La ricerca di articoli sugli anime è un po' come quella di un minatore, ovviamente solo in quanto ricerca, mica come impegno lavorativo... "scavi" tra vecchie riviste dimenticate da tutti, tanto che pure gli addetti dell'emeroteca ti guardano perplessi quando sottoponi loro la segnatura del periodico che vuoi sondare, e non trovi nulla e nulla ancora... poi, di colpo, imbrocchi il "filone" giusto, prima qualche "pagliuzza/trafiletto", infine le "pepite/articoli".
In questa nuova infornata di articoli ho scoperto fondamentalmente tre ricchi filoni informativi:
"Rivista del Cinematografo";
"Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione";
"Altrimedia: radio, televisione e gli altri"
In particolare Altrimedia e Millecanali contengono tantissimi informazioni sulla nascita delle prime tv locali. Questi due periodici si occupavano espressamente di televisione e radio, sia dal punto di vista tecnico (apparecchiature, consigli per le inquadrature, pubblicità di materiali etc), sia dal punto di vista del costume e dei programmi messi in onda.
Ovviamente io mi sono concentrato sulle televisioni private di Milano e della Lombardia, ma erano presenti articoli sulle emittenti di tutta Italia. Quindi, nel caso che qualcuno legga queste righe e debba svolgere delle ricerche su quel mondo televisivo privato, consiglio vivamente di consultarsi tutti gli anni dal 1977 al 1983.
Dato che, parallelamente agli articoli sui cartoni animati giapponesi, anch'io nel mio piccolo sto cercando di portare avanti la riscoperta di quel periodo pionieristico delle tv locali private, ho recuperato parecchio materiale.
Molto interessante "Rivista del Cinematografo", in quanto era una pubblicazione seria sul cinema, che poi trattava occasionalmente i programmi televisivi.
Nei commenti ad un post sugli articoli dei quotidiani (link), Gianluca si chiedeva se il quotidiano "La Notte" avesse pubblicato qualcosa sugli anime. Sinceramente "La Notte" non l'avevo proprio calcolata... ed effettivamente nel periodo in cui le polemiche contro gli anime furono più virulente, cioè l'aprile 1980, il quotidiano milanese del pomeriggio non lesinò commenti in merito ^_^
Ringrazio Gianluca per l'intuizione ;)
Come ringrazio Massimo Nicora per alcune dritte, tipo "sgt. Kirk" del
1973. Il cui articolo sui manga mi pare sia, per ora, la più vecchia
fonte italica presente su un periodico/carta stampata.
Come ho già precisato in altri post, inserisco nell'indice dell'Emeroteca Anime anche articoli che si limitano a citare gli anime, dove l'argomento principale è un altro (il giocattolo, la televisione, l'educazione dei bambini etc etc), oppure semplici lettere alle redazioni di periodici e quotidiani. Questo perché il mio intento, oltre che fare le pulci con 40 anni di ritardo al giornalismo italico (ah ah ah), è rendere il dibattito che scatenarono i cartoni animati giapponesi.
Una copertina su un mensile di economia e finanza, in cui Goldrake ha il viso del Presidente di Bankitalia del perido (Guido Carli), è, a mio avviso, l'emblema di quanto potente fosse considerato il robottone giapponese, fin dagli adulti. Sarebbe mai immaginabile un Mario Draghi nel corpo di un personaggio animato attuale?
Ovviamente non mancano le riviste televisive, e non può mancare "TV Sorrisi e Canzoni", dove, probabilmente, si può leggere il primo articolo sugli anime: 25/31 gennaio 1976 su Barbapapà
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lunedì 3 dicembre 2018
giovedì 25 aprile 2019
"La Televisione del Sol Levante" - Millecanali ottobre 1983
Lo scorso inverno ho scoperto il mensile "Millecanali", che si occupava espressamente di tutto ciò concernesse radio e televisione, con un occhio di riguardo alle emittenti private.
Ovviamente non mancavano articoli sugli cartoni animati giapponesi, dai semplici trafiletti in cui si annunciavano nuovi anime agli articoli di approfondimento.
Ecco i tre post su "Millecanali" che ho inserito fino ad oggi:
"Mamma, voglio Mazinga!", di Tullio Camiglieri - "Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione" maggio 1980
Pubblicità dei distributori di programmi televisivi 1979/81: AB International ed altri meno noti
"Associazioni: il gioco delle parti (Anti; Filet; Fiel; Fred; Arci)" - Millecanali n° 51 marzo 1979
Nel numero di ottobre del 1983 "Millecanali" dedicò addirittura la copertina alla televisione giapponese, con uno speciale che ne svelava programmi, storia, emittenti e l'innovazione tecnologica.
Sono presenti più articoli:
La TV giapponese: 30 anni di giovinezza;
La legge della libertà;
La forza documentaria;
Le reti commerciali;
Televisione che passione!;
TV ad alta definizione;
Il futuro.
Gran parte dell'approfondimento richiama la televisione di Stato NHK, la stessa che ci donò, assieme a Miyazaki, il capolavoro di "Conan il ragazzo del futuro", ma non mancano informazioni sulla tv commerciale: TBS; Fuji TV; NTV; ABC.
Penso che alla data dell'ottobre 1983 questo focus sulla tv giapponese fosse il primo pubblicato in Italia, di certo il più approfondito. Potrebbe essere scontato, ma mi pare giusto sottolineare che queste informazioni in quegli anni non erano di facile reperimento, niente web e costi dei viaggi in Giappone molto alti limitavano la circolazioni delle informazioni.
Purtroppo nella rivista non è specificata la fonte informativa a cui attinse la redazione, ma personalmente ipotizzo fosse la traduzione di una rivista francese. Infatti nell'articolo "La forza documentaria", nel punto in cui si accenna ai prodotti televisivi esportati dalla NHK, si cita una serie animata della Toei: Albator! ^_^
Albator è il nome francese di Capitan Harlock... in pratica la redazione di "Millecanali" fece una traduzione quasi integrale dell'articolo francese, scrivo quasi, perché tre righe sopra ad Albator, si parla di Goldrake, e non di Goldorak.
Sono rimasto attonito, anzi, sgomento, nel leggere quale fosse il metodo di riscossione del canone di abbonamento alla NHK. La "Nippon Hoso Kyokai" faceva (e immagino faccia tutt'ora) un contratto con tutti i possessori di televisori, un contratto basato sulla fiducia!
In quanto non c'erano multe in caso di inadempienza!!!
Proprio uguale all'Italia, dove prima della legge che ha inserito il canone Rai nella bolletta elettrica, c'erano milioni di italiani che non lo pagavano...
Anche in Giappone, come nell'Italia del 1983, esistevano due tipi di abbonamento alla tv pubblica, uno per i possessori di tv in bianco e nero (580 yen) ed uno per le tv a colori (880 yen).
mercoledì 9 gennaio 2019
"Associazioni: il gioco delle parti (Anti; Filet; Fiel; Fred; Arci)" - Millecanali n° 51 marzo 1979
Avviso subito che questo post potrebbe essere un po' barboso... ehm... mi correggo... questo post potrebbe risultare più barboso della media dei post barbosi di questo blog :]
Con la scoperta di riviste come Millecanali ho potuto avere delle fonti informative più specialistiche su uno degli argomenti correlati ai cartoni animati giapponesi, cioè lo sviluppo dell'emittenza privata in Italia dal 1977 ai primissimi anni 80. Il mio arco temporale termina intorno al 1982/83 perché in quel periodo la Fininvest iniziò a fagocitare (a forza di debiti...) tutte le tv locali private più piccole, e si venne così a perdere quella "biodiversità" televisiva che fu la caratteristica del periodo pionieristico televisivo privato italiota. Con Canale 5, Italia 1 e Rete 4 nacque l'era dei netwok all'italiana. "All'italiana" perché questi tre agglomerati di piccole e medie tv locali finirono con il confluire in un mega network unico, con tutto ciò che comporterà nei decenni successivi...
Millecanali è veramente una fonte infinita di informazioni e curiosità, per esempio nel numero del marzo 1979 è presente una inchiesta sulle associazioni di tv e radio private, la cui battaglia principale era, oltre a tutelare gli interessi di categoria, promuovere una legge sull'emittenza privata che facesse uscire l'Italia dal far west radio-televisivo.
In queste riviste è continua l'attenzione sulla sempre prossima ventura legge di riordino dell'emittenza privata (ne si trovano sovente accenni anche sulle riviste televisive come "TV Sorrisi e Canzoni"), ogni politico intervistato prometteva che la nuova leggere sarebbe stata approvata a breve. Ogni responsabile delle emittenti pubbliche e private esprimeva opinioni sulla legge che era in discussione in quel momento. Ed anche in questo articolo si commenta il dispositivo legislativo che era in discussione in quel periodo, la legge Gullotti, ovviamente mai approvata definitivamente...
Una qualsiasi legge avrebbe modificato lo scenario televisivo italiano, sposato miliardi di offerta pubblicitaria, modificato l'assetto democratico futuro della nazione.
Alcuni una legge la volevano, altri (chissà chi?) preferivano andare avanti con il far west.
Comunque sia andata a finire (cioè male), la legge sulla regolamentazione del sistema radiotelevisivo vide la luce solo nel 1990, con la "Legge Mammì", compreso il caos politico che ne conseguì.
Guarda caso anche queste associazioni erano di chiara matrice politica: DC, PSI, PCI.
I vertici di una di queste era addirittura costituita interamente da parlamentari democristiani.
Questa premessa ha lo scopo contestualizzare l'articolo di Millecanali, per chi, magari, non seguì molto l'argomento, e per chi avrà il coraggio di leggere il post :]
A dire il vero avevo qualche dubbio se inserire o meno un articolo tanto di nicchia, ma poi ho trovato il saggio "Capire la TV", in cui, seppur solo come accenno, si parla di queste associazioni:
Anti; Filet; Fiel; Fred; Arci
Quindi mi è parso sensato integrare quella singola pagina con questo articolo, rendendo disponibile questo non breve approfondimento. Infatti la redazione di Millecanali trattava questi argomenti con grande dovizia di particolari, in primis intervistando i protagonisti, cioè i presidenti delle varie associazioni.
Quella sopra è sola la pagina del saggio "Capire la TV" in cui si accenna alle associazioni delle tv e radio locali.
L'articolo consta di ben 21 pagine, quindi non so quanti avranno il coraggio di leggerlo tutto ^_^
Oltre ad avere una panoramica sul dibattito politico del periodo sulla regolamentazione televisiva, si scoprirà che tra le 5 associazioni non correva buon sangue.
Ho trovato molto istruttiva tutta la parte in cui queste associazioni si battevano contro il pagamento dei diritti d'autore alla Siae.
Oggi se metti mezza immagine (non a scopo di lucro) di qualsivoglia argomento quasi ti mandano la finanza in casa... ai tempi era legittima la battaglia politica e giudiziaria per non pagare i diritti d'autore alla Siae... come cambiano i tempi... ^_^
mercoledì 5 dicembre 2018
Pubblicità dei distributori di programmi televisivi 1979/81: AB International ed altri meno noti
Il nome "AB International Export" credo non sia sconosciuto ad un fan dei cartoni animati giapponesi o di Jeeg.
Il nome "AB International Export", scritto coi caratteri dell'immagine appena sotto, escludo che possa essere sconosciuto ad un fan dei cartoni animati giapponesi o di Jeeg, quante volte lo avremo visto?
"AB INTERNATIONAL EXPORT" = inizia una nuova puntata di Jeeg robot d'acciaio!!!
Questo ero il collegamento del nostro cervellino di bambini, ma quali altri prodotti la "AB International Export"e le altre aziende rendevano disponibili per le tv private locali?
Ovviamente non solo cartoni animati giapponesi, ma i cartoni animati giapponesi sono quelli che mi hanno fatto notare le pubblicità sulla rivista "Millecanali".
Come scrivevo nel precedente post il mensile "Millecanali" era dedicato a chi si occupava di radio e televisione, non era una rivista di costume, era molto settoriale. Ciò non toglie che ci fossero articoli sui programmi televisivi o radio, ma il target era quello professionale degli addetti al settore.
Lo si evince indubbiamente da queste 9 pubblicità presenti dal marzo 1979 all'ottobre 1981, che non ho mai reperito in nessun altro quotidiano, settimanale o mensile, sia che trattasse politica o costume, sia che si occupasse dei programmi televisivi.
Le aziende che distribuivano film, telefilm e cartoni animati sapevano che tra i lettori di "Millecanali" c'erano anche i dirigenti di quella moltitudine di tv private locali esistenti tra il 1979 e il 1981.
Mi sono limitato a questo arco temporale perché prima del marzo 1979 non ho rinvenuto pubblicità simili neppure su "Millecanali", e dal 1982 nacquero vari network televisivi, che iniziarono a riunire le piccole tv private in agglomerati sempre più grandi. Poi Fininvest si pappò i due gruppi concorrenti, decretando la fine dell'epopea delle tv private locali...
La pubblicità della "AB International Export" è presente nel numero del marzo 1979, oltre al nostro amato Jeeg, che era il pezzo forte della pagina, con ben tre immagini, possiamo vedere in bella mostra anche "Ryu, l'uomo delle caverne", che poi ringiovanì in "ragazzo delle caverne" ^_^
Entrambi i cartoni erano pubblicizzati come le novità del 1979, e facevano parte di un gruppo di programmi in cui erano presenti anche "Dino Mech - Gaiking", che mi pare di aver capito dal web fosse il nome con cui la Toei lo distribuiva all'estero, ed "Il grande Mazinger".
Questo implica, a mio avviso, anche guardando l'immagine con Jeeg, in cui sono presenti ancora gli ideogrammi giapponesi, che questa pubblicità fu pubblicata prima o contemporaneamente all'adattamento italico di Jeeg, Ryu, Gaiking e il Grande Mazinga.
Questo farebbe della "AB International Export" la prima azienda distributrice di programmi che si tuffò nel nuovo mercato degli anime, a cui va aggiunta anche la disponibilità di "Kimba il leone bianco".
Nella pubblicità si può leggere che "I programmi AB International sono peak-time", che leggo significhi nel gergo televisivo "da prima serata", cioè da buoni ascolti, e di certo con Jeeg ed il Grande Mazinga di ascolti ne fecero parecchi ^_^
In quasi tutte queste pubblicità sono presenti degli avvisi minacciosi di ricorrere alla legge nel caso in cui qualcuno avesse fatto ciò che fecero con il Gundam, c'era proprio il far-west televisivo :]
domenica 18 dicembre 2022
"Star Blazers, guerre stellari a fumetti con il Capitano Nemo" + 12 articoli sulla rete distributiva dei programmi - "Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione" n° 71 novembre 1980
In un precedente post che aveva come focus il circuito distributivo di programmi "Telemond" c'era un articolo ("Al pomeriggio faranno Marameo") in cui, a proposito dell'anime "Star Blazers", si accennava al numero precedente di "Millecanali", infatti nel numero 71 del novembre 1980 c'è uno scritto sulla serie animata fantascientifica nipponica, ma non solo. Essendo il primo numero in cui la redazione di "Milleanali" inaugurava la rubrica sui programmi tv furono pubblicati ben 12 articoli sui distributori di programmi, i network e alcuni singoli programmi:
Che la festa cominci, come e perché da questo numero parliamo di programmi;
Quarantamila ore in vendita (al mese);
Chi sono e come cercarli (i distributori di programmi);
Il marchio di Reteitalia;
Un circuito tricolore;
La torre dei Torazzi;
E poi c'è il distributore dei distributori;
Produzione italiana. Non c'è; ma quella che c'è è brutta, eppure...";
Un circuito tricolore;
La torre dei Torazzi;
E poi c'è il distributore dei distributori;
Produzione italiana. Non c'è; ma quella che c'è è brutta, eppure...";
Segnalazioni : Lou Grant;
Segnalazioni : Il Faraone;
Segnalazioni : Il Faraone;
Segnalazioni : Ora zero e dintorni;
Segnalazioni : Star Blazers, guerre stellari a fumetti con il Capitano Nemo;
Segnalazioni : Il pirata
Avendo in mio possesso materialmente questo numero, e non fotocopie come per quasi tutti gli altri "Millecanali", ho inserito tutti gli articoli, mentre dai numeri di "Millecanali" che ho consultato in emeroteca non ho potuto fotocopiare tutto, in quanto avrei impiegato troppo tempo, limitandomi agli anime e alla rete distributiva dei programmi (vedi numero 72 del dicembre 1980 linkato sopra).
Come ho già scritto in altre occasioni la consultazione di una rivista come "Millecanali" è indispensabile per chiunque voglia anche solo capire il periodo del "far west televisivo" delle tv private locali, ma anche il momento successivo in cui sono nati i primi network privati fino al monopolio Fininvest.
La redazione spiega bene la motivazione che li spinse ad pubblicare quelle che oggi sono inestimabili informazioni.
Preciso che, come si può vedere dal numero di pagina in basso, lo scritto era il penultimo di quelli mostrati, ma lo inserisco come primo.
Rispetto ad un articolo di una rivista con i programmi televisivi come "TV Sorrisi", su "Millecanali" la redazione si occupava anche delle questioni di acquisto della serie e degli sviluppi del merchandising.
Viene esplicitato che noi vedemmo la versione statunitense della "Corazzata Spaziale Yamato", anche se penso che lo spazio per gli spot fosse già quello nipponico a metà episodio.
"Star Blazers" mi piaceva, ma non riuscì a seguire moltissimi episodi (é tra le serie che vorrei (ri)vedere da adulto), quindi non comprendo bene in che modo la serie nipponica strizzasse l'occhio a "Il Signore degli anelli" di Tolkien.
Si noti che un paio di vote si tira in ballo Mazinga come paragone negativo, si vede che si era ancora reduci dallo tsunami mediatico della primavera 1980 contro i cartoni animati giapponesi ed in particolare contro le serie robotiche.
Per certo posso affermare che il gioco in scatola di "Star Blazers" non era per nulla un "gioco dell'oca spaziale:
L'articolo accenna anche alla trasmissione in contemporanea sulla televisione della "Svizzera Italiana", dove io lo seguivo saltuariamente.
Qui sotto ho smezzato le due colonnine per renderle più leggibili.
martedì 28 maggio 2019
Le tv locali private milanesi e lombarde del 1978: "Millecanali" (settembre) e "Altri Media" (novembre)
Le riviste "Millecanali" ed "Altri Media" si occupavano prettamente di radio e e televisione, in particolare sul versante privato, ma il focus non era su articoli riguardanti questo o quel programma o personaggio televisivo, ma sulla struttura delle emittenti.
Ovviamente venivano trattati anche i palinsesti, specialmente "Millecanali" darà molto spazio ai serial statunitensi e all'animazione giapponese, ma solo in quanto parte integrante di un discorso più generale sull'emittenza privata.
Ne sono un ottimo ed interessante esempio questi due articoli del settembre (Millecanali) e novembre (Altri Media) 1978, in cui ci venivano illustrati i palinsesti delle tv private lombarde e milanesi, e le strutture operative di ogni emittente.
In "I palinsesti delle tv private: radiografia delle lombarde" la redazione di "Millecanali" analizzò i programmi locali presi dalla riviste televisive, con tanto di iniziale approfondita analisi sulla struttura delle pagine dedicate all'emittenza privata del Radiocorriere TV e di TV Sorrisi e Canzoni, in particolar modo dell'inserto "Settegiorni" della seconda rivista (nella settimana dal 11 al 17 giugno).
L'attenzione era focalizzata sulla programmazione della mattina, pranzo e pomeriggio, esclusa la prima serata per scelta redazionale (considerata meno rivelatrice rispetto alle restanti ore), di tutte le tv locali lombarde, tranne quelle della provincia di Sondrio, che scopro non ne avesse.
Lo scopo era capire quanti programmi auto prodotti mettessero in onda le tv lombarde, e non erano moltissimi, si prediligevano film e telefilm, in seguito sostituiti in parte dall'animazione giapponese.
Sono da notare le tabelle con i palinsesti giornalieri, fatte tutte a mano, erano lontani a venire i tempi di excel et similia ^_^
Queste tabelle paiono inizialmente poco comprensibili, essendo ormai noi assuefatti alla chiarezza grafica di un computer, ma basta un po' di pazienza e le si comprendono subito.
Su "Etere a Milano" pubblicato da "Altri Media" ci si concentra espressamente su Milano, ergo di particolare interesse per il sottoscritto, in quanto l'autore dell'articolo (Vito Di Bari) racconta la storia di ogni emittente milanese, con tanto di assetto societario. Oltre a fare i nomi dei direttori e proprietari, sono presenti delle tabelle con la sede, e addirittura la dotazione tecnologica delle emittenti. Infine c'è una didascalica divisione in percentuale del genere di programmazione.
I due articoli assieme danno una ottima panoramica di ciò che erano le televisioni locali lombarde e di quello che trasmettevano
Peccato che ancora i cartoni animati giapponesi non erano entrati massicciamente nei palinsesti, quindi nessuna traccia della loro presenza.
Li avessero scritti a marzo 1979, si sarebbero potute leggere un sacco di informazioni sul primo anime boom sulle tv private.
Molto interessante la spiegazione dell'evoluzione dell'inserto Settegiorni di TV Sorrisi e Canzoni, che anch'io avevo notato avendone tantissimi numeri.
In pratica nel gennaio 1978 l'inserto delle tv locali di TVSC era diviso in sei edizioni (nord, Milano e Lombardia, centro, Roma, sud, Sicilia e Calabria), già a marzo 1978 diventavano sette perché il nord veniva diviso in Est (Triveneto e Romagna) ed Ovest (Piemonte, Liguria, Emilia). Il mese dopo si passava ad otto edizioni, visto che il Centro viene a sua volta diviso in Centro Est (parte della Toscana, Marche, Umbria, Lazio senza Roma) e Centro Ovest (il resto della Toscana). Quando venne pubblicato questo articolo le edizioni erano 10: 4 per il Nord (Nord Est, Nord Ovest, Liguria ed Emilia Romagna, Milano e Lombardia); 3 per il Centro (Centro Est, Centro Ovest, Roma); 3 per il Sud (Sud Est; Sud Ovest, Sicilia).
Questo a dimostrazione del numero crescenti di tv locali che nascevano in continuazione, ma anche dello sforzo informativo di TV Sorrisi e Canzoni nella lotta per accaparrarsi i lettori fissati con lo zapping.
sabato 24 settembre 2022
Mappa ed elenco delle emittenti locali di quasi tutta Italia - "Il Cinescopio" annate 1981-1982-1983
Quando passerò a miglior(?) vita gli aventi diritto si ritroveranno con un sacco di materiale editoriale assai curioso ^_^
Questa volta ho portato a casa tre annate (1981/82/83) della rivista tecnica "Il Cinescopio, rivista per riparatori radio-tv e antennisti", lo scopo principale era visionare gli elenchi delle televisioni locali che dal marzo 1981 all'ottobre 1983 la redazione pubblicò.
C'era poi la speranza di trovare videate di molti cinescopi e loghi delle tv private locali, essendo questa una rivista che trattava di segnali televisivi, ma in questo sono rimasto abbastanza deluso...
Infine speravo sempre di trovare qualcosa sui cartoni animati giapponesi, e una piccola cosetta l'ho trovata :]
Il numero uno dell'anno uno è quella del gennaio 1981, qui sopra mostro la copertina e l'editoriale del suo direttore, Amadio Gozzi.
Purtroppo mi aspettavo un numero infinitamente maggiore di cinescopi e videate di canali televisivi, nei numeri delle tre annate in mio possesso ho trovato solo queste, mentre i cinescopi della Rai sono abbastanza presenti.
Il motivo principale per essermi portato a casa un quattro/cinque chili di carta vintage sono gli articoli in cui venivano mostrate le mappe dei ripetitori delle frequenze televisive della zona geografica presa in esame, con annesso elenco delle emittenti presenti in quel periodo.
Direi che la panoramica mostrata è abbastanza completa, come si può vedere qui sopra dal mio riepilogo un po' casereccio, si noterà che mancano solo due regioni, peccato che una di queste è incredibilmente la regione Lombardia... l'altra è la Liguria.
Forse venne pubblicata nell'annata 1984, ma dalle mie ricerche sembrerebbe di no, in quanto in copertina c'era sempre una annotazione in merito.
Per quanto riguarda la zona di Milano non c'è la mappa dei ripetitori con cartina geografica, ma solo la lista, c'è da dire che vennero inserite in lista anche emittenti non milanesi, che a mio avviso non si captavano, dando in questo modo una certa panoramica regionale.
Ritengo che questo post ben si integri con altri precedenti sul medesimo tema delle tv private locali, in quanto si occupano degli anni antecedenti al 1981:
"Ministero delle poste: le 1618 stazioni (radio e tv) registrate" - "Millecanali" n° 37 gennaio 1978
Prima dell'articolo che tratta della mappe delle tv locali inserisco sempre la copertina della rivista, tanto per provarne la datazione. Raramente gli articoli contengono scritto, essendo lo scopo della rubrica quello di dare informazioni pratiche ai tecnici antennisti del periodo.
EDIT del 21 febbraio 2026:
Un lettore mi ha gentilmente inviato le mappe di Lombardia e Liguria che mancano in questo post:
sabato 21 febbraio 2026
Mappa ed elenco delle emittenti locali di Lombardia e Liguria - "Il Cinescopio" aprile 1981 (per la Lombardia)
Ringrazio Oliviero che mi ha inviato di sua sponte le mappe delle emittenti private di Lombardia e Liguria presenti ne "Il Cinescopio" che mi mancavano in questo post:
Mappa ed elenco delle emittenti locali di quasi tutta Italia - "Il Cinescopio" annate 1981-1982-1983
E' veramente raro che qualcuno mi invii materiale, di solito sono io che lo dispenso a chi me lo chiede.
Tra l'altro è stato un doppio caso fortuito, in quanto il "Modulo di Contatto" ha funzionato, ma ha buttato la sua mail nello spam... la mail del blog del "Modulo di Contatto" del blog nello spam...per fortuna che ogni tanto controllo la cartella dello spam :]
In più ho scoperto che talvolta il "Modulo di Contatto" non mi invia la mail anche se è comparsa la voce "IL MESSAGGIO E' STATO INVIATO", mi scuso, ma non ci posso fare nulla...
Di seguito altri post che trattano il medesimo argomento:
"Ministero delle poste: le 1618 stazioni (radio e tv) registrate" - "Millecanali" n° 37 gennaio 1978
La cartina con la mappa della Lombardia dovrebbe essere di aprile 1981, anche se pensavo di avere tutti i numeri del 1981 (la rivista l'ho immagazzinata), di quella della Liguria non ho la data.
Ringrazio ancora Oliviero ^_^

martedì 4 febbraio 2020
"Millecanali": 5 articoli del 1977 sulle tv private locali - numeri 26 (febbraio) - 27 (marzo) - 29 (maggio) - 30 (giugno) - 36 (dicembre)
La testata "Millecanali" nelle annate dal 1980 al 1982 mi ha permesso di scoprire 11 articoli sui cartoni animati giapponesi, ma il motivo di interesse per questa rivista mensile risiede negli approfondimenti sull'era del far west televisivo delle tv locali private durante gli anni 1977/78/79.
Anche quotidiani, settimanali e mensili più famosi trattarono l'argomento "tv private locali", ma gli articoli erano per lo più di cronaca oppure riguardavano alcuni aspetti politici dell'ascesa dell'etere privato, pochi dati, poche annotazioni su programmi e nomi delle tv private.
"Millecanali", ma anche "Altrimedia", invece si mantenevano sul tecnico, fungendo involontariamente da "memoria storica" dell'etere privato. Suggerisco a chiunque abbia interesse per la storia delle tv private locali, di andarsi a sfogliare in una emeroteca tutti i numeri di queste due riviste, perché il materiale interessante è veramente molto numeroso, per parte mia ho dovuto selezionare un po' gli articoli.
In questo post mostro tutti gli articoli del 1977 che mi sembrarono più attinenti alla mia ricerca quando consultai la rivista, forse oggi avrei fotocopiato un numero maggiore di contenuti.
Sono presenti anche i semplici elenchi (annuari) delle tv private locali che trasmettevano nei vari periodi del 1977, quindi non solo un piccolo riepilogo storico, ma anche un database delle prime emittenti private. Da notare che la rivista basava le sue valutazione sulle emittenti da lei censite, quindi, molto probabilmente, il loro numero era maggiore.
C'è anche un articolo specifico su "Canale 3 Lombardia", che poi divenne "Antenna 3 Lombardia" (oppure la redazione sbagliò il nome), oggi ancora presente.
L'incipit del primo articolo sul numero 26 di febbraio inquadra bene, a mio avviso, il limite degli articoli della carta stampata più autorevole:
"Se ne parla sempre di più, attorno ad esse si accendono nuovi interessi, la polemica e lo scontro politico. Ma pochi sono in grado di valutare l'entità reale del fenomeno, oltre alla cronaca spicciola."
Il grafico sopra riepiloga l'incremento delle emittenti a fronte delle date più importanti per la liberalizzazione dell'etere, chiamato anche "far west televisivo".
Le tabelle sono graficamente molto artigianali, in fondo non esistevano ancora i computer ^_^
mercoledì 5 febbraio 2020
"Prontuario tv locali" - "Millecanali" n° 54 del maggio 1979
Sulla scia del precedente post (link), in cui avevo mostrato l'annuario delle tv locali private pubblicato da "Millecanali" nel giugno 1977 (penultimo articolo del post), ecco il "prontuario delle tv locali" che la rivista stilò nel maggio 1979, quindi 2 anni dopo.
Premesso che era la redazione a censire le televisioni, quindi un certo numero saranno mancate all'appello, nel giugno 1977 si contavano 241 emittenti private, mentre in questa lista ve ne sono 125. La mancanza di 116 tv locali nel maggio 1979, quasi la metà rispetto al giugno 1977, fu dovuta ad una grossa scrematura del mercato, con conseguente chiusura dei canali più artigianali, inglobati dalle emittenti più professionali.
In pratica stava terminando l'era pionieristica della televisione privata locale.
Le tv locali cercavano di accaparrarsi più frequenze possibili per aumentare il bacino dei potenziali telespettatori, ergo le 241 televisioni private del 1977 erano la dimostrazione di un'offerta troppo parcellizzata. Il trend sarà confermato nei due anni successivi, con una ulteriore riduzione della bio-diversità dell'etere privato, a favore di una sempre maggiore concentrazione di pochi canali, fino ad arrivare alla Fininvest "prendi tutte le frequenze" con Italia 1, Rete 4 e Canale 5.
Facendo un raffronto tra le singole regioni a due anni di stanza, notiamo che il Piemonte passo da 20 emittenti a 16, la Lombardia da 23 a 16, la Campania da 11 a 5, la Sicilia da 27 a 17.
Sempre che, ovviamente, la redazione di "Millecanali" non si dimenticò qualche tv locale nel giugno del 1979, perché a me pare che nell'elenco mancassero un po' di emittenti milanesi (Teleradioreporter, Telelombardia, per citarne due).
A parte questi miei conteggi, magari poco affidabili, il prontuario, oltre alla data di inizio trasmissioni o il nome del direttore responsabile, cercava di dare informazioni poco consuete per il periodo:
il numero di giorni di programmazione, infatti ai tempi capitava che la domenica si effettuasse il riposo;
la concessionaria pubblicitaria locale;
le tariffe (in lire) per due tipi di spot(!);
i dati di audience regionali.
Peccato che non sempre fu possibile reperire questi dati.
Per quanto riguarda le tariffe, che immagino fossero in migliaia di lire, si può notare che 30 secondi sulla piemontese "Tele Radio City" costavano 30 mila lire, mentre su "Antenna 3 Lombardia" da 240 mila lire a 780 mila lire, se interpreto bene le cifre.
Inoltre la redazione assegnava ad ogni emittente una valutazione in base al tipo di programmazione messa in onda, ed effettivamente le categorie assegnate mi pare fossero corrispondenti alla realtà. "Milano TV" ed "Antenna Nord" erano la patria, di film, telefilm e cartoni animati giapponesi, quindi categorie "A" e "B", mentre "Tele Alto Milanese" e "Antenna 3 Lombardia" producevano molti programmi di intrattenimento, ergo categorie "C" e "D". "Telenova" trasmetteva il segnale di TMC o la Svizzera, se non sbaglio, quindi categoria "E".
Buona consultazione ;)
sabato 10 dicembre 2022
Circuito emittenti private "GPE Telemond" - Lista emittenti aderenti + 4 articoli - Millecanali n° 72 dicembre 1980
Questo post è collegato a cascata al precedente sulle trasmissione di "Antenna Nord" "Ciao Ciao" e "Bim Bum Bam" e a quello ancor prima sul libro "Bim Bum Bam Generation", in quanto "Ciao Ciao" era una trasmissione del circuito "GPE - Telemond" e l'autore del libro mi pare abbia considerato "Telemond" come se fosse stata una emittente che trasmetteva "Ciao Ciao" nel 1979 e che poi venne inglobata in "Rete 4", mentre era un consorzio di televisioni private.
Con questo post aggiungo qualche informazione ai due precedenti linkati sopra ed integro un paio di post più vecchi:
Mi rendo conto spesso che le informazioni su questo blog ci sarebbero, ma sovente risultano, come in tutti i blog, poco fruibili (benché ci siano le "etichette"), anche perché di materiale ne ho tanto e molte cose le trovo ad ondate temporali, magari quando salta fuori un argomento interessante non ho ancora rinvenuto la fonte alla quale si potrebbe collegare.
Fatta questa premessa, presento l'elenco dei due gruppi di emittenti private aderenti al "Progetto 1" e al "Progetto 2" (qui chiamato "GPE") della Telemond, con l'aggiunta di quattro articoli sul circuito "GPE Telemond".
Ho ingrandito l'elenco dei due gruppi di emittenti aderenti ai due "Progetti" di "GPE Telemond".
Collegandomi con il post precedente su quando e dove venne trasmessa la trasmissione contenitore di cartoni animati "Ciao Ciao" si può vedere come "Antenna Nord" è presente in entrambi i gruppi (momenti), mentre "Videodelta" la trasmetterà solo in un secondo momento, quando, appunto, immagino entri a far parte del "Progetto 2" (o GPE).
Qui sopra inserisco il primo articolo tutto assieme, "Al pomeriggio fanno marameo", nelle due scan sotto è diviso in due parti per renderlo più leggibile.
In pratica lo scritto riepiloga la storia della concessionaria GPE da cui intuisco che risulta un po' difficile redigere dei precisi confini sul quando una emittente entra a far parte di un circuito o dell'altro. Immagino che il tutto risultasse abbastanza fluido, in fondo eravamo ancora nel periodo del pieno "far west dell'etere".
L'articolo riporta che per i bambini c'era una trasmissione dal titolo "Marameo" con cartoni animati, effettivamente nel post con i palinsesti di "Antenna Nord" e "Videodelta" è presente una trasmissione dal titolo "Marameo" a disegni animati, mandata in onda sia da "Antenna Nord" che "Videodelta", ma non sempre nel pomeriggio, anche alle ore 20,00.
Come cartone animato giapponese si cita "Star Blazers".
Non compare, invece, "Ciao Ciao".
mercoledì 26 gennaio 2022
4 articoli sui nascenti network privati Rete 4, Italia 1, Euro TV - "Millecanali" n° 84 dicembre 1981
Con questo terzo post (primo - secondo) consecutivo affronto di nuovo la questione della nascita dei network "Rete 4" e "Italia 1", a cui si aggiunge "Euro TV" (la summa delle società "TV Port", "STP" e "Radiovideo"). Stavolta, però, dal punto di vista più informato della rivista di settore "Millecanali", che nel numero del dicembre 1981 presentò uno speciale con quattro articoli:
Pronti via;
Retequattro;
Uno più uno uguale uno;
Tutti insieme televisivamente.
Quando ai tempi passai in rassegna molte annate di "Millecanali" fotocopiai questi (ed altri) articoli sulle televisioni private anche se erano un po' fuori dalla mia ricerca base, cioè l'animazione giapponese televisiva, non fu un errore, a distanza di anni sono tornati utili (spero).
Nel primo articolo si spiega come i tre nascenti gruppi televisivi partivano già con delle divisioni al loro interno, a differenza di "Canale 5" che rispendeva ad un solo proprietario.
Il secondo articolo illustra la struttura della holding "Retequattro" formata dai gruppi Mondadori, Perrone ed Espresso, che pur non raggiungendo il totale degli ascolti della GPE, di cui molti di queste emittente facevano parte, si attestava su 5,5 milioni di spettatori al giorno.
Il terzo articolo illustra la struttura di questa doppia società, la prima formata dalle emittenti di STP e Radiovideo, la seconda dalle emittenti facenti capo a TV Port.
Il nome precedente del gruppo STP+RV era "Jolly", ma al momento dell'articolo non era ancora conosciuta la nuova denominazione, cioè (direi) "Euro TV".
L'ultimo articolo si concentra su "Italia 1", anch'essa era una società formata da due entità distinte, Rusconi e Publikompass, quindi di nuovo una struttura più complessa rispetto a "Canale 5".
Da notare che in questo numero di dicembre della rivista il numero e i nomi delle emittenti che avrebbero fatto parte del network "Italia 1" non erano ancora certe, non un buon viatico...
martedì 4 dicembre 2018
"Mamma, voglio Mazinga!", di Tullio Camiglieri - "Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione" maggio 1980
Il mensile "Millecanali" è stata per me una scoperta sorprendente, non solo per gli articoli sui cartoni animati giapponesi, ma soprattutto per le tonnellate di informazioni sulle prime televisioni locali private. Dato che uno dei filoni che sto cercando di portare avanti sul blog non è solo la riscoperta dei palinsesti delle prime tv locali, ma anche qualche informazioni sulle stesse emittenti (link), questa rivista mi è tornata incredibilmente utile.
"Millecanali" era composto sia da articoli sulle radio che sulle televisioni, e conteneva sia commenti su programmi ed emittenti (nazionali e locali) che articoli tecnici. Era una via di mezzo tra un manuale pratico radiotelevisivo sul come fare radio e televisione, ed una rivista di costume sui contenuti della radio e della televisione, senza tralasciare le decisioni politiche legate al mondo dell'informazione.
La manna per uno che cerca questo tipo di informazioni! ^_^
Prossimamente posterò un po' di questo materiale, ma ora preferisco dare spazio all'articolo assai approfondito che venne pubblicato nel maggio del 1980, ergo il mese dopo lo tsunami informativo dell'aprile 1980.
L'articolo in questione, a firma Tullio Camiglieri, è composto da ben 7 pagine, e si divide in due parti. Nella prima c'è la cronaca delle polemiche contro gli anime con contemporanea analisi delle stesse, nella seconda parte ci sono le interviste a Corrado Biggi (responsabile della tv dei ragazzi della Rete 1 Rai) e Paola De Benedetti (la corrispettiva responsabile della Rete 2), quindi le due figure più autorevoli per parlare della tv dei ragazzi, almeno per quanto riguardava la Rai.
Probabilmente l'essere una pubblicazione non di punta dell'editoria italiana, permise alla redazione di dare tanto spazio alle vicende mediatiche inerenti Goldrake e Mazinga.
"Mamma, voglio Mazinga!", è il titolo dell'articolo, ma io prima o poi capirò il perché i giornalisti, le redazioni oppure chi si occupava dell'impaginazione, mettesse regolarmente l'immagine di Goldrake in un titolo con Mazinga, o viceversa...
Mi sfugge del tutto quale fosse la difficoltà di associare immagine e nome corretti.
Può essere che la mia generazione, cresciuta coi primi "Sapientino", fosse più facilitata rispetto agli adulti che si occupavano di questi titoli, loro non avevano mai dovuto imparare giocando a far corrispondere un nome alla sua immagine...
Immagine di Goldrake = Goldrake nel titolo
Immagine di Mazinga = Mazinga nel titolo
Beh si... non è proprio facile...
Ovviamente il giornalista commenta la notizia principale di aprile in campo televisivo, cioè la crociata dei 600 genitori di Imola, e devo dire che, a dispetto del titolo non corrispondente all'immagine, l'analisi è azzeccata, pacata e grandemente ironica. Senza troppe contro analisi psico-socio-pedagogiche Camiglieri si limita a ridicolizzare non tanto i genitori, ma gli "esperti" che li avevano aizzati.
Purtroppo anche lui cadrà nel trappolone della bufala secondo cui "l'elaborazione elettronica dei disegni e delle animazioni fa risparmiare in mano d'opera".
In pratica Camiglieri fu più ragionevole nel valutare che gli anime non erano per nulla pericolosi dal punto di vista educativo, ma non era molto informato in merito, non più di quelli che li demonizzavano.
venerdì 7 febbraio 2020
"Si consuma, non si produce. I programmi sono parole e i cataloghi bluff (quattro tesi e una lettura orientata)" - "Millecanali" n° 50 febbraio 1979
Quarto articolo consecutivo e ultimo (per un po') della rivista "Millecanali" sulle televisioni private locali. In questo caso ci si trova di fronte una analisi parecchio approfondita (10 pagine) sui programmi che venivano trasmessi quotidianamente, sul perché le tv locali trasmettessero relativamente poco di faccende locali, ed invece molti film, telefilm e cartoni animati.
Gli anime sono solo citati in un ambito televisivo più generale, ergo non ho inserito questo articolo dell'Emeroteca Anime.
Sull'autore dell'articolo, Virgilio Bardella, ho trovato solo una mini biografia sul sito della Mimesis, ammesso sia lui:
http://mimesisedizioni.it/una-bellezza-intangibile.html
Virgilio Bardella (1938) è stato attivo in molti dei mestieri della comunicazione: dalla regia teatrale (nel fu teatro underground) a quella pubblicitaria, dai corsi universitari online alla documentaristica, dalla traduzione (dal russo e dall’inglese) alla scrittura tecnica per Banche, Assicurazioni, Ministeri, Regioni, Enti Pubblici. Vive tra Milano e la Liguria senza smettere di lavorare.
Bardella avanza quattro ipotesi sul perché le tv private trasmettessero programmi poco costosi:
prima tesi: ambito si, ma largo da viversi;
seconda tesi; viva il film, abbasso il telefilm;
terza tesi; abbondano i materiali, non c'è chi li cerchi;
quarta tesi; produrre è un affare, ma non ci crede nessuno.
E' indubbio che la prima tesi si stava già avverando nel febbraio 1979, visto che molte emittenti più piccole, e quindi con meno risorse, meno potenza di emissione e pubblico, avevano cessato di trasmettere. La tendenza sarebbe aumentata con passare dei mesi, fino all'avvento della Fininvest "prendi tutto".
Nella seconda tesi si spiegano i motivi per i quali le emittenti prediligevano film, telefilm e cartoni animati.
La terza tesi era utopistica, chi avrebbe mai trasmesso su una televisione commerciale un corto in super8 di carattere amatoriale?
L'ultima tesi si pone il quesito di perché tutti si buttarono sull'affare delle tv locali, e nessuno sulla produzione di programmi per questa moltitudine di tv locali che non sapevano cosa trasmettere.
Infine, a suffragio di ciò che ha esposto, l'autore analizza il catalogo dei programmi "Mondadori Audio Visual", che in pratica rivendeva quasi in toto programmi prodotti dalla tv deka Svizzera Italiana.
L'articolo, oltre ad essere interessante, è scritto bene, buona lettura.
Manca qualche lettera nella parte destra, chiedo venia...
giovedì 6 febbraio 2020
"Ministero delle poste: le 1618 stazioni (radio e tv) registrate" - "Millecanali" n° 37 gennaio 1978
Visto che ormai negli ultimi due post (1 e 2) mi sono lanciato sui prontuari ed annuari delle televisioni locali private pubblicati dalla rivista specialistica "Millecanali", stavolta riesumo l'elenco del Ministero delle Post in cui erano presenti tutte le stazioni radio, televisive e radiotelevisive.
Il documento del ministero era del settembre 1977, ed il suo scopo era quello di stilare una classifica per valutare chi avrebbe avuto diritto all'assegnazione di una frequenza da parte dello Stato. Mi pare giusto rammentare che ai tempi, come oggi, l'etere è un bene pubblico, chi trasmette opera in concessione.
In Italia mancava, e sarebbe mancata ancora per molto tempo, una legge organica sulla assegnazione delle frequenze radiotelevisive, fatto politicamente voluto perché permise ad alcuni di accaparrarsi moltitudini di frequenze prima che una legge antitrust glielo avesse potuto impedire. Ovviamente alla fine degli anni 70 ci si illudeva, invece, che una legge sarebbe stata votata in tempi brevi, quindi le emittenti cercavano di dimostrare al ministero di competenza i propri diritti a trasmettere.
In questo documento sono presenti, rispetto ai due post linkati sopra, anche le emittenti radiofoniche, fatto che rende l'elenco assai corposo, motivo per il quale, visto il carattere abbastanza piccolo dello scritto, ho omesso il watermark.
Le stazioni radio e televisive sono divise per regioni, ma non in ordine alfabetico, per ogni colonna le informazioni disponibili da sinistra a destra sono:
numero della pratica del Ministero;
nome della stazione o del titolare;
comune;
la potenza in watt dell'impianto di trasmissione;
nome del titolare, residenza, sede dell'impianto.
Per distinguere le radio dalle televisioni basta verificare la frequenza, se si legge un numero a sole due cifre seguito da una "C", quella è una emittente televisiva. Le frequenze radio sono composte da più cifre con una virgola e più decimali.
Da notare che molte riportavano un bello zero sia per quanto riguarda la frequenza utilizzata che per la potenza di trasmissione dell'impianto. Queste stazioni erano, quindi, esistenti solo sulla carta, persone che si erano "portate avanti" cercando di "occupare" una frequenza.
Per esempio nella lista del Piemonte si può leggere nella colonna a sinistra verso l'alto il nome della stazione "Attività Cinematografica", con watt zero e frequenza zero, di tal "Cecchi Gori V.", cioè Vittorio Cecchi Gori?
Anche in Lombardia c'era un emittente dal nome "Attività Cinematog.", stesso indirizzo romano di quella piemontese, forse l'idea di un network?
Dopo aver spulciato l'elenco della Lombardia, direi che manchino delle emittenti televisive, ma considerando che erano gli interessati ad inviare la propria registrazione al Ministero delle Poste, può essere che alcune lo avessero fatto successivamente all'acquisizione del documento ufficiale da parte della rivista.
Per quanto riguarda il mio etere lombardo, ho la conferma che "Antenna 3 Lombardia" in origine si chiamasse "Canale 3 Lombardia", e che probabilmente "Antenna Nord" (la pre-Italia 1) inizialmente era stata registrata con il nome di "Tele Antenna Nord".
Per il resto posso augurare solo buona ricerca tra le righe.
venerdì 5 luglio 2019
Mamma, me lo compri? Come orientarsi tra i prodotti per bambini
TITOLO: Mamma, me lo compri? Come orientarsi tra i prodotti per bambini
AUTORE: Anna Casu Bruna Miorelli
CASA EDITRICE: Feltrinelli
PAGINE: 273
COSTO: 6€
ANNO: 1980
FORMATO: 18 cm X 11 cm
REPERIBILITA': mercatini oppure on line
CODICE ISBN:
Come per quotidiani e periodici, dove trovavi articoli sui cartoni animati giapponesi in testate che mai e poi mai avresti pensato se ne sarebbero occupate, e che negli anni a venire mai più la avrebbero fatto, anche per quanto riguarda la saggistica gli anime erano analizzati in titoli in cui non te lo saresti aspettato.
Ne è un buon esempio questo saggio della Feltrinelli (una casa editrice importante) scritto dal due Anna Casu e Bruna Miorelli, in cui il tema portante era lo sfruttamento commerciale del rapporto madre/figlio.
Penso sia inutile spiegarne la dinamica, visto che noi stessi ai tempi la usammo indiscriminatamente, che funzionasse e quante volte funzionasse, non ne inficia il meccanismo.
Il saggio consta di ben 272 pagine, in cui sono trattati non solo i giocattoli, come io immaginavo sfogliando il libro, ma un largo numero di settori in cui l'influenza del figlio/a verso la madre poteva essere sfruttato dalle aziende per piazzare in casa delle famiglie italiane i loro prodotti. Infatti (vedi l'indice) i nove capitoli spaziano dal latte in polvere e gli alimenti, ai farmaci e ai prodotti sanitari, passando per l'abbigliamento, l'arredamento ed, infine, il giocattolo e la pubblicità.
In mezzo a questo esauriente percorso, che ho letto solo a grandi linee e che ho trovato parecchio sensato (visto che la prassi si è poi perfezionata nei decenni...), poteva mancare un capitolo sulla televisione e i cartoni animati?
E di quali cartoni animati si sarà mai trattato?
Ma di quelli giapponesi!!! ^_^
Il saggio fu pubblicato nel 1980, quindi in piena tempesta mediatica contro gli anime, è abbastanza ovvio che vi si riportassero i clamori (o clangori...) della stampa.
E poteva mancare per la miliardesima volta la bufale dei cartoni animati giapponesi fatti al computer?
C'è bisogno che dia una risposta? :]
Il capitolo parte lancia in resta con la petizione dei 600 genitori di Imola, seguono gli stralci di una serie di articoli che ho in parte postato pure io qui sul blog:
"Discutendo con i bambini di Mazinga e di fantasia", di Lella Longoni - "La Repubblica" 26 luglio 1980
martedì 1 dicembre 2020
"TV Sorrisi e Canzoni" dal 21 al 27 giugno 1981 (articoli sulla pubblicità e Giochi Senza Frontiere + l'elenco di tutte le tv private italiane)
Questo post nasce dalla richiesta di un lettore di vedere qualche palinsesto delle televisioni locali di Bergamo e Brescia, di cui mi sono reso conto che ho ben poco, anzi, direi solo questo... si vede che o ai tempi quelli con le edizioni della zona Bergamo/Brescia li buttavano tutti via, oppure oggi nessuno di quelli che li ha ancora in casa li vende ^_^
Del numero ho omesso gli articoli sulla musica, per il resto ho messo tutto, compreso quello su "Fantastico 2", il direttore di Rai 3, un sondaggio Doxa sul conservatorismo italico (che torna utile anche oggi...), su Pippo Baudo e famiglia, Enrico Beruschi, Giochi Senza Frontiere, lo sceneggiato "Suonando per il tempo", un'intervista a Mario Pastore, Dora Moroni, gli spot pubblicitari ed infine (in realtà all'inizio della rivista) un elenco di tutte le tv locali presenti in tutte le edizioni regionali di "TV Sorrisi e Canzoni".
Personalmente gli articoli che ho apprezzato di più sono il sondaggio Doxa e quello sulla pubblicità.
Poi in realtà il sondaggio è abbastanza generico popolare, ed anche poco attendibile, visto che il cartone animato più popolare era "Topolino" al 27%... Vabbè... ok che nel 1981 avevamo superato il momento di massima notorietà dei cartoni animati giapponesi, ma che fosse Topolino mi rifiuto di crederlo... può essere che i fan dell'animazione giapponese dispersero i loro voti ognuno per un personaggio differente, mentre i fissati con Disney avevano poco da scegliere...
Ma per me la sorpresa del numero è stata questa lista delle emittenti pubbliche e private esistenti nel giugno 1981, ben 319!
C'è da considerare che nel 1981 il mercato aveva già scremato il panorama delle emittenti private rispetto all'esordio degli anni 1977 e 1978:
"Ministero delle poste: le 1618 stazioni (radio e tv) registrate" - "Millecanali" n° 37 gennaio 1978
Una moltitudine di micro emittenti locali erano scomparse, e stavano per affacciarsi sul mercato i network Canale 5, Rete 4 ed Italia 1, che fecero man bassa di frequenze ed emittenti minori (ma non sempre), inglobandole sotto un unico canale.
Ci sono poi i casi di cambio di nome, per esempio la mitica milanesissima "Milano TV" era diventata "Canale 51", prendendo il nome dal canale da cui emettevano la frequenza, ed in seguito questa divenne, se non rammento male, parte di "Rete A".
Il panorama delle emittenti private locali era in continuo movimento e restringimento, visto che il budget della pubblicità veniva accaparrato sempre di più da Canale 5 e soci, lasciando le briciole agli altri canali.
In ogni edizione della rivista si potevano trovare i programmi di 36 emittenti private, cioè, secondo la redazione, tutto quello che si poteva captare nella propria zona.
Trovo che questo sia un documento interessante da confrontare che i link, sopra, tanto per avere un'idea di come mutò l'offerta televisiva privata nel giro di soli 4/5 anni.
sabato 3 gennaio 2026
"Quaracquoquè, Telepaperone adesso c'é", di Enzo di Mitri - La Notte 14 gennaio 1982 + "Zio Paperone e i furti in diretta" - Topolino 1363 del 10 gennaio 1982
Quando passo in rassegna chilometri e chilometri di pellicola dei quotidiani, pur cercando di restare concentrato sulla mia "mission" (che non è farmi fregare i contenuti per vederli in testate a pagamento), spesso divago, mi soffermo in articoli di politica estera, interna, cronaca nera (da ieri ad oggi cambia l'attenzione dedicata a certe notizie, spesso non le notizie...), ed ovviamente su articoli inerenti televisione e fumetti non collegati all'animazione giapponese in Italia.
Un articolo che metteva assieme sia la televisione che i fumetti, ma senza gli anime di mezzo, è quello pubblicato il 14 gennaio 1982, che faceva da commento ad una delle storie presenti nel "Topolino" n° 1363 del 10 gennaio 1982, il cui titolo è "Zio Paperone e i furti in diretta".
Quando ho notato questo scritto non mi sono messo a leggerlo, avrei perso troppo tempo, mi è parso curioso e l'ho salvato dall'oblio. Pensavo vi fossero presenti i protagonisti accennati nell'articolo, sempre con nomi storpiati com'era d'uso nei "Topolino", ho poi scoperto che Enzo di Mitri creò una piccola storiella di fantasia per parlare della televisione cogliendo l'occasione della storia di Zio Paperone e soci.
Dato che, alla fine, sia la storia presente nel "Topolino" che lo scritto di Enzo di Mitri ci narrano del successo delle tv private locali (anche se in divenire in tv private nazionali), mi è parso avesse senso postare il tutto, anche per cambiare un po' la tematica dei post ^_^
Prima inserisco l'articolo de "la Notte" e poi alcune scan della storia a cui l'articolo si riferisce/ispira.

Nel 1982 ormai era inizia l'inesorabile assorbimento delle piccole tv locali private in indipendenti sindacation privati nazionali, che poi sappiamo la fine che fecero e perché...
Resta che si veniva da cinque/sei anni di crescita delle tv private locali, ne esistevano svariate centinaia, 600?
700?
1000?
Anche il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni faceva fatica a censirle, a causa dei fallimenti, cambi di nome, fusioni, etc. etc.
Di seguito inserisco qualche link di altri miei post sul mondo dell'emittenza privata italiana, in ogni post ci sarebbero altri post da consultare, tipo matrioska :]
Mappa ed elenco delle emittenti locali di quasi tutta Italia - "Il Cinescopio" annate 1981-1982-1983
Tanto per farvi un'idea della tematica :]

Enzo di Mitri finse che Zio Paperone fosse un vero attore del risiko delle frequenze dell'etere.
Si noti come alla fine del suo scritto l'autore precisi quanto segue:
"AAA: quanto raccontato è assolutamente vero. Potrete trovarlo con qualche particolare in più e anche in meno sul numero di Topolino in edicola, che per la prima volta affronta a fumetti in una avventura il mondo delle TV all'italiana.
Complimenti."
Il tono dello scritto è scherzoso, ma qualcosa in filigrana si può leggere, come il nome del futuro imperatore televisivo privato, l'unico citato dal giornalista come controparte di mamma Rai.
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