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giovedì 24 agosto 2017

"Heidi, Goldrake, Harlock and co.", di Giuseppe Breveglieri (riprese filmate Antonio Bucci - montaggio Gianbattista Mussetto) - "Tam Tam - attualità del TG1" 6 aprile 1979


  
"Il quartiere di Nerima, nella periferia di Tokyo, è un dedalo di stradine a più di due ore d'auto di questa grande metropoli."

Sono queste le prime parole della puntata di "Tam Tam" andata in onda il 6 aprile 1979 alle 20,40, cioè l'orario che noi oggi chiameremmo del "prime time". Puntata dedicata ai cartoni animati giapponesi.
Sinceramente non ricordo di averla vista ai tempi, non credo, altrimenti lo rammenterei, e fu un vero peccato, perché era, ed è, veramente interessante.
Intanto è giusto specificare per i più giovani che "Tam Tam" era una trasmissione informativa seria, non per nulla si fregiava del titolo di "attualità del TG1". Nulla a che vedere con le trasmissioni di "attualità" di oggi, tranne poche eccezioni (Report e soci).
Quindi il fatto che la Rai mandasse una troupe a Tokyo per avere informazioni di prima mano sugli anime è già la dimostrazione di quanto fu travolgente il successo di questi primi anime.
E di quale livello è l'informazione data dalla Rai?
Tranne qualche nome errato, che si potevano risparmiare con un po' di attenzione in più, e che potrebbe dare l'impressione iniziale di essere una trasmissione alla "Studio Aperto", i 15 minuti del servizio smantellano gran parte delle bufale che si potevano leggere sui quotidiani.
Peccato che i primi a non guardare questa puntata di "Tam Tam" furono i colleghi di Giuseppe Breveglieri... che continuarono imperterriti a sparare per anni le solite fake news a caso...
Oltre alle numerose informazioni, sono presenti un sacco di anteprime da far venire l'acquolina in bocca a qualsiasi bambino dell'epoca. Parecchi secondi in cui ci vengono mostrati Mazinga Z, che quasi quasi pare fin una serie avvincente, Capitan Harlock, Anna dai capelli rossi e Judo Boy!
Purtroppo nei programmi tv del 6 aprile 1979 (TV Sorrisi e Canzoni n° 13)  non è annunciato questo servizio sugli anime, né c'è un minimo di anteprima scritta, solo il nome della trasmissione.


Un vero peccato, perché il giorno dopo per la trasmissione "Apriti Sabato" (non "Apriti Sesamo"), che era dedicata al Giappone, dal titolo "I figli del Sol Levante", è presente un esauriente anteprima della puntata.
Ad ulteriore dimostrazione di quanto il Giappone suscitasse interesse.


Questo servizio di "Tam "Tam" sugli anime era già stato commentato sul web (direi per la prima volta) sul sito di "Rapporto Confidenziale", con una analisi dei contenuti ad opera di Mario Verger molto valida, molti di più di quello che potrei mai fare io.
Ho deciso di postare questo "doppione" solo per mostrare più immagini possibili di quel servizio, a beneficio di chi non lo ha mai potuto vedere, ed inoltre sul web capita che le cose spariscano, meglio avere più fonti. Perché questo servizio di "Tam Tam" è realmente storico.
Ho trascritto tutto il parlato (in corsivo) e lo posterò in sincrono con le immagini, cercando, però, di non spezzettarlo troppo.
Eccolo! E' lui! Goldrake!
Penso che da bambino mi sarei messo a piangere, e non ero un bambino frignone  :]


Voce fuori campo:
"Non sbagliate, è Goldrake il vincitore di mille battaglie nello spazio. Adesso fa il guardiano al cancello della Toi Animation, la casa cinematografica che lo ha creato.

Le strategie dell'industria giapponese dei cartoni animati sono state più forti di lui, e questa volta è stato sconfitto. Di Goldrake si è parlato molto, sociologi ed esperti di comunicazione di massa, si sono scomodati per lui, si sono accapigliati, domandandosi se un cartone animato come il suo è per lo spettatore un mezzo ininfluente o meno, e cioè se è innocuo o se non lo è. C'è persino chi ha visto nelle avventure del robot giapponese un reato di lesa infanzia. Dimenticando che anche i bambini hanno una intelligenza critica. Per Goldrake, ora, le avventure galattiche sono solo un ricordo."

Certo, invece di chiamare lo studio d'animazione giapponese con il suo corretto nome, si sente un incredibile "Toi", e sarebbe bastato guardare il filmato per vedere che dietro il robottone c'era scritto "TOEI", ma chissà chi scrisse il testo che la voce fuori campo legge, e chissà se la voce fuori campo lesse bene...


Che fine avrà fatto questo stupendo costume?
Doveva pesare un botto, visto che il poveraccio che c'è dentro appena può appoggia le mani sul muretto del cancello...
Per me oggi vincerebbe un sacco di gare di Cosplay  :]



A questo punto partono 40 secondi dell'anime di Goldrake (con la puntata in cui c'è Boss!), che è l'unica cosa che ho omesso del servizio assieme ad Heidi (più avanti), visto che più o meno lo conosciamo tutti  ^_^
Il servizio dal vivo riparte con  una breve intervista a Tomoharu Katsumata.


Voce di Tomoharu Katsumata tradotta:
"Abbiamo realizzato la serie di Ufo Robot dopo quella di Ultraman, un eroe extraterrestre venuto sulla Terra da un'altra stella. Ultraman è piaciuto molto qua in Giappone, e allora abbiamo pensato di continuare su questa strada, ma abbiamo introdotto una modifica, un robot come Goldrake che viene guidato dal protagonista nel quale lo spettatore può identificarsi.

Prima di Ufo Robot, che è di qualche anno fa, abbiamo realizzato nel 73 Magingher Z.

Magingher Z è il primo cartone sui robot, ed è in un certo senso il papà di Goldrake."

Altra informazione che tutti gli altri giornalisti italici ignorarono, dando molto spesso a Mazinga Z del figlio di Goldrake...
Da notare che Goldrake è sempre chiamato "Ufo Robot", mai "Atlas Ufo Robot".


Partono 40 secondi di filmati su Mazinga Z, che, oltre avere un audio contraffatto/rovinato (volontariamente), vengono ripetuti più volte.
Però potevi vedere un robottone totalmente sconosciuto, visto che il "Grande Mazinga" (dove nelle ultime puntate si vede Mazinga Z), arriverà a novembre.
E ti viene detto che arriverà in tv prossimamente, anche se non in autunno, ma nel gennaio 1980.

Voce fuori campo:
"Magingher Z, che noi vedremo in televisione in autunno, è in un certo senso la prova generale dei disegnatori della Toi, per arrivare a Goldrake.

Magingher Z, che da noi si chiamerà semplicemente Mazinga, è un robot costruito da uno scienziato, il professor Kabuto. Un collega di Kabuto, il dottor inferno, si impadronisce di altri robot per minacciare l'umanità. Mazinga, robot paladino del bene, sconfiggerà le forze del male guidate dal perfido dottor Inferno, ma Mazinga, come Goldrake, è un personaggio ormai dimenticato dai bambini giapponesi. Un personaggio che non tornerà, perché?"


Curioso che venga detto il nome in italiano del dottor Hell, fu un caso oppure la Rai aveva già adattato la serie?




L'audio in sottofondo è veramente fastidioso...


Voce di Tomoharu Katsumata tradotta:
"I bambini giapponesi oggi hanno tanti giocattoli meccanici, tanti robot e navi spaziali. Questi giocattoli durano poco, non più di un anno, perché arrivano altri eroi. Dopo Goldrake hanno avuto un altro personaggio, che si chiama Giaumbo, e allora i giocattoli di Ufo Robot sono stati abbandonati. I miei disegnatori, poi, si annoiano se lavorano per più di un anno sullo stesso personaggio, e vogliono cambiare. Dopo la serie dei robot abbiamo prodotto molti altre storie spaziali, soprattutto perché gli sponsor dei nostri cartoni, vogliono sempre nuovi personaggi."



A questo punto partono delle bellissime riprese degli studios Toei, dove si vedono i disegnatori impegnati in un altro cartone che ci viene mostrato in anteprima: Capitan Harlock!!!

Voce fuori campo: 
"Il meccanismo degli sponsor va spiegato, mentre vediamo i disegnatori della Toi a lavoro sulla nuova storia di Captain Harlock. La Toi Animation, così come le altre case cinematografiche giapponesi, non produce cartoni animati di sua iniziativa. Sono gli sponsor, e cioè alcune aziende interessate a pubblicizzare i loro prodotti, che commissionano i cartoni animati alle case cinematografiche. La serie di Ufo Robot, ad esempio, venne patrocinata alcuni anni or sono, da sei aziende."





Voce fuori campo:
"Gli sponsor coprono le spese di realizzazione in parti percentuali, e hanno in cambio il diritto di sfruttare pubblicitariamente i personaggi del cartone animato per le loro attività commerciali. La serie di Ufo Robot costò agli sponsor 6 milioni e mezzo di yen, poco più di 27 milioni di lire. Una cifra modesta, se si la rapporta al costo dei cartoni animati occidentali e al giro di affari ottenuto dalla vendita dei prodotti che sfruttavano l'immagine di questi personaggi.

Il meccanismo, dunque, è semplice: gli sponsor vogliono sempre nuovi eroi, per lanciare sul mercato nuovi prodotti. Per questa ragione Goldrake è finito in portineria."

Questa cosa degli sponsor, o comunque del merchandising nipponico legato alle serie, lo si poteva leggere anche sui quotidiani dell'epoca. Vuol dire che qualche info era pur passata, ma altre faceva più comodo fare finta di non sentirle.





Voce fuori campo:
"Abituati ad associare il lavoro dei giapponesi a sofisticate attrezzature elettroniche, gli occidentali, quando apparvero i cartoni nipponici, parlarono subito di programmazione e di elaborazione elettronica.

Non è così, come mostrano queste immagini.

I disegni animati giapponesi sono il risultato del più artigianale dei lavori."

Solo i sordi o chi era in cattiva fede poteva non aver capito, oppure i male informati, ma un giornalista non informato non è il massimo...








Voce fuori campo:
"Così sono nate tra l'altro, le storie di Dangard, le avventure fantastiche di Captain Future, quelle di Galaxy Express, di Mazinga, di Ufo Robot, di Captain Harlock. 
Harlock, eccolo, è un romantico pirata siderale, che tra pochissimo tempo apparirà anche sui nostri teleschermi."



Voce fuori campo:
"Captain Harlock ha circa 28 anni, ama la libertà e l'avventura, il suo battello spaziale solca i mari dello spazio. Gli altri protagonisti sono la graziosa Kei Yuki e Tadaishi Daiga, prima avversario e poi alleato di Harlock. C'è anche Mayo, una piccola terrestre amica del pirata spaziale. Harlock guida una ciurma di fedeli e turbolenti pirati, ma deve guardarsi dalle abitanti del pianeta Mazon, e dalla sua regina Lafrisia.

Le avventure di Harlock avvengono nel 2976, tra circa mille anni, mentre la Terra, unita sotto un solo governo federale, vive in pace, ma le navi pirata percorrono gli spazi del sistema solare."

Da notare che i 50 secondi in cui scorrono le immagini d'anteprima su Capitan Harlock, vanno a pari passo con i nomi che si ascoltano. 
Se si sentono nominare nominare Kei Yuki e Tadaishi Daiga, si vedeno loro due. Quandi si parla di Mayo si vede la bambina, etc etc etc. Non ci sono mai nomi ed immagini a caso.
Non conosco così bene Harlock per sapere che età avesse, quindi non saprei dire se i 28 anni riportati furono un'invenzione italica o un dato nipponico.







Voce fuori campo:
"I protagonisti dei cartoni animati della Toi Animation vestono corazze e mantelli diversi, ma hanno il viso molto simile, c'è sempre la stessa mano, quindi, quella del disegnatore di Ufo Robot."

Ma criiibiooo, proprio non si accorsero che dicevano "Toi" e nel filmato si leggeva "Toei"?  >_<
E qui parte una delle menate tipiche del periodo, dopo l'uso del computer, gli occhi all'occidentale.



Voce in presa diretta di Giuseppe Breveglieri:
"I bambini italiani, i bambini europei si sono domandati perché questo personaggio non aveva gli occhi a mandorla. E soprattutto vorrei sapere se i bambini giapponesi lo hanno accettato così."

Voce di Tadanao Tsuji tradotta:
"La storia di Ufo Robot ha personaggi senza nazionalità, con occhi grandi. Poi io credo che gli occhi dei bambini giapponesi, oggi, non sono proprio a mandorla. Ecco, per queste ragioni, secondo me, non era il caso di precisare gli occhi."



A parte il nome sbagliato, ma per i giornalisti italiani i nomi giapponesi dovevano essere veramente ostici, a me resta il dubbio che il pensiero di Tadanao Tsuji sia stato riassunto un po' troppo.


A cavallo tra il gennaio ed il febbraio 1980 su "TV Sorrisi e Canzoni" n° 4 è di nuovo presente Tadanao Tsuji, questa volta col nome corretto.
La visiera da tipografo non la toglieva proprio mai  >_<


Voce fuori campo:
"Ancora Tokyo. Ancora ore di auto in un traffico convulso. Sempre in periferia, ma all'altro capo della città, c'è la Nippon Animation.

Cinque anni fa, i disegnatori della Nippon crearono Heidi, la pastorella che vive in un mondo non ancora toccato dalla civiltà dei consumi. L'autrice di Heidi, la svizzera Johanna Spyri, visse tra il villaggio dove era nata nel 1827 e Zurigo. Scrisse la sua prima storia a 42 anni, e Heidi a 54. Con Heidi divenne un'autrice internazionale, lei stessa, però, non avrebbe certamente immaginato che alla sua pastorella avrebbero dato vita nel lontanissimo Giappone.
Il modo in cui la Nippon Animation arrivò al personaggio di Heidi è singolare."

Sono mostrati anche 46 secondi di Heidi, con il doppiaggio italiano.


Forse fu questa la prima volta che vennero mostrati gli studenti giapponesi in divisa?


Mentre ho qualche dubbio sul significato di queste riprese   ^_^


Voce di Tetsuo Yahagi tradotta:
"Lo sponsor che ci aveva commissionato Heidi, la Calpis, una ditta di bevande non alcoliche per bambini, voleva un'immagine pubblicitaria aderente alla semplicità e alla purezza delle sue bibite. Heidi, come personaggio, è una bimba sana e vispa, era l'ideale. Le mamme giapponesi di oggi, poi, quando erano bambine, conoscevano la storia di Heidi, che in Giappone è nota da molti anni. Tutto questo è avvenuto 5 anni fa, dopo abbiamo fatto altre storie, e tra queste il vostro Cuore, una cosa molto importante per i bambini. Adesso stiamo realizzando Anna."

Quando negli anni 90 lessi per la prima volta la spiegazione del legame tra la Calpis e e gli anime tratti dai romanzi occidentali per l'infanzia (World Masterpiece Theater), non pensavo proprio che fosse già stata raccontata nel 1979!


Voce in presa diretta di Giuseppe Breveglieri:
"I bambini italiani hanno amato, e io penso amino molto ancora Heidi, io credo che non riusciranno a capire il perché della scomparsa di questa bambina, non esiste una possibilità che ritorni, secondo lei?"

Voce di Tetsuo Yahagi tradotta:
"Anche i bambini giapponesi hanno seguito con passione la storia di Heidi. Anche loro avrebbero voluto che continuasse, purtroppo, però, è una storia vecchia, e non ci sono nuovi racconti sulla pastorella svizzera. Poi, come lei sa, gli sponsor, qui da noi, vogliono cambiare personaggio ogni anno, per suscitare nuovi interessi sui loro prodotti. E' impossibili quindi che Heidi ritorni con nuove avventure."

Nessuno avrebbe potuto immaginarlo, ma in realtà Heidi non ha avuto bisogno di tornare, perché non ci ha mai abbandonato  ^_^




Voce in presa diretta di Giuseppe Breveglieri:
"Ann è il personaggio sul quale voi state lavorando ora, vuole parlarmi di questo personaggio, cioè vuole dirmi chi è, cosa fa, come è nato?"

Voce di Tetsuo Yahagi tradotta:
"La storia di Anna è ambientata nell'isola canadese di Prince Edward. E' un posto molto conosciuto dalle ragazze giapponesi. Sull'isola hanno costruito anche la casa di Anna, descritta nella favola. Abbiamo deciso di fare Anna per le bambine che hanno amato Heidi 5 anni fa, ora sono più grandi, e la storia è adatta a loro. Abbiamo lavorato un anno prima di decidere se fare o meno questo cartone, ora siamo alla settima puntata, e grazie a dio il gradimento sta aumentando. Anna piace anche alle mamme giapponesi."

L'anime di Anna in Giappone iniziò il 7 gennaio 1979, se vi sommiamo le 7 puntate a cui erano arrivati al momento di questa intervista (in base a ciò che dice Tetsuo Yahagi), considerando una puntata la settimana, si giunge alla data in cui venne fatto questo servizio, tra il 18 febbraio ed il 25 febbraio (1979).





Voce fuori campo:
"Tokyo, in questa sterminata città la televisione di Stato e quelle private trasmettono ognuna almeno un'ora di cartoni animati al giorno. Nei giorni di festa le ore di trasmissione aumentano. Oltre ad Anna, ci sono nuovi personaggi. Le tecniche di realizzazione sono simili a quelle dei cartoni già visti, c'è, però, come in questa storia che vi mostriamo, la tendenza ad abbandonare le imprese galattiche."



Ho riguardato più volte il filmato ed il fermo immagine, non riuscivo a capire cosa stessero facendo le persone riprese (a loro insaputa, alla faccia della privacy  ^_^).
Poi ho avuto un'illuminazione: guardavano la televisione!


Televisori marca Sony!!!
Non ricordo se i Sony era già importati in Italia, io non li rammento.
E cosa stavano guardando in tv?


Voce fuori campo:
"Korenai Sanshirò e il piccolo Kenbò, sono gli eroi del momento, sono fratelli, e lottano contro i cattivi, non più malvagi di altri pianeti, ma comunissimi malfattori e robot quasi domestici.
Tra la pubblicità per un incontro di baseball, e i prezzi di un teatro di Yokohama, Sanshirò e Kenbò lottano e sconfiggono i malvagi" 

E' questo, a mio avviso, una delle poche imprecisioni di una certa gravità del servizio, cioè aver fatto passare un anime prodotto nel 1969, come Judo Boy, per una nuova serie animata.







Voce fuori campo:
"Il futuro di Goldrake, dunque, non è promettente, la sua nuova occupazione gli consente ogni tanto di giocare con i piccoli ammiratori. Il loro eroe è sceso dallo spazio per sempre. 
Ma non tutti hanno il coraggio di stringerli la mano possente."



Il bimbo più piccolo dimostra un certo timore, rifiutandosi di stringere la mano a Goldrake.
Forse, oltre all'imponenza del costume, il manato saluto fu dovuto anche al fatto che magari non conosceva l'anime, dato che venne trasmesso nel 1975, e lui forse manco era nato  :]



Siamo agli inchini finali.
Mi chiedo che mal di gambe potesse avere il poveraccio che era dentro il costume...




Criiibio... c'è pure scritto... "TOEI"!!!


Siparietto finale con domande e risposte tra Giuseppe Breveglieri  e Goldrake.
La voce di Goldrake è di qualcuno che imita il tono meccanico di un robot, non è la voce di Malaspina ;)

Giuseppe Breveglieri:
"Goldrake, cosa ti è successo?"

Goldrake:
"I robot non li vogliono più. Ho combattuto nelle battaglie, ma ora non hanno più bisogno di me. Adesso ci sono i pirati siderali, c'è quel Harlock. Non ci capisco più niente."

Giuseppe Breveglieri:
"Ma le lame rotanti, i raggi protonici, i magli perforanti, i disintegratori. Le tue armi, insomma, dove sono?"

Goldrake:
"Non lo so, me le hanno tolte quando mi hanno dato questo posto. Ho ancora le alabarde sulle spalle, ma non funzionano."

Giuseppe Breveglieri:
"Non funzionano? E allora cosa pensi di fare?"

Goldrake:
"Non so, potrei venire in Europa, in Italia se la vostra televisione mi fa lavorare."

Giuseppe Breveglieri:
"Beh, ai bambini italiani piacerebbe di certo un tuo ritorno."

Goldrake:
"Potrebbe essere una buona idea, a presto allora, arrivederci."








Una volta salutato il buon vecchio Goldrake, mi soffermerei sull'aspetto urbanistico architettonico del filmato.
Sopra non ho mostrato l'avvicinamento dell'auto con la troupe Rai alla sede della Toei Animation, perché volevo raffrontarlo con la medesima via di oggi.
Ho letto molte volte che in Giappone ci mettono poco a rifare ex novo i palazzi, a cui bisogna aggiungere il periodo del boom immobiliare anni 80, che avrà di certo stimolato i proprietari dei terreni e vendere e a far costruire palazzi e case più grandi e remunerativi. Sinceramente, però, non pensavo che una singola via potesse cambiare così tanto... anche dalle mie parti hanno costruito parecchio dal 1979, ma ci sono punti (non di pregio artistico) che sono rimasti pressoché identici. Ed anche a Milano saranno cambiate alcune insegne, ma molte vie sono rimaste quasi uguali.
Purtroppo la qualità del video non è eccelsa, ma paragonando la via nell'aprile del 1979 con la medesima dei nostri giorni, quasi non la si riconosce, se non per la curva finale a destra e la facciata della Toei Animation.
Prima posto il percorso del filmato e poi le immagini di "Street  Vieew".
















Peccato che ci sia il camion della pattumiera che ostruisce la visuale...




Si vede Goldrake ai cancelli della Toei Animation.


Un po' prima che inizi il filmato c'è una curva, ergo ho salvato solo le immagini del rettilineo, visto che ci viene mostrata una strada diritta, salvo la curva finale.
Questa sotto è la curva verso sinistra arrivando da dietro (cioè da destra), non so se mi sono spiegato...   >_<



Qui il percorso rettilineo, dove mi è stato quasi impossibile trovare un punto di riferimento architettonico...





 L'unico punto dove mi è parso di trovare palazzi simili è quello con l'insegna della Yamaha.




Purtroppo sfiga vuole che appaiano i titoli...






Un'altra prova della frenesia speculativa tokiese la si può notare qui sotto.
Sulla destra si notano dei teli blu che coprono una nuova costruzione, occhio alla data in cui è stata presa la foto, novembre 2016.


Questo è il punto dove nel filmato c'era il camion della pattumiera e dove l'auto della troupe Rai svolta a destra.


Una volta svoltato a destra, si vede poco avanti lo stabile della Toei Animation, vediamo un parcheggio, non c'è più il palazzo in costruzione!
E la data è del marzo 2015!



 Il sacro muretto dove Goldrake posò i suoi magli perforanti   T_T





3 commenti:

  1. Il tuo eccellente blog è citato oggi sul quotidiano "il manifesto", in un bell'articolo di Matteo Boscarol: "Goldrake, il robot che sconvolse l'immaginario".
    Super-complimenti! :)

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    Risposte
    1. Ne sono stato informato, fonte Nicora :]
      Ho provato a cercare una copia de Il Manifesto in edicola, ma era finita, quindi ho sguinzagliato qualche amico ^_^

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    2. Di nuovo grazie per i gentili apprezzamenti ;)

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