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lunedì 29 maggio 2023

I "Barbapapà" non sulla Rai in "Bim Bum Bam" non su "Antenna Nord/Italia 1" (5 gennaio 1976) + "Bim Bum Bam musicale " (18 febbraio 1976) + esordio visibile in Italia dei "Barbapapà" su RSI (Svizzera) dal 15 settembre 1975


Anche questo post è una coda (piccola) di quello su "Anime Cult 7", nei cui commenti Mikimoz accennava che nei palinsesti delle tv locali del Lazio aveva trovato un "Bim Bum Bam", per me dovuto agli scambi di programmi che si avevano tra tv locali private.
Ma quanti "Bim Bum Bam" esistevano prima del "Bim Bum Bam" di "Antenna Nord/Italia 1"?




Di certo ne esistevano almeno altri due di "Bim Bum Bam", il primo in assoluto come programma per bambini è quello che la tv della Svizzera italiana (RSI) trasmise dal 5 gennaio 1976:
"Bim Bum Bam - Mezz'oretta con zio Ottavio e i suoi amici" (vedi scan qui sopra)

Si può immaginare che i dirigenti di "Antenna Nord" che pensarono al nome "Bim Bum Bam" nel 1981 conoscessero l'esistenza del "Bim Bum Bam" svizzero del 1976 (non più trasmesso nel 1981), quindi sfruttarono un nome abbastanza comune per una trasmissione per bambini che già era stato usato a questo scopo.
Oppure fu tutto un caso fortuito  ^_^
In questo contenitore di programmi per bambini era già trasmesso l'anime (benché si tenda a fatica a considerarlo tale) "Barbapapà", che sempre la RSI iniziò a trasmettere ben dal 15 settembre 1975, quindi quattro mesi prima rispetto alla Rete1 della Rai:

La tv della Svizzera italiana forse non era captata da tutti gli italianai, ma comunque da molti di più di quelli che si potrebbe pensare data la sua posizione geografica molto nordica, in quanto numerosi ripetitori ritrasmettevano il suo segnale:




Resta valida la prima trasmissione ufficiale targata Rai dei "Barbapapà" riportata da Wikipedia, cioè il 13 gennaio 1976 (vedi ultima scan con articolo di presentazione), ma una grossa fetta di bambini italiani lo vide dal 15 settembre proprio sulla "Svizzera", come la si chiamava normalmente.
Da capire quale fosse la sigla che accompagnava la trasmissione dal Canton Ticino.

Edit del 24 luglio 2023
Il lettore dropsof80s in due commenti ha dato delle informazioni importanti sulla prima trasmissione svizzera, li inserisco integralmente:

La prima TV dei Barbapapà sulla TSI è corretta. La serie fu coprodotta dalla TV svizzera, cosa che spiega la programmazione anticipata rispetto all'Italia. È un adattamento completamente diverso da quello RAI.
La sigla era strumentale, non cantata. Allo stesso modo non sono presenti le canzoni italiane all'interno ma solo le melodie.
Il doppiaggio comprende solo una voce narrante maschile che semplicemente dà la voce anche ai personaggi quando ne legge i dialoghi.
I nomi dei personaggi della prima serie sono diversi da quelli RAI:

Barbaforte > Barbarello
Barbazò > Barbagianni
Barbalalla > Barbarella
Barbabella > Barbina
Barbottina > Barbarancia
Barbabravo > Barbablu
Barbabarba > Barbapeloso

Curiosamente però a partire dalla seconda stagione i nomi diventano gli stessi di quelli RAI. Probabilmente questo era dovuto al fatto che nel frattempo anche la Svizzera italiana era stata invasa da libri e gadget italiani sulla serie, che naturalmente riportavano i nomi RAI.
Anche la classica formula della trasformazione è diversa. Invece di "resta di stucco, è un barbatrucco" dicono "boso boso barbacoso", in alcuni casi aggiungendoci "ecco il trucco favoloso".

La sigla del "Bim bum bam" svizzero si può vedere al minuto 04:47 di questo filmato:




Come accennavo sopra c'era un altro "Bim Bum Bam", lo spettacolo musicale condotto da Peppino Gagliardi, Bruno Lauzi e Bruna Lelli dal 18 febbraio 1976 su secondo canale Rai.
Ovviamente il nome "Bim Bum Bam" era di uso comune, quindi non lo si poteva considerare coperto da copyright  ^_^
Qui sotto l'articolo del "Radiocorriere TV" che annuncia il "Bim Bum Bam" musicale.

sabato 7 settembre 2019

TV Sorrisi e Canzoni N° 4 dal 25 al 31 gennaio 1976 - "Per i più piccini: Barbapapà"



E' questo il primo numero del 1976 di "TV Sorrisi e Canzoni" che posto, ed è quello che contiene (ad ora) l'articolo più vecchio che la redazione di Gigi Vesigna dedico all'animazione giapponese, benché nessuno allora se ne rendesse conto, oppure semplicemente non trovarono il fatto di una qualche rilevanza.
L'articolo in questione è sui "Barbapapà", la cui trasmissione era iniziata al massimo due o tre settimane prima, visto che nell'ultimo numero del 1975 non sono in palinsesto.
Un altro motivo per postare questo numero della rivista è la presenza del box informativo sulla prima puntata di "Spazio 1999", che andò in onda sabato 31 gennaio, ma addirittura alle 22,00!
Probabilmente la Rai considerò, direi anche a ragione, alcuni contenuti della serie troppo impressionanti per i più giovani, e, una volta, alle 22,00 eravamo tutti già a nanna da un pezzo   ^_^
Infine sono presenti ben quattro articoli ispirati a Sandokan, che era arrivato alla quarta puntata di programmazione.
C'è poi un piacevole articolo di otto pagine, anche se lo scritto non le copre tutte, sui gatti, collegato ad una trasmissione sugli animali ("Cani, Gatti & C.") condotta dalla mitica Nicoletta Orsomando.
Ovviamente non mancano le pubblicità di sapore archeologico, seppur assai ridotte di numero rispetto alle edizioni degli anni a seguire.
Tutto ciò compensa ampiamente l'assenza dell'inserto con la programmazione delle tv locali private, non credo perché smarrito, ma ritengo che non fosse stato ancora inserito nella rivista.
Avviso che le scan possono risultare un po' sacrificate ai bordi, in quanto il formato dei "TV Sorrisi e Canzoni" del periodo erano un po' grandi rispetto a quelli che posto normalmente.




L'articolino non cita mai che la serie fu prodotta in Giappone, però annota che i "tranquilli" Barbapapà non erano per nulla violenti, a differenza dei cartoni animati in cui i gatti massacravano i topi, che è la stessa argomentazione che usò Nicoletta Artom per difendere Goldrake durante le prime polemiche giornalistiche nel 1979:
TV Sorrisi e Canzoni n° 50 dal 16 al 22 dicembre 1979 - "Chi ha paura di Goldrake Cattivo?" di Nicoletta Artom

Chissà se fu proprio lei a scrivere anche queste due colonnine.



Considerando la mia età nel 1976, io vidi per la prima volta "Spazio 1999" in una successiva replica, e nonostante fossi cresciuto un po' ricordo bene che le scene con i personaggi mostruosi o sfigurati mi faceva una certa impressione, tanto da avere incubi notturni...
Capisco bene che nel gennaio del 1976 la Rai scelse di mandarlo in onda alle 22,00.
La prima punta si intitolava "Separazione", cioè la separazione della Luna dalla Terra:
Spazio 1999 - Il Distacco (con appendice scientifica) - numero zero collana editoriale "AMZ Editrice" 1976

Mi son sempre chiesto come facesse la Luna a viaggiare nello spazio tanto veloce da arrivare a contatto con altri pianeti abitabili presenti nella nostra galassia, dico, galassia, non sistema solare... Vabbè... ai tempi non eravamo così nerd da stare a guardare i particolari   ^_^

sabato 4 luglio 2026

L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti

 



TITOLO: L'onda giapponese, come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti 
AUTORE: Gatta, Carolina Giangrandi, Benedetta Manfredi 
CASA EDITRICE: L'Asino d'oro edizioni
PAGINE: 237
COSTO: 15 
ANNO: 2026
FORMATO: 19 cm X 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788864437934


Forse un paio di mesi addietro (o più) ho scoperto che era in uscita questo saggio, mi sono appuntato la data di pubblicazione e l'ho comprato appena disponibile, visto che tratta una tematica interessante ed attuale:
il rapporto tra gli adolescenti italiani e manga/anime

Quindi l'ho comprato totalmente sulla fiducia, e alla fine devo dire che è stato un buon acquisto, una lettura interessante, seppur contenente qualche occasionale errorino ed un errorone  ^_^
Quando ho avuto in mano il libro ho scoperto che è stato scritto da tre psicoterapeute infantili, quindi conoscitrici del target adolescenziale.
Sinceramente ho temuto che lo scritto fosse illeggibile (per me), se non per un loro collega, invece tutto il libro è comprensibilissimo, nessun astruso termine psichiatrico e/o concetti che necessitano di aver frequentato qualche corso universitario di psicologia infantile o adulta  ^_^
Devo dire che l'ho letto tutto d'un fiato (ormai mi capita raramente di essere preso bene da una lettura), iniziato stamattina presto e finito in mattinata, quini non posso altro che consigliarlo.
Ovviamente mi ha catturato il sottotitolo, "come manga e anime hanno conquistato gli adolescenti",
anche se gli adolescenti odierni non sono stati i primi in assoluto ad essere conquistati dagli anime (non i manga che ancora da noi non esistevano). Ai tempi si chiamavano "cartoni animati giapponesi", ma nel 1978 conquistarono per primi i bambini e gli adolescenti di quel tempo.
Da notare che una volta gli psichiatri/psicologi erano, quasi sempre, i pubblici ministeri contro i cartoni animati giapponesi/anime/manga, oggi ne riconoscono l'utilità per lo sviluppo emotivo degli adolescenti.
Beh... qualcosa è pur migliorato dal 1978 ad oggi   :]

Essendo il saggio dedicato ad adulti che vogliono capire perché i ragazzi leggono manga e vedono anime (ma loro non vedevano anime e leggevano manga quando erano ragazzi?), e magari questi adulti sono poco avvezzi al mondo giapponese, questo primo capitolo (ma anche il secondo) funge da breve spiegazione.
E' arduo dare una veloce infarinatura su un tema specifico, si rischia di essere troppo superficiali e/o di omettere qualcosa di importante.
A grandi linee mi è parso che l'esposizione colga l'obiettivo, nonostante la brevità, pur con qualche piccolo grande errore  :]
Sarà anche una piccolezza (non per me), ma a pagina 35 il padre di Madamigella Oscar passa da generale a Conte... stiamo parlando della sacra "Lady Oscar", non di "Julie rosa di bosco"  :]
Con il secondo paragrafo si passa alla storia di manga ed anime in Italia: approdo, reazioni, stampa, polemiche, censure etc.
Di seguito sarò un po' cattivello, ma solo perché son tematiche che tratto usualmente   ;)




A pagina 41 c'è quello che ad inizio post ho battezzato come "errorone" e riguarda l'ormai stra dibattuto motivo per cui "Goldrake" venne titolato "Atlas Ufo Robot", con quel "Atlas" iniziale che per le tre autrici è ancora dovuto ad un equivoco linguistico causato da una ignoranza del francese da parte dei dirigenti Rai, che non compresero il significato della scritta "Atlas" sulla brochure francese di "Goldrake".
In "C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv e il mercato del giocattolo in Italia - tomi 1 e 2" è ben spiegato dalla dirigente "Rai" Paola De Benedetti, che si occupò direttamente della messa in onda di "Goldrake", che quel "Atlas" fu lasciato volontariamente per il suo valore esotico, visto che lei il francese lo conosceva bene (ai tempi dell'intervista a Nicora viveva a Parigi).
A pagina 42, dove termina la questione "Atlas", per questo motivo si taccia di "superficialità nell'approccio al materiale originale" i produttori della "Rai", solo che loro il francese lo sapevano.
Capisco che le tre autrici facciano un altro lavoro, ma in tre farsi scappar questa topica, mi è parso un pelino grave.
Altra piccola questione è la data tra parentesi posta di fianco al titolo "Atlas Ufo Robot", cioè il 1978, quando in altri punti del saggio la data tra parentesi indica la data di produzione nipponica.
Perché 1978? "Ufo Robot Grendizer" è del 1975.
Sempre a pagina 42 si afferma che nel 1978, oltre a "Goldrake" vennero comprati "Heidi" e "Barbapapà".
Solo che "Goldrake" venne comprato nel 1977.
"Heidi" venne trasmesso dal 7 febbraio 1978, due mesi prima di "Goldrake", quindi non venne acquistato nel 1978.
Infine i "Barbapapà" non poterono essere acquistati nel 1978, visto che vennero trasmessi fin dal gennaio 1976:

lunedì 17 luglio 2023

Tv Sorrisi e Canzoni n° 4 dal 28 gennaio al 3 febbraio 1979 - Un altro "Bim Bum Bam" sull'emittente locale T. R. Ghirlandina + "Bin Bun Ban" su Teleradio Bologna (edizione Emilia Romagna)



Alcune settimane fa avevo pubblicato un post apposito con le trasmissioni che vennero chiamate "Bim Bum Bam" oltre quella di matrice "Antenna Nord/Italia 1":

Stavolta, sfogliando parecchi palinsesti tv per ricercare informazioni sulla prima trasmissione del Danguard, sono incappato in un altro programma per bambini/ragazzi denominato "Bim Bum Bam". Quindi inserisco l'intero "TV Sorrisi", tanto per non postare solo due striminzite scan (che poi il mio scanner si abitua a cazzeggiare...), anche se il numero 4 del 28 gennaio/3 febbraio 1979 non è che contenga, dal mio punto di vista, articoli interessanti.
Come al solito ho omesso alcuni scritti, uno su Papa Wojtila, un paio sulla musica e via dicendo, basterà confrontare il sommario con ciò che ho inserito. 
Anche nell'inserto delle tv locali dell'Emilia Rognano non c'è praticamente nulla, se non una quasi infinita sequela di "cartoni animati" senza alcun titolo...
Da segnalare una bella intervista a Nicoletta Orsomando.
Sulla Rai c'è solo da menzionare il primo episodio del telefilm "Hellery Queen", che io adoravo, anche se mi addormentavo sempre prima che Hellery mi spiegasse chi fosse l'assassino...






Il programma trasmesso da T. R. (Tele Radio) Ghirlandina, che riporta "Bim Bum Bam", doveva essere un contenitori di altri, infatti il titolo "Dalla radio alla TV" è sempre presente, cambia il seguito:
Dalla radio alla TV: bim-bum-bam;
Dalla radio alla TV: dedichiamoci all'Italia;
Dalla radio alla TV: colloqui musicali per voi giovani.

Quindi al "Bim Bum Bam" di "Antenna Nord/Italia 1", al "Bim Bum Bam - Mezz'oretta con zio Ottavio e i suoi amici" sulla TV della Svizzera Italiana e al "Bim Bum Bam" spettacolo musicale per adulti della Rai, va aggiunto questo "Bim Bum Bam" di T. R. Ghirlandina.

Nella medesima settimana l'emittente "Teleradio Bologna" trasmetteva "Bin-Bun-Ban, programma di arte varia per ragazzi" o "Trasmissione di arte varia".
Le enne di "Bin-Bun-Ban" furono un refuso?
Si intitolava veramente così?

lunedì 3 dicembre 2018

Aggiunta di articoli (74) all'indice dell'Emeroteca Anime

La ricerca di articoli sugli anime è un po' come quella di un minatore, ovviamente solo in quanto ricerca, mica come impegno lavorativo... "scavi" tra vecchie riviste dimenticate da tutti, tanto che pure gli addetti dell'emeroteca ti guardano perplessi quando sottoponi loro la segnatura del periodico che vuoi sondare, e non trovi nulla e nulla ancora... poi, di colpo, imbrocchi il "filone" giusto, prima qualche "pagliuzza/trafiletto", infine le "pepite/articoli".
In questa nuova infornata di articoli ho scoperto fondamentalmente tre ricchi filoni informativi:
"Rivista del Cinematografo";
"Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione";
"Altrimedia: radio, televisione e gli altri"

In particolare Altrimedia e Millecanali contengono tantissimi informazioni sulla nascita delle prime tv locali. Questi due periodici si occupavano espressamente di televisione e radio, sia dal punto di vista tecnico (apparecchiature, consigli per le inquadrature, pubblicità di materiali etc), sia dal punto di vista del costume e dei programmi messi in onda.
Ovviamente io mi sono concentrato sulle televisioni private di Milano e della Lombardia, ma erano presenti articoli sulle emittenti di tutta Italia. Quindi, nel caso che qualcuno legga queste righe e debba svolgere delle ricerche su quel mondo televisivo privato, consiglio vivamente di consultarsi tutti gli anni dal 1977 al 1983.
Dato che, parallelamente agli articoli sui cartoni animati giapponesi, anch'io nel mio piccolo sto cercando di portare avanti la riscoperta di quel periodo pionieristico delle tv locali private, ho recuperato parecchio materiale.

Molto interessante "Rivista del Cinematografo", in quanto era una pubblicazione seria sul cinema, che poi trattava occasionalmente i programmi televisivi.

Nei commenti ad un post sugli articoli dei quotidiani (link), Gianluca si chiedeva se il quotidiano "La Notte" avesse pubblicato qualcosa sugli anime. Sinceramente "La Notte" non l'avevo proprio calcolata... ed effettivamente nel periodo in cui le polemiche contro gli anime furono più virulente, cioè l'aprile 1980, il quotidiano milanese del pomeriggio non lesinò commenti in merito ^_^
Ringrazio Gianluca per l'intuizione ;)
Come ringrazio Massimo Nicora per alcune dritte, tipo "sgt. Kirk" del 1973. Il cui articolo sui manga mi pare sia, per ora, la più vecchia fonte italica presente su un periodico/carta stampata.

Come ho già precisato in altri post, inserisco nell'indice dell'Emeroteca Anime anche articoli che si limitano a citare gli anime, dove l'argomento principale è un altro (il giocattolo, la televisione, l'educazione dei bambini etc etc), oppure semplici lettere alle redazioni di periodici e quotidiani. Questo perché il mio intento, oltre che fare le pulci con 40 anni di ritardo al giornalismo italico (ah ah ah), è rendere il dibattito che scatenarono i cartoni animati giapponesi.
Una copertina su un mensile di economia e finanza, in cui Goldrake ha il viso del Presidente di Bankitalia del perido (Guido Carli), è, a mio avviso, l'emblema di quanto potente fosse considerato il robottone giapponese, fin dagli adulti. Sarebbe mai immaginabile un Mario Draghi nel corpo di un personaggio animato attuale?

Ovviamente non mancano le riviste televisive, e non può mancare "TV Sorrisi e Canzoni", dove, probabilmente, si può leggere il primo articolo sugli anime: 25/31 gennaio 1976 su Barbapapà

Gli articoli scovati da luglio ad oggi:

sabato 3 maggio 2025

Cappuccetto a pois


Quando si era bambini, prima dell'avvento delle tv locali private, ma anche negli anni successivi, la televisione della "Svizzera Italiana" era l'unica emittente oltre alla Rai che trasmettesse programmi per noi. Oltre all'inimitabile "Scacciapensieri", contenitore di cartoni animati statunitensi ed europei, trasmesso il sabato nel tardo secondo pomeriggio, non mancavano altre produzioni per i più piccoli.
Non è la prima volta che mi rifaccio ai programmi della RSI:







Tra le produzioni della RSI dedicate ai bambini/ragazzi, di certo tra i ricordi più piacevoli, c'era "Cappuccetto a pois" di Maria Perego, la medesima creatrice di Topo Gigio.
Il primo episodio risale al 6 gennaio 1969, ritengo che, nonostante i decenni passati, resti ancora un prodotto più che guardabile, vista la minuziosità con cui vennero create le scene in cui si muovevano i personaggi, ovviamente il target è per i più piccini, ma penso che io lo guardassi anche verso la fine delle elementari.
Chiaramente io lo vidi in successive repliche, penso sempre sulla "Svizzera Italiana", ma "Cappuccetto a pois" venne trasmesso anche da Telemontecarlo e da Capodistria (ho controllato, niente ricordi fumosi che poi uno ricorda male e deve rettificare lo scritto...), non ho trovato riscontri sulla Rai, ma ho fatto una ricerca approssimativa.
Quella sopra è la scan dell'unico, a mia conoscenza, DVD in vendita, che contiene qualche pagina di commento e solo tre episodi.




Sul sito della TSI "Cappuccetto a pois" è stato messo per intero, un gran bel regalo:

Mi son riguardato qualche episodio, e preferivo Lupone rispetto a Cappuccetto, un po' carognetta, talvolta... è vero che Lupone aveva la funzione del birbante, ma non gli riusciva mai una furbata, inoltre era sempre manovrato da altri, in quanto molto credulone.
Risentire le voci, ma anche i motivetti delle canzoncine, è stato un bel tuffo al cuore   ^_^


Ho fatto più ricerche, ma non ho trovato neppure un articolo di commento al programma per bambini, neanche sulla carta stampata della Svizzera italiana da me consultabile. Ai tempi i programmi televisivi per bambini erano pressoché ignorati, pare che non meritassero alcun approfondimento.

Qui sotto il cofanetto in DVD.

sabato 6 ottobre 2018

"Domenica Bis" - Inserto tv della "La Domenica del Corriere" - 4 numeri dal 25 gennaio al 28 febbraio 1976


Questo inserto de "La Domenica del Corriere" diretto da Mike Bongiorno, oltre ad occuparsi delle emittenti televisive straniere (TMC, la Svizzera, Capodistria), aveva un occhio di riguardo per le prime radio private. Forse perché Mike Bongiorno partecipò alla nascita di Radio Rai, quindi gradiva particolarmente l'epopea pionieristica sia delle tv private, che delle radio.Questa sua attenzione particolare alle novità radio/tv ci permette oggi di leggere qualche informazione in più su come si formarono le prime emittenti radiofoniche private.
Comunque anche questa volta ci sono degli articoli sulle prime tv private via cavo, tra cui Tele Milano di quartiere Milano 2! Chi ne sarà stato il proprietario?  ^_^
Come per il precedente post su "Domenica Bis" non inserirò il numero completo, ma le parti che a mio avviso paiono più interessanti, dato che alcuni articoli trattano di trasmissioni o sceneggiati completamente dimenticati. Metto, invece, tutte le pagine dei programmi tv dei quattro numeri qui presenti.




Mike Bongiorno si recò a visitare Radio Milano International, e gran parte dell'editoriale riguarda la prima radio privata milanese.
Chissà se i protagonisti della foto si ricordano della visita del presentatore italoamericano.




Nel numero del 22/28 febbraio (l'ultimo numero di questo post) è presente una breve intervista agli Oliver Onions, reduci dai successi della sigla di Sandokan, e non sapevo della versione inglisc!!!



                      


lunedì 14 marzo 2016

"Sono arrivati gli Ufo ma niente paura", di Giorgio Bensi - "Domenica del Corriere" 28 febbraio 1979




AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Una volta la sfilata del carnevale di Viareggio veniva trasmessa in diretta dalla Rai, anche perché vi era legata la lotteria nazionale, di Viareggio, appunto. Ricordo ancora bene la gioia nel vedere in tv il carro di "Atlas Ufo Robot", era proprio scoppiata la Goldrake-mania, ed aveva contagiato anche gli adulti!
Actarus e soci non erano gli unici personaggi dei "cartoni animati giapponesi" ad avere l'onore di avere carri tematici, c'erano anche Heidi e Barbapapà, anche se quest'ultimo, probabilmente, non era considerato di matrice nipponica.
La parte più bella di questo articolo sono le foto, in quanto il giornalista non tratta l'argomento anime, ma solo la cronaca della preparazione dei carri.
Da notare che le belle promesse dei politici non sono un'usanza degli anni 2000, ma risalgono ben più indietro nel tempo, lo si capisce dal commento del giornalista, che motiva la scarsità di carri satirici sui politici italici con la disillusione degli elettori.
Le didascalie alle foto precisano la presenza di un carro su Vega, oltre a quelli su Goldrake ed Actarus, secondo me Alcor non se lo filò nessuno  :]
Ah no, eccolo là dietro senza testa, di fianco alla torre del Centro Ricerche Spaziale, si riconoscono anche Venusia e Rigel, quello vicino ad Actarus non capisco chi sia.


Qui sotto una Heidi felice, in quanto vive sui monti, ed una triste, perché imprigionata in città. Si vede anche una Clara di spalle.


Ho trovato un video con la sfilata proprio del 1979 a Viareggio:
andare al minuto 10 e 10 secondi per Barbapapà;
al minuto 10 e 51 secondi per Heidi;
al minuto 11 e 38 secondi per Goldrake!
Gli avevano fatto pure il maglio perforante!!!!

martedì 14 luglio 2020

"Sampaolofilm scuola e dibattiti 79-80" - supplemento a "mese Sampaolofilm" n° 3 1979




Nel precedente post ho pubblicato la medesima rivista dell'annata 1976, mettendo questa del 1979, provo a fare una valutazione se il catalogo della Sampaolofilm (Edizioni Paoline) aveva migliorato la sua dotazione in fatto di animazione giapponese e film di fantascienza.
Risposta: no  ^_^
L'unico film d'animazione prodotto dai giapponesi è quello dei Barbapapà, ma di un soggetti europei, niente robottoni o orfanelli nipponici in tutto il catalogo.
Per quanto riguarda i film di fantascienza giapponesi e kaiju c'è qualcosa in più, ma poca roba.
Per esempio c'è la sinossi di "Guerra Spaziale! ("Wakusei daisenso" - 1977) e di "Odissea sulla terra", di nuovo "Rodan, il mostro alato" già presente nel catalogo del 1976: tre film.
C'è ancora Ufo Shado, che restava nel catalogo della casa di distribuzione.
Si può dire che le "Edizioni Paoline" non suggerivano alla scuola italiana proiezioni di animazione giapponese, non che ci siano poi tanti cartoni animati delle altre nazioni nel loro catalogo, ma comunque un numero maggiore di zero. Hanno messo un film d'animazione australiano (Maro Polo Junior), ma zero giapponesi doc.



Mentre nel precedente posto avevo "lamentato" l'assenza di giudizi dei film, con la presenza della sola sinossi, a distanza di tre anni misero anche le valutazioni, anche per generare un dibattito dopo la proiezione del film (in stile fantoziano scolastico).
La valutazione di ogni film è presa dalla pubblicazione "Segnalazioni Cinematografiche" del "Centro Cattolico Cinematografico", come già spiegato nel suddetto precedente post.
Stavolta la redazione inserì anche un breve commento allo scopo di stimolare il dibattito, ovviamente nei casi di film più impegnati, non per Barbapapà  :]
Qualche esempio lo mostro nella pagina con il film "Candida, dove vai senza pillola?", i cui argomenti soggetti a dibattito erano: i problemi familiari; l'amore; la vita; le ragazze madri; la maternità e il ruolo del padre.
Quindi, nel totale, una pubblicazione più sensata per lo scopo che si prefiggeva la "Edizioni Paoline".


Sempre presente la differenziazione per cicli scolastici, anche se alcuni film vennero anticipati.
Per esempio "Ufo Shado" passa dalle superiori del 1976, alle medie del 1979, si vede che eravamo maturati  :]

martedì 19 marzo 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 17)



Come al solito il numero di "Anime Cult" punta sulle interviste, numerose ed interessanti:
Emanuela Pacotto (doppiatrice);
Andrea Romoli (fumettista ed illustratore);
Elena Zanzi (editor Planet Manga);
Marina Morra (presentatrice);
Goro Miyazaki (regista);
Massimo Luca (autore di sigle).

Mi corre l'obbligo di annotare che, questa volta, l'intervista all'autore nipponico strillata in copertina è stata fatta dalla redazione (Luca Raffaelli), inoltre mi ha sorpreso l'intervista ad Andrea Romoli, non perché non la meriti, ma perché nel numero di maggio 2023 di "Nippon Shock Magazine", era già stato sentito da "NSM" (ed io l'ho scoperto grazie a loro). Non che ciò impedisca di reintervistarlo, mi ha solo sorpreso, tra l'altro, rispetto all'intervista di luglio, viene trattato un tema nuovo, le problematiche legali tra l'autore e la casa editrice italica, che fece un accordo con la "Nippon Animation" per fare una serie animata da un suo fumetto, senza informarlo...
Quindi si possono leggere cose già lette in "NSM" ed altre no.
La copertina e il dossier di questo numero della rivista è dedicata a Lamù, a cui, sempre "NSM" aveva già dedicato copertina e dossier:

Di nuovo, non che questo vieti a chicchessia di trattare per l'eternità l'argomento, ma forse dovrebbe far riflettere entrambe le redazioni sul fare un minimo di sforzo per non ritrattare i medesimi argomenti in un arco temporale troppo stretto. Per me otto mesi è un arco temporale troppo stretto... mio punto di vista.


venerdì 17 aprile 2026

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal dal 1934 al 1986 (integrazione al post del primo maggio 2019)





Circa un anno addietro ho fatto miei (cioè COMPRATO) i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986, ammetto che è stata una bella mazzata inferta al poco spazio libero rimasto in casa, ma trovo che le informazioni presenti in questi volumi siano di valore unico. In quanto riportano le poche informazioni presenti ai tempi della loro proiezione su tutto o quasi tutto quello che venne visto nelle sale cinematografiche italiche.
Il valore assoluto di queste pagine sta nel fatto che ancora oggi trovi recensioni di vecchissimi film, probabilmente ormai introvabili nella versione italiana, che si basano solo sulle loro valutazioni di decenni addietro. In generale, fino all'avvento del web, i quotidiani, le riviste o i libri si appoggiavano a questa pubblicazione, basta leggere la recensione de "La grande avventura del (piccolo) Principe Valiant" presente in un "Onda TV" 

Ne consegue che l'eventuale errore in una di queste schede, verrà ripetuto per decenni  :]

Lo ribadisco ogni volta, non faro eccezione per questo post:
Il "Centro Cattolico Cinematografico" aveva il compito di valutare cosa fosse adatto alla proiezione nelle sale parrocchiali, o comunque quello che era visibile per i minorenni. Quindi le valutazioni che i vari recensori diedero ai film le trovo più che legittime. Tra l'altro in molti casi potevano anche apprezzare il valore artistico di un film, per poi essere sconsigliato a causa delle tematiche trattate. Leggendo tante loro schede ho avuto l'impressione che non fossero dei bacchettoni. 
Ovviamente la recensione di un film del 1934 aveva più paletti estetici, etici e morali di un film del 1986, per il solo fatto che la morale pubblica cambia con il passare dei decenni.

Ne sono un esempio le schede sui film di "Tarzan", dove inizialmente questi vengono sconsigliati per le nudità presenti, cosa che oggi fa ridere:

Avendo potuto consultare con assoluta calma tutti questi stupendi volumi, mi son reso conto che il mio primo post sugli anime presentava qualche lacuna, anche perché l'arco temporale della mia ricerca in biblioteca fu più ridotto:

Ammetto che covavo la speranza di scoprire un obliato film animato nipponico proiettato in Italia nel 1930 o nel 1940, anche in virtù della nostra alleanza militare/culturale con i giapponesi, ma mi son dovuto accontentare del 1962   ^_^


"Le 13 fatiche di Ercolino", "Segnalazioni Cinematografiche" volume LI 1° semestre 1962

A quanto pare il primo lungometraggio animato nipponico arrivato in Italia, seppur sempre nella stravolta versione statunitense, è quello de "Le 13 fatiche di Ercolino", cioè viene confermata l'informazione che si trova sul web e nei saggi a tema.



"Le meravigliose avventure di Simbad", "Segnalazioni Cinematografiche" volume 58 2° semestre 1965

Al link qui sotto il post in occasione dell'uscita dei DVD:


martedì 23 dicembre 2025

Integrazione natalizia (95 articoli) all'Emeroteca Anime


Nella vita è capitato a tutti di essere "bollati" in vari modi, non sempre tutti piacevoli, ovviamente io non faccio eccezione, tra queste varie definizioni mi è capitato ultimamente di essere stato promosso a "fonte secondaria" degli articoli sull'animazione giapponese in Italia.
Considerando che ricerco materiale coevo del periodo preso in esame, non mi è ben chiaro perché sarei stato retrocesso a "fonte secondaria"... più "primaria" di articoli dagli anni 50 agli anni 80... vabbè, sarò io a non aver compreso il concetto di fonte "primaria" e "secondaria".
Quindi la fonte "secondaria" del blog "Imago Recensio" in questi mesi ha riesumato altri 95 scritti, che vanno dalle lettere alle anteprime sui nuovi anime, passando per articoli di approfondimento.
Dato che in questo ultimo anno ho consultato spesso il quotidiano "La Notte" per cercare notizie sulla prima trasmissione del "Danguard", ho deciso di passarlo in rassegna completamente, riempiendo i periodi che mi mancavano. Alla fine mi sono passato in rassegna microfilmata parte del 1977 e tutte le annate 1978, 1979, 1980, 1981 e 1982... un sacco di ore di ferie usate a beneficio di chi sfrutterà le mie ricerche senza citarmi  :]
Di certo qualcosina mi sarà sfuggita, ma ritengo che a grandi linee la mia ricerca su "La Notte" sia stata ragionevolmente esaustiva.
Ho rinvenuto una sola nuova testata che si occupò di animazione giapponese, "CL Il Cartolibraio", rivista del settore della cartoleria e della cartotecnica.
Sinceramente pensavo di trovare molto più materiale in "CL Il Cartolibraio", ma oltre a qualche articolo, ho riesumato diverse cosette che mostrerò più avanti.
Il numero di testate che si occuparono dei cartoni animati giapponesi sale, quindi, a 194!
Essermi comprato (COMPRATO) i volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986 mi ha permesso di colmare qualche lacuna che mi era sfuggita in un precedente post sui lungometraggi animati nipponici ed ampliarne di molto la ricerca.
Consultarsi il materiale a casa propria con calma, è cosa ben diversa che farlo in emeroteca, magari di fretta per i tempi limitati.
Ho passato in rassegna alcune testate scolastiche anche per gli anni 1984, 1985, 1986 e 1987, trovando qualcosina, soprattutto citazioni di chi ancora raffrontava l'attualità ai violenti "cartoni animati giapponesi" di qualche anno prima.
Con questi 95 scritti raggiungo un totale di 1755 tra articoli, anteprime, lettere, copertine etc. etc., in quanto il panorama completo è la dimostrazione di quanta attenzione la carta stampata, di ben 194 diverse testate, prestò all'animazione giapponese.
Inutile dire che sul web sono l'unico che rende disponibile gratuitamente (ho già pagato tutto io) questa mole di informazioni a chiunque, semplici appassionati, studiosi oppure persone che si occupano per lavoro di animazione giapponese.
Sono ben conscio di non essere né l'unico né il primo che svolge tali ricerche, ma sono l'unico che le condivide con tutti, sarebbe bello che mi venisse riconosciuto quando si prendono informazioni da queste pagine web  :] 
Sarebbe bello   ^_^
Sarebbe   ;)


Di seguito i 95 scritti di questa infornata natalizia

lunedì 1 maggio 2023

Mondo Anime 80, viaggio nel mondo dell'animazione giapponese



TITOLO: Mondo Anime 80, viaggio nel mondo dell'animazione giapponese
AUTORE: Andrea Costantin
CASA EDITRICE: Youcanprint
PAGINE: 118
COSTO: 20 €
ANNO: 2023
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9791221470741


Lo scopo originario che mi spinse a scrivere sul web le mie sgrammaticate recensioni di saggistica varia su temi inerenti il Giappone fu quello di dare delle informazioni su libri che praticamente non erano considerati. Si parla del 2004, nei miei primi esordi web, e l'interesse sul Giappone non era quello di oggi, a parte una nicchia molto limitata di lettori questi saggi non se li filava nessuno, era anche difficile recuperarli...
Quindi questo scopo originario informativo ho continuato a perseguirlo anche sul blog dal 2013, annata di esordio in cui inserì ben 355 post proprio per le tante recensioni sulla saggistica già esistenti altrove.
Questa premessa ha lo scopo di voler essere il meno antipatico possibile nel valutare questo scritto che ho comprato, ergo pagato, ben 20 euro.
Una valutazione negativa.
Non perché sia una auto pubblicazione tramite "Youcanprint", per esempio "C'era una volta... Prima di Mazinga e Goldrake, storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni settanta" di Massimo Nicora (16 euro nel 2016) è un bel saggio, ma semplicemente perché, a fronte del costo alto non elargisce informazioni che non siano già reperibili gratuitamente sul web.
Quando l'ho comprato il dubbio lo avevo, ma finché un libro non lo sfogli (oppure qualcuno lo sfoglia per te, cioè io...) non puoi avere certezze, magari conteneva ricordi personali interessanti, da cui magari far partire ricerche in emeroteca.
Non è stato così.
Tra l'altro ancora non capisco perché ci si ostini a legare l'animazione giapponese in Italia al decennio 1980, in Italia arrivò attraverso i cinema negli anni 60:

Se vogliamo fare un po' meno i pignoli si potrebbe partire da Barbapapà e Vichi il vichingo nel 1976, ma non avemmo la percezione che erano cartoni animati giapponesi.

L'anno zero dell'animazione seriale giapponese in Italia è e sarà sempre il 1978, non il decennio 1980...


Qui sopra la doppia pagina inerente il Grande Mazinga, che vale come esempio per tutte le serie trattate.

giovedì 22 dicembre 2016

"Tutto Giocattoli - Il bimbo nel suo mondo meraviglioso" - Catalogo Natale 1977/78



Visto che siamo quasi a Natale mi pare corretto festeggiarlo con un'orgia di immagini festose, foto di vecchi giocattoli, provenienti direttamente dall'era pre goldrakkiana, il cui avvento modificò sostanzialmnte il nostro modo di giocare, assieme ai videogiochi.
Un catalogo estremamente ricco di articoli, alcuni abbastanza conosciuti dai miei coetanei e coetanee, altri parecchio misteriosi, che mi hanno incuriosito molto.
Uno degli elementi interessanti del catalogo sono i prezzi "concordati", come recita la scritta sulla copertina, che il consorzio "Tuttogiocattoli" consigliava ai genitori dei potenziali giovani clienti natalizi.
Ho scoperto che il mio Petropolis costava più del doppio del mio adorato "Il gioco dello scudetto", ben 11 mila lire contro solo 4500 lire!
Petropolis costava addirittura di più della "Battaglia Sottomarina" a 3 dimensioni!
Posso ipotizzare che il costo così alto di Petropolis potesse essere dovuto alla novità del gioco in scatola.
Nel catalogo c'è un'ampia gamma di giochi della società "Edilio Parodi", gli stessi Parodi che importarono per primi il Subbuteo, ma non solo questo.
Due pagine sono dedicate alla Atlantic, poi la Sebino, Giaccaglia, Trudi, Italocremona, Sticktoy, Kosmos, Cogis, Comi, Groupe Djin, una nascente Gig, Migliorati, Fagea, Tonka (Toyura), Corgi, "Zeni Giocattoli Import-Export", Nylint, Il Giocattolo, Biemme Giocattoli, Miniminiera, Baby Line.
Senza contare le più famose Mattel, la già succitata "Editrice Giochi",  Fisher Price, Chicco e la Harbert.
Un certo numero di queste aziende non fabbricavano giocattoli, ma si limitavano ad importarli, come la "Edilio Parodi".
Ho dovuto "giuntare" alcune scan perchè il formato del catalogo è un bel quadratone da 24 cm X 24 cm, ergo non rientrante nel mio povero scannerizzatore, in altri casi mi son limitato a spezzare la pagina in un punto che non rovinasse le immagini  :]
Altra particolarità del catalogo è l'ultima pagina, dove veniva pubblicizzato sia il concorso "Quel che piace a me" per il Natale 77/78, che i risultati di quello dell'anno prima. Il concorso era stato indetto dalla "Associazione commercianti al dettaglio in giocattoli della provincia di Milano", non per nulla in copertina c'è il timbro, un po' rovinato, del negozio "Giocattoli Trieste" di piazza Sempione 5(?) qui di Milano. La pagina contiene le fotografie fatte durante la consegna dei premi nell'aprile 1977, belle immagini in bianco e nero di bambini e bambini al settimo cielo, da guardarsi leggendo il testo nel riquadro centrale, in base al numerino di riferimento.



Ingrandisco un po' le foto, nel caso che i bambini e bambini delle foto capitino su questi lidi:
Laura Crenna; Yuri Radaelli; Alberto Bellondi; Silvana Severini; Antonio Clivio; Bibiana Parodi (spero non parente dei Parodi importatori di giocattoli...); Alesandro Soncini.

venerdì 18 maggio 2018

TV Sorrisi e Canzoni N° 37 dall'11 al 17 settembre 1977- "La TV dei ragazzi (senza Goldrake) + "Kimba il leone bianco" il 12 settembre



Questo numero di "TV Sorrisi e Canzoni" è interessante per più motivi. Intanto presenta ben due articoli inerenti i programmi per bambini/ragazzi. Uno sull'attore che impersonava Zorro, l'italiano Armando Catalano (scopro ora che fosse un connazionale, seppur nato negli Usa), nome d'arte Guy Williams.
L'altro articolo è una panoramica di ben 8 pagine sui programmi per i più giovani:
Il delfino bianco (il cartone di Zum il delfino bianco?); Principi, streghe e bambini (programma); Paolo e Virginia (sceneggiato); Supergulp (cartoni); Nata Libera (telefilm); Lassie (telefilm); La famiglia Partridge (telefilm); Saturnino Farandola (sceneggiato); Woo Binda (telefilm); Teatrino in blue jeans (programma); Tre nipoti ed un maggiordomo (telefilm); Viki il vichingo (cartone); Gianburrasca (sceneggiato); Sesamo Apriti (programma); Furia e Black Beauty (telefilm); Marcellino (film); L'uomo Ombra e il Cavaliere Solitario (cartoni).

In neretto, per quel che può valere, quelli che piacevano a me  :]
Nelle otto pagine non è annunciato Goldrake, con cui la Rai non era ancora entrata in contatto (cosa che accadrà nel novembre 1977 al Mifed di Milano), e dimostra bene, a mio avviso, il perché "Atlas Ufo Robot" sbaragliò qualsiasi altro programma a noi dedicato.
Immagino proprio Nicoletta Artom che, visti i programmi di cui sopra, vede i disegni animati di Goldrake e fa un balzo sulla sedia, sapeva già che avrebbe vinto a mani basse   ^_^
Due cartoni animati giapponesi già c'erano, cioè "Viki il vichingo" e Zum, ma nessuno conosceva la loro matrice nipponica, e non credo comunque che interessasse, ancora...
I cartoni erano molto pochi, la facevano da padrone i telefilm e gli sceneggiati.
Venivano programmati telefilm in bianco e nero, cioè Furia e Zorro, fatto che comunque aveva poca importanza in quanto la stragrande maggioranza degli italiani non aveva ancora un televisore a colori.




L'altro argomento di interesse riguarda l'anime di "Kimba il leone bianco", la cui (per ora) prima apparizione sulle tv (private) italiane deve essere retrodata dall'8 ottobre 1977 al 12 settembre 1977, quindi 5 mesi prima di Heidi e 7 mesi prima di "Atlas Ufo Robot".
In questa classifica non considero i Barbapapà e Viki per una questione di lunghezza del cartone e di contenuti. A mio avviso Kimba, Heidi e Goldrake sono più omogenei anche riguardo al target, e non erano storie autoconclusive.
Alle 18,30 su "TVC Canale 48" i bambini fiorentini potevano già godersi un vero anime, anche se arrivato tramite gli Usa, cosa che accadrà anche il seguito con Star Blazers e i Gatchaman.




Quello che non mi è chiaro è perché "TV Sorrisi e Canzoni" mise la foto un delfino vero piuttosto che un  Zum disegnato...
E' anche vero che nel riquadro su "Il delfino bianco" (pagina sotto) si parla di cartone animato, c'è la trama, ma manca il titolo. Sinceramente a me non viene in mente un altro cartone con un delfino bianco come protagonista.
In " Principi, streghe e bambini" c'era anche Cinzia De Carolis!

sabato 21 dicembre 2019

Shalanda, il magico nell'animazione giapponese




TITOLO: Shalanda, il magico nell'animazione giapponese
AUTORE: Valeria Arnaldi
CASA EDITRICE: Ultra
PAGINE: 222
COSTO: 23,5 €
ANNO: 2019
FORMATO: 25 cm X 17 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN:9788867766482


Alcune premesse d'obbligo.
Non sono un esperto del genere majokko/maghette, quindi posso non essermi reso conto di errori, che per altri lettori esperti del genere potrebbero essere macroscopici.
Fare una divisione netta per generi nell'animazione giapponese è arduo, ma comunque non impossibile.
Sono abbastanza prevenuto verso i libri della collana "Ultra Shibuya".
Il perché io sia diffidente verso i contenuti della collana li ho scritti più volte nelle altre 9 recensioni:
Ultra Shibuya

Brevemente li riesporrò: quantità strabordante di inutili immagini (senza didascalie); poco scritto; informazioni prese dal web (wikipediate); assenza di bibliografia e sitografia; autori che non paio esperti o appassionati di animazione giapponese; lunghe frasi ad effetto supercazzola; rapporto prezzo/contenuto assai scarso.

Questa volta non ho avuto la forza di andare a cercarmi ogni singola wikipediata, le ho date per scontate leggendo il testo, si notano rileggendo poi Wikipedia  ^_^
Una volta tanto parto subito con l'aspetto positivo del libro, una miglioria innegabile:
sono aumentate le pagine con scritto!

Delle 222 pagine totali "solo" 42 hanno immagini a piena pagina, ergo scritto pari a zero.
Altre 104 pagine ospitano una immagine di varia grandezza, che può occupare anche gran parte della pagina.
Sono 33 le pagine scritte interamente, mentre le restanti, fatte le debite sottrazioni, non contengono immagini, ma non riempiono completamente la pagina.
Per un qualsiasi altro saggio sarebbe un ben magro numero di pagine scritte, ma per un libro della "Ultra Shibuya" è praticamente quasi un record. Per comprendere il mio sarcasmo è necessario andarsi a leggere le recensioni delle altre 9 uscite  ^_^
Inoltre sono state inserite alcune didascalie, solo per le immagini di opere d'arte, per quelle degli anime zero... resta la prassi di inserire un'immagine che non ha nessun nesso con quello che stai leggendo nella pagina, creando una certa confusione.
Come premettevo sopra non sono un esperto delle serie sulle maghette, vidi qualche puntata a caso di alcune serie, però il bello di questo libro che non tratta solo il magico delle serie majokko, ma il magico in generale, di quasi qualunque serie.
A questo punto entra in gioco l'altra mia premessa, cioè che non è facile decretare nettamente a quale genere una serie appartenga, sappiamo che molto spesso ci sono tratti di più generi, però un minimo di ordine lo si può stabilire.
In un libro che tratta della magia nell'animazione giapponese ha senso inserire "Hela Supergirl", "Cutie Honey", "Cybernella" e "Kimagure Orange Road"?
Ma se i "superpoteri" del protagonista non li conferisce una entità magica, ma invece fanno parte del proprio codice genetico ("Hela Supergirl" e "KOR") oppure hanno matrice scientifica/fantascientifica, perché i relativi titoli vengono inseriti nel libro?
In "Kimagure Orange Road" la famiglia del protagonista ha poteri paranormali, va bene che in Italia venne affibbiato alla serie l'assurdo titolo "E' quasi magia Johnny!", ma, appunto, pure alla Fininvest si resero conto che era "quasi magia", ergo non era magia   ^_^
Come mi ha fatto notare un'amica (grazie Susy), se il criterio di scelta della serie è così labile, allora ci si poteva mettere dentro anche Barbapapà!
E cosa ne diciamo della trasformazione dei Getta Robot? Essa non è magia pura?
E in Starzinger la regina Aurora non ha poteri magici?
Ma quando vedi che ci hanno cacciato in un capitolo anche la povera Lamù, dove nel titolo italiano si specificava fosse la "ragazza dello spazio" e in quello giapponese fossero "i tizi della stella Uru", e non la "ragazza magica dello spazio" o "i tizi magici della stella Uru", capisci che allora vale tutto   ^_^


Dal breve scritto evidenziato qui sopra di pagina 133 si può comprendere la mia diffidenza verso questa collana.
Forse sarò un po' settario, ma penso che uno scritto di saggistica debba nascere, obbligatoriamente, da una passione, dal far parte di una "setta" di appassionati di qualcosa.
A me nulla interessa di fitness, quindi, se mai ci scrivessi un saggio, mi limiterei a prendere informazioni dal web o da altri libri, mischiarle un po', commettendo qualche svista, e pubblicherei il tutto.

domenica 20 ottobre 2024

Annuari 1978/1979/1980 con i fatti del 1977/1978/1979 "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio" - focus su televisione e radio, videogiochi, cinema, musica

Dopo gli "Almanacco d'Italia AGE" (con i fatti degli anni 1978-1979-1980-1981" e gli "Annuario degli avvenimenti Enciclopedie Rizzoli" (con i fatti dal 1976 al 1982) ho scovato un'altra fonte che trattò l'animazione giapponese all'interno del resoconto delle notizie dell'anno, gli Annuari della "Nuovissima Enciclopedia Universale Curcio".
Rispetto alle due fonti già proposte (Age e Rizzoli) la "Curcio" si posiziona a metà, sia come livello informativo sia come fattura dei volumi. In pratica la pubblicazione della Rizzoli, immagino anche grazie al supporto dei giornalisti del gruppo, resta inarrivabile sia come completezza del panorama informativo generale che di quello particolare inerente questo blog, tra cui l'animazione giapponese in Italia. I volumi della Rizzoli restano anche di formato maggiore e di fattura migliore.
La pubblicazione Age resta la più scrausa, sia a livello informativo generale che particolare per questo blog, con un formato che è il più piccolo ed una fattura esteticamente molto al risparmio.
I volumi della Curcio sono di formato un po' più piccolo rispetto a quelli della Rizzoli (24 cm X 20 cm contro 27cm X 21 cm) e con meno pagine, ma di formato più grande rispetto a quelli della Age (20 cm X 13 cm), sebbene quelli della Age contengano più pagine.
Gli Annuario Curcio hanno una copertina imbottita in finta pelle molto vintage, ma preferisco i Rizzoli, son più da volume bibliotecario   :]
Partendo dal presupposto che gli "Annuari Rizzoli" li considero i più esaurienti, per illustrare in due post (tre annuari per ogni post) della Curcio mi son limitato alle scan delle pagine sulla televisione (e radio) e degli argomenti che toccano solo l'animazione giapponese in Italia, omettendo anche la pagina sui fatti del Giappone, tanto son quasi le stesse notizie presenti in quelli della Rizzoli. Stesso discorso per il Cinema, mentre per gli "Annuari Rizzoli" avevo messo tutti gli anni con i commenti sull'annata cinematografica, per la Curcio l'ho inserita solo quando vengono citati i cartoni animati giapponesi. Non ho inserito neppure la cronologia del fatti accaduti, basta quella della Rizzoli. 
In pratica ho voluto evitare la solita grandinata di scan   ^_^
Per esempio negli "Annuari Curcio" non sono mai citati i fumetti in generale o l'editoria per ragazzi, cosa che capita in quelli Rizzoli, che era più elastica riguardo ai temi trattati. Quando un tema aveva fatto notizia in Italia, negli "Annuari Rizzoli" veniva inserito, sacrificando un altro che magari era presente l'anno (o gli anni) precedente e il cui interesse era scemato.
Gli "Annuari Curcio" sono più ripetitivi come temi trattati, comunque inserisco sempre il sommario, tanto per rendere l'idea dei focus inseriti oltre alle classiche notizie di politica interna, estera, economica etc. etc.
Per chi volesse recuperarli, magari le annate che io non ho preso, avviso che il prezzo resta medio basso, più che altro bisogna avere la fortuna di trovare un venditore che renda disponibile più annate contemporaneamente.
L'anno presente in copertina è quello di uscita del volume, quindi i temi trattati sono quelli dell'anno precedente:
il volume del 1978 tratta le notizie del 1977;
il volume del 1979 tratta le notizie del 1978;
il volume del 1980 tratta le notizie del 1979.

In pratica ho sempre trovato delle citazioni sull'animazione giapponese in Italia, tranne per il primo volume, cioè quello del 1978 con i fatti del 1977, e se fosse capitato sarebbe stato un bello scoop   ^_^
Il volume che più riporta notizie sui cartoni animati giapponesi in Italia è quello del 1980, con i fatti del 1979, tanto che lo inserisco nella "Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90".
Nel prossimo post gli altri tre "Annuari Curcio con gli anni 1981, 1982 e 1981 (fatti del 1980, 1981 e 1982).


Ho provato a prendere anche il volume del 1978 con i fatti del 1977, tanto per provare a vedere se scovavo qualche accenno sugli anime, in fondo in Italia già vedevamo "Vichy il vichingo" e i Barbapapà, benché non fosse esplicitato che la loro produzione era giapponese.
Purtroppo non  ho trovato nulla, quindi di questo volume inserisco esclusivamente le pagine che trattano di "Televisione e Radio".




L'introduzione dell'editore spiega sia il periodo informativo trattato, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre 1977, ma in generale il senso della pubblicazione, che era anche relativamente giovane, essendo questo solo il quinto volume.
E' interessante leggere lo spirito con cui vennero decise le informazioni da inserire e quelle da omettere, stante che non si poteva riportare TUTTI i fatti accaduti in un anno:
"Seguendo infatti un organigramma continuamente aggiornato e applicando all'indagine una metodologia obiettiva e sempre subordinata alla dialettica del momento, abbiamo cercato di dare al Lettore ciò che è essenziale, sfrondando i fatti dalle impressioni superflue: ci siamo, cioè, sforzati di individuare e separare nella realtà attuale ciò che avrà un valore duraturo e perciò potrà svilupparsi, con effetti innovatori sulla nostra vita, da tutto quello che per la sua fatuità è già morto nel momento in cui nasce."

Ci sarebbe da opinare su quel "sfrondando i fatti dalle impressioni superflue", visti i giudizi sostanzialmente quasi sempre negativi sui cartoni animati giapponesi, nonostante le poche righe concesse, talvolta solo accenni, ma accenni negativi.
In generale resta assai pretenzioso, oltre che assai arduo da porre in atto, il voler individuare e separare nella realtà attuale ciò che avrà un valore duraturo e perciò potrà svilupparsi, con effetti innovatori sulla nostra vita, da tutto quello che per la sua fatuità è già morto nel momento in cui nasce".

Ovviamente per i fatti più importanti la scelta delle notizie era semplice, non si può omettere il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro o la rivoluzione di Khomeini, ma è quando si "scende" ad argomenti meno importanti che il tutto diviene più difficile:
quale programma avrà cambiato veramente la televisione italiana per ragazzi? 
I Muppet o "Atlas Ufo Robot"?