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giovedì 19 settembre 2019
Dizionario dei giochi di società (prima edizione)
TITOLO: Dizionario dei giochi di società
AUTORE: Enrico De Luca
CASA EDITRICE: Lulu
PAGINE: 162
COSTO: 10€
ANNO: 2007
FORMATO: 23 cm X 15 cm
REPERIBILITA':
CODICE ISBN:
Quando devo fare una recensione di un gioco in scatola le prime, e spesso uniche, informazioni a cui attingo sono quelle presenti in questo libro/dizionario. Al suo interno sono presenti le schede dei giochi di società dal 1950 al 2005, in totale quasi 1000 schede. Tralasciando qualche occasionale lacuna (non credo sia possibile recuperare tutti gli articoli di in un arco di tempo tanto ampio), per ogni titolo viene citato quasi sempre l'anno di messa in vendita (se non presente il semplice decennio), l'azienda, l'autore (se disponibile), il numero dei giocatori, una breve descrizione dello scopo del gioco, infine la dotazione della scatola.
Nelle schede non sempre sono presenti tutti questi dati, specialmente per i giochi in scatola più datati, pur essendo l'autore un collezionista, evidentemente non era al momento della pubblicazione del libro in possesso (lui o altri colleghi collezionisti) di tutti gli articoli presentati.
In ogni scheda viene anche data un valutazione dell'autore sulla difficoltà di reperimento di un gioco in scatola tramite l'uso di asterischi, maggiori essi sono, più arduo sarà recuperare il soggetto completo (5 asterischi individuano i santi Graal dei giochi di società).
Preciso che il costo di 10 euro è dovuto al fatto che lo trovai in una bancarella del Lucca Comics del 2010 che ne vendeva uno stock, tutte copie nuove, non saprei dire quale fosse il prezzo originale.
Ho sfruttato questo dizionario per riepilogare le recensioni dei giochi in scatola pubblicate fino ad oggi, esclusa quella di "Petrol" della Clementoni, perché nel libro non c'è (oppure mi è incredibilmente sfuggita).
Edit del 3 febbraio 2020:
Dizionario dei giochi da tavolo (seconda edizione)
Anna dai capelli rossi - Clementoni 1980
"L'Apemaia" - Clementoni 1980
"Atlas Ufo Robot - Goldrake all'attacco" - Giochi Mattel 1978
Auto Market (tutti uomini d'affari con...) - Elyart Italiana (fine anni 60?)
venerdì 11 agosto 2017
Editrice Giochi catalogo generale 1976/77
E' sempre un po' arduo indicare una data corretta a questi cataloghi, a parte quando questa campeggia sulla copertina, e non è il caso in questione. Quindi non resta che fare una stima in base agli articoli pubblicizzati, e considerando il Monopoli del 40esimo anno, più alcuni giochi in scatola tratti da telefilm o trasmissioni televisive, il catalogo non può essere antecedente al 1976/77.
In pratica questa pubblicazione, che misura 30 cm x 21 cm, è una versione deluxe del cataloghino che avevo già recensito qualche mese fa, e che si trovava all'interno delle confezioni.
Il formato più grande permette di apprezzare maggiormente tutte quelle stupende confezioni di giochi in scatola, che fanno subito tornare in mente tanti pomeriggi passati a scannarsi amichevolmente attorno ad un tabellone di gioco.
Come avevo già scritto nella recensione linkata, dove mi ero dilungato un po' su qualche ricordo cortilesco, noi giocavamo ai giochi in scatola sia in inverno che in estate, era una attività messa in campo per 12 mesi all'anno, ma questa attività ludica la si svolgeva quasi esclusivamente nel pomeriggio. Ovviamente la mattina c'era la scuola (uffi...), ma anche nei periodi di vacanza, oppure il sabato o la domenica, i giochi in scatola erano riservati al pomeriggio. In mattinata era tassativa una bella partita a pallone o a "tedesca" (su cui prima o poi dovrò fare un post...), ma nel pomeriggio, dopo un'altra partita a pallone (o a "tedesca"), era il turno del gioco in scatola del periodo.
Probabilmente la motivazione era dovuta al tempo disponibile per allestire (e/o spiegare) e giocare al gioco in scatola scelto, anche scendendo tutti alle 9 del mattino, a mezzogiorno si doveva iniziare a risalire per il pranzo, mentre nel pomeriggio si disponeva di un arco temporale più ampio.
Il mio quest a ritroso nel tempo sui giochi in scatola, nasce proprio dal volere recuperare tutti quegli articoli che ci regalarono così tante ore di divertimento (quasi sempre, ma non sempre...) in compagnia. Per me, poi, che sono figlio unico, quelle partite acquistavano un valore molto particolare, di condivisione e di confronto, anche se talvolta il confronto sfociava nello scontro :]
E lo scontro, sempre che non si spostasse sul piano fisico(...), era il sale del divertimento, che nasceva da un agonismo assolutamente NON decubertiano, perché a nessuno fregava nulla di partecipare, ognuno voleva annichilire gli avversari! ^_^
A dire il vero, quando mi capita di rigiocare con gli stessi amici con cui giocavo da bambino (o con persone che ho conosciuto da adulto), benché tutti si sia ormai vicini alla soglia dei 50 anni, e qualcuno li ha pure superati, il desiderio di annientare gli avversari alberga ancora in ognuno dei nostri cuori... e porca miseria cercano ancora di fregarti sulle regole anche se sono adulti, con famiglia e prole >_<
Rispetto al cataloghino pieghevole, in questo sono presenti più giochi, alcuni a me sconosciuti, molti sono della MB, e distribuiti dalla Editrice Giochi.
"Città Verde" l'ho recuperato, devo solo recensirlo, mentre Taxi non mi è mai capitato di trovarlo.
Dei due giochi in scatola del Corsaro Nero, questo della Editrice giochi e di certo il meno bello:
Il Corsaro Nero - Editrice Giochi - 1977
Mentre è di gran lunga più bello il Corsaro Nero Clementoni.
"Scommettiamo?"
mercoledì 23 novembre 2016
Cataloghino pieghevole Editrice Giochi - 1976/78
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
I cataloghini pieghevoli come questo erano solitamente inseriti direttamente nel gioco in scatola che avevi comprato, e ti permettevano di desiderare immediatamente un altro gioco di società, praticamente una droga :]
Mi pare che occasionalmente il negozio di giocattoli della nostra città, che lavorava quasi in condizioni di monopolio, spacciava qualcuno di questi pieghevoli, non solo della Editrice Giochi, ma anche della Clementoni, tanto per mantenere vivo il livello di pretese di noi bambini.
Giocare ai giochi da tavolo per noi era una consuetudine, e non solo invernale, infatti noi li prediligevamo anche in piena estate, magari dopo una interminabile sfida a pallone, a scopo defaticante ^_^
Con il gioco in scatola era nostra simpatica consuetudine occupare alcuni punti strategici del cortile, tipo sotto i balconi dei piani rialzati, fatto che leggitimamente non rendeva molto ilari gli abitanti degli appartamenti sovrastanti.
Ricordo ancora un poveraccio che faceva il metronotte al secondo piano, e che il pomeriggio voleva solo cercare di riposare... lo capisco solo oggi T_T
Ci piazzavamo anche in un paio di stradine pedonali che erano della giusta larghezza per permettere di sederci a terra in 4/6 giocatori, più un numero indefinito di spettatori. Già, perchè oltre ai giocatori attivi, c'erano sovente gli aiutanti, i commentatori, i tifosi ed i semplici spettatori.
Queste stradine erano poste strategicamente all'ombra, altra scelta che non rendeva particolarmente contente le persone che, di nuovo leggitimamente, avevano la pretesa di trovare quelle vie sgombre da vocianti bambini intenti ad attività a loro ignote.
Nelle giornate piovose, ergo specialmente in autunno ed inverno, occupavamo, del tutto abusivamente, i pianerottoli delle scale dei nostri palazzoni popolari. Anche questa usanza non era particolarmente apprezzata, sia da quegli adulti che avevano la incomprensibile, per noi, pretesa di fare le scale senza doverci saltare (usate l'ascensore!!!), sia dagli sfortunati abitanti degli appartamenti limitrofi al pianerottolo che, complice una certa tendenza della tromba delle scale ad amplificare i suoni, si lamentavano del leggerissimo casino da noi operato...
Ma valli a capire sti adulti... se me lo facessoro oggi li scuoierei vivi sti mocciosi...
Accennavo poco sopra che, oltre ai giocatori attivi, intorno alla mappa di gioco stazionavano varie tipologie di bambini.
Gli aiutanti erano quelli che si prestavano, nel caso il gioco lo prevedesse, a fare da banca, oppure dispensavano i carrarmatini del Risko, tanto per fare un esempio concreto.
Tendenzialmente erano esentati dal dover prendere parte alle diatribe, non ho mai capito il gusto che provassero a "quasi giocare" O_o
I commentatori erano quelli che, più che darti un suggerimento, cosa che a grandi linee era vista assai male da chi stava giocando (e fatti i caxxi tuoi!!!), e che poteva portare a grossi rischi di incolumità fisica, davano giudizi a posteriori sugll'errori che avevi commesso. In pratica erano come quelli che DOPO che ha vinto Trump, ti hanno spiegato perchè ha vinto... mavvaffan....brodo... >_<
I tifosi si limitavano ad appoggiare il loro migliore amico, in piena modalità obbiettività alla Brunetta, gli davano ragione su tutto... mai sopportati...
Infine c'erano i semplici spettatori. Io, per esempio, mi divertivo un sacco a vedere i miei amici a giocare al gioco del "Giro d'Italia di Big Jim", avrò partecipato un paio di volte, per il resto ho sempre fatto da spettatore.
A dire il vero c'era un'ultima infida categoria, quelli che aspettavano il momento giusto per fregarti qualche pezzo del gioco in scatola... li chiamerei ladri, piccoli ladri, ma sempre ladri erano :(
Questa era a grandi linee la situazione ambientale e di compagnia in cui operavamo, che si riuniva attorno ai giochi in scatola che i bambini del cortile potevano riunire, ed erano veramente tanti. C'erano i classici intramontabili, come il Risiko, a cui si giocava ininterrottamente tutto l'anno, e poi c'erano i giochi che andavano forte per un certo numero di mesi, e poi venivano rimpiazati da altri, per poi essere riscoperti a distanza di qualche tempo.
Ovviamente ci si ritrovava a giocare anche in casa, in base all'accondiscendeza dei vari genitori, e pure in base a chi era invitato. Alcuni partecipanti erano mediamente ben accetti (io, per fortuna, ero uno di questi), ed i genitori non avevano obiezioni, altri compagni di giochi erano più ostici da far accettare, e, alla fine, avevano ragione i genitori. Il clima delle partite era assai differente tra location in cortile e location in casa, specialmente se era presente qualche parente (mamme, papà, nonne e nonni). In cortile il clima poteva diventare abbastanza infuocato, alcune volte finiva pure a botte... in casa si era più pacati, mediamente, anche perchè meglio rifocillati :]
Alcuni di questi sono presenti in questo pieghevole, che ho datato 1976/78 in quanto, nonostante nella prima paginetta sia presente l'edizione per il quarantennale del Monopoli (e quindi la datazione sarebbe 1975), tra i giochi presentati c'è "Scommettiamo?", la cui trasmissione a quiz di Mike Bongiorno andò in onda a fine 1976.
Il Corsaro Nero - Editrice Giochi - 1977
Risiko
domenica 10 luglio 2022
Risk, lo scontro tra grandi potenze - Parker Brothers (1982?)
venerdì 7 luglio 2023
Vento forza 6, Corsari in vista! - Giochiclub (metà anni 70?)
sabato 20 agosto 2022
Prendi un taxi (con movimento a vibrazione elettronica) - "Editrice Giochi" (1976)
domenica 2 gennaio 2022
Remigio, lungo viaggio alla ricerca della mamma" - Editrice Giochi (1979)
lunedì 9 maggio 2016
"Risiko Giochiclub (1968") vs "Risiko Editrice Giochi Milano (fine anni 70)"
Tra i giochi in scatola che ho recensito fino ad ora mancava un must della mia, ma non solo mia, generazione: il Risiko!
Sinceramente non l'avevo ancora mai recensito perchè è uno di quei giochi, assieme al Monopoli, che tutti conoscono, grandi e piccini, giovani e... ehm... anziani T_T
Poi ho trovato una stupenda versione del 1968, della Giochiclub, penso la prima o tra le prime in assoluto, ergo mi è sembrato interessante mostrare le differenze con la versione con cui giocavo da bambino, quella della "Editrice Giochi Milano".
Infatti ho girato qualche foto della versione più vintage ad alcuni amici, che nell'invecchiare (tiè) hanno mantenuto intatta la loro passione per i giochi in scatola, e tutti sono rimasti sorpresi da questa edizione del 1968, io per primo.
La prima la posso datare con precisione perchè l'anno è presente sul libretto di istruzioni, mentre la mia vecchia confezione non riporta alcuna data, ma è della fine degli anni 70, dal 77 al 79.
La prima differenza salta subito all'occhio: la dimensione della scatola.
La versione della Giochiclub misura 44 cn x 37 cm, mentre l'edizione della "Editrice Giochi Milano" è da 46 cm x 36 cm, inoltre la prima pesa molto di più della seconda, perchè?
Perchè i carrarmatini non sono in plastica, ed in realtà non ci sono neppure i carrarmatini, ma solo in legno, e sono dei semplici parallelepipedi colorati!
Ma le differenze non si limitano ad una mera questione materiale e grafica, cambia anche il regolamento, in primis nella versione del 1968 mancavano gli "Obiettivi"!
Lo scopo del gioco era solo di disintegrare tutte le altre armate, fino ad occupare tutto il planisfero, quindi una partita terminava, ipotizzo, per sfinimento degli avversari, oppure con le madri che trascinavano via i poveri bambini per farli cenare...
Cambia la grafica del planisfero, ma, soprattuto, cambiano i nomi dei territori, non più un singolo nome per ogni territorio, come nella versione della "Editrice Giochi Milano", ma più nomi della regione interessata, con un effetto, a mio avviso, più da mappa di guerra, molto più realistico.
Non essendo io un mega esperto di Risiko, che ormai trovo abbastanza noioso, non mi metterò a fare le pulci ai due regolamenti, che si differenziano per vari aspetti, fin l'uso delle carte, chi vorrà potrà notare le differenze. Comunque il regolamente del 1968, a parte l'assenza degli obiettivi, che ne riduce la varietà strategica, pare molto più professionale. Nell'edizione di fini anni 70 devono aver semplificato un po' le regole, per renderlo più scorrevole, evidentemente i bambini di fine anni 70 erano considerati meno svegli di quelli di fine anni 60 T_T
C'è però un'altra possibilità: all'inizio del regolamento della versione Giochiclub, si chiede al novello giocatore di inviare una lettera alla casa editrice per avvertirli di eventuali varianti di gioco, non escludo che, anche su suggerimento dei giocatori, siano state inserite alcune regole (tipo gli "Obiettivi"), e tolte altre (facilitando, per esempio, la gestione delle carte).
Riparto dall edizione del 1968 della "Giochiclub".
domenica 6 luglio 2025
"Alta Finanza" - "Alma Giochi" (1968)


domenica 8 dicembre 2013
Guerre Stellari - Il grande gioco di fantascienza - Editrice Giochi 1977
AVVISO DEL 2026:
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Rompi i maroni per fartelo regalare, e quando alla fine ci riesci ti accorgi che è un brutto gioco, ma proprio brutto, tanto che non ci vuole giocare nessuno, neppure tu che lo hai tanto voluto... questi sono shock da cui non ci si riprende...
Ma perchè è così brutto questo gioco in scatola?
Intanto è il classico gioco dell'oca un po' modificato.
A quanto pare quando la Editrice Giochi (ma non solo loro) aveva i diritti per lo sfruttamento di un brand di successo non si sbatteva più di tanto ad inventarsi un gioco divertente. Tanto gli stupidi bambini lo avrebbero fatto comprare lo stesso ai propri genitori.
Cara Editrice Giochi, e cari "chi studiò questo gioco", vi ringrazio con 35 anni di ritardo per il vostro impegno...
E non è finita!
Apri il tabellone e ti ritrovi nomi a caso, ma con tutto il successo che ebbe il film possibile che non ci fosse uno della Editrice Giochi che lo avesse visto?!
martedì 25 dicembre 2018
"CID Giocattoli Natale 1979" - prima parte
Ieri ho postato un catalogo del Subbuteo 85/86 ed oggi la prima parte di questo stupendo catalogo natalizio Cid del 1979. Di norma cerco di alternare un po' gli argomenti, però ieri era la vigilia di Natale, ed oggi è Natale, quindi i post giocattolosi ci stanno alla grande ;)
Diciamo che è il mio modo di fare gli auguri ^_^
Dato che il catalogo è assai corposo, ben 127 pagine, lo dividerò probabilmente in tre parti, anche perché è veramente strapieno degli articoli che fecero sognare quella generazione di bambini.
Essendo la CID una azienda che si occupava di distribuire giocattoli ci sono quasi tutte le marche di giocattoli del periodo, magari di alcune case c'è un solo gioco, mentre di altre più pagine, ma il panorama è assai appagante:
Sebino; Furga; Fiba; Italo Cremona; Effe; Raffetto; Sevi; Grazioli; Reve; Harbert; La Nuova Faro; Berchet; Giochi Adriano; Trudi; Canova; Bero; Ampatoys; Lego; Plastic City; Bral; Mupi; Polistil; Lima; Ellegi; Reel; Rico; Edison Giocattoli; MB Italy; Editrice Giochi; Clementoni; Invicta; Italo Trade; Bontempi; Supermatic; Flippy; GV; Dulcop; Arcofalc.
Le marche sopra riportate sono solo quelle chiaramente descritte sul catalogo, perché in numerose pagine viene solo riportato "CID selezione", a cui segue l'immagine del gioco, sovente senza la marca che lo identifichi. Per esempio il Subbuteo è nominato come tale (n° 785 e 786), ma non c'è neppure un articolo della Atlantic, magari è presente con qualche altro articolo che non ho notato.
Queste lacune nella descrizione dei giocattoli sono un vero peccato, evidentemente esisteva un secondo catalogo, forse coi prezzi, che permetteva al negoziante di collegare il numero dell'immagine con la marca/distributore/nome dell'articolo.
Non ci sono articoli della Mattel, che aveva suoi cataloghi esclusivi.
Si può notare, come per tutti i cataloghi del periodo, che i vari articoli avevano una vita abbastanza lunga, non venivano sostituiti ogni anno con giochi nuovi. Per esempio c'è ancora la console di videogiochi della Reel, che era di un paio di anni prima. Probabilmente furono proprio gli articoli legati agli anime a dare al mercato dei giocattoli italico la prima sonora sberla innovativa, assieme ai videogiochi portatili.
Ovviamente non mancano i giocattoli degli eroi animati giapponesi, l'invasione/innovazione era ormai giunta sugli scaffali dei negozi, e per qualche tempo i giocattoli nostrani dovranno soffrire un po' la concorrenza nipponica.
Ammetto che nello scansionare il catalogo non ho proceduto rispettando l'ordine delle pagine, ma ho saltato un po' qui un po' là, omettendo tutte le bambole e i giochi per i più piccini, e concentrandomi sui giochi più belli per i maschietti.
Chiedo venia alle eventuali lettrici coetanee che leggeranno questo post, ma per i loro giochi dovranno attendere la seconda parte.
In questa prima non potevo non mettere le immagini del "guerriero spaziale altezza cm 60", del "guerriero spaziale in metallo pressofuso" e del "veicolo spaziale in metallo pressofuso", che permetteva al guerriero spaziale di cui sopra di poter essere pilotato.
Ma quale sarà mai il nome di questo guerriero spaziale? ^_^
Il Daitarn III!!!
Immagino che il catalogo con le stupende immagini dei due modelli di Daitarn III e con la Mach Patrol furono messi in vendita un pelino prima della messa in onda del cartone animato sulle tv locali, ergo la CID non si preoccupò di dargli un nome.
Quindi anche il Jumbo Daitarn III poteva trasformarsi?
Una figata colossale!
Io avevo (ed ho ancora, seppur un po' sverniciato) il modello in metallo pressofuso: stupendamente trasformabile in tutte le versione del cartone!
Questa pagina farà sbavare un sacco di gente, di certo ne conosco almeno una (ahahahahahah).
Per il resto, buona visione e buon Natale ;)
domenica 2 ottobre 2022
The Muppet Show - "Editrice Giochi" (1978)
mercoledì 1 dicembre 2021
"Zaxxon, da un classico videogame un entusiasmante gioco da tavolo" - MB Giochi (1983)
giovedì 28 novembre 2019
Super Giocattoli La Giraffa 1976
I cataloghi facenti capo ad aziende di distribuzione come la GDG (la CID, la DAG o la Baravelli) contenevano, oltre ad alcune marche note, anche articoli di aziende di giocattoli poco conosciute, oppure articoli importati dall'estero. Questa caratteristica permette di riesumare, assieme ai classici del periodo, giocattoli che non andavano per la maggiore, esemplari che son caduti nell'oblio totale perché non inseriti nei cataloghi della Standa e dell'Upim.
Ovviamente, per ammirare questi giocattoli poco noti, conta anche l'annata del catalogo, nel 1976 non c'erano ancora i videogiochi in pianta stabile né i millemila articoli nati dal merchandising legato ai cartoni animati giapponesi.
Per esempio in terza pagina è pubblicizzata la linea di giocattoli Puzzletown creata da Richard Scarry, che viene evidenziata in neretto come "Novità assoluta per l'Italia".
A pagine 5 ci sono degli articoli dei Peanuts con le scritte in inglese sulla confezione, come a pagina 10 altri giocattoli riportano diciture in spagnolo e francese.
Alle pagine 12 e 13, assieme alla simil Barbie (che non manca neppure stavolta...) di epoca ottocentesca dal nome Jody, c'è una serie di giochetti tascabili ispirati a vari sport, i Pocketeers.
Consiglio di vedere il video linkato qui sotto per capire meglio in cosa consistessero:
https://www.youtube.com/watch?v=EhFNb56Kl_Y)
Comunque gli articoli chiaramente non italici si sprecano, e questa particolarità avvicina il catalogo a quello della Baravelli, che importava in particolare dalle aziende anglosassoni, ma anche nipponiche.
Nel 1976 Big Jim (pagina 51) non era l'unico personaggio snodabile per bambini (mi rifiuto di usare il termine dispregiativo "bambolotto"...), a pagina 21 ci sono gli articoli in stile western della Marx Toys, a pagina 23 i personaggi di Spazio 1999(!), dove le navicelle spaziali Aquila sono ancora denominate Eagle, c'è una doppia pagina per i Gijoe, che io ho sempre schifato, infine (a pagina 67) gli Action Man della Polistil.
Per quanto riguarda i giochi in scatola, a cui io dedico sempre una certa attenzione (link), oltre la doppia scatola coi classici giochi che potevamo vedere in cortile, a pagina 26 c'è la recensione di tre giochi strategici: Midway; Afrika Korps; D-Day.
Erano questi degli articoli completamente nuovi per il mercato italico, i cui giochi di società erano solo per bambini/e, mentre questi erano dedicati ad adolescenti e adulti, chissà se le istruzioni erano tradotte in italiano...
Avevo già postato un altro catalogo de La Giraffa, di qualche anno successivo, si potranno notare le differenze:
"Super Giocattoli GDG La Giraffa 1979/80"
martedì 15 novembre 2016
"Il gioco del west (a 3 dimensioni)" - Editrice Giochi (1974)
Questo era il mio gioco in scatola preferito, a parimerito con "Il gioco dello scudetto", guarda caso del medesimo anno.
Non ricordo bene l'anno in cui ne venni in possesso, ma non era di certo il 1974, ero troppo piccolo, direi dal '77 al '79, approssimativamente. Quando, crescendo, arrivò il fatidico momento in cui ci si sbarazza dei giochi da bambino, faticai a disfarmi de "Il gioco del west", perché vi ero molto affezionato, tenni duro su altri giochi di società, ma tradì lo sceriffo T_T
Finalmente, dopo eoni di senso di colpa, sono riuscito a recuperare una confezione completa e assolutamete integra, ad un prezzo non da trapianto di rene (20€!), come capita di vedere su Ebay...
I mercatini dell'usato sono ancora una manna per i collezionisti di qualsiasi cosa :]
L'unica delusione è stata l'aver appreso che la Editrice Giochi non inventò "Il gioco del west", ma si limitò ad un restyling all'italiana, perchè è un gioco di società statunitense, il cui nome originale è "The fastest gun" della "Denys Fisher Toys", pubblicato nel 1973.
Spesso l'ignoranza permette di mantenere vive quelle che sono solo delle illusioni.
Rispetto alla versione statunitense la Editrice Giochi rese il gioco maggiormente infantile, spostando l'attenzione dal duello fra cowboys (vedi il titolo in inglese) alla modalità monopoli, inserendo dei disegni con personaggi più buffi, che ho sempre trovato divertentissimi.
Queste mie considerazioni sono basate sull'osservazione delle immagini del link sopra ;)
L'accenno al "3D" del gioco è dato dalle due costruzioni in cartoncino ai fianchi dei duellanti, ai tempi le 3 dimensioni si ottenevano con poco.
Chissà se qualcuno riconosce la base audio ^_^
Comunque il punto forte del gioco sono i duelli, che si risolvono come da video sopra.
Mi rendo conto che oggi possa sembrare una cosa da poco, ma vedere il tuo pistoleros atterrato, magari causandoti l'eliminazione, era un vero tutffo al cuore T_T
A dispetto delle immagini buffe, la sopravvivenza era la prima regola, infatti i casi in cui si poteva essere eliminati dal gioco erano molteplici, dalla mancanza di denaro e/o beni, al morte cruenta in duello. Quest'ultima possibilità accadeva quando non si poteva assoldare un pistoleros causa scarsità di fondi, ergo si era obbligati a schierare il proprio segnalino sulla plancia, e se si moriva, si veniva eliminati.
L'insegnamento era che chi ha i soldi manda a morire il prossimo e sopravvive, mentre chi non li ha...
mercoledì 5 febbraio 2025
"Battaglia nella Galassia" - "Editrice Giochi" (1978)
































