TITOLO: Il fantasy nella letteratura giapponese
AUTORE: Massimo Soumaré
CASA EDITRICE: Lindau
PAGINE: 173
COSTO: 19
ANNO: 2026
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791255843429
Non sono un lettore di romanzi e quindi non lo sono di romanzi fantasy nipponici.
Di "fantasy" in generale la mia conoscenza si riduce a:
ho letto quasi tutto di Tolkien;
ho giocato ad un buon numero di RPG nipponici per "Play Station 1", ovviamente i "Final Fantasy", "Alundra", "Star Ocean", "Breath of Fire" ed altri titoli (poi basta);
ho visto un certo numero di anime, ultimamente un paio "isekai";
zero manga.
Il saggio l'ho comprato essenzialmente per l'autore, che conosce la cultura giapponese e tutto ciò che di arriva fino a noi in varie versioni.
In tutto il libro vengono citate ed analizzate numerose opere, valutando anche i vari personaggi presenti nella trama.
Il primo capitolo è un esauriente excursus storico su come dagli anni 80 si sia sviluppato il genere fantasy nipponico, nascendo grazie, ma non solo, ai videogiochi RPG delle tante console del periodo.
Vengono elencati e trattati, ovviamente, anche i romanzi fantasy del periodo, con accenni ad anime e manga.
Il secondo capitolo spiega come in Giappone esistano due filoni del genere fantasy.
Quello classico inerente il medioevo europeo, con armature, draghi etc.
Quello prettamente asiatico, riconducibile alle leggende, ai miti e al folklore cinese, giapponese e coreano.
C'è poi un terzo gruppo aggiuntivo, quello del "fantasy urbano".
Il capitolo si sofferma sulle differenza tra i due filoni narrativi, su come e quando queste si siano sviluppate, sempre riportando numerosi titoli quali esempi concreti.
Il terzo capitolo si focalizza (citandoli ed analizzandoli) sui cicli di romanzi fantasy nipponici in stile Occidentale.
Il quarto capitolo fa la stessa cosa del terzo, ma per i romanzi del filone prettamente asiatico.
Il quinto capitolo è dedicato al terzo gruppo, il "fantasy urbano", procedendo come il terzo e quarto capitolo con l'aggiunta di come esso si sia sviluppato.
Nel sesto capitolo viene illustrato il romanzo fantasy giapponese nelle opere pubblicate nel primo ventennio degli anni 2000. Con lo sviluppo delle "light novel" che cresce assieme a quello del nuovo sottogenere "Isekai".
Il saggio si sofferma molto sul genere "isekai", tra l'altro illustrandone in questo capitolo le varie tipologie, che sono sostanzialmente tre (più vari sottogeneri):
Isekai ten'i;
Isekai tensei;
Gemu sekai.
Sono riportate varie "light novel", spesso trasposte in manga e serie animate.
Ringrazio l'autore per non aver spoilerato troppo, limitandosi a brevi accenni della trama (sto vedendo "Re Zero").
Nel settimo capitolo si spiega come il fantasy nipponico di stile Occidentale abbia introdotto numerose varianti, di trama e personaggi, sempre citando nel particolare le tipologie di queste figure fantasy modificate ai gusti nipponici.
Interessanti, tra l'altro, le valutazione sulla presenza dello schiavismo in alcune di queste trame e di come il protagonista, nonostante arrivi dalla nostra epoca, si adatti a questa pratica che ci dovrebbe essere ripugnante. Nel mio piccolo avevo notato l'anomalia in una serie animata.
Nell'ultimo capitolo si elencano una serie di fantasy nati dal genere "light novel" e "light bungei".
Qui sotto l'indice del saggio.



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