;
Daniela Durisotto;
Silvio Pozzoli e Massimo Spinosa.

Lo speciale è sul "japan fantasy", non mi ha particolarmente colpito/interessato, anche perché la gran parte delle serie prese in esame non le ho mai viste, anche se le conosco.

Come sempre inserisco le scan degli articoli che mi son parsi più meritevoli, non vuol dire che gli altri non lo siano, miei gusti.


Il numero si apre con la descrizione della terza invasione di anime e manga, che arriva fino ai giorni nostri. Una interessante excursus su come siamo arrivati all'attuale successo della cultura popolare nipponica.
Prima di addentrarsi su questa terza invasione, si ripercorrono le precedenti due (già trattate in numeri passati di "AC"), chiaramente vengono solo citati per sommi capi, non si poteva pretendere ci si dilungasse in un riepilogo. 
Detto ciò, forse, riportare che "La diffidenza verso i giapponesi riesplode con l'arrivo di Goldrake: accuse di violenza, di realizzare meccanicamente i cartoni al computer..." potrebbe far pensare a chi non abbia letto i precedenti approfondimenti, che questa fu la reazione immediata di adulti ed esperti, mentre inizialmente Goldrake fu relativamente poco commentato, e non con toni negativi.
Addirittura il fantasioso e famigerato uso del computer per fare i cartoni animati giapponesi venne considerato un plus, dato dal provenire da una nazione tecnologicamente avanzata, più avanzata di noi.
La demonizzazione della violenza e dell'inesistente uso del computer, arrivò in un secondo momento e montò un po' alla volta.

domenica 21 giugno 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 34 aprile 2026


Dovendo recuperare 50 giorni di inattività forzata, riparto da quello che ho lasciato indietro come post di appuntamenti fissi, in questo caso il numero 34 di "NSM" di aprile, tanto non mi è ancora arrivato in fumetteria il numero di maggio…  
Il numero 34 si poggia sullo speciale di "Maison Ikkoku/Cara dolce Kyoko", un bel approfondimento, ovviamente sono presenti informazioni più o meno conosciute, ma dovute, ed altre che ho trovato nuove.
La serie la intravvidi sulle tv locali del milanese, che ai tempi trasmettevano "Junior TV", mi incuriosì subito e la seguì in toto, seppur con l'aiuto dell'indispensabile videoregistratore, visto che ormai non potevo più stare in casa a non far nulla tutto il pomeriggio.
Piccola chiosa personale non inerente la rivista in questione:
in qualche commento passato sono stato accusato di non aver più seguito anime per decenni e poi di essermi svegliato di colpo con questo blog. "Cara dolce Kyoko" è la prova che questa accusa (basata sul nulla) non ha fondamento, ovviamente ero già grandicello e seguivo solo ciò che mi pareva "nuovo" oppure serie vecchie a cui ero affezionato, non guardavo più qualsiasi cosa passassero in televisione come quando avevo 10 anni  ^_^
Chiusa la chiosa  :]

Come sempre inserisco le scan (ormai non più una novità editoriale) degli articoli che mi son parsi più interessanti, ciò non implica che gli altri non lo siano, miei gusti.

L'anime mi catturò così tanto, che quando ne ho avuto la possibilità (economica) mi sono comprato pure il manga, uno dei non tantissimi che ho letto.
La lettura del manga mi ha fatto scoprire aspetti non presenti nell'anime, ma la mia preferenza resta per la serie tv.

sabato 20 giugno 2026

Imago Recensio reloaded, in senso letterale... ^_^

Dopo circa 50 giorni di autosospensione per ricaricare le immagini in circa 500 post, posso ricominciare a postare, non necessariamente una bella notizia per la sintassi e la grammatica  :]

Tralasciando il tempo materiale a ricaricare una quantità inusitata di immagini, il problema principale è stato scegliere in quali post far di nuovo collimare testo ed immagine e dove no, farlo per tutti i post avrebbe comportato una mole di lavoro assurda, oltre che a tempi maggiori almeno del doppio. Il risultato finale è che per un numero non basso di post ho dovuto ricaricare la prima o la seconda immagini in ordine corretto (magari anche una terza), le altre tutte assieme, con i commenti che feci ai tempi messi tutti in fila a fine post (qualche volta più in alto). Quei post resteranno per sempre rovinati, ma almeno con le immagini. 

Per alcune tematiche, invece, è stato obbligatorio re-inserire le immagini nel punto giusto del commento, per esempio "l'Emeroteca Anime", altrimenti il senso "informativo" del post si sarebbe perso. Lo stesso vale per i cataloghi di giocattoli, i giochi in scatola o alcuni cartonati (non tutti) etc. etc.. In pratica ho cercato di salvaguardare quei post che mi son parsi riusciti meglio e/o con un minimo di informazioni valide. Questo ha implicato impiegare un mucchio di tempo in più.



In questa mega sfiga galattica (generate da Google...) mi è in parte (molto in parte...) andata bene, in quanto la formattazione delle immagini non ha interessato alcune etichette in cui i commenti erano onnipresenti, tipo "Arrivano i Superboys", "DVD" o "Riviste TV anni 70/80".

Non è andata altrettanto bene alla già citata "Emeroteca Anime", ai " Giochi in scatola" o alla povera "Go Nagai Robot Collection", per non parlare di quasi tutti i libri postati fino al 2019...

Nei tanti (ma tanti...) post interessati dalle immagini cancellate da Google/Blogspot/Blogger ho inserito un piccolo avviso sotto la prima immagine, il testo non è sempre il medesimo, proprio perché è stata mia intenzione spiegare al potenziale lettore se le immagini le ho ricaricate facendo collimare testo ed immagini oppure no, o solo parzialmente.

Una prima parte del testo è uguale in tutti i post interessati:

mercoledì 11 marzo 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 31 - decimo numero bimestrale)


Quello che vale per "Nippon Shock Magazine" vale giocoforza anche per "Anime Cult", dopo 31 numeri (e "AC" e divenuta pure bimestrale!) è arduo trovare altra legna da ardere nella foresta degli anime del "first impact". I taglialegna devo migrare verso i boschi di fine anni 80, degli anni 90 ed oltre ^_^
Il focus di questo numero è dedicato agli shojo over metà anni 80, qualcosa ho visto, ma al massimo una sola volta e non sempre del tutto, quindi sono quasi completamente ignorante in merito.
Nel numero sono presenti due interviste:
la prima di Giorgia Vecchini a Emanuela Pacotto;
la seconda del duo Mirco Noli e Mikimoz Capuano a Laura Tovaglia, sorella di Paola Tovaglia.

Nessuna intervista di Emmanuel Grossi.
Come al solito ho inserito le scan solo di alcuni articoli (con sommario a fine post), non vuol dire che gli altri non meritino, miei gusti personali.


Il primo scritto fa una panoramica delle serie che si vocifera siano state trasmesse, ma di cui non ci sono prove materiali televisive, oppure di anime i cui diritti erano stati comprati, con annessi giocattoli messi in vendita, ma poi non vennero mai mandate in onda.
Si parte con la fine degli anni 70 per arrivare fino agli anni 2000/2010, la mia attenzione è rimasta alle prime due pagine, inerenti al periodo che mi interessa.
Questa tematica sul web risulta tra le più pericolose, si rischia di scatenare i Pasdaran degli anime, i pasdaranime  ^_^

Viene toccata la questione della trasmissione fantasma de "Gli eroi di Zero Tester" su "Koper Capodistria"


Alle serie animate citate che godettero di una distribuzione di giocattoli senza vedere mai il video, si può aggiungere "Battle Fever J".


giovedì 5 febbraio 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 30 - nono numero bimestrale)


Ho riflettuto parecchio (che non vuol dire correttamente o sensatamente...) su questa recensione di "Anime Cult" numero 30, dopo gli annessi e connessi del numero 29 avevo sostanzialmente tre opzioni:
a) recensire il numero 30 glissando totalmente sugli sviluppi dopo il numero 29;
b) non recensire più "Anime Cult";
c) recensire il numero 30 illustrando (brevemente) gli sviluppi.

In ottemperanza con la rubrica "Com'è andata a finire?" della trasmissione "Report", ho optato per la "C", anche perché io nulla ho fatto di cui dovermi autocensurare   :]

Come annunciato nei commenti del numero 29, il numero 30 presenta la citazione postuma per il "Cinevisor V35".
Mi avrebbe anche fatto piacere leggere qualcosa su come sia capitata la mancanza del watermark, ma piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
Retroscena:
Dopo il post e commenti sul numero 29 di "AC" mi è parso il caso di contattare direttamente la Sprea, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con una persona a modo, che, dopo le legittime verifiche (potevo anche essere un millantatore seriale), ha concordato sulle varie mancate citazioni, assicurandomi che in futuro ci sarà più attenzione.
La cosa che, però, mi stava più a cuore era mettere un punto definitivo sulla paternità delle scan degli articoli della stampa finiti nella disponibilità della redazione di "AC" e mostrati fin dal numero 1.
Ribadisco ciò che ho già scritto fino alla noia: 
non intendo dire che quelli sono miei articoli, ma che li ho riesumati io. 
Senza la mia ricerca non sarebbero saltati fuori.


E' stato riconosciuto che gli articoli della carta stampata presenti dal numero 1 in poi sono quelli facenti capo alla mia ricerca, informazione che ai tempi ("AC" n° 1) era stata data alla redazione di "AC", senza che, però, venissi citato.
Io lasciai perdere, pensando che finisse lì, ed in questo fui poco avveduto.
Più importante ancora è che mi è stata data l'assicurazione che quel materiale (le mie scan della mia ricerca) non verranno più usate in "AC" né verranno date a terzi per qualsivoglia altro scopo.
Ovviamente nulla vieta agli eventuali interessati di recarsi in emeroteca a fare le medesime mie ricerche oppure comprarsi due bauli di riviste dagli anni 50 a fine anni 80 e pubblicare ciò che vogliono (mica è roba mia), ma deve essere il materiale della "loro" ricerca, non della "mia"   ^_^
Scrivo questo per fare il punto zero della situazione, sperando di poter ricominciare a leggere "AC" senza doverlo analizzare al microscopio, facendomi venire il sangue amaro.

Detto tutto ciò, il numero 30 ha come focus il dossier sulla "Nippon Animation", anche di serie recenti.
Sono presenti due interviste, una a Pietro Ubaldi ed una molto interessante Silvano D'Auria.
Chiedo venia ma io non sopporto la voce di Ubaldi, è proprio un mio fastidio sonoro uditivo, poi il fatto che abbia doppiato anime con cui io non sono cresciuto, di certo non mi ha fatto affezionare alla sua voce, come è, invece, capitato con tanti altri doppiatori del "first impact".
C'é come sempre la rubrica di Nicola Bartolini Carrassi, che porta alla luce retroscena di cui io sono a digiuno, in quanto spesso sono riportate serie che non ho mai seguito, ma l'intento "svelatorio" è meritorio (così ho fatto la rima).

Di seguito inserirò il commento solo su alcuni scritti, non vuol dire che gli altri non meritino.
C'è anche da ammettere che la mia recensione del numero 30 non è più una primizia   :]


Il primo articolo è sulla "seconda invasione" degli anime (questa volta anche manga) in Italia dagli anni 90.
Non me ne posso considerare un esperto, ammesso che io sia esperto in qualcosa, quindi la mia è stata solo una lettura di apprendimento.
Il tema, comunque, è trattato spesso in saggistica.
A pagina 15 è mostrata la copertina del saggio "Otaku, i giovani perduti del Sol Levante", identificandolo come uno dei primi esempi di tematica sulla cultura pop/anime nipponica.
A mio avviso si sarebbero dovuti citare altri due titoli che innescarono, oltre ad essere tra i primissimi, un nuovo interesse verso gli anime:


Due titoli differenti, sia per scopo che per analisi (e per numero di pagine), ma ricordo bene il piacere nel leggerli, visto che qualcuno mi ricordava, raccontava e spiegava ciò che avevo visto in televisione da bambino/ragazzino.
E' vero che sostanzialmente i due libri guardavano più alla nostra realtà, piuttosto che a quella nipponica, ma innescarono un nuovo interesse e generarono tanti altri libri/saggi.

venerdì 2 gennaio 2026

Daitarn III - Album figurine Panini 1982


Ringrazio Guido e Susy per avermi prestato questo stupendo album "Panini" di "Daitarn III"  ^_^

Il 95% dei post di questo blog contiene materiale da me comprato/ricercato, questa è una delle eccezioni, anche perché è una bella rarità, specialmente tenuto in queste condizioni!
L'album di figurine, ovviamente completo e tenuto bene, ha dei prezzi da espianto di rene... a quanto pare ai tempi ne furono stampate poche copie e quindi furono pochi i bambini che ebbero la costanza e/o fortuna di completarlo.
Probabilmente il fatto che la serie animata di "Daitarn III" esordisse sulle tv private locali italiane nel 1980, mentre questo album è datato 1982, non ne incentivò l'acquisto... fosse uscito in edicola nel 1980, con Banjo e soci in auge, lo avremmo voluto tutti.
Nel 1982 c'era "Lady Oscar" e i robottoni avevano un po' esaurito la loro onda lunga televisiva, erano sempre ben presenti nei palinsesti delle tv private locali o nelle sindacation private nazionali, ma non erano più la novità di due o tre anni prima.
Per scrivere qualcosa di un po' più informato ho provato a sfogliarmi vari numeri di "Anime Cult", perché ricordavo una serie di redazionali sugli album di figurine.
Infatti nel numero 8 di "AC" ci sono gli album in uscita nel 1980, ed è inserito questo album "Panini" di "Daitarn III", peccato che sia nell'annata sbagliata, visto che la sua data di uscita è il 1982... ed infatti nel numero 10 di "AC", dove sono riportati gli album del 1982, questo del "Daitarn III" non c'è.
Ai tempi non vi feci caso, un po' perché gli album di figurine li inserisco sul blog per un piacere visivo, ma soprattutto perché non lo avevo mai avuto fra le mani.
Si vede che in "AC" fecero il ragionamento "Daitarn III in tv nel 1980" = "album uscito in edicola nel 1980".
Immagino che nessuno ne avesse una copia disponibile, benché nei costosi annunci Ebay dell'album è spesso ben visibile la data.


La "Panini" inseriva sempre una introduzione per la serie protagonista dell'album, i cui scritti restano interessanti, in quanto talvolta son presenti commenti che rivelano le notizie disponibili ai tempi o confermano le polemiche contro i cartoni animati giapponesi.
Non fanno eccezione queste poche righe:
"Ancora robot giapponesi?
Ormai lo spazio si sta sovraffollando di tali personaggi e, visto che diventa sempre più difficile sorprendere il giovane pubblico di questi cartoni animati, c'è da chiedersi quale sia il segreto del successo della nuova fortunata serie televisiva "Daitarn III".
Una spiegazione probabile è forse nell'ironia con la quale sono visti storie e personaggi. C'è, infatti, nel mondo fantastico di Daitarn III, qualcosa di più del consueto serraglio di creature tecnologiche sfornate dall'immaginazione sfrenata dei cartoonist giapponesi: i robot sono così "perfezionati" da avere acquisito anche tutti i... piccoli difetti umani!
Essi arrossiscono, ridono, piangono, sono vanitosi, irascibili, dispettosi, romantici... Finalmente, dunque, degli eroiche non prendono le cose troppo sul serio, che non dimenticano di terminare lo spuntino prima della battaglia o che non trascurano di... controllare il trucco prima di entrare in scena!
E non dimentichiamo poi, che nonostante le apocalittiche scazzottate spaziali, l'unico sangue che si sparge e sempre e solo quello, profumato al petrolio, dei robot!"

Questo incipit è fenomenale!
Intanto penso sia un fatto più unico che raro che si lanci un prodotto soffermandosi sulla sua ripetitività... ma il motivo è quello che accennavo sopra, un album mandato in edicola circa due anni dopo l'esordio televisivo, non può certo considerarsi sull'onda del successo...
Il bello è che l'estensore della "Panini" annotava che era arduo sorprendere i bambini... beh... certo... se me lo pubblicavi appena uscito il cartone, magari...   ^_^
Senza contare che "Daitarn III" viene definita la "nuova fortunata serie televisiva", nuova?!
Mi sorge il dubbio che alla "Panini" sbagliarono a stampare le date su tutti gli album mandati in commercio  :]
Che l'anime fosse ironico non c'è dubbio, ma il dramma non mancava, visto che i Meganoidi uccisi erano si dei robot, ma in principio erano umani, quindi ci sarebbe pure il dramma della perdita di umanità, non sempre fatta su base volontaria.
Il sangue dei Meganoidi era stato versato prima, non nel momento della loro morte.
L'ultima parte dello scritto, a mio avviso, venne scritta di nuovo per tranquillizzare il compratore adulto sul basso livello di violenza della serie, viste le polemiche ancora presenti contro i cartoni animati giapponesi e il loro alto livello diseducativo.

Si noti in baso a sinistra la data di pubblicazione, visibile anche a fine post in altre due scan.



Direi che cannarono il nome de padre di Banjo, ma sinceramente non ricordo come venne chiamato nell'adattamento italico.
In ogni album era sempre presente la prima puntata dell'anime, ma non sempre c'era l'ultima, in questo si  ^_^

"Daitarn III" in questi anni l'ho rivisto un paio di volte, ma non abbastanza per ricordarmi tutti i particolari, quindi a grandi linee lascerò le scan parlare da sole  :]
Mi pare di notare che vennero scelti gli episodi in cui si svela qualcosa sul pregresso di Banjo quando viveva su Marte. 

mercoledì 26 novembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 29 - ottavo numero bimestrale)


Prima di proseguire la lettura di questo post, sarebbe preferibile leggere quello al link qui sotto, altrimenti mancherà un pezzo del discorso:

Spinto dal commento di Mikimoz, mi son deciso a sfogliare il numero 29 di "Anime Cult"  :]

Tra le tante influenze televisive che ho subito da bambino c'è stata anche quella di "Star Trek", uno dei miei eroi era il vulcaniano Spock, alieni dalla mente dedita ai soli fatti e senza emozioni, ma lui era per metà terrestre, quindi in qualche episodio si lasciava andare ad occasionali slanci emotivi.
Ergo non potrò ispirarmi, per questo post, a Spock, ma dovrò ripiegare su suo padre, l'ambasciatore Sarek, al 100% vulcaniano ed in più ambasciatore, quindi per antonomasia un'attività improntata alla moderazione  ^_^


Nell'articolo sulla "Mupi" di questo numero 29 di "Anime Cult" ci sono varie immagini di articoli, la mia attenzione è stata colpita da quella della pagina di destra in basso, cioè il retro di "Visore Mupi V35" di "Atlas Ufo Robot".
Nel maggio 2013 avevo recensito il medesimo articolo:


Questa qui sopra è la scan del retro della mia confezione (al link qui poco più in alto) con tanto di watermark "imagorecensio".
Quell'immagine (da mia scan della confezione da me comprata) presenta alcune caratteristiche:
1) il quadratino nero, che era un buco quadrato nella confezione;
2) 3 puntini, uno verso l'alto al centro e due in basso a destra;
3) la scan leggermente inclinata verso destra in alto, lo si nota dalla scritta "MUPI MADE IN ITALY" in basso a sinistra.
4) il watermark "imagorecensio".

domenica 23 novembre 2025

Perché appongo il watermark "imagorecensio" sulle immagini che posto?


Perché appongo il watermark "imagorecensio" sulle immagini che posto? 

Il motivo principale è quello di "rovinare" l'immagine, in modo che non ci siano possibilità che venga usata per eventuali scopi non informativi.
Un secondo motivo è più pratico ed insito nel programma che effettua il watermark, cioè alleggerire il peso delle immagini, diminuendone la qualità e quindi rovinandole ulteriormente (torniamo al primo motivo), facilitandomi il caricamento online in formato JPEG.
Il terzo motivo è attestarmi lo svolgimento della mera operazione materiale, forse parrà una stupidata, ma scannerizzare, seppur in maniera non professionale come faccio io, porta via un sacco di tempo... porca miseria... la fatica l'ho fata io, mica la fatina buona della scan   ^_^
Tra l'altro questo è il terzo scanner, gli altri due li ho bruciati a forza di farli lavorare (altro costo).
Un altro motivo è quello di darmi la paternità (il merito?) di aver riesumato materiale di vario genere, in particolar modo il tanto vecchiume che posto.
Basterebbe dare un'occhiata all'indice della "Emeroteca Anime" o la "Pre-saggistica sugli anime" per darmi atto che una ricerca di questa intensità e costanza nel tempo sul web non ha pari. 
Senza il mio lavoro di ricerca, che qualche saggista ha riconosciuto di un minimo di  valore (non faccio i nomi per non coinvolgere terzi), tutti  questi articoli sarebbero rimasti sepolti nelle biblioteche...
Ovviamente mica penso che questi vecchi articoli o i vecchi libri siano "miei", però, porcaccia di quella miseriaccia cane, li ho riesumati io!   ^_^
Proprio ieri mattina son stato in biblioteca quasi tre ore per consultare un libro dei primi anni 80 su televisione e genitori, non trovando nulla, e poi qualche altra annata di tre testate, trovando qualcosina.
In queste ultime settimane mi sono recato più volte in biblioteche a consultare materiale, spesso prendendo ferie, in quanto talune ricerche non è possibile svolgerle il sabato.
Ci sono poi le tonnellate di carta che compro più o meno al buio, delle volte compro sapendo di trovare un articolo, spesso prendo annate complete solo con la speranza ve ne siano (ho appena fatto l'acquisto online di una annata completa, sarà fruttuoso? Mistero...).
C'è da aggiungere i giochi in scatola, il materiale editoriale giapponese o in altre lingue, i DVD/BR, etc. etc. etc.
Quando faccio una recensione di un cofanetto DVD non credo che qualcuno ritenga che io lo consideri "mio", però l'ho comprato, l'ho visionato, ho preso appunti, sono andato a selezionare le immagini, ho messo assieme le immagini, ho fatto qualche ricerca... nel mio piccolissimo, ho creato qualcosa che non esisteva. 
Quindi vi appongo il  watermark per dire: questa recensione è del blog "Imago Recensio".
Quando posto la recensione di un libro, mettendo il watermark sulla copertina e in qualche pagina interna, mica sto intestandomi il libro, semplicemente mi intesto la recensione. 
Di nuovo, nel mio strapiccolissimo, sto facendo un pochino di informazione, qualcuno leggerà e comprerà, qualcuno leggerà e non comprerà, ma sia il primo che il secondo gruppo avranno delle informazioni spesso poco reperibili, visto che questi titoli non sono certo mainstream...
In passato è capitato che (forse) un paio di autori dei libri che ho recensito non abbiano gradito l'apposizione del watermark, fondamentalmente perché non volevano vedere la loro opera "rovinata", le ho tolte, infatti ci sono recensione di libri senza immagini (altri post mancano delle immagini per problemi avuti con l'allora "Picasa"...).

Tutto questo mega spiegone ha un motivo   :]

lunedì 6 ottobre 2025

"Ufo Robot Goldrake": the day after...


Oggi pomeriggio ho ricomprato quattro dei cinque quotidiani comprati ieri ("La Stampa" non era arrivata in edicola), e come ieri non ho trovato manco mezza riga sul ritorno di "Goldrake" ieri alle 19:00 su "Rai 2", quindi altri 7 euro buttati :]
Ergo ho fatto come in occasione del the day after di "Goldrake U", mi sono sintonizzato sul vetusto "Televideo" (esiste ancora!) per quantificare i dati Auditel, rimanendo abbastanza sorpreso, ed un pochino deluso, che dei due episodi trasmessi il massimo degli ascolti ammontasse a 720 mila telespettatori.
Considerando che per "Goldrake U" si era arrivati a poco oltre il milione di persone davanti alla televisione, ma con la lotteria Italia su "Rai 1" e su "Canale 5" la finale di "Supercoppa" tra le milanesi, per il ritorno del nostro benamato "Atlas Ufo Robot", stare ampiamente sotto il milione, mi è parso poco.
Praticamente i 721 mila goldrakkiani si sono posizionati penultimi nella classifica dei dodici programmi più visti della Rai...

Il comunicato dell'ufficio stampa Rai riporta il 4,2% di share (583 mila spettatori) per il primo episodio, mentre il 4,6% di share (i 721 mila telespettatori del "Televideo") per il secondo episodio.





A me son parsi numeri bassi, o più bassi di ciò che mi aspettassi (da appassionato ho una percezione deformata dell'importanza di Goldrake in Italia...), però, non devono essere sembrati dati tanto bassi a mamma Rai, in quanto la serie è stata confermata al medesimo orario e rete anche per domenica prossima 12 ottobre.
Quanto durerà? 
Non lo so e non mi interessa, son solo contento che Goldrake e soci riappariranno domenica prossima ^_^


Qui sotto gli ascolti "Mediaset" di ieri, tanto per confrontare i numeri con quelli di Goldrake.

domenica 14 settembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 28 - settimo numero bimestrale)


Forse si sarà compreso (sia nel senso di "capito" sia nel senso più psicologico del termine), che anche solo sfogliare, non dico leggere, "Anime Cult" mi è divenuto greve... giri pagina e ti girano le ... 
Io penso che per una testata che stipendia dei dipendenti che vi scrivono e porta utili all'azienda che la pubblica, non sia vergognoso citare un minimo le fonti da cui si traggano idee, spunti, immagini o addirittura intere colonne di scritto... anzi, dovrebbe essere un fatto meritorio:
"Non vi posso riconoscere del denaro per la passione che avete mostrato nel trovare queste informazioni, ma almeno la soddisfazione di citarvi".

Quando, invece, si utilizza il lavoro altrui, spesso gratuito, per rimpolpare i propri articoli e la propria rivista senza manco degnarsi di scrivere dove è stato trovato quel materiale, i soggetti non menzionati potrebbero imbruttirsi... una volta può capitare, due, tre, quattro... però dopo un po' la cosa scoccia...
Uno si ritrova a pagare una rivista creata anche con il materiale da te riesumato (o creato, se si pensa alla foto del Televideo...) passando ore ed ore in biblioteca, comprando pacchi e pacchi di riviste completamente al buio e gli altri prendono lo stipendio e fanno gli utili?
E in più ti recensisco la rivista facendoti altra pubblicità gratuita? 
"C'ho scritto Giostengo?" (semi cit.)  ^__^



A pagina 35 si ripercorrono le polemiche giornalistiche contro l'animazione giapponese in Italia, in particolare quelle della primavera 1980, citando, oltre allo stramega famigerato articolo di Silvero Corvisieri su "La Repubblica (7 gennaio 1979), tre articoli successivi:

"Per chi li ha portati in Italia è una crociata contro i fantasmi", di Marcello Sorgi (intervista a Nicoletta Artom) - "Il Messaggero" 10 aprile 1980 

“Vincono in televisione i genitori anti-Goldrake”, di Lidia Golinelli - “Il Resto del Carlino” 20 aprile 1980

"Viva Goldrake", lettere al direttore - L'Occhio 11 giugno 1980

Fonte?
Da questo momento in poi la fonte, per tutti quelli che leggeranno per la prima volta questi articoli, sarà "Anime Cult" della Sprea!
Dopo il danno, la beffa... ovvero, cornuto e mazziato   ^_^


Purtroppo all'esordio di "Anime Cult" parte del materiale da me riesumato è finito nello loro grinfie, quindi ormai lo considerano riesumato da loro  ^_^


Tra quel materiale, però (a memoria), non c'era l'articolo de "L'Occhio", perché ho scoperto la testata in seguito, quindi la mezza colonna che riporta la lettera di chi difendeva Goldrake, posso ragionevolmente affermare (la redazione è andata in emeroteca a recuperare quel materiale già riesumato da me?) che l'abbiano letta su questo blog:

Tranquilli, di articoli da cui prendere spunto e citazioni più o meno corpose ne avete a tonnellate:

Per fortuna ho un lavoro e non debbo ridurmi a questi espedienti per portare a casa la mensilità  :]

Qui sotto le scan più in dettaglio.

domenica 13 luglio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 27 - sesto numero bimestrale)


Il 27esimo numero di "Anime Cult" ha come perno centrale lo speciale sulla "Gainax", forse un po' tanto in modalità riassuntone, mia opinione.
Per il resto ci sono meno interviste del solito, solo due, più una terza che mi è parsa più una autointervista di collaboratori della stessa rivista... insomma... non l'ho capita tanto, ma ci torno poco più sotto.  :]
Sono intervistati Debora Magnaghi, doppiatrice e volto della tv dei ragazzi Fininvest/Mediaset, che per motivi generazionali poco conosco, e Lucio Macchiarella.
Ovviamente, proprio per motivi generazionali, quest'ultima mi ha interessato di più.
Meritevole anche il pezzo di Carrassi su "Slam Dunk", di cui non perdevo un episodio grazie al videoregistratore.
In quella che mi pare una nuova rubrica, "Global Manga", Alessandro Bottero indaga l'arrivo dei manga ed anime in altre nazioni, partendo dagli Usa.



Come al solito mi concentro solo su alcuni scritti, ciò non comporta che gli altri non meritino.


Come scrivevo sopra non ho ben capito il senso di queste dieci pagine in apertura di rivista (10!), cioè... ho capito che si spiega come veniva creata una delle prime fanzine su manga ed anime negli anni 90, ho capito che ci viene spiegato il tutto dagli stessi autori della fanzine in una specie di autointervista/testimonianza, cosa anche interessante, ma non ne ho capito il perché   ^_^
Immagino che chi comprava questa fanzine sarà anche interessato ai dietro le quinte editoriali.

sabato 10 maggio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 26 - quinto numero bimestrale)


Il focus di questo numero è sugli anime e manga degli anni 90, non che io sia a digiuno di queste tematiche, ma, rispetto all'era iniziale, al massimo ho visto una serie di quel periodo una volta sola, e di solito in epoca successiva, mentre le serie "vecchie" posso averle viste più volte, quindi mi sento più ferrato  :]
Sulle CLAMP ho letto molto in saggistica, ma non è che ricordo tutto a memoria, quindi evito commenti. Così su due piedi ho letto il manga e visto l'anime di Chobits. Mi venne fatta vedere qualche altra loro serie animata, ma non mi garbò molto. Lessi anche il manga di "Card Captor Sakura", lo aveva un'amica, e dato che ne leggevo spesso in saggistica, mi sono voluto fare un'idea in merito, all'inizio rimasi un po' interdetto per le dinamiche fra personaggi con età differenti e parentele   ^_^
Per il resto non mi sento di commentare un decennio e delle autrici che non fanno parte del mio vissuto di imprinting anime.
Il numero contiene le solite numerose interviste:
Federico Danti, seconda e ultima parte (doppiatore e direttore di doppiaggio);
Renata Bertolas (doppiatrice, in particolare di Sakura);
Gian Claudio Galatoli, quinta e ultima parte! (Doro TV, ITB, Mondo TV)
Mitzi Amoroso (e le Mele Verdi!);
La riproposizione di un'intervista presente sul web a Giovanni Carozzo, scomparso prematuramente nel 2000.

Come sempre inserisco solo alcuni articoli della rivista, non vuol dire che gli altri siano brutti, ma solo che ho messo quelli che mi son parsi più interessanti dal mio punto di vista personale. A fine post c'è il sommario di questo numero, ognuno potrà valutarne i contenuti.


La ripubblicazione dell'intervista a Carozzo, a quanto pare ampliata rispetto alla versione web con audiocassette recuperate e l'inserimento delle parti escluse nella versione web, è preceduta da un'introduzione di Massimo Manfredi, uno dei due autori originali dell'intervista fatta nel 1997:

Annoto che in questa introduzione/spiegazione l'altro autore dell'intervista è riportato solo con il nome di battesimo.

Sappiamo che il web è effimero, clicchi su un sito che hai sempre consultato, e ti ritrovi con il nulla... tante informazioni scomparse, sempre un vero peccato. Quindi l'idea di preservare su carta stampata l'intervista ad un testimone importantissimo del merchandising dei cartoni animati giapponesi è più che sensata. 
Quello che mi ha lascato assai perplesso e rende un po' straniti temporalmente, è la scelta redazionale di sostituire i nomi degli esecutori originali delle domande a Carozzo, cioè Massimo Manfredi e Nicola Guerra, con la dicitura "Anime Cult"... ma non fu "Anime Cult" a fare le domande... puoi risbobinare quanto vuoi i vecchi nastri, recuperare le parti inedite di quell'intervista di quasi 30 anni addietro, riorganizzare la disposizioni delle domande e delle risposte, ma comunque "Anime Cult" non fece quelle domande...
Sinceramente non riesco a capire in base a quale logica editoriale si possa sostituire i nomi degli esecutori originali di un'intervista con quelli della redazione che la ripubblica... poi sarà una consuetudine delle case editrici che mi è ignota, ma nel mio piccolissimo di semplice lettore, mi pare un pelino ingiusto.
Nell'intervista riportata in "Anime Cult" si cita un dirigente che si occupava del merchandising in qualità di Capo servizi derivati della Sacis, Sabatino Gargano, solo che viene chiamato GaLgano...
Il nome corretto è riportato in entrambi i saggi di Massimo Nicora, quello pubblicato in edicola è pure a cura della Sprea...

mercoledì 12 marzo 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 25 - quarto numero bimestrale)


La copertina è il dossier di questo quarto numero bimestrale è dedicato alle "Time Bokan", le guardavo occasionalmente, le trovavo divertenti, ma non le seguivo più di tanto, ergo son poco ferrato in materia.
Sempre presenti le solite interessanti interviste ad esponenti italiani del mondo dell'animazione/fumetto legati al Giappone (son scomparse le interviste vecchie come il cucco ai giapponesi):
Federico Danti, prima parte (doppiatore e direttore di doppiaggio);
Vincenzo Perrone (autore di fumetti);
Gian Claudio Galatoli, quarta parte e non ultima! (Doro TV, ITB, Mondo TV)
Cristina D'Avena su Creamy.

Inutile ribadire che tutte le parti delle interviste a Galatoli sono da bibliografia.
Come sempre mi son focalizzato solo su alcuni scritti, non vuol dire che gli altri non meritino.
Pure in questo numero, come nel precedente, la lettura della rivista mi ha riservato le solite amare sorprese, che sinceramente mi hanno un pelino demotivato la recensione... 
Oltre che amare, queste sorprese, sono ormai abbastanza ripetitive, imbarazzanti e fin divertenti, se la si prende sotto un certo punto di vista. 
Nel numero precedente avevo espresso le mie doglianze per delle mancate citazioni di materiale da me riesumato:

Anche stavolta mi tocca un pelino ripetermi   :]

Il primo articolo riguarda sia il vecchio Goldrake che il passaggio televisivo di "Goldrake U", mi pare giusto cavalcare l'argomento, visto che ad aprile si potrà di nuovo vedere "Atlas Ufo Robot" sulla Rai, Pure io, in questo sperduto blog, ma a quanto pare non poi tanto sperduto per alcuni, ho dedicato un paio di post a "Goldrake U", il primo il giorno dell'esordio del 6 gennaio:

Lo scritto analizza "Goldrake U", si può essere concordi più o meno sulle valutazioni, son punti di vista, ma tocca anche il passato, ed un aspetto, oltre che essere errato, mi ha non poco intristito.
Nella mia ricerca infinita di articoli, lettere o quant'altro sui cartoni animati giapponesi in Italia sono arrivato a ben 1625 documenti da me riesumati (con occasionali piccoli aiuti) pubblicati dalla carta stampata italica, ne cerco di continuo, direi che li bramo, ma c'è un argomento che volontariamente non ho voluto MAI inserire, perché mi provoca un dolore inusitato: 
l'atroce fine che toccò al povero mio coetaneo Alfredino...

Chi non visse quella tragedia mediatica, la prima in diretta televisiva, non può capire cosa questa abbia comportato, sia per il povero Alfredino, che forse senza tutta quell'attenzione si sarebbe salvato (forse, chissà...), sia per il pubblico, in particolare per i suoi coetanei come me. 
Per quanto assurdo sia, considerando che magari per un vicino di casa che vedi da decenni non ti viene da versare manco una lacrima quando viene a mancare, io ancora oggi mi commuovo nel pensare ad Alfredo Rampi.
Durante quell'agonia infinita, per pur breve che sia stata, i soccorritori gli promettevano che un robottone giapponese sarebbe arrivato a salvarlo, io potrei rimpinguare i 1625 documenti con molti altri su Alfredino, ma ho sempre evitato. 
Mia scelta, che non deve per nulla essere patrimonio di altri.
C'è un problema, è che nello scritto si tira in ballo il piccolo Alfredino che avrebbe invocato Goldrake, mentre lui chiamava Mazinga e i soccorritori gli promettevano che Mazinga sarebbe arrivato a salvarlo... tanto che Vittorio Zucconi in seguito rinfacciò al povero Nagai che Mazinga non aveva salvato Alfredino:

A mio avviso, stante che sarebbe meglio evitare di tirare in ballo un dramma come quello di Alfredino, almeno lo si dovrebbe fare nel modo corretto, cioè citando il robottone corretto, cioè Mazinga.

Poi giri pagina, la numero 14, e ti trovi l'immagine del Televideo Rai del 7 gennaio 2025 alle 17:03 minuti e 02 secondi con "I PIU' VISTI" del giorno prima, in cui "Goldrake U" si posiziona secondo su Rai 2.
Solo che quella immagine ha qualcosa di conosciuto: 
inclinazione identica, data ed orario spaccato al secondo identici, stessa freccia rossa fatta con Paint (i potenti mezzi di "Imago Recensio"!)

Ekkekkazzo! 
E' la mia foto del Televideo Rai! por#§@$&cazz##!!

Il secondo post su "Goldrake U":

Inutile far notare che il blog su cui sto scrivendo ora non è stato citato  ^_^
Dopo l'inziale ennesima sorpresa mista a dispiacere ed arrabbiatura, si è fatto largo un certo divertimento, più che altro sarcasmo...   ^_^
Ma pure le foto del Televideo Rai... raga... ma come siete messi?  :]
Ho cercato qualche informazione sulla "Sprea Editori", e, se non ho sbagliato sito/fonte, il fatturato a dicembre 2023 si attesterebbe a 15 milioni e 346 mila euro, con un utile di 1,5 milioni di euro.
Degli ottimi risultati, merito di una buona gestione.
Ecco, magari di tutti questi soldoni, 200 o 300 euro provengono da questo blog... io mi ritrovo a pagare una rivista dove trovo materiale da me riesumato o "creato", visto che la foto del Televideo Rai l'ho fatta io e ci ho aggiunto la freccia rossa!
Non ho applicato il watermark sia perché la scritta "Imago Recensio" sarebbe capitata proprio sugli ascolti di "Goldrake U", sia perché era una notizia del Televideo, e poi chi mai l'avrebbe usata?!  ^_^

Giustamente, c'è chi potrebbe accusarmi di millantare di aver scattato una fotografia del Televideo Rai, non capisco bene perché dovrei vantarmi di tal cosa, ma sul web non si sa mai... qui sotto inserisco lo screenshot con le info della foto scattata con il mio smartphone.