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sabato 19 luglio 2025

Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon




TITOLO: Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Società Editrice La Torre
PAGINE: 288
COSTO: 22,50 €
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788896133750


Il saggio l'ho acquistato quando è uscito, ma ho impiegato un po' tanto a terminarlo, non perché sia brutto o noioso, ma perché non sono avvezzo alla serie tv o al manga di "Sailor Moon"
Ci sarebbe da aggiungere anche il fattore stanchezza personale, che, con la vecchiaia, inizia a farsi sentire  ^_^
Per un verso è piacevole leggere un libro che non è sul solito vecchio anime, resta che si fa fatica a seguire lo scritto quando non si conosce praticamente nulla del descritto ed analizzato, se non per averne letto nel tempo in altri saggi, riviste o web.
Tra l'altro spesso nel saggio si toccano le tematiche transgender e simili, con terminologia che mi è sconosciuta e differenziazioni su aspetti che mi sono sconosciuti, quindi è stato un ulteriore aspetto che ha rallentato la lettura. 
Per lo stesso motivo la recensione sarà molto minimale, sia per evitare inutili strafalcioni su "Sailor Moon", sia per evitare di scrivere qualche mia valutazione sul mondo transgender che involontariamente possa essere offensiva. Con i brutti tempi che corrono, meglio una parola scritta in meno, che un equivoco  >_<
L'unica critica che mi permetto di muovere è che, forse, in alcuni contributi si è usata una terminologia un po' troppo da studio universitario o con termini e concetti in inglese... poi non è responsabilità di chi scrive per il livello culturale del lettore che compra il libro, però uno sforzo per essere più semplici, lo si poteva anche fare, forse...





Piccola digressione editoriale.
Direi che ormai l'unica casa editrice che pubblica regolarmente saggi su anime e manga è rimasta la "Società Editrice La Torre"... è un gran merito per la costanza ultra decennale, dispiace che altre case editrici si siano perse per strada...

A fine post riporto il sommario del saggio, che come al solito presenta anche tutti i paragrafi, in modo che ci si possa meglio fare un'idea di cosa contenga.
Il libro consta di 13 contributi scritti da 12 autori (Leone Locatelli ne scrive due), il tutto è diviso in quattro sezioni + una finale:
Sailor Moon: origini e genealogia;
Sailor Moon: famiglia, femminilità e società negli anni Novanta;
Sailor Moon e le tematiche LGBTQ+;
Sailor Moon oltre il manga;
la mostra di Sailor Moon per i 25 anni della serie in Italia.

Prima sezione
autrice Asuka Ozumi
Uno sguardo alle maghette dal 1966 (Sally) agli anni 80. Interessante, comprensibile, molto breve.

autore Luca Paolo Bruno
Sailor Moon è diventata un'icona transgender globale, ma l'autore fa notare, e quindi la analizza per questo, che Sailor Moon è una "Bishojo Senshi", cioè una "bella ragazza guerriera", che indossa una divisa scolastica alla marinara, che può essere indirizzata ad un immaginario maschile eterosessuale, cioè otaku fisati.

autore Cristian Pallone
Si illustrano i precedenti letterari nipponici in cui un regno lunare è inserito in una trama, per esempio "Taketori monogatari" ("Storia di un tagliabambù") del X secolo.
Viene effettuato anche un excursus storico letterario teatrale sulla figura dei cinque membri di un gruppo "tokusatsu super sentai", a cui l'autrice del manga si ispirò.
Infine si evidenziano i racconti e la letteratura antica in cui le donne sono eroine.

domenica 2 luglio 2023

"Sailor Moon e le altre magiche combattenti" - Anime Dossier


Dopo che la Sprea ha ingolosito i fans del first impact con lo speciale sui robottoni giapponesi animati, tocca alle fans del second impact con Sailor Moon, è anche giusto spaziare un pochino negli anni e non fossilizzarsi nello strapassato remoto :]
Nel suo breve editoriale il Ceo spiega che questo è il primo "dossier di Anime Cult", anche se in realtà, oltre a quello sui robottoni linkato poco sopra, c'è stato quello su "Bim Bum Bam", che era dedicato ai fans dal primo impact e mezzo in poi, diciamo così.
Quindi a rigor di logica questo sarebbe il terzo dossiere di "Anime Cult", l'aspetto positivo è che ora hanno deciso di chiamare "dossier" queste riviste speciali, non più "Enciclopedia", non più "Guida Definitiva" o "Volume da Collezione", solo "dossier". Non ci voleva molto   ^_^
Da quello che mi pare di capire il volume è stato affidato in toto a Nino Giordano, visto che in nessuno degli articolo è presente il nome di altri autori.
Nino Giordano si è occupato del rilancio di Sailor Moon nel 2010, quindi è ferrato in materia:

Per motivi anagrafici non sono un fan di "Sailor Moon", ho seguito le assurde polemiche sui quotidiani dell'epoca, conosco la storia avendone letto spesso in saggistica, ma chiaramente non mi metterò a sindacare nulla, tranne per tre questioni   :]
Il titolo del dossier è "Sailor Moon e le altre magiche combattenti", solo che "le altre magiche combattenti" sono relegate da pagina 108 a pagina 127 a due pagine per ognuna delle 10 serie introdotte (vedere sommario a fine post). Lo scritto è pressoché nullo, tanto valeva, forse, non inserirle neppure, aumentando le pagine per la protagonista del dossier, che occupa da pagina 6 a pagina 107 più le pagine 128 e 129.




Seconda critica.
Alle censure, adattamenti e cambio dei nomi e senso della trama sono dedicate quattro pagine, forse un po' pochine per una serie che passò il vaglio della Mediaset taglia e cuci... ma a parte questo aspetto, che è un mio punto di vista, non si può affermare che nel 1995, anno di trasmissione in Italia della prima serie, i nomi giapponesi come "Makoto o Unazuki erano considerati troppo esotici" (pagina 64), quando erano già 17(!!!) anni che l'animazione giapponese imperversava in televisione con nomi giapponesi di tutti i tipi!
Imika, Miwa, Tetsuya, Hiroshi, Jun, Kenzo Kabuto, Dairi, Ikima, Koji, Goemon, Jigen, Fujiko, Takashi, Hayato, etc. etc. etc... devo continuare?

Questa era la scusa di Alessandra Valeri Manera per modificare i nomi, e non regge neppure se sorretta da impalcature editoriali... poteva avere senso nell'aprile del 1978 per Goldrake, primo anime in assoluto ad essere ambientato in Giappone, e già era ridicolo (con il senno di poi) che nessuno o quasi avesse nomi giapponesi, ma nel 1995 non si può leggere come scusa.


Adesso... va bene la qualunque... ma mettere sullo stesso piano italico Goldrake e Sailor Moon mi pare esagerato, se poi si vuol far prevalere la seconda a discapito del primo, senza il quale la seconda chissà se ci sarebbe stata, posso solo citare Oscar Luigi Scalfaro:
"Io non ci sto a questo gioco al massacro!"   :]

Per il resto, come scrivevo sopra, più di tanto non posso valutare i contenuti, ci vorrebbe qualcuno/a più in target.
Qui sotto ho inserito le scan degli scritti che mi sono parsi più interessanti, mio punto di vista da quasi ignorante della materia.

domenica 26 maggio 2013

Sailormoon, la bella ragazza guerriera, volume 9 della collana “I love anime”




AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: Sailormoon, la bella ragazza guerriera, volume 9 della collana “I love anime”
AUTORE: Elena Romanello
CASA EDITRICE: Iacobelli
PAGINE: 124
COSTO: 14,50€
ANNO: 2009
FORMATO: 21cm X 15cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788862520416

Volume nove della collana “I love anime”, Su questo volume delle Sailormoon non posso dare un giudizio preciso, non avendo mai seguito, se non molto raramente, la serie. Mi limiterò a elencare cosa contiene la monografia.
Ci sono delle schede su ognuna delle guerriere Sailor,: Sailor Moon; Sailor Mercury; Sailor Mars; Sailor Jupiter; Sailor Venus; Sailor Chibimoon; Sailor Pluto; Sailor Uranus; Sailor Neptune; Sailor Saturn; le 3 Sailor Statlights. Su Mamoru (Marzio), i gatti (Luna, Artemis e Diana), sulle cattive delle 5 serie. Queste schede non mi sembrano molto approfondite, c'è qualche rigo sulla personalità del personaggio e ci sono gli attacchi che vengono usati nelle serie, null'altro.

venerdì 1 settembre 2023

Enciclopedia Anime: Il club delle Maghette - dalla A alla Z la guida alle favolose majokko



Pur non essendo un assiduo spettatore del genere streghette/majokko, se non per poche decine di episodi tutti assieme di più serie (Bia, Lilli, Cybernella etc.), lo speciale dovevo comprarlo per forza, è un po' quello che capitò con la "Go Nagai Robot Collection", ormai siamo in ballo e finché la Sprea ballerà, balliamo  :]
Forse ho capito che la Sprea ha due tipologie di speciali, i Dossier e l'Enciclopedia Anime, la seconda è, come sempre quando si riporta in copertina i termini "Enciclopedia" e "Dalla A alla Z", facilmente criticabile per una qualsiasi mancanza o scarso approfondimento.
Direi, comunque, che questo numero sulla Maghette è più completo di quello sui Robot (che soffre di numerose mancanze), immagino perché ci sono più serie di robottoni che del genere majokko.
Il fatto di aver creato due tipologie di speciali comporta l'inconveniente, però, che vengano inserite le medesime serie in entrambe le pubblicazioni... magari in una è accennato e nell'altra più approfondito, ma resta una certa ripetitività. 
Per esempio su "Sailor Moon", che a fine giugno aveva goduto di uno speciale praticamente dedicato solo a lei e in questa "Enciclopedia Anime" è presente con altre otto pagine in due articoli, ma quindi "Sailor Moon", e non solo lei, è una "magica combattente" o una "maghetta"?  
Comprendo che decidere di inserire una serie in un genere specifico può essere arduo, c'è quella serie che è chiaramente solo di quel gruppo, mentre altre hanno contaminazioni di più generi, ma non le ho create io due tipologie di speciali con due target differenti :]
Nel Dossier su "Sailor Moon e le altre magiche combattenti" le altre serie erano:

Cutie Honey (2 pagine);
Wedding Peach (2 pagine);
Rayearth (2 pagine);
Utena (2 pagine);
Kamikaze Kaitou Jeanne (2 pagine);
Pretty Cure (2 pagine);
Card Captor Sakura (2 pagine);
Magica Doremì (2 pagine);
Tokyo Mew Mew (2 pagine);
Mermaid Melody (2 pagine).

In questa Enciclopedia Anime sulle Maghette/Majokko le serie trattate di nuovo sono:
Cutie Honey (poche righe);
Wedding Peach (qualche riga in più);
Pretty Cure (2 pagine);
Card Captor Sakura (4 pagine);
Magica Doremì (2 pagine);
Tokyo Mew Mew (2 pagine);
Mermaid Melody (qualche riga).

Ritroveremo queste serie anche in altri speciali? Spero di no, ma inizio a temere di si  :]



Come si può vedere dal sommario e dall'indice delle maghette a fine post, la pubblicazione spazia dalle primissime serie all'attualità, rende quindi una panoramica del genere majokko abbastanza completa, per quel poco che posso capire io, ovviamente  :]

venerdì 14 novembre 2025

Manga Academica vol. 18, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese



TITOLO: Manga Academica vol. 18, rivista di studi sul fumetto e sul cinema di animazione giapponese
AUTORE: Autori vari
CASA EDITRICE: Società  Editrice La Torre
PAGINE: 155
COSTO: 16,50 
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788896133767


18 volumi in 18 anni!
"Manga Academica" è diventata maggiorenne!
Quasi mi commuovo... ricordo ancora l'anno della sua nascita, i primi passetti, l'inizio della scuola... e ora può votare! (oddio... poi dipende dal voto...)
Può fare la patente! (oddio... dipende da come guida...)

Comunque mi auto cito dalla prima recensione:
In pratica questa collana (siamo al volume 1) vorrebbe essere, e speriamo che sia, una pubblicazione delle tesi e degli articoli relativi a convegni e a conferenze sui manga e gli anime. Tesi ed articoli che altrimenti rimarrebbero relegati a pochi. Un'idea meritoria che mi auguro continui.

Direi che il mio auspicio è stato più che confermato, l'idea meritoria si è consolidata in un impegno costante, passando dalla sola annuale "Manga Academica" ad altri 17 titoli di saggistica inerenti manga, anime e cultura giapponese.
In un mondo editoriale dove chi pubblicava saggistica a tema si  è un po' perso, oppure ha chiuso i battenti, anche se altri editori si stanno affacciando (vedi Dynit), la "Società Editrice La Torre" mantiene il suo impegno, ed anche se talvolta non capisco proprio tutto quello che pubblicano (sob...), almeno pubblicano saggistica non banale.


Quello che spesso non capisco degli appassionati di animazione giapponese, che in una parte non minoritaria pensano di sapere tutto di tutto, è come possano non avere tutti e 18 i volumi pubblicati fino ad oggi.
C'è da dire che, purtroppo, i tanti volumi pubblicati dalla "Società Editrice La Torre" non vengono distribuiti nelle librerie, in primis da Mondadori e Feltrinelli, cosa che permetterebbe di allargare di molto la platea dei potenziali interessati.
Resta che i 18 volumi di "Manga Academica", più tutti gli altri saggi della casa editrice, fanno la loro bella porca figura sulla libreria   ^_^
Come al solito a fine post c'è il dettagliato indice del saggio.

Il primo contributo indaga le riviste nipponiche che, dai loro esordi, pubblicarono manga. Ovviamente i primi "manga" non erano quelli attuali, ma semplici strisce a fumetti.
L'autore riassume le varie tesi su come e quando si possa far risalire la nascita della prima pubblicazione manga, per poi passare al fulcro dell'analisi, iniziando con le riviste a fumetti introdotte dagli Occidentali tra il XIX e il XX secolo.
Ovviamente si parte con "The Japan Punch" del 1862, la prima rivista a fumetti pubblicata in Giappone, seppur in inglese, edita da un Occidentale. Mentre la prima rivista a fumetti in giapponese fu "Tobae" nel 1887, a cura di un francese.
Man mano si arriva al dopoguerra, prendendo in esame tre riviste, una per ragazze e due per ragazzi:
Nakayoshi (1955);
Weekly Shonen Sunday (1959);
Weekly Shonen Jump (1968).

Come valutazione del modificarsi dei contenuti di queste testate vengono utilizzate le copertine, che nel tempo cambiarono i soggetti mostrati.
Non ho capito perché nel titolo del contributo si scriva "questa tesi eversiva", se fosse quella dovuta alla valutazione delle copertine, non mi pare tanto campata in aria... oppure non ho capito nulla  :]

Il secondo contributo è incentrato su "Sailor Moon", spiegando la parabola dei telefilm made in Usa che la anticiparono e che influenzarono anche il Giappone negli anni 70, per poi essere a loro volta influenzati di nuovo da "Sailor Moon".
Le serie tv statunitensi prese in esame sono più di una, ma quelle più citate sono "Wonder Woman" (sempre sia lodata Linda Carter) e le "Charlie's Angels", che non avevano come protagoniste ragazze studentesse, ma donne, però erano l'emblema del nuovo "female hero" statunitense.
I due telefilm sopra citati li vedemmo anche noi tra la fine degli anni 70 ed i primissimi anni 80, e furono indubbiamente una novità.
Inoltre è trattata la serie degli anni 90 che ripropone il concetto di "bella ragazza combattente" ("sento bishojo"), "Buffy", di cui non perdevo un episodio (anche grazie al VHS), mentre l'altra serie analizzata, "The Powerpuff Girls", la conosco solo per nome, essendo un pelino fuori target :]
Segnalo che l'autore di questo contributo si era già cimentato nella tematica "Sailor Moon/USA" nel saggio "Nel nome della Luna - Origini, rivoluzioni ed eredità di Sailor Moon", pubblicato sempre in questo 2025.

sabato 21 dicembre 2019

Shalanda, il magico nell'animazione giapponese




TITOLO: Shalanda, il magico nell'animazione giapponese
AUTORE: Valeria Arnaldi
CASA EDITRICE: Ultra
PAGINE: 222
COSTO: 23,5 €
ANNO: 2019
FORMATO: 25 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:9788867766482


Alcune premesse d'obbligo.
Non sono un esperto del genere majokko/maghette, quindi posso non essermi reso conto di errori, che per altri lettori esperti del genere potrebbero essere macroscopici.
Fare una divisione netta per generi nell'animazione giapponese è arduo, ma comunque non impossibile.
Sono abbastanza prevenuto verso i libri della collana "Ultra Shibuya".
Il perché io sia diffidente verso i contenuti della collana li ho scritti più volte nelle altre 9 recensioni:
Ultra Shibuya

Brevemente li riesporrò: quantità strabordante di inutili immagini (senza didascalie); poco scritto; informazioni prese dal web (wikipediate); assenza di bibliografia e sitografia; autori che non paio esperti o appassionati di animazione giapponese; lunghe frasi ad effetto supercazzola; rapporto prezzo/contenuto assai scarso.

Questa volta non ho avuto la forza di andare a cercarmi ogni singola wikipediata, le ho date per scontate leggendo il testo, si notano rileggendo poi Wikipedia  ^_^
Una volta tanto parto subito con l'aspetto positivo del libro, una miglioria innegabile:
sono aumentate le pagine con scritto!

Delle 222 pagine totali "solo" 42 hanno immagini a piena pagina, ergo scritto pari a zero.
Altre 104 pagine ospitano una immagine di varia grandezza, che può occupare anche gran parte della pagina.
Sono 33 le pagine scritte interamente, mentre le restanti, fatte le debite sottrazioni, non contengono immagini, ma non riempiono completamente la pagina.
Per un qualsiasi altro saggio sarebbe un ben magro numero di pagine scritte, ma per un libro della "Ultra Shibuya" è praticamente quasi un record. Per comprendere il mio sarcasmo è necessario andarsi a leggere le recensioni delle altre 9 uscite  ^_^
Inoltre sono state inserite alcune didascalie, solo per le immagini di opere d'arte, per quelle degli anime zero... resta la prassi di inserire un'immagine che non ha nessun nesso con quello che stai leggendo nella pagina, creando una certa confusione.
Come premettevo sopra non sono un esperto delle serie sulle maghette, vidi qualche puntata a caso di alcune serie, però il bello di questo libro che non tratta solo il magico delle serie majokko, ma il magico in generale, di quasi qualunque serie.
A questo punto entra in gioco l'altra mia premessa, cioè che non è facile decretare nettamente a quale genere una serie appartenga, sappiamo che molto spesso ci sono tratti di più generi, però un minimo di ordine lo si può stabilire.
In un libro che tratta della magia nell'animazione giapponese ha senso inserire "Hela Supergirl", "Cutie Honey", "Cybernella" e "Kimagure Orange Road"?
Ma se i "superpoteri" del protagonista non li conferisce una entità magica, ma invece fanno parte del proprio codice genetico ("Hela Supergirl" e "KOR") oppure hanno matrice scientifica/fantascientifica, perché i relativi titoli vengono inseriti nel libro?
In "Kimagure Orange Road" la famiglia del protagonista ha poteri paranormali, va bene che in Italia venne affibbiato alla serie l'assurdo titolo "E' quasi magia Johnny!", ma, appunto, pure alla Fininvest si resero conto che era "quasi magia", ergo non era magia   ^_^
Come mi ha fatto notare un'amica (grazie Susy), se il criterio di scelta della serie è così labile, allora ci si poteva mettere dentro anche Barbapapà!
E cosa ne diciamo della trasformazione dei Getta Robot? Essa non è magia pura?
E in Starzinger la regina Aurora non ha poteri magici?
Ma quando vedi che ci hanno cacciato in un capitolo anche la povera Lamù, dove nel titolo italiano si specificava fosse la "ragazza dello spazio" e in quello giapponese fossero "i tizi della stella Uru", e non la "ragazza magica dello spazio" o "i tizi magici della stella Uru", capisci che allora vale tutto   ^_^


Dal breve scritto evidenziato qui sopra di pagina 133 si può comprendere la mia diffidenza verso questa collana.
Forse sarò un po' settario, ma penso che uno scritto di saggistica debba nascere, obbligatoriamente, da una passione, dal far parte di una "setta" di appassionati di qualcosa.
A me nulla interessa di fitness, quindi, se mai ci scrivessi un saggio, mi limiterei a prendere informazioni dal web o da altri libri, mischiarle un po', commettendo qualche svista, e pubblicherei il tutto.

mercoledì 27 dicembre 2023

Genere e Giappone, femminismi e queerness negli anime e nei manga


TITOLO: Genere e Giappone, femminismi e queerness negli anime e nei manga
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Asterisco
PAGINE: 217
COSTO: 17 
ANNO: 2023
FORMATO: 20 cm x 14 cm
REPERIBILITA': Disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9791280227232



Ammetto che sono dovuto andarmi a leggere cosa significassero vari termini, tra cui il "transfemminismo" trattato dalla curatrice Giorgia Sallusti nell'introduzione.
Questa mia confessione illustra bene il mio livello di conoscenza della materia trattata nel saggio, composto dai contributi di più autori ed autrici. Benché mi è capitato di leggere altre saggistica in tema, non sono ferratissimo e spesso mi accorgo che miei ragionamenti anche banali sarebbero mal visti dal punto di vista di coloro che hanno scritto i vari contributi del saggio.
Preciso e premetto che non ho nulla contro questi movimenti pro queer e contro la discriminazione di gender (spero di aver scritto bene), nati, purtroppo, in una fase storica di ritirata dei diritti e di allargamento dei partiti di destra, solo che mi pare che talvolta si voglia, anche inconsciamente, piegare al "transfemminismo" opere create quando queste sensibilità non esistevano o erano agli esordi, mentre la mentalità (maschilista) generale era stata forgiata decenni prima.
Forse queste analisi andrebbero incentrate più su prodotti moderni, o su quelli passati che si sono dimostrati avanti con i tempi, non su opere che erano in media (maschilista) dei tempi.
Un'altra situazione che mi capita di leggere in scritti simili, non per forza in questo, è quando un personaggio viene avocato come paladina/o dei diritti dei non eterosessuali, come capita con Lady Oscar, solo che Madamigella amava solo gli uomini.
Nell'introduzione Giorgia Sallusti racconta come si è appassionata agli anime, nata nel 1981 non fa parte di coloro che vissero il First Impact, infatti riporta come periodo storico quello dal 1979 al 1983... l'anno finale può anche andar bene, grave l'errore sull'inizio, che è ovviamente il 1978.

Nel primo contributo Andrea Pancini analizza come il manga di "Sailor Moon" abbia messo in discussione gli stereotipi di genere.
Non ho mai letto il manga e vidi qualche spezzone dell'anime, conosco la serie per averne letto molteplici volte, ma mi sfuggono ovviamente le sfumature. 
L'autore indaga le tematiche di genere, sia femminile-maschile che non-binary.
Lo scritto l'ho trovato interessate ed è scritto in maniera chiara, tranne per i concetti riguardanti questo mondo, che un po' mi sfuggono e che vengono dati per acquisiti. Forse qualche nota esplicativa a piè di pagina sarebbe stata sensata.
Appunto che vale per tutto il saggio. Uno/a può leggere il libro anche se non fa parte di quel mondo e/o non ha conoscenze in merito, aiutatelo/a a capire meglio  :]
Cos'é la "prospettiva non-binary"? 
Resta il punto che un'opera degli anni 90 non bisogna valutarla solo con le sensibilità acquisite nel 2023.
Piccola nota, nel leggere lo scritto dell'autore mi sono accorto che in una serie la Sailor Moon che cura l'universo è una principessa, e salva pure il cosmo.
Mi ha ricordato la principessa Aurora di Starzinger   ^_^

Il secondo contributo è ad opera di Antonia Caruso, e si occupa del mostruoso femminile e delle donne mostro. Partendo da questo approccio si analizzano i personaggi femminili mostruosi e le loro dinamiche nella trama di quattro manga:
Devilman; Mad Chimera World; Monster Musume; Tomie.

Il terzo scritto è di Francesco Osmetti e si concentra sulle sfumature Queer nei seguenti manga delle Clamp:
RG Veda; Wish; X; Chobits; Card Capture Sakura; Il ladro dalle mille facce; Duklyon Clamp School Defenders; Angelic Layer; Tokyo Babilon.

Per quanto io sia a digiuno di manga, un paio di questi titoli li ho pure letti.

La quarta analisi è portata avanti da Arianna Zanetta, che si concentra sulla rappresentazione della giovane donna kawaii in manga ed anime. L'autrice, senza generalizzare, sottolinea il maschilismo di questi personaggi femminili kawaii, creati spesso ad uso e consumo maschile.
Viene ripercorsa la storia del termine "kawaii", con tutte le modifiche al suo significato fino a quello moderno, con la stretta connessione tra kawaii e shojo manga.
Uno dei capitolo che sono riuscito a comprendere di più, in quanto conosco la tematica analizzata.

Nel quinto scritto, ad opera di Carla Gambale, viene analizzato il manga e l'anime di Pollon, che pare non essere ciò che parrebbe essere, ovvero dedicato ai più giovani, cioè del genere kodomo.
Conosco la serie animata per aver seguito molto occasionalmente qualche spezzone di puntate a caso, non avevo mai riflettuto sulla violenza di genere insita in una serie che viene considerata innocua. 
Alla Fininvest/Mediaset martoriavano qualsiasi anime con qualsiasi contenuto di pruriginosa sensibilità, ma Pollon la lasciarono intonsa. Mi hanno colpito le considerazioni dell'autrice sulle scene di violenza verso la femminilità presenti in manga ed anime, anche se, forse, ritorna il discorso che un'opera pensata all'inizio degli anni 80 mancava di quella sensibilità che si è almeno parzialmente sviluppata negli ultimi anni.

mercoledì 21 giugno 2023

"Gli strumenti della comunicazione sociale e i compiti della famiglia" - "La civiltà cattolica" 17 maggio 1980


Uno dei concetti che cerco di far passare, specialmente a chi quel periodo non lo visse, è che le polemiche contro i cartoni animati giapponesi, che ebbero il proprio culmine nella primavera del 1980, ma nacquero con Heidi e Goldrake  all'inizio del 1978, non hanno mai più avuto pari nel contesto informativo italiano.
Sappiamo che, per esempio, con Dragon Ball e Sailor Moon ci sono state altre polemiche, anche aspre e spesso in malafede, ma nulla a che spartire con quello che capitò durante il first impact, i cui strascichi si protrassero fino a Dragon Ball, Sailor Moon e molto oltre.
La prova non sta solo nel mostruoso numero di articoli che la carta stampata dedicava ai cartoni animati giapponesi, ma al valore delle testate.
Perché è ovvio che "Tv Sorrisi e Canzoni" oppure "Onda TV" dedichino dei redazionali a dei programmi animati per bambini/ragazzi, meno scontato è che una testata come "La Civiltà Cattolica", organo ufficiale della "Compagnia di Gesù", dedichi attenzione a Mazinga, Goldrake, Jegee(!) Robot, Star Blazer(!!), Gay King(!!!).
Attenzione, lo scritto non è incentrato tutto sui cartoni animati giapponesi, ne tratta solo alla fine, ma il fatto che una pubblicazione che nel medesimo numero tratta argomenti di un certo spessore culturale, politico e religioso, trovi tempo e spazio per citare i robottoni animati nipponici, rende l'idea dello tsunami mediatico che sommerse noi piccoli fan...
Come si può leggere in copertina i temi trattati nel numero 3118 del 17 maggio 1980 furono i seguenti:
Gli strumenti della comunicazione sociale e i compiti della famiglia;
Le scoperte archeologiche di Ebla e la ricerca biblica;
Jean-Paul Sartre o una filosofia dell'immaginazione;
Catechesi liturgica sul sacramento dell'unzione dei malati;
I religiosi e le religiose nella Chiesa locale;
L'ultimo romanzo di Gina Lagorio;
Vocazioni e seminari;
L'offensiva contro il terrorismo;
Peggioramento della crisi fra Usa e Iran.

Al link di Wikipedia per la rivista "La Civiltà Cattolica", inserito poco sopra, si potrà capire che la posizione dei fondatori e della redazione era abbastanza conservatrice.

Vorrei far notare che per trovare questo articolo mi sono sfogliato molte annate della pubblicazione, e non è stato divertentissimo   ^_^


Nelle prime pagina la redazione esponeva un mini riassunto dei temi trattati, in questa scan c'è quello dell'articolo che tratta gli anime, a fine post li inserisco tutti, in modo da comprendere che la rivista non era certo nazional popolare come concetti espressi.



Ovviamente non mi permetto di commentare tutta la parte che non tocca i cartoni animati giapponesi, in parte perché tratta argomenti che non conosco e non capisco, in parte perché sono su posizioni un po' opposte alle loro   ^_^
C'è da dire che in alcuni punti oggi si potrebbe essere anche concordi:
"Soltanto dopo che la voce umana era stata trasmessa intorno al mondo con la velocità della luce divenne evidente che le parole, così vastamente diffuse, potevano essere ancora le stesse che si possono ascoltare nei pettegolezzi di paese, o dalle labbra dell'idiota del villaggio o di qualsiasi mascalzone" 
(L. Mumford, "La condizione dell'uomo", Ed, di Comunità 1957, pag. 191)

Non so perché, ma quando leggo "idiota" mi viene in mente un ministro specifico e quando leggo "mascalzone" un defunto più volte primo ministro   >_<

sabato 18 maggio 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 19)


La copertina del numero 19 è dedicata alla combattente della Luna, in quanto lo speciale è dedicato a lei, con un focus sull'edizione italiana. La Sprea nel luglio 2023 aveva pubblicato un dossier su "Sailor Moon e le altre magiche combattenti", gli autori sono differenti (mi pare, non ho controllato articolo per articolo), quindi l'approccio è di certo diverso, resta la tematica identica.
Per conto mio, non essendo un fan della serie, posso valutare poco o nulla i contenuti, a cui, comunque sono interessato solo come fenomeno generale sull'animazione giapponese in Italia post "first impact" di Goldrake e soci.
Per i miei gusti ed interessi personali il pezzo forte del numero restano le interviste, che, a parte quella a Takahata del 1995, sono tutte a personaggi italiani ed attuali:
Marco Balzarotti (doppiatore);
Claudio Acciari (disegnatore);
Guido Silvestri, alias Silver;
Stella Orsini e Marco Alabiso (Junior TV, seconda parte di tre);
Carlo Maria Cordio (musicista, arrangiatore e direttore d'orchestra).

La somma di tutte queste testimonianze, presenti nei 19 numeri di "Anime Cult", ci propongono una panoramica interessante su vari risvolti (musicale, editoriale, doppiaggio etc. etc.) inerenti l'animazione giapponese in Italia dagli anni 70 all'attualità.

Mi corre l'obbligo, però, di fare un passo indietro di un mese, al numero 18 di "Anime Cult"...


Uno degli articoli riguardava i film live ispirati alle serie animate nipponiche, qualche giorno dopo aver postato la recensione mi è stata fatta notare una possibile svista abbastanza grossolana ed incredibile, che durante la mia lettura un po' tanto superficiale dello scritto non avevo colto.
Ho ricontrollato, ho chiesto di ricontrollare anche alla mia fonte, ed effettivamente l'errore pare abbastanza macroscopico...
In realtà avevo notato che nella parte dedicata ai "film mai visti in Italia..." era inserito anche il film nippo-francese di "Lady Oscar", ma sinceramente non ho assolutamente immaginato che lo si potesse dare per inedito in Italia... praticamente ho saltato la lettura di qesta parte, annotando nella recensione solo che mancava Polimar.
Non mi pare il caso di linkare informazioni che provino la trasmissione in Italia del film di "Lady Oscar", sarebbe una di quelle 100 o 200 cose da dare per acquisite...
Inoltre viene considerato inedito in Italia anche il film statunitense "Speed Racer" di "Superauto Mach 5", che ai tempi ho visto e non mi piacque neppure un po', ergo ho cannato due volte nella recensione un po' troppo superficiale.
Una delle spiegazioni che cerco di darmi per due scivoloni tanto eclatanti, specialmente il primo su "Lady Oscar", è che in fase stampa ci sia stato qualche refuso editoriale che abbia mischiato i paragrafi dell'articolo, facendo finire questi due film nella parte sbagliata dello scritto.
L'unica mia scusante per una lettura così superficiale della rivista è che non si può controllare tutto, cioè... alcune cose dovrebbero essere date per acquisite.
Altrimenti la critica giusta che viene mossa ai contenuti web sulla loro occasionale poca affidabilità (compreso questo blog), in quanto parte di un mondo gratuito portato avanti da meri fan (magari) con poca preparazione, verrebbe a cadere, se in riviste a pagamento trovi errori così salviniani...

Torno al numero 19 di questo mese.

venerdì 31 maggio 2013

Speciali monografici della "Edizioni Lo Vecchio" (Ukiyo; Manga Classic; Strike; New Manga Pocket)

Qui riassumo gli 8 numeri monografici in mio possesso pubblicati dalla "Edizioni Lo Vecchio"

AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



TITOLO: Lady Oscar, collana Manga Classic n°4
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Edizioni Lo vecchio
PAGINE: 50
COSTO: 4500 £
ANNO: 1997
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN:

Speciale monografico su Lady Oscar. Contiene, oltre alle solite informazioni sull’anime e il manga, anche dei capitoli sulla colonna sonora italiana e jappo, il film live del 1978, i personaggi realmente esistiti e il Takarazuka (opere teatrali recitate da sole donne). 

domenica 22 ottobre 2023

Il cammino dei ciliegi, le donne nel manga


TITOLO: Il cammino dei ciliegi, le donne nel manga
AUTORE: Beatrice Lorenzi
CASA EDITRICE: Il Saggiatore
PAGINE: 179
COSTO: 16€
ANNO: 2023
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788842833116



A scuola mi capitava che il giudizio sui miei lavori fosse un "poteva fare di più" oppure "buona l'idea, ma poco approfondita", lungi da me voler fare il prof che appioppa i voti, anche se temo che talvolta passi questa narrazione, però debbo valutare il saggio con un giudizio simile:
l'idea dell'autrice mi pare ottima, le figure femminile in manga ed anime sono ormai onnipresenti e spesso molto peculiari a livello di personalità, solo che ogni singolo approfondimento di ogni capitolo/personaggi femminili/manga/anime risulta un po' troppo parco di pagine.

Inoltre, come si può vedere dalla scan più sotto, la pagina presenta ampi spazi bianchi su ogni lato, ergo viene ridotta ancor di più la parte scritta, quindi di analisi. Tra pagine con immagine piena e pagine bianche si arriva sulle trenta pagine di un totale di 179, cosa che riduce ancor di più l'approfondimento.
Capita spesso che un libro annunci di trattare dei personaggi nei manga, e poi ci sono anche le versioni anime o viceversa, non fa difetto questo titolo, che annuncia "Le donne nel manga", ma poi si trattano anche le donne negli anime.
La casa editrice è "Il Saggiatore", conosciuta ed importante, stranamente non è presente né la bibliografia né la sitografia, una volta la inserivano.
Il fatto che anche questa casa editrice abbia deciso di inserirsi nel nuovo filone, penso redditizio, di manga ed anime con un suo saggio, dimostra quanto l'interesse sia cresciuto. Forse la casa editrice dovrebbe impegnarsi di più con gli autori nell'approntare scritti maggiormente completi, mia opinione.
Seppur i singoli capitoli siano, secondo me, troppo brevi, lo scritto nel totale rende una buona panoramica sui personaggi femminili in manga ed anime.
Si vede da vari piccoli commenti che l'autrice conosce sia le serie di cui tratteggia le protagoniste, sia la società giapponese, quindi non è di certo una parvenu di manga ed anime arruolata alla bene e meglio dalla casa editrice. Pur essendo, immagino, di alcune generazioni più giovane della mia, è un'appassionata con una base solida, per questo, forse anche con l'aiuto della casa editrice, il saggio sarebbe potuto essere più approfondito.
Ogni capitolo affronta una o più donne in manga ed anime, a grandi linee conosco una buona parte di queste per aver letto il manga o, più spesso, visto l'anime, sono a digiuno completo o quasi delle seguenti:
Innocent; X; xxxHolic; Magic Knight Rayearth (pur avendone letto); One Piece; Naruto; Bleach; JoJo; Glass no Kamen; Rossana; Oshi no ko; Tomie; Chainsaw Man; Full Metal Alchemist; Sailor Moon (pur avendone letto); Madoka Magica; Mermaid Melody; Mew Mew; Ran.

Di seguito i personaggi femminili trattati in ogni capitolo, con eventualmente una mia chiosa sull'analisi dell'autrice.
Capitolo 1: Bulma, l'autrice azzecca il commento sull'età adulta di Bulma quando si lega a Vegeta, in quanto in Giappone alla medesima età ci si aspetta che una donna sia già spostata e con figli.
Capitolo 2: Lady Oscar, qui mi tocca dissentire su alcuni aspetti. In primis aver citato il saggio di Valeria Arnaldi su Lady Oscar, ve ne sono di molto più validi, spero li abbia letti. Tra l'altro nei libri della "Ultra Shibuya" le citazioni di altri scritti sono rare, manca la bibliografia e la sitografia, e poi finiscono citati in altri saggi, misteri editoriali  :]
L'altro aspetto su cui dissento, e non poco, e l'aver avanzato l'ipotesi di una Lady Oscar con tendenze lesbiche o lesbicheggianti. Nulla contro tutto ciò, ma semplicemente madamigella Oscar si innamora di due uomini, Fersen ed Andre, fine. Questa tendenza di voler far fare a Lady Oscar la paladina dei diritti LGBT l'ho riscontrata in altre occasioni, liberi/e di eleggere le proprie eroine, ma Oscar non ama le donne. 
In quale episodio Oscar si infatua di una donna o ha qualche dubbio?
Quando Oscar e Maria Antonietta si infatuano a vicenda l'una dell'altra?

sabato 3 dicembre 2022

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 2)



Secondo numero della bella rivista "Anime Cult", mi è piaciuta quanto il primo numero, salvo due aspetti più uno organizzativo non legato agli articoli.
In questo numero sono presenti ben sei(!) interviste:
a Cristina D'Avena;
a Rumiko Takahashi;
a Yoshiko Watanabe;
ai Kappa Boys (prima parte);
a Claudia Bovini direttrice di Star Comics;
a Claudio Maioli autore della sigla di "Ken il guerriero".

Quale di queste sei è nobilitata della parte inferiore della copertina con tanto della dicitura "INTERVISTA ESCLUSIVA"?
Quella a Rumiko Takahashi, peccato che venne fatta a gennaio 2019 in Francia... ok, non era mai stata tradotta dal francese e pubblicata in Italia (sicuri? il web è sterminato), ma considerando che nel primo numero era stata pubblicata un'altra "INTERVISTA ESCLUSIVA" a Go Nagai del 2007(...), temo che la redazione di "Anime Cult" sia affetta dalla sindrome delle "interviste esclusive retrodatate"   ^_^
Non che l'intervista alla Takahashi sia brutta, ma sono passati quattro anni... tutte le altre cinque interviste le ho trovate altrettanto interessanti, se non di più, oltre che attuali. 
In special modo quella di Yoshiko Watanabe, personaggio poco conosciuto che meriterebbe maggiore approfondimento sulla sua carriera italiana legata alle riviste in cui le disegnava:

Spero di non trovare nel terzo numero un'intervista a Hayao Miyazaki del 1979, ovviamente ESCLUSIVA e MAI PUBBLICATA PRIMA IN ITALIANO  ^_^



Come si può vedere, rispetto al primo numero (che era stato spedito fuori abbonamento), ho postato immagini digitali, in quanto non ho materialmente con me la rivista cartacea, ma solo il PDF della versione digitale (inserita automaticamente nell'abbonamento).
Nel primo numero avevo spiegato che, visto il costo assai vantaggioso dell'abbonamento avevo optato per questo, ma quando mi ero informato telefonicamente con i gentili e disponibili addetti della "Sprea Editori" avevo espressamente chiesto se l'invio per posta della rivista era tracciato e con spedizione di circa cinque giorni, quindi non una spedizione ordinaria, con tempi lungi.
Ed ero stato tranquillizzato su questo aspetto: spedizione tracciabile e celere.
Poi nel primo numero c'era anche la pubblicità dell'abbonamento, che confermava questa informazione telefonica, la conferma è anche in questo secondo numero, in cui si promette la "CONSEGNA GARANTITA ENTRO 48H", dove immagino che "H" stia per ore.
Perché non ho aspettato la rivista cartacea per fare questa recensione ed ho usato le immagini del PDF?
Perché ieri mi è giunta la mail che ho affiancato alla pubblicità dell'abbonamento con spedizione in 48 ore, in cui mi si avverte che le Poste Italiche non garantiscono tempi di consegna prevedibili, e quindi potrebbero volerci fino a 14 giorni... poi magari arriva lunedì, però a me era stata garantita la spedizione in tempi brevi, cosa ribadita nella pagina qui sopra di questo numero due.
Come la mettiamo?
Sia chiaro, a me va bene anche aspettare 15 giorni, mica me la devo mangiare la rivista, ma semplicemente avrei voluto saperlo PRIMA di fare l'abbonamento, non dopo, avrei valutato il da farsi. 
Non si può sempre scaricare la colpa sulle disastrate poste italiane, che è come sparare sull'Ucraina... una casa editrice dovrebbe sapere (come dimostrano nella mail inviatami ieri) i tempi medi di consegna per la tipologia di spedizione inclusa nell'abbonamento.
Preciso che il primo numero mi era arrivato in tempi record perché avevo pagato la spedizione di circa 5 euro, essendo fuori dal pacchetto dell'abbonamento, che partiva dal numero due.



L'alto aspetto che non ho gradito, di un numero per altro del tutto meritevole, è l'editoriale di Alessandro Agnoli (CEO della Sprea Editori) in cui già il titolo mi ha lasciato perplesso:
"Revisionismo storiografico per la censura"

Cioè?   O_o

martedì 11 giugno 2019

Due lettere alla redazione con risposte - "Bimbosapiens" n° 5 settembre/ottobre 1982





Con questo terzo post consecutivo, contenente due lettere alla redazione, concludo la panoramica su Bimbosapiens. Entrambe le risposte alle missive dei lettori sono paradigmatiche di quanta poca volontà di informarsi avessero sia gli addetti ai lavori che le pubblicazioni che ne ospitavano gli articoli.
Il settembre 1982 non era l'aprile 1978, mentre posso anche comprendere (ma non giustificarne le fake news) che i giornalisti ed esperti fossero stati completamente spiazzati dal successo di Goldrake, e quindi dovettero trasformarsi in conoscitori un tanto al chilo dell'animazione giapponese, non mi capacito come ben quattro anni dopo non si riuscisse a dare una informazione corretta sul tema.
Qui ci troviamo di fronte alla classica lettera di un lettore che chiede ulteriori delucidazioni su una tematica sollevata dalla redazione, quindi la quintessenza dello scopo di una pubblicazione: informare!

Fu stato espletato il compito istituzionale che ha qualsivoglia redazione di un quotidiano o rivista?
Direi ampiamente no...

Particolare attenzione  merita la prima lettera, scritta da un dodicenne (magari aiutato da un adulto, altrimenti vanno a lui tutti i miei più vivi complimenti) che non si limita ad una lagnanza rispetto all'articolo di Giannalberto Bendazzi presente nel numero di gennaio/febbraio 1982:
"Il trionfo del computer"

Giuseppe Bonelli (il dodicenne) spiega bene il suo punto di vista, ed avanza anche una teoria assai acuta per l'età dello scrivente, la risposta di Bendazzi non deve essere considerata non corretta per i giudizi negativi che lui riporta sull'animazione seriale giapponese, del tutto leciti (non la apprezzava, fine), ma perché vengono date delle informazione al ragazzino (e a tutti quelli che lessero la risposta) assolutamente prive di fondamento.
Dove Bendazzi lesse queste informazioni? Mistero.
La seconda lettera è molto più breve, e mi pare di capire che fu la redazione a scrivere la risposta ad una madre che esprimeva inquietudine per i messaggi sessualmente equivoci presenti in cartoni animati come "La Principessa Zaffiro" e "Lady Oscar".
Anche in questo caso l'argomentazione della rivista parte dal medesimo presupposto di quella precedente di Bendazzi, dando informazioni che non si comprende da dove provenissero, se non da un pregiudizio nei confronti di un prodotto seriale non occidentale: giapponese, ergo di certo creato grazie chissà a quali piani diabolici   ^_^



La disinformazione, fatta volontariamente o per pressapochismo, ha delle conseguenze, e le si può apprezzare nella lettera dell'alunno monzese di seconda media Giuseppe Bonelli, il cui incipit parte  dando per assodato che la bufala sui cartoni animati giapponesi fatti col computer fosse vera.
Come mai lo credeva?
Perché aveva letto l'articolo linkato sopra, ed aveva anche assistito ad un dibattito in cui era presente lo stesso Bendazzi:
"Condivido la sua opinione sulla meccanicità dei movimenti dei cartoni animati giapponesi, realizzati col computer, soprattutto se paragonati a quelli di Disney.".

Perché paragonare una animazione seriale televisiva fatta al risparmio, come tutta l'animazione seria televisiva (compresa quella statunitense ed italiana), con l'animazione cinematografica?
Avrebbe avuto senso mettere a confronto i film animati della Disney con i film animati della Toei ( link 1 - link 2 - link 3 ), questo si, ma non animazione cinematografica contro animazione seriale televisiva...
Ma, soprattutto, NON ERA VERO CHE I CARTONI ANIMATI GIAPPONESI FOSSERO FATTI AL COMPUTER!  ^_^

Quindi il povero Giuseppe partiva dando ragione all'illustre esperto su un fatto in cui quest'ultimo aveva torto, sarebbe cambiata l'argomentazione del ragazzo se avesse saputo la verità?
Comunque il ragazzo non si perde d'animo, non potendo difendere i cartoni animati sul versante estetico, essendo prodotti da diaboliche tecnologie avanzatissime (ma con risultati qualitativi pari a zero...), avanza un parallelismo tra gli eroi dell'epica cavalleresca e gli eroi robotici animati giapponesi.
A me non verrebbe in mente neppure oggi un argomento del genere  >_<

"E allora, perché l'eroe di una serie spaziale non può rappresentare il nostro periodo?"

Già, perché non poteva?
Perché la potevano pensare così solo i dodicenni  ^_^

martedì 10 febbraio 2026

Dragon Ball, i combattimenti che hanno ridefinito i manga - collana "Mondo Manganime" volume 1


Ad un appassionato può far solo piacere che in edicola esca una collana di ben 60(!) numeri monografici su un cospicuo campione di titoli di manga ed anime:

Piccolo mio giudizio personale sulla scelta del termine "Manganime", orrendo... con quella "A" a forma di torii... si potevano sforzare un po' di più con l'inventiva   :]

Sul sito è presente l'elenco dei primi 25 volumi, cioè fino al 26 settembre 2026:

1. Dragon Ball – 07/02/2026
2. Naruto – 21/02/2026
3. One Piece – 07/03/2026
4. I cavalieri dello zodiaco – 21/03/2026
5. L’attacco dei giganti – 04/04/2026
6. Demon Slayer – 18/04/2026
7. Holly e Benji – 02/05/2026
8. Ufo Robot Goldrake a i mecha – 16/05/2026
9. Akira – 30/05/2026
10. Neon Genesis Evangelion – 13/06/2026
11. Ghost in the Shell – 20/06/2026
12. Death Note – 27/06/2026
13. Studio Ghibli – 04/07/2026
14. Doraemon – 11/07/2026
15. Sailor Moon – 18/07/2026
16. Detective Conan – 25/07/2026
17. Ranma 1/2 e Inuyasha – 01/08/2026
18. My Hero Academia – 08/08/2026
19. Jujutsu Kaisen – 15/08/2026
20. Fullmetal Alchemist – 22/08/2026
21. Astroboy – 29/08/2026
22. Chainsaw man – 05/09/2026
23. Dr. Slump – 12/09/2026
24. Nausicaa della Valle del Vento – 19/09/2026
25. Lone Wolf & Cub – 26/09/2026


Dopo la "Go Nagai Robot Collection", io ho terminato di seguire pubblicazioni in edicola   ^_^
E' facile fare il conto del costo finale, che immagino con l'abbonamento possa avere un qualche sconto (ipotizzo, non ne ho certezza), ma per me il problema sarebbe pure lo spazio occupato da questi 60 volumi  :]
Il primo numero a 2,99 euro era da comprare, anche per capire come fosse impostato.
Ammetto che davo per scontata la presenza di un numero strabordante di immagini, con scritto all'osso, mentre di immagini non ve ne sono, il volume è tutto scritto!  :]
Di certo comprerò il numero 8 (16 maggio 2026), il cui titolo è "Ufo Robot Goldrake e i mecha", anche se mi pare proprio che dietro a questo titolo ci sia una piccola furbizia editoriale  ^_^





La collana nasce in Spagna, quindi il titolo dell'ottavo volume in origine è "Mazinger Z y los Mechas".
Per l'edizione italiana, visto che da noi, a differenza della Spagna, il primo anime robotico fu "Atlas Ufo Robot", hanno cambiato la titolazione per acchiappare un po' di lettori, si vedrà se il contenuto sarà più su Goldrake oppure in generale sui mecha.
Mi resta anche un dubbio sui nomi dei personaggi presenti nei volumi, saranno solo quelli originari nipponici oppure ci sarà un adattamento per proporre i nomi che siamo abituati ad ascoltare in Italia?
In questo primo volume su "Dragon Ball", per esempio, non è riportato il nome italico di "Junior", ma "Piccolo". Io, però, non sono così ferrato in tema da sapere se ormai "Piccolo" abbia già soppiantato il vecchio nome "Junior".
Ovviamente non ho letto tutto il volume, anche perché è molto concentrato sulle varie e numerose saghe che compongono la storia (vedere il sommario più sotto), che io non conosco nel dettaglio.
Mi son limitato alla lettura del primo capitolo, "Breve storia del manga e dell'anime", dove, eventualmente, avrei potuto capire il grado di approfondimento.
In 11 pagine è un po' arduo dare una panoramica anche un minimo esauriente, c'è da dire che non mi pare di aver letto errori.
In questo mega riassunto sulla storia di manga ed anime ho notato che viene riportato il titolo "La principessa Zaffiro", quindi nella versione nostrana.
Inoltre, quando si tratta di introdurre i manga ed anime delle maghette, viene usato il termine "magical girls" e non "majokko", forse in Spagna è d'uso il primo?
Considerando che, ovviamente, i volumi sono incellofanati, e quindi non sfogliabili, sarebbe utile poter consultare il sommario di ogni prossima uscita sul sito, tanto per capirne i contenuti e valutarne l'eventuale acquisto, ma attualmente non mi pare venga mostrato.
Nel caso in cui tutti i volumi ripercorrano, quando si tratta di serie singole, il canovaccio di questo primo numero su "Dragon Ball", mi pare che il target sia quello di un grande appassionato di quella specifica serie.
Piccola o grande annotazione, non è presente la bibliografia e/o sitografia, quindi la fonte di ogni informazione è un mistero.
Wikipedia?
Siti di appassionati ispanici?
Pubblicazioni cartacee spagnole?
Ricerche degli autori spagnoli?
Chi sono questi autori?
 

martedì 4 giugno 2013

Il mito di Lady Oscar


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Il mito di Lady Oscar
AUTORE: Elena Romanello
CASA EDITRICE: Seneca Edizioni
PAGINE: 128
COSTO: 9.95 €
ANNO: 2012
FORMATO: 17 cm X 12 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788861223677

Questo è il quarto libro di Elena Romanello, gli altri 3 editi da Iacobelli (con soggetto Candy Candy, Capitan Harlock e Sailor Moon) erano anch'essi delle monografie.
Il libro è simile alle pubblicazioni della Iacobelli, ma senza le trasbordanti immagini e il testo di difficile lettura a causa degli sfondi psichedelici, quindi è di certo un punto a favore del libro. Anche grazie al fatto che è composto solo da testo scritto il costo è basso, anche se sia le pagine che il formato sono ridotti.
Il contenuto abbraccia tutto il mondo di Lady Oscar, dividendolo in 5 capitoli: il manga; Lady Oscar a teatro e a cinema; l'anime; il fandom; la cultura di Lady Oscar.