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lunedì 16 luglio 2018

"Domenica Bis" - Inserto tv della "La Domenica del Corriere" - 5 numeri dal novembre 1975 al gennaio 1976


Ad un mercatino ho recuperato 14 numeri di "Domenica Bis", l'inserto televisivo a me sconosciuto de "La Domenica del Corriere", purtroppo non sono tutti consecutivi, ma comunque di un arco temporale abbastanza ristretto, che va da 9/15 novembre 1975 al 2/8 maggio 1976.
Ogni inserto è costituito da 16 pagine, nelle prime pagine ci sono articoli sui programmi Rai (anche radiofonici), nelle ultime 7 ci sono i palinsesti dei programmi tv, non sono contemplate le tv private, ma ci sono le tre televisioni che trasmettevano dall'estero:
TV Svizzera; TV Capodistria; TV Montecarlo.
L'inserto era diretto, o comunque aveva il contributo principale, di Mike Bongiorno, di cui era a firma l'articolo in prima pagina che proseguiva in seconda. Inoltre il conduttore italo americano aveva sovente un rubrica interna in cui intervistava altri personaggi televisivi.
Visto che il presentatore e giornalista aveva lavorato negli Usa, la sua attenzione verso le tv private era abbastanza alta (lo dimostrerà direttamente con Telemilano), ma per quanto riguarda questo inserto non mancano suoi articoli sulle prime tv private e sui canali esteri che trasmettevano in Italia.
L'altro motivo di interesse dell'inserto è dato dall'accuratezza sui programmi offerti dalle 3 tv estere, superato solo dai "TV Sorrisi e Canzoni".
Ho così scoperto che il giorno di Natale del 1975 alle 18,30 su Telemontecarlo trasmisero il "disegno animato giapponese" dal titolo "Orsetto Panda", che ipotizzo possa essere "L'orsetto panda e gli amici della foresta" (Panda no Daiboken).
A parte che nel 1975 ero troppo piccolo, ma nel mio palazzo le 3 tv estere arrivarono un po' più avanti, tipo nel 1977 o nel 1978.
Grazie all'articolo di Mike Bongiorno della prima e seconda scan, ho compreso che non avrei potuto comunque vedere "Orsetto Panda", perché le vecchie tv in bianco e nero non potevano ricevere le tv estere, in quanto queste trasmettevano a colori con sistema Pal, mentre da noi le tv a colori arriverà solo nel 1976:
"TV color, guida alla televisione a colori" - Allegato a Quattroruote maggio 1976

Interessante anche il programma successivo al film d'animazione "Orsetto Panda", che era un documentario dal titolo "Il capitano Ultra", regia di Akira Kate. Strano che un documentario avesse un titolo che pareva un telefilm, chissà se, in realtà, non era una qualche puntata di Ultraman.
Mi attiverò per investigare  ^_^
Non ho scannerizzato per intero ogni inserto, ma mi sono limitato agli articoli che potessero avere ad oggi ancora un minimo interesse (Giochi senza Frontiere, Sandokan, le tv private ed estere).



Mike Bongiorno dimostrò di conoscere bene l'ambito televisivo in cui lavorava. Infatti, oltre a dare un interessante dato (un po' artigianale) sul numero di ore che il telespettatore poteva vedere, informa il lettore sui costi di economici per poter vedere le tv estere, infine predice che il monopolio Rai verrà un poco alla volta eroso dalle tv concorrenti.


Programmi della settimana dal 9 al 15 novembre 1975.
In rosso i programmi visibili a colori.

mercoledì 17 aprile 2024

"I Mostri (The Munster)" - Cofanetti DVD prima (1964/65) e seconda (1965/66) stagione - Ovvero "Vai! Goldrake Vai!

Tutti conoscono e si ricordano della "Famiglia Addams", pochi conoscono ed ancor in meno ricordano "I Mostri"... Ovviamente io adoro gli Addams, ma per i Munster ho sempre avuto un debole e li considero parte di quell'immaginario collegato ai primi telefilm che vedevo sulle tv private. 
A memoria la mia prima visione del telefilm fu su Telereporter, ma potrebbe essere stato anche TMC (Telemontecarlo).
Nel booklet allegato al cofanetto della prima stagione viene riportato che la prima visione italica fu Rai 3 con una datazione generica "anni 80"... senza controllare da alcuna parte posso affermare che è completamente errato... 
La prima tv assoluta in Italia avvenne, di nuovo, grazie ad una emittente straniera che irradiava il suo segnale oltralpe, la "Televisione della Svizzera Italiana", che trasmise il primo episodio il 22 gennaio 1968!



Tra l'altro sarebbe da avvisare Wikipedia, che riporta un ventennale "anni 60/70" con emittente Rai:

Il doppiaggio svizzero italico era il medesimo di quello presente in questi cofanetti DVD, che è lo stresso che ricordo di aver seguito io da bambino in tv?
Non credo proprio
Lo ipotizzo perché nelle 70 puntate delle due stagione ho trovato una chicca che immagino nessuno ricordasse più, che colloca il doppiaggio, almeno del 22esimo episodio della seconda stagione, dopo il 4 aprile 1978  ^_^

Ho trovato una seconda trasmissione del telefilm dal primo ottobre 1977 su "Telemontecarlo" (TMC), cosa che tornerebbe con i miei ricordi, ma anche in questo caso si tratterebbe, al massimo della prima stagione, non del 22esimo episodio della seconda stagione?
Perché?
Perché il nonno, incitando Herman, grida:
"VAI! GOLDRAKE VAI!"    ^_^


          


Queste sono le scoperte senza alcun reale valore che mi mandano in sollucchero   :]
Qui ci sarebbe da fare tutto un ragionamento, che va ben oltre le mie capacità, sul fatto che un bambino del post aprile 1978 guardasse un telefilm statunitense del 1966 in cui veniva citato un robottone giapponese del 1975.
Il massimo del massimo del fuori contesto   ^_^
C'è un altro aspetto che mi ha impressionato e che assolutamente non ricordavo, le parolacce inserite dall'adattamento italico in un telefilm per bambini/ragazzini!
Non saranno numericamente molte, ma sono sorprendenti per essere totalmente incongruenti con i dialoghi, parrebbero quasi uno scherzo dei doppiatori fatto di nascosto dalla produzione.
Ogni parolaccia si poteva sostituire con una parola normale che esprimesse il medesimo concetto, cioè quello che, tranne in una occasione (mi pare). è riportato nei sottotitoli.
Quello delle parolacce è un aspetto assai curioso che non troverà mai spiegazione, visto che siamo nel 2024 e probabilmente tutte le persone che si occuparono di quel doppiaggio non ci sono più...


giovedì 5 dicembre 2019

"Punta su Montanelli l'ultima rivale della Rai-TV", di Gastone De Luca - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 14 al 20 marzo 1976



Con questo articolo di "TV Sorrisi e Canzoni" del marzo 1976 (numero dal 14 al 20 marzo) penso di chiudere questo mini trittico su Telemontecarlo (tutto attaccato):
Unboxing vintage di "Paroliamo, il famoso gioco di Telemontecarlo" - Socoge/Adica Pongo versione pocket (primi anni 80)

"Lea Pericoli rivale di Mike Bongiorno a TV Monte Carlo", di Gherardo Gentili - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 25 settembre al 1 ottobre 1977

Come si può evincere dal titolo la rete monegasca Telemontecarlo era, assieme all tv della Svizzera italiana (non considero TV Koper Capodistria), considerata una competitor sia sul versante degli ascolti che sulla raccolta pubblicitaria, in quanto il suo segnale (come quello delle altre due) veniva irradiato in gran parte del territorio nazionale. Questo non valeva, ovviamente, per le tv locali private, che nel 1976, seppur erodessero costantemente il bacino di telespettatori della Rai, non erano ancora così forti, né come programmi né, conseguentemente, come raccolta pubblicitaria.
Su questo aspetto doppio aspetto di odiens/raccolta pubblicitaria devo avere da qualche parte un interessante articolo di una testata di settore.
Gastone De Luca fece un po' di luce sulla struttura di TMC, dalla proprietà e la sede produttiva, fino ai programmi e i personaggi televisivi che vi lavoravano.
Da quando ho memoria io, Jocelyn ha sempre parlato italiano, mentre scopro che nel 1976 era coadiuvato da una conduttrice milanese che traduceva per lui.
Per chi è anche di poco più giovane dello scrivente, e quindi nato già con le tv locali private ben presenti in pianta stabile nelle abitudini televisive famigliari, penso che sia arduo immaginare cosa rappresentò TMC (assieme alla Svizzera italiana).
Benché le trasmissioni coprissero solo una piccola parte della giornata, davano la possibilità di variare non poco i programmi che erano disponibili.
A tal proposito posso portare un piccolo ricordo del palazzo popolare in cui abitavo da bambino:
il nostro era un enorme palazzone con quattro numeri civici da 8 piani, nonostante ciò TMC, la Svizzera e Capodistria dal nostro palazzo non si riuscivano a captare, mentre dal palazzo di fianco, di solo tre piani, invece si... non ho mai capito il perché... Perciò, quando ancora le antenne su balcone non era usuale metterle ed il desiderio di vedere queste tv estere era tanto forte, si decise, tramite colletta, di effettuare un collegamento col palazzo vicino, con relativo mini scavo sulla strada confinante in cui passava il cavo d'antenna di connessione.
Poter vedere TMC e la Svizzera italiana era considerato così importante che, in un caseggiato popolare, quindi senza amministratore condominiale, una parte dei condomini si autotassò per svolgere tutti questi lavori.
Piccola ulteriore chiosa: quel solco venne usato per anni come mezzeria per le partitelle di tennisball tra noi bambini, e rimase lì per decenni fino ad una asfaltatura di qualche anno fa.
Nella didascalia della pagina di destra è riportato che TMC iniziò la trasmissione in lingua italiana il 5 agosto precedente, ergo nel 1975.


       


La sigla di TMC presente nel fotogramma sopra in bianco e nero, la si può ammirare a colori nel video qui sopra, grande ritmo e sincronia con le immagini!  ^_^
Mi piaceva un sacco questa sigla di apertura.


Benché l'articolo di De Luca fosse spalmato in più pagine, l'ho reso leggibile mettendolo tutto di seguito, poi seguono le immagini e gli interessanti box informativi.
Come al solito mi scuso per le immagini un po' ballerine, ma in quella emeroteca dove ho consultato la rivista si possono solo fare foto, niente fotocopie... ed ovviamente io non faccio come Borghezio che si portava a casa i volumi per scannerizzarli con calma... altrimenti a me davano l'ergastolo...

giovedì 14 gennaio 2021

"la Discussione" e i cartoni animati giapponesi - 12 articoli dal gennaio 1979 al dicembre 1981

Per quanto riguarda gli articoli della carta stampata sui cartoni animati giapponesi, una delle scoperte di cui sono più fiero è quella de "la Discussione", che trattò costantemente il tema, con una posizione sempre molto avversa agli anime, che inizialmente mi pareva abbastanza pacata o comunque meno assatanata di altre testate, ma su cui mi son dovuto un po' ricredere. 
Anche la redazione de "la Discussione" picchiava duro!
La Discussione è un quotidiano politico italiano fondato da Alcide de Gasperi nel 1952. E' stata la rivista politico-culturale ufficiale della Democrazia Cristiana", così riporta Wikipedia, quindi ci troviamo davanti ad una pubblicazione che partecipava attivamente al dibattito politico, seppur più sul versante interno democristiano. Ho messo una copertina a caso della testata tra quelle in mio possesso, per far comprendere il taglio impegnato e politico.

La redazione aveva un'attenzione particolare per gli spettacoli televisivi, visti come rischiosi per la crescita culturale della popolazione, ma ancor più temevano il mezzo televisivo, per il potere che aveva di influenzare le masse. Volendo fare una chiosa un po' cattiva, la DC aveva in mano la Rete 1 della Rai, sia come gestione organizzativa che come informazione, quindi sapevano cosa temevano. Ai tempi gli ascolti di qualsiasi cosa trasmessa dalla Rete 1 si contavano in milioni o decine di milioni. Molta attenzione veniva dedicata alla situazione normativa sulle televisione private (cioè il "far west televisivo"), evidentemente subodoravano inconsciamente quello che accadrà dal 1994 in poi.

In tutta quest'ottica erano monitorati anche i programmi per bambini, tra cui, ovviamente i cartoni animati giapponesi.

De "la Discussione" ho già postato due articoli, uno era un'inchiesta sul rapporto televisione e bambini con focus sugli anime, il secondo riguardava la trasmissione "Game" della Rai dove venne lanciato il sondaggio postale "Mazinga o Pinocchio?":




Questa volta ho deciso di inserire un bel malloppone di articoli, lo scopo è quello di poter valutare meglio quale posizione avessero sugli anime, anche in considerazione del fatto che i giornalisti che due giornalisti si occuparono più di altri dell'argomento, Ernesto Geminiani e Stefano Simeoni.
Forse ho messo troppa carne al fuoco, ma inserendoli singolarmente si sarebbe persa un po' la linea editoriale. 
In ordine cronologico sono:

"Fonzie è più dannoso di Goldrake", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 22 gennaio 1979 

"Disney è stato assassinato da un Ufo Robot", di S. G. - "La Discussione" 26 febbraio 1979

"Su Telemontecarlo arriva la premiata astronave Enterprise", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 23 aprile 1979 (molto citati gli anime)

"Mazinga è nocivo per i bambini" - "La Discussione" 31 marzo 1980

"Il padre dei nostri figli è Mazinga", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 14 aprile 1980

"Tra le due reti scoppia l'ufoguerra", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 22 settembre 1980

"Vanno in ribasso Mazinga & C." - "La Discussione" 6 ottobre 1980

"Il cartoon non vive di soli Mazinga", di Ernesto G. Laura - "La Discussione" 10 novembre 1980

"Nella fascia pomeridiana c'è solo Mmazinga & C non stop", di Stefano Simeoni - "La Discussione" 26 gennaio 1981

"La tv baby sitter nuoce ai ragazzi", di Stefano Simeoni - "La Discussione" 2 marzo 1981

"Sono in tanti all'assalto del bambino spettatore", di Laura De Rosa - "La Discussione" 1 giugno 1981

"Tom Sawyer è meglio di Mazinga, ma non basta", di Stefano Simeoni - "La Discussione 7 dicembre 1981


"Fonzie è più dannoso di Goldrake", di Ernesto Geminiani - "La Discussione" 22 gennaio 1979 

Come si può leggere inizialmente Fonzie era considerato più pericoloso di Goldrake, a cui non si lesinavano critiche, ma che restava un personaggio di fantasia, mentre lo sbruffone statunitense influenzava di più gli spettatori, in particolar modo quelli più giovani, essendo un attore in carne ed ossa. Personalmente non ho mai gradito Fonzie, c'è da dire che non fu il ragazzotto di Milwaukee a far dimenticare Goldrake, ma il contrario, in quanto il robottone nipponico arrivò alcuni mesi dopo. 
Curioso il fatto che una pubblicazione che era diretta emanazione della DC, baluardo filoamericano per eccellenza, trattasse Fonzie come "l'Unità". Il mio non è una critica, anzi  ^_^
Viene citata "L'ideologia dell'annientamento" da questo articolo:

Il giudizio finale pare più una sentenza:
"Sul pianeta Vega, i colpevoli vengono disintegrati. A Milwaukee non ci sono colpevoli. E questo, secondo me, è molto più grave".

Concordo pienamente.

domenica 16 novembre 2025

Enciclopedia degli Anime - volume 1 1963/1979



TITOLO: Enciclopedia degli Anime - volume 1 1963/1979
AUTORE: 
CASA EDITRICE: Kappalab
PAGINE: 112
COSTO: 18
ANNO: 2025
FORMATO: 27 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nella librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788885457768


Faccio un premessone  :]
Nei film hollywoodiani a tema processo/giustizia (legal drama), talvolta si vede l'avvocato (sia della difesa che dell'accusa) chiedere al giudice di poter trattare il teste in maniera più rude, in quanto si sta dimostrando reticente/ostile.
Ecco, questa mia recensione sarà un po' rude  :]
Da dove comincio?  >_<
Se questa libro fosse stato pubblicato da qualsivoglia altra casa editrice italiana, avrei avuto da eccepire solo sulle lacune del volume, ma essendo la casa editrice la "Kappalab", si sommano alcune ulteriori lagnanze.
Stante che i "Kappa Boys" vanno solo encomiati per la lor opera divulgativa che perdura da decenni, compresi gli anni in cui non esisteva il comodo web né decine di libri in italiano sugli anime, mi pare che oggi si potrebbe scherzosamente storpiare il loro nome in "Kappà Boìs", con accenti alla francese, visto che traducono in gran parte libri pubblicati in Francia... con tutto il rispetto per i cugini, ma a me che baguette me ne importa di come i francesi vedono gli anime? Quanto mi interessa?
Quando leggo la saggistica nostrana noto nomi di studiosi stranieri che si ripetono spesso, tipo quello di Sharon Kinsella, mi piacerebbe che qualcuno traducesse qualcosa di suo, non libretti in francese.
I "Kappa Boys" sono gli autori, nel lontanissimo 1994, di una delle pietre miliari dei titoli sugli anime, l'unica fonte esistente in italiano prima di internet: 

Sempre i "Kappa Boys" nel settembre 2021 pubblicarono l'edizione riveduta ed ampliata, in un primo volume:

Siamo a novembre 2025 e del secondo volume non ho trovato traccia sul web (è anche vero che io non ho accesso ai social...), quando verrà pubblicato?
Sul sito della "Kappalab", però, il primo volume è ancora in vendita ( link ), quindi presumo che il progetto di un secondo volume sia ancora in lavorazione, altrimenti sarebbe un po' antipatico vendere un primo volume di un secondo non più previsto (almeno avvisare l'acquirente).
E qui nasce una delle mie lagnanze: 
ha senso per una casa editrice mettersi a pubblicare una serie di volumi "enciclopedici"(?) francesi sugli anime così poco approfonditi e con varie lacune, quando si sta portando avanti la pubblicazione di una "Guida sull'animazione" italiana, al contrario, estremamente dettagliata?

Secondo me, no, almeno lascia assai spiazzati i lettori/acquirenti, o almeno ha lasciato interdetto il sottoscritto...
In Francia questa "enciclopedia degli anime" ("enciclopedia", termine ormai stra abusato...) è giunta al sesto volume, con periodo temporale fino al 2007:

Tra l'altro, per chi mastica il francese, sul sito linkato sopra c'è l'offerta di tutti e sei i volumi a soli 49 euro!  ^_^
Stante questo mio personale punto di partenza, ed essedo le due pubblicazioni della medesima casa editrice, la mia recensione le metterà anche a confronto:
Enciclopedia degli Anime volume 1 63/79  VS  Anime, guida al cinema d'animazione 58/69

Intanto in questa "enciclopedia" francese, rispetto alla "guida" nostrana, si parte dal 1963, invece che dal 1958.
E il 1958, 1959, 1960, 1961 e 1962?
La "guida" nostrana per gli anni dal 1958 al 1962 riporta 15 dettagliate schede, che non paiono molte, ma che occupano ben 25 pagine di approfondimento!
Paragoniamo, ora, lo spazio numerico (assolutamente non il numero di righe di approfondimento) dedicato alle schede nel periodo temporale in cui i due volumi si sovrappongono temporalmente, cioè dal 1963 al 1969:
ENICICLOPEDIA FRANCESE                                           GUIDA NOSTRANA
1963 = 10 schede                                                                   1963 = 12 schede 
1964 = 5 schede                                                                     1964 = 18 schede
1965 = 16 schede                                                                   1965 = 33 schede
1966 = 10 schede                                                                   1966 = 20 schede
1967 = 28 schede                                                                   1967 = 30 schede
1968 = 18 schede                                                                   1968 = 30 schede
1969 = 21 schede                                                                   1969 = 36 schede
TOTALE = 108 schede                                                          TOTALE = 179 schede

Vostro onore ho terminato... anzi no... le schede della "enciclopedia" non sono sempre in ordine cronologico, magari dopo tot schede di un anno specifico, te ne trovi una di un anno antecedente, l'ho notato tre volte... come se si fossero accorti dopo della dimenticanza e l'avessero aggiunta, oppure... oppure c'è un refuso... un refuso dell'anno... un refuso dell'anno di produzione in una pubblicazione che si fregia di essere enciclopedica...

sabato 6 aprile 2024

Prima trasmissione in Italia di Star Trek a marzo 1973 sulla Televisione Maltese



Non so bene perché ci sia questa fissa di datare la prima trasmissione di un film,  telefilm o una serie animata passati in televisione, ma stante che questa tipologia di disagio cronologico televisivo esiste, mi adeguo, di nuovo  ^_^
Stavolta non tocca al Danguard oppure a Jeeg e men che meno a "Kimba il leone bianco", ma a "Star Trek".
E' graniticamente acquisito che la prima trasmissione della serie classica di "Star Trek" sia avvenuta in Italia grazie a "Teelemontecarlo" (detta anche TMC), che la mise in onda martedì primo maggio 1979 con il titolo un po' fuorviante di "Destinazione Cosmo". 
Tanto che è riportato su Wikipedia, come si può vedere nell'immagine qui sopra e cliccare qui sotto:


L'indispensabile "Radiocorriere TV" ci viene come sempre in aiuto, confermando che martedì 24 aprile 1979 su "Telemontecarlo" alle 22:30 non era trasmesso Star Trek, mentre la settimana successiva martedì primo maggio al medesimo orario c'è "Destinazione Cosmo". Nel caso ci fossero dubbi su quale fosse il titolo corretto di questo telefilm, basta leggere il palinsesto della settimana successiva martedì 8 maggio, per trovarci che uno degli attori era William Shatner.
Nel caso in cui qualcuno (più giovane) dubiti che il "Destinazione Cosmo" trasmesso da "TMC" fosse "Star Trek, più sotto inserisco due scan di due differenti "Telesette" in cui oltre al titolo del telefilm e all'emittente, ci sono le immagini degli attori.

Scrivo spesso che "cercando cose, si trovano altre cose" ed anche questa volta la regola mi viene confermata. Infatti facendo ulteriori ricerche sul quotidiano "La Sicilia" inerenti i cartoni animati giapponesi, ho provato ad allargare il periodo temporale, trovando qualche articolo in più sugli anime, ma anche questa piccola grande informazione su "Star Trek".


Come nel nord Italia si captavano le emittenti straniere della "Svizzera Italiana", di "Kopper Capodistria" ed ovviamente di "Telemontecarlo", che prima dell'avvento delle tv private locali erano le uniche alternative ai due canali Rai, in Sicilia si captava un'altra emittente straniera, quella di Malta.
Se sono valide le trasmissioni extra italiche a nord, penso che valgano anche quelle extra italiche a sud, in fondo si passerebbe dalla prima trasmissione di "Star Trek" da una emittente straniera nel 1979 ad un'altra emittente straniera nel 1973.
Solo che sei (!) anni di anticipo non sono pochi!
Si può inoltre notare che la "televisione maltese" trasmise "Star Trek" con il suo titolo corretto e ad un orario più accessibile, inoltre l'unico titolo dell'episodio da me riesumato è più o meno quello di una puntata reale della serie:
"Le avventure di Miri", che in originale era solo "Miri".

lunedì 29 febbraio 2016

Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980 - "Arrivano tanti piccoli giapponesi carichi d'oro!" di Paola Zivelli



Questo è  il numero 1 della nuova (nel 1980)  rivista tv Telepiù, considerando che ho già recensito il numero zero, e che è in mio possesso il numero 2, alla fine di questo trittico riuscirò a postare tre settimane consecutive di palinsesti televisivi. In questo modo sarà più agevole apprezzare quali programmi, e con quale intensità, venivano proposti a grandi e piccini nel 1980.
Questa rivista, oltre a contenere i classici articoli sui programmi nazionali più importanti, in questo caso il confronto tra le due annate di "Domenica In" che si vede in copertina, dava largo spazio sia alle trasmissioni delle tv private locali, che alle tv locali stesse, con interessanti e lunghi articoli su come fossero organizzate e su quali fossero i loro progammi di punta. In questo numero c'è un bel articolo su Telemilano, da poco battezzata Canale 5, benchè nei palinsesti non compaia, però, Telemilano. Ci sono altre tv del milanese, come la mitica Milano TV, Telelombardia 1 e 2, Antenna Nord, Antenna 3 Lombardia, Telealtomilanese, anche se il grosso delle emittenti private sono piemontesi.
Per certi versi trovo maggiormente interessante Telepiù rispetto al più istituzionale "Tv Sorrisi e Canzoni", che dava meno spazio a trasmissioni poco note, che ormai ci siamo dimenticati, come, per esempio, "La battaglia navale" condotta da Tony Martucci su Antenna Nord, che a Milano era il pre-Italia 1.
Ho inoltre scoperto che Telepiù puntava molto sui cartoni animati giapponesi, presentando numerosi articoli, non particolarmente negativi, o che ne davano addirittura un giudizio positivo.
Dopo l'articolo del numero zero su Mazinga e l'Apemaia, questa volta viene presentato il nuovo anime della Rai: "Le avventure di Huckleberry Finn".
A parte il titolo dell'articolo che potrebbe sembrare in qualche maniera un po' polemico ("Sono arrivati tanti piccoli giapponesi carichi d'oro"), il contenuto è del tutto neutro, limitandosi a raccontare la trama della nuova serie. Dato che non ho mai seguito Huck Finn, e non ho mai letto il relativo romanzo, non saprei dire se ciò che riporta la giornalista sia la trama del romanzo o dell'anime, e non so neppure se l'anime seguisse la trama del romanzo. Per altre serie, che si ispiravano alla letteratura occidentale, spesso il giornalista riportava la trama del romanzo, anche se poi l'anime se ne discostava.
Dal titolo si potrebbe pensare ad una virulenta polemica sul successo dei cartoni animati giapponesi, invece nell'articolo c'è solo la trama della serie, o del romanzo. Il titolo vuole solo rappresentare il continuo successo di queste serie nipponiche, che, nonostante il cambio del genere, mantenevano lo stesso alto gradimento (più o meno) avuto con Goldrake ed Heidi.




lunedì 24 maggio 2021

"La TV del... Ticino è sempre più verde", di Maurizio Seymandi - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 28 marzo al 3 aprile 1976


Ad integrazione del post precedente, in cui ho mostrato le scan di un libro poco reperibile sulla storia del tv locali, "L'emittenza privata in Italia dal 1956 a oggi", dove si può leggere anche come "Telemontecarlo" e la "Svizzera" si espansero nell'etere del territorio italiano, aggiungo questo articolo, che fa il paio con quest'altro:

Ai tempi non è che ci fosse molto da fare zapping... la Rete 1, la Rete 2, Telemontecarlo e la Svizzera, seguiva "Koper Capodistria", ma quest'ultima non aveva questa gran programmazione.
Ricordo bene che le due emittenti estere arrivarono sull'unico schermo in bianco e nero di casa mia prima delle tv locali, e fu già una piccola rivoluzione televisiva.
Chiaramente "TV Sorrisi" non si faceva scappare queste modifiche dell'assetto televisivo nazionale, e vi dedicò interessanti articoli, questo in particolare è anche a firma Maurizio Seymandi!
Nello scritto si racconta del trasloco dell'emittente elvetica nel nuovo centro di produzione, all'avanguardia tecnologica dei tempi, nella colonna di destra si può vedere fin dove arrivasse il segnale.
La Svizzera era ed è ancora oggi (ho amici comaschi da cui mi capta di poterla vedere, pre-pandemia...) un bel canale, da cui la Rai avrebbe solo da imparare.

A Milano captavamo il segnale senza problemi, la conquista del resto d'Italia la si può leggere nel libro di cui sopra.

lunedì 28 marzo 2016

Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980


Con questo numero 2 di Telepiù ho completato tre settimane continue di programmazione delle tv italiche:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980

Peccato che le tv private locali del numero zero siano del sud Italia, mentre i due numeri successivi sono entrambi di Aosta, Piemonte e zona di Milano... comunque è in mio possesso un numero successivo, seppur non il 3, sempre di Aosta, Piemonte e zona di Milano.
Questo numero, rispetto ai precedenti due, non contiene articoli sugli anime, però c'è la presentazione di un programma di Piero Angela sugli extraterrestri (ricordo bene quella serie di puntate), con sequela di immagini di film di fantascienza  :]
Come per gli altri due, invece, c'è un altro approfondimento sulle tv private locali, dopo "TVP San Benedetto del Tronto" e "Telemilano Canale 5", tocca a "Telestudio Torino".
Per certi versi i Telpiù, rispetto ai "Tv Sorrisi e Canzoni", permettono una analisi più omogenea dei palinsesti, in quanto sono posizionati tutti nelle medesime pagine, non con gli inserti, e gli articoli si incentrano maggiormente sui programmi delle piccole tv locali, a differenza dei "Tv Sorrisi e Canzoni" che mostrano articoli sui programmi nazionali.
Ho omesso 5 articoli, i meno o per nulla importanti, sulle seguenti trasmissioni:
una commedia musicale di Franco Franchi; vizi privati degli sportivi; Lucio Battisti a Londra; un vecchio film di Jena Paul Belmondo; com'era la tv nell'anno 1970.
Casualmente le date della programmazione corrispondono a quelle di oggi, solo con 36 anni di sfasamento  :]



Da notare che l'autore del servizio chiama Harrison Ford "Han Solo" e non all'italiana "Ian Solo".
Ma qunato è bello Ciube?  ^_^
A me, invece, il sorriso degli alieni buoni(?) del film di Spielberg  mi ha sempre inquietato, specialmente quando lo vidi al cinema, tutto il film metteva una certa ansia...
Piero Angela è sempre stato tra i miei personaggi tv preferiti, educato, pacato, competente, e poi suonava pure il pianoforte!
Mi è caduto parecchio solo negli ultimi anni, quando ha dato in eredità al figlio la presentazione dei documentari alla Rai, una televisione pubblica... ma al figlio non poteva far fare l'idraulico? Il carpentiere? Il dentista? L'ingegnere?
Mi è scaduto ancor di più quando, qualche tempo fa, gli ho sentito dire a dei ragazzi che il loro futuro lavorativo dovevano costruirselo con le loro mani, impegnarsi al massimo, andare via anche dall'Italia se fosse stato necessario, una bella paternale coi fiocchi... peccato che al figlio ha lasciato la pappina pronta... alla faccia della meritocrazia... le belle teorie coi figli altrui, coi propri la pratica di un contratto sicuro   T_T


domenica 27 ottobre 2019

Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann



TITOLO: Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann
AUTORE: Andrea Paltrinieri
CASA EDITRICE: Nicomp L-E.
PAGINE: 274
COSTO: 19€
ANNO: 2019
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:9788894989243

Era un po che non usciva un bel saggione sui robottoni.
Premetto subito che il libro mi è piaciuto (dal terzo all'ultimo capitolo), tra l'altro è scritto in maniera comprensibilissima, detto ciò...    ^_^
A pagina due è presente un piccolo avviso per il lettore:
"Realizzare un libro, e in particolare una guida, è un'operazione molto complessa, mai scevra di errori od omissioni. Perciò l'autore e l'editore riceveranno con piacere eventuali segnalazioni dai lettori."

Oh, me lo avete chiesto voi di segnalarvi gli errori, ok? Poi non fate che vi offendete  :]

Sia chiaro, ci sono errori trascurabili, come aver scritto che Doppler suonava il pianoforte, quando, invece, era un organo: https://www.youtube.com/watch?v=tvvA7gT-ZS0&t=15s
Oppure errori opinabili, come aver scritto che Boss, Nuke e Mucha rappresentano, assieme ad Alcor/Koji, i personaggi che danno continuità alla saga gonagaiana fin da Mazinga Z, quando in Goldrake li si vede, se non rammento male, in sole due puntate su 74.
Poi ci sono errori gravi, tipo il secondo capitolo... che sono solo sei pagine, ma le prime tre sono da rimanere un pelino basiti... ci torno più sotto.
A mio avviso il primo errore è stato quello di aver denominato questo libro come una "guida", per di più "completa", che inizia il suo excursus addirittura da ben prima di Goldrake (dal 1963 con Tetsujin 28 Go) fino a Gurren Lagann (2009), quindi 45 anni di animazione robotica.
Sarebbe stato più prudente non usare l'aggettivo "completa".
"Guida ragionata"?
Oppure bastava omettere la descrizione "la guida completa", lasciando solo "da Goldrake a Gurren Lagann".
E' possibile in 274 pagine stilare una "guida completa" dell'animazione robotica giapponese?
Secondo me, no.
Nell'introduzione l'autore spiega che:
"Per ragioni di organicità e coerenza interna, nonché di spazio, l'indagine si concentrerà sulle produzioni edite in Italia attraverso tutti i canali di diffusione disponibili: cinema, televisione, home video, internet ecc".

Ma allora perché si analizzano i primissimi anime robotici in bianco e nero degli anni 60?
Non mi pare siano mai arrivati in Italia, neppure subbati.
Però il problema è un altro, quando si inserisce il "canale di diffusione internet", praticamente si inserisce tutta l'animazione, in questo caso robotica, perché in streaming, subbati in inglese o italiano, sono arrivati una enormità di anime robotici, quindi nel saggio ci dovrebbe essere tutto quello arrivato sul web, in quanto questa vuole essere una "guida completa".
Il primo capitolo è la storia dell'animazione robotica, non per nulla si intitola "Mezzo secolo di robot", purtroppo consta di poco meno di 60 pagine.
E' possibile raccontare 50 anni di cartoni animati robotici in meno di 60 pagine?
Secondo me, di nuovo no.
Un appassionato potrebbe trovare questo "riassunto" poco approfondito, un non appassionato un semplice susseguirsi di nomi giapponesi e di date.
Nel secondo capitolo l'autore vuole illustrarci come venne accolta l'animazione robotica giapponese in Italia. E' possibile far ciò in sei pagine?
Assolutamente no... specialmente se il racconto di questo approdo sui teleschermi italici contiene gravi errori.
Errori che, considerando la saggistica pubblicata e le informazioni presenti sul web (come in questo blog), si potevano e si dovevano evitare.
Il capitolo parte subito male.
Per l'autore il genere Meisaku fu creato "per incontrare il gusto del pubblico occidentale":
"...realizzando fedeli riduzioni di romanzi europei e americani per ragazzi".
A questi primi anime del "World Masterpiece Theater" seguiranno "storie originali con sfondi storico-sociali europei come Lady Oscar e Candy Candy"...
Quindi la bevanda giapponese Calpis sponsorizzò l'anime Heidi per venderlo in occidente?
Gli anime dovevano catturare il pubblico giapponese, mica quello occidentale... se una serie non aveva abbastanza ascolti, veniva ridotta e poi tagliata per sempre.
Il genere Meisaku nasce per dare ai bambini nipponici storie formative di gusto esotico (che per i giapponesi è l'occidente), che in seguito furono ben accolte anche dai giovani telespettatori occidentali, ma non furono create per noi!
Il fatto di aver condensato così tanto i temi di questo secondo capitolo, può aver portato a degli equivoci, ci sono, però, anche gli errori, e quelli sono poco contestabili.



Gli errori si moltiplicano quando si modifica la storia dei cartoni animati giapponesi arrivati in Italia.
E' possibile scrivere nel 2019 che Heidi esordì nell'estate del 1976?
La prima puntata di Heidi - 7 febbraio 1978 (non 1976)

Per la cronaca io ho passato in rassegna tutti i "Tv Sorrisi e Canzoni" del 1976 (e pure del 1977) e ovviamente non c'è alcuna traccia di una trasmissione di Heidi nell'estate di quell'anno, che, invece, avvenne il 7 febbraio (inverno) 1978!
Quindi Heidi non arrivò "quasi due anni prima" di Goldrake, ma due mesi prima... e dalla storia dell'arrivo di Goldrake in Italia scompare incredibilmente Nicoletta Artom... che scoprì "Atlas Ufo Robot" durante il Mifed di Milano dell'autunno 1977.
Paola De Benedetti e Massimo Gusberti erano i funzionari Rai a cui la Artom sottopose l'idea di acquistare i diritti di "Ufo Robot Grendizer"!
Il bello è che, sia nelle note a questo capitolo che nella bibliografia, l'autore cita il saggio di Massimo Nicora, che però pare non sia stato letto molto bene:
C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana

Ma non è finita qui.

mercoledì 4 dicembre 2019

"Lea Pericoli rivale di Mike Bongiorno a TV Monte Carlo", di Gherardo Gentili - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 25 settembre al 1 ottobre 1977



Con il precedente post sul gioco in scatola di "Paroliamo", questo con l'articolo sulla trasmissione a quiz condotta da Lea Pericoli ed un paio di altri successivi, vorrei fare una piccola panoramica su quanto fu importante, a livello televisivo, l'emittente monegasca Telemontecarlo.
Inizialmente volevo postare solo l'articolo su Lea Pericoli, ma mi sono reso conto che questo numero di "TV Sorrisi e Canzoni" contiene più spunti interessanti, nonostante abbia omessi alcuni articoli di programmi ormai dimenticati.
Intanto numerose pubblicità (molte come sempre di alcolici), tra cui una inquietante e delinquenziale su come fosse "nato il fumare intelligente: si prende il piacere; si riducono i problemi"... Riducono?!?!  T_T
Altro che pubblicità ingannevole...
Poi c'è un articolo sulle cicatrici del nazismo, dove si riporta che nel 1977 c'era un revival di Hitler... beh... avrebbero dovuto vedere come siamo messi oggi... articolo di Paolo Cucco, che prima di Goldrake si occupava anche di cose serie  ^_^
Ecco un suo passo riguardante i turisti del nazismo da standing ovation:
"Accade che ai bunker (edificati dai nazisti) si accostino spesso strani turisti, giovani e vecchi. Quando se ne vanno rimangono tracce visibili del loro passaggio: svastiche e slogan dipinti sul cemento. Sono rigurgiti malefici di una malattia che il mondo non riesce ancora a debellare".

Oggi siamo ben oltre il rigurgito...
Interessante l'inchiesta sul senso del pudore degli italiani nel 1977, specialmente se messo a confronto con la nostra quotidianità vissuta e social.
Nei programmi tv Rai spicca la prima puntata del telefilm statunitense "Mamma 4 ruote", che io adoravo, purtroppo non reperibile in italiano...




"Paroliamo" fu una vera eccezione nel panorama dei quiz televisivi, a dire il vero pochi in generale, proposti al pubblico italico, intanto andava in onda tutti i santi giorni, nessun riposo. I quiz televisivi nel 1977 ed anche dopo erano tutti settimanali, ovviamente di durata maggiore, mentre "Paroliamo" si concludeva in 20 minuti circa.
Grazie a questa sua brevità, ma soprattutto grazie alla pacatezza di Lea Pericoli, le bubbole, così predominanti oggi, erano ridotte al minimo.
Lo scopo era far giocare anche i telespettatori, e ricordo bene io e mia madre che facevamo a gare a chi trovava la parola più lunga. Il problema era che spesso il concorrente anticipava la risposta, non permettendoti di usare tutto il tempo disponibile  :]
Leggendo l'articolo mi son ricordato la leggerezza con cui Lea Pericoli conduceva la trasmissione, peccato che non si trovino video di queste puntate.
La conduttrice lasciava spazio al gioco, non conquistava la scena come fanno i conduttori di quiz di oggi, che vogliono diventare loro stessi i protagonisti della trasmissione, facendo commenti superflui, dando suggerimenti contro il regolamento, parlando di cose a caso.

martedì 9 agosto 2022

Il libro di Star Trek, strani nuovi mondi coraggiosamente raccontati



TITOLO: Il libro di Star Trek, strani nuovi mondi coraggiosamente raccontati
AUTORE: Paul Ruditis, Sanford Galden, Simon Hugo
CASA EDITRICE: Edizioni LSWR
PAGINE: 336
COSTO: 29,90 
ANNO: 2018
FORMATO: 24 cm x 20 cm
REPERIBILITA': disponibile on line
CODICE ISBN: 9788868955830


Avevo notato questo libro on line quando uscì, ma non potendolo sfogliare e visto il costo lo avevo bypassato, trovato in una libreria a metà prezzo, me lo sono accattato subito.
Veramente bello.
Il libro cerca di mettere un po' di ordine in tutte le serie e i film usciti fino al 2016, anno di pubblicazione negli USA, quindi non c'è la serie Netflix di "Star Trek Discovery".
L'unica serie che non ho visto, a parte qualche puntata a caso, è la "Next Generation" (compresi gran parte dei film), troppi episodi in un orario in cui lavoravo sempre. Prima o poi dovrò mettermi sotto a guardarla. Per il resto almeno una volta ho visto tutto, la serie classica tante e tante volte, quindi mi ritengo far parte del segmento dei fan più fedeli, oltre di quelli ORIGINALI che videro Star Trek su Telemontecarlo quando era intitolata "Destinazione Cosmo"  ^_^
Ho inserito le quattro pagine dell'introduzione più il solito indice per rendere l'idea di come è strutturato il libro.
Il primo capitolo è un riepilogo generale di tutto l'universo di Star Trek e, come tutti gli altri capitoli, prende spunto da tutte le serie e i film (sempre fino al 2016).
Il secondo capitolo è quello che ho trovato più piacevole, anche dal punto di vista affettivo (per quando riguarda gli attori della serie primigenia), ogni personaggio ha una sua scheda, ma una scheda hanno anche le varie astronavi Enterprise.
Il terzo capitolo si concentra sugli amici e sui nemici della Federazione, forse questa sezione sarebbe dovuta essere più corposa. Probabilmente per inserire tutti i popoli pro e contro la Federazione ci sarebbe voluto un libro a parte.
Nel quinto capitolo si illustrano le tecnologie dell'universo di Star Trek, tanti strumenti inventati ma che a noi fan paiono quasi reali, e forse qualcuno di questi un pochino si è realizzato o si realizzerà.
L'ultimo capitolo è un po' un mix di specie aliene che immagino non rientravano nel terzo capitolo.
Il libro contiene un glossario minimale, solo quattro pagine, ma comunque con termini ben spiegati.
Infine l'elenco delle serie tv, con i titoli di ogni episodio divisi per stagioni, e tutti i film (compresi i tre nuovi).
Per fortuna non esisterà mai un libro finale totale globale su Star Trek, perché l'opera spaziale creata da Gene Roddenberry sarà eterna. Questo libro mette un punto fino al 2016, poi si vedrà  ^_^


Delle tante schede che potevo inserire mi è parso giusto mettere quella del tenente Uhura, scomparsa da poco   T_T
Forse, chissà, oltre all'educazione impartitami da mia madre e mia nonna, se non sono diventato un razzista, può essere che il suo personaggio abbia contribuito, come tutta la prima serie di Star Trek.
Infatti mi chiedo spesso come miei coetanei (politici e persone comuni), nonostante da bambini siano stati esposti ai medesimi contenuti che ho visto io, possano essere, invece, cresciuti con questo disprezzo per "gli altri". Disprezzo per Uhura, disprezzo per Spock, disprezzo per Sulu, disprezzo per Chekov (che mai avrebbe invaso l'Ucraina).



venerdì 8 settembre 2017

"Settimana TV, il settimanale della televisione" dal 16 al 22 aprile 1978 - "Gli Atlas, Ufo e Robot"



Tanto per variare un poco il materiale editoriale televisivo, posto una nuova testata, "Settimana TV", che sinceramente non ricordo minimamente di aver mai visto in edicola dalle mie parti.
Quindi, dopo parecchi Tv Sorrisi e Canzoni, qualche Telepiù, un Radiocorriere TV, un Onda TV  e un Telesette, apro il capitolo "Settimana TV".
Una caratteristica interessante della rivista era il largo spazio dedicato a sinossi parecchio affidabili di trasmissioni, film, telefilm e persino cartoni animati. Di tutte le testate che ho proposto, direi che "Settimana TV" era quella che faceva maggior uso di queste anticipazioni e sinossi.
Gli articoli su trasmissioni e personaggi televisivi non erano moltissimi, non ai livelli di "TV Sorrisi e Canzoni", anche perché le pagine di questa pubblicazione della "Alberto Peruzzi Editore" erano solo 44.
La programmazione delle tv locali era distribuita in maniera assai curiosa. Non per divisione a carattere regionale, come capitava con "TV Sorrisi e Canzoni, e neppure per zone geografiche dello stivale, come per Telesette. E' presente, invece, una panoramica divisa per città, con maggior attenzione per quelle lombarde, con un focus su "Milano TV", che diverrà di lì a poco tra le mie preferite, visto la preponderanza di cartoni animati giapponesi che trasmetteva.
Le prime due pagine dei palinsesti televisivi erano ovviamente dedicate alle due reti Rai, poi c'era una pagina sulle "TV estere", cioè la sempre rimpianta "TV Svizzera" (solo chi la seguiva potrà capire quanto abbiamo perso non potendola più vedere...), "RTV Capodistria" (che faceva abbastanza comunsiticamente cacare...) e "TMC Telemontecarlo" (la pre La7).
La quarta pagina era quella sulle "TV libere", quindi le altre non erano libere?   -_-




Il periodo è quello della terza settimana di programmazione di "Atlas Ufo Robot", quindi rientra appieno nei miei interessi inerenti i cartoni animati giapponesi ed il giornalismo. Come accennavo sopra le sinossi corrispondevano a ciò che si sarebbe potuto vedere nel cartone, lo si noterà nei riquadri su Heidi, non c'erano storie raccontante a caso o nomi errati. Purtroppo per Goldrake è presente un solo riquadro informativo, e non si occupa della trama, ma del successo del cartone.



Erano passate solo due misere settimane dal mitico 4 aprile, non eravamo nell'epoca dei social media e dei feedback immediati, eppure la rivista riporta le seguente frase:
"Continua ad avvincere i giovani la vicenda del vascello spaziale Atlas-Ufo-Robot atterrato sul pianeta Terra.".

Sono solo tre righe, ma che ci permettono di capire che il successo fu immediato e clamoroso, anche se la gran parte dei giornalisti se ne accorgerà solo a dicembre.
Noto che si parla di "giovani", e non di "bambini", potrebbe voler dire che si aveva già prova che "Atlas Ufo Robot" era seguito anche dai ragazzi e dai giovani adulti?
Ho trovato, invece, assai divertente che ci si riferisca al titolo del cartone come se "Atlas", "Ufo" e "Robot" fossero tre entità differenti, tipo Edda, Trangu e Legga in "Ufo Diapolon":
"Gli atlas, ufo e robot"    ^_^

A dimostrazione che Goldrake era ancora un oggetto assai misterioso per gli adulti che ne dovevano scrivere su giornali e riviste.

venerdì 12 settembre 2025

Rivista "Mediabook: sintesi trimestrale di prezzi, formati e dati di lettura ed ascolto dei principali mezzi pubblicitari" - n° 1 ottobre 1982 (solo parte dedicata alla televisione)


Nel precedente post mi ero rammaricato che una testata come "Andersen il mondo dell'infanzia" non fosse stata pubblicata dal 1978, visto che avrebbe potuto renderci molte più informazioni sull'avvento animazione in Italia, ma almeno la si può consultare in emeroteca.
Stavolta il rammarico è doppio, in quanto la testata "Mediabook" iniziò le pubblicazioni con questo numero di ottobre 1982, quindi lasciando senza analisi dei dati tutto il periodo precedente e in più non è assolutamente consultabile in nessuna emeroteca, se non per numeri sporadici.
Io ho comprato questo primo numero completamente a caso, senza sapere manco cosa fosse... sul web non si trova pressoché nulla... un vero peccato.
Pure la tanto osannata IA, che pare onnisciente ti risponde, se cerchi "Mediabook rivista"...
"Mediabook rivista" non sembra riferirsi a una rivista specifica, ma più probabilmente all'azienda Mediabook srl con sede a Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia), che è attiva nel settore dei libri e potrebbe pubblicare materiale o essere associata a pubblicazioni.

Chiaramente era una rivista di settore, a beneficio delle aziende pubblicitarie, ma dopo quattro decenni i dati ivi contenuti, specialmente per chi ha le conoscenze per valutarli al meglio, sono di un valore assoluto.
Praticamente in questo numero c'è una mini radiografia dei network televisivi appena pre monopolio Fininvest.


Qui sopra ciò che scrisse il lungimirante editore e ideatore di "Mediabook", Gian Marco Bragadin.


Il primo numero prese in esame tutti i media su cui si poteva fare pubblicità: quotidiani; settimanali; mensili; televisioni; radio; cinema; affissioni.

Visto lo scopo del blog, inserisco solo la parte riguardante le televisioni, a parte un paio di pagine introduttive.

sabato 7 marzo 2020

Telesette dal 20 al 26 maggio 1979 - articolo su Spazio 1999


Era parecchio che non mostravo un Telesette, rimedio subito   ^_^
Questo numero non contiene articoli sull'animazione giapponese, ma uno sulla nuova serie di "Spazio 1999", molto più movimentata e "fantastica" della prima.
Sono presenti un paio di articoli su come era trattata l'informazione nei telegiornali e nella politica, un servizio sul serial "Olocausto", che temo una parte della popolazione italica dovrebbe guardarsi... un articolo che mette a confronto i due attori ballerini Fred Astaire e John Travolta, un articolo calcistico del grande Beppe Viola sull'Argentina e il giovane Maradona, infine una mini servizio sulla famiglia di Mike Bongiorno.
Qualche articolo l'ho omesso, perché mi son sembrati troppo sorpassati.
La rivista si chiude con i programmi televisivi nazionali e locali, della zona di Piemonte, Val D'Aosta  e Lombardia.


Lo confesso, ero innamorato di Maya   ^_^
Il suo personaggio mutante rese il telefilm più fantascientifico, comunque più in linea con i film cinematografici e i cartoni animati giapponesi di fantascienza. Mentre la prima serie era tetra, burocratica, talvolta statica, sebbene sempre bella, questa nuova impostazione la liberò da vincoli legati al satellite su cui vagavano, permettendo ai membri di Alpha di mostrarci più azione.
Maya era per Spazio 1999 un po' lo Spock di Star Trek, citato a fine articolo perché trasmesso su Telemontecarlo con il titolo "Destinazione Cosmo".

domenica 9 luglio 2023

Yoshiyuki Tomino & Gundam, il grande affresco animato dello Universal Century - Volume 1



TITOLO: Yoshiyuki Tomino & Gundam, il grande affresco animato dello Universal Century - Volume 1
AUTORE: Jacopo Mistè
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 387
COSTO: 27,90 
ANNO: 2023
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788897286752


Trovo giusto in primis illustrare il mio punto di vista:
esiste un solo Gundam, il primo, quello che vidi su Telemontecarlo all'inizio del 1980, ma trovo legittimo che ci siano esseri umani che si appassionino anche a storie sviluppate su vari media che con il primo ed unico Gundam ne condividono il nome  ^_^
Affermare che il saggio è approfondito è dir poco, fin maniacale (nel senso buono), non solo sono presentate le sinossi di tutte le incarnazioni (anime, manga, romanzi, cortometraggi, videogiochi) gundamiche dal 1979 al film "G-Saviour", ma ognuna di questa presenta una sua analisi approfondita.  
Poi si può o meno concordare con Jacopo Mistè sulle singole valutazioni, e le sue prese di posizioni talvolta un po' estreme tendono a renderlo difficile, specialmente in alcuni frangenti e per taluni punti di vista, ma è indubbio che lo sforzo di analizzare il fenomeno Gundam a 360 gradi è stato fatto e direi più che raggiunto. Non mancano le critiche dell'autore a numerosi aspetti, trame e decisioni editoriali riguardanti il mondo di Gundam, per questo in certi punti ho avuto il dubbio di uno sdoppiamento della personalità dell'autore, si passa da "il Gundam è il top" a stroncature feroci.
E questo è solo il primo volume! (pare quasi una minaccia...)
Ritorno un momento sulle sinossi.
Non è semplice riportare le sinossi di così tanti accadimenti e di una quantità così spropositata di personaggi, si rischia di rendere la lettura impossibile. Mentre le sinossi presentate scorrono via abbastanza facilmente, e se restano un po' ostiche è solo perché sono astruse già alla fonte. 
Io conosco approfonditamente solo il primo Gundam, per averlo visto una moltitudine di volte in vari decenni, in seguito ho visto altra serie e film, quindi non sono del tutto a digiuno del mondo Gundam oltre al primo Gundam. Ovviamente posso valutare la sinossi solo della prima serie, che mi è parsa quasi sempre lineare e corretta, ma ci torneò più avanti.
Preciso che non ho letto il 100% del saggio, ho letto sempre le sinossi degli anime e dei film, ho saltato i romanzi e i manga, sia perché hanno per me un interesse pari a zero sia perché rischiavo veramente di finire nel marasma più completo con tutte queste trame che si intersecano più e meno correttamente o più o meno a caso.
E qui entra in scena il capitolo della "continuity", che Mistè propone come uno dei capolavori tominiani gundamici rispetto alle vecchie serie robotiche (altro tema che toccherò più sotto), per poi venire a scoprire man mano che poi tutta questa "continuity" non c'è.
L'autore spiega che molto materiale informativo non è disponibile per gli occidentali, le informazioni sul mondo di Gundam sono spezzettate in tanti rivoli sviluppatisi nei decenni, da qui l'impegno nel cercare di mettere assieme tutti i tasselli sparsi per serie animate, OAV, film, videogiochi, romanzi, foglietti esplicativi dei Gunpla(!), etc. etc. etc.
Senza contare i numerosi stralci di interviste agli autori, che illustrano vari aspetti delle produzioni e delle trame, tra cui in primis quelle a Tomino, che assieme al Gundam è il protagonista del libro.
Però, forse, sarebbe il caso che io cominciassi dall'inizio, cioè dall'introduzione:
"lavoro mastodontico"; "il più autorevole saggio mai pubblicato fuori dal Giappone"; "finalità del testo sono titaniche"; "testo fondamentale".

Ecco, magari sarebbero apprezzamenti che dovrebbero scrivere gli altri, non l'autore, ma è un mio punto di vista, e anche scrivere di se stessi in terza persona forse si poteva evitare.
Un altro aspetto che si poteva evitare, magari con l'aiuto dell'editore, sono le parolacce. Lungi da me fare o fingere di fare la persona che parla pulito, ma in un saggio non ha molto senso leggere termini poco saggistici...
Pagina 11 approccio Sunrise paraculo
Pagina 74 ancora più incazzato di prima
Pagina 96 Katz Kobayashi incazzoso
Pagina 101 è un ragazzo incazzato col mondo
Pagina 102 donne con i controcoglioni
Pagina 140 adulti stronzi
Pagina 143 anche nell'arco narrativo finale... le cazzate non mancano mai
Pagina 248 fugge via incazzato
Pagina 289 Tomino è incazzato 
Pagina 289 (Tomino) prendendoli per il culo (alla Sunrise)
Pagina 290 stronze represse 

E' probabile che qualche turpiloquio mi sia sfuggito, visto che qualche parte del libro l'ho saltata.
Nella parte ancora introduttiva viene ribadita la difficoltà a considerare valida la "continuity" ufficiale di Sunrise/Bandai, portando ad esempio l'intoccabilità di "Star Wars".
Tralasciando l'appunto che sarebbe "Guerre Stellari" e non "Star Wars", non è che la "continuity" sia poi così ferrea, sia quando la gestiva Lucas e ancor di più da quando è arrivata la Disney ad inventarsi cose da inserire in mezzo a storie già scritte... secondo me è un termine di paragone errato.
Dalla spiegazione dell'autore sulla non-continuity gundamiana si capisce quanto la Sunrise/Bandai abbiano fatto un sacco di casini.
Più volte nello scritto è riportato quanto Tomino fosse a disagio a lavorare di nuovo alle serie del Gundam, obbligato da Sunrise/Bandai, cosa che lo portò fino alla depressione.
Con il primo capitolo (che ho letto in toto) si parte, ovviamente, con il Gundam RX-78 pilotato da Peter... ah no... pilotato da Amuro Rey   ^_^