CERCA NEL BLOG
lunedì 16 luglio 2018
"Domenica Bis" - Inserto tv della "La Domenica del Corriere" - 5 numeri dal novembre 1975 al gennaio 1976
Ad un mercatino ho recuperato 14 numeri di "Domenica Bis", l'inserto televisivo a me sconosciuto de "La Domenica del Corriere", purtroppo non sono tutti consecutivi, ma comunque di un arco temporale abbastanza ristretto, che va da 9/15 novembre 1975 al 2/8 maggio 1976.
Ogni inserto è costituito da 16 pagine, nelle prime pagine ci sono articoli sui programmi Rai (anche radiofonici), nelle ultime 7 ci sono i palinsesti dei programmi tv, non sono contemplate le tv private, ma ci sono le tre televisioni che trasmettevano dall'estero:
TV Svizzera; TV Capodistria; TV Montecarlo.
L'inserto era diretto, o comunque aveva il contributo principale, di Mike Bongiorno, di cui era a firma l'articolo in prima pagina che proseguiva in seconda. Inoltre il conduttore italo americano aveva sovente un rubrica interna in cui intervistava altri personaggi televisivi.
Visto che il presentatore e giornalista aveva lavorato negli Usa, la sua attenzione verso le tv private era abbastanza alta (lo dimostrerà direttamente con Telemilano), ma per quanto riguarda questo inserto non mancano suoi articoli sulle prime tv private e sui canali esteri che trasmettevano in Italia.
L'altro motivo di interesse dell'inserto è dato dall'accuratezza sui programmi offerti dalle 3 tv estere, superato solo dai "TV Sorrisi e Canzoni".
Ho così scoperto che il giorno di Natale del 1975 alle 18,30 su Telemontecarlo trasmisero il "disegno animato giapponese" dal titolo "Orsetto Panda", che ipotizzo possa essere "L'orsetto panda e gli amici della foresta" (Panda no Daiboken).
A parte che nel 1975 ero troppo piccolo, ma nel mio palazzo le 3 tv estere arrivarono un po' più avanti, tipo nel 1977 o nel 1978.
Grazie all'articolo di Mike Bongiorno della prima e seconda scan, ho compreso che non avrei potuto comunque vedere "Orsetto Panda", perché le vecchie tv in bianco e nero non potevano ricevere le tv estere, in quanto queste trasmettevano a colori con sistema Pal, mentre da noi le tv a colori arriverà solo nel 1976:
"TV color, guida alla televisione a colori" - Allegato a Quattroruote maggio 1976
Interessante anche il programma successivo al film d'animazione "Orsetto Panda", che era un documentario dal titolo "Il capitano Ultra", regia di Akira Kate. Strano che un documentario avesse un titolo che pareva un telefilm, chissà se, in realtà, non era una qualche puntata di Ultraman.
Mi attiverò per investigare ^_^
Non ho scannerizzato per intero ogni inserto, ma mi sono limitato agli articoli che potessero avere ad oggi ancora un minimo interesse (Giochi senza Frontiere, Sandokan, le tv private ed estere).
Mike Bongiorno dimostrò di conoscere bene l'ambito televisivo in cui lavorava. Infatti, oltre a dare un interessante dato (un po' artigianale) sul numero di ore che il telespettatore poteva vedere, informa il lettore sui costi di economici per poter vedere le tv estere, infine predice che il monopolio Rai verrà un poco alla volta eroso dalle tv concorrenti.
Programmi della settimana dal 9 al 15 novembre 1975.
In rosso i programmi visibili a colori.
mercoledì 17 aprile 2024
"I Mostri (The Munster)" - Cofanetti DVD prima (1964/65) e seconda (1965/66) stagione - Ovvero "Vai! Goldrake Vai!
giovedì 5 dicembre 2019
"Punta su Montanelli l'ultima rivale della Rai-TV", di Gastone De Luca - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 14 al 20 marzo 1976
Con questo articolo di "TV Sorrisi e Canzoni" del marzo 1976 (numero dal 14 al 20 marzo) penso di chiudere questo mini trittico su Telemontecarlo (tutto attaccato):
Unboxing vintage di "Paroliamo, il famoso gioco di Telemontecarlo" - Socoge/Adica Pongo versione pocket (primi anni 80)
"Lea Pericoli rivale di Mike Bongiorno a TV Monte Carlo", di Gherardo Gentili - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 25 settembre al 1 ottobre 1977
Come si può evincere dal titolo la rete monegasca Telemontecarlo era, assieme all tv della Svizzera italiana (non considero TV Koper Capodistria), considerata una competitor sia sul versante degli ascolti che sulla raccolta pubblicitaria, in quanto il suo segnale (come quello delle altre due) veniva irradiato in gran parte del territorio nazionale. Questo non valeva, ovviamente, per le tv locali private, che nel 1976, seppur erodessero costantemente il bacino di telespettatori della Rai, non erano ancora così forti, né come programmi né, conseguentemente, come raccolta pubblicitaria.
Su questo aspetto doppio aspetto di odiens/raccolta pubblicitaria devo avere da qualche parte un interessante articolo di una testata di settore.
Gastone De Luca fece un po' di luce sulla struttura di TMC, dalla proprietà e la sede produttiva, fino ai programmi e i personaggi televisivi che vi lavoravano.
Da quando ho memoria io, Jocelyn ha sempre parlato italiano, mentre scopro che nel 1976 era coadiuvato da una conduttrice milanese che traduceva per lui.
Per chi è anche di poco più giovane dello scrivente, e quindi nato già con le tv locali private ben presenti in pianta stabile nelle abitudini televisive famigliari, penso che sia arduo immaginare cosa rappresentò TMC (assieme alla Svizzera italiana).
Benché le trasmissioni coprissero solo una piccola parte della giornata, davano la possibilità di variare non poco i programmi che erano disponibili.
A tal proposito posso portare un piccolo ricordo del palazzo popolare in cui abitavo da bambino:
il nostro era un enorme palazzone con quattro numeri civici da 8 piani, nonostante ciò TMC, la Svizzera e Capodistria dal nostro palazzo non si riuscivano a captare, mentre dal palazzo di fianco, di solo tre piani, invece si... non ho mai capito il perché... Perciò, quando ancora le antenne su balcone non era usuale metterle ed il desiderio di vedere queste tv estere era tanto forte, si decise, tramite colletta, di effettuare un collegamento col palazzo vicino, con relativo mini scavo sulla strada confinante in cui passava il cavo d'antenna di connessione.
Poter vedere TMC e la Svizzera italiana era considerato così importante che, in un caseggiato popolare, quindi senza amministratore condominiale, una parte dei condomini si autotassò per svolgere tutti questi lavori.
Piccola ulteriore chiosa: quel solco venne usato per anni come mezzeria per le partitelle di tennisball tra noi bambini, e rimase lì per decenni fino ad una asfaltatura di qualche anno fa.
Nella didascalia della pagina di destra è riportato che TMC iniziò la trasmissione in lingua italiana il 5 agosto precedente, ergo nel 1975.
La sigla di TMC presente nel fotogramma sopra in bianco e nero, la si può ammirare a colori nel video qui sopra, grande ritmo e sincronia con le immagini! ^_^
Mi piaceva un sacco questa sigla di apertura.
Benché l'articolo di De Luca fosse spalmato in più pagine, l'ho reso leggibile mettendolo tutto di seguito, poi seguono le immagini e gli interessanti box informativi.
Come al solito mi scuso per le immagini un po' ballerine, ma in quella emeroteca dove ho consultato la rivista si possono solo fare foto, niente fotocopie... ed ovviamente io non faccio come Borghezio che si portava a casa i volumi per scannerizzarli con calma... altrimenti a me davano l'ergastolo...
giovedì 14 gennaio 2021
"la Discussione" e i cartoni animati giapponesi - 12 articoli dal gennaio 1979 al dicembre 1981
La redazione aveva un'attenzione particolare per gli spettacoli televisivi, visti come rischiosi per la crescita culturale della popolazione, ma ancor più temevano il mezzo televisivo, per il potere che aveva di influenzare le masse. Volendo fare una chiosa un po' cattiva, la DC aveva in mano la Rete 1 della Rai, sia come gestione organizzativa che come informazione, quindi sapevano cosa temevano. Ai tempi gli ascolti di qualsiasi cosa trasmessa dalla Rete 1 si contavano in milioni o decine di milioni. Molta attenzione veniva dedicata alla situazione normativa sulle televisione private (cioè il "far west televisivo"), evidentemente subodoravano inconsciamente quello che accadrà dal 1994 in poi.
In tutta quest'ottica erano monitorati anche i programmi per bambini, tra cui, ovviamente i cartoni animati giapponesi.
De "la Discussione" ho già postato due articoli, uno era un'inchiesta sul rapporto televisione e bambini con focus sugli anime, il secondo riguardava la trasmissione "Game" della Rai dove venne lanciato il sondaggio postale "Mazinga o Pinocchio?":
domenica 16 novembre 2025
Enciclopedia degli Anime - volume 1 1963/1979
PAGINE: 112
COSTO: 18
ANNO: 2025
FORMATO: 27 cm X 19 cm
REPERIBILITA': disponibile nella librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788885457768
sabato 6 aprile 2024
Prima trasmissione in Italia di Star Trek a marzo 1973 sulla Televisione Maltese
lunedì 29 febbraio 2016
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980 - "Arrivano tanti piccoli giapponesi carichi d'oro!" di Paola Zivelli
Questo è il numero 1 della nuova (nel 1980) rivista tv Telepiù, considerando che ho già recensito il numero zero, e che è in mio possesso il numero 2, alla fine di questo trittico riuscirò a postare tre settimane consecutive di palinsesti televisivi. In questo modo sarà più agevole apprezzare quali programmi, e con quale intensità, venivano proposti a grandi e piccini nel 1980.
Questa rivista, oltre a contenere i classici articoli sui programmi nazionali più importanti, in questo caso il confronto tra le due annate di "Domenica In" che si vede in copertina, dava largo spazio sia alle trasmissioni delle tv private locali, che alle tv locali stesse, con interessanti e lunghi articoli su come fossero organizzate e su quali fossero i loro progammi di punta. In questo numero c'è un bel articolo su Telemilano, da poco battezzata Canale 5, benchè nei palinsesti non compaia, però, Telemilano. Ci sono altre tv del milanese, come la mitica Milano TV, Telelombardia 1 e 2, Antenna Nord, Antenna 3 Lombardia, Telealtomilanese, anche se il grosso delle emittenti private sono piemontesi.
Per certi versi trovo maggiormente interessante Telepiù rispetto al più istituzionale "Tv Sorrisi e Canzoni", che dava meno spazio a trasmissioni poco note, che ormai ci siamo dimenticati, come, per esempio, "La battaglia navale" condotta da Tony Martucci su Antenna Nord, che a Milano era il pre-Italia 1.
Ho inoltre scoperto che Telepiù puntava molto sui cartoni animati giapponesi, presentando numerosi articoli, non particolarmente negativi, o che ne davano addirittura un giudizio positivo.
Dopo l'articolo del numero zero su Mazinga e l'Apemaia, questa volta viene presentato il nuovo anime della Rai: "Le avventure di Huckleberry Finn".
A parte il titolo dell'articolo che potrebbe sembrare in qualche maniera un po' polemico ("Sono arrivati tanti piccoli giapponesi carichi d'oro"), il contenuto è del tutto neutro, limitandosi a raccontare la trama della nuova serie. Dato che non ho mai seguito Huck Finn, e non ho mai letto il relativo romanzo, non saprei dire se ciò che riporta la giornalista sia la trama del romanzo o dell'anime, e non so neppure se l'anime seguisse la trama del romanzo. Per altre serie, che si ispiravano alla letteratura occidentale, spesso il giornalista riportava la trama del romanzo, anche se poi l'anime se ne discostava.
Dal titolo si potrebbe pensare ad una virulenta polemica sul successo dei cartoni animati giapponesi, invece nell'articolo c'è solo la trama della serie, o del romanzo. Il titolo vuole solo rappresentare il continuo successo di queste serie nipponiche, che, nonostante il cambio del genere, mantenevano lo stesso alto gradimento (più o meno) avuto con Goldrake ed Heidi.
lunedì 24 maggio 2021
"La TV del... Ticino è sempre più verde", di Maurizio Seymandi - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 28 marzo al 3 aprile 1976
lunedì 28 marzo 2016
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980
Con questo numero 2 di Telepiù ho completato tre settimane continue di programmazione delle tv italiche:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Peccato che le tv private locali del numero zero siano del sud Italia, mentre i due numeri successivi sono entrambi di Aosta, Piemonte e zona di Milano... comunque è in mio possesso un numero successivo, seppur non il 3, sempre di Aosta, Piemonte e zona di Milano.
Questo numero, rispetto ai precedenti due, non contiene articoli sugli anime, però c'è la presentazione di un programma di Piero Angela sugli extraterrestri (ricordo bene quella serie di puntate), con sequela di immagini di film di fantascienza :]
Come per gli altri due, invece, c'è un altro approfondimento sulle tv private locali, dopo "TVP San Benedetto del Tronto" e "Telemilano Canale 5", tocca a "Telestudio Torino".
Per certi versi i Telpiù, rispetto ai "Tv Sorrisi e Canzoni", permettono una analisi più omogenea dei palinsesti, in quanto sono posizionati tutti nelle medesime pagine, non con gli inserti, e gli articoli si incentrano maggiormente sui programmi delle piccole tv locali, a differenza dei "Tv Sorrisi e Canzoni" che mostrano articoli sui programmi nazionali.
Ho omesso 5 articoli, i meno o per nulla importanti, sulle seguenti trasmissioni:
una commedia musicale di Franco Franchi; vizi privati degli sportivi; Lucio Battisti a Londra; un vecchio film di Jena Paul Belmondo; com'era la tv nell'anno 1970.
Casualmente le date della programmazione corrispondono a quelle di oggi, solo con 36 anni di sfasamento :]
Da notare che l'autore del servizio chiama Harrison Ford "Han Solo" e non all'italiana "Ian Solo".
Ma qunato è bello Ciube? ^_^
A me, invece, il sorriso degli alieni buoni(?) del film di Spielberg mi ha sempre inquietato, specialmente quando lo vidi al cinema, tutto il film metteva una certa ansia...
Piero Angela è sempre stato tra i miei personaggi tv preferiti, educato, pacato, competente, e poi suonava pure il pianoforte!
Mi è caduto parecchio solo negli ultimi anni, quando ha dato in eredità al figlio la presentazione dei documentari alla Rai, una televisione pubblica... ma al figlio non poteva far fare l'idraulico? Il carpentiere? Il dentista? L'ingegnere?
Mi è scaduto ancor di più quando, qualche tempo fa, gli ho sentito dire a dei ragazzi che il loro futuro lavorativo dovevano costruirselo con le loro mani, impegnarsi al massimo, andare via anche dall'Italia se fosse stato necessario, una bella paternale coi fiocchi... peccato che al figlio ha lasciato la pappina pronta... alla faccia della meritocrazia... le belle teorie coi figli altrui, coi propri la pratica di un contratto sicuro T_T
domenica 27 ottobre 2019
Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann
TITOLO: Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann
AUTORE: Andrea Paltrinieri
CASA EDITRICE: Nicomp L-E.
PAGINE: 274
COSTO: 19€
ANNO: 2019
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:9788894989243
Era un po che non usciva un bel saggione sui robottoni.
Premetto subito che il libro mi è piaciuto (dal terzo all'ultimo capitolo), tra l'altro è scritto in maniera comprensibilissima, detto ciò... ^_^
A pagina due è presente un piccolo avviso per il lettore:
"Realizzare un libro, e in particolare una guida, è un'operazione molto complessa, mai scevra di errori od omissioni. Perciò l'autore e l'editore riceveranno con piacere eventuali segnalazioni dai lettori."
Oh, me lo avete chiesto voi di segnalarvi gli errori, ok? Poi non fate che vi offendete :]
Sia chiaro, ci sono errori trascurabili, come aver scritto che Doppler suonava il pianoforte, quando, invece, era un organo: https://www.youtube.com/watch?v=tvvA7gT-ZS0&t=15s
Oppure errori opinabili, come aver scritto che Boss, Nuke e Mucha rappresentano, assieme ad Alcor/Koji, i personaggi che danno continuità alla saga gonagaiana fin da Mazinga Z, quando in Goldrake li si vede, se non rammento male, in sole due puntate su 74.
Poi ci sono errori gravi, tipo il secondo capitolo... che sono solo sei pagine, ma le prime tre sono da rimanere un pelino basiti... ci torno più sotto.
A mio avviso il primo errore è stato quello di aver denominato questo libro come una "guida", per di più "completa", che inizia il suo excursus addirittura da ben prima di Goldrake (dal 1963 con Tetsujin 28 Go) fino a Gurren Lagann (2009), quindi 45 anni di animazione robotica.
Sarebbe stato più prudente non usare l'aggettivo "completa".
"Guida ragionata"?
Oppure bastava omettere la descrizione "la guida completa", lasciando solo "da Goldrake a Gurren Lagann".
E' possibile in 274 pagine stilare una "guida completa" dell'animazione robotica giapponese?
Secondo me, no.
Nell'introduzione l'autore spiega che:
"Per ragioni di organicità e coerenza interna, nonché di spazio, l'indagine si concentrerà sulle produzioni edite in Italia attraverso tutti i canali di diffusione disponibili: cinema, televisione, home video, internet ecc".
Ma allora perché si analizzano i primissimi anime robotici in bianco e nero degli anni 60?
Non mi pare siano mai arrivati in Italia, neppure subbati.
Però il problema è un altro, quando si inserisce il "canale di diffusione internet", praticamente si inserisce tutta l'animazione, in questo caso robotica, perché in streaming, subbati in inglese o italiano, sono arrivati una enormità di anime robotici, quindi nel saggio ci dovrebbe essere tutto quello arrivato sul web, in quanto questa vuole essere una "guida completa".
Il primo capitolo è la storia dell'animazione robotica, non per nulla si intitola "Mezzo secolo di robot", purtroppo consta di poco meno di 60 pagine.
E' possibile raccontare 50 anni di cartoni animati robotici in meno di 60 pagine?
Secondo me, di nuovo no.
Un appassionato potrebbe trovare questo "riassunto" poco approfondito, un non appassionato un semplice susseguirsi di nomi giapponesi e di date.
Nel secondo capitolo l'autore vuole illustrarci come venne accolta l'animazione robotica giapponese in Italia. E' possibile far ciò in sei pagine?
Assolutamente no... specialmente se il racconto di questo approdo sui teleschermi italici contiene gravi errori.
Errori che, considerando la saggistica pubblicata e le informazioni presenti sul web (come in questo blog), si potevano e si dovevano evitare.
Il capitolo parte subito male.
Per l'autore il genere Meisaku fu creato "per incontrare il gusto del pubblico occidentale":
"...realizzando fedeli riduzioni di romanzi europei e americani per ragazzi".
A questi primi anime del "World Masterpiece Theater" seguiranno "storie originali con sfondi storico-sociali europei come Lady Oscar e Candy Candy"...
Quindi la bevanda giapponese Calpis sponsorizzò l'anime Heidi per venderlo in occidente?
Gli anime dovevano catturare il pubblico giapponese, mica quello occidentale... se una serie non aveva abbastanza ascolti, veniva ridotta e poi tagliata per sempre.
Il genere Meisaku nasce per dare ai bambini nipponici storie formative di gusto esotico (che per i giapponesi è l'occidente), che in seguito furono ben accolte anche dai giovani telespettatori occidentali, ma non furono create per noi!
Il fatto di aver condensato così tanto i temi di questo secondo capitolo, può aver portato a degli equivoci, ci sono, però, anche gli errori, e quelli sono poco contestabili.
Gli errori si moltiplicano quando si modifica la storia dei cartoni animati giapponesi arrivati in Italia.
E' possibile scrivere nel 2019 che Heidi esordì nell'estate del 1976?
La prima puntata di Heidi - 7 febbraio 1978 (non 1976)
Per la cronaca io ho passato in rassegna tutti i "Tv Sorrisi e Canzoni" del 1976 (e pure del 1977) e ovviamente non c'è alcuna traccia di una trasmissione di Heidi nell'estate di quell'anno, che, invece, avvenne il 7 febbraio (inverno) 1978!
Quindi Heidi non arrivò "quasi due anni prima" di Goldrake, ma due mesi prima... e dalla storia dell'arrivo di Goldrake in Italia scompare incredibilmente Nicoletta Artom... che scoprì "Atlas Ufo Robot" durante il Mifed di Milano dell'autunno 1977.
Paola De Benedetti e Massimo Gusberti erano i funzionari Rai a cui la Artom sottopose l'idea di acquistare i diritti di "Ufo Robot Grendizer"!
Il bello è che, sia nelle note a questo capitolo che nella bibliografia, l'autore cita il saggio di Massimo Nicora, che però pare non sia stato letto molto bene:
C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana
Ma non è finita qui.
mercoledì 4 dicembre 2019
"Lea Pericoli rivale di Mike Bongiorno a TV Monte Carlo", di Gherardo Gentili - "TV Sorrisi e Canzoni" dal 25 settembre al 1 ottobre 1977
Con il precedente post sul gioco in scatola di "Paroliamo", questo con l'articolo sulla trasmissione a quiz condotta da Lea Pericoli ed un paio di altri successivi, vorrei fare una piccola panoramica su quanto fu importante, a livello televisivo, l'emittente monegasca Telemontecarlo.
Inizialmente volevo postare solo l'articolo su Lea Pericoli, ma mi sono reso conto che questo numero di "TV Sorrisi e Canzoni" contiene più spunti interessanti, nonostante abbia omessi alcuni articoli di programmi ormai dimenticati.
Intanto numerose pubblicità (molte come sempre di alcolici), tra cui una inquietante e delinquenziale su come fosse "nato il fumare intelligente: si prende il piacere; si riducono i problemi"... Riducono?!?! T_T
Altro che pubblicità ingannevole...
Poi c'è un articolo sulle cicatrici del nazismo, dove si riporta che nel 1977 c'era un revival di Hitler... beh... avrebbero dovuto vedere come siamo messi oggi... articolo di Paolo Cucco, che prima di Goldrake si occupava anche di cose serie ^_^
Ecco un suo passo riguardante i turisti del nazismo da standing ovation:
"Accade che ai bunker (edificati dai nazisti) si accostino spesso strani turisti, giovani e vecchi. Quando se ne vanno rimangono tracce visibili del loro passaggio: svastiche e slogan dipinti sul cemento. Sono rigurgiti malefici di una malattia che il mondo non riesce ancora a debellare".
Oggi siamo ben oltre il rigurgito...
Interessante l'inchiesta sul senso del pudore degli italiani nel 1977, specialmente se messo a confronto con la nostra quotidianità vissuta e social.
Nei programmi tv Rai spicca la prima puntata del telefilm statunitense "Mamma 4 ruote", che io adoravo, purtroppo non reperibile in italiano...
"Paroliamo" fu una vera eccezione nel panorama dei quiz televisivi, a dire il vero pochi in generale, proposti al pubblico italico, intanto andava in onda tutti i santi giorni, nessun riposo. I quiz televisivi nel 1977 ed anche dopo erano tutti settimanali, ovviamente di durata maggiore, mentre "Paroliamo" si concludeva in 20 minuti circa.
Grazie a questa sua brevità, ma soprattutto grazie alla pacatezza di Lea Pericoli, le bubbole, così predominanti oggi, erano ridotte al minimo.
Lo scopo era far giocare anche i telespettatori, e ricordo bene io e mia madre che facevamo a gare a chi trovava la parola più lunga. Il problema era che spesso il concorrente anticipava la risposta, non permettendoti di usare tutto il tempo disponibile :]
Leggendo l'articolo mi son ricordato la leggerezza con cui Lea Pericoli conduceva la trasmissione, peccato che non si trovino video di queste puntate.
La conduttrice lasciava spazio al gioco, non conquistava la scena come fanno i conduttori di quiz di oggi, che vogliono diventare loro stessi i protagonisti della trasmissione, facendo commenti superflui, dando suggerimenti contro il regolamento, parlando di cose a caso.
martedì 9 agosto 2022
Il libro di Star Trek, strani nuovi mondi coraggiosamente raccontati
PAGINE: 336
COSTO: 29,90 €
ANNO: 2018
FORMATO: 24 cm x 20 cm
REPERIBILITA': disponibile on line
CODICE ISBN: 9788868955830
venerdì 8 settembre 2017
"Settimana TV, il settimanale della televisione" dal 16 al 22 aprile 1978 - "Gli Atlas, Ufo e Robot"
Tanto per variare un poco il materiale editoriale televisivo, posto una nuova testata, "Settimana TV", che sinceramente non ricordo minimamente di aver mai visto in edicola dalle mie parti.
Quindi, dopo parecchi Tv Sorrisi e Canzoni, qualche Telepiù, un Radiocorriere TV, un Onda TV e un Telesette, apro il capitolo "Settimana TV".
Una caratteristica interessante della rivista era il largo spazio dedicato a sinossi parecchio affidabili di trasmissioni, film, telefilm e persino cartoni animati. Di tutte le testate che ho proposto, direi che "Settimana TV" era quella che faceva maggior uso di queste anticipazioni e sinossi.
Gli articoli su trasmissioni e personaggi televisivi non erano moltissimi, non ai livelli di "TV Sorrisi e Canzoni", anche perché le pagine di questa pubblicazione della "Alberto Peruzzi Editore" erano solo 44.
La programmazione delle tv locali era distribuita in maniera assai curiosa. Non per divisione a carattere regionale, come capitava con "TV Sorrisi e Canzoni, e neppure per zone geografiche dello stivale, come per Telesette. E' presente, invece, una panoramica divisa per città, con maggior attenzione per quelle lombarde, con un focus su "Milano TV", che diverrà di lì a poco tra le mie preferite, visto la preponderanza di cartoni animati giapponesi che trasmetteva.
Le prime due pagine dei palinsesti televisivi erano ovviamente dedicate alle due reti Rai, poi c'era una pagina sulle "TV estere", cioè la sempre rimpianta "TV Svizzera" (solo chi la seguiva potrà capire quanto abbiamo perso non potendola più vedere...), "RTV Capodistria" (che faceva abbastanza comunsiticamente cacare...) e "TMC Telemontecarlo" (la pre La7).
La quarta pagina era quella sulle "TV libere", quindi le altre non erano libere? -_-
Il periodo è quello della terza settimana di programmazione di "Atlas Ufo Robot", quindi rientra appieno nei miei interessi inerenti i cartoni animati giapponesi ed il giornalismo. Come accennavo sopra le sinossi corrispondevano a ciò che si sarebbe potuto vedere nel cartone, lo si noterà nei riquadri su Heidi, non c'erano storie raccontante a caso o nomi errati. Purtroppo per Goldrake è presente un solo riquadro informativo, e non si occupa della trama, ma del successo del cartone.
Erano passate solo due misere settimane dal mitico 4 aprile, non eravamo nell'epoca dei social media e dei feedback immediati, eppure la rivista riporta le seguente frase:
"Continua ad avvincere i giovani la vicenda del vascello spaziale Atlas-Ufo-Robot atterrato sul pianeta Terra.".
Sono solo tre righe, ma che ci permettono di capire che il successo fu immediato e clamoroso, anche se la gran parte dei giornalisti se ne accorgerà solo a dicembre.
Noto che si parla di "giovani", e non di "bambini", potrebbe voler dire che si aveva già prova che "Atlas Ufo Robot" era seguito anche dai ragazzi e dai giovani adulti?
Ho trovato, invece, assai divertente che ci si riferisca al titolo del cartone come se "Atlas", "Ufo" e "Robot" fossero tre entità differenti, tipo Edda, Trangu e Legga in "Ufo Diapolon":
"Gli atlas, ufo e robot" ^_^
A dimostrazione che Goldrake era ancora un oggetto assai misterioso per gli adulti che ne dovevano scrivere su giornali e riviste.
venerdì 12 settembre 2025
Rivista "Mediabook: sintesi trimestrale di prezzi, formati e dati di lettura ed ascolto dei principali mezzi pubblicitari" - n° 1 ottobre 1982 (solo parte dedicata alla televisione)


sabato 7 marzo 2020
Telesette dal 20 al 26 maggio 1979 - articolo su Spazio 1999
Era parecchio che non mostravo un Telesette, rimedio subito ^_^
Questo numero non contiene articoli sull'animazione giapponese, ma uno sulla nuova serie di "Spazio 1999", molto più movimentata e "fantastica" della prima.
Sono presenti un paio di articoli su come era trattata l'informazione nei telegiornali e nella politica, un servizio sul serial "Olocausto", che temo una parte della popolazione italica dovrebbe guardarsi... un articolo che mette a confronto i due attori ballerini Fred Astaire e John Travolta, un articolo calcistico del grande Beppe Viola sull'Argentina e il giovane Maradona, infine una mini servizio sulla famiglia di Mike Bongiorno.
Qualche articolo l'ho omesso, perché mi son sembrati troppo sorpassati.
La rivista si chiude con i programmi televisivi nazionali e locali, della zona di Piemonte, Val D'Aosta e Lombardia.
Lo confesso, ero innamorato di Maya ^_^
Il suo personaggio mutante rese il telefilm più fantascientifico, comunque più in linea con i film cinematografici e i cartoni animati giapponesi di fantascienza. Mentre la prima serie era tetra, burocratica, talvolta statica, sebbene sempre bella, questa nuova impostazione la liberò da vincoli legati al satellite su cui vagavano, permettendo ai membri di Alpha di mostrarci più azione.
Maya era per Spazio 1999 un po' lo Spock di Star Trek, citato a fine articolo perché trasmesso su Telemontecarlo con il titolo "Destinazione Cosmo".
domenica 9 luglio 2023
Yoshiyuki Tomino & Gundam, il grande affresco animato dello Universal Century - Volume 1
CASA EDITRICE: Nippon Shock Edizioni
PAGINE: 387
COSTO: 27,90 €
ANNO: 2023
FORMATO: 24 cm x 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788897286752




































