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sabato 29 ottobre 2022

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 1)


Come spesso mi capita debbo ringraziare Massimo Nicora che a metà ottobre mi ha informato sulla prossima uscita di questa rivista, lui compensa la mia parte a-social, che spesso non mi permette di venire a conoscenza delle novità   ^_^

Dopo "Nippon Shock Magazine" è stata pubblicata un'altra rivista sul mondo dell'animazione e del fumetto nipponico, la qual cosa non può che far piacere ad un qualsiasi appassionato.
Parto subito con simpatia ed antipatia   ^_^
Delle due testate preferisco (comprato fino al secondo numero di "Nippon Shock Magazine") "Anime Cult", che è al suo primo numero, di cui ho fatto anche l'abbonamento dal numero 2 al 7, visto il costo super scontato. Questo numero uno di "anime Cult" l'ho acquistato a parte sul sito giovedì pomeriggio (appena reso disponibile), questa mattina mi era già arrivato. Quindi un plauso al reparto spedizioni della casa editrice Sprea, c'è da dire che siamo entrambi nella zona di Milano.

Perché preferisco "Anime Cult" a "Nippon Shock Magazine"?
Non per il costo più basso, 6,90 euro di "Anime Cult" contro i 9,90 euro di "Nippon Shock Magazine", visto che il costo maggiore della seconda rivista è dato di certo dalla maggiore qualità materiale. La carta di "Nippon Shock Magazine" è patinata, e la grafica è più accattivante, senza contare che debbono pagare i diritti del manga pubblicati.
La carta di "Anime Cult" è di qualità inferiore, tanto che mi è arrivata abbastanza sgualcita, si nota anche un po' dalle scan più sotto.
Sostanzialmente "Nippon Shock Magazine" è formata per circa metà rivista da brevi manga, che a me, purtroppo, non interessano, mentre "Anime Cult" contiene solo redazionali.
"Anime Cult" si concentra sul passato, almeno nel primo numero, mentre "Nippon Shock Magazine" guarda più al presente, quindi teoricamente le due testate avrebbero due target differenti, almeno in parte.
Così a prima vista dagli articoli presenti in questo primo numero parrebbe che "Anime Cult" rispolveri tematiche già conosciute, ma comunque approfondendole in numerose pagine.
Approfondire il passato non è necessariamente un minus, dipende da cosa cerca il lettore e da come sono trattati gli argomenti.
Per esempio il primo articolo della rivista è ad opera di Marco Pellitteri e riguarda l'enorme attenzione che la stampa dedicò alla prima invasione dei cartoni animati giapponesi in Italia. Potrei io mai criticare un articolo che parla della stessa cosa che io tratto da anni nell'Emeroteca Anime?  ^_^
Spero che scritti come questi, al di fuori della saggistica, possano porre l'attenzione su quel mai più ripetuto fenomeno mediatico che avvenne dal 1978 al 1982.
Come si può vedere in copertina c'è una "intervista esclusiva" a Go Nagai, peccato che è quella del 2007 fatta da Luca Raffaelli, poi è in versione integrale, pare mai pubblicata prima, però avrebbe circa 15 anni... forse si poteva scrivere in copertina che era del 2007... così mi pare un po' una furbatina   ^_^
Per quanto mi riguarda io non ho comprato la rivista per l'intervista a Nagai, che sinceramente mi ha un po' stuficchiato con tutti i suoi remake etc. etc. etc
Noto che numerosi scritti sono ad opera del gruppo "Passion4Fun", che immagino saranno appassionati di qualche sito.

Qui sotto il sommario della rivista.


L'indice dello speciale su Go Nagai, quasi 40 pagine, non poco.

Per illustrare al meglio i contenuti di questo primo numero ho inserito la prima pagina di ogni scritto, a parte l'ultimo sulla statua di Devilman seduta in cima ad un palazzo in Giappone, in quanto avrei dovuto scannerizzare due pagine, rivelandone maggiormente il contenuto.
Preciso che non ho ancora letto tutti gli articoli, ho scritto il post sfogliando la rivista e leggiucchiandola   ^_^

Edit del 31 ottobre 2022 con info per abbonamento ed acquisto primo numero:
Alla fine del post inserisco un'altra scan della rivista dove ci sono le informazioni per abbonarsi, richiesta da Utopia71 nei commenti.
Il primo numero l'ho acquistato fuori abbonamento, con spese di spedizioni di circa 5 euro, il resto dei numeri non hanno costi di spedizioni aggiuntivi in quanto parte dell'abbonamento.
Piccolo inciso, ho telefonato due volte al numero per gli abbonati, i due addetti sono stati gentilissimi ed efficienti. Nel dubbio telefonare  ;)

sabato 10 maggio 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 26 - quinto numero bimestrale)


Il focus di questo numero è sugli anime e manga degli anni 90, non che io sia a digiuno di queste tematiche, ma, rispetto all'era iniziale, al massimo ho visto una serie di quel periodo una volta sola, e di solito in epoca successiva, mentre le serie "vecchie" posso averle viste più volte, quindi mi sento più ferrato  :]
Sulle CLAMP ho letto molto in saggistica, ma non è che ricordo tutto a memoria, quindi evito commenti. Così su due piedi ho letto il manga e visto l'anime di Chobits. Mi venne fatta vedere qualche altra loro serie animata, ma non mi garbò molto. Lessi anche il manga di "Card Captor Sakura", lo aveva un'amica, e dato che ne leggevo spesso in saggistica, mi sono voluto fare un'idea in merito, all'inizio rimasi un po' interdetto per le dinamiche fra personaggi con età differenti e parentele   ^_^
Per il resto non mi sento di commentare un decennio e delle autrici che non fanno parte del mio vissuto di imprinting anime.
Il numero contiene le solite numerose interviste:
Federico Danti, seconda e ultima parte (doppiatore e direttore di doppiaggio);
Renata Bertolas (doppiatrice, in particolare di Sakura);
Gian Claudio Galatoli, quinta e ultima parte! (Doro TV, ITB, Mondo TV)
Mitzi Amoroso (e le Mele Verdi!);
La riproposizione di un'intervista presente sul web a Giovanni Carozzo, scomparso prematuramente nel 2000.

Come sempre inserisco solo alcuni articoli della rivista, non vuol dire che gli altri siano brutti, ma solo che ho messo quelli che mi son parsi più interessanti dal mio punto di vista personale. A fine post c'è il sommario di questo numero, ognuno potrà valutarne i contenuti.


La ripubblicazione dell'intervista a Carozzo, a quanto pare ampliata rispetto alla versione web con audiocassette recuperate e l'inserimento delle parti escluse nella versione web, è preceduta da un'introduzione di Massimo Manfredi, uno dei due autori originali dell'intervista fatta nel 1997:

Annoto che in questa introduzione/spiegazione l'altro autore dell'intervista è riportato solo con il nome di battesimo.

Sappiamo che il web è effimero, clicchi su un sito che hai sempre consultato, e ti ritrovi con il nulla... tante informazioni scomparse, sempre un vero peccato. Quindi l'idea di preservare su carta stampata l'intervista ad un testimone importantissimo del merchandising dei cartoni animati giapponesi è più che sensata. 
Quello che mi ha lascato assai perplesso e rende un po' straniti temporalmente, è la scelta redazionale di sostituire i nomi degli esecutori originali delle domande a Carozzo, cioè Massimo Manfredi e Nicola Guerra, con la dicitura "Anime Cult"... ma non fu "Anime Cult" a fare le domande... puoi risbobinare quanto vuoi i vecchi nastri, recuperare le parti inedite di quell'intervista di quasi 30 anni addietro, riorganizzare la disposizioni delle domande e delle risposte, ma comunque "Anime Cult" non fece quelle domande...
Sinceramente non riesco a capire in base a quale logica editoriale si possa sostituire i nomi degli esecutori originali di un'intervista con quelli della redazione che la ripubblica... poi sarà una consuetudine delle case editrici che mi è ignota, ma nel mio piccolissimo di semplice lettore, mi pare un pelino ingiusto.
Nell'intervista riportata in "Anime Cult" si cita un dirigente che si occupava del merchandising in qualità di Capo servizi derivati della Sacis, Sabatino Gargano, solo che viene chiamato GaLgano...
Il nome corretto è riportato in entrambi i saggi di Massimo Nicora, quello pubblicato in edicola è pure a cura della Sprea...

domenica 23 novembre 2025

Perché appongo il watermark "imagorecensio" sulle immagini che posto?


Perché appongo il watermark "imagorecensio" sulle immagini che posto? 

Il motivo principale è quello di "rovinare" l'immagine, in modo che non ci siano possibilità che venga usata per eventuali scopi non informativi.
Un secondo motivo è più pratico ed insito nel programma che effettua il watermark, cioè alleggerire il peso delle immagini, diminuendone la qualità e quindi rovinandole ulteriormente (torniamo al primo motivo), facilitandomi il caricamento online in formato JPEG.
Il terzo motivo è attestarmi lo svolgimento della mera operazione materiale, forse parrà una stupidata, ma scannerizzare, seppur in maniera non professionale come faccio io, porta via un sacco di tempo... porca miseria... la fatica l'ho fata io, mica la fatina buona della scan   ^_^
Tra l'altro questo è il terzo scanner, gli altri due li ho bruciati a forza di farli lavorare (altro costo).
Un altro motivo è quello di darmi la paternità (il merito?) di aver riesumato materiale di vario genere, in particolar modo il tanto vecchiume che posto.
Basterebbe dare un'occhiata all'indice della "Emeroteca Anime" o la "Pre-saggistica sugli anime" per darmi atto che una ricerca di questa intensità e costanza nel tempo sul web non ha pari. 
Senza il mio lavoro di ricerca, che qualche saggista ha riconosciuto di un minimo di  valore (non faccio i nomi per non coinvolgere terzi), tutti  questi articoli sarebbero rimasti sepolti nelle biblioteche...
Ovviamente mica penso che questi vecchi articoli o i vecchi libri siano "miei", però, porcaccia di quella miseriaccia cane, li ho riesumati io!   ^_^
Proprio ieri mattina son stato in biblioteca quasi tre ore per consultare un libro dei primi anni 80 su televisione e genitori, non trovando nulla, e poi qualche altra annata di tre testate, trovando qualcosina.
In queste ultime settimane mi sono recato più volte in biblioteche a consultare materiale, spesso prendendo ferie, in quanto talune ricerche non è possibile svolgerle il sabato.
Ci sono poi le tonnellate di carta che compro più o meno al buio, delle volte compro sapendo di trovare un articolo, spesso prendo annate complete solo con la speranza ve ne siano (ho appena fatto l'acquisto online di una annata completa, sarà fruttuoso? Mistero...).
C'è da aggiungere i giochi in scatola, il materiale editoriale giapponese o in altre lingue, i DVD/BR, etc. etc. etc.
Quando faccio una recensione di un cofanetto DVD non credo che qualcuno ritenga che io lo consideri "mio", però l'ho comprato, l'ho visionato, ho preso appunti, sono andato a selezionare le immagini, ho messo assieme le immagini, ho fatto qualche ricerca... nel mio piccolissimo, ho creato qualcosa che non esisteva. 
Quindi vi appongo il  watermark per dire: questa recensione è del blog "Imago Recensio".
Quando posto la recensione di un libro, mettendo il watermark sulla copertina e in qualche pagina interna, mica sto intestandomi il libro, semplicemente mi intesto la recensione. 
Di nuovo, nel mio strapiccolissimo, sto facendo un pochino di informazione, qualcuno leggerà e comprerà, qualcuno leggerà e non comprerà, ma sia il primo che il secondo gruppo avranno delle informazioni spesso poco reperibili, visto che questi titoli non sono certo mainstream...
In passato è capitato che (forse) un paio di autori dei libri che ho recensito non abbiano gradito l'apposizione del watermark, fondamentalmente perché non volevano vedere la loro opera "rovinata", le ho tolte, infatti ci sono recensione di libri senza immagini (altri post mancano delle immagini per problemi avuti con l'allora "Picasa"...).

Tutto questo mega spiegone ha un motivo   :]

domenica 10 marzo 2024

Sigle degli Anime - Periodo RCA 1978-1986


Quando lo speciale Sprea sulle sigle uscì in edicola me lo persi, l'ho recuperato con calma. Il giudizio che avevo avuto da persone esperte di animazione era positivo per i contenuti esposti, ma, aggiungo io, in rapporto a quante interviste non si erano lette su "Anime Cult" e Vinile", entrambe testate Sprea...
Parto sempre da un presupposto banale, concreto e reale: 
i soldi che spendo me li guadagno, non li ho avuti in eredità da uno zio giapponese multimiliardario 

Quindi mi secca un po' pagare due volte lo stesso contenuto. 
Elucubro.
Il dossier è composto da pagine con scritto (non completamente) e da pagine di immagini.
Lo scritto si divide in due gruppi: interviste; analisi del mondo delle sigle/anime.
Le immagini si dividono in due gruppi: locandine ITB + riviste; vinili.

I contenuti scritti sul mondo delle sigle/anime ammontano 23 pagine (non completamente scritte).
Le interviste ammontano a 60 pagine (non completamente scritte). 
Le immagini delle locandine di ITB + riviste ammontano a 25 pagine.
Le immagini dei vinili ammontano a 16 pagine

Il totale di queste quattro tipologie di pagine è di 124 pagine, manca l'editoriale iniziale, il sommario, la pagina di chiusura. Più o meno arriviamo a 130 pagine.
Dove sta l'inghippo?
Che le 60 pagine di interviste non sono tutte esclusive di questo speciale Sprea sulle sigle RCA, ma erano state già pubblicate in "Anime Cult" ed in un caso su "Vinile".
Le interviste che mi sono parse nuove ammontano a 24 pagine su 60, mentre le restanti 36 pagine sono ricicloni editoriali.
A queste 24 pagine di nuove interviste vanno sommate le 23 pagine sul mondo delle sigle/anime, per un totale di 47 pagine.
In pratica ho pagato 12,90 per leggere 47 pagine non completamente scritte di nuovi contenuti ^_^

Dato che nella rivista viene spiegato che ci saranno altri speciali per altre etichette musicali, mi chiedo quante interviste verranno riutilizzate da "Anime Cult" e "Vinile" della Sprea.
Sarebbe bello che la Sprea, nel sommario, indicasse i contenuti già pubblicati precedentemente in altre testate, in modo che il lettore possa valutare se abbia senso spenderci si soldi.
Sarebbe bello...

giovedì 5 febbraio 2026

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 30 - nono numero bimestrale)


Ho riflettuto parecchio (che non vuol dire correttamente o sensatamente...) su questa recensione di "Anime Cult" numero 30, dopo gli annessi e connessi del numero 29 avevo sostanzialmente tre opzioni:
a) recensire il numero 30 glissando totalmente sugli sviluppi dopo il numero 29;
b) non recensire più "Anime Cult";
c) recensire il numero 30 illustrando (brevemente) gli sviluppi.

In ottemperanza con la rubrica "Com'è andata a finire?" della trasmissione "Report", ho optato per la "C", anche perché io nulla ho fatto di cui dovermi autocensurare   :]

Come annunciato nei commenti del numero 29, il numero 30 presenta la citazione postuma per il "Cinevisor V35".
Mi avrebbe anche fatto piacere leggere qualcosa su come sia capitata la mancanza del watermark, ma piuttosto che niente, è meglio piuttosto.
Retroscena:
Dopo il post e commenti sul numero 29 di "AC" mi è parso il caso di contattare direttamente la Sprea, ho avuto la fortuna di entrare in contatto con una persona a modo, che, dopo le legittime verifiche (potevo anche essere un millantatore seriale), ha concordato sulle varie mancate citazioni, assicurandomi che in futuro ci sarà più attenzione.
La cosa che, però, mi stava più a cuore era mettere un punto definitivo sulla paternità delle scan degli articoli della stampa finiti nella disponibilità della redazione di "AC" e mostrati fin dal numero 1.
Ribadisco ciò che ho già scritto fino alla noia: 
non intendo dire che quelli sono miei articoli, ma che li ho riesumati io. 
Senza la mia ricerca non sarebbero saltati fuori.


E' stato riconosciuto che gli articoli della carta stampata presenti dal numero 1 in poi sono quelli facenti capo alla mia ricerca, informazione che ai tempi ("AC" n° 1) era stata data alla redazione di "AC", senza che, però, venissi citato.
Io lasciai perdere, pensando che finisse lì, ed in questo fui poco avveduto.
Più importante ancora è che mi è stata data l'assicurazione che quel materiale (le mie scan della mia ricerca) non verranno più usate in "AC" né verranno date a terzi per qualsivoglia altro scopo.
Ovviamente nulla vieta agli eventuali interessati di recarsi in emeroteca a fare le medesime mie ricerche oppure comprarsi due bauli di riviste dagli anni 50 a fine anni 80 e pubblicare ciò che vogliono (mica è roba mia), ma deve essere il materiale della "loro" ricerca, non della "mia"   ^_^
Scrivo questo per fare il punto zero della situazione, sperando di poter ricominciare a leggere "AC" senza doverlo analizzare al microscopio, facendomi venire il sangue amaro.

Detto tutto ciò, il numero 30 ha come focus il dossier sulla "Nippon Animation", anche di serie recenti.
Sono presenti due interviste, una a Pietro Ubaldi ed una molto interessante Silvano D'Auria.
Chiedo venia ma io non sopporto la voce di Ubaldi, è proprio un mio fastidio sonoro uditivo, poi il fatto che abbia doppiato anime con cui io non sono cresciuto, di certo non mi ha fatto affezionare alla sua voce, come è, invece, capitato con tanti altri doppiatori del "first impact".
C'é come sempre la rubrica di Nicola Bartolini Carrassi, che porta alla luce retroscena di cui io sono a digiuno, in quanto spesso sono riportate serie che non ho mai seguito, ma l'intento "svelatorio" è meritorio (così ho fatto la rima).

Di seguito inserirò il commento solo su alcuni scritti, non vuol dire che gli altri non meritino.
C'è anche da ammettere che la mia recensione del numero 30 non è più una primizia   :]


Il primo articolo è sulla "seconda invasione" degli anime (questa volta anche manga) in Italia dagli anni 90.
Non me ne posso considerare un esperto, ammesso che io sia esperto in qualcosa, quindi la mia è stata solo una lettura di apprendimento.
Il tema, comunque, è trattato spesso in saggistica.
A pagina 15 è mostrata la copertina del saggio "Otaku, i giovani perduti del Sol Levante", identificandolo come uno dei primi esempi di tematica sulla cultura pop/anime nipponica.
A mio avviso si sarebbero dovuti citare altri due titoli che innescarono, oltre ad essere tra i primissimi, un nuovo interesse verso gli anime:


Due titoli differenti, sia per scopo che per analisi (e per numero di pagine), ma ricordo bene il piacere nel leggerli, visto che qualcuno mi ricordava, raccontava e spiegava ciò che avevo visto in televisione da bambino/ragazzino.
E' vero che sostanzialmente i due libri guardavano più alla nostra realtà, piuttosto che a quella nipponica, ma innescarono un nuovo interesse e generarono tanti altri libri/saggi.

giovedì 27 giugno 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 20)


Ventesimo numero di "Anime Cult", la cui copertina ospita Madamigella Oscar tra i rovi, la Sprea è riuscita a battere sul tempo "Nippon Shock Magazine", che nel numero in uscita ha anch'essa Lady Oscar in copertina per la seconda parte (la prima parte a gennaio 2024...) del numero monografico sulla nostra eroina in uniforme. 
Vince chi arriva prima in edicola, almeno da me è arrivata prima la Sprea.
Questa è l'annata dell'anniversario oscardiano, tra mostre, libri e dossier, un po' ce la faranno venire a noia, ma solo un cicinìn  ^_^
Come sempre ritengo che il punto forte della testata siano le interviste a personaggi legati al mondo dell'animazione nipponica e all'editoria italica che nel tempo se ne occupò, in questo numero vi sono le seguenti testimonianze:
Simone D'Andrea (doppiatore);
Paolo Ongaro (fumettista);
Davide Murmora e Fabio Valerio (rivista "Mondo Japan");
Stella Orsini e Marco Alabiso (Junior TV, terza ed ultima parte);
Takashi Saijo (animatore).
Patrizia Tapparelli (cantante sigle, prima parte).



Stante la mia antipatia di fondo, qualche sparuto commentatore qui sul blog mi ha tacciato, non a torto, di essere sociopatico, resta ciò che dicevano i latini, cioè "verba volant, scripta manent", ma anche "fiat voluntas tua", che si potrebbe aggiornare in "Sprea voluntas tua"   ^_^
Anche a me giungono voci lontane dal web, una delle ultime ha riguardato la trasformazione di "Anime Cult" da mensile a bimestrale... da quello che ho letto la motivazione addotta è stata che la casa editrice sia venuta incontro alle nostre lamentele di lettori/compratori delle testate Sprea, che ogni mese aumentavano di numero, aumentando anche l'esborso mensile.
Ergo ci sarà una alternanza in edicola tra "Anime Cult" e "Japan Magazine", un mese una, l'altro mese l'altra.
Io ringrazio umilmente il Ceo ed il consiglio di amministrazione della Sprea per aver pensato alle mie finanze personali, ma... ci sarebbero alcuni ma... ^_^
Nel numero 17 di A.C. sempre il nostro Ceo rassicurava che l'uscita del nuovo "Japan Magazine" non sarebbe stato in alcun modo in concorrenza con "Anime Cult", commentando le solite becere polemiche web secondo cui con la nuova rivista mensile dedicata a manga ed anime... "La Sprea si fa concorrenza da sola", replicava con incrollabile sicumera che... "Ma che concorrenza?"
Ma quindi il problema delle troppe testate Sprea su manga ed anime presenti ogni mese in edicola non era poi così tanto campato in aria?
Io il problema me lo ero posto relativamente, in quanto avevo già deciso che non avrei proseguito l'acquisto di "Japan Magazine" per la ripetitività quasi obbligata dei temi trattai con "Anime Cult".
Ora, però, il problema di questa bulimia edicolaia con più testate Sprea (AC, JM, gli speciali a frotte) che trattano tutti la medesima tematica, è diventato un mio problema, in quanto avevo sottoscritto un abbonamento annuale per un mensile e me lo ritrovo bimestrale...
Secondo il Consiglio di Amministrazione Sprea questa loro scelta mi permetterà di liberare risorse economiche per poter acquistare anche "Japan Magazine", mentre io non avevo e non ho alcuna intenzione di farlo, ergo mi ritroverò con una rivista da leggere ogni due mesi invece che ogni mese, come da sottoscrizione dell'abbonamento.
Il dubbio che mi è sorto è stato: 
ora i miei 12 numeri da abbonamento mensile diverranno 6 bimestrali?!

Per evitare di pendere da informazioni web poco attendibili, ho fatto la cosa più banale, telefonando all'ufficio abbonamenti Sprea, la cui gentile addetta mi ha assicurato sul fatto che il mio abbonamento proseguirà fino al numero da me sottoscritto, ergo si trasformerà in un abbonamento di 12 numeri bimestrali, cioè in un abbonamento bi-annuale. Questo perché, come spiegatomi dalla cortese addetta, io avevo pagato un abbonamento PRIMA della decisione di ridurre i numeri annuali, quindi non sarebbe stato corretto dimezzare i numeri spediti.
Sorge, però, un altro dubbio, che si potrà dissipare solo con il tempo, lungo tempo... la rivista "Anime Cult" resterà in edicola per due anni?
E se la Sprea decidesse di interrompere la testata far un anno e mezzo, quando i numeri da me sottoscritti non saranno usciti tutti, cosa ne sarà dei mie soldini?
Io ho fatto un abbonamento annuale anche perché ritenevo che ancora un anno la rivista sarebbe restata in edicola, ma per due anni?
Se avessi saputo che "Anime Cult" sarebbe divenuto bimestrale, non avrei rinnovato l'abbonamento...
Chiaro che questa decisione di trasformarmi un mensile in bimestrale non mi rende euforico, era la prima volta che acquistavo una rivista in abbonamento, credo che non ci sarà una seconda volta.
Non mi è chiaro, però, da quando AC diverrà bimestrale, in quando di fianco all'editoriale del Ceo, che non tocca minimamente la questione, c'è il solito avviso che il prossimo numero sarà in edicola il 23 luglio, quindi salteranno agosto per ritornare in edicola a settembre?



Il primo articolo della rivista è sui bolidi degli anime, molto da forum come scritto, infatti, giocoforza, se si decide di trattare l'argomento (era proprio necessario?), non si può non citare la solita moto di Hiroshi Shiba che ad ogni trasformazione si sfracellava al suolo, ma nell'episodio successiva era sempre bella intonsa.
Caso ha voluto che nel contempo mi sia arrivato il solito meme sul medesimo tema, solo che i meme e i forum, in cui la "curiosità" esposta da AC venne sollevata più di due decenni addietro, sono gratis, la rivista no.
A mio avviso cercare di "diversificare" gli articoli con temi da web gratuito, come questo, è poco efficace, specialmente se il target sarebbero fan dell'animazione giapponese in Italia, se poi il target è cambiato, volendo puntare su lettori occasionali, potrebbe anche aver senso.
Un articolo simile era presente anche nel numero precedente, "Siamo tutti traumatizzati" ispirato dalla pagina FB di "Recensioni Malsane Reloaded".

mercoledì 15 marzo 2023

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 5)


Quinto bel numero di "Anime Cult" che, per fortuna, non manca dell'intervista inedita (questa volta ad Akemi Takada) per l'Italia ed esclusiva risalente al 2016!
Cioè... nel 2016 non sapevamo ancora che avremmo saltato due mondiali di calcio   ^_^
A quanto pare per la redazione di una rivista italica deve essere assolutamente impossibile prendere contatto con un personaggio del manga ed anime star system allo scopo di farsi rilasciare uno straccio di intervista... mi pare ovvio che costi meno riciclare contenuti vecchi ed aggiungere la postilla "che ci risulta inedita in Italia", ma ci ritorno più sotto, perché c'è un'altra questione che non mi è chiara.


Chi avrebbe mai detto che lo scultore Domenica Greco, dopo che Massimo Nicora lo intervistò per la seconda edizione di "C'era una volta Goldrake", assurgesse a tanta notorietà?
Sia chiaro, tutte queste attenzione da parte della carta stampata Domenico Greco le merita tutte, anche grazie a lui passammo (noi che ci giocavamo, gli altri ovviamente no) stupende giornate a giocare con i soldatini Atlantic.
Quello che mi incuriosisce è l'effetto valanga scatenato dal settimo capitolo paragrafo 14 del secondo volume (da pagina 634), dove a pagina 640 c'è la foto e il racconto di Domenico Greco, da lì prima il Corsera nel novembre 2018 intervista lo scultore, poi in questo numero tocca ad "Anime Cult".
Chi sarà il prossimo?


Nel consueto editoriale del Ceo si elencano una serie di numerose iniziative editoriali a tema manga ed anime, ma anche videogiochi, che vedranno prossimamente la stampa:
uno speciale su Bim Bum Bam (dal 31 marzo in edicola);
un volume monografico sulle sigle degli anime (estate);
uno speciale sui videogiochi vintage tradotto da una pubblicazione inglese (metà aprile);
una enciclopedia dei robot giapponesi a cura di Davide Castellazzi;
infine altre pubblicazioni provenienti dal Giappone e tradotte in italiano da far uscire in edicola e in fumetteria.

Sarò già contento se solo la metà di queste iniziative verrà portata termine  :]

mercoledì 14 giugno 2023

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 8)


Bello e vario questo ottavo numero di "Anime Cult", in cui di nuovo non è presente lo "strillo" di una intervista datata ad un autore nipponico, anche perché non c'è nessuna intervista datata ad autori nipponici   ^_^
Mentre ci sono le solite interviste attuali a personaggi del mondo dei manga e degli anime in Italia:
Giorgio Locuratolo (doppiatore); mini intervista con approfondimento su Stefano Tamiazzo (fumettista); la terza ed ultima parte a Federico Colpi (editoria); Luca Carta (editoria); Stefano Bersola (cantante).

Come nei due precedenti numeri non posso che ribadire quanto ho trovato interessante l'intervista a Federico Colpi, in questo caso non solo per il racconto sul contesto di manga ed anime, ma ci torno poco sotto.
Devo ammettere che mi sono a dir poco commosso quando ho letto che, nello speciale sul genere "spokon", si sono ricordati del mio "Arrivano i Superboys", non limitandosi ad una mera citazione, ma concedendo al PRIMO ed inimitabile anime sul calcio poco più di una pagina. 
Poi, come se fosse un dazio da pagare, ci sono le solite sei pagine sui bimbominkia di "Holly e Benji"...



In questa ultima parte della bella, interessante ed articolata intervista a Federico Colpi, c'è lo spazio per uscire dal tema manga ed anime, quando l'intervistato racconta della situazione politica in Birmania o Miyanmar (nazione in cui lavora) dopo il colpo di Stato nel 2021, tra cui il genocidio dell'etnia Rohingya, che per inciso non erano trattati bene neppure dal precedente governo democratico della premio Nobel Aung San Suu Kyi. Ovviamente non erano massacrati come con l'attuale giunta militare, che uccide anche gli oppositori politici, ma neppure la premio Nobel è stata troppo gentile nei loro confronti.
Comunque, a parte i miei ragionamenti a caso, è stato bello leggere anche del mondo reale  ^_^



Nel precedente numero di "Anime Cult" avevo sindacato su un paio di informazioni inerenti date e emittenti in cui vennero trasmesse degli anime. 
Anche in questo numero c'è almeno un caso in cui quello riportato non mi torna del tutto, cioè dove, parlando della serie di "Carletto il Principe dei mostri", si afferma che venne trasmessa dal 4 ottobre 1981 all'interno di "Bim Bum Bam" su "Antenna Nord" (non ancora "Italia 1).
Ho spulciato un po' di riviste, ma non ho trovato riscontri per la data riportata, inoltre, quello che maggiormente mi fa sorgere dubbi è che pare abbastanza acclarato che le sigle di Carletto vennero prodotte nel 1983.
Non stiamo parlano di un disaccordo di qualche mese sulle date, magari a cavallo di un anno, ma di un paio e passa di anni...
Riporto qui sotto alcune fonti che, a mio avviso, tenderebbero a smentire la data del 4 ottobre 1981 come prima trasmissione di "Carletto il Principe dei mostri":
Il saggio "Carton Heroes, gli artisti di trent'anni di sigle tv";
il libro "Almanacco delle sigle tv";
la pagina con i cartoni del Telesette proprio del 4 ottobre 1981;

domenica 14 settembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 28 - settimo numero bimestrale)


Forse si sarà compreso (sia nel senso di "capito" sia nel senso più psicologico del termine), che anche solo sfogliare, non dico leggere, "Anime Cult" mi è divenuto greve... giri pagina e ti girano le ... 
Io penso che per una testata che stipendia dei dipendenti che vi scrivono e porta utili all'azienda che la pubblica, non sia vergognoso citare un minimo le fonti da cui si traggano idee, spunti, immagini o addirittura intere colonne di scritto... anzi, dovrebbe essere un fatto meritorio:
"Non vi posso riconoscere del denaro per la passione che avete mostrato nel trovare queste informazioni, ma almeno la soddisfazione di citarvi".

Quando, invece, si utilizza il lavoro altrui, spesso gratuito, per rimpolpare i propri articoli e la propria rivista senza manco degnarsi di scrivere dove è stato trovato quel materiale, i soggetti non menzionati potrebbero imbruttirsi... una volta può capitare, due, tre, quattro... però dopo un po' la cosa scoccia...
Uno si ritrova a pagare una rivista creata anche con il materiale da te riesumato (o creato, se si pensa alla foto del Televideo...) passando ore ed ore in biblioteca, comprando pacchi e pacchi di riviste completamente al buio e gli altri prendono lo stipendio e fanno gli utili?
E in più ti recensisco la rivista facendoti altra pubblicità gratuita? 
"C'ho scritto Giostengo?" (semi cit.)  ^__^



A pagina 35 si ripercorrono le polemiche giornalistiche contro l'animazione giapponese in Italia, in particolare quelle della primavera 1980, citando, oltre allo stramega famigerato articolo di Silvero Corvisieri su "La Repubblica (7 gennaio 1979), tre articoli successivi:

"Per chi li ha portati in Italia è una crociata contro i fantasmi", di Marcello Sorgi (intervista a Nicoletta Artom) - "Il Messaggero" 10 aprile 1980 

“Vincono in televisione i genitori anti-Goldrake”, di Lidia Golinelli - “Il Resto del Carlino” 20 aprile 1980

"Viva Goldrake", lettere al direttore - L'Occhio 11 giugno 1980

Fonte?
Da questo momento in poi la fonte, per tutti quelli che leggeranno per la prima volta questi articoli, sarà "Anime Cult" della Sprea!
Dopo il danno, la beffa... ovvero, cornuto e mazziato   ^_^


Purtroppo all'esordio di "Anime Cult" parte del materiale da me riesumato è finito nello loro grinfie, quindi ormai lo considerano riesumato da loro  ^_^


Tra quel materiale, però (a memoria), non c'era l'articolo de "L'Occhio", perché ho scoperto la testata in seguito, quindi la mezza colonna che riporta la lettera di chi difendeva Goldrake, posso ragionevolmente affermare (la redazione è andata in emeroteca a recuperare quel materiale già riesumato da me?) che l'abbiano letta su questo blog:

Tranquilli, di articoli da cui prendere spunto e citazioni più o meno corpose ne avete a tonnellate:

Per fortuna ho un lavoro e non debbo ridurmi a questi espedienti per portare a casa la mensilità  :]

Qui sotto le scan più in dettaglio.

sabato 30 novembre 2024

Anime Tour, pellegrinaggio nei luoghi cult dell'animazione giapponese - Studio Ghibli


TITOLO: Anime Tour, pellegrinaggio nei luoghi cult dell'animazione giapponese - Studio Ghibli
AUTORE: Barbara Rossi
CASA EDITRICE: Kappalab
PAGINE: 160
COSTO: 18 €
ANNO: 2024
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 988885457720



Altro libro di quella che pare essere ormai una collana della "KappaLab" a firma Barbara Rossi, "Anime Tour", che visualizza i luoghi reali visti in lungometraggi e serie animate giapponesi.
Ho già recensito due titoli di "Anime Tour", direi improntati più ad un carattere generalista:


Stavolta non starò a copia/incollare la recensione del primo volume, come ho fatto con il secondo, ma comunque il succo del libro è il medesimo (si può leggere ai due link sopra).
Quindi questo è il terzo libro di "Anime Tour", in cui l'autrice ha deciso, rispetto agli altri due, di dargli una precisa connotazione, quella studioghibliana.
Ormai lo "Studio Ghibli" è un po' il cavallo di battaglia di tante case editrici, avvezze o meno all'animazione giapponese, la stessa "KappaLab" ne ha pubblicati un paio di matrice francese:


E poi ci sarebbero quelli "KappaLab" sulla cucina a tema "Studio Ghibli"... li rifuggo come la peste :]
Rispetto agli altri due "Anime Tour" forse questo può risultare un pelino più interessante, anzi, mi limiterei a scrivere solo "curioso", in quanto sono riportati i luoghi di film che ho visto più volte.
Resto, però, perplesso (vale anche per gli altri due titoli quando il fatto è presente) quando si inserisco location reali di luoghi immaginari, con la motivazione che gli autori ghibliani si ispirarono a questo o quel posto realmente esistente. Il dubbio dipende dal fatto se il luogo sia denominato con una toponomastica reale.
Per esempio in "Porco Rosso" compare il Naviglio Grande di Milano, allora ci può stare che se ne metta un'immagine con le coordinate etc. etc. etc.
Quando invece, come in "Mononoke", ci si basa sulle dichiarazioni generali degli autori, vedere la foto di una foresta a caso o di un tempio a caso, mi lascia un po' più perplesso. Mio punto di vista  :]

Noto ed annoto che il libro costa 18 euro, un euro in più rispetto ad "Anime Tour - volume 2" pubblicato a giugno... contiene 10 pagine in più, un euro in più per 10 pagine in più?  >_<
Resta la mia speranza, che inizio a temere sia vana, di vedere pubblicato il secondo volume di "Anime, guida al cinema d'animazione giapponese", ormai siamo a due anni e mezzo di attesa ed in mezzo una miriade di libricini.
Chissà quanti altri "Anime Tour" la "KappaLab" pubblicherà prima del secondo volume   ^_^



sabato 18 maggio 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 19)


La copertina del numero 19 è dedicata alla combattente della Luna, in quanto lo speciale è dedicato a lei, con un focus sull'edizione italiana. La Sprea nel luglio 2023 aveva pubblicato un dossier su "Sailor Moon e le altre magiche combattenti", gli autori sono differenti (mi pare, non ho controllato articolo per articolo), quindi l'approccio è di certo diverso, resta la tematica identica.
Per conto mio, non essendo un fan della serie, posso valutare poco o nulla i contenuti, a cui, comunque sono interessato solo come fenomeno generale sull'animazione giapponese in Italia post "first impact" di Goldrake e soci.
Per i miei gusti ed interessi personali il pezzo forte del numero restano le interviste, che, a parte quella a Takahata del 1995, sono tutte a personaggi italiani ed attuali:
Marco Balzarotti (doppiatore);
Claudio Acciari (disegnatore);
Guido Silvestri, alias Silver;
Stella Orsini e Marco Alabiso (Junior TV, seconda parte di tre);
Carlo Maria Cordio (musicista, arrangiatore e direttore d'orchestra).

La somma di tutte queste testimonianze, presenti nei 19 numeri di "Anime Cult", ci propongono una panoramica interessante su vari risvolti (musicale, editoriale, doppiaggio etc. etc.) inerenti l'animazione giapponese in Italia dagli anni 70 all'attualità.

Mi corre l'obbligo, però, di fare un passo indietro di un mese, al numero 18 di "Anime Cult"...


Uno degli articoli riguardava i film live ispirati alle serie animate nipponiche, qualche giorno dopo aver postato la recensione mi è stata fatta notare una possibile svista abbastanza grossolana ed incredibile, che durante la mia lettura un po' tanto superficiale dello scritto non avevo colto.
Ho ricontrollato, ho chiesto di ricontrollare anche alla mia fonte, ed effettivamente l'errore pare abbastanza macroscopico...
In realtà avevo notato che nella parte dedicata ai "film mai visti in Italia..." era inserito anche il film nippo-francese di "Lady Oscar", ma sinceramente non ho assolutamente immaginato che lo si potesse dare per inedito in Italia... praticamente ho saltato la lettura di qesta parte, annotando nella recensione solo che mancava Polimar.
Non mi pare il caso di linkare informazioni che provino la trasmissione in Italia del film di "Lady Oscar", sarebbe una di quelle 100 o 200 cose da dare per acquisite...
Inoltre viene considerato inedito in Italia anche il film statunitense "Speed Racer" di "Superauto Mach 5", che ai tempi ho visto e non mi piacque neppure un po', ergo ho cannato due volte nella recensione un po' troppo superficiale.
Una delle spiegazioni che cerco di darmi per due scivoloni tanto eclatanti, specialmente il primo su "Lady Oscar", è che in fase stampa ci sia stato qualche refuso editoriale che abbia mischiato i paragrafi dell'articolo, facendo finire questi due film nella parte sbagliata dello scritto.
L'unica mia scusante per una lettura così superficiale della rivista è che non si può controllare tutto, cioè... alcune cose dovrebbero essere date per acquisite.
Altrimenti la critica giusta che viene mossa ai contenuti web sulla loro occasionale poca affidabilità (compreso questo blog), in quanto parte di un mondo gratuito portato avanti da meri fan (magari) con poca preparazione, verrebbe a cadere, se in riviste a pagamento trovi errori così salviniani...

Torno al numero 19 di questo mese.

mercoledì 27 novembre 2024

Anime Tour, pellegrinaggio nei luoghi cult dell'animazione giapponese - Volume 2



TITOLO: Anime Tour, pellegrinaggio nei luoghi cult dell'animazione giapponese - vol. 2
AUTORE: Barbara Rossi
CASA EDITRICE: Kappalab
PAGINE: 144
COSTO: 17 €
ANNO: 2024
FORMATO: 24 cm X 17 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 988885457669


Sinceramente non ho compreso perché io abbia comprato questo secondo volume di "Anime Tour", probabilmente sono all'ultimo stadio degli acquisti compulsivi di materiale editoriale dedicato all'animazione giapponese...
Lo scorso anno avevo comprato il volume 1, la cui recensione si può leggere al link qui sotto:

Non posso che copia/incollare (con qualche modifica) quanto scrissi:
"Premessa più importante di tutte, la Barbara Rossi autrice del libro è proprio la Barbara Rossi dei "Kappa Boys", ergo il libro è perfetto   ^_^
Detto ciò, considerando che io non andrò mai in Giappone, e se mai ci andrò non sarà per fare "seichi junrei" (on line c'è un link ad una tesi dell'università Ca' Foscari), cioè pellegrinaggio nei luoghi degli anime, perché ho comprato la guida di Barbara Rossi?  
Acquisto compulsivo?
Masochismo editoriale?
Dato che in passato ho acquistato altri titoli simili, tanto valeva continuare la prassi, che non si sa mai che un giorno non vada pure io in Giappone!


Nel libro sono riportati, ovviamente, luoghi reali presenti in anime e film di animazione, con tanto di coordinate e mappe.
Noto ed annoto che la "Kappalab" ormai pubblica quasi sempre libricini di questa entità (circa 150 pagine con tante immagini), con tema i viaggi in Giappone o lo "Studio Ghibli" (ne ho un altro da recensire).
Capisco che anche alla "Kappalab" abbiamo diritto di racimolare qualche introito dalla notorietà attuale di anime e manga, anzi, loro primi tra tutti ne hanno diritto (visto la loro storia), ma spero che si affrettino a pubblicare anche i seguiti di "Anime, guida al cinema d'animazione giapponese 1958 - 1969", visto che son DUE anni e mezzo che è uscito il primo volume.
Per il resto inserisco qualche scan per far comprendere cosa si ritroverà ad acquistare l'eventuale pellegrino di anime  :] "

Il libro è uscito a giugno, ma l'ho scoperto da relativamente poco.
La cosa curiosa è che, come nel copia/incolla qui sopra, dopo un anno, ho veramente un altro libro della Kappalab sullo "Studio Ghibli" da recensire  :]
Con tutte queste guide "Anime Tour" ed altre, se mai andassi in Giappone, cose che al 99% tenderei ad escludere, ci dovrei stare tre mesi per visitare tutti i luoghi sponsorizzati!   ^_^

P.S.
Ma chiamare i "Kappa Boys" nel 2024 "Boys", ha ancora senso?
Non sarebbe più corretto "Kappa Senior" o "Kappa Ancient"?   :]


martedì 19 marzo 2024

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 17)



Come al solito il numero di "Anime Cult" punta sulle interviste, numerose ed interessanti:
Emanuela Pacotto (doppiatrice);
Andrea Romoli (fumettista ed illustratore);
Elena Zanzi (editor Planet Manga);
Marina Morra (presentatrice);
Goro Miyazaki (regista);
Massimo Luca (autore di sigle).

Mi corre l'obbligo di annotare che, questa volta, l'intervista all'autore nipponico strillata in copertina è stata fatta dalla redazione (Luca Raffaelli), inoltre mi ha sorpreso l'intervista ad Andrea Romoli, non perché non la meriti, ma perché nel numero di maggio 2023 di "Nippon Shock Magazine", era già stato sentito da "NSM" (ed io l'ho scoperto grazie a loro). Non che ciò impedisca di reintervistarlo, mi ha solo sorpreso, tra l'altro, rispetto all'intervista di luglio, viene trattato un tema nuovo, le problematiche legali tra l'autore e la casa editrice italica, che fece un accordo con la "Nippon Animation" per fare una serie animata da un suo fumetto, senza informarlo...
Quindi si possono leggere cose già lette in "NSM" ed altre no.
La copertina e il dossier di questo numero della rivista è dedicata a Lamù, a cui, sempre "NSM" aveva già dedicato copertina e dossier:

Di nuovo, non che questo vieti a chicchessia di trattare per l'eternità l'argomento, ma forse dovrebbe far riflettere entrambe le redazioni sul fare un minimo di sforzo per non ritrattare i medesimi argomenti in un arco temporale troppo stretto. Per me otto mesi è un arco temporale troppo stretto... mio punto di vista.


mercoledì 8 febbraio 2023

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 4)


Quarto bel numero di "Anime Cult", che essendomi arrivato oggi non ho ancora letto, ma solo scorso velocemente, la gran parte dei redazionali toccano temi che mi interessano.
Poi, ormai, fremo all'idea di leggere quale intervista "esclusiva" (in copertina) e/o "inedita" (nell'articolo) mi verrà sottoposta!
Infatti nel primo numero la "intervista inedita/esclusiva" con foto fu a Nagai, era del 2007, già pubblicata, ma mai in versione integrale.
Nel secondo numero la "intervista inedita/esclusiva" con foto è stata quella a Rumiko Takahashi rilasciata nel 2019 in Francia.
Nel terzo numero la "intervista inedita/esclusiva" con foto è a Akira Toriyama, pubblicata nel gennaio 2016, cioè ben sette anni fa, in Giappone.
Questa volta la "intervista inedita/esclusiva" con foto è a Masami Kurumada, pubblicata in Giappone nel 2008, la bellezza di 15 anni fa.
La cosa divertente e, a mio parere, un pelino perculatoria verso il lettore consumatore è che si precisa riguardo all'intervista il seguente aspetto:
"... vi presentiamo in questo numero di Anime Cult una sua intervista del 2008, inedita per l'Italia (almeno così ci risulta!)..."

Cioè... come "almeno così ci risulta"?!   ^_^
Come nei numeri precedenti la rivista non manca neppure stavolta di interviste veramente inedite (in tutto il mondo!) e nuove:
a Stefano Onofri, doppiatore di Gigi la Trottola;
l'ultima parte ai Kappa Boys;
a Mirko Fabbreschi dei "Raggi Fotonici".

Continuo a non comprendere questo volersi incaponire nel tirarsela (esaltare in copertina) per interviste vecchie come Carlo Cudega a discapito di altre nuove, vere, esclusive ed inedite... 
Misteri dell'editoria che vanno oltre le mie capacità di comprensione  ^_^



Nell'ormai fisso editoriale del Ceo, il suddetto Ceo si toglie qualche sassolino, nel finale, oltre a sollevarmi dal senso di colpa per aver mosso qualche critica alla sua rivista, accenna al successo della pubblicazione (alla faccia dei denigratori iniziali, non lo scrive in questi termini, ma direi che è il sunto corretto).
Mi fa piacere che la rivista venda bene, immagino anche grazie alla capillare distribuzione nelle edicole della casa editrice Sprea, mi sarebbe piaciuto, però, leggere qualche numero, ma di norma questi dati sono più segreti delle informazioni del Ministero della Giustizia   :]


Come scritto sopra ho solo sfogliato un po' attentamente la rivista, non ho ancora letto neanche un articolo, ma ritengo di avere trovato una piccola granduccia topica  ^_^
Nell'articolo su Daitarn 3 si assegna al circuito "Reta A" la prima trasmissione di Banjo e soci nel 1980, peccato che "Rete A" iniziò a trasmettere nel gennaio 1983:

Non che si pretenda che tutti color che scrivono sulle riviste abbiano un armadio pieno di riviste televisive anni 70 ed 80, ma magari buttare un occhio al web, tipo Wikipedia o a degli sperduti blog  :]

mercoledì 26 novembre 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 29 - ottavo numero bimestrale)


Prima di proseguire la lettura di questo post, sarebbe preferibile leggere quello al link qui sotto, altrimenti mancherà un pezzo del discorso:

Spinto dal commento di Mikimoz, mi son deciso a sfogliare il numero 29 di "Anime Cult"  :]

Tra le tante influenze televisive che ho subito da bambino c'è stata anche quella di "Star Trek", uno dei miei eroi era il vulcaniano Spock, alieni dalla mente dedita ai soli fatti e senza emozioni, ma lui era per metà terrestre, quindi in qualche episodio si lasciava andare ad occasionali slanci emotivi.
Ergo non potrò ispirarmi, per questo post, a Spock, ma dovrò ripiegare su suo padre, l'ambasciatore Sarek, al 100% vulcaniano ed in più ambasciatore, quindi per antonomasia un'attività improntata alla moderazione  ^_^


Nell'articolo sulla "Mupi" di questo numero 29 di "Anime Cult" ci sono varie immagini di articoli, la mia attenzione è stata colpita da quella della pagina di destra in basso, cioè il retro di "Visore Mupi V35" di "Atlas Ufo Robot".
Nel maggio 2013 avevo recensito il medesimo articolo:


Questa qui sopra è la scan del retro della mia confezione (al link qui poco più in alto) con tanto di watermark "imagorecensio".
Quell'immagine (da mia scan della confezione da me comprata) presenta alcune caratteristiche:
1) il quadratino nero, che era un buco quadrato nella confezione;
2) 3 puntini, uno verso l'alto al centro e due in basso a destra;
3) la scan leggermente inclinata verso destra in alto, lo si nota dalla scritta "MUPI MADE IN ITALY" in basso a sinistra.
4) il watermark "imagorecensio".