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giovedì 28 novembre 2013

"Un ministero per Goldrake", di Silverio Corvisieri - "La Repubblica" 7/8 gennaio 1979


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Questo articolo del (ai tempi) onorevole Silverio Corvisieri (pure di un partito di sinistra, Democrazia Proletaria...) scatenò l'offensiva contro i cartoni animati giapponesi, la Rai in seguito smise di trasmettere anime robotici o di qualsiasi altro genere a parte quelli tipo "Anna dai capelli rossi" e Heidi.
L'articolo lo si può dividere in due parti: nella prima si scaglia contro Goldrake, nella seconda avvia una polemica tutta interna alla commissione di vigilanza della Rai, di cui lui era membro.
Proprio il fatto di far parte della commissione di vigilanza della Rai gli dette quell'autorevolezza per poter ergersi a censore di Goldrake e compagnia, facendo pure un'interpellanza parlamentare (evidentemente non c'erano altri problemi nell'Italia del 1979). Forse, visto l'aria che tirava in Rai nel 1979 (che è la stessa che tira oggi...), potevano esserci altre crociate in cui lanciarsi, però vincere facile piace a tutti. E a difendere Goldrake a quel tempo c'era proprio poca gente, tipo i bambini e qualche sparuto giornalista.
La cosa curiosa è che di Silverio Corvisieri ( link a Wikipepdia ) oggi ci si ricorda solo ed esclusivamente per questo articolo e per quella interpellanza parlamentare (e lui fece ben tre legislature!), una legge del contrappasso.
Legato a questo articolo c'è tutta una storia abbastanza articolata, per chi volesse conoscerla ed approfondirla rimando al sito "Rapporto confidenziale", ed in particolare all'articolo di Mario Verger che lo spiega perfettamente (c'è anche un'intervista relativamente recente a Corvisieri, in cui smentisce l'interpellanza parlamentare):
Silverio Corvisieri contro gli Ufo Robot

Edit del 27 marzo 2916:
Per completare il panorama, inserisco il link all'articolo di Nicoletta Artom:
"Chi ha paura di Goldrake Cattivo?" di Nicoletta Artom

Infine una mezza conferma di ciò che afferma Silverio Corvisieri a proposito del fatto che non fu mai fatta veramente la famosa interpellanza parlamentare su Goldrake:
Goldrake e Mazinga citati in Parlamento - febbraio 1981

Io qui mi limiterò a riportare il suo articolo, a titolo di testimonianza, che non può essere smentito...

venerdì 9 febbraio 2018

"Il diavolo, probabilmente", di Bimba De Maria - "Radio Anch'io" su Radio 1 Rai - 17 gennaio 1979



Non c'erano solo i quotidiani a dare addosso a... ehm... pardon... ad informare su Goldrake, c'era anche la radio, con la trasmissione di Radio 1 "Radio Anch'io".
La radio pubblica della Rai, pagata coi soldini di noi tutti, quando il servizio pubblico, per quanto possa sembrare incredibile, era un'altra cosa: informava!
Informava, ma non sempre, qualche volte dis-informava.
A fronte di una valida trasmissione come "Heidi, Goldrake, Harlock and co." di "Tam Tam - attualità del TG1" del 6 aprile 1979, ti poteva capitare una trasmissione radiofonica che non si prefiggeva molto il voler mettere a confronto punti di vista diversi, accontentandosi di dar voce solo a chi considerava Goldrake un pessimo insegnamento per noi bambini, un pericolo per il nostro senso civico, etico e morale, in pratica, il diavolo, probabilmente   ^_^
Infatti la trasmissione diretta dalla giornalista Bimba De Maria chiamò in studio il deputato Silverio Corvisieri, autore dell'articolo anti-Goldrake "Un ministero per Goldrake" su "La Repubblica" il 7/8 gennaio 1979.
L'articolo del deputato di "Democrazia Proletaria" fu tra i primi che scatenò "l'orgia di violenza annientatrice" (cit. Corvisieri) contro i cartoni animati giapponesi, fino ad allora il cartone era ancora abbastanza ignorato dai mass media, oppure veniva addirittura giudicato positivamente.
Nella puntata di "Radio Anch'io" si possono ascoltare tre voci, quella di Bimba De Maria, di Silverio Corvisieri, entrambi schierati contro Goldrake, e che monopolizzano il 90% della trasmissione, a cui va aggiunto l'intervento di un altro giornalista della redazione, di cui, però, non viene citato il nome. Questa terza voce è l'unica che cerca timidamente di arginare "il rifiuto viscerale del diverso" (ricit. Corvisieri). In realtà, alla fine della trasmissione c'è l'intervento di una radioascoltatrice, che esprime la sua opinione, di totale disprezzo(!), verso la serie di "Atlas Ufo Robot".
Ergo quattro voci, tre nettamente contrarie, una appena appena in favore, grande contraddittorio!
Preciso che la trasmissione l'ho trascritta personalmente da un file audio, ergo potrebbe esserci qualche parola errata, ma credo proprio che nel totale la trascrizione sia grandemente corretta.
E' comunque un vero peccato che non possiate ascoltare il tono delle voci che esprimono tante critiche verso un semplice cartone animato, che in alcuni punti rasenta il fanatismo, purtroppo in questo modo il documento perde gran parte del proprio valore.
Chi volesse può reperire l'audio nelle emeroteche che forniscono il servizio "Teche Rai".
La trasmissione si divide in tre parti:
nella prima Bimba De Maria legge alcune lettere di lettori de "Il Corriere della Sera" che esprimono preoccupazione verso i contenuti presenti in "Atlas Ufo Robot";
poi la giornalista presenta l'ospite in studio, il deputato Silverio Corvisieri, tra l'altro cannando clamorosamente il titolo del suo articolo su "La Repubblica"... "Un mistero su Golldrake", invece di "Un ministero per Goldrake"... segue dibattito contro Goldrake;
Infine l'intervento senza senso di una ascoltatrice (adulta), che prima ammette di non vedere mai "Atlas Ufo Robot" perché non è a casa in quell'orario, e poi sputa sentenze...

Inserisco all'interno nella trascrizione qualche mio commento, lo metterò in neretto, per non confonderlo con il testo della trasmissione.


BIMBA DE MARIA

Goldrake (pronunciato “goldrèìk”) ha invaso le nostre case, milioni di bambini sono stati conquistati, rapiti, travolti dalle avventure di questo novello Superman, creato dalla penna di un disegnatore giapponese.
La serie è finita, i piccoli sono disperati, la tv li rincuora, Goldrake tornerà presto. 
Alcuni genitori, invece, hanno scritto preoccupati ai giornali. 
Prendiamo la lettera di Claudio Cardelli di Imola:
“Non posso non nascondermi che questa trasmissione provoca in me un senso di inquietudine, mi sembra che i bambini italiani vengano ingannati con la complicità di noi adulti. Infatti si inculca nel bambino l'idea che la Terra sia minacciata da extraterrestri, quando, invece, minacce ben più reali vengono dalla corsa agli armamenti, dal deterioramento dell'ambiente naturale. Inoltre circola in questa trasmissione uno spirito militaristico, direi una mistica della guerra.”.

Edite del 24 febbraio 2018:
Mi sono accorto che la lettera di Claudio Cardella citata qui sopra è tra il materiale in mio possesso, la inserisco sotto, anche perché è un pelino più lunga rispetto a ciò che riporta Bimba De Maria.


 

lunedì 21 aprile 2014

Goldrake torna in tv (secondi 25 episodi: 12-12-1978/ 12-01-1979), articoli di Repubblica, Corriere della sera, Stampa, l'Unità


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Nel precedente post riguardo l'esordio tv di Goldrake si era visto che non aveva suscitato alcuna polemica, anzi, c'era stata pure la giornalista del Corriere della sera Giulia Borgese che aveva elogiato la serie robotica giapponese.
Il 12 dicembre successivo inizia la seconda parte della serie, che la Rai aveva diviso in tre tranche, e per un mese esatto Goldrake resterà sugli schermi televisivi. Questa volta i giornalisti non resteranno con la penna in mano come durante la prima trasmissione, scatenando un una serie di polemiche su quanto fosse diseducativo il cartone, ma ci sarà qualche (più di quelli che immaginavo) giornalista che prenderà le difese di Goldrake.
La scan sopra riporta come il Corriere della Sera il 12 dicembre 1978 annunciava il ritorno di Goldrake sulla Rete 2, l'articolo si sofferma sul cartone animato giapponese solo nelle prime righe, annunciando semplicemente il "gradito" ritorno di Goldrake. Nessuno strale, nessun allarmismo, niente censure preventive.



A questo punto bisogna dar conto di una notizia di cronaca che campeggiava addirittura sulle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, e che, a mio avviso, svolse una parte, magari minima, nello spostare l'attenzione su Goldrake: una serie di avvistamenti di UFO nel napoletano.
Propongo solo l'articolo di Repubblica, ma la stessa notizia venne commentata anche dagli altri quotidiani nazionali, in questo caso l'articolo di prima pagina è a firma non di un giornalista di secondo piano, Paolo Guzzanti (molto prima della sua conversione berlusconiana...).
C'è da dire che con tutte le notizie luttuose del periodo (basta fare una minima ricerca sul web) quella dell'UFO partenopeo era di carattere leggero e divagatorio.


lunedì 6 settembre 2021

"Italian kidvid: UFO Robot is a Bonanza" - Variety 18 aprile 1979


L'impatto dei cartoni animati giapponesi in Italia risuonò fino a New York, quando mercoledì' 18 aprile 1979 apparve un articolo che riepilogava il clamore che Goldrake ebbe sulla carta stampata, oltre al suo successo televisivo ed economico.
Avevo già postato un articolo in lingua straniera, il famoso "La folie Goldorak" (di Guy Lagorce - Paris Match 19 gennaio 1979), poi ad inizio estate mi sono imbattuto su un certo numero di articoli della stampa svizzera in lingua italiana.
Dagli USA ci arrivarono i giocattoli degli "Shogun Warriors", ma credo dopo questo articolo, oppure l'estensore nulla sapeva della loro esistenza, in quanto non nomina mai il fenomeno televisivo dei robottoni giapponesi negli Stati Uniti.
Sfogliando la rivista ho notato che era veramente corposa, ben 189 pagine, e l'articolo che ci riguarda lo si leggeva a pagina 99, quindi non proprio prioritario per la redazione. Variety prestava attenzione al mondo televisivo delle altre nazioni, non solo europee, non mi pare ci sia stato un corrispettivo simile in Italia.
Ovviamente non ho tradotto io l'articolo, mi sono affidato a siti appositi, limitandomi ad aggiustare le frasi che risultavano tradotte in maniera un po' curiosa.
Ringrazio Andrea per l'impegno ^_^  Guido e Massimo Nicora per avermi evitato di tradurre malamente il titolo dell'articolo. Infatti ad una mia prima traduzione avevo scambiato "Bonanza" per il telefilm western, mentre risulta essere un termine preesistente, usato nei paesi di lingua spagnola e proprio negli Usa:

Io avevo pensato che il titolo volesse equiparare il successo televisivo italiano di Goldrake a quello statunitense di Bonanza, mentre "Bonanza" stava per "grande affare economico", alludendo alla montagna di soldini che la Sacis lucrò da "Atlas Ufo Robot" a nostre spese  :]
Altra puntualizzazione sulla parola "kidvid", che Google Translate traduce con "ragazzino, mentre ha un significato televisivo:

Non è facile tradurre un semplice titolo in inglese di un quotidiano del 1979, figuriamoci una serie animata...

Ad inizio articolo si cita un articolo dai toni abbastanza negativi su Goldrake pubblicato in prima pagina sul "Corriere della Sera" a firma Leonardo Vergani, fino a d'ora pensavo che la disinformazione del periodo sull'animazione giapponese, essendo un tema minore, influenzava solo altri giornalisti ed esperti italici, mentre, in realtà, varcò l'oceano... 

Tocca quindi all'immancabile Silverio Corvisieri, che grazie a Goldrake giunse sul quotidiano capitalista statunitense, chissà se la Pravda lo citò mai.
L'ex Onorevole Corvisieri nella sua attività parlamentare avrà fatto anche tante cose meritorie, ma alla fine deve la sua fama imperitura a Goldrake, com'è strano il mondo dei media:





Buona lettura della traduzione, comunque alla fine c'è l'articolo originale  ^_^



Qui sotto la stessa immagine è divisa in tre, ergo più grande  ;)

giovedì 20 agosto 2015

"I genitori di Imola VS Goldrake e Mazinga" episodio V - 5 articoli su "Il Messaggero" 10 aprile 1980 (intervista a Nicoletta Artom e Silverio Corvisieri)


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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Oh, come?
Storditi a chi?!
Non so perché ma mi sento chiamato in causa...  :]
No, vabbè... solo perchè dopo 35 anni sto ancora a parlare di queste cose non è che dimostri che io sia diventato stordito a causa dei cartoni animati giapponesi, no? O_o
Comunque un grazie al giornalista Roberto Pesenti per il simpatico titolo...
E' questo il quinto post (e ne farò anche un sesto) che dedico al clamore scaturito dalla lettera di protesta dei 600 genitori di Imola contro gli anime, le puntate precedenti:
parte 1parte 2parte 3; parte 4

Questo articolo è conseguente a quello del 9 aprile 1980 (cioè del giorno prima) sempre su "Il Messaggero" (link sopra "parte 4"), prosegue quel discorso (ri)dando la parola ai genitori, come se non l'avesero avuta già nel primo articolo. Come nel numero del 9 aprile, anche in questo caso un'intera pagina è occupata da Goldrake e Mazinga, ma oltre alle opinioni di genitori ed esperti c'è un'interessante intervista (ad opera di un giovane Marcello Sorge) a Nicoletta Artom, la madrina italiana di Goldrake.
Non che la Artom dica cose diverse da quelle dell'articolo su TV Sorrisi e Canzoni n° 50 dal 16 al 22 dicembre 1979 ("Chi ha paura di Goldrake Cattivo?"), aggiunge solo qualche rivelazione su come acquistò la serie di "Atlas Ufo Robot".



Ovviamente l'opinione pro "cartoni animati giapponesi" non poteva restare senza oppositori, quindi viene inserita una simpatica colonnina di fianco all'intervista alla Artom, in cui l'on. Silverio Corvisieri smonta in poche righe ciò che la Artom aveva provato ad argomentare in due misere colonne.
Il quarto articolo è un'intervista di Pietro Trivelli al neuropsichiatra infantile Giovanni Bollea, che alla fine non è poi tanto negativo sugli anime.



L'ultimo intervento è della giornalista Rina Goren, ed incentrato sui contenuti e gli ascolti dei programmi delle tv private statunitensi. Anche questo non è particolarmente apocalittico.
Ricomincio dal primo articolo, quello in cui ci davano degli storditi...

domenica 9 dicembre 2018

Distribuzione temporale degli articoli sui cartoni animati giapponesi tra il 1978 ed il 1982 (aggiornato al 3 dicembre 2018)



In un precedente post (link) avevo cercato di evidenziare graficamente l'impressionante attenzione della carta stampata (e non) verso i cartoni animati giapponesi nel periodo dal gennaio 1978 al dicembre 1982, che in taluni mesi è stata più che altro una vera e propria ossessione mediatica.
Per migliorare quelle tabelle ho pensato di introdurre la voce "mensile", cioè le pubblicazioni che recavano solo il mese di pubblicazione (ergo senza un giorno specifico), che nelle tabelle di quel post avevo deciso di inserire un po' arbitrariamente il primo giorno del mese, falsando il numero di articoli giornalieri.
Inoltre, dopo aver inserito altri 74 articoli, mi è parso giusto aggiornare il tutto, illustrandolo con un bel grafico degno dell'injegneeeer Cane   ^_^
Nel grafico ho evidenziato, ovviamente, i tre periodi distinti in cui venne trasmesso Goldrake:

Esordio TV di Goldrake (primi 25 episodi: 4 aprile/6 maggio 1978), articoli di Repubblica e Corriere della Sera

Goldrake torna in tv (secondi 25 episodi: 12-12-1978/ 12-01-1979), articoli di Repubblica, Corriere della sera, Stampa, l'Unità

Ultima apparizione di Goldrake (22 episodi: 11-12-1979/6-01-1980), articoli di Corriere della sera, Stampa, l'Unità

Dai cui spicca che, durante e dopo la prima trasmissione, Goldrake non suscitò più tanta attenzione da parte dei media, pare proprio che inizialmente non fu considerato pericoloso, violento o diseducativo :]
Per la seconda parte degli episodi trasmessi della Rete 2 Rai si nota un cospicuo aumento di interesse, in fondo noi bambini lo aspettavamo da mesi, e la Rai e le aziende licenziatarie del merchandising lo sapevano bene.
Ma quando è appena termina la seconda tranche di Atlas Ufo Robot tocca all'onorevole Silverio Corvisieri innescare la prima polemica contro il robottone giapponese:
"Un ministero per Goldrake", di Silverio Corvisieri - "La Repubblica" 7/8 gennaio 1979

Accuse ribadite in una trasmissione radio della Rai qualche giorno dopo:
"Il diavolo, probabilmente", di Bimba De Maria - "Radio Anch'io" su Radio 1 Rai - 17 gennaio 1979

Ed è in questo frangente che si scatena la prima grande polemica versus gli anime, che pian piano scema fino al ritorno in televisione di Goldrake per gli ultimi episodi della serie. Nel frattempo Actarus non è più solo, hanno "invaso" le televisioni del Bel Paese frotte di cartoni animati giapponesi dei più svariati generi, ma con al centro quello robotico. Ed è questa reale invasione catodica a scatenare le protese dei 600 genitori di Imola, che verrà sfruttata dai giornalisti per trovare il momentaneo (e neppure troppo momentaneo...) pericolo per le nuove generazioni.
Nell'aprile del 1980 ho (per ora) recuperato ben 90 articoli, ovviamente non tutti avversi agli anime, ma sostanzialmente schierati contro.
L'ultimo "evento mediatico" che ho evidenziato è l'intervento a favore di Goldrake da parte di Gianni Rodari:
"Dalla parte di Goldrake" articolo di Gianni Rodari su Rinascita del 17 ottobre 1980

Dal 1981 in poi l'interesse dei giornalisti verso i diseducativi cartoni animati giapponesi si affievolisce, ma non si azzera. Ormai gli anime sono entrati in pianta stabile nella televisione italiana, e manterranno mensilmente un numero costante di articoli a loro dedicati, positivi o negativi che siano, fino al 1984.
C'è da dire che dal 1985 in poi ho recuperato pochi articoli, forse perché non li ho cercati, in quanto trovo più interessante il periodo 1978/1982.




Un altro aspetto della mia quest è il variegatissimo numero di testate che ospitarono articoli sui cartoni animati giapponesi.
Si spazia dalle riviste religiose al softporno  ^_^
Quando mai capiterà ancora in Italia che un argomento tanto leggero come l'animazione, per giunta giapponese, attiri così tanta attenzione?

Di sotto le 5 tabelle degli anni 1978/1982 con presenti il numero di articoli pubblicati giornalmente, e con alla fine la nuova voce "mensile".

lunedì 25 marzo 2019

Distribuzione temporale degli articoli sui cartoni animati giapponesi tra il 1978 ed il 1982 (aggiornato al 24 marzo 2019)




La tabella qui sopra indica per ogni mese dal 1978 al 1982, il periodo più prolifico per l'animazione giapponese in Italia, quanti articoli furono pubblicati.
Nel grafico ho evidenziato, ovviamente, i tre periodi distinti in cui venne trasmesso Goldrake:

Esordio TV di Goldrake (primi 25 episodi: 4 aprile/6 maggio 1978), articoli di Repubblica e Corriere della Sera

Goldrake torna in tv (secondi 25 episodi: 12-12-1978/ 12-01-1979), articoli di Repubblica, Corriere della sera, Stampa, l'Unità

Ultima apparizione di Goldrake (22 episodi: 11-12-1979/6-01-1980), articoli di Corriere della sera, Stampa, l'Unità

Dai cui spicca che, durante e dopo la prima trasmissione, Goldrake non suscitò più tanta attenzione da parte dei media, pare proprio che inizialmente non fu considerato pericoloso, violento o diseducativo :]
Per la seconda parte degli episodi trasmessi della Rete 2 Rai si nota un cospicuo aumento di interesse, in fondo noi bambini lo aspettavamo da mesi, e la Rai e le aziende licenziatarie del merchandising lo sapevano bene.
Ma quando è appena termina la seconda tranche di Atlas Ufo Robot tocca all'onorevole Silverio Corvisieri innescare la prima polemica contro il robottone giapponese:
"Un ministero per Goldrake", di Silverio Corvisieri - "La Repubblica" 7/8 gennaio 1979

Accuse ribadite in una trasmissione radio della Rai qualche giorno dopo:
"Il diavolo, probabilmente", di Bimba De Maria - "Radio Anch'io" su Radio 1 Rai - 17 gennaio 1979 

Ed è in questo frangente che si scatena la prima grande polemica versus gli anime, che pian piano scema fino al ritorno in televisione di Goldrake per gli ultimi episodi della serie. Nel frattempo Actarus non è più solo, hanno "invaso" le televisioni del Bel Paese frotte di cartoni animati giapponesi dei più svariati generi, ma con al centro quello robotico.
Ed è questa reale invasione catodica a scatenare le protese dei 600 genitori di Imola, che verrà sfruttata dai giornalisti per trovare il momentaneo (e neppure troppo momentaneo...) pericolo per le nuove generazioni.
In concomitanza coi 600 genitori di Imola esce lo studio Rai/Mesomark su programmi televisivi e bambini:
"I bambini e la televisione: La fruizione televisiva infantile nella programmazione multirete" - Servizio Opinioni Rai (aprile 1980) - parte 1

"I bambini e la televisione: La fruizione televisiva infantile nella programmazione multirete" - Servizio Opinioni Rai (aprile 1980) - parte 2 (fine)

Un terzo fattore che scatenò la tempesta mediatica perfetta contro i cartoni animati giapponesi fu il referendum tra Mazinga e Pinocchio, promosso a marzo 1980 dalla trasmissione di Rai 1 "Game", all'interno del contenitore per ragazzi "3, 2, 1... contatto!" (a cui dedicherò in seguito in post più approfondito).
L'eroe robotico arrivato dall'Oriente versus il personaggio italiano di fantasia più conosciuto al mondo, proprio l'ideale per polarizzare i giudizi degli adulti e dei bambini, e spargere altra benzina mediatica.
I fattori sopra elencati generarono nell'aprile del 1980 un profluvio di ben (ad oggi) 115 articoli, ovviamente non tutti avversi agli anime, ma sostanzialmente schierati contro.
Il numero di 115 e veramente una quantità mostruosa, basta vedere il picco fuori scala nella tabella.
Il secondo mese con più articoli è quello del dicembre 1979, in cui, per ora, ne ho trovati 36, un terzo...
L'ultimo "evento mediatico" che ho evidenziato nella tabella sopra è l'intervento a favore di Goldrake da parte di Gianni Rodari:
"Dalla parte di Goldrake" articolo di Gianni Rodari su Rinascita del 17 ottobre 1980 

Si può notare come dal gennaio 1981 fino al dicembre 1982 si abbia un forte calo di interesse, che comunque mantiene sempre un numero minimo di articoli mensili sugli anime, a dimostrazione che i cartoni animati giapponesi erano entrati in pianta stabile del dibattito giornalistico italiano.



Ad oggi ho reperito ben 97 testate che hanno ospitato articoli sugli anime.
Scorrendone i titoli dalla tabella qui sopra ci si renderà conto che c'era un po' tutto lo scibile cartaceo italiano, dalle pubblicazioni di matrice cattolica alle riviste vietate ai minori di anni 18, da quelle di estrema sinistra a quelle di estrema destra, dalle pubblicazioni popolari con zero articoli di approfondimento a quelle pubblicate al solo scopo di fare approfondite analisi sociali.

domenica 4 gennaio 2015

Goldrake, la storia di un mito


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TITOLO: Goldrake, la storia di un mito
AUTORE: Jurij Gianluca Ricotti
CASA EDITRICE: Minerva Edizioni
PAGINE: 240
COSTO: 16,90 €
ANNO: 2014
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788873817123

Come? 
“Un altro libro su Goldrake...”, state sospirando? 
Si, un altro libro su Goldrake. 
Un po' diverso, però, dagli altri libri su Goldrake. Infatti, oltre alle classiche informazioni sul suo atterraggio alla Rete 2 della Rai, parte che comunque contiene alcuni spunti nuovi, lo scritto di Jurij Gianluca Ricotti si basa su due argomenti poco o nulla approfonditi fino ad oggi in pubblicazioni cartacee:
gli articoli giornalistici del periodo; i giocattoli italiani e non.
Per quanto riguarda l'inserimento gli articoli pubblicati dai quotidiani dal 1978 in poi non posso che approvarne la scelta, dato che nel mio piccolo sto facendo la medesima cosa qui sul blog (Emeroteca anime). L'autore ritiene, ed io concordo totalmente, che solo tramite lo scalpore che Goldrake e soci suscitarono nei giornalisti si possa avere la misura del suo successo, e di quanto il nostro amato robottone modificò la percezione del mondo in noi bambini e bambine dell'epoca. Parlare di Goldrake senza citare le polemiche giornalistiche sulla sua “violenza annientatrice” (on. Silverio Corvisieri docet) non permetterebbe al lettore di contestualizzarne il successo, e di farci capire che in quel periodo vedere Goldrake era per un bambino fare qualcosa che molti adulti consideravano da non farsi, ergo sovversivo, in qualche modo. Motivo per il quale gli articoli servono anche, a mio avviso, per comprendere meglio l'effetto “nostalgia” per i “cartoni animati giapponesi” scatenatosi a scoppio ritardato solo con l'avvento del web.
Comunque non è la prima volta in assoluto che un libro che tratta degli anime in Italia citi questi articoli giornalistici, il primo fu “Mazinga Nostalgia” di Marco Pellitteri nel 1999, senza contare la rubrica “Scripta manent” della rivista Yamato.
Per quanto riguarda i giocattoli italici e stranieri su Goldrake l'autore mostra la sua personale collezione (e forse pezzi di altre collezione, non sempre ciò è specificato), comprensiva di esaurienti dettagli e tante curiosità, in pratica la storia di quei giocattoli nelle varie versioni Goldrake/Goldorak/Grendizer. Non mancano numerosissime foto a colori di questi articoli, ben 60 pagine.
Espletata la parte simpatica coi complimenti, passo alla breve parte antipatica con le critiche, una per gli articoli ed una per i giocattoli.
Non sempre gli articoli permettono di comprenderne la data di pubblicazione, la testata, l'autore e il quotidiano. Forse si sarebbe dovuto procedere semplicemente in maniera cronologica ed un po' più schematica. In alcuni casi le immagini degli articoli non collimano con l'articolo presentato nella pagina, generando una certa confusione. Infine avrei gradito maggiori interventi dell'autore a commento degli articoli, e il materiale da lui scovato avrebbe meritato parecchi commenti.
EDIT 5/01/2015:
Un lettore (Alessandro) nei commenti mi ha posto una domanda sulla critica che ho esposto qua sopra, e ammetto che ho sottovalutato la questione della lacunosità dei dati inerenti gli articoli. Prendendo nota della data, testata, autore e titoli di tutti gli articoli proposti nel libro mi son reso conto che troppo spesso sono incompleti. 
Mancando un indice finale degli  articoli ho pensato di inserirlo, lo si può trovare alla fine della recensione. Alcuni articoli avrei potuto datarli, ma ho preferito lasciare le informazioni presenti nel libro (salvo qualche eventuale mio errore o non comprensione del testo).

L'unico appunto che mi sento di muovere sulla corposa parte inerente le foto dei giocattoli di Goldrake in realtà non credo sia ascrivibile all'autore, infatti è dovuta alla grandezza delle immagini, che a causa del formato del libro (21 cm X 14 cm) risultano spesso piccole, se non microscopiche. L'autore anticipa che è in programma la pubblicazione di un secondo libro, più incentrato sui giocattoli, spero che venga pubblicato in un formato da catalogo, altrimenti si riproporrebbe il medesimo difetto di questo.
Il libro manca dell'indice, cosa assai strana, e contiene qualche refuso di troppo, per l'indice cerco di rimediare nel proseguo della recensione, per i refusi nulla posso fare.

giovedì 20 febbraio 2014

Goldrake e Mazinga citati in Parlamento - febbraio 1981


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Come riporto nella sezione Emeroteca anime l'invasione dei cartoni animati giapponesi generò una valanga di critiche (talune anche parzialmente condivisibili) da parte di giornalisti, politici e genitori verso questa nuova (per noi) forma di animazione. L'intervento che scatenò questo "kami kaze" ("vento divino" nel senso originario del termine) contro gli anime lo si può individuare nell'articolo dell'onorevole Silverio Corvisieri (Democrazia Proletaria). Non che prima di esso le critiche mancassero, ma il deputato di Democrazia Proletaria ottenne, per esempio, l'effetto di far bandire gli anime robotici dalla Rai.
Corvisieri per anni è stato additato come il responsabile di una interpellanza parlamentare contro Goldrake (esempio massimo di una inutile fobia dilagante), ma in una intervista fattaglia da Mario Verger (Rapporto confidenziale) l'ex deputato lo smentisce, affermando di non averne memoria.
Ergo mi sono armato di santa pazienza e ho provato a fare qualche ricerca in merito. Non pretendo che il risultato della mia ricerca sia esaustivo, però, per quanto mi riguarda, non ho trovato nessuna traccia di una interpellanza di Corvisieri in parlamento inerente/contro Goldrake.
Come fonte ho utlizzato i siti di Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. Il sito del Senato pare non abbia nessuna traccia di interventi su Goldrake e soci (però il motore di ricerca del sito mi è parso poco efficiente), mentre alla Camera dei Deputati ho trovato due interventi che citano una volta Goldrake ed una volta Mazinga, e fa un certo effetto. In realtà Goldrake sarebbe citato due volte, ma nel secondo caso non si tratta del Goldrake robotico, ma di una polemica riguardante l'omonimo fumetto degli anni 60 (Goldrake fumetto).
Le due citazione sono state fatte nella medesima occasione, un dibattito parlamentare su un argomento molto serio, i provvedimenti di "fermo cautelare" per casi di terrorismo, è importante ricordarsi il contesto sociale in cui noi bambini dell'epoca si guardava Goldrake.
Per farla breve il governo di allora (cioè la DC e il PSI, o forse il PSI era all'opposizione?), con l'accordo del PCI, permetteva fermi di polizia anche con scarse prove, il tutto per contrastare il terrorismo. I deputati radicali (che cercavano di opporsi a leggi che riducessero le libertà individuali) fecero numerosi interventi sia per contestare la costituzionalità della legge, sia per fare ostruzionismo, infatti le dichiarazioni sono assai lunghe (e il Presidente di turno della Camera, Scalfaro, glielo fa notare più volte).
In questo contesto il deputato Roberto Cicciomessere citò Goldrake e la deputata Adele Faccio citò Mazinga, ovviamente in senso negativo.
Non è mia intenzione criticare l'operato dei due deputati, anche perchè il loro intervento verteva su una questione ben più seria di tutto questo blog, e la loro citazione è veramente en passant. Molto probabilmente i due parlamentari radicali non gradivano i cartoni animati giapponesi (a causa dei loro contenuti), ma avere inserito i due eroi robotici nel discorso mi pare dovuto più ad una necessità di allungare i tempi dell'intervento, piuttosto che a quella di fare una crociata contro i cartoni animati giapponesi. Prova ne è che, pur non avendo letto completamente i loro due interventi (lunghissimi e sfibranti...), questi spaziano praticamente su qualsiasi argomento, tra cui, appunto, il cattivo esempio dato dalla televisione italiana, che veicolava programmi televisivi per bambini dai contenuti violenti e guerreggianti.

Riporto i loro interventi in Parlamento solo a scopo di testimonianza, ed anche per confermare le parole di Corvisieri, che scrisse un articolo assurdo sul Corriere della Sera, ma pare che, effettivamente, non fece nessuna interrogazione parlamentare.
Procederò con ordine, ecco una parte dell'elenco degli intervenuti a quel dibattito in cui figurano Cicciomessere e Faccio, con i relatrici numeri degli interventi.


venerdì 19 agosto 2016

"Goldrake, è giusto censurarlo?", di Gian Antonio Stella - "Corriere della Sera" 10 gennaio 1979



AVVISO DEL 2026:

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Gian Antonio Stella oggi è una star del giornalismo, il fustigatore dei politici e burocrati perdigiorno, e il censore degli sperperi della spesa pubblica (opera più che meritoria, sia chiaro!), ma nel gennaio del 1979 di cosa si occupava?
Ma del nostro Goldrake!!!
Per quasi tutto l'articolo si limita a dar voce ai vari protagonisti del pro e contro Goldrake, dall'indimenticabile Silverio Corvisieri, passando per Luca GoldoniGianni Rodari (al link un articolo molto successivo),  Sabino Acquaviva, Bruno Bozzetto, Carlo Tognoli e Antonio Miotto, solo alla fine si schiera, a favore dell'eroe nippo-veghiano.
Tra l'altro mi pare che l'intervento di Giani Rodari, che anticipa di molto l'articolo linkato sopra, non l'avevo ancora letto da nessuna parte, direi che sia una piccolo scoop a posteriori di Stella.
Mi ha sorpreso il fatto che dei sette intervistati che ho citato sopra, solo due erano versus Goldrake, gli altri erano tutti a favore!
Qualcuno, magari, come l'allora sindaco socialista di Milano Carlo Tognoli, sparava qualche cacchiata, dimostrando di non aver seguito molto bene la trama della serie, però venivano riportati più commenti ed argomentazioni positive che negative. Cosa rara.
Da ricordare che due giorni prima era partito l'assalto politico a Goldrake dalle pagine della Repubblica, ergo il Corsera si posizionava contro il quotidiano di Scalfari, quindi a favore di Goldrake.
Comunque, qualsiasi fosse stata la motivazione scatenante questo articolo, Gian Antonio Stella merita d'essere arruolato nelle esigue, ma onorevoli, truppe a difesa di Goldrake  ^_^
Ovviamente io parto dal presupposto che questo Gian Antonio Stella sia lo stesso Gian Antonio Stella di "La Casta", altrimenti sto facendo una bella figura da pirla  :]
L'articolo è integrato da un riquadro in cui si riassume, a beneficio degli adulti ignoranti, il successo del cartone animato giapponese "Atlas Ufo Robot".
A mio avviso non aveva molto senso paragonare Travolta a Goldrake, il secondo era un personaggio serio  >_<



Stella comincia col riportare stralci dell'articolo di Corvisieri, e secondo me fece anche delle domande dirette al parlamentare, tanto per far capire il perché (e chi) si volesse censurare Goldrake.



domenica 6 febbraio 2022

"Goldrake: L'eroe dei piccoli turba i grandi", di Claudio Altarocca - "Il Giorno" 10 gennaio 1979


Capitava sovente che in quel fine anni 70 e nel 1980 in prima pagina ci finissero i "cartoni animati giapponesi", questo capitava in un paese che viveva un periodo storico straziante, in un contesto mondiale che era sul filo dell'autodistruzione nucleare, ma il protagonista della notizia poteva essere Mazinga, Heidi, Remi o più spesso Goldrake.
Guardiamo le notizie della prima pagina de "Il Giorno" il 10 gennaio 1979:
in Cambogia Pol Pot (non era morto...) era stato appena deposto, e stava fuggendo dopo aver trucidato un terzo della popolazione... Putin pare un boyscout in confronto.
a Roma un commando fascista assaltava in pieno giorno Radio Città Futura" ferendo cinque donne dello staff che stavano trasmettendo in diretta... oggi devastano sedi sindacali vuote.
in Spagna era stato ucciso un altro magistrato.
a Napoli c'era stata una serie di morti di bambini negli ospedali... oggi abbiamo la pandemia.
l'ennesimo governo Andreotti iniziava a mostrare segni di crisi... in questo campo nulla cambia.

Pensiamo ad una prima pagina di oggi con notizie contestualizzate all'attualità, ci sarebbe spazio per un articolo su  "Demon Slayer"?
A qualcuno oggi fregherebbe nulla di "Demon Slayer", di "One Piece", di "Naruto", Sailor Moon" o qualsiasi altra serie animata nipponica?!
Eppure l'eroe dei piccoli che nel gennaio 1979 turbava i grandi era Goldrake, forse gli adulti si sarebbero dovuti turbare per tutte le altre notizie della prima pagina e mai e poi mai per Goldrake...

La genesi dell'articolo su Goldrake nasce sempre dal primo attacco reale e non animato verso "Atlas Ufo Robot" ad opera di un veganiano vero, l'Onorevole Silverio Corvisieri  ^_^
Per il resto mi pare di poter affermare che l'articolo faceva parte di una polemica contro il potere culturale della sinistra (l'egemonia culturale), che oggi sembra fin fantasioso, ma che ai tempi effettivamente esisteva.
Un vero peccato che una buona parte, ma non tutta, della sinistra, che io in seguito andai a votare, non comprese che Goldrake non era quello paventato da Corvisieri, ma proprio l'opposto.
Chiaramente i tempi politicamente (e non solo) cupi che gli adulti vivevano distorcevano il loro giudizio, sarebbe bastato, forse, guardarsi con attenzione qualche episodio in più prima di sparare su un "Pierino qualsiasi, un ragazzo-bimbo dal ciuffo ribelle", cioè Actarus, che combatteva controvoglia la più classica delle invasioni nazifasciste.
Da notare che Claudio Altarocca, che si oppone alla censura di "Atlas Ufo Robot", non aveva neppure ben chiaro che Actarus era un adulto, giovane, ma adulo, non un "Pierino qualsiasi, un ragazzo-bimbo dal ciuffo ribelle"... probabilmente anche lui, come e quanto Corvisieri, nulla sapeva del soggetto del suo articolo.

venerdì 19 giugno 2020

“La calata degli eroi”, di Bruno Ferrero - “Mondo Erre” aprile 1979



La bella rivista per ragazzi "Mondo Erre", su cui tornerò in un post apposito, era di matrice religiosa, penso legata a Don Bosco. Nell'aprile 1979, quando ancora le critiche verso gli anime non erano strabordanti, dedicò un articolo ai nuovi eroi dei giovanissimi di allora. Uno di questi tre era, ovviamente, Goldrake, l'altro Fonzie, che io non ho mai digerito... il terzo era un eroe che lo era già stato e lo sarà per diverse generazioni, Superman.
Mi ha colpito la parte finale dell'articolo, in cui l'autore fa notare, dopo la chiosa sull'allontanamento da Dio da parte della nostra civiltà, e lo sfruttamento massimo delle multinazionali dello spettacolo dei nuovi eroi virtuali, che l'italiano del 1979 era disposto a credere nel Lotto e nel Totocalcio, quindi poteva credere anche in Superman e soci.
Oggi crediamo ancor di più nei giochi d'azzardo che promettono di cambiarci la vita, ma mi pare che, nel contempo, si creda molto anche ai chiacchieroni populisti che promettono di risolvere ogni problema con dirette Facebook e mangiando ciliegie, non pagate da lui...
Restano i tre eroi dell'articolo, che a mio avviso erano solo due, perché di "Fonzie" nel mio cortile ultra popolare ne vedevo a pacchi ogni giorno, e gli spacconi non li ho mai considerati né eroi né super...
Forse è solo una mia impressione, ma dei tre quello trattato un po' peggio, mi è parso proprio Goldrake, Superman era comunque un eroe ben radicato nell'immaginario di più generazioni, Fonzie era considerato un simpatico smargiasso.
Goldrake no, era implacabile... per colpa sua alle sette di sera le famiglie italiane erano obbligate a seguirlo (per un totale di 8 milioni di spettatori! per un cartone animato!!!), aveva contaminato anche i cugini francesi, aveva fatto guadagnare un sacco di soldi ad industriale e alla Rai (con accezione negativa, mi pare), era ripetitivo, era violento (secondo il deputato Corvisieri), era una macchina, ma, soprattutto, era fatto al computer   ^_^
Per lo meno l'autore riconobbe ad Actarus di essere un immigrato sfuggito da una guerra, cosa che oggi alcuni politici che tirano fuori Goldrake a caso, pare non abbiano capito...
Ma è sempre la parte che veicola la fake news sui cartoni animati fatti al computer che trasmette le maggiori soddisfazioni  ^_^





"Goldrake non ha un ideatore preciso. I tecnici giapponesi della Toei Animation che l'hanno creato, inseriscono i disegni-base nel computer, che provvede a realizzare i movimenti. Da bravo robot, insomma, Goldrake è figlio di un computer.".

E per un famoso pedagogista, di cui non viene purtroppo citato il nome, l'essere creato dal computer era un mostro di "gelo tecnologico", peccato che non fosse vero   ^_^
Probabilmente, passando in rassegna gli articoli del periodo, troverei anche la testimonianza del pedagogista, alla fine erano quelle 4 o 5 dichiarazioni a caso che poi venivano ricitate fino alla morte...
tipo l'articolo di Corvisieri:

La cosa che mi ha colpito è che questa pubblicazione era indirizzata anche al target di questi eroi, compreso Goldrake, quindi un bambino apprendeva che il suo robottone preferito, era fatto al computer, era falso, violento e creava dipendenza...
Ma quindi, se non andava bene Goldrake, non andava bene Fonzie e non andava bene Superman, cosa cavolo potevamo vederci in pace?  ^_^

domenica 14 settembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 28 - settimo numero bimestrale)


Forse si sarà compreso (sia nel senso di "capito" sia nel senso più psicologico del termine), che anche solo sfogliare, non dico leggere, "Anime Cult" mi è divenuto greve... giri pagina e ti girano le ... 
Io penso che per una testata che stipendia dei dipendenti che vi scrivono e porta utili all'azienda che la pubblica, non sia vergognoso citare un minimo le fonti da cui si traggano idee, spunti, immagini o addirittura intere colonne di scritto... anzi, dovrebbe essere un fatto meritorio:
"Non vi posso riconoscere del denaro per la passione che avete mostrato nel trovare queste informazioni, ma almeno la soddisfazione di citarvi".

Quando, invece, si utilizza il lavoro altrui, spesso gratuito, per rimpolpare i propri articoli e la propria rivista senza manco degnarsi di scrivere dove è stato trovato quel materiale, i soggetti non menzionati potrebbero imbruttirsi... una volta può capitare, due, tre, quattro... però dopo un po' la cosa scoccia...
Uno si ritrova a pagare una rivista creata anche con il materiale da te riesumato (o creato, se si pensa alla foto del Televideo...) passando ore ed ore in biblioteca, comprando pacchi e pacchi di riviste completamente al buio e gli altri prendono lo stipendio e fanno gli utili?
E in più ti recensisco la rivista facendoti altra pubblicità gratuita? 
"C'ho scritto Giostengo?" (semi cit.)  ^__^



A pagina 35 si ripercorrono le polemiche giornalistiche contro l'animazione giapponese in Italia, in particolare quelle della primavera 1980, citando, oltre allo stramega famigerato articolo di Silvero Corvisieri su "La Repubblica (7 gennaio 1979), tre articoli successivi:

"Per chi li ha portati in Italia è una crociata contro i fantasmi", di Marcello Sorgi (intervista a Nicoletta Artom) - "Il Messaggero" 10 aprile 1980 

“Vincono in televisione i genitori anti-Goldrake”, di Lidia Golinelli - “Il Resto del Carlino” 20 aprile 1980

"Viva Goldrake", lettere al direttore - L'Occhio 11 giugno 1980

Fonte?
Da questo momento in poi la fonte, per tutti quelli che leggeranno per la prima volta questi articoli, sarà "Anime Cult" della Sprea!
Dopo il danno, la beffa... ovvero, cornuto e mazziato   ^_^


Purtroppo all'esordio di "Anime Cult" parte del materiale da me riesumato è finito nello loro grinfie, quindi ormai lo considerano riesumato da loro  ^_^


Tra quel materiale, però (a memoria), non c'era l'articolo de "L'Occhio", perché ho scoperto la testata in seguito, quindi la mezza colonna che riporta la lettera di chi difendeva Goldrake, posso ragionevolmente affermare (la redazione è andata in emeroteca a recuperare quel materiale già riesumato da me?) che l'abbiano letta su questo blog:

Tranquilli, di articoli da cui prendere spunto e citazioni più o meno corpose ne avete a tonnellate:

Per fortuna ho un lavoro e non debbo ridurmi a questi espedienti per portare a casa la mensilità  :]

Qui sotto le scan più in dettaglio.

sabato 26 marzo 2016

"Mal di Goldrake", di Chiara Valentini - Panorama 23 gennaio 1979


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Forse talvolta divento un po' ipercritico, oppure la butto troppo sulla burla, quasi con un tono canzonatorio, e magari a qualcuno che legge il blog la cosa può non piacere. Comprendo la potenziale critica al mio modo di criticare, considerando anche che fare le pulci al lavoro altrui è più facile che "fare" un qualcosa.
Cavoli, ci lavoro pure io in azienda con gli injegneeeri!
Mai e poi mai vorrei essere tacciato di critica ingegneristica :]
Detto ciò, questo articolo è veramente allucinante... passi qualche imprecisione, passi qualche notizia campata in aria, ma non tutto l'articolo...
Non metto in dubbio che la giornalista Chiara Valentini sia una professionista in gamba, con tutte le tonnellate di articoli che avrà scritto nella sua carriera un paio un po' farneticanti ci possono stare, mi chiedo solo perché proprio con Goldrake... perché i giornalisti, anche di fama, quando incrociavano Goldrake perdevano spesso le proprie capacità di analisi?
Perché si limitavano a fare i megafoni delle solite panzane sui "cartoni animati giapponesi"?
Perché non prendevano il telefono e chiedevano un'intervista ad un incaricato qualsiasi di un consolato nipponico?
Ma almeno, perché non si guardavano 3 o 4 puntate di seguito di Heidi o Goldrake, tanto per evitare di scrivere cose assurde?
Vabbè...
Chiara Valentini parte subito male, dando ad Heidi della clericale... clericale?  T_T
Ma se la pastorella svizzera della versione nipponica non entra una sola volta in chiesa!!!
Una volta, dico, una sola volta in tutta la serie si vede il parroco che va nella baita del nonno, ma solo per chiedergli di mandare Heidi a scuola!!!
Il parroco non cita mai la religione, si limita ad un generico "bisogna pensare anche alla sua anima", riferendosi ad Heidi, ed esprime la speranza che il nonno torni a frequentare la chiesa se verrà ad abitare in paese. Fine del clericalismo...
Poi inizia l'articolo.
Il fatto che a questa Marina non piacesse Goldrake non è che deponga molto sul suo QI... avrà avuto solo cinque anni, ma era un po' gnucca di certo  :]
Vorrei proprio poterla vedere questa fantomatica trasmissione su Goldrake del pedagogista Graziano Cavallini, quanto la vorrei vedere!
Poteva mancare lo stralcio dell'articolo del mitico onorevole Silverio Corvisieri?
Certo che no, ormai il suo "Un ministero per Goldrake", nell'ambiente giornalistico, era più famoso delle sigle di Goldrake tra i bambini!
Peccato che, invece, non venga citato il nome del giornalista che diede all'onorevole Corvisieri del censore, di certo non perché il giornalista de "Il Giorno" volesse difendere il nostro diritto di guardare ciò che volevamo, ma immagino per scendere in polemica con un avversario politico.
Alla fine, però, una cosa vera viene scritta: era veramente la prima volta in Italia, per dei semplici cartoni animati, che veniva scatenata questa fobia nazional popolare!




Non è il primo caso in cui leggo che la prima trasmissione di Goldrake sulla Rete 1 non ebbe grande riscontro dell'indice di gradimento, forse, più che altro, non se ne accorsero gli adulti, e sappiamo che conta solo quello che vediamo noi.
E qui parte l'indagine giornalistica sulla "Spectre dei cartoni animati giapponesi"...
"Partire da una storia già conosciuta, in qualche modo legata alla tradizione popolare (come Disney con le favole per bambini?). Semplificarla al massimo (tipo Gundam?), secondo gli schemi degli shot pubblicitari, ripetere fino alla nausea, in centinaia di episodi (ma se la più lunga del periodo fu Mazinga Z e non arrivava a 100!) le stesse situazioni"...

martedì 5 giugno 2018

Lo Scudo Crociato vs l'Alabarda Spaziale e la Spada Diabolica - Ovvero, scende in campo la Democrazia Cristiana - 7 articoli dell'aprile 1980 su "Il Popolo"




A dire il vero forse ho sparato un po' il titolone per attirare lettore, in pieno stile stampa italiana (sto imparando), visto che "Il Popolo", organo ufficiale della Democrazia Cristiana", non è che usò toni particolarmente cruenti contro Goldrake e Mazinga. Altri quotidiani, non dipendenti direttamente da partiti politici, furono molto più aggressivi contro i cartoni animati giapponesi. Per esempio, in tutti e sette gli articoli che "Il Popolo" dedicò nell'arco di soli 12 giorni, non è mai citata la mega panzana sull'uso del computer per produrre gli anime degli anni 70.
Più che altro i vari giornalisti, pur accusando Goldrake e Mazinga di essere violenti, puntavano il dito sul contesto sociale, sull'importanza che la famiglia avesse valori forti (ovviamente cattolici), sulla spregiudicatezza delle televisioni che sfruttavano commercialmente i gusti dei bambini.
Ho deciso di raggruppare tutti e sette gli articoli in un unico post perché sono ascrivibili al secondo attacco di panico mediatico dei giornalisti italici contro gli anime.
Il primo fu scatenato dall'onorevole Silverio Corvisieri nel gennaio 1979:
"Un ministero per Goldrake" - "La Repubblica" 7/8 gennaio 1979
"Il diavolo, probabilmente", di Bimba De Maria - "Radio Anch'io" su Radio 1 Rai - 17 gennaio 1979

Dall'aprile 1978 (o il febbraio 1978 per Heidi) al gennaio 1979 i primi cartoni animati giapponesi erano stati poco criticati, spesso ignorati, qualche volta incensati, poi arrivò Corvisieri  ^_^
La seconda ondata di follia giornalistica iniziò proprio nell'aprile del 1980, grazie ai famigerati 600 genitori di Imola, che alla fine chiedevano solo un po' meno di robottoni in televisione, ma la cui iniziativa fu preda della voracità dei quotidiani.
Resta interessante che dell'argomento se ne occupò il quotidiano politico della Democrazia Cristiana, colei che guidava il paese dalla Liberazione, ed era anche la padrona assoluta della Rai.




In particolare mi ha colpito il commento di Alfredo Vinciguerra il 10 aprile (1980) sull'iniziativa dei 600 genitori di Imola, non tanto per i toni, per altro molto pacati, ma per la collocazione nel quotidiano, a pagina due, quella dedicata ai commenti più stringenti dell'attualità politica.
Infatti l'articolo di Vinciguerra è posto di fianco ad un articolo sul PCI, uno sulla crisi Usa-Iran (non sono cambiati i tempi...) ed infine ad uno sulla CEE (l'attuale Unione Europea).




Addirittura, il 15 aprile (1980) "Il Popolo" dedicò tutta la pagina della cultura (della Cultura), per un totale di quattro articoli, alla querelle tra i 660 genitori di Imola e i robottoni!
Sfogliando svariate edizioni de "Il Popolo" (molte settimane) ,posso assicurare che i temi trattati nella pagina della cultura erano mediamente di carattere cultural-religioso, argomenti molto complessi, quasi tutti totalmente fuori dalla portata delle mie capacità di comprensione culturale.
Ho provato a ricercare articoli inerenti i cartoni animati giapponesi su "Il Popolo" in altri periodi caldi, ma non ne ho rinvenuti, non escludo che ci siano, ma a quanto pare il quotidiano della DC aveva, ovviamente, ben altro di cui occuparsi nelle poche pagine che lo costituivano.
Basti pensare al terrorismo, alle continue crisi di governo, alle guerre di potere interne alla DC.
Quindi trovo che lo spazio che "Il Popolo" dedicò ai cartoni animati giapponesi nell'aprile 1980 abbia un particolare rilievo "politico-sociale".
Ricomincio la pubblicazione di quei 7 articoli in stretto ordine cronologico, da quello del 9 aprile (1980), che si era occupato dell'editoria per bambini, in concomitanza con  la XVII° Fiera Internazionale del libro per l'infanzia di Bologna.

domenica 27 ottobre 2019

Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann



TITOLO: Anime di robot, la guida completa da Goldrake a Gurren Lagann
AUTORE: Andrea Paltrinieri
CASA EDITRICE: Nicomp L-E.
PAGINE: 274
COSTO: 19€
ANNO: 2019
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:9788894989243

Era un po che non usciva un bel saggione sui robottoni.
Premetto subito che il libro mi è piaciuto (dal terzo all'ultimo capitolo), tra l'altro è scritto in maniera comprensibilissima, detto ciò...    ^_^
A pagina due è presente un piccolo avviso per il lettore:
"Realizzare un libro, e in particolare una guida, è un'operazione molto complessa, mai scevra di errori od omissioni. Perciò l'autore e l'editore riceveranno con piacere eventuali segnalazioni dai lettori."

Oh, me lo avete chiesto voi di segnalarvi gli errori, ok? Poi non fate che vi offendete  :]

Sia chiaro, ci sono errori trascurabili, come aver scritto che Doppler suonava il pianoforte, quando, invece, era un organo: https://www.youtube.com/watch?v=tvvA7gT-ZS0&t=15s
Oppure errori opinabili, come aver scritto che Boss, Nuke e Mucha rappresentano, assieme ad Alcor/Koji, i personaggi che danno continuità alla saga gonagaiana fin da Mazinga Z, quando in Goldrake li si vede, se non rammento male, in sole due puntate su 74.
Poi ci sono errori gravi, tipo il secondo capitolo... che sono solo sei pagine, ma le prime tre sono da rimanere un pelino basiti... ci torno più sotto.
A mio avviso il primo errore è stato quello di aver denominato questo libro come una "guida", per di più "completa", che inizia il suo excursus addirittura da ben prima di Goldrake (dal 1963 con Tetsujin 28 Go) fino a Gurren Lagann (2009), quindi 45 anni di animazione robotica.
Sarebbe stato più prudente non usare l'aggettivo "completa".
"Guida ragionata"?
Oppure bastava omettere la descrizione "la guida completa", lasciando solo "da Goldrake a Gurren Lagann".
E' possibile in 274 pagine stilare una "guida completa" dell'animazione robotica giapponese?
Secondo me, no.
Nell'introduzione l'autore spiega che:
"Per ragioni di organicità e coerenza interna, nonché di spazio, l'indagine si concentrerà sulle produzioni edite in Italia attraverso tutti i canali di diffusione disponibili: cinema, televisione, home video, internet ecc".

Ma allora perché si analizzano i primissimi anime robotici in bianco e nero degli anni 60?
Non mi pare siano mai arrivati in Italia, neppure subbati.
Però il problema è un altro, quando si inserisce il "canale di diffusione internet", praticamente si inserisce tutta l'animazione, in questo caso robotica, perché in streaming, subbati in inglese o italiano, sono arrivati una enormità di anime robotici, quindi nel saggio ci dovrebbe essere tutto quello arrivato sul web, in quanto questa vuole essere una "guida completa".
Il primo capitolo è la storia dell'animazione robotica, non per nulla si intitola "Mezzo secolo di robot", purtroppo consta di poco meno di 60 pagine.
E' possibile raccontare 50 anni di cartoni animati robotici in meno di 60 pagine?
Secondo me, di nuovo no.
Un appassionato potrebbe trovare questo "riassunto" poco approfondito, un non appassionato un semplice susseguirsi di nomi giapponesi e di date.
Nel secondo capitolo l'autore vuole illustrarci come venne accolta l'animazione robotica giapponese in Italia. E' possibile far ciò in sei pagine?
Assolutamente no... specialmente se il racconto di questo approdo sui teleschermi italici contiene gravi errori.
Errori che, considerando la saggistica pubblicata e le informazioni presenti sul web (come in questo blog), si potevano e si dovevano evitare.
Il capitolo parte subito male.
Per l'autore il genere Meisaku fu creato "per incontrare il gusto del pubblico occidentale":
"...realizzando fedeli riduzioni di romanzi europei e americani per ragazzi".
A questi primi anime del "World Masterpiece Theater" seguiranno "storie originali con sfondi storico-sociali europei come Lady Oscar e Candy Candy"...
Quindi la bevanda giapponese Calpis sponsorizzò l'anime Heidi per venderlo in occidente?
Gli anime dovevano catturare il pubblico giapponese, mica quello occidentale... se una serie non aveva abbastanza ascolti, veniva ridotta e poi tagliata per sempre.
Il genere Meisaku nasce per dare ai bambini nipponici storie formative di gusto esotico (che per i giapponesi è l'occidente), che in seguito furono ben accolte anche dai giovani telespettatori occidentali, ma non furono create per noi!
Il fatto di aver condensato così tanto i temi di questo secondo capitolo, può aver portato a degli equivoci, ci sono, però, anche gli errori, e quelli sono poco contestabili.



Gli errori si moltiplicano quando si modifica la storia dei cartoni animati giapponesi arrivati in Italia.
E' possibile scrivere nel 2019 che Heidi esordì nell'estate del 1976?
La prima puntata di Heidi - 7 febbraio 1978 (non 1976)

Per la cronaca io ho passato in rassegna tutti i "Tv Sorrisi e Canzoni" del 1976 (e pure del 1977) e ovviamente non c'è alcuna traccia di una trasmissione di Heidi nell'estate di quell'anno, che, invece, avvenne il 7 febbraio (inverno) 1978!
Quindi Heidi non arrivò "quasi due anni prima" di Goldrake, ma due mesi prima... e dalla storia dell'arrivo di Goldrake in Italia scompare incredibilmente Nicoletta Artom... che scoprì "Atlas Ufo Robot" durante il Mifed di Milano dell'autunno 1977.
Paola De Benedetti e Massimo Gusberti erano i funzionari Rai a cui la Artom sottopose l'idea di acquistare i diritti di "Ufo Robot Grendizer"!
Il bello è che, sia nelle note a questo capitolo che nella bibliografia, l'autore cita il saggio di Massimo Nicora, che però pare non sia stato letto molto bene:
C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana

Ma non è finita qui.