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giovedì 13 marzo 2014

La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



TITOLO: La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione
AUTORE: Antonio Faeti
CASA EDITRICE: Edizioni Dedalo
PAGINE: 269
COSTO: 12 €
ANNO: 1983
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA':Presso il libreria Hoepli di Milano
CODICE ISBN: ISBN 9788822050120


Il saggio di Faeti l'ho inserito assieme a tutti gli altri saggi sugli anime, in realtà non è il tema principale del libro, che è di carattere pedagogico, incentrato su quali siano i contenuti del materiale multimediale dedicato ai bambini, e di come i bambini ne fruiscano. Inoltre gli anime sono citati e valutati spesso in relazione ad articoli giornalistici, quindi rientra anche nella categoria di temi dell'Emeroteca anime. Il libro è stato pubblicato nel 1983, ed è tra i primi in Italia che prendono in esame gli anime, Gianni Rodari in un scritto del 1981 ne trattava, ma solo di sfuggita: 

Esiste un saggio antecedente di Fernando Rotondo e Renata Gostoli, sempre inerente le pubblicazioni per ragazzi, che nel titolo presenta addirittura Goldrake, “Da Cuore a Goldrake”, ma in realtà nei contenuti i cartoni animati giapponesi sono presi in considerazione solo dal punto di vista editoriale (libri e riviste che vennero pubblicati sull'onda del successo televisivo), senza una particolare analisi dei contenuti:
Da Cuore a Goldrake 

Quindi il libro di Faeti lo si può considerare la prima parziale, molto parziale, analisi saggistica dei “cartoons giapponesi”, come li nomina lui, e da questo già si capisce con quanta conoscenza del fenomeno se ne discetterà.
Questa mia recensione non riguarderà il contenuto di tutto il saggio, su cui sono poco ferrato (ammesso io sia ferrato in qualcosa...), ma specificatamente sulle citazioni e i commenti dell'autore inerenti gli anime.
Faeti parte subito bene già nell'introduzione, dolendosi che una mostra da lui curata (“Annitrenta”) sulla visività degli anni 30 fu tacciata di “alto tasso di fascismo”, tira in ballo la povera “Jenny la tennista” per dimostrarne la violenza.
Intanto il "servizio tornado" non era la skill di tutte le tenniste, ma solo di alcune, sarebbe bastato guardare 4 puntae di seguito per rendersene conto, visto che si voleva inserire Jenny addirittura in un saggio sui libri per bambini/ragazzi.
Però l'autore afferma appena dopo di averne viste alcune di queste puntate, forse non le aveva capite. Non mi pare proprio che in Jenny lo scopo fosse fare male alle avversarie, era vincere, primeggiare, e in quale altro modo si poteva rendere interessante uno sport come il tennis se non creando del pathos (non ansia...) e dei colpi speciali? Forse Faeti dimentica John McEnroe, che nei suoi scatti di nervi era, lui si, un pelino violento.


venerdì 13 settembre 2019

Dacci questo veleno! Fiabe fumetti feuilletons bambine




TITOLO: Dacci questo veleno! Fiabe fumetti feuilletons bambine
AUTORE: Antonio Faeti
CASA EDITRICE: Emme Edizioni
PAGINE: 250
COSTO: 10€
ANNO: 1980
FORMATO: 20 cm X 12 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:


Altro saggio di quella che ho chiamato "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90", i cui ritrovamenti recensiti qui sul blog ammontano a 18 titoli (compreso questo):

Topolino e poi, cinema d'animazione dal 1888 ai nostri giorni (1978)
Da Cuore a Goldrake, esperienze e problemi intorno al libro per ragazzi (1980)
La Televisione - Come si producono come si guardano le trasmissioni tv in Italia e nel nel mondo, le reti pubbliche e private (1980)
Mamma, me lo compri? Come orientarsi tra i prodotti per bambini (1980)
Capire la TV (1981) 
Il ragazzo e il libro: corso di aggiornamento (1981)
L'alluvione cine-televisiva, una sfida alla famiglia alla scuola alla chiesa (1981)
Età evolutiva e televisione - Livelli di analisi e dimensioni della fruizione
TV e cinema: Quale educazione? (1982)
Fare i disegni animati - Manuale didattico di cinema d'animazione (1982)
La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione (1983)
Guida al cinema di animazione - Fantasie e tecniche da Walt Disney all'elettronica (1983)
Il bambino e la televisione, a cinque anni solo con Goldrake (1985)
Il libro nella pancia del video - Il bambino lettore nell'era dell'informatica (1986)
Ombre Rosa - Le bambine tra libri, fumetti e altri media (1987)
Fantascienza e Educazione (1989)
Il bambino televisivo, infanzia e tv tra apprendimento e condizionamento (1993)

Come scrivo ogni volta (chiedo venia per le ripetizioni), a mio avviso l'interesse per questi saggi che trattano gli anime anche in maniera approssimativa e superficiale, è quello di capire quale fosse il pensiero sedimentato sui cartoni animati giapponesi in analisi che potevano essere più ragionate e meno frettolose di quelle presenti sulla carta stampata, specialmente sui quotidiani.
Un libro non lo si scrive con le scadenze pressanti di un quotidiano o di un settimanale, anche se questa fretta ad uscire in edicola non avrebbe dovuto impedire i giornalisti di informarsi bene prima di scrivere tante assurdità sull'animazione giapponese.
Quindi i vari autori si presero il tempo per evitare di riportare nei loro saggi le medesime fake news?
Molto spesso no... in qualche occasione si, ognuno si faccia la propria idea leggendo ciò che scrivevano  ;)
Torno al saggio di Antonio Faeti.
Visto il nome dell'autore, l'anno di pubblicazione e la tematica del saggio, mi aspettavo che gli anime occupassero molto più spazio.
Di Antonio Faeti ho recuperato, fino ad ora, due articoli sulla carta stampata:
"Di Candy Candy parlano tutti", di Antonio Faeti - Manifesto 14 novembre 1980  
"Non sparate a Goldrake nel regno delle fiabe c'è posto anche per lui", di Antonio Faeti - Tuttolibri 28 marzo 1981 

A cui va aggiunto il libro del 1983:
La camera dei bambini – Cinema, mass media, fumetti, educazione 

Il 1980 è l'anno boom degli articoli su/contro i cartoni animati giapponesi, ne furono pubblicati quasi 400!
Infine pensavo che in questo saggio fossero citati spesso gli anime, perché furono proprio i cartoni animati giapponesi a lanciare in televisione, ed anche sui fumetti, una quantità mai vista prima in Italia di eroine, di tutti i generi, per tutti i gusti.
Dal mio punto di vista prettamente indirizzato sull'animazione giapponese, l'autore perse una bella occasione per dedicare un capitolo ai personaggi femminili degli anime, che, anche solo limitandosi a quelli che ebbero una trasposizione cartacea, non furono pochi.
Intuì che i personaggi giapponesi erano qualcosa di differente dal visto in Italia fino ad allora, ma forse non li considerò duraturi nell'immaginario giovanile del tempo, sbagliando alla grande  ^_^
Premesso tutto ciò, nel saggio ci sono solo due punti in cui si citano gli anime, il primo è di poche righe, il secondo di cinque pagine.



L'articolo a cui si riferisce Faeti è quello linkato qui sotto, lo si trova scorrendo il post:
I genitori di Imola colpiscono ancora! "L'altra Campana" vs Goldrake e Mazinga - articoli del 1980 

Poi si salta da pagina 61 a pagina 65.

domenica 9 ottobre 2022

"Di Candy Candy parlano tutti", di Antonio Faeti - Manifesto 14 novembre 1980



Della mostruosa moltitudine (potenzialmente infinita) di articoli sui cartoni animati giapponesi che ho recuperato in questi anni solo due vennero ospitati dal "Manifesto", uno dei due è questo sulla signorina "tutte lentiggini" a firma di Antonio Faeti.
L'autore non gradiva molto l'animazione giapponese che veniva trasmessa dalla televisione pubblica e privata italiana, non era un pasdaran dei nemici dei cartoni animati giapponesi, ma lo si poteva tranquillamente posizionare tra gli esperti assai critici.
L'intento di questo articolo doveva essere quello di studiare seriamente "Candy Candy", ma mi pare che non ci si sforzò moltissimo.
Fino ad oggi ho postato le recensioni di due saggi di Antonio Faeti in cui si è occupato di anime, in un terzo libro venne interpellato come esperto del settore, oltre ad un articolo su Panorama in cui venne chiamato di nuovo in causa come esperto:





Direi che Faeti, come Giannalberto Bendazzi, fa parte di quello stuolo di esperti di fumetto ed animazione che si schierarono contro gli anime (a differenza di pochi altri colleghi), ribadendo punti di vista spesso erronei, che avrebbero potuto confutare da soli grazie alla loro conoscenze del settore.
In un altro suo articolo del marzo 1981 parrebbe aver cambiato un pochino idea sugli anime, ma in seguito in vari saggi ribadirà il legittimo punto di vista mediamente negativo.
Probabilmente il saggio del 1983 è quello in cui si possono notare gli errori più colpevoli, perché il tempo per analizzare la tematica non era mancato.
Tra l'altro mi sono accorto solo nel momento di scrivere questo post che l'articolo che mostro ora sul "Manifesto" era stato inserito nel saggio del del 1983... una bella riciclata... ormai avevo già scritto tutto... chiedo venia.. diciamo che il post, seppur ripetitivo, serve come testimonianza   ^_^


Saltando la premessa di Faeti ad inizio articolo, che va oltre le mie capacità di comprensione, l'autore fa riferimento alla serie di "Candy Candy" trasmessa da "Telesanterno", infatti su "TV Sorrisi" dal 9 al 15 novembre 1980 c'era Candy due volte al giorno   ^_^


L'articolo parrebbe abbastanza ironico, altrimenti non avrebbe avuto senso tirare in ballo Mata Hari e Komeiny... forse una piccola occasione persa, specialmente se ci si riprometteva di "studiare" Candy Candy, direi che il prof sarebbe stato da rimandare a settembre   ^_^
Sia chiaro, nel 1980 non era facile trovare informazioni sull'animazione giapponese, di certo difficile, ma non impossibile per chi si occupava di fumetto per professione.
Una richiesta di informazioni all'ambasciata giapponese? Tanto mica erano segreti industriali...
Una lettera ad un qualche professore universitario nipponico che insegnava in Italia?
Contattare qualche autore giapponese?
Farsi un viaggetto in Giappone come fece la Rai?

Quello che non ho ancora compreso è perché, una volta saltata fuori l'animazione giapponesi in Italia, gli esperti del settore, che conoscevano a fondo il mondo del fumetto ed animazione statunitense, sudamericano ed europeo (ovest ed est), ma nulla su quello nipponico, non fecero il passo successivo di cercare di capire, di informarsi in prima persona, per quanto questo fosse arduo in quel periodo.
Bisognerà aspettare una nuova generazione di esperti alla fine anni 80 per avere qualcuno che cerca informazioni di prima mano.

martedì 4 marzo 2014

Da Cuore a Goldrake, esperienze e problemi intorno al libro per ragazzi


AVVISO DEL 2026:

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IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: Da Cuore a Goldrake, esperienze e problemi intorno al libro per ragazzi
AUTORE: Fernando Rotondo, Renata Gostoli
CASA EDITRICE: Nuova Guaraldi
PAGINE: 173
COSTO:
ANNO: 1980
FORMATO: 13 cm x 19 cm
REPERIBILITA': biblioteca
CODICE ISBN:

Ad ora, questo è il libro di carattere saggistico più datato da me recuperato in cui sono citati (addirittura nel titolo!) gli anime: pubblicato nel giugno 1980.
Posso affermare che il suo interesse risiede solo in questo citazionismo, in quanto il saggio, in realtà, non analizza i cartoni animati giapponesi, ma ne parla solo in rapporto all'editoria per bambini/ragazzi. Gli autori inglobano nel termine "libri per ragazzi" qualsiasi materiale stampato su carta a loro dedicato, quindi dai libri ai fumetti, e alla fine degli anni 70 il successo televisivo di Heidi, Goldrake, Capitan Harlock etc, diede vita ad un boom editoriale senza precedenti. 
Ecco un esempio di quel genere editoriale: 
Ho scannerizzato tutte le parti nel libro in cui sono citati Goldrake e soci, e delle 173 pagine del libro solo quattro pagine li nominano, e sempre nel contesto sopra riportato.
Chi fosse interessato a recuperare il titolo penso debba rivolgersi, come ho fatto io, ad un circuito di biblioteche comunali, acquistarlo on line è assai arduo, oltre che relativamente inutile, visto il contenuto.
Riporto l'indice del libro per dare un'idea di cosa tratti.


venerdì 19 luglio 2019

Ombre Rosa - Le bambine tra libri, fumetti e altri media




TITOLO: Ombre Rosa - Le bambine tra libri, fumetti e altri media
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Giunti & Lisciani Editore
PAGINE: 89
COSTO: 10€
ANNO: 1987
FORMATO: 19 cm X 12 cm
REPERIBILITA': biblioteca
CODICE ISBN:


Come si potevano valutare le eroine di libri, fumetti ed altri media dedicati alle bambine?
Ecco, a me interessava leggere la parte degli altri media, che nel 1987, non esistendo il web, poteva essere solo la televisione. Dei cinque capitoli del saggio solo il terzo, ad opera di Donatella Ziliotto, si concentra sulle eroina animate, tra cui quelle giapponesi. Lo scritto in realtà, più che un capitolo di un libro, è della lunghezza di un articoli di un periodico, visto che consta di otto pagine. E delle otto pagine solo le ultime tre sono dedicate ai personaggi femminili dell'animazione giapponese, ma lo scritto merita di essere citato per una certa serie di luoghi comuni ed inesattezze.
L'autrice si occupava di letteratura per bambini (sul web non ho trovato una pagina che ne illustrasse tutte le attività), sia come traduttrice di altri opere che come scrittrice, ha pubblicato anche saggi sull'infanzia. Quindi Donatella Ziliotto, alla luce di tutto ciò, nel 1987 la si poteva arruolare tranquillamente tra la folta schiera di "esperti" che giudicavano (di solito negativamente) l'animazione giapponese.
Intanto l'autrice divide i personaggi femminili degli anime in quattro categorie:
Le Perseguitate (Candy Candy, Heidi, Georgie);
Le Streghette (Bia, Lilly, Selly, Stilly);
Le Ambigue (le mazoniane di Capitan Harlock, Lady Oscar);
Le Professioniste (Jenny, Mimì).

Tralasciando l'opinabilità o meno della suddivisione, il breve commento ad alcuni dei personaggi citati mi ha lasciato perplesso.
A proposito di Lady Oscar si può leggere che "... abbiamo Lady Oscar (la cui mamma, come ben dice la canzoncina, aveva sempre desiderato un maschio); anch'essa in odore di incesto, finché alla fine, per fortuna, si scopre di essere sorella della regina (per questo l'amava così!)".

Ma la sigla non recitava "Il buon PADRE voleva un maschietto"?!?!
Ma quando Lady Oscar ha rischiato di subire le morbose attenzioni del generale de Jarjayes?!?!
E da quando madamigella Oscar è la sorella di Maria Antonietta?!?!
E in quale frangente la nostra eroina tisica si innamorò della regina di Francia?!?!

Stiamo parlando di sole 4 righe nel libro, ma si possono commettere tante imprecisioni in sole 4 righe?
Ad occhio e croce direi che, a parte la figuraccia del testo sbagliato della sigla... l'esperta abbia clamorosamente cannato la critica alla serie animata, non Lady Oscar ma "Il Tulipano Nero-La Stella della Senna"!!!
Ma una "esperta" che commenta "Il Tulipano Nero" pensando sia "Lady Oscar", quale autorevolezza può avere quando si vuole valutare il resto del suo scritto?
Ovviamente la critica bisogna estenderla anche alla casa editrice che, nel 1987, pare non avesse nessuno in redazione che potesse accorgersi dei numerosi errori...
La cosa che un po' fa sgomento è che poche righe sopra Donatella Ziliotto racconta di considerarsi esperta nella serie di Capitan Harlock in quando ha curato i libri, da cui "tagliò" tutte le scene in cui le persone uccise non si rivelavano essere mazoniane (pagina 47).
Ovviamente non poteva mancare la citazione dei cartoni animati fatti al computer:
"I cartoons giapponesi (scrive Faeti) sono i diretti discendenti computerizzati e omologati di una grande tradizione grafica... etc etc".
Siamo nel 1987 e la baggianata dei cartoni animati giapponesi prodotti negli anni 60, 70 e primi anni 80 fossero fatti con il computer continuava ad essere veicolata...

Ad oggi ho recuperato 16 libri (con questo) che trattarono in varia misura e profondità di analisi l'argomento "cartoni animati giapponesi":

venerdì 7 giugno 2024

"Domenica del Corriere" articoli vari annate 1977/1978/1979


Questo post ha il medesimo scopo personale del precedente su "Il Giornalino", poter riporre in altro loco una serie di riviste che avevo in casa a prender polvere in attesa di postarne i vari contenuti. Con la sostanziale differenza, rispetto alla rivista per ragazzi di relativamente recente acquisizione, che le annate 77, 78 e 79 della "Domenica del Corriere" furono il mio primo acquisto in blocco accaduto anni ed anni addietro.
Come per il post con vari articoli de "Il Giornalino" il risultato finale sarà un po' caotico, con vari argomenti in parte senza nesso tra di loro, ma dovevo assolutamente immagazzinare queste riviste  ^_^

P.S.
E non ho finito post simili!  :]

P.P.S.
Così, forse, meglio si potrà comprendere cosa voglia dire e quanto possa costare fare ricerche come le mie (e di altri), e perché mi secca trovare gli inutili e vetusti contenuti riesumati da me in altri lidi a pagamento.


Essendo un articolo del 24 marzo 1977, si viveva ancora una televisione che trasmetteva programmi per ragazzi pre era goldrekkiana, quindi quello che ci veniva elargito era tutto grasso che colava, non c'era molta scelta:
"O così o pomì" (cit. pubblicitaria)  ^_^

Non che non sia affezionato a "Supergulp!", ma le opzioni erano questo e/o "Scacciapensieri" e poco altro...
Lo ammetto, io aspettavo spasmodicamente l'appuntamento settimanale con "Supergulp!" per il cartone dell'Uomo Ragno, tutto il resto variava dal molto simpatico (Nick Carter o il "Gruppo TNT") al "che noia" (il resto dei fumetti di matrice italica/europea).

domenica 26 novembre 2023

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 13)


Il corpo dominante del numero, cioè il dossier su Tsukasa Hojo, mi trova un po' impreparato, non essendo appassionato di "City Hunter" ed avendo seguito con diletto di questo autore solo "Occhi di gatto", anche se non tutti gli episodi. Quindi per una buona parte della rivista sono restato un mero lettore senza molto background, se non quello letto negli anni nella saggistica di riferimento.
Non sembrerà, ma a forza di leggere più o meno gli stessi concetti, qualcosa si apprende  :]
Non mancano anche in questa 13esima pubblicazione le interviste della redazione:
a Guido Cavalieri, la voce di Ryo Saeba, in tema con il dossier;
a Maurizio Ercole (editore);
a Giorgia Passeri, terza ed ultima parte;
a Mauro Goldsand (autore di sigle).

Stavolta, probabilmente per evitare polemiche ed equivoci, sono riportati stralci di interviste di Tsukasa Hojo ma con data e testata originaria.



Il Sommario di questo numero.



Mario Rumor si occupa di illustrarci il maestro Osamu Dezaki, dierei la persona giusta, visto che tra i saggi da lui scritti, uno è proprio sull'autore nipponico:
Osamu Dezaki, il richiamo del vento (prima edizione) - (manca l'immagine della copertina, non so perché...).
Tutto l'articolo è interessante, ma ho trovato chiaro ed educativo, sia per i fan che per il lettore occasionale, le quattro pagine in cui Rumor illustra i vari stili grafici di Dezaki con immagini e didascali esplicative.
Semplice e chiaro, alla portata di tutti  :]

sabato 26 marzo 2016

"Mal di Goldrake", di Chiara Valentini - Panorama 23 gennaio 1979


AVVISO DEL 2026:

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Forse talvolta divento un po' ipercritico, oppure la butto troppo sulla burla, quasi con un tono canzonatorio, e magari a qualcuno che legge il blog la cosa può non piacere. Comprendo la potenziale critica al mio modo di criticare, considerando anche che fare le pulci al lavoro altrui è più facile che "fare" un qualcosa.
Cavoli, ci lavoro pure io in azienda con gli injegneeeri!
Mai e poi mai vorrei essere tacciato di critica ingegneristica :]
Detto ciò, questo articolo è veramente allucinante... passi qualche imprecisione, passi qualche notizia campata in aria, ma non tutto l'articolo...
Non metto in dubbio che la giornalista Chiara Valentini sia una professionista in gamba, con tutte le tonnellate di articoli che avrà scritto nella sua carriera un paio un po' farneticanti ci possono stare, mi chiedo solo perché proprio con Goldrake... perché i giornalisti, anche di fama, quando incrociavano Goldrake perdevano spesso le proprie capacità di analisi?
Perché si limitavano a fare i megafoni delle solite panzane sui "cartoni animati giapponesi"?
Perché non prendevano il telefono e chiedevano un'intervista ad un incaricato qualsiasi di un consolato nipponico?
Ma almeno, perché non si guardavano 3 o 4 puntate di seguito di Heidi o Goldrake, tanto per evitare di scrivere cose assurde?
Vabbè...
Chiara Valentini parte subito male, dando ad Heidi della clericale... clericale?  T_T
Ma se la pastorella svizzera della versione nipponica non entra una sola volta in chiesa!!!
Una volta, dico, una sola volta in tutta la serie si vede il parroco che va nella baita del nonno, ma solo per chiedergli di mandare Heidi a scuola!!!
Il parroco non cita mai la religione, si limita ad un generico "bisogna pensare anche alla sua anima", riferendosi ad Heidi, ed esprime la speranza che il nonno torni a frequentare la chiesa se verrà ad abitare in paese. Fine del clericalismo...
Poi inizia l'articolo.
Il fatto che a questa Marina non piacesse Goldrake non è che deponga molto sul suo QI... avrà avuto solo cinque anni, ma era un po' gnucca di certo  :]
Vorrei proprio poterla vedere questa fantomatica trasmissione su Goldrake del pedagogista Graziano Cavallini, quanto la vorrei vedere!
Poteva mancare lo stralcio dell'articolo del mitico onorevole Silverio Corvisieri?
Certo che no, ormai il suo "Un ministero per Goldrake", nell'ambiente giornalistico, era più famoso delle sigle di Goldrake tra i bambini!
Peccato che, invece, non venga citato il nome del giornalista che diede all'onorevole Corvisieri del censore, di certo non perché il giornalista de "Il Giorno" volesse difendere il nostro diritto di guardare ciò che volevamo, ma immagino per scendere in polemica con un avversario politico.
Alla fine, però, una cosa vera viene scritta: era veramente la prima volta in Italia, per dei semplici cartoni animati, che veniva scatenata questa fobia nazional popolare!




Non è il primo caso in cui leggo che la prima trasmissione di Goldrake sulla Rete 1 non ebbe grande riscontro dell'indice di gradimento, forse, più che altro, non se ne accorsero gli adulti, e sappiamo che conta solo quello che vediamo noi.
E qui parte l'indagine giornalistica sulla "Spectre dei cartoni animati giapponesi"...
"Partire da una storia già conosciuta, in qualche modo legata alla tradizione popolare (come Disney con le favole per bambini?). Semplificarla al massimo (tipo Gundam?), secondo gli schemi degli shot pubblicitari, ripetere fino alla nausea, in centinaia di episodi (ma se la più lunga del periodo fu Mazinga Z e non arrivava a 100!) le stesse situazioni"...

venerdì 2 agosto 2019

Aggiornamento (71 articoli) del 2 agosto 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

Nuova infornata di articoli, nuove testate che dedicarono spazio ai cartoni animati giapponesi, nuove chicche  ^_^

Questa volta l'aggiornamento non nasce dal ritrovamento di una o più specifiche testate che dedicarono ampio spazio agli anime, ma è più frazionato. Fanno eccezione i nove articoli dell'annata 1978, di cui ben sei sono della rivista televisiva "Settimana TV", che purtroppo cessò la pubblicazione del dicembre 1978, quindi non poté dedicare altrettanti articoli nelle annate successive, un vero peccato...
Altra particolarità di questa serie di articoli sono i dossier sugli anime, ben tre, in tre annate differenti (1980-1981-1982) di tre testate diverse (Vita dell'Infanzia - La Repubblica - Gulliver), contenenti ognuno numerosi articoli (9 ognuno).
Se i dossier di "Vita dell'Infanzia" e "Gulliver" erano indirizzati ad un pubblico di nicchia, e difficilmente qualche bambino vi avrebbe potuto posare gli occhi, lo speciale "I mostri d'acciaio" de "La Repubblica" era nella disponibilità di una grande platea di lettori, tra cui potenzialmente anche bambini/ragazzini. Chissà quale sorpresa avrà suscitato al ragazzino/a vedersi porgere dal papà o dalla mamma le pagine con il dossier del quotidiano  :]
Ho scoperto altre 13 nuove riviste che si occuparono dei cartoni animati giapponesi, arrivando alla cifra abbastanza impressionante di 124 differenti testate:
Bambino Incompiuto; Cinema & Superotto; Gulliver; I problemi della pedagogia; La vita scolastica; Orientamenti Pedagogici; Perry Rhodan; Quaderni di cinema; Religione e scuola;
Schedario: periodico di letteratura giovanile; Tele Secolo; Vita dell'Infanzia; Zerosei: mensile per gli asili nido e le scuole materne.

Purtroppo alcune di queste le ho potute consultare solo parzialmente, vista la loro difficile reperibilità nelle emeroteche, un vero peccato... perché di certo vi si sarebbero potuti trovare altri numerosi articoli.
Le riviste le cui annate risultano lacunose sono:
Cinema & Superotto; Perry Rhodan; Quaderni di cinema; Schedario: periodico di letteratura giovanile; Bambino Incompiuto.

Come per tutti gli ultimi post con nuovi articoli dell'Emeroteca Anime le riviste a tema scolastico/pedagogico non mancano, di 13 nuove riviste ben 7 fanno parte di questo mondo.
Inizio a pensare che l'iniziativa della lettera dei 600 genitori di Imola dell'aprile 1980 contro gli anime robotici possa essere nata in parte dalla lettura di queste testate.
Con questi 71 articoli arrivo a lambire i mille articoli sugli anime dal 1969 al 1987, anche se, mi pare giusto ribadirlo, in questo totale io inserisco anche le lettere alla redazione, articoli in cui gli anime sono solo parzialmente citati e pure singole copertine di riviste dove non segue un articolo sui cartoni animati giapponesi. Questa decisione di tenere un po' larga la categoria "articoli sugli anime" deriva dal presupposto che per me era importante verificare la considerazione della carta stampata italica verso i cartoni animati giapponesi. Per esempio la copertina dell'Europeo del 10 maggio 1982 con i personaggi della serie sentai "Goggle Five", in un articolo che tratta della potenza economica giapponese, è il simbolo che i serial televisivi nipponici erano divenuti un segno di riconoscimento chiaro per il lettore italiano.




"E se imparassimo dai giapponesi?" - Europeo n° 19 10 maggio 1982.  
Posso sbagliare, ma direi che questa copertina sia la prima traccia dei "Power Rangers" in Italia  ^_^
Ci torno a fine post.

Di seguito i 71 scritti di questa infornata.

martedì 30 aprile 2019

Integrazione articoli (68) del 30 aprile 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di un mese e poco più ho trovato abbastanza articoli, ben 68, per fare un nuovo post aggiuntivo all'indice dell'Emeroteca Anime, che ad oggi raggruppa ben 798 articoli provenienti da  109 pubblicazioni.
Continua a darmi molte soddisfazioni il filone d'oro delle testate inerenti la scuola, grazie al quale posso annoverare altre quattro riviste che pubblicarono articoli sugli anime:
Scuola e didattica: problemi ed orientamenti per la scuola media; 
Scuola Italiana Moderna;
I diritti della scuola;
Cooperazione Educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa

Come ho già scritto, l'importanza delle analisi di questi periodici "scolastici" risiede nel target della rivista, cioè gli insegnanti e i genitori, e nel livello di approfondimento degli scritti.
Non che manchino gli strafalcioni, però si comprende che i vari autori cercavano di approfondire la questione del rapporto tra bambini/ragazzi e programmi televisivi.
Alle quattro testate di cui sopra vanno aggiunte quelle scoperte nelle settimane e mesi passati:
"Riforma della Scuola"; "Tutto Scuola"; "L'Educatore, quindicinale di pedagogia"; "Genitori e scuola, mensile per la partecipazione alla gestione della scuola"; "Il giornale dei genitori".

Un'altra testata similare a quelle scolastiche è "LG Argomenti", una pubblicazione del servizio bibliotecario di Genova, che si occupava prettamente di letteratura giovanile. Oltre ad alcuni interessanti articoli, la puntuale bibliografia presente in ogni numero, mi ha permesso di risalire ad altre testate ed articoli.
Ho già usato la metafora mineraria, in cui ogni filone d'oro rappresenta una nuova fonte informativa (e dove io sarei il minatore informativo), nel caso di "LG Argomenti" si tratta del più classico effetto domino.

Probabilmente il rinvenimento editoriale più importante di questa nuova integrazioni di articoli è una pubblicazione sul cinema, che mi ha permesso retrodatare i primi articoli sull'animazione giapponese al 1969.
La rivista in questione è "Segnalazioni Cinematografiche", che aveva carattere semestrale, ed era pubblicata dal "Centro Cattolico Cinematografico".
Le sale cinematografiche che facevano capo alla chiesa non potevano proiettare, per ovvi motivi, qualsiasi film, ma come poteva fare il don a sapere che in un qualche punto della pellicola ci sarebbe stata una scena sconsigliata ai più giovani, magari accompagnati dalla famiglia?
Consultava "Segnalazioni Cinematografiche"!
Nella pubblicazione è presente una sinossi del film, con relativa valutazione "pastorale" a beneficio di chi avrebbe dovuto scegliere cosa proiettare. Talvolta i giudizi sui film possono far sorridere, però bisogna considerare che si parla di un periodo che va dai 40 ai 50 anni fa, l'Italia in fatto di costume sociale è cambiata parecchio... ciò che allora faceva scalpore, oggi lo vediamo nelle pubblicità.
Quindi sarebbe ingeneroso valutare col metro di oggi quei giudizi.
La precisione della rivista mi ha permesso di risalire a tutti (tranne uno) i film d'animazione passati per il grande schermo italico. Una vera miniera informativa piena di notizie interessanti, in quanto erano scritti i nomi degli autori, la casa di produzione etc etc.
Preciso che l'arco temporale della mia indagine parte dal 1968 fino al 1982.

I nomi delle altre nuove testate con articoli sugli anime sono:
Tuttolibri (inserto de "La Stampa");
Isca Informazioni;
CM cinema teatro televisione stampa radio pubblicità;
ikon ricerche sulla comunicazione rivista dell'Istituto A. Gemell;
Studi Cattolici;
Il Settimanale, politica cultura economia attualità.

Ringrazio Carlo per avermi inviato i due articoli de "La Stampa" e "Stampa Sera" del 1982 su Lady Oscar, che a quanto pare mi erano sfuggiti.

Di seguito i 68 articoli di questo aggiornamento

venerdì 4 dicembre 2015

Indice completo degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno, compresi quelli che non ho ancora postato (aggiornato al 8 agosto 2026)

Era già un po' che mi ero reso conto che a forza di aggiungere articoli giornalistici sugli anime iniziavo a non raccapezzarmi più... anche perché spesso mi capita di inserire in un singolo post più articoli, magari inerenti un'unica tematica, oppure pubblicati il medesimo giorno sullo stesso quotidiano, settimanale o mensile.
Quindi ho pensato di stilare un indice con tutti gli articoli che ho postato fino ad ora.
Ovviamente se nel post di origine sono presenti più articoli bisognerà scorrere il post per trovare l'articolo desiderato, e non escludo che ci siano alcuni link errati.
Nel caso segnalatemi gli errori ;)

L'aver stilato questo indice mi ha permesso di notare alcune cose interessanti, come i mesi in cui ci fu un boom degli articoli, di solito in concomitanza con le polemiche più aspre sulla diseducatività dei "cartoni animati giapponesi". Tipo nel gennaio 1979, con l'articolo dell'onorevole Corvisieri sulla violenza in Goldrake, oppure nell'aprile del 1980, con la petizione dei genitori di Imola.
Da notare che l'articolo di Gianni Rodari su Rinascita in favore di Goldrake arriva nell'ottobre del 1980, dopo le violente polemiche della prima parte dell'anno. E questo vale anche per altri articoli pro-anime, scritti da alcuni giornalisti più ragionevoli dopo chilometri e chilometri di righe di contumelie ed invenzioni ad opera di colleghi.
Ovviamente d'ora in poi terrò aggiornato questo indice man mano che aggiungerò articoli ad articoli, ne ho ancora una caterva! (questa pare una minaccia...)
Spero che questo post possa tornare utile a qualche lettore e lettrice ^_^


Dato che non riuscirò mai a postare tutti gli articoli in mio possesso, un po' perché sono molti, un po' perché alcuni si limitano a piccoli trafiletti, che comunque hanno, a mio avviso, un certo valore di cronaca, ho deciso di inserire in questo indice l'elenco completo di tutto il materiale da me raccolto.
In questo modo, chiunque dovesse/volesse fare una ricerca simile alla mia, saprà già dove andare a reperire gli articoli.
Sarebbe gradita la citazione, nel caso in cui si prendesse spunto da questa mole di dati  ^_^
Ho aggiunto un descrizione didascalica del contenuto degli articoli che non ho ancora postato, nei casi in cui dal titolo non sia chiaro di cosa trattino. Questo perché, rispetto a quelli già presenti qui sul blog, non li si può leggere è rendersi conto dell'argomento, che comunque è, ovviamente, sempre inerente la prima invasione degli anime.

Edit del 8 agosto 2026

Ad oggi gli articoli totali ammontano a 1921, così suddivisi numericamente per anno:

1959 = 2
1960 = 1  
1961 = 2
1962 = 11
1964 = 1
1965 = 6
1967 = 2
1968 = 3
1969 = 4
1970 = 7
1971 = 1
1972 = 6
1973 = 2
1974 = 1
1975 = 12
1976 = 7
1977 = 3
1978 = 149
1979 = 362
1980 = 594
1981 = 301
1982 = 221
1983 = 104
1984 = 65
1985 = 19
1986 = 16
1987 = 12
1988 = 2

8 agosto 2026 aggiunti 154 articoli: