Non so quanti si ricorderanno di una rubrica, presente nella trasmissione "Report", dal titolo "Com'è andata a finire?", in cui si dava conto degli sviluppi di inchieste passate.
Lungi da me il volermi paragonare alla Gabanelli, ma ho pensato di dare una panoramica generale (con finale) alla campagna pubblicitaria della "Ceppi Ratti" che trasformava i giocattoli ispirati ai cartoni animati giapponesi in protagonisti del Presepe.
Non è il primo post che vi dedico:
"VG Vendogiocattoli" - Pubblicità giocattoli cartoni animati giapponesi anni 1979/80/81/82 (a fine post)
Dalla lettura dell'articolo de "Il Giornalino" del 9 gennaio 1983 si capirà che la campagna pubblicitaria generò qualche fastidio nei genitori più attaccati alla sacralità dei personaggi del Presepe.
Anche perché si mischiava veramente il sacro col profano, il tutto per vendere dei giocattoli, non mi pare di poter dar del tutto torto a chi espresse lamentele alla redazione de "Il Giornalino".

L'idea mi è nata sia avendo riesumato un paio di altri articoli dalle riviste "VG Vendogiocattoli" e "Il Giornale dei Giocattoli" dell'annata 1983, sia per il precedente post sul volume giapponese "The Complete Guide to Pirate Manga Worldwide", che mostra l'interesse nipponico proprio per il fumetto "Trider G7 va a Betlemme", presente nel "Corriere dei Piccoli" di fine 1982.
La campagna pubblicitaria aveva, ovviamente, come soggetti i bambini, con la pagina pubblicitaria visibile qui sopra, presente ne "Il Giornalino" n° 45 del 14 novembre 1982.
La promozione della "Ceppi Ratti", però, non era diretta solo ai giovani consumatori appassionati di anime robotici, ma aveva una seconda diramazione nei confronti degli esercenti.

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