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giovedì 19 settembre 2019

Dizionario dei giochi di società (prima edizione)



TITOLO: Dizionario dei giochi di società
AUTORE: Enrico De Luca
CASA EDITRICE: Lulu
PAGINE: 162
COSTO: 10€
ANNO: 2007
FORMATO: 23 cm X 15 cm
REPERIBILITA':
CODICE ISBN:

Quando devo fare una recensione di un gioco in scatola le prime, e spesso uniche, informazioni a cui attingo sono quelle presenti in questo libro/dizionario. Al suo interno sono presenti le schede dei giochi di società dal 1950 al 2005, in totale quasi 1000 schede. Tralasciando qualche occasionale lacuna (non credo sia possibile recuperare tutti gli articoli di in un arco di tempo tanto ampio), per ogni titolo viene citato quasi sempre l'anno di messa in vendita (se non presente il semplice decennio), l'azienda, l'autore (se disponibile), il numero dei giocatori, una breve descrizione dello scopo del gioco, infine la dotazione della scatola.
Nelle schede non sempre sono presenti tutti questi dati, specialmente per i giochi in scatola più datati, pur essendo l'autore un collezionista, evidentemente non era al momento della pubblicazione del libro in possesso (lui o altri colleghi collezionisti) di tutti gli articoli presentati.
In ogni scheda viene anche data un valutazione dell'autore sulla difficoltà di reperimento di un gioco in scatola tramite l'uso di asterischi, maggiori essi sono, più arduo sarà recuperare il soggetto completo (5 asterischi individuano i santi Graal dei giochi di società).
Preciso che il costo di 10 euro è dovuto al fatto che lo trovai in una bancarella del Lucca Comics del 2010 che ne vendeva uno stock, tutte copie nuove, non saprei dire quale fosse il prezzo originale.
Ho sfruttato questo dizionario per riepilogare le recensioni dei giochi in scatola pubblicate fino ad oggi, esclusa quella di "Petrol" della Clementoni, perché nel libro non c'è (oppure mi è incredibilmente sfuggita).

Edit del 3 febbraio 2020:
Dizionario dei giochi da tavolo (seconda edizione) 



Anna dai capelli rossi - Clementoni 1980
"L'Apemaia" - Clementoni 1980
"Atlas Ufo Robot - Goldrake all'attacco" - Giochi Mattel 1978
Auto Market (tutti uomini d'affari con...) - Elyart Italiana (fine anni 60?)


sabato 18 settembre 2021

L'uomo dei sogni, intervista a Mario Clementoni


TITOLO: L'uomo dei sogni, intervista a Mario Clementoni
AUTORE: Luciana Saetti
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 143
COSTO: 5 
ANNO: 1994
FORMATO: 20 cm x 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 9788845056055


Ho scoperto dell'esistenza di questo libro leggendo una bibliografia di un altro, l'acquisto era quindi obbligato. 
La lettura è stata piacevole, ma non molto interessante, nel senso che speravo di scoprire più aneddoti sulla storia della Clementoni, particolari sulle licenze, spiegazioni del processo produttivo, magari un elenco dei giochi in scatola messi in commercio, di tutto questo ci sono accenni, ma sparsi per il libro, e poco dettagliati.
Come è riportato sulla copertina è questa una intervista, una lunga intervista di 140 pagine, seppur con un carattere di scrittura non piccolo, in cui le risposte di Clementoni quasi mai si soffermano su quello che sarebbe interessato a me. 
Molte pagine sono dedicate al presente dell'azienda nel 1994, mentre io, come si capisce dalle recensioni dei giochi in scatola, ho come interesse gli anni 70 ed i primi anni 80.
Ribadisco che il libro è comunque da leggere, anche visto il costo irrisorio a cui lo si può trovare, ma non è ciò che mi sarebbe piaciuto leggere... chissà se esiste un libro con la storia dei giochi della Clementoni.





Speravo di leggere qualcosa sulle licenze dei cartoni animati giapponesi, visto che la Clementoni produsse parecchi giochi in scatola degli anime, ma in tutto il saggio si può leggere solo un accenno a pagina 49.
E' un'intervista, immagino che Clementoni andasse più o meno a memoria, non credo si fosse preparato con date, titoli dei giochi in scatola e anime da cui furono tratti, quindi c'è un po' di confusione in quelle poche righe dove si tocca l'argomento.
Peccato... scopriamo solo che a Mario Clementoni non garbavano molto i cartoni animati giapponesi, ma mica gliene faccio una colpa   ^_^
Il tema successivo era la collaborazione con la Disney, ma non è che ci sia scritto questo granché, si passa dal 1971 a "Topomistery" in poche righe...
La speranza che qualche appassionato faccia una bella ricerca alla "Massimo Nicora" sulla Clementoni.

domenica 15 settembre 2019

"Re Mida: management, finanza... e buon senso!" - Clementoni (1978)


Sul web si faticano a trovare informazioni su questo gioco in scatola della Clementoni, finanche i cataloghi di giocattoli degli anni 70 lo ignorano tutti tranne uno, ma sulla datazione scriverò appena più sotto.
In cortile non l'ho mai visto, e mettendo assieme tutti i giochi in scatola della moltitudine di bambini che eravamo, la casistica era assai larga.
Tra l'altro come caratteristica grafica sui bordi recava il nome del gioco in altre lingue:
King Mida: management finance and intuition;
Konig Mida: management finanz und intuition;
Roi Mida: management finance et intuition.

Ho provato a fare una ricerca anche con i nomi non italici, ma zero spaccato, pare non fosse una edizione straniera italianizzata né che venne esportato dalla Clementoni.
Tanto per fare un esempio le fonti disponibili, di cui una in forma cartacea (un libro in mio possesso sui giochi in scatola), non sono univoche neppure sul numero dei giocatori.
Come mi è capitato di notare sovente, i giochi in scatola degli anni 70, a differenza di quelli degli anni 80, hanno una dotazione corposa di pezzi, caratteristica presente specialmente nelle confezioni della Clementoni.
Esiste un altro gioco Clementoni, sempre a tema finanziario, con la medesima veste grafica della scatola: "Cosmo Manager: l'imprenditore di domani, un gioco stress di domanda e offerta!

Stesso discorso di cui sopra, praticamente ignorato dal web, tranne che per le inserzioni sui siti di compravendita on line.
Leggendo le istruzioni "Re Mida" non pare brutto, intanto non è un semplice gioco dell'oca finanziario. I sei giocatori non hanno proprie pedine da muovere sul tabellone, ma comprano e vendono azioni a  turno, basandosi sui movimenti di altre due pedine mosse dai dadi, che fungono da simulatori del mercato azionario.
Infine il gioco ha una durata massima ben definita, tre giri del percorso azionario, cioè della pedina che determina quali azioni si possono mettere sul mercato.
Ergo era impedito il classico effetto Risiko... con partite che si trascinavano stancamente fino all'abbandono generale.


Nel libro in mio possesso, dove sono recensiti con schede essenziali tutti i giochi dal 1950 al 2005, "Re Mida" è datato genericamente come "anni 70".
Sul web non si trovano datazioni precise, siamo sempre sul classico "anni 70".
Come scrivevo sopra i cataloghi di giocattoli del periodo lo ignorano... ne ho un certo numero dai primi anni 70 ai primi anni 80, ma nessuno si fila "Re Mida".
Nessuno tranne uno, un catalogo generale della Clementoni del 1978, e l'immagine qui sopra proviene proprio da quello.
Ovviamente in quel catalogo erano presenti tutti i giochi in scatola della Clementoni disponibili sul mercato, molti di questi erano antecedenti al 1978, ma è questa l'unica fonte certa su "Re Mida", ergo ho riportato 1978.
Da notare che il gioco veniva definito dalla Clementoni "per adulti", ergo non per bambini, forse lo consideravano troppo complesso... non che da bambino (o adulto) fossi un genio, ma credo proprio che sarei riuscito tranquillamente a giocarci.
Probabilmente questa era una nuova linea di giochi in scatola dedicati agli adulti, che evidentemente non ebbe molto successo... i grandi di allora non avevano la fantasia di mettersi a giocare ad un gioco in scatola (tralasciando le mamme che lo facevano per far contenti i figli), semplicemente perché la stragrande maggioranza di loro da bambini non ne avevano mai visto uno.



Il tabellone è di grande formato, ed è diviso in quatto sezioni, come spiega bene il regolamento:
Zona Borsa ( a sinistra);
Zona Indici Azionari ( a destra);
Pista esterna;
Pista interna a forma di 8.

mercoledì 11 novembre 2015

Clementoni Giochi Catalogo Generale 1973


Questo catalogo della Clementoni Giochi è pienamente pre-era "cartoni animati giapponesi", io l'ho datato 1973, pur non essendo presente nessuna datazione, perchè vi è allegato un opuscolo per i venditori, della campagna pubblictaria per il lancio del gioco in scatola di "Robin Hood" tratto dal'omonimo film della Walt Disney, che uscì nel 1973.
In questo opuscolo, che è una piccola chicca proprio perchè indirizzato al negoziante, è specificato che il gioco, "per particolari accordi" (cito dall'opuscolo) che la Clementoni aveva siglato con la Walt Disney, sarebbe stato posto in vendita contemporaneamente alla programmazione del film nelle sale cinematografiche.
Alla faccia della globalizzazione di oggi :]
Ovviamente gran parte dei giochi in scatola prodotti sono antecedenti al 1973, alcuni sono degli anni 60, ma sarebbero restati in vendita per tutti gli anni 70.
La caratteristica di questi giochi Clementoni, che da bambino mi attraeva di più, e che oggi continuo ad apprezzare, sono i disegni delle confezioni, specialmente quelle di giochi "anonimi", non ispirati a personaggi noti, della televisione, dei fumetti o dell'animazione.
In questi disegni i protagonisti erano miei coetanei intenti ad espletare il gioco presente nella confezione. Certo, spesso non c'era nessun nesso tra l'illustrazione e l'esperienza ludica proposta, il caso più emblematico è il gioco del "Basket":
una confezione che ti faceva immaginare chissà quale divertimento, mentre il gioco era fin frustrante in quanto a difficoltà ed insensatezza...
Comunque, indipendentemente dalle mie valutazioni sui giochi, le confezione restano, a mio avviso, le più belle, quelle che evocano i più bei ricordi.
La Clementoni Giochi era, come accennato riguardo al film di "Robin Hood", la licenziataria per l'Italia della Walt Disney, quindi deteneva un piccolo monopolio di una certa importanza.
Personalmente non ho mai avuto nessun gioco della Disney targato Clementoni, ma nella moltitudine di giochi in scatola degli amici del cortile, oppure dei compagni di classe, vi ho giocato spesso, e non erano per nulla brutti. In particolare ricordo "Mondo Papero", che era veramente divertentissimo, anche se non ho memoria della modalità di gioco.
Una carateristica di tutti i giochi della Walt Disney prodotti dalla Clementoni è che oggi hanno quotazioni veramente spropositate, se completi minimo 50 euro a confezione, ma proprio minimo.
Qui sotto l'esterno dell'oposculo pieghevole su "Robin Hood", in cui si preannunciava la prossima campagna pubblcitaria, cosa che mi pare assai curiosa ed inusuale, magari, invece, era la prassi di allora.


Parte dell'opuscolo interno.


L'opuscolo lo mostrerò dopo il catalogo, ergo è meglio iniziare dall'inizio: i giochi prescolastici.
Chi non ha avuto almeno un Sapientino nella vita?
E uno basta ed avanza...
Ogni pagina contiene una breve descrizione del gioco.


domenica 13 luglio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 27 - sesto numero bimestrale)


Il 27esimo numero di "Anime Cult" ha come perno centrale lo speciale sulla "Gainax", forse un po' tanto in modalità riassuntone, mia opinione.
Per il resto ci sono meno interviste del solito, solo due, più una terza che mi è parsa più una autointervista di collaboratori della stessa rivista... insomma... non l'ho capita tanto, ma ci torno poco più sotto.  :]
Sono intervistati Debora Magnaghi, doppiatrice e volto della tv dei ragazzi Fininvest/Mediaset, che per motivi generazionali poco conosco, e Lucio Macchiarella.
Ovviamente, proprio per motivi generazionali, quest'ultima mi ha interessato di più.
Meritevole anche il pezzo di Carrassi su "Slam Dunk", di cui non perdevo un episodio grazie al videoregistratore.
In quella che mi pare una nuova rubrica, "Global Manga", Alessandro Bottero indaga l'arrivo dei manga ed anime in altre nazioni, partendo dagli Usa.



Come al solito mi concentro solo su alcuni scritti, ciò non comporta che gli altri non meritino.


Come scrivevo sopra non ho ben capito il senso di queste dieci pagine in apertura di rivista (10!), cioè... ho capito che si spiega come veniva creata una delle prime fanzine su manga ed anime negli anni 90, ho capito che ci viene spiegato il tutto dagli stessi autori della fanzine in una specie di autointervista/testimonianza, cosa anche interessante, ma non ne ho capito il perché   ^_^
Immagino che chi comprava questa fanzine sarà anche interessato ai dietro le quinte editoriali.

domenica 13 marzo 2016

"Battaglia Navale Elettronica" - Clementoni primi anni 70


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Questa "Battaglia Navale Elettronica" e il "Basket", entrambi Clementoni, sono i primi due giochi in scatola con cui ricordo di essere venuto attivamente in contatto. Non per nulla sono immortalati nel catalogo Clementoni del 1973, oltre che sulle pubblicità di Topolino del periodo (vedere poco sotto).
Come per il "Basket Clementoni" di cui sopra, sono certo che fu l'illustrazione sul coperchio della scatola a convincermi della giusta scelta ludica, indipendentemente dal fatto che il gioco fosse o meno avvincente.
Basta consultare il catalogo Clementoni per ammirare quanto fossero belle queste illustrazioni, che ti facevano immaginare chissà cosa. Ed è proprio grazie alla recensione del "Basket Clementoni" che ho scoperto un'interessante articolo del blog "Rapporto Confidenziale", in cui si fa una breve biografia di Sergio Minuti, la cui firma sulla confezione ha finalmente acquistato un nome ben preciso ed un volto.
Sull'appetibilità del gioco in scatola c'è da dire che il fatto d'essere una battaglia navale "elettronica", qualsiasi cosa potesse voler dire per un bambino di 6 o 8 anni, la rendeva assai desiderabile, che poi la sua "elettronicità", alla fine, consistesse in una bobina che emetteva solo un ronzio, contava poco. Era la casualità da scheda preforata a renderla interessante, anche se poi ti toglieva il piacere di schierare strategicamente tutta attaccata la tua potente flotta  :]
Volendo, alla fine, ci si poteva giocare anche da soli, tanto le schede erano preforate, bastava non memorizzare dove erano gli obbiettivi, altrimenti si finiva col barare contro se stessi.

Per chi si la ricorda il gioco, ecco il solito commovente video  T_T


            


La pubblicità presente su un Topolino del dicembre 1975: è indubbio che avere al proprio fianco un ammiraglio fosse un buon motivo per acquistare la scatola, oppure no?  O_o
 Devo dire che lo scritto della pubblcità è un pelino truffaldino, in quanto non è che si senta il "BUUUUUUM" di una esplosione, sarà un suono implementato solo nei primi anni 80, ma un più fastidioso "ZZZZZZZZZZZZZZZZZ".
E neppure un "DRIIIINNN", come si può vedere dalla scritta in arancione, era solo uno "ZZZZZZ"  T_T



Certo che anche lo scritto del catalogo Clementoni era un po' pompato, però si faceva riferimento, più correttamente, solo ad una segnalazione "acustica"  :]


Edit del 22 marzo:
Sfogliando un altro Topolino sono incappato in una pubblicità di un numero addirittura del novembre 1983 in cui c'è di nuovo questo medesimo gioco in scatola! 
Venne cambiata solo la confezione, alla faccia del riciclo :]
Inoltre la versione più aggiornata del gioco in alto, utilizza alcune parti di quella più vecchia, cosa che per questo gioco è capitata spesso. Infatti ci sono numerose versioni di questa "Battaglia Navale Elettronica, e spesso le basi in plastica con il mare sono sempre le stesse.

domenica 11 aprile 2021

"Colpo grosso a Topolinia" - Clementoni (1973)


A questo gioco ci giocai probabilmente una sola volta, mi pare lo avesse un compagno di classe delle elementari. Un vero peccato, perché me lo ricordo parecchio bello, specialmente se si giocava in tanti (max 8), visto che era necessario schierarsi in due squadre (max da 4) contrapposte: 
i tutori della legge vs i malviventi.

Sono anche contento del ritrovamento a soli 20 euro, considerando che è completo, con l'unico difetto della confezione scolorita sul fianco sinistro, probabilmente rimase esposta al sole. Prima o poi troverò un coperchio intonso di una confezione non completa :]
Tra l'altro nella scatola c'è ancora il pieghevole della Clementoni che veniva allegato per pubblicizzare gli altri giochi in scatola. Ci sono anche due "bottini" in plastica, capitava che la Clementoni mettesse alcuni pezzi doppi, quelli più facilmente smarribili, segno di lungimiranza.
La caratteristiche di pregio di questo gioco, oltre all'enorme tabellone piegabile in tre sezioni, era data dal poter muovere i ì veri personaggi Disney raffigurati sulla scatola:
Topolino; Pippo, Basettoni; Manetta
Macchia Nera; Gambadilegno; Squick; Tubi.

Anche se dubito ci fosse la gara per essere Tubi o Squick , che sinceramente nemmeno ricordo nei fumetti... e non è che  Manetta, invece, attirasse frotte di fans...
Noto che Tubi e Manetta sono praticamente identici   ^_^
Il regolamento, come quasi spesso capitava con i giochi in scatola Clementoni del periodo, è breve e chiaro, anche per questo motivo la giocabilità direi che fosse alta.



Nei primi anni 70 la Clementoni aveva confezioni con dotazioni corpose, questo gioco fa eccezione, anche perché non ci sono banconote o carte da gioco, visto che lo scopo del gioco è semplicemente una rincorsa tra guardie e ladri.
I tutori della legge erano aiutati negli spostamenti dal furgoncino rosso di Topolino e dall'elicottero della polizia, i rapinatori potevano usare i due furgoncini verdi. 
Nella busta nera andava indicato il luogo in cui si sarebbe svolta la rapina tra i seguenti edifici:
la Zecca; il Monte di Pietà; il supermarket; la gioielleria; la banca Nazionale; l'INA.

Curioso il nome "INA", forse era l'italianissimo "Istituto Nazionale delle Assicurazioni"?


Se il gioco prevede fughe ed inseguimenti, il tabellone deve essere giocoforza grande, con tante scappatoie e luoghi dove rifugiarsi. 
Chi aveva il malloppo (che si poteva passare ad un complice della gang) doveva portare il suo segnalino in uno dei quattro angoli del tabellone, dove c'è il quadratino con la doppia freccia verde, in questo modo avrebbe concluso la fuga. Gli inseguitori avevano il compito di catturare chi aveva il malloppo, prima che questo uscisse dal tabellone. 
Mi chiedo se, in considerazione del fatto che quattro erano le uscite e quattro erano i tutori della legge, non sarebbe bastato stazionare nella zona delle quattro uscite. Sinceramente non ricordo molto di quella partita (o al massimo un paio) che feci alle elementari...
Le caselle rosa sono zone franche per i rapinatori, in modo da essere raggiunti dai complici e gestire al meglio il gioco di squadra
L'elicottero poteva decollare o atterrare solo alla Stazione di Polizia e nelle caselle verdi (prati).
Molto bella la trovata dell'ospedale (quello con le coppie di numeri 1-2-3 contraddistinto dalla lettera H) e del ricovero coatto. Quando ai dadi si totalizzava un due voleva dire che avevi fatto un incidente, a questo punto in base al mezzo su cui ti stavi muovendo aumentava la gravità dei danni, cioè il numero dei turni in cui stavi fermo:
a piedi = un turno fermo
in furgoncino = die turni fermo
in elicottero = tre turni fermo

In più, se chi finiva all'ospedale aveva il malloppo, lo doveva lasciare nel punto dell'incidente! 
Quindi se fosse arrivato prima un personaggio della legge, la partita sarebbe stata vinta dai buoni.
Della 60ntina di giochi in scatola che ho recensito fino ad oggi solo una minoranza mi hanno lasciato l'idea (non testata) che potrebbero avere ancora un certo grado di giocabilità, "Colpo grosso a Topolinia", nella sua semplicità estrema, è uno di questi.

martedì 26 gennaio 2021

"Jeeg Robot" - Clementoni (1980)


Per fortuna mia e della mia famiglia da bambino mai vidi questo gioco in scatola di Jeeg nei negozi di giocattoli, alla Standa o all'Upim. 
Fu una fortuna per me perché mi evitai un'altra cocente delusione dopo il gioco in scatola di Goldrake"L'Uomo Ragno e i Fantastici 4!" e "Guerre Stellari", tre soggetti che adoravo e che furono trasposti in tre giochi di società orrendi...
Ne consegue che fu una fortuna per la mia famiglia perché risparmiarono il relativo costo in lire, senza contare lo spazio non occupato nell'armadio    ^_^
Rispetto ai tre brutti giochi sopra citati, che almeno avevano sulla confezione immagini rispettose degli originali, in questo caso la Clementoni, che di norma aveva bei disegni, confezionò un mix abbastanza imbarazzante, sia per la qualità che per il rapporto tra le dimensioni dei vari robot e del Big Shooter...
Intanto il Big Shooter non spara i missili dai lanciatori dei componenti... qualsiasi bambino, se interpellato, lo avrebbe potuto spiegare alla Clementoni.
Il disegno di Jeeg è quello che si poteva trovare ovunque ai tempi, per esempio nell'album di figurine Panini, quindi di ottima qualità, mentre i due mostri, Ragan (episodio 1) e Dorama (episodio 8), sono parecchio brutti. A Dorama hanno cambiato pure la testa e vari dettagli... ma si capisce che rispetto Jeeg sono due stili differenti.
Però almeno il gioco era divertente?
Ad oggi ho postato altri tre giochi in scatola a tema robottoni dei cartoni animati giapponesi, il già linkato Goldrake, uno di Mazinga Z ed uno del Grande Mazinga:

Tutti questi hanno la comune caratteristica che poco o nulla avevano a che fare con la serie animata... dei quattro forse il meno campato in aria è quello di "Atlas Ufo Robot", e questo è tutto dire...
Evidentemente le aziende, una volta pagati i diritti per lo sfruttamento dell'anime, poco si interessavano al piccolo particolare che il bambino, una volta aperto il gioco, potesse un minimo ritrovarci le dinamiche che vedeva in televisione, almeno i nomi corretti... non era pretendere troppo...
La filosofia delle aziende italiche era agli antipodi rispetto a quelle giapponesi, che forse erano un pelino più rispettose dei gusti dei loro piccoli clienti, ed in questo, alla fine, facevano solo i propri interessi economici!
Basta vedere lo stupendo, almeno graficamente, gioco in scatola dei Mazinga:

Per fare un solo esempio di paragone, i quattro giochi nostrani (compreso questo di Jeeg)  hanno in dotazione dei segnalini completamente anonimi... deprimenti... mentre i bambini giapponesi potevano muovere sul loro bellissimo tabellone di gioco il Brian Condor e il Jet Pilder.



       

Neppure la BGM della regina Himika  nobilita questo gioco in scatola...
Per la Clementoni un bambino si sarebbe dovuto divertire con un Jeeg a forma di portacenere con dei buchini in cui mettere dei piolini di plastica simboleggianti le armi... armi che, tanto per cambiare, in tre casi su quattro hanno nomi inesistenti.
Poi ci sarebbe il piccolissimo particolare che Jeeg non ha mai affrontato un mostro di Himika o dell'Imperatore del Drago nello spazio... 
Jeeg in tutta la serie non ha mai superato neppure l'atmosfera terrestre, e questo particolare, di nuovo, qualunque piccolo telespettatore, se interpellato, lo avrebbe potuto riferire alla Clementoni  T_T
E cosa dire del "mostro galattico"?
A parte che i mostri della serie non avevano nulla di galattico, provenendo tutti dalle profondità della Terra o al massimo da spiriti redivivi, ma poteva un quadrato in plastica con dei forellini dare l'impressione di essere un mostro Aniba?!


Poi c'è il regolamento, che di solito la Clementoni rendeva comprensibile.
Farò la figura del semi rimbambito (o completo), ma ci sono un paio di punti che mi restano totalmente oscuri... a parte questi miei limiti di comprendonio, la meccanica di gioco è parecchio astrusa per un bambino.
C'è il problema (per me) dei piolini colorati come i segnalini (nero, marrone, arancio, viola) ma con sopra degli adesivi del colore delle armi (rosso, celeste, verde giallo). Mi sorge il dubbio che il bambino che incollò gli adesivi forse sbagliò, ma dal regolamento non mi è chiaro.
Poi c'è il problema di come vada posizionato il "mostro galattico", con il foro in alto o in basso?
I quattro "monitor" che servono per il movimento devono essere montati ogni volta, sono di cartoncino, chiaro che si rompano.

venerdì 24 febbraio 2023

Falco il Superbolide - Clementoni (1979)


Purtroppo di merchandising inerente la serie di "Ken Falco" ("Falco il Superbolide" alias "Machine Hayabusa") ne fu messo in vendita veramente poco, probabilmente perché l'anime venne trasmesso dalle tv locali e non dalla Rai. Inoltre venne mandato in ondata tra le prime serie delle tv locali private, già nel 1979, e forse ancora non si pensava potesse avere successo, ma se in tanti ancora se ne ricordano, il successo lo ebbe.
Nel 1980 la Salani mise in commercio il cartonato di "Ken Falco", ma la prima azienda che cercò di sfruttare questa serie animata nipponica di corse automobilistiche fu la "Clementoni" nel 1979, la datazione sulla confezione del gioco in scatola (in basso a destra) permette di datare con certezza la sua messa in onda nel 1979 (vedere a fine post la scan relativa), chiaramente manca il mese, ma di certo non è il 1980.
Sinceramente da bambino non ho mai visto questo gioco in scatola, nessuno dei compagni di cortile lo aveva, nessuno negozio lo vendeva, altrimenti ci avremmo di certo giocato, e sto parlando di Milano...
Visto il prezzo a cui lo si trova online (per fortuna non quello che l'ho pagato io) immagino che la Clementoni non produsse molti pezzi del gioco in scatola, come non pubblicizzò quello di Jeeg, mi chiedo quale fosse il senso di comprare una licenza per poi non sfruttarla.
C'è da dire che il gioco in scatola di Jeeg era abbastanza orrendo, mentre questo di Ken Falco almeno si basa sulle corse automobilistiche, benché manchi la "Black Shadow" e quindi la lotta tra i buoni e i cattivi... l'assenza della rivale della scuderia Sayonji potrebbe indicare che il gioco venne pensato precedentemente e poi a questo appioppata l'etichetta di "Falco il Superbolide".
Almeno in questo caso la Clementoni ebbe la buona creanza di stampare i segnalini con la sacra effige della Hayabusa con montato il V1, parrebbe una ovvietà, ma se si consultano le recensioni dei giochi in scatola ispirati a telefilm, film e cartoni animati che ho già postato, si noterà che spesso venivano preferiti segnalini anonimi...


             



La dotazione dei pezzi presenti nella confezione non è quella classica monstre dei giochi in scatola Clementoni del periodo, ma non è scarna come quella di altre aziende. Mi ha sorpreso parecchio vedere quanto poco esteso sia il tabellone, con le gare fantascientifiche in cui era impegnato Ken, almeno mi sarei aspettato di vedere un tabellone a tre facciate.
Il pezzo più curioso ed interessante accluso alla dotazione è il "rilevatore di traiettoria", su cui torno più sotto.
L'illustrazione sulla confezione, a differenza della media della Clementoni, non è propriamente un capolavoro, di certo non disegnata da Sergio Minuti, direi che all'azienda di Recanati venne fatto vedere il primo episodio e su quel soggetto qualche disegnatore estrapolò le auto e i personaggi che affiancano la Hayabusa e Ken il Falco.


Infatti mi sono andato a riguardare il primo episodio e le auto sono quelle visibili all'inizio della puntata. Ovviamente c'è l'auto da corsa di "Jack la Spada", con tanto di sua foto tessera disegnata, ma sono presenti altri due bolidi da corsa, che si vedono più volte nella prima massacrante (nel senso di massacro...) gara.
Penso di aver visto la serie di "Ken Falco" almeno cinque o sei volte da adulto, ma non avevo mai fatto caso al fatto che le auto gialla e verde, immortalate sulla confezione, vengono distrutte e ricreate più volte nella scena iniziale della prima gara.
In particolare l'auto gialla viene distrutta ben quattro volte in pochi minuti e pochissime scene!

sabato 13 ottobre 2018

"Remi il cantastorie della TV" - Clementoni (1979)


Qualche tempo fa, anzi, parecchio tempo fa, ho recuperato una confezione praticamente, anzi, assolutamente intonsa del secondo gioco in scatola della Clementoni su Remi, che con il primo condivideva alcuni pezzi del gioco (le monete ed i segnaposto):
"Remi il girovago della tv" - Clementoni 1979 

Così intonsa che oltre ai cartoncini ancora fustellati, l'arpa elettronica funzionante, tutti i pezzi lucidissimi, ci sono ancora le monete nei sacchettini graffettati!
In più c'era anche il relativo cataloghino pieghevole della Clementoni!

Questa confezione, che io ho etichettato "secondo gioco in scatola di Remi" solo perché è meno nota e fu meno pubblicizzata rispetto a quella del link sopra, è portatrice di alcune curiosità e spunti interessanti.
Intanto si conferma la consuetudine della Clementoni che sovente dava dei sottotitoli (o descrizioni) sulla confezione dei suoi giochi un po' troppo prolissi:
"Sorprendentemente anche voi suonerete l'arpa di Remi, suonarla è determinante nel gioco".
Tra l'altro la scelta grafica della scritta pare fatta dalla Settimana Enigmistica...
Il gioco era considerato prettamente musicale ("Il gioco musicale dell'anno"), quindi ipotizzo che avessero cercato di far leva sull'aspetto educational, oltre che ludico, tanto per infinocchiare i genitori.




Come per tutti i giochi in scatola della Clementoni del periodo la dotazione è assai corposa, a cui va aggiunto la parte elettronica del gioco, e considerando che nel 1979 il gioco in scatola di Goldrake costava 8000 lire, questa confezione era costosissima!
In quanto era prezzata a 35000 lire!
Che con la rivalutazione al 2018 fanno 115 euro!!!



Sul web si trova come data di messa in commercio del gioco in scatola l'anno 1977, ovviamente una data che non può essere veritiera, ma penso che l'errore nasca sempre dalla confezione, in cui campeggia la scritta:
"NTV, TMS 1977, per concessione Sacis - Roma"


       


Il gioco era impreziosito dalla possibilità, come si legge sulla scatola, di suonare l'arpa di Remi, che non era il solito relè ronzante, ma un circuito elettronico, per quanto elementare, che emetteva un certo numero di note musicali (con toni e  semitoni).
Ed effettivamente riuscire a suonare bene l'arpa, tanto da rendere riconoscibile il motivetto, permetteva di proseguire più efficacemente nel gioco.
Da notare che "suonare" l'arpa elettronica di Remi non è per nulla facile, è necessaria una certa capacità di coordinazione occhio-mano, ciò che io non ho mai avuto... infatti ero un disastro con gli strumenti musicali   T_T
Gli spartiti musicali sono 41, con brani del periodo, sigle di telefilm (Tarzan, Furia, Sandokan, Supergulp), musiche per bambini e sigle di anime!
Gli anime sono: Remi (ovviamente); Heidi; Goldrake; Capitan Harlock; Jeeg.
E' curioso il fatto che tutti i telefilm ed anime erano nella disponibilità della Sacis Rai, tranne Jeeg, che era trasmesso dalle tv private locali. Probabilmente venne inserito per qualche accordo che permise alla Clementoni di mettere in commercio anche il gioco in scatola di Jeeg (tra i più costosi da recuperare...).
Prima di proseguire con l'illustrazione del gioco e della sua dotazione, vorrei spendere qualche parola, meglio dire "qualche nota musicale" sugli spartiti e sul loro risultato audio.
Stante che io sono una frana anche con gli strumenti musicali... mancava il tempo della musica, ergo o ti ricordavi il brano, oppure emettevi dei suoni a caso.
Pur non avendo riprodotto tutti i 41 spartiti musicali, mi sono accorto che alcuni proprio non hanno nesso con al musica originale, oppure io non ho colto il ritornello.


             

Ho riprodotto 5 brani di 5 spartiti, i primi 4 si riconoscono, nonostante la mia incapacità musicale, ma il quinto...
Ad ogni brano corrisponde il suo spartito, che in basso reca il titolo relativo:
Ufo Robot; Heidi; Capitan Harlock; Sandokan.
Ed il quinto potrà mai essere Jeeg?!?!
Avrò anche cannato i tempi, ma non è la sigla di Jeeg!
Hai voglia a farla riconoscere nel gioco

venerdì 3 giugno 2016

"Remi il girovago della tv" - Clementoni 1979


La Clementoni mise in commercio due giochi in scatola su Remì, "Remi il cantastorie della tv" (che recensirò più avanti) e questo "Remi il girovago della tv", sinceramente posso anche capire il primo nome, anche se più che cantare, Remì suonava... ma perchè "girovago della tv"?  O_o
Pure il sottotitolo della confezione rimarca questa inesistente caratteristica itinerante televisiva di Remì:
"Un gioco avvincente che vi condurrà a rivivere le avventure del piccolo girovago della tv".
 Il carattere più grande l'ho inserito per rispettare quello presente sulla confezione  ;)
Venne trasmesso sulla Rete Uno Rai, e non è che la seconda puntata fosse sulla Rete due, e la terza su "Milano TV"... in quel caso sarebbe stato un girovago della televisione. Ma si sa che quando si trattava di "cartoni animati giapponesi" mediamente tutti perdevano il senso della ragione, dai giornalisti agli adattori delle serie, fino ai produttori di giocattoli, era una epidemia di illogicità.
Ma forse quel "girovago" era inerente al suo continuo viaggio nella storia, ergo non andava letto letteralemente...   ^_^
Sulla confezione compare l'anno 1977, ma ovviamente non può essere la data della messa in vendita del gioco, visto che in Italia arrivò nell'ottobre del 1979, ma è l'anno di prodizione dell'anime in Giappone. Per risalire alla data di messa in vendita in Italia tornano sempre utili le pubblicità sui Topolino, infatti nel numero 1255 del 16 dicembre 1979 compare la pubblicità qui sotto, che già che c'era accennava anche al secondo gioco in scatola sopra citato.


Ai tempi non ci ho mai giocato, quindi non posso giudicare se fosse un bel gioco in scatola, comunque non parrebbe brutto. Il tabellone è molto grande, con tantissime immagini tratte dall'anime, il percorso è variegato e non vincolato, potendo scegliere in alcuni punti la direzione da prendere, inoltre la Clementoni vi inserì la nave di mamma Milligan e la casetta di mamma Barberin. Quindi anche scenicamente non era malvagio.


Parto con il regolamento, sul quale direi che la Clementoni si applicò, non limitandosi ad un semplice gioco dell'oca. E' anche apprezzabile lo sforzo della Clementoni di essere molto dettagliata, non mi pare siano stati lasciati dubbi sulle regole.

domenica 29 aprile 2018

Heidi - Clementoni 1978



Molti giochi in scatola della Clementoni avevano in comune due aspetti, una corposa dotazione di pezzi ed un sottotitolo assai prolisso, tipo:
"Un avvincente gioco a tre dimensioni che vi porta a vivere le avventure di Heidi con le sue caprette sui fioriti pascoli alpini".

Sembra il titolo di un anime dell'era Fininvest/Valeri Manera    ^_^
Forse alla Clementoni temevano che con solo il nome di Heidi e l'immagine di Heidi, Petar e Nebbia che correvano sui prati sotto la baia di montagna, le bambine potessero avere qualche dubbio su quale fosse il cartone  :]
Scrivo "bambine" perché a grandi linee doveva essere un gioco dedicato prettamente alle  femminucce, poi ciò non impediva che potesse piacere anche ai maschietti, specialmente perché non doveva essere malaccio dal punto di vista della giocabilità. Infatti lo scopo del gioco era raccogliere il proprio gregge di pecore e riportarlo all'ovile, durante questo tragitto si doveva distribuire i punti del dado tra il segnaposto e le caprette (per un totale finale di 5 personaggi). L'avere la necessità di scegliere di quanti posti muovere ogni singolo personaggi o, eventualmente, decidere chi lasciare fermo, era una scelta molto strategica. Inoltre era possibile posizionare i propri segnaposto per ostacolare il percorso degli avversari, e a me questi regolamenti "bastardi" son sempre piaciuti, in quanto conferivano sale alla partita e allungavano la vita del gioco in scatola.
Per il resto il regolamento sembra molto semplice, e quindi giocabile da tutti quanti, altro apparente pregio del gioco in scatola della Clementoni.
Il fatto che la confezione fosse piena di pezzi (montagne, caprette, cartine, baita e steccato) comportava che prima di iniziare il gioco si dovesse portare a termine il "gioco" di montare il gioco in scatola, l'unico svantaggio è che ci voleva un po' per poter iniziare la partita.


La scatola non è molto grande, quindi i numerosi pezzi che la formano fanno ancor più bella scena.




Il tabellone, una volta montato, faceva una gran bella figura, riuscendo a evocare con efficacia l'atmosfera dei "fioriti pascoli alpini" del cartone.
Chissà che caos quando c'erano in gioco tutte le 5 caprette per ogni segnaposto, sarà stato assai arduo trovare la via per arrivare alla baita...
Ovviamente le cartine con il dorso blu dovevano essere tutte coperte, io ne ho lasciate quattro scoperte per farne comprendere lo scopo,

giovedì 21 marzo 2024

Catalogo Generale Mondadori Giochi 1980


Erano parecchi mesi che non postavo un catalogo di giocattoli, rimedio con quello generale della "Mondadori Giochi" di una annata in cui i cartoni animati giapponesi andavano ancora forte nel merchandising, ergo anche nei giochi in scatola: il 1980.

La "Mondadori Giochi" puntò su un paio di serie robotiche giapponesi trasmesse dalle tv private locali, Danguard e il Grande Mazinga, quindi non dalla corazzata rete pubblica nazionale Rai, immagino anche per una questione di costi minori per rilevarne i diritti.
L'altro gioco in scatola con ispirazione nipponica animata sarebbe stato teoricamente il lungometraggio Toei su Remi del 1970, ma il suo sfruttamento fu molto parziale, in pratica solo nel nome.
 Una delle particolarità dei giochi in scatola identificati come "Novità" per il 1980 fu la presenza del "calcolatore elettronico" inserito nella dinamica di gioco, lo possedevano uno dei due giochi de "Il Grande Mazinga", "Attacco Navale Elettronico" e "Battaglia fra i Pianeti Elettronica".
La seconda parte del catalogo è dedicata ai "giochi educativi e per il tempo libero", in cui risaltano, dimostrando un palese tentativo di spingere un asset della Mondadori i giochi targati Disney.
Questa scelta della "Mondadori Giochi" di etichettarli come "giochi educativi e per il tempo libero" dimostra quanto la Disney fosse considerata positiva dagli adulti, a differenza dei "cartoni animati giapponesi", che erano i cartoni diseducativi per antonomasia, ergo anche il loro merchandising era tossico, mentre la Disney faceva spendere soldi ai nostri genitori per farci del bene...
Si noterà che la quasi totalità di questi "giochi educativi e per il tempo libero", compresi quelli targati Disney, erano di matrice transalpina, nel senso che le confezioni erano in francese!
Spero almeno che al loro interno avessero inserito delle istruzioni in italiano...
Da ricordare che negli anni 70 i giochi in scatola della Disney in Italia erano creati e distribuiti dalla Clementoni (con disegni sulla confezioni a dir poco stupendi):

Faceva eccezione il gioco in scatola che veniva inviato agli abbonati di "Topolino", cioè "Paperopoli il grande gioco degli affari d'oro"


Forse il testo presente in seconda pagina esagerò un pelino le capacità dei creativi Mondadori, in quanto i bambini non li conoscevano benissimo, visto che i giochi in scatola degli anime robotici nipponici a cui si ispirano avevano uno scarso nesso con le serie animate... 
Per esempio l'auto incensatura leggibile qui sopra viene smentita immediatamente dal gioco del "Grande Mazinga" in mio possesso e da quello del Danguard. 
Totalmente campati in aria rispetto alle trame dei due anime robotici...
Basterà leggersi le due recensioni linkate più sotto.
Da sottolineare che, benché poco visibile, oltre ai bambini i giochi in scatola vengono indirizzati agli adulti:
"... le esigenze di bambini ed adulti".

martedì 25 dicembre 2018

"CID Giocattoli Natale 1979" - prima parte



Ieri ho postato un catalogo del Subbuteo 85/86 ed oggi la prima parte di questo stupendo catalogo natalizio Cid del 1979. Di norma cerco di alternare un po' gli argomenti, però ieri era la vigilia di Natale, ed oggi è Natale, quindi i post giocattolosi ci stanno alla grande   ;)
Diciamo che è il mio modo di fare gli auguri  ^_^
Dato che il catalogo è assai corposo, ben 127 pagine, lo dividerò probabilmente in tre parti, anche perché è veramente strapieno degli articoli che fecero sognare quella generazione di bambini.
Essendo la CID una azienda che si occupava di distribuire giocattoli ci sono quasi tutte le marche di giocattoli del periodo, magari di alcune case c'è un solo gioco, mentre di altre più pagine, ma il panorama è assai appagante:
Sebino; Furga; Fiba; Italo Cremona; Effe; Raffetto; Sevi; Grazioli; Reve; Harbert; La Nuova Faro; Berchet; Giochi Adriano; Trudi; Canova; Bero; Ampatoys; Lego; Plastic City; Bral; Mupi; Polistil; Lima; Ellegi; Reel; Rico; Edison Giocattoli; MB Italy; Editrice Giochi; Clementoni; Invicta; Italo Trade; Bontempi; Supermatic; Flippy; GV; Dulcop; Arcofalc.

Le marche sopra riportate sono solo quelle chiaramente descritte sul catalogo, perché in numerose pagine viene solo riportato "CID selezione", a cui segue l'immagine del gioco, sovente senza la marca che lo identifichi. Per esempio il Subbuteo è nominato come tale (n° 785 e 786), ma non c'è neppure un articolo della Atlantic, magari è presente con qualche altro articolo che non ho notato.
Queste lacune nella descrizione dei giocattoli sono un vero peccato, evidentemente esisteva un secondo catalogo, forse coi prezzi, che permetteva al negoziante di collegare il numero dell'immagine con la marca/distributore/nome dell'articolo.
Non ci sono articoli della Mattel, che aveva suoi cataloghi esclusivi.
Si può notare, come per tutti i cataloghi del periodo, che i vari articoli avevano una vita abbastanza lunga, non venivano sostituiti ogni anno con giochi nuovi. Per esempio c'è ancora la console di videogiochi della Reel, che era di un paio di anni prima. Probabilmente furono proprio gli articoli legati agli anime a dare al mercato dei giocattoli italico la prima sonora sberla innovativa, assieme ai videogiochi portatili.
Ovviamente non mancano i giocattoli degli eroi animati giapponesi, l'invasione/innovazione era ormai giunta sugli scaffali dei negozi, e per qualche tempo i giocattoli nostrani dovranno soffrire un po' la concorrenza nipponica.
Ammetto che nello scansionare il catalogo non ho proceduto rispettando l'ordine delle pagine, ma ho saltato un po' qui un po' là, omettendo tutte le bambole e i giochi per i più piccini, e concentrandomi sui giochi più belli per i maschietti.
Chiedo venia alle eventuali lettrici coetanee che leggeranno questo post, ma per i loro giochi dovranno attendere la seconda parte.
In questa prima non potevo non mettere le immagini del "guerriero spaziale altezza cm 60", del "guerriero spaziale in metallo pressofuso" e del "veicolo spaziale in metallo pressofuso", che permetteva al guerriero spaziale di cui sopra di poter essere pilotato.
Ma quale sarà mai il nome di questo guerriero spaziale?  ^_^



Il Daitarn III!!!
Immagino che il catalogo con le stupende immagini dei due modelli di Daitarn III e con la Mach Patrol furono messi in vendita un pelino prima della messa in onda del cartone animato sulle tv locali, ergo la CID non si preoccupò di dargli un nome.
Quindi anche il Jumbo Daitarn III poteva trasformarsi?
Una figata colossale!



Io avevo (ed ho ancora, seppur un po' sverniciato) il modello in metallo pressofuso: stupendamente trasformabile in tutte le versione del cartone!




Questa pagina farà sbavare un sacco di gente, di certo ne conosco almeno una (ahahahahahah).
Per il resto, buona visione e buon Natale  ;)

venerdì 28 luglio 2017

"Concilia? Il più bello, divertente, affascinante, istruttivo gioco sulla educazione stradale" - Clementoni 1968



Ho notato che i giochi in scatola della Clementoni, tra la fine degli anni 60 ed i primi anni 70, presentavano sulla confezione una intestazione abbastanza prolissa. Certo, in questo modo il genitore poteva avere la rassicurazione che il gioco non fosse solo divertente, ma anche affascinante ed istruttivo. Il bambino, invece, penso si concentrasse esclusivamente sulle stupende illustrazioni di Sergio Minuti, o almeno era quello che capitava a me  ^_^
Questo gioco di società è stato ristampato più volte dalla Clementoni, fino ad arrivare agli anni 90:
Versione anni 90
Si potrà vedere che le differenze con la versione originale non sono poche, ora i bambini girano in bici... ok... giravamo in bici pure noi, ma almeno ci lasciavano sognare di poter girare in auto... eccheccacchio... vabbè  il gioco istruttivo, ma senza cadere nel ridicolo...
Resta il tabellone di grande formato, ed il meccanismo che permette di modificare i segnali stradali, ma ci tornerò più sotto.
A "Concilia?", quello originale, penso di averci giocato massimo un paio di volte, quindi non ne ho un ricordo preciso, comunque positivo.
Il bello di questi giochi in scatola era la confezione di grandi dimensioni, che se la si pensa in mano ad un bambino di 7/12 anni, la trasforma in una scatola enorme, mentre la "Editrice Giochi" li faceva leggermente più piccoli.
La dotazione interna è sempre molto corposa, come capitava in quel periodo, in particolare le banconote erano "riprodotte fedelmente dalle reali", come recita in cataloghino pieghevole della Clementoni.



Come ho scritto sopra non ricordo le dinamiche di gioco, ergo non posso entrare nel dettaglio di eventuali pregi o difetti sulla giocabilità, ma, forse, leggendo il regolamento, mi pare che potesse durare un po' troppo tempo, in quanto vige la regola del "ne rimarrà solo uno".
Per il resto, se ne ho un bel ricordo, vuol dire che era abbastanza vario ed avvincente, anche se di sicuro non mi attirava per nulla la questione della simulazione del codice della strada, e non mi tangeva alcun intento educativo pensato dalla Clementoni.
Comunque la scatola faceva la sua bella figura  ^_^

       

domenica 17 gennaio 2016

"Domenica Sprint" - Clementoni 1979


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Parto con il ringraziare Alex M. per avermi regalato... ah no... prestato a tempo indeterminato... ah no... prestato SOLO per fare questa recensione il gioco in scatola della "Domenica Sprint" targata Clementoni.
L'incipit aveva lo scopo di far incacchiare il possessore del prezioso e ben conservato cimelio :]
Se è vero che la trasmissione sportiva della seconda rete Rai "Domenica Sprint" era una versione più veloce, non per nulla era "sprint", della "Domenica Sportiva" della prima rete, è altresì rispondente al vero che questo gioco in scatola era la versione più piccola della "Domenica Sportiva".
Anche se nel gioco della "Domenica Sportiva" ci sono 5 giochi, mentre in questo della "Domenica Sprint" ben 6!
Sul web ho trovato come datazione del gioco il 1980, in realtà è in mio possesso un catalogo di giocattoli del Natale 1979, ancora non recensito, in cui è già pubblicizzato.
Ad essere onesti alla Clementoni, in questo caso, fecero un po' i furbetti, in quanto parte dei segnalini e delle carte, oltre al tabellone del calcio, sono identici nei due giochi, una qualche tipo di remake :]
Immagino lo scorno del bambino che si fosse visto regalare entrambi i giochi nell'arco di due 25 dicembre...
Si potrà notare come il possessore del gioco gradiva particolarmente alcuni dei sei giochi disponibili a discapito di altri mai usati, come l'ippica, ed in generale il gioco è tenuto più che bene, tranne per la logica usura dovuta al ripetuto utilizzo.

Parto con il classico video da shock nostalgico (sempre in senso buono).

          


Il contenuto della confezione è bello sostanzioso, come piace a me :]


domenica 2 novembre 2025

"Foot-Ball il gioco del calcio giocato a dama" - Isat (metà anni 70)


Quando ho visto questa confezione mi si è acceso nel cervello un neurone mnemonico, uno dei pochi sopravvissuti...
"Lo avevo!"   ^_^

Totalmente obliato, non perché fosse un brutto gioco, anzi, mi piaceva un sacco, semplice, divertente e, soprattutto, sul calcio, il "nostro" gioco preferito in cortile e a casa!
Non che tutti i compagni di gioco in cortile o i compagni di classe fossero appassionati di calcio, ma praticamente tutti svolgevano attività ludiche legate ad esso.
Magari non tifavano una squadra, non facevano l'album della "Panini", ma giocavano a "Subbuteo", oppure giocavano alle interminabili sfide a calcio o a "tedesca".
Senza contare le infinite varianti calcistiche dei giochi in scatola o dei successivi giochi elettronici di calcio.
In pratica, in un'epoca in cui il vero calcio giocato lo vedevi solo allo stadio, durante gli eventi delle nazionali di calcio o in qualche partita infrasettimanale di coppa trasmesso dalla televisione oppure a "90° minuto", le declinazioni ludiche del football erano ennemila.
Strano, oppure non tanto, che oggi, che il calcio giocato imperversa ad ogni orario ed a quasi ogni giorno della settimana, molti bambini non vi si appassionino per nulla.
Non è questo il primo post che dedico ad un gioco ispirato al calcio, tanto per far capire quanto il football simulato ci attirasse, ecco i post precedenti:


Ho faticato un poco a datare "Foot-Ball il gioco del calcio giocato a dama", in quanto non è presente neppure nel Dizionario dei giochi da tavolo (seconda edizione). Sono abbastanza certo che mi venne comprato alla Standa o all'Upim, luogo frequentato dalla mia famiglia per fare la "spesa grossa", il ricordo è corroborato dalle informazioni che ho trovato consultando due miei cataloghi di giocattoli non ancora postati.
L'azienda che lo produceva era la "Isat", che non era famosa quanto la "Editrice Giochi", la "Clementoni" , la "Mattel" etc., e non metteva in commercio (io non ne ho) suoi cataloghi di giocattoli.
Per quanto riguarda la datazione della confezione, rimando a fine post.
Si noti come il contenuto della confezione era riportato in quattro lingue, in modo da poterlo esportare.
Un altro motivo che mi ha spinto all'acquisto è che la scatola presentava ancora il blister plastificato, dopo 50 anni!
L'esterno è leggermente usurato, ma l'interno è intonso!
Quindi ho potuto anche espletare un "Unboxing Vintage" di un cinquantennio!!!   ^_^


Blister da sfilare con delicatezza  :]