Sebbene l'uscita del gioco in scatola della Clementoni su Zorro fu precedente alla messa in onda del telefilm di Zorro con la prima sigla italiana, il gioco nel 1975 e il telefilm nel 1977, per me fu il telefilm a motivare la richiesta del gioco di società.
Come racconto spesso, prima dell'avvento dell'animazione giapponese televisiva per noi bambini e ragazzi (ancor di meno per bambine e ragazze) non c'era molta scelta su cosa guardare in tv, e Zorro fu uno dei primi successi che sviluppò un certo merchandising.
Nell'arco di un paio di anni, era pre-Goldrakkiana, vedemmo Sandokan, i Muppets, Furia, Ufo Shado e appunto Zorro, per tutti questi ci fu un certo livello di messa in commercio di prodotti ancillari (termine per fare i fighi). Sandokan fu quello che ebbe più merchandising tra i quattro, in realtà ci sarebbe anche "Rin Tin Tin", ma lo considero un po' meno famoso e con pochi articoli a lui collegati.
Dato che nel 1975 ero troppo piccolo per avventurarmi in un gioco di società, lo chiesi a chi di dovere nel 1977, benché questa non fosse una prima visione assoluta, chiaramente lo era per me ^_^
Il telefilm era in bianco e nero, ma in una Italia che possedeva nella sua quasi totalità solo tv in bianco e nero, ciò non costituiva un problema. Il successo del telefilm di Zorro (Sandokan, Muppets, Furia, Ufo Shado), con annesso acquisto di gadget, anticipò di poco l'invasione del merchandising derivati dai cartoni animati giapponesi, solo che Zorro era statunitense, per di più della Disney, ergo nessuno si sognò mai di gridare allo scandalo perché si trasformavano i piccoli telespettatori in petulanti richiedenti di prodotti legati al telefilm.
Non rammento bene se il gioco di società mi piacesse, siamo agli albori dei ricordi ludico e televisivi, ma non venne mai sfruttato molto, questo implica che almeno non garbava molto ai miei amici.
Forse, ma non ne sono certo, grazie ad un avviso presente nelle regole, mi è sorto il dubbio che mia madre non fosse molto lieta che ci si giocasse.
Infatti la presenza di due spade e il regolamento implicano che ci si dovesse sfidare a duello, e per quanto la punta delle spade fosse arrotondata, anzi, arrotondatissima, il rischio che ce le fiaccassimo in un occhio non era improbabile.
I duelli li prendevamo molto sul serio, e qui c'era in ballo il poter essere riconosciuti ufficialmente come Zorro, che non è paragonabile ad Actarus o Hiroshi Shiba, ma in quel contesto valeva comunque il rischio di divenire guerci...
A termine del regolamento si può leggere una nota:
"Qualora, per differenza di età fra i due duellanti (o perché la mamma non vuole), non si volesse fare il duello con le spade, la sfida può avvenire con la roulette"
La Clementoni, saggiamente (anche dal punto di vista legale), prescrisse la possibilità di non spargere bulbi oculari per casa, dando per regolamento ad una figura di comando il diritto di vietarli.
Sorge il dubbio su quante madri avessero il tempo di leggere il regolamento di un gioco in scatola, ma potrebbe ben essere che mia madre, senza averlo letto, mi vietò giustamente l'uso delle spade, riducendo di molto l'attrattiva del gioco in scatola, che finì a prendere polvere per anni finché non si dissolse.















