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sabato 28 febbraio 2015

Daimos, il figlio di Goldrake - film di montaggio 1979/1980



Prima di commentare questo altro film di montaggio è giusto premettere che io non ho mai seguito la serie "General Daimos", tranne per qualche occasionale spezzone visto ai tempi sulle tv private minori. Ho provato a guardarlo da adulto(?), ma sinceramente, oltre ad avere un doppiaggio italiano orrendo e caotico, ho trovato inverosimile gran parte della trama, infine il robottone è osceno, ed inguardabile è la sua trasformazione.
Detto ciò, il film di montaggio "Daimos, il figlio di Goldrake" mi interessa esclusivamente per il coinvolgimento d'ufficio di Actarus, che si ritrova ad avere un figlio, probabilmente a "sua insaputa"...
Mentre immagino che per i fan della serie del Daimos il film sarà un scempio perché massacra tutta la trama e gli accadimenti della 44 puntate.
Il coinvolgimento di Goldrake ed Actarus nel film è abbastanza sporadico, giusto all'inizio del film, che presenta il classico incipit minestrone con date e parole a caso, e in qualche altro punto dove si sottolinea il rapporto di parentela tra Kazuya ed Actarus. Però mi chiedo quale parentela potrà mai esserci tra due robottoni... se Daimos è il figlio di Goldrake, chi è la madre?
L'inizio del film presenta una serie di spezzoni presi dagli altri corti dei film Toei sui robottoni gonagaiani, tagliati e cuciti alla buona, con una voce narrante in sottofondo che spiega l'inspiegabile.
Il commentatore ci informa che siamo nel 2980... quindi, considerando che la serie di Atlas Ufo Robot è ambientata a metà degli anni 70, circa mille anni dopo... vabbè che Actarus era guarito dagli effetti nocivi dei raggi vegatron, però campare 1000 anni mi pare un po' esagerato...
Si capisce che la mano e la voce dei testi è la medesima del film di montaggio Mazinga vs Goldrake dal modo in cui viene pronunciato Goldrake, un po' alla romanesca :]


                                


Actarus, però, non ha passato mille anni a raccogliere fiori su Fleed, ma s'è preso una bella laurea, magari sarà stato pure fuori corso, ma tanto in mille anni si recupera.



                              


domenica 11 dicembre 2016

Guida ai super robot, l'animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Guida ai super robot, l'animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980 AUTORE: Jacopo Nacci  
CASA EDITRICE:Odoya
PAGINE: 302  
COSTO:  20€    
ANNO: 2016    
FORMATO: 21 cm x 15 cm    
REPERIBILITA': Ancora reperibile a Milano
CODICE ISBN: 9788862883290


Parto subito con l'antipatia. Secondo me il titolo sarebbe dovuto essere “Guida filosofica ai super robot”, perché le interessanti analisi e conclusioni dell'autore sono, purtroppo, un pelino ostiche.
Questa non è una semplice (in tutti sensi) guida sui robottoni dal 1972 al 1980, con trama e schede, come avevo pensato dal titolo, ma un vero e proprio trattato filosofico.
Ovviamente che lo scritto sia ostico è un mio punto di vista, di certo chi avrà qualche infarinatura filosofica non incontrerà nessun problema a districarsi fra le frasi, che in alcuni punti mi hanno fatto ingarbugliare il cervello >_<
Devo comunque ringraziare Jacopo Nacci per il mini “glossario mitologico”, come lo titola lui, senza il quale avrei avuto molti più problemi.
Infatti l'autore conia una serie di termini per identificare le varie dinamiche tra i personaggi delle serie robotiche, anche allo scopo di far risaltare le similitudini narrative tra i vari robottoni:

abisso; avvenuto-cataclisma; catastrofe-già-avvenuta; cosmogonia dell'orfano alieno; cosmogonia dualistica; cosmogonia monistica; decremento dell'abisso; figura spiritualizzata; guardiano del varco; incremento dell'abisso; irruzione dell'abisso; irruzione nell'abisso; mediatore di mondi; orfano alieno; padre della tecnica; varco.

Per ognuno di questi termini alla fine del libro ci sono delle spiegazioni su come vanno interpretati ed inseriti nel contesto del saggio, purtroppo io me ne sono accorto verso la fine del libro T_T
Forse era meglio metterli all'inizio... comunque avviso subito i potenziali lettori, andate a pagina 287 prima di iniziare la lettura e, comunque, quando avrete il cervello in stato confusionale :]
Anche i titoli dei capitoli e dei paragrafi sono un po' ricercati, per esempio sono stato preso un po' dallo sconforto quanto ho letto il titolo del paragrafo 14.2 “Prolegomeni a ogni metafisica futura”... prolegocosa?! O_o
Per fortuna esistono i vocabolari, e con un pochino di sforzo, più o meno quasi forse all'incirca ho capito. Scriverlo un po' più facile? >_<
Questo non vuol dire che le elucubrazioni dell'autore siano delle “supercazzole” ultrashibuyane, per nulla, sono tutte molto interessanti. Molte mi hanno colpito, qualcuna non mi ha convinto, su almeno una sono in disaccordo.
C'è da dire che, probabilmente, io non sono in possesso degli strumenti culturali per contestare gran parte delle analisi filosofiche dell'autore, comunque a me son sembrate in gran parte sensate.
Nella “Avvertenza” iniziale Jacopo Nucci chiarisce subito che in caso di disaccordo con lui vale il: “e per il resto pazienza: ogni sguardo è personale”.
Concetto che mi ha ricordato un po' la formula “visto e piaciuto” di alcune aste online  :]





domenica 23 giugno 2024

Al cinema con gli anime, i film di montaggio italiani tratti dalle serie televisive giapponesi negli anni Ottanta


TITOLO: Al cinema con gli anime, il film di montaggio italiani tratti dalle serie televisive giapponesi negli anni Ottanta
AUTORE: Jacopo Benini
CASA EDITRICE: Società Editrice La Torre
PAGINE: 296
COSTO: 22,50 €
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788896133712


Togliamo subito l'elefante, anzi, il brontosauro dalla stanza, il sottotitolo al libro non l'ho capito, azzarderei fin sbagliato, almeno fuorviante:
i film di montaggio italiani tratti dalle serie televisive giapponesi negli anni Ottanta

Come tutte le volte che mi traslano materiale, qualsiasi esso sia, degli anni 70 negli anni 80, la cosa mi ha irritato   ^_^
"Negli anni Ottanta":
gran parte delle serie tv da cui sono stati assemblati questi film di montaggio sono degli anni 70;
gli stessi mediometraggi Toei, poi montati ad arte per trarne film singoli, sono degli anni 70;
alcune delle iniziative commerciali italiche costituite per generare questi film di montaggio, sono state poste in atto negli anni 70, seppure alla loro fine.

Resta che il 1978 e/o il 1979, anche fino al 31 dicembre, restano anni 70.
Cosa costava riportare "i film di montaggio italiani tratti dalle serie televisive giapponesi negli Settanta ed anni Ottanta?
Si noti che degli anime visibili nelle copertine anteriore e posteriore solo due sono degli anni 80, tanto per dire la scelta un po' insensata per il sottotitolo.

Ammetto che quando appassionati/ricercatori tanto anagraficamente giovani (Benini è del 1996) si approcciano ai "miei" cartoni animati giapponesi provo dei sentimenti contrastanti:
sollievo e contentezza perché nuove leve indagano il mondo degli anime anni 70/80 e mantengono vivo il loro ricordo, che altrimenti si oblierà con la nostra dipartita;
un po' infastidito, come se un "estraneo" mi entrasse in casa ad impicciarsi dei fatti miei...

"Loro", le nuove leve, non hanno vissuto il "first impact" e manco il secondo (forse neppure il terzo...), come si permettono di spiegarlo a me che c'ero e che raccolgo documenti e materiale da quando "loro" (gli estranei) manco erano nati o erano all'asilo?

Ovviamente conta il come questi giovani saggisti sviluppano la loro ricerca e trattano l'argomento "vecchi cartoni animati giapponesi"  :]

Uno dei tanti aspetti che una persona nata nel 1996 non può comprendere è che noi guardavamo i primi anime in tv in bianco e nero, solo successivamente le tv a colori entrarono nella case italiche, ma non a casa mia fino al 1986...




Per fortuna sia nella prefazione di Gianluca Di Fratta, che nello scritto dell'autore e nelle interviste a fine saggio, l'argomento è ben esposto.
Poter recarsi al cinema per ammirare i tuoi eroi a colori era un sensazione unica, che poi le trame di questi film e talvolta i nomi non tornassero del tutto con quello che conoscevi, creava un po' di spiazzamento (e di discussione tra amici), ma restava un'esperienza catartica   ^_^
Infatti concordo su tutta la prefazione difrattiana, tranne nei punti in cui, forse, ci si complimenta troppo con gli autori di questi stravolgimenti di montaggio cinematografico, che, stringi stringi, operavano per un mero tornaconto economico, una mezza truffa ai danni di innocenti bambini che volevano vedere solo i propri eroi animati colorati sul grande schermo. Nel caso dei mediometraggi il film era già esistente nella versione nipponica, sarebbe bastato proiettarlo senza pigliarci per il c...   :]
Un po' mi ricorda la questione attuale, presente spesso sulla rivista "Anime Cult", secondo cui dovremmo ringraziare chi alla Fininvest/Mediaset importava anime fuori target, quindi era "costretto" a manipolarli, delocalizzarli, snaturarli e in alcuni casi stravolgerli, per mandarli in onda... mentre in realtà costoro facevano i propri interessi legittimi di stipendiati, non agivano per il bene dell'animazione nipponica in Italia... ma sto divagando.

Capisco che il saggio sia una analisi seria, seppur di un argomento tanto secondario (ed importante!), ma talvolta ho letto dei termini che forse si sarebbero potuti rendere più accessibili:
tool di rimando; bias culturale; sistematizzazione tassonomica; framework teorico"...

E poi ho smesso di prendere nota a pagina 17, perché era solo l'introduzione dell'autore  :]

Nel primo capitolo si riepiloga la storia dell'animazione nipponica, che viene fatta partire, per esigenze di spazio e coerenza con il tema del saggio, dal dopo guerra. Ci si concentra sull'animazione nipponica commerciale, non film d'autore, come commerciali erano i film di montaggio italici.
Per spiegare la parte commerciale delle serie tv nipponiche, anche nei loro esordi con "Tetsuwa Atom", si fa spesso riferimento agli sponsor, tipo l'azienda di cioccolati "Meiji Seika".
Tanti ma tanti anni fa comprai alla libreria Hoepli di Milano due libricini strapieni di pubblicità per ragazzini, ai tempi non sapevo bene neppure il perché di quell'acquisto impulsivo, ma mi è tornato utili più volte:


mercoledì 18 gennaio 2023

I documenti del "nullaosta censura" del Ministero dello Spettacolo per i lungometraggi animati giapponesi dal 1961 al 1982






Nel mio infinito girovagare nel web alla ricerca di archivi storici digitalizzati di quotidiani e riviste, fonti e bibliografia varia, succede che incappi in siti e documenti sovente inaspettati.
Inaspettato lo è stato un sito che, a dispetto del nome un po' particolare, contiene una mole di documenti del Ministero (del Turismo e) dello Spettacolo riguardante i nullaosta della censura dei film da proiettare al cinema, che prima dell'avvento della televisione (privata in particolare), erano il primo luogo dove si poteva vedere un lungometraggio, compresi quelli animati.
Il sito è il seguente:

Io ho utilizzato il sito solo per ricercare i lungometraggi di animazione (e non) giapponese, ma immagino sia disponibile qualunque genere.
Il motore di ricerca è abbastanza efficiente. Il sito di permette di scaricare un PDF con il documento del visto censura, con tanto di date, titoli originali e sinossi del film, anche se quest'ultima parte varia parecchio, forse dipendeva dalla persona che aveva l'incarico di visionare la pellicola. Si poteva trovare l'addetto più prolisso che ci ha lasciato un documento interessante da leggere, oppure quello molto sintetico, che praticamente non ci ha lasciato nulla da leggere...
Direi di aver rinvenuto, salvo mie sviste, tutti i lungometraggi animati nipponici che passarono al cinema dal 1961 al 1982, e che poi le tv private locali avrebbero trasmesso a più non posso nei decenni a seguire, specialmente sotto il periodo natalizio.
Le schede con il nullaosta ministeriale sono 31, mentre per altri 4 film manca il PDF, pur essendoci la scheda del sito con i dati del nullaosta, nel totale sono 35 lungometraggi animati nipponici che passarono l'ok del ministero.
Purtroppo tra i quattro documenti mancanti ci sono proprio il primo e il secondo film dei robottoni sottoposti al visto censura il 17 agosto e il 28 ottobre 1978, "Mazinga contro gli Ufo Robot" e "La più grande avventura di Ufo Robot - Goldrake all'attacco!".
Oltre a poter leggere il commento del "censore", con i nomi dei personaggi della prima versione doppiata in italiano (con qualche occasionale incongruenza o mancanza oppure con nomi che non  rammentavo), resta interessante sapere quando realmente il film fu sottoposto al ministero per l'autorizzazione ad essere proiettato nei cinema.
Non mancano errori nel individuare la trama corretta, mentre i altri casi l'incaricato fu più preciso.
Il post andrebbe consultato assieme ad altri tre. 
Quello dove avevo inserito le sinossi dei lungometraggi animati giapponesi presenti nella pubblicazione "Segnalazioni Cinematografiche":


Quello con i dati di affluenza al cinema, anche se vale solo dal 1978 al 1981:

Di seguito i nullaosta in ordine cronologico, anche se, non essendo un esperto di burocrazia ministeriale, non ho saputo valutare quale delle due date presenti nel documento considerare prioritaria.
Ho scelto di la prima datazione, cioè il primo ok del censore, e non quella finale successiva con la firma dell'incaricato.
Da tenere in considerazione anche la numerazione in alto a sinistra, che sarà il numero del protocollo o roba del genere.
Ovviamente la prima scheda del primo film d'animazione nipponico del 22 dicembre 1961 (Le 13 fatiche di Ercolino) ha il numero più basso, cioè 36244, mentre l'ultimo film del 17 giugno 1982 (Lulù l'angelo dei fiori) ha il numero più alto, cioè 77911.
  

Le 13 fatiche di Ercolino 22 dicembre 1961.

Wikipedia neppure riporta i nomi della versione italica  ^_^
Meglio con "cartoni on line":




Come si può notare, rispetto al primo documento, mancano i nomi degli autori e/o regista, ma la sinossi è più accurata:

La recensione del Dr. G. de Tomasi è più lunga di quella di Wikipedia  :]

giovedì 28 marzo 2019

"Il Giornale dei Giocattoli" (Organo ufficiale dell'Assogiocattoli) - Pubblicità giocattoli cartoni animati giapponesi anni 1978/79/80




La Assogiocattoli, associazione dei produttori di giocattoli, pubblicava mensilmente un periodico informativo in cui, oltre ad un certo numero di articoli inerenti il mondo industriale ed economico del giocattolo, c'erano tonnellate di pagine di pubblicità.
La rivista era ad uso delle aziende, non per il pubblico, diciamo erano le pubblicità di un nuovo articolo che si voleva pubblicizzare ai negozianti e ai distributori di giocattoli.
Quando ho passato in rassegna le annate 1978, 1979 e 1980 sono rimasto colpito dalla bellezza di queste réclame, non solo sono di grande formato, maggiore di quasi tutti i cataloghi in mio possesso, ma spesso erano fatte apposta per questa rivista di settore, mai viste in altri cataloghi o periodici.
Purtroppo il luogo dove ho visionato le tre annate della rivista non permetteva la scansione delle pagine, solo fotografie, quindi ho dovuto usare il mio smartphone come scanner per immortalare quelle stupende immagini.
Questo impedimento tecnologico ha comportato che, anche a causa di una illuminazione della sala non ottimale, delle pagine patinate della rivista (che riflettevano il flash), della difficoltà materiale a tenere completamente aperta le medesime mentre scattavo le foto (ho solo due mani...), una qualità un po' altalenante delle immagini.
Ovviamente di questo mi scuso, ma come si dice a Milano  "Piutost che nigot, l'è mej piutost" (Piuttosto che niente è meglio piuttosto), ergo ho pensato che pur di testimoniare tali pregevoli pubblicità, si sarebbe potuto soprassedere sulla qualità.
Le tre annate sarebbero state da fotografare tutte, ma il tempo era limitato ed il mio obbiettivo erano le pubblicità dei prodotti legati ai cartoni animati giapponesi.
Ho fotografato sempre e solo la prima apparizione di una pubblicità di un prodotto legato agli anime, che sovente veniva replicata nei numeri successivi, specificherò ogni volta la data del numero in cui era ospitata la relativa réclame.
Da questo punto di vista cronologico si potranno notare alcune curiosità, anche considerando che questa rivista doveva fornire in anteprima ai giocattolai dei nuovi prodotti da proporre ai bambini.
Per esempio i bambolotti di Heidi e Peter erano già pubblicizzati dalla Fabianplastica nel gennaio 1978, quando la serie arriverà sugli schermi il 7 febbraio 1978.




Gennaio 1978





Ecco... ad essere onesti la Fabianplastica ho l'impressione che non puntasse assai su questa serie animata giapponese... la pubblicità presentava più personaggi, e gli altri erano già conosciuti da noi bambini: il Cavallino Michele; i Barbapapà; Dusty; l'automobile Isotta.
Poi c'erano Heidy e Pedro... si Heidy e Pedro... la Fabianplalstica sbagliò clamorosamente i nomi dei due personaggi della serie.
La pubblicità a doppia pagina è interessante anche per il testo, che era indirizzato direttamente ai giocattolai, dove ognuno dei personaggi era collegato alla relativa notorietà televisiva, mentre per le "mascotte" Heidy e Pedro si annunciava per gennaio la messa in onda di 52 puntate di 30 minuti l'una.

martedì 12 agosto 2025

Film di arti marziali presenti nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" dal 1934 al 1986 - seconda parte: volumi dal 1977 al 1986


Mi è sembrato il caso di non inserire di nuovo la lunga e tediosa premessa e spiegazione del post sulle schede dei film di "arti marziali" presenti nel volumi di "Segnalazioni Cinematografiche", le si può leggere nel precedente post:

(stamattina ho aggiunto "Watari ragazzo prodigio" al primo post, me lo ero dimenticato!)

Le immagini con l'elenco di tutti e 184 i film rinvenuti (sperando di non aver dimenticato altro) li ho messi a fine post ;)
Piccola annotazione: 
poco più sotto (sesta e settima scan qui sotto) si può notare che anche la redazione faticava a trovare informazioni sui film che recensiva, infatti inserirono una serie di film con "DATI INCOMPLETI", tra cui ben due di arti marziali.

Nel precedente post (link qui sopra) avevo ribadito che la prassi italica di inventarsi i titoli dei film di sana pianta e di creare film di montaggio non nacque con i lungometraggi animati nipponici, ma era una prassi consolidata dei nostri importatori. 
L'ennesima prova la si ha in questi film di arti marziali, dove, dopo la morte di Bruce Lee avvenuta nel luglio del 1973, gli importatori italici decisero di cacciare dentro nel titolo il defunto maestro del kung-fu anche quando il film non lo prevedeva. Inoltre inserivano stralci di altri suoi film, totalmente fuori contesto rispetto alla trama, tanto che pure i recensori di "Segnalazioni Cinematografiche" se ne accorgevano.
Il tutto per spingere al cinema i cultori di Bruce Lee, poi è ovvio che ti creavano "Daimos, il figlio di Goldrake" anche se Actarus, per quanto ne sappiamo, ai tempi mai aveva procreato...
Nel primo post (sempre primo link in alto) i titoli dei film in cui inserirono proditoriamente Bruce Lee furono relativamente pochi, solo 6 su 97 schede presenti dal 1969 al 1976:
Sulle orme di Bruce Lee (vol. 78 anno 1975);
Bruce Lee (vol. 79 anno 1975);
L'erede di Bruce Lee (vol. 79 anno 1975);
Goodbye, Bruce Lee, nel suo ultimo gioco della morte;
I fratelli di Bruce Lee (vol. 80 anno 1976);
Era più violento ed implacabile di Bruce Lee (vol. 80 anno 1976).

Il boom dell'inganno esplode dal volume 82 del 1977, il numero dei film in cui inserirono il nome di Brucee Lee fa fin impressione, ben 35 titoli su 87 film di arti marziali!
Il 40% dei titolo dei film presenti nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche" degli anni dal 1977 al 1986 contenevano "Bruce Lee" come richiamo!
Ovviamente in alcuni di questi il titolo sarà stato anche coretto, ne ricordo almeno 3 o 4, ma la restante trentina?
Se nei 6 titoli dei volumi dal 1969 al 1976 scopriamo che Bruce Lee aveva un erede, cosa anche scontata, ma anche dei fratelli e c'era pure chi era più violento di lui, negli altri 35 titoli la fantasia dei titolatori italici si sbizzarrì...
Intanto Bruce Lee non era molto mite, in quanto era incline alla:
vendetta; ira; furia selvaggia; furore; l'ira del drago; l'urlo terrorizza.

Bruce Lee aveva, oltre a figli e seguaci, anche una sorella.
Lo fecero combattere anche contro i superman.

Bruce Lee era:
super drago; tigre ruggente (due volte...); indistruttibile; il maestro; la bestia umana; supercampione; tigre indomabile; re del kung-fu; immortale; leggendario; invincibile maestro; immortale campione.

Bruce Lee aveva:
mano spietata; il colpo segreto; il colpo maestro; la selvaggia mano; il colpo che frantuma

Ovviamente il post termina con l'arrivo di Hollywood nel genere "arti marziali" con i film di "Karate Kid" ed inizia a mostrarsi anche Jacky Chan.



Guarda caso il primo  titolo del volume del 1977 presenta proprio Bruce Lee  :]

Lascio agli interessati la consultazione delle schede.

sabato 6 maggio 2023

Enciclopedia Anime: Robot Giapponesi - dalla A alla Z la guida definitiva sui mecha



Solita premesse d'obbligo, magari campata in aria come al solito  ^_^
Noi fans attempati (e meno) della prima (e successive) invasione dell'animazione giapponese in Italia siamo appassionati assai peculiari, passiamo anni a lagnarci dell'assenza di un prodotto italiano che tratti di questi cartoni animati giapponesi, che siano DVD o materiale cartaceo non conta, poi quando vengono messi in commercio, ce ne lamentiamo lo stesso e li lasciamo sugli scaffali oppure in edicola.
Io cerco una via di mezzo, li compro, quasi sempre tutto il cartaceo, e poi valuto. Quindi mi fa piacere che la casa editrice Sprea stia così tanto attenzionando il vecchio e un po' meno vecchio mondo dei cartoni animati giapponesi, probabilmente questo porterà altre iniziative editoriali di altre case editrici.
Detto tutto ciò, vostro onore, cosa viene riportato sulla copertina è importante, se tu ci scrivi "ENCICLOPEDIA" e "GUIDA DEFINITIVA SUI MECHA", io poi valuto anche che i contenuti corrispondano alla premesse della copertina.




Queste sopra sono le definizioni dei termini "enciclopedia" e "definitivo" della Treccani, purtroppo i contenuti presenti nella pubblicazione in formato rivista della Sprea non sono e non potevano comunque essere, dato lo spazio disponibile, né enciclopedici né definitivi.
Poi non è per nulla una brutta pubblicazione, ma come per "Bim Bum Bam Story", definito "volume da collezione", ed "Anime Cult", che spara in prima pagina interviste ad autori nipponici di eoni prima come se fossero nuove di pacca, la Sprea dovrebbe cambiare la sua politica dei titoli... il target è quello di 40enni o ultra 50enni, non c'è bisogno di questi mezzucci acchiappa lettori.



Io porto avanti una mia piccola crociata contro la saggistica piena di immagini che riducono lo scritto ad una mera fastidiosa presenza, questa critica non è ascrivibile ad un prodotto come questo pubblicato in formato di rivista, che come tutte le riviste ha nella presenza di immagini una delle sue caratteristica di forza, ma se su 128 pagine totali di questa "definitiva enciclopedia" sui mecha solo circa 79 pagine sono di scritto, come potrai mai pensare di confezionare un prodotto enciclopedico e definitivo?
Stante questa strutturale e non criticabile presenza di scritto inferiore al numero della pagine totali, se poi vi inserisci anche i cyborg con le serie non di robottoni, oltre ad andare un po' fuori tema, riduci ancor di più lo spazio per le serie animate di mecha, relegando, per esempio, un Baldios a poche righe di commento...

sabato 21 giugno 2025

"Il Giornale dei Giocattoli" (Organo ufficiale dell'Assogiocattoli) - Pubblicità giocattoli cartoni animati giapponesi anni 1981 e 1982


Occasionalmente sono accusato di avere enormi lacune e scrivere di cose che non conosco (a fine post e nei commenti), a mio avviso è un pelino ingiusto come giudizio, di certo mi rendo spesso conto che, mancandomi una memoria dei particolari (cosa che per fortuna ho nel lavoro...), non sempre lego tra di loro informazioni presenti nei miei stessi post. 
A parziale mia discolpa ci sarebbe da ammettere (da parte dei criticatori seriali) che su questo sperduto blog ho inserito una quantità mostruosa di informazioni prese dalle testate del periodo, è arduo ricollocarle in ordine cronologico ogni volta che ripropongo un argomento... per esempio quello sul merchandising dei giocattoli dei cartoni animati giapponesi.
Nel marzo 2019 avevo postato le pubblicità dei giocattoli delle serie animate nipponiche presenti sulla testata della "Assogiocattoli" "Il Giornale dei Giocattoli" delle annate 1978, 1979 e 1980:

Non avevo avuto il tempo materiale per fare le foto delle annate 1981 e 1982, purtroppo in seguito la testata è rimasta inaccessibile per un lungo periodo. Ho rimediato alla lacuna qualche mese addietro, ed ora posto la conclusione della panoramica con le annate 1981 e 1982.
Nel frattempo, però, avevo consultato una seconda rivista di settore, "VG Vendogiocattoli", per le annate 1979, 190, 1981 e 1982 (il 1979 è il primo anno di pubblicazione):

Chi avrà la voglia di consultare questi tre post, ed avendo un bagaglio di conoscenze che magari a me mancano, potrà forse elucubrare qualche valida considerazione che a me è sfuggita, in quanto "ignorante", nel senso che "ignoro"   ^_^

L'aspetto interessante di queste pubblicità promozionali indirizzate ai negozianti, oltre alla bellezza delle immagini, è che si può capire quanto prima della trasmissione televisiva la concessione per una serie era stata resa disponile per il settore dei giocattoli.
Inoltre ci sono i casi di articoli presentati come di imminente presenza in televisione, ma mai andati in onda oppure andati in onda molto dopo queste pubblicità.
Immagino il negoziante o il fornitore che si sarà comprato qualche centinaio di confezioni del robot "Diogia" perché nel numero di gennaio 1982 era pubblicizzato come "IN TV", per poi mai vedercelo... 

Quella sopra è la copertina di gennaio 1981, qui sotto le tantissime(!) pagine di quel numero contenenti pubblicità di giocattoli derivate da animazione giapponese.
In pochi casi inserirò immagini non di materiale nipponico, ma sono solo piccole curiosità.
E' ovvio che, come negli altri due post sopra linkati, inserirò sempre la prima apparizione di una pagina pubblicitaria, non le reiterazioni.


"Candy Candy" vendeva sempre   ^_^



E per vendere ancor di più "Candy Candy", alla "Polistil" si inventarono "Baby Candy".

martedì 19 dicembre 2023

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 14)


Per questo numero la redazione ha rimesso in primo piano i vecchi robottoni più amati, Goldrake, i Mazinga e Jeeg, cercando di guardarli da angolazioni diverse. Intento necessario e meritorio, difficile riuscire sempre a indirizzarlo in porto. L'importante è comunque provare a fare qualcosa di diverso.
In apertura il CEO, nel suo editoriale, si lancia in una comprensibile auto incensatura di "Anime Cult", arrivando ad affermare, dopo averlo spiegato, che la sua pubblicazione abbia "una qualche affinità con le riviste universitarie". Non so, non avendo frequentato l'università e non avendo letto riviste universitaria non ho ben chiaro il termine di paragone, ma se queste riviste universitarie proponessero degli studi accademici, forse si è un pelino esagerato nella similitudine  ^_^
Uno dei punti che per il CEO rende "Anime Cult" così unica sarebbero i "materiali rarissimi (scovati chissà dove) soprattutto editoriali; in questo numero alcune pagine di TV Sorrisi e Canzoni di fine anni 70..."

Anche lo scritto tra parentesi, cioè il "scovati chissà dove" è del CEO, e mi vien da aggiungere che non c'è bisogno di "scovarli", una quantità mostruosa è qui su questo blog: 1209 documenti.

Io questi articoli li ricerco dai primi anni 2000, mi chiedo dove fosse il CEO nel frattempo  :]
Peccato che l'articolo di "TV Sorrisi" citato dal CEO ed inserito in questo numero, linkato più sotto, non è di fine anni 70, ma di inizio 1980.

Anche in questo numero non è presente in copertina la pubblicizzazione dell'intervista vecchia come il cucco e fatta da chissà chi ad un autore nipponico, per il semplice motivo che non c'è, ma come sempre ci sono numerose interessanti interviste fatte dalla redazione a personaggi italici:
Tony Fusaro;
Federico Ghiso (collezionista di giocattoli);
Pasquale Ruggiero (editore);
Leo Ortolani;
Mauro Goldsand (autore di sigle, seconda ed ultima parte).


Il corposo indice del numero.

Di seguito, come è mio uso, "lancio" alcuni articoli che mi hanno colpito.



Si cerca di creare un collegamento tra il multiverso Marvel e le opere di Leiji Matsumoto degli anni 70 (ed oltre), cosa che può valere anche per Nagai.
Non so, sono rimasto un po' dubbioso, secondo me talvolta (o spesso) si cerca di spiegare/motivare a posteriori delle dinamiche editoriali che nacquero o per puro caso oppure solo per far soldini, ma senza l'intento pianificato di creare un multiverso. Ammesso e non concesso che io abbia capito consa intendesse l'autore per "multiverso Marvel". 
Forse capita che i fan non si vogliano rassegnare al fatto che il mangaka famoso abbia semplicemente negli anni creato storie un po' ripetitive con gli stessi personaggi, cercando di massimizzare il guadagno riducendo il suo sforzo al minimo andando incontro ai gusti del momento del proprio pubblico di lettori. Oppure che il mangaka (non necessariamente Leiji Matsumoto, sia chiaro), fosse un po' casinista (tipo Nagai), creando storie un po' a caso.

mercoledì 1 maggio 2019

I film d'animazione giapponese dalle recensioni di "Segnalazioni Cinematografiche": volumi dal 1969 al 1982



Riuscire ad avere informazioni sui lungometraggi animati giapponesi passati nelle sale cinematografiche italiche negli anni 70, specialmente prima del boom degli anime, non è agevole. A parte Wikipedia, le cui informazioni vanno sempre prese un po' con il beneficio d'inventario, i vari dizionari di film possono contemplare alcuni titoli ed altri no, ma poi resta il dubbio sulla fonte originaria della notizia.
A cercare di mettere un po' di ordine in questo caos di date e titoli, ci può venire in soccorso il periodico "Segnalazioni Cinematografiche", che veniva pubblicato a cura del "Centro Cattolico Cinematografico", che nella forma originaria aveva cadenza settimanale (vedi scritto nella parte in basso della scansione qua sopra), mentre io ho consultato i volumi semestrali, che raggruppavano le dispense settimanali.
Quindi le recensioni dei film erano relativamente di stretta attualità distributiva, infatti lo scopo della pubblicazione era informare i responsabili delle sale cinematografiche legate alla chiesa cattolica (oratori, sale parrocchiali, scuole cattoliche etc) su cosa poteva essere proiettato e cosa avesse un contenuto non consono per il pubblico.
C'è da dire che in alcuni casi le recensioni paiono abbastanza in ritardo rispetto alla prima uscita cinematografica, ipotizzo che questo ritardo sia dovuto al fatto che i cinema che facevano capo al "Centro Cattolico Cinematografico" non fossero di prima visione, ergo arrivavano negli oratori in seconda o terza visione.
Il piccolo don del paesello come poteva essere certo che un film non contenesse una scena o un linguaggio diseducativo che avrebbe messo in imbarazzo sia lo spettatore che chi lo aveva messo in cartello?
Si affidava a "Segnalazioni Cinematografiche", che per ogni titolo, oltre ai dati sul film e alla sua sinossi, emetteva un giudizio di carattere pastorale.
Inoltre ogni film era valutato con un più sintetico voto, inizialmente numerico romano (I-II-III-IV), in seguito affidato a due termini, che identificano immediatamente se si sarebbe potuto proiettare in una sala cinematografica di matrice cattolica.




Questi sopra erano i criteri e la terminologia per la valutazione dei film nel 1975, criteri e terminologia che nel tempo subirono modifiche. Infatti, nelle schede che si potranno leggere più sotto inerenti ai film d'animazione giapponese, in alcuni casi ci sono i numeri romani, in seguito la valutazione con due "parole significative".
Personalmente trovo legittimo che nelle sale cinematografiche dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica si ponessero dei paletti ben definiti su cosa si potesse vedere, quindi qualsiasi tipo di ironia su questo aspetto sarebbe errata.
Alla fine del post inserisco le recensioni/valutazioni di quattro film non di animazione, tanto per far comprendere quale fosse il metro di giudizio nel caso di film più problematici.
A termine e compendio di questa introduzione alla rivista "Segnalazioni Cinematografiche", inserisco un paio di link con informazioni più dettagliate:
https://labottegadelciabattino.wordpress.com/2012/11/30/le-segnalazioni-del-centro-cattolico-cinematografico/

http://memoryssubmarine.blogspot.com/2012/08/ccc-centro-cattolico-cinematografico.html


Preciso che la mia ricerca si è concentrata sull'arco temporale che va dal 1968 al 1982, perché ero curioso di leggere i giudizi sui film d'animazione nipponici che vidi al cinema o in televisione.
Ho trovato le schede di 28 lungometraggi animati, direi che ne mancano giusto un paio, forse tre:
"Ali Babà e i quaranta ladroni"; "Goldrake addio"; "Orsetto panda e gli amici della foresta".

Stante che la loro assenza non credo sia dovuta ad una mia svista, avendo controllato le annate interessate ben due volte, potrebbe essere che i film sfuggirono ai recensori della rivista.
Nel caso di "Ali Babà e i 40 ladroni" potrebbe essere che non ebbe proiezioni al cinema.
Resta comunque strano che non li abbiano recensiti, in quanto recensirono veramente qualsiasi cosa, dal capolavoro allo schifo più becero.
Stante che questi tre film non li ho trovati nei volumi di "Segnalazioni Cinematografiche", però ne ho pescati altri 28, e 12 di questi vennero proiettati nel periodo pre-goldrekkiano.
Le schede restano interessanti nei casi in cui il recensore si prese la briga di dare un giudizio un po' più approfondito.
Inoltre, a differenza di quello che sarei stato portato a credere, il giudizio sull'animazione giapponese, sia prima di Goldrake che post Goldrake, rimane sostanzialmente positivo o addirittura molto positivo. Ci sono alcuni giudizi negativi, ma nella quasi totalità delle schede i recensori non dimostrarono alcun pregiudizio, anche dopo le pesanti polemiche giornalistiche sui cartoni animati giapponesi.
Ci sono anche dei momenti di sana ilarità, dove i nomi degli autori sono errati o sono presenti improbabili titoli originali in inglese, ma queste inesattezze non credo siano ascrivibili alla redazione della rivista, ma alla fonte originaria delle loro notizie.
Per il controllo degli autori dei film Toei pre robottoni, ho utilizzato come fonte Toei Animation, i primi passi del cinema animato giapponese.
Ci tengo a segnalare che le sinossi sono scritte veramente bene, sia come italiano, che come comprensione della trama, quest'ultimo fattore non è semplice da proporre al lettore, specialmente in così poche righe.

Le schede dei film che ho recuperato:
"Le meravigliose favole di Andersen" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXVI 2° semestre 1969
"La grande avventura del piccolo principe Valiant" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXVII 1° semestre 1970
"Il gatto con gli stivali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXIX 2° semestre 1970
"009 Joe Tempesta" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972
"Senza Famiglia" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972
"Ventimila leghe sotto i mari" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXII 1° semestre 1972 "Robin e i 2 moschettieri e mezzo" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Leo il re della giungla" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXVIII 1° semestre 1975
"Belladonna" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXIX 2° semestre 1975
"Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXIX 2° semestre 1975
"Il gatto con gli stivali in giro per il mondo" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXV 2° semestre 1978
"Mazinga contro gli Ufo Robot" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXV 2° semestre 1978
"Heidi torna tra i monti" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Heidi in città" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"La più grande avventura di Ufo Robot: Goldrake all'attacco" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Heidi diventa principessa" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVI 1° semestre 1979
"Goldrake l'invincibile" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVII 2° semestre 1979
"Mazinga contro Goldrake" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVIII 1° semestre 1980  "Heidi a scuola" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXVIII 1° semestre 1980
"Lupin III" -  "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Remì" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Daimos il figlio di Goldrake" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980
"Candy Candy" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume LXXXIX 2° semestre 1980 
"Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XC 1° semestre 1981
"Le nuove avventure di Capitan Harlock" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCI 2° semestre 1981
"La più grande vittoria di Jeeg Robot" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCI 2° semestre 1981
 "Le nuove avventure di Ape Maia" - "Segnalazioni Cinematografiche" volume XCII 2° semestre 1982


Edit del 18 aprile 2026:
Ho integrato le schede con un ulteriore post:





martedì 30 aprile 2019

Integrazione articoli (68) del 30 aprile 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di un mese e poco più ho trovato abbastanza articoli, ben 68, per fare un nuovo post aggiuntivo all'indice dell'Emeroteca Anime, che ad oggi raggruppa ben 798 articoli provenienti da  109 pubblicazioni.
Continua a darmi molte soddisfazioni il filone d'oro delle testate inerenti la scuola, grazie al quale posso annoverare altre quattro riviste che pubblicarono articoli sugli anime:
Scuola e didattica: problemi ed orientamenti per la scuola media; 
Scuola Italiana Moderna;
I diritti della scuola;
Cooperazione Educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa

Come ho già scritto, l'importanza delle analisi di questi periodici "scolastici" risiede nel target della rivista, cioè gli insegnanti e i genitori, e nel livello di approfondimento degli scritti.
Non che manchino gli strafalcioni, però si comprende che i vari autori cercavano di approfondire la questione del rapporto tra bambini/ragazzi e programmi televisivi.
Alle quattro testate di cui sopra vanno aggiunte quelle scoperte nelle settimane e mesi passati:
"Riforma della Scuola"; "Tutto Scuola"; "L'Educatore, quindicinale di pedagogia"; "Genitori e scuola, mensile per la partecipazione alla gestione della scuola"; "Il giornale dei genitori".

Un'altra testata similare a quelle scolastiche è "LG Argomenti", una pubblicazione del servizio bibliotecario di Genova, che si occupava prettamente di letteratura giovanile. Oltre ad alcuni interessanti articoli, la puntuale bibliografia presente in ogni numero, mi ha permesso di risalire ad altre testate ed articoli.
Ho già usato la metafora mineraria, in cui ogni filone d'oro rappresenta una nuova fonte informativa (e dove io sarei il minatore informativo), nel caso di "LG Argomenti" si tratta del più classico effetto domino.

Probabilmente il rinvenimento editoriale più importante di questa nuova integrazioni di articoli è una pubblicazione sul cinema, che mi ha permesso retrodatare i primi articoli sull'animazione giapponese al 1969.
La rivista in questione è "Segnalazioni Cinematografiche", che aveva carattere semestrale, ed era pubblicata dal "Centro Cattolico Cinematografico".
Le sale cinematografiche che facevano capo alla chiesa non potevano proiettare, per ovvi motivi, qualsiasi film, ma come poteva fare il don a sapere che in un qualche punto della pellicola ci sarebbe stata una scena sconsigliata ai più giovani, magari accompagnati dalla famiglia?
Consultava "Segnalazioni Cinematografiche"!
Nella pubblicazione è presente una sinossi del film, con relativa valutazione "pastorale" a beneficio di chi avrebbe dovuto scegliere cosa proiettare. Talvolta i giudizi sui film possono far sorridere, però bisogna considerare che si parla di un periodo che va dai 40 ai 50 anni fa, l'Italia in fatto di costume sociale è cambiata parecchio... ciò che allora faceva scalpore, oggi lo vediamo nelle pubblicità.
Quindi sarebbe ingeneroso valutare col metro di oggi quei giudizi.
La precisione della rivista mi ha permesso di risalire a tutti (tranne uno) i film d'animazione passati per il grande schermo italico. Una vera miniera informativa piena di notizie interessanti, in quanto erano scritti i nomi degli autori, la casa di produzione etc etc.
Preciso che l'arco temporale della mia indagine parte dal 1968 fino al 1982.

I nomi delle altre nuove testate con articoli sugli anime sono:
Tuttolibri (inserto de "La Stampa");
Isca Informazioni;
CM cinema teatro televisione stampa radio pubblicità;
ikon ricerche sulla comunicazione rivista dell'Istituto A. Gemell;
Studi Cattolici;
Il Settimanale, politica cultura economia attualità.

Ringrazio Carlo per avermi inviato i due articoli de "La Stampa" e "Stampa Sera" del 1982 su Lady Oscar, che a quanto pare mi erano sfuggiti.

Di seguito i 68 articoli di questo aggiornamento

domenica 2 giugno 2013

Anime in guerra, guerra e pace nell'animazione giapponese degli anni '70


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: Anime in guerra, guerra e pace nell'animazione giapponese degli anni '70
AUTORE: Giorgio Messina
CASA EDITRICE: Cagliostro E-press
PAGINE: 120
COSTO: 13,90€
ANNO: 2010
FORMATO: 22 cm X 16 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788895114538

Questo saggio cerca di dimostrare che i cartoni animati giapponesi degli anni '70 rappresentano un'espressione d'arte della cultura di massa nipponica creati non solo per fare ascolti e vendere merchandising, ma anche per rielaborare il concetto di guerra, preparando i suoi fruitori a nuovi scenari futuri.
Il saggio inizia con una breve esposizione dei fatti storici riguardanti il bombardamento atomico su Hiroshima e Nagasaki. Segue una breve della storia dell'animazione giapponese dalla sua nascita al 1960, con soggetto principale gli anime riconducibili al genere robotico/postatomico. Alcuni titoli del periodo precedente al decennio 1970 sono Tetsuwan Atom (dove Atom rappresenta in pratica una forza di peacekeeping), Tetsujin 28 (in cui gli scienziati iniziano a sostituire in importanza la classe militare, colpevole della sconfitta, e le responsabilità di comando sono affidate alle nuove giovani generazioni), Big X (che inizia l'opera di distacco dal ex alleato nazista), Uchu shonen Soran (che sembra voler soffermarsi sugli effetti dell'atomica).

venerdì 4 dicembre 2015

Indice completo degli articoli della "Emeroteca Anime" divisi per anno, compresi quelli che non ho ancora postato (aggiornato al 8 agosto 2026)

Era già un po' che mi ero reso conto che a forza di aggiungere articoli giornalistici sugli anime iniziavo a non raccapezzarmi più... anche perché spesso mi capita di inserire in un singolo post più articoli, magari inerenti un'unica tematica, oppure pubblicati il medesimo giorno sullo stesso quotidiano, settimanale o mensile.
Quindi ho pensato di stilare un indice con tutti gli articoli che ho postato fino ad ora.
Ovviamente se nel post di origine sono presenti più articoli bisognerà scorrere il post per trovare l'articolo desiderato, e non escludo che ci siano alcuni link errati.
Nel caso segnalatemi gli errori ;)

L'aver stilato questo indice mi ha permesso di notare alcune cose interessanti, come i mesi in cui ci fu un boom degli articoli, di solito in concomitanza con le polemiche più aspre sulla diseducatività dei "cartoni animati giapponesi". Tipo nel gennaio 1979, con l'articolo dell'onorevole Corvisieri sulla violenza in Goldrake, oppure nell'aprile del 1980, con la petizione dei genitori di Imola.
Da notare che l'articolo di Gianni Rodari su Rinascita in favore di Goldrake arriva nell'ottobre del 1980, dopo le violente polemiche della prima parte dell'anno. E questo vale anche per altri articoli pro-anime, scritti da alcuni giornalisti più ragionevoli dopo chilometri e chilometri di righe di contumelie ed invenzioni ad opera di colleghi.
Ovviamente d'ora in poi terrò aggiornato questo indice man mano che aggiungerò articoli ad articoli, ne ho ancora una caterva! (questa pare una minaccia...)
Spero che questo post possa tornare utile a qualche lettore e lettrice ^_^


Dato che non riuscirò mai a postare tutti gli articoli in mio possesso, un po' perché sono molti, un po' perché alcuni si limitano a piccoli trafiletti, che comunque hanno, a mio avviso, un certo valore di cronaca, ho deciso di inserire in questo indice l'elenco completo di tutto il materiale da me raccolto.
In questo modo, chiunque dovesse/volesse fare una ricerca simile alla mia, saprà già dove andare a reperire gli articoli.
Sarebbe gradita la citazione, nel caso in cui si prendesse spunto da questa mole di dati  ^_^
Ho aggiunto un descrizione didascalica del contenuto degli articoli che non ho ancora postato, nei casi in cui dal titolo non sia chiaro di cosa trattino. Questo perché, rispetto a quelli già presenti qui sul blog, non li si può leggere è rendersi conto dell'argomento, che comunque è, ovviamente, sempre inerente la prima invasione degli anime.

Edit del 8 agosto 2026

Ad oggi gli articoli totali ammontano a 1921, così suddivisi numericamente per anno:

1959 = 2
1960 = 1  
1961 = 2
1962 = 11
1964 = 1
1965 = 6
1967 = 2
1968 = 3
1969 = 4
1970 = 7
1971 = 1
1972 = 6
1973 = 2
1974 = 1
1975 = 12
1976 = 7
1977 = 3
1978 = 149
1979 = 362
1980 = 594
1981 = 301
1982 = 221
1983 = 104
1984 = 65
1985 = 19
1986 = 16
1987 = 12
1988 = 2

8 agosto 2026 aggiunti 154 articoli: