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giovedì 21 marzo 2024

Catalogo Generale Mondadori Giochi 1980


Erano parecchi mesi che non postavo un catalogo di giocattoli, rimedio con quello generale della "Mondadori Giochi" di una annata in cui i cartoni animati giapponesi andavano ancora forte nel merchandising, ergo anche nei giochi in scatola: il 1980.

La "Mondadori Giochi" puntò su un paio di serie robotiche giapponesi trasmesse dalle tv private locali, Danguard e il Grande Mazinga, quindi non dalla corazzata rete pubblica nazionale Rai, immagino anche per una questione di costi minori per rilevarne i diritti.
L'altro gioco in scatola con ispirazione nipponica animata sarebbe stato teoricamente il lungometraggio Toei su Remi del 1970, ma il suo sfruttamento fu molto parziale, in pratica solo nel nome.
 Una delle particolarità dei giochi in scatola identificati come "Novità" per il 1980 fu la presenza del "calcolatore elettronico" inserito nella dinamica di gioco, lo possedevano uno dei due giochi de "Il Grande Mazinga", "Attacco Navale Elettronico" e "Battaglia fra i Pianeti Elettronica".
La seconda parte del catalogo è dedicata ai "giochi educativi e per il tempo libero", in cui risaltano, dimostrando un palese tentativo di spingere un asset della Mondadori i giochi targati Disney.
Questa scelta della "Mondadori Giochi" di etichettarli come "giochi educativi e per il tempo libero" dimostra quanto la Disney fosse considerata positiva dagli adulti, a differenza dei "cartoni animati giapponesi", che erano i cartoni diseducativi per antonomasia, ergo anche il loro merchandising era tossico, mentre la Disney faceva spendere soldi ai nostri genitori per farci del bene...
Si noterà che la quasi totalità di questi "giochi educativi e per il tempo libero", compresi quelli targati Disney, erano di matrice transalpina, nel senso che le confezioni erano in francese!
Spero almeno che al loro interno avessero inserito delle istruzioni in italiano...
Da ricordare che negli anni 70 i giochi in scatola della Disney in Italia erano creati e distribuiti dalla Clementoni (con disegni sulla confezioni a dir poco stupendi):

Faceva eccezione il gioco in scatola che veniva inviato agli abbonati di "Topolino", cioè "Paperopoli il grande gioco degli affari d'oro"


Forse il testo presente in seconda pagina esagerò un pelino le capacità dei creativi Mondadori, in quanto i bambini non li conoscevano benissimo, visto che i giochi in scatola degli anime robotici nipponici a cui si ispirano avevano uno scarso nesso con le serie animate... 
Per esempio l'auto incensatura leggibile qui sopra viene smentita immediatamente dal gioco del "Grande Mazinga" in mio possesso e da quello del Danguard. 
Totalmente campati in aria rispetto alle trame dei due anime robotici...
Basterà leggersi le due recensioni linkate più sotto.
Da sottolineare che, benché poco visibile, oltre ai bambini i giochi in scatola vengono indirizzati agli adulti:
"... le esigenze di bambini ed adulti".

giovedì 19 settembre 2019

Dizionario dei giochi di società (prima edizione)



TITOLO: Dizionario dei giochi di società
AUTORE: Enrico De Luca
CASA EDITRICE: Lulu
PAGINE: 162
COSTO: 10€
ANNO: 2007
FORMATO: 23 cm X 15 cm
REPERIBILITA':
CODICE ISBN:

Quando devo fare una recensione di un gioco in scatola le prime, e spesso uniche, informazioni a cui attingo sono quelle presenti in questo libro/dizionario. Al suo interno sono presenti le schede dei giochi di società dal 1950 al 2005, in totale quasi 1000 schede. Tralasciando qualche occasionale lacuna (non credo sia possibile recuperare tutti gli articoli di in un arco di tempo tanto ampio), per ogni titolo viene citato quasi sempre l'anno di messa in vendita (se non presente il semplice decennio), l'azienda, l'autore (se disponibile), il numero dei giocatori, una breve descrizione dello scopo del gioco, infine la dotazione della scatola.
Nelle schede non sempre sono presenti tutti questi dati, specialmente per i giochi in scatola più datati, pur essendo l'autore un collezionista, evidentemente non era al momento della pubblicazione del libro in possesso (lui o altri colleghi collezionisti) di tutti gli articoli presentati.
In ogni scheda viene anche data un valutazione dell'autore sulla difficoltà di reperimento di un gioco in scatola tramite l'uso di asterischi, maggiori essi sono, più arduo sarà recuperare il soggetto completo (5 asterischi individuano i santi Graal dei giochi di società).
Preciso che il costo di 10 euro è dovuto al fatto che lo trovai in una bancarella del Lucca Comics del 2010 che ne vendeva uno stock, tutte copie nuove, non saprei dire quale fosse il prezzo originale.
Ho sfruttato questo dizionario per riepilogare le recensioni dei giochi in scatola pubblicate fino ad oggi, esclusa quella di "Petrol" della Clementoni, perché nel libro non c'è (oppure mi è incredibilmente sfuggita).

Edit del 3 febbraio 2020:
Dizionario dei giochi da tavolo (seconda edizione) 



Anna dai capelli rossi - Clementoni 1980
"L'Apemaia" - Clementoni 1980
"Atlas Ufo Robot - Goldrake all'attacco" - Giochi Mattel 1978
Auto Market (tutti uomini d'affari con...) - Elyart Italiana (fine anni 60?)


domenica 14 gennaio 2024

La grande tombola senza famiglia chibikko Remi to meiken Kapi - Mondadori Giochi (1979)


Prosegue il mio personale focus sullo sfruttamento commerciale del lungometraggio animato della Toei del 1970 su Remi, "Chibikko Remi to Meiken Kapi", che in Italia fu proiettato dal settembre 1970 nelle sale cinematografiche con il titolo "Senza famiglia" (settima scheda del visto censura), per arrivare nelle sale di proiezione degli oratori dal 1972 circa:

Il fattore che in questi anni ho notato è che nel 1979, quando uscì in televisione la serie di Remi della "Tokyo Movie Shinsha", acquistare i diritti del merchandising dell'anime trasmesso dalla Rai evidentemente costava troppo, ergo qualcuno riesumò il vecchio Remi della Toei per turlupinare un po' noi bambini/e dell'epoca...




Nel caso del gioco in scatola della "Editrice Giochi" si potrà notare come, in realtà, l'azienda non sfruttò il personaggio nipponico, assemblando un gioco senza nessun nesso con il lungometraggio originale, men che meno grafico.
Stavolta posto "La grande tombola", che ha come ulteriore curiosità il nome del gioco sia in italiano, "Senza Famiglia", che in giapponese, "Chibikko Remi to meiken Kapi", generando una dose massiccia di confusione già oggi, figuriamoci nel 1979... anche perché, pure in questo caso, la "Mondadori Giochi" si prese un certo numero di libertà artistiche rispetto al film, ma lo scopo era, alla fine, usare il nome di "Remi" per accalappiare più genitori/nonni/zii possibili, così da ritagliarsi la propria fetta della torta del successo dei cartoni animati giapponesi.



Una ulteriore curiosità nasce dal catalogo della "Mondadori Giochi" dell'annata 1980 (che non ho ancora postato), in cui la confezione della "Grande Tombola" compare mancante sia dell'italico "Senza Famiglia" che del nipponico "Chibikko Remi to meiken Kapi". Dove, invece, altre confezioni della "Mondadori Giochi" mostrate nel catalogo corrispondono perfettamente ai giochi in scatola reali in mio possesso (alcuni già postati: DanguardGrande Mazinga).
Dimenticanza del catalogo?
Fu aggiunta la scritta sulla confezione per evitare denunce dalla Sacis della Rai?
Mistero   ^_^


Ho fatto un copia/incolla delle date presenti sulla confezione, tato per precisare e confermare che il film del 1969/70 fu riesumato nel 1979 alla bisogna del merchandising italico  :]

Ma com'era il gioco?
Per bambini più piccoli, alla Mondadori non si sforzarono molto... 

lunedì 22 giugno 2015

"Il Grande Mazinga" - Mondadori Giochi 1979


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Fondamentalmente molti dei giochi tratti dalle serie animate nipponiche degli anni 70 ed 80 si basavano sul gioco dell'oca, niente di più e niente di meno. Con una povertà di pezzi presenti nella confezione che ti deludeva appena lo aprivi.
A questo aspetto ludico non secondario va aggiunto che altrettanto spesso erano presenti evidenti errori su nomi, personaggi ed ambientazione. Quindi alla delusione sulla bellezza del gioco andava aggiunto la sorpresa negativa di vedere un gioco che chiamava in modo errato i personaggi del proprio eroe animato preferito.
Cosa spingesse le varie Mondadori, Clementoni ed Editrice Giochi a queste vette di dilettantismo, frammisto ad una totale mancanza di rispetto verso il piccolo acquirente, resta ancora oggi per me un bel mistero.
Eppure sarebbe bastato guardarsi un paio di puntate, prendersi nota di un paio di nomi, magari chiedere ad un paio di bambini, per evitarsi certe figuracce, senza contare che si sarebbero venduti più giochi.
Nulla, niente, nisba, nada.
Dei tre giochi in scatola legati agli anime che ho recensito fino ad oggi (quattro con questo), solo uno ha dimostrato di avere un valore ludico e di rispettare nomi ed ambientazione della serie:
Anna dai capelli rossi - Clementoni 1980.
Gli altri sono assai campati in aria, o come ambientazione rispetto all'anime, oppure con nomi o personaggi errati:
Capitan Harlock, il pirata dello spazio - Editrice Giochi 1978  ;
Danguard, il nuovo eroe televisivo l'ipergalattico contro Ufo Robot - Mondadori giochi 1979 .
A questo elenco aggiungo, seppur fuori categoria degli anime, anche il gioco in scatola di  "Guerre Stellari", una delusione incommensurabile...
Gli errori di questo giochi rispetto all'anime non sono moltissimi, ma aggiunti alla pochezza ludica, relegavano la scatola a restare intonsa dentro qualche armadio fin quando i genitori (o lo stesso ex bambino) ne avrebbero decretato la condanna alla discarica...

Eppure la scatola, nonostante i disegni da quinta elementare, ti facevano immaginare chissà cosa... e sul bordo della confezione era ben specificato che:




          


Poi l'aprivi e non ci trovavi neppure un segnalino fatto come il Brain Condor... cavoli... in fondo lo scopo del gioco era quello di far agganciare il Brain Condor al Grande Mazinga, me la volete mettere almeno una sua mini navicella?!?!
No... quattro birillini colorati... tristezza infinita...
Vero è che, nel caso avessero inserito dei mini Brain Condor nella confezione, nella scatole sopravvissute oggi non ne troveremmo più neanche uno. Come è capitato alle Aquile del gioco in scatola di "Spazio 1999", è già difficile trovare una confezione integra, ma quasi impossibile trovare anche le Aquile...
La presenza della Roulette creava sempre infinite discussioni sul dove si fosse fermata la lancetta, c'era chi non accettava la sua posizione neppure davanti all'evidenza dei fatti...

mercoledì 1 dicembre 2021

"Zaxxon, da un classico videogame un entusiasmante gioco da tavolo" - MB Giochi (1983)


Oggigiorno è usuale che un videogame venga trasposto in boardgame (gioco in scatola), non era così all'alba dei videogiochi tra la fine degli anni 70 ed i primissimi anni 80, ma la "MB Giochi"  (penso per prima) attorno al 1983 tradusse per il mercato italiano una serie di giochi in scatola tratti da videogame arcade a cui avevamo giocato ai cabinati dei bar o sulla console Atari:
Pacman; Defender; Frogger; Berzerk; Donkey Kong; Turbo Centipede; Zaxxon 


Quindi prima giocavi ad un videogioco inventato e prodotto da degli stranieri, buttando decine di monetine dentro una fessurina con scritto "INSERT COIN" oppure ti compravano una costosissima console, poi gli stessi stranieri ti vendevano il gioco in scatola... diabolici... 
Per fortuna non erano cartoni animati giapponesi (anche se alcuni di questi articoli erano comunque di matrice nipponica), ergo gli adulti non ebbero nulla da ridire sulla provenienza statunitense della "Milton Bradley". 
Tutto ok, in questo caso il bambino non era trattato da mero consumatore seriale.
Ad un mercatino dell'usato ho recuperato come nuovo proprio uno di questi otto giochi in scatola del filone videogiochi prodotti dalla "MB Giochi": Zaxxon!



Piccolo passo indietro per contestualizzare Zaxxon.
Capii che non sarei mai stato un fenomeno ai videogiochi quando mi resi conto che non riuscivo a manovrare la navicella in Zaxxon, in quanto, oltre ai classici comandi destra, sinistra, avanti ed indietro quei maledetti programmatori avevano previsto anche il su ed il giù... un disastro... 
L'immagine in basso a destra è l'uscita dal primo schermo, sinceramente non ricordo di averla mai raggiunta... magari sarà anche capitato, ma le astronavi nemiche nello spazio profondo disposte su altezze differenti proprio non le ricordavo... 
Basta solo rivelare che ho capito solo adesso che Zaxxon era il boss finale... chi ci è mai arrivato?  ^_^
Nonostante la mia incapacità cronica a proseguire i quadri e il mio frantumarmi contro i muri, perché erravo la valutazione altimetrica del velivolo (ricordo bene il crash...), ci giocai regolarmente, fino a quando il bar che lo ospitava non lo sostituì con un altro cabinato, mi pare "Moon Patrol".
Fu per me quasi un sollievo, non dovevo più subire l'onta di sfracellarmi con Zaxxon, ora potevo esplodere con "Moon Patrol"...    T_T


           

L'audio in sottofondo è logicamente quello del videogioco da bar  :]
Ho letto il regolamento, e sinceramente non risulta chiarissimo, per fortuna non ci debbo giocare  :]
E' scritto/tradotto maluccio, troppo succinto, qualche riga in più non avrebbe fatto male, i disegni, invece, aiutano ad arrivare dove lo scritto fallisce.
Nella confezione, oltre ad essere tutto intonso ed ancora nuovo, c'era anche cataloghino pieghevole della "MB Giochi, che non mostrava giochi particolarmente desiderabili, fatta eccezione per il Simon (che non è un gioco in scatola). 
Non per nulla dei 66 giochi in scatola che ho recensito fino ad oggi questo è il primo della "MB Giochi", anche se ci sarebbe il Batman della "Editrice Giochi" che sulla confezione riporta anche il marchio "MB".
Nei 67 giochi in scatola totali primeggia la "Clementoni" con 23 articoli, 
segue la "Editrice Giochi" con 21, 
poi la "Mondadori Giochi" con 7, 
"Giochi Mattel" con 6, 
"Giochi Club" con 3, 
infine con un gioco di società a testa la "Elyart Italiana", "Editoys", "Edizioni Salani", "Adica Pongo", "Edizioni Cicogna", "Gaf".


domenica 13 luglio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 27 - sesto numero bimestrale)


Il 27esimo numero di "Anime Cult" ha come perno centrale lo speciale sulla "Gainax", forse un po' tanto in modalità riassuntone, mia opinione.
Per il resto ci sono meno interviste del solito, solo due, più una terza che mi è parsa più una autointervista di collaboratori della stessa rivista... insomma... non l'ho capita tanto, ma ci torno poco più sotto.  :]
Sono intervistati Debora Magnaghi, doppiatrice e volto della tv dei ragazzi Fininvest/Mediaset, che per motivi generazionali poco conosco, e Lucio Macchiarella.
Ovviamente, proprio per motivi generazionali, quest'ultima mi ha interessato di più.
Meritevole anche il pezzo di Carrassi su "Slam Dunk", di cui non perdevo un episodio grazie al videoregistratore.
In quella che mi pare una nuova rubrica, "Global Manga", Alessandro Bottero indaga l'arrivo dei manga ed anime in altre nazioni, partendo dagli Usa.



Come al solito mi concentro solo su alcuni scritti, ciò non comporta che gli altri non meritino.


Come scrivevo sopra non ho ben capito il senso di queste dieci pagine in apertura di rivista (10!), cioè... ho capito che si spiega come veniva creata una delle prime fanzine su manga ed anime negli anni 90, ho capito che ci viene spiegato il tutto dagli stessi autori della fanzine in una specie di autointervista/testimonianza, cosa anche interessante, ma non ne ho capito il perché   ^_^
Immagino che chi comprava questa fanzine sarà anche interessato ai dietro le quinte editoriali.

lunedì 18 aprile 2022

"Diplomacy, il gioco della diplomazia" - Mondadori Giochi (1982)


E' questo il primo gioco in scatola "serio" in cui ci impegnammo in cortile, dopo "Diplomacy" rimettersi davanti a Risiko diventò meno divertente... sia chiaro, ci rigiocavamo lo stesso, ma il punto è che "il gioco della diplomazia" della "Mondadori Giochi" era un gioco strategico da grandi.
Così da grandi che una volta divenuti adulti lo ricomprai e ci cimentammo in innumerevoli scontri all'ultimo tradimento   ^_^
Se si consultano i cataloghi di giocattoli che ho postato fino ad oggi si noterà che per i bambini/ragazzini del periodo i giochi di società disponibili avevano una difficoltà media abbastanza bassa, talvolta si aveva a che fare con meccaniche più complesse, ma spesso solo per una pessima attitudine degli autori a fare un regolamento facilmente comprensibile.
Un aspetto che lo elevava ad un livello di maggiore raffinatezza era che non c'erano i dadi, roulette oppure carte, onnipresenti in qualunque gioco per potersi spostare o combattere.
I pezzi si muovevano di uno spazio, fine. Anzi, potevano fare una sola azione, rifine.
C'è da considerare che mentre Risiko aveva un'ambientazione geopolitica inventata di sana pianta, Diplomacy si inseriva nel contesto nella prima guerra mondiale, quindi poteva avere, agli occhi di un adulto, anche un valore educativo.
Diplomacy era nel contempo complesso, rispetto agli altri giochi del periodo, ma con delle regole abbastanza accessibili, la disponibilità limitata di pezzi sul tabellone lo rendeva poco caotico e di facile allestimento iniziale.
Scrivo che le regole erano "abbastanza accessibili" perché bisogna contestualizzare il periodo, nel 1982 i giochi erano basati fondamentalmente sul Monopoli o su Risiko, con qualche sparuta variazione, noi non eravamo abituati a muoverci su un tabellone ipotizzando mosse contemporanee e flebili alleanze, men che meno al fatto che una partita potesse non terminare nella sessione di gioco iniziata il pomeriggio!
Infatti in cortile, a memoria, vennero inserite le solite regole modificate per rendere il tutto più alla nostra portata:
la partita terminava sempre, e se non terminava era perché era scorso del sangue...
le alleanze venivano utilizzate ma con qualche lacuna nelle regole, che portava a dissidi...
anche gli appoggi subirono delle modifiche
i turni forse non erano contemporanei (ma vado a memoria labile)

C'è da comprendere che giocare seduti sull'asfalto, mentre attorno si poteva sviluppare da un momento all'altro il caos, non facilitava una prosecuzione lineare del gioco.
In pratica capitava che il proprietario del gioco, unico depositario delle regole, scendesse con il nuovo acquisto, e ne illustrasse la meccanica, a cui ci si uniformava. 
La lettura del regolamento fatta assieme non la ricordo mai, si giocava subito  :]
Quando, invece, lo riprendemmo da maggiorenni, le regole vennero rispettate alla lettera e potemmo apprezzarne la bellezza, ed anche una certa ripetitività dovuta al fatto che non riuscimmo mai a coinvolgere sette partecipanti.



Nel "Dizionario dei giochi da tavolo" (edizione 2009) viene riportata come data di messa in commercio il 1980, ma in base a più miei cataloghi di giocattoli prima del 1982 non è mai presente, quindi direi che lo si poteva comprare dal 1982. L'anno tornerebbe anche con il periodo in cui ci giocammo in cortile.
La pagina qui sopra proviene da un catalogo "GiocaDag" del 1982, e comprendeva anche la seconda versione di "Lotta di classe", quella con Reagan a posto di Carter, gli altri due articoli mi sono sconosciuti.


Baia di Helgoland!
Brest!
Livonia!
Sebastopoli!
I nomi di queste località non raggiunsero mai i picchi di notorietà di Cita, Jacuzia e Kamchatka o dei Territori del Nord Ovest del Risiko, ma per chi giocò a Diplomacy da ragazzino mantengono un certo valore mnemonico   ^_^

domenica 6 luglio 2025

"Alta Finanza" - "Alma Giochi" (1968)


Dopo i due cataloghi della "Alma Giochi" ed il gioco in scatola del 1967 della "Alma Giochi", tocca al gioco in scatola della "Alma Giochi" del 1968:



Mi sa che metterò di seguito tutte e quattro le confezioni in mio possesso   :]
Come per "Guardie e ladri", neppure ad "Alta Finanza" ho mai giocato, quindi non posso dare una valutazione ludica dei tempi, mi pare, valutandolo oggi, un bel "gioco di società", come veniva specificato sulla confezione.
"Alta Finanza" fu il quarto gioco inventato e messo in vendita dai proprietari della "Alma Giochi", per delle informazioni di prima mano sulla "Alma Giochi" si faccia riferimento al link qui sotto:

Di giochi di società a carattere economico ne vennero messi in commercio parecchi, a parte il più famoso, "Monopoly", che non ho recensito perché lo conoscono tutti, nel tempo ne ho postati altri:












La confezione è abbastanza pesantuccia, in quanto sia il tabellone che gli scomparti furono fatti in cartoncino rigido e spesso.
La dotazione è corposa, come spesso capitava per i giochi in scatola fino ai primi anni 80.



Il tabellone di gioco, oltre al classico percorso esterno quadrato (a fine post le foto dettagliate), presenta sei indicatori della quotazione delle azioni: elettriche; petrolifere; navali; meccaniche; chimiche; automobilistiche.

Le azioni sono di quando ancora avevamo un'industria e la ricchezza era data da produzioni materiali, non da prodotti immateriali.

domenica 17 febbraio 2019

3 giochi in scatola sul calcio (Mondadori 1966 - Giochiclub 1968 - Clementoni 1977)



Non a tutti i bambini interessava il tifo calcistico, però erano veramente pochissimi quelli che non partecipavano alle partitelle in cortile oppure rifiutavano una sfida a Subbuteo (o "Giocagoal" della Atlantic), senza contare che alla fine per il calcio arrivarono anche le console domestiche e i videogiochi portatili, ma prima ed assieme a queste versioni del gioco più amato al mondo c'erano i giochi in scatola. A tutte queste versioni giocattolose a tematica calcistica andavano sommati gli album della Panini e di altri editori.
In pratica il calcio, a partire dalla fine degli anni 60, ci veniva rifilato più spesso nelle versioni ludiche per bambini che in quelle per adulti, cioè la classica partita del campionato di Serie A.

In questo post mi focalizzerò su tre giochi in scatola:
"Il gioco del calcio" della Mondadori Giochi del 1966, versione italica su licenza della Unitoy;
"Il gioco del calcio" della Giochiclub del 1968, versione italica su licenza della Waddingtons;
 "Goal" della Clementoni del 1977.

Avevo già recensito "Il gioco dello scudetto" (Editrice Giochi 1974), che a mio avviso differisce dai tre esposti qui, in quanto si tratta di un gioco a percorso con tabellone, che non prevede il posizionamento dei calciatori su un campo da calcio, con spostamento di pedine e pallone, ed una porta in cui segnare.
C'era poi un'altra categoria di giochi di calcio in quel periodo, quelli con cui simulavi la partita tramite meccanismi vari. Per esempio la Harbert aveva "Goleador" (quello con Sandro Mazzola sulla scatola) e il "Goleador Derby", la "Arkofalc"  il "Calcio Mondial" (quello con gli omini a molla) e il "Dribbling Gio" etc etc.
Poi, ovviamente, c'era il biliardino (o calcio balilla) in versioni più minute per bambini.

Non è mia intenzione fare paragoni coi giochi a tema calcistico di oggi, anche perché a parte Fifa e Pes ne conosco pochi, voglio solo far presente che, a fronte di una esposizione televisiva praticamente pari a zero, eravamo coinvolti con il "soccer" dalla mattina alla sera, come fu per i cartoni animati giapponesi, anche se questi ebbero un periodo di "irradiazione" minore.
Benché tra il primo ed il terzo gioco intercorrano 10 anni, ricordo di aver visto ai tempi qualche confezione de "Il gioco del calcio" Mondadori, questo perché la vita ludica di un giocattolo era assai più lunga di quella di oggi.




Non ho mai giocato a "Il gioco del calcio" della Mondadori, però leggendo il regolamento non pareva essere malaccio, abbastanza intrigante, ma non complicato. Il tabellone che rappresenta il campo da gioco è di grande formato, misura ben 62 cm X 89 cm, ed ogni calciatore è rappresentano sia frontalmente che posteriormente, quindi con il numero di maglia. Ovviamente ai tempi i numeri andavano dall'1 all'11, niente numeri strani... niente 99, 19 o 7... ah no, il sette c'è sempre!  :]
Limitandomi alla lettura del regolamento mi pare di poter ipotizzare che una partita durasse parecchio tempo, in quanto solo alla fine di una fase completa di gioco si spostava in avanti di un minuto il segnatempo, ergo 90 fasi di gioco...
Sulla confezione campeggia una immagine dell'incontro Italia-Urss del mondiale 1966, quella partita la perdemmo uno a zero, gol di Igor Cislenko al 57esimo. Gran bel gol da fuori area, quando i palloni non erano palloncini gonfiati ad elio   :]


     

Da notare il non-commento di Carosio, nomina solo i giocatori... niente minkiate alla Caressa/Bergomi etc etc...

lunedì 22 settembre 2014

Danguard, il nuovo eroe televisivo l'ipergalattico contro Ufo Robot - Mondadori giochi 1979

AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Ovviamente tutti si ricordano che Goldrake fu il primo robottone arrivato in Italia, pochi, però, si rammentano che Danguard lo seguì di poco, ma essendo trasmesso da piccole tv locali (qui a Milano io lo vedevo sulla mitica Tele Radio Reporter), invece che dalla Rai TV, non ebbe la fama che avrebbe meritato. Forse passò relativamente inosservato perché i combattimenti fra mecha non erano il fulcro della serie, incentrata sull'addestramento di Arin e soci, e sull'identità segreta del sadico capitano Dan. Personalmente Danguard era tra i miei preferiti, vabbè che ai tempi guardavo qualsiasi cosa, anche la principessa Zaffiro e Candy Candy... e cosa avrei fatto se avessi visto il gioco di Danguard in un negozio?
Avrei rotto i maroni per averlo... per poi scoprire, come ho scoperto solo nel 2014, che oltre ad essere abbastanza noioso, era scarno e pure una mezza truffa.
Noioso perché alla fine si riduceva ad una simil dama.
Scarno perché oltre al tabellone ci sono solo altri 18 pezzi (9 dei quali sono le basi di plastica dei segnalini) a formare tutto il gioco, se almeno li avessero fatti in plastica...
Truffaldino perché chi ne ideò le regole non aveva visto neppure due minuti della serie tv, altrimenti non avrebbe considerato la "Freccia del Cielo", cioè l'apparecchio usato per l'addestramento dei giovani piloti e per i combattimenti, come un nemico di Danguard...
Ma questo è l'ennesimo esempio di quanto superficiali erano spesso i giochi e il materiale editoriale che utilizzava i cartoni animati giapponesi come specchietto delle allodole, e noi bambine e bambine eravamo le allodole, in realtà lo erano i nostri genitori che sganciavano il grano...
Comunque che qualcosa nel gioco della Mondadori Giochi non tornasse lo si poteva intuire anche dal titolo del gioco, che cacchio vorrà mai dire "il nuovo eroe televisivo l'ipergalattico contro Ufo Robot"?!
La prima parte era un auspicio, che Danguard facesse guadagnare a chi ne deteneva i diritti di sfruttamento in Italia un sacco di bei soldini come Goldrake, ma perché "contro Ufo Robot"?!
Nel senso che Danguard si poneva in antitesi con Goldrake? Ma questa sarebbe stata una campagna pubblicitaria fallimentare (come poi si rivelo tale?), perché tutti volevamo emuli di Goldrake, non anti-Goldrake.
Forse nel senso che Danguard fosse un avversario di Goldrake, cioè "contro" gli Ufo Robot? Ma, di nuovo, non è che avesse molto senso, quale bambino (o bambina) avrebbe preso le parti del nemico del beniamino di tutti noi?
L'unica spiegazione è la stessa che mi son dato per le regole, parole a caso, tanto bastava il disegno sulla confezione per fregare le allodole.

Ecco qua un brevissimo video col gioco del povero Danguard, povero proprio nel senso di povertà...


        


domenica 28 luglio 2024

Annuario 1981 degli avvenimenti 1980 - Enciclopedie Rizzoli - focus su cinema, giochi, pubblicità, televisione e radio, Giappone + avvenimenti di un anno






Nella mia quasi infinita ricerca di fonti sull'animazione giapponese in Italia mi sono imbattuto in questo "Annuario Rizzoli", che presentava tutti i fatti accaduti nel mondo, attenzionando maggiormente la nostra penisola, da autunno ad autunno dell'anno successivo. Ergo, in questo caso per l'Annuario 1981, i fatti avvenuti dal 1° dicembre 1979 al 30 novembre 1980.
Non ho inserito la pagina con tutti i nomi dei collaboratori, non erano sperduti blogger o titolari di pagine FB, come succederebbe probabilmente oggi, ma giornalisti ed esperti di una certa importanza.





L'avvertenza della redazione spiega molto meglio di me quale fosse il periodo temporale preso in esame e quali gli argomenti trattati.
Ovviamente, essendo questo un blog che tratta specifici argomenti, non avrebbe molto senso postare tutte le pagine di cronaca che mi hanno colpito e ricordato fatti ormai obliati, quindi mi limiterò alle tematiche usualmente postate.
Farò un'eccezione, però, per quella che era la prima rubrica dell'Annuario, "Avvenimenti di un anno", che pur sapendo essere pagine off topic rispetto al blog, sono troppo preziose per non essere postate. In una nazione dove ti senti dire che oggigiorno siamo pieni di crimini e criminali ed il mondo è più insicuro, rileggere cosa capitava nell'arco di 12 mesi nel mondo e soprattutto in Italia, fa un po' accapponare la pelle...
Un vero peccato che le pagine di "Avvenimenti di un anno" resteranno così poco viste su questo blog...

Sto cercando, se riesco, di postare tutti gli "Annuari Rizzoli" in mio possesso di fila, ciò renderà noioso un po' più del solito il blog, ma secondo me è importante che restino sulla piattaforma in sequenza.


Dovendo l'Annuario Rizzoli render conto dei fatti più importanti accaduti nel mondo e in Italia, ed essendo il numero di pagine totali disponibili stabili, se nell'anno preso in esame c'era un evento importante, probabilmente le pagine in più per questo evento andavano a detrimento di altre tematiche, che nei volumi precedenti avevano un maggior spazio.
Per esempio nello "Sport" si dava conto delle olimpiadi moscovite, quindi ci si ritrova con il "Cinema" e la "Televisione", ma anche i "Giochi", con meno approfondimento rispetto ai precedenti quattro volumi che ho postato.
Mi ha deluso un po' quasi non trovar traccia dello tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi avvenuto a marzo e soprattutto aprile 1980, è anche vero che non si trattò di una notizia unica, ma di uno stillicidio di articoli pubblicati tutti i giorni e di alcuni programmi televisivi che ne diedero conto.
Probabilmente, se il Presidente della Repubblica Sandro Pertini avesse fatto un discorso ufficiale in cui si scagliava contro gli anime, la notizia sarebbe stata riportata nell'Annuario Rizzoli, ma tanti articoli quotidiani sfuggivano al setaccio della redazione.
L'unica citazione di quella virulenta polemiche la si legge nella parte dedicata ai giocattoli.
Ho inserito la tematica "Pubblicità" in quanto vengono trattate le televisioni, anche quelle private, quindi è da considerarsi in collegamento con quelle successivo di "Televisione e Radio".
In generale i personaggi dei cartoni animati giapponesi pare siano stati "digeriti", cioè non sono più una novità per la redazione, quindi non costituiscono un nuovo spunto da inserire, ma fanno parte del contesto televisivo e/o editoriale.



Indovinate un po'?
Il cinema è in crisi!   ^_^
Per quanto riguarda il cinema ho omesso un articolo sul "nuovo cinema tedesco", che non è proprio in tema blog.
Come negli articoli dei volumi precedenti, la responsabilità del calo degli spettatori cinematografici era addebitata al loro trasformarsi in spettatori televisivi di film, e dato che la Rai mandava in onda relativamente pochi lungometraggi, la colpa maggiore era scaricata sulle tv private locali.
Viene dato conto del secondo film cronologico della saga di "Guerre Stellari" con un breve accenno (immagino la recensione sul prossimo volume), mentre "Alien" di Riddley Scott ha le recensione del film.

martedì 18 marzo 2025

"VG Vendogiocattoli" - Pubblicità giocattoli cartoni animati giapponesi anni 1979/80/81/82


Ormai sono numerosi i post nati dalla mia escursione in emeroteca del luglio 2024 per consultare la rivista "VG Vendogiocattoli", vi ho trovato numerosi articoli sia sul giocattolo in generale che su quello legato all'animazione giapponese, ma anche sugli ascolti televisivi:






E molti altri ne potrò fare, in quanto quella testata è una vera miniera d'oro di informazioni (a volerla leggere).
E molti altri ne avrei potuti fare se non mi fossi dovuto porre un limite al numero delle fotografia da fare per mancanza materiale di tempo.
Detto tutto ciò, stavolta farò un post gemello a quello che avevo fatto per "Il Giornale dei Giocattoli", quando misi tutte le pubblicità inerenti gli articoli degli anime:

Si noterà che in alcuni casi, anche abbastanza ovviamente, le immagini pubblicitarie si ripeteranno, perché comunque una campagna di stampa per i venditori del settore andava fatta su entrambe le testate.
Mentre in quel post avevo iniziato con l'annata 1978, stavolta si inizia dal numero di gennaio 1979, per il semplice motivo che "VG Vendogiocattoli" venne inaugurata a gennaio 1979. Di contro, la carrellata di immagini, che per "Il Giornale dei Giocattoli" si fermava al 1980, per "VG Vendogiocattoli" prosegue anche per il 1981 e 1982.
Come già avvistato in uno dei primi post inerente "VG Vendogiocattoli", neppure in emeroteca erano presenti tutti i numeri, quindi ci sono un certo numero di lacune, alcune pesanti, in quanto sono del periodo natalizio, ma purtroppo questo c'è   ^_^
Nel post procedo in ordine cronologico, inserendo solo i numeri con pubblicità di giocattoli ispirati all'animazione giapponese, unica eccezione è questo inizio, in cui mi è sembrato più premiante inserire il numero di ottobre 1980, che presenta un mini catalogo spillato di quattro pagine della "Popy Bandai"!


Io non sono un esperto di questi articoli di importazione, non saprei dire se questo spillato della "Popy Bandai" sia in assoluto il primo ad essere pubblicato in Italia, seppur per una platea ristretta di rivenditori, ma immagino che ci penserà qualche redazione di qualche rivista o qualche saggista in cerca di materiale a risolvere il dilemma, io mi limito a fare il lavoro sporco, ad altri spetta di farci utili  :]
Tra l'altro queste immagini non sono le uniche della "Popy Bandai"  ;)
La copertina ci mostra i modellini di "Guerra fra galassie", ma poi all'interno c'è....    ^_^

sabato 19 giugno 2021

"Star Blazers ... sos ... ai lanceri dello spazio" - Mondadori Giochi (1980) + prima trasmissione di "Star Blazers sulla "Svizzera Italiana" da "Gazzetta Ticinese" del 13 novembre 1980


Gioco in scatola mai visto da nessuna parte in quel periodo, ma neppure sul web, mi ha sorpreso esistesse. "Star Blazers" mi piaceva molto, ma non lo riuscì a seguire mai continuativamente, troppe cose da vedere   ^_^
La confezione è datata 1980, considerando che venne mandata in onda per la prima volta nel novembre 1980, direi che il gioco venne pensato e messo in vendita per la notorietà acquisita sul canale estero della Svizzera italiana, ma è una mia ipotesi.
Leggendo il regolamento la trama dell'anime non solo venne rispettata, a differenza di tanti altri giochi in scatola ispirati ai cartoni animati giapponesi, ma trasposta in un meccanismo ludico che rappresentava al meglio la missione della Yamato: 
raggiungere il pianeta Iskandar e tornare sulla Terra entro un anno, i combattimenti erano secondari, necessari solo per il compimento della missione primaria.

E come nel cartone anche nel gioco in scatola il tempo scorre, tenuto in settimane (ergo 52, ma in 26 mosse massimo), la Yamato, affiancata da due navi spaziali (unica modifica della trama animata), deve arrivare dall'altra parte del tabellone, evitare le tre ammiraglie spaziali di Gamilon e tornare sul pianeta natio morente prima che la vita su di esso scompaia. 
Chi impersonava Gamilon, invece, aveva come compito di impedire la missione della Yamato.
Due tipologie di armi (non con munizioni infinite) a disposizione dei due schieramenti, che permettevano strategie di gioco differenti.
Tabellone con zone non attraversabili (asteroidi) e zone che permettevano di accorciare il percorso (limite della quarta dimensione). 
Regolamento quasi del tutto chiaro, solo un paio di punti non immediatamente comprensibili.
Tra l'altro la Yamato era presente con un profilo di plastica su cui venivano incolla ti i due adesivi, la nave era lei, solo gialla. In tanti altri giochi i segnali erano desolatamente anonimi...
Pur non avendoci mai giocato direi che fosse un bel gioco in scatola.

Edit del 20 giugno 2021:
Avevo dimenticato di linkare un sito in lingua inglese in cui sono riportati sia questo gioco della Mondadori che quello nipponico:



Tra l'altro il giudizio sul gioco italiano non è entusiasmante, si vede che gli estensori sono più fan di me dell'anime  ^_^




La prima visone di "Star Blazers" venne effettuata dal canale della Svizzera Italiana dal novembre 1980. La fonte qui sopra proviene dalla "Gazzetta Ticinese":

Per il primo episodio non è specificato fosse l'inizio della serie, ma il giorno dopo è precisato essere il "2. episodio", quindi direi che non ci sia dubbio che la serie cominciò giovedì 13 novembre 1980 alle ore 18,50 che è giusto l'orario in cui ricordo che la vedevo.
Il problema era che in quella fascia c'era l'inferno di cartoni animati giapponesi trasmessi su millemila canali diversi contemporaneamente  ^_^



Il tabellone è diviso in esagoni, molto moderno per il periodo, in alto ci sono i numeri delle settimane che segnano lo scorrere del tempo, su cui posizionare e spostare ad ogni turno il segnalino con il pianeta, che forse rappresenta una Terra pulita/inquinata.
In alto a destra la partenza delle forze terrestri, con a capo la Yamato (più due vascelli di supporto).
In alto a sinistra Gamilon (scritto Gamilus) con i tre esagoni da cui partono le tre navi spaziali del Supremo Desslock..
In basso a sinistra il pianeta Iskandar (scritto Iskadal), in mezzo l'infinito spazio siderale.
Mi pare di notare che i colori e i disegni del tabellone che vogliono riproporci l'universo siano stati scelti per assomigliare a ciò che si vedeva nel cartone.

sabato 20 giugno 2026

Imago Recensio reloaded, in senso letterale... ^_^

Dopo circa 50 giorni di autosospensione per ricaricare le immagini in circa 500 post, posso ricominciare a postare, non necessariamente una bella notizia per la sintassi e la grammatica  :]

Tralasciando il tempo materiale a ricaricare una quantità inusitata di immagini, il problema principale è stato scegliere in quali post far di nuovo collimare testo ed immagine e dove no, farlo per tutti i post avrebbe comportato una mole di lavoro assurda, oltre che a tempi maggiori almeno del doppio. Il risultato finale è che per un numero non basso di post ho dovuto ricaricare la prima o la seconda immagini in ordine corretto (magari anche una terza), le altre tutte assieme, con i commenti che feci ai tempi messi tutti in fila a fine post (qualche volta più in alto). Quei post resteranno per sempre rovinati, ma almeno con le immagini. 

Per alcune tematiche, invece, è stato obbligatorio re-inserire le immagini nel punto giusto del commento, per esempio "l'Emeroteca Anime", altrimenti il senso "informativo" del post si sarebbe perso. Lo stesso vale per i cataloghi di giocattoli, i giochi in scatola o alcuni cartonati (non tutti) etc. etc.. In pratica ho cercato di salvaguardare quei post che mi son parsi riusciti meglio e/o con un minimo di informazioni valide. Questo ha implicato impiegare un mucchio di tempo in più.



In questa mega sfiga galattica (generate da Google...) mi è in parte (molto in parte...) andata bene, in quanto la formattazione delle immagini non ha interessato alcune etichette in cui i commenti erano onnipresenti, tipo "Arrivano i Superboys""DVD" o "Riviste TV anni 70/80".

Non è andata altrettanto bene alla già citata "Emeroteca Anime", ai " Giochi in scatola" o alla povera "Go Nagai Robot Collection", per non parlare di quasi tutti i libri postati fino al 2019...

Nei tanti (ma tanti...) post interessati dalle immagini cancellate da Google/Blogspot/Blogger ho inserito un piccolo avviso sotto la prima immagine, il testo non è sempre il medesimo, proprio perché è stata mia intenzione spiegare al potenziale lettore se le immagini le ho ricaricate facendo collimare testo ed immagini oppure no, o solo parzialmente.

Una prima parte del testo è uguale in tutti i post interessati:

domenica 21 luglio 2024

Annuario 1979 degli avvenimenti 1978 - Enciclopedie Rizzoli - focus su cinema, collezionismo, fantascienza, giochi, televisione e radio, Giappone + avvenimenti di un anno





Terzo consecutivo post inerente gli "Annuari Rizzoli", i precedenti:


Nella mia quasi infinita ricerca di fonti sull'animazione giapponese in Italia mi sono imbattuto in questo "Annuario Rizzoli", che presentava tutti i fatti accaduti nel mondo, attenzionando maggiormente la nostra penisola, da autunno ad autunno dell'anno successivo. Ergo, in questo caso per l'Annuario 1979, i fatti avvenuti dal 1° novembre 1977 al 30 novembre 1978.
Non ho inserito la pagina con tutti i nomi dei collaboratori, non erano sperduti blogger o titolari di pagine FB, come succederebbe probabilmente oggi, ma giornalisti ed esperti di una certa importanza.





L'avvertenza della redazione spiega molto meglio di me quale fosse il periodo temporale preso in esame e quali gli argomenti trattati.
Ovviamente, essendo questo un blog che tratta specifici argomenti, non avrebbe molto senso postare tutte le pagine di cronaca che mi hanno colpito e ricordato fatti ormai obliati, quindi mi limiterò alle tematiche usualmente postate.
Farò un'eccezione, però, per quella che era la prima rubrica dell'Annuario, "Avvenimenti di un anno", che pur sapendo essere pagine off topic rispetto al blog, sono troppo preziose per non essere postate. In una nazione dove ti senti dire che oggigiorno siamo pieni di crimini e criminali ed il mondo è più insicuro, rileggere cosa capitava nell'arco di 12 mesi nel mondo e soprattutto in Italia, fa un po' accapponare la pelle...
Un vero peccato che le pagine di "Avvenimenti di un anno" resteranno così poco viste su questo blog...

Sto cercando, se riesco, di postare tutti gli "Annuari Rizzoli" in mio possesso di fila, ciò renderà noioso un po' più del solito il blog, ma secondo me è importante che restino sulla piattaforma in sequenza.
Stavolta, rispetto al numero precedente, tra le categorie che ho selezionato manca "Ufologia", ma venne inserita la "Fantascienza", visto il successo di vari film, riviste ed un famoso "cartone animati giapponese" di genere robotico  ^_^
Si, nell'Annuario Rizzoli 1979, con i fatti del 1978, venne citato "Atlas Ufo Robot" anche se NON venne inserita una sua sacra effige, ma solo di Actarus, Alcor, Hydargos ed il mostro spaziale "Bedo Bedo" dell'episodio 20, ma non Goldrake!
Questo perché presero a caso qualche immagine senza chiedere ad un bambino...

Restano le categorie cinema, collezionismo, giochi (giochi in scatola) e videogiochi, Televisione, ovviamente la pagina con il riepilogo dei fatti inerenti il Giappone.

Per agevolare la lettura delle scan, che hanno un formato circa A4 ed un carattere di scrittura non grandissimo, ometterò il fastidioso watermark "imagorecensio" (fastidiosissimo!).



Come già annotato nei post passati, gli articoli sul cinema (ma anche sulla televisione) andrebbero letti assieme a quelli degli anni precedenti e successivi, proprio per avere una panoramica sull'evoluzione delle problematiche del settore.
Iniziava a farsi sentire l'impatto delle oltre 300 emittenti televisive private locali, con i suoi film mandati in onda ogni giorno, seppure vecchi (quindi in bianco e nero) ed in replica costante, i mini varietà, quiz e telefilm.
Un altro fattore che veniva indicato come causa del crollo cinematografico generale ed italiano in particolare, era l'avvento del colore in televisione, anche se molti film, come ho già scritto sopra, visto l'anno di produzione, erano in bianco e nero.
La colpa veniva scaricata anche sugli spettatori pigri e senza interessi culturali, mancanti di incentivi ad alzare il sedere dalla poltrona. Forse, con il senno di poi, gli "anni di piombo" non incentivarono la voglia di uscire di casa, ed ora che di film te ne trasmettevano a iosa, sceglievi l'opzione più sicura, tranquilla ed  economica.
Tra i film proiettati al cinema fa il suo ingresso "Guerre Stellari" che cambiò totalmente il modo di vedere e fruire la fantascienza, il cui lascito è arrivato fino ai giorni nostri.