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sabato 31 gennaio 2026

The Complete Guide to Pirate Manga Worldwide - 世界海賊版マンガ大全: パクリ&無版権コミック・アーカイブ (世界マンガ読本)


Ringrazio Massimo Nicora che mi ha edotto dell'esistenza di questo volume, che ho quindi acquistato (pagato, cacciato la pecunia) immantinente  ^_^

Mi è capitato spesso di chiedermi quanto fosse l'interesse in Giappone sul successo degli anime in Italia (o nel resto dell'Europa), questo volume mi toglie qualche dubbio.
Il volume si occupa (occuperebbe teoricamente) dei fumetti, ispirati agli anime, pubblicati in Cina (capitolo 1), Corea (capitolo 2) Thailandia (capitolo 3), Italia (capitolo 4) ed infine un ultimo capitolo su varie nazioni.
Ovviamente io mi sono focalizzato unicamente sul versante nostrano.
Queste pubblicazioni vengono etichettate tutte come "pirata", ma per quanto riguarda i fumetti pubblicati in Italia, l'accezione negativa potrebbe essere dovuta a qualche incomprensione legislativa italiana o dalla non conoscenza dei contratti che venivano stilati dal 1978 ai primi anni 80 con le case di produzione giapponesi?

Faccio le solite premesse a caso.

Una prima stesura di questo post l'ho fatta usando il traduttore di Google, ma il risultato non mi era parso molto comprensibile (forse anche per miei errori di copia incollatura del testo), quindi ho dovuto rifare tutto con una app presente nel mio smartphone.
Mi sembra che il risultato sia migliore, ma resta il dubbio che non sempre il senso di quello che l'autore volesse riportare sia stato tradotto correttamente.
Un dubbio che ho ancora riguarda l'autore, se sia uno solo o se siano due... in alcuni siti sono riportati due nomi, in altri uno. Questo per far capire la difficoltà ad avere traduzioni valide senza appoggiarsi a qualcuno che sappia leggere il giapponese.
Immagino me stesso impegnato in una ricerca sui manga, basandomi su materiale tradotto dal giapponese, sarebbe un impegno gravoso e probabilmente l'errore sarebbe sempre dietro l'angolo.
Tutto questo per specificare che le mie valutazioni potrebbero essere fuorviate da una erronea traduzione dello scritto, inoltre apprezzo l'impegno generale dell'autore.
Una forte critica che mi permetto di muovere al volume, che va oltre eventuali errori più o meno grandi, è che spesso nel capitolo che sarebbe dedicato alle pubblicazioni italiane si leggano continue informazioni su altre nazioni.
La cosa non è occasionale, tanto che in alcuni punti la parte che riguarda l'Italia è minimale.
Nei forum lo si chiamerebbe "off-topic", ed il volume ne soffre moltissimo, almeno nella parte che ho tradotto inerente l'Italia.
Inoltre, se le immagini propongono sempre i fumetti pubblicati in Italia, il testo si riferisce nella quasi totalità, per quel poco che è presente sull'Italia, alla trasmissione degli anime e delle sigle... altro off-topic, a mio avviso, visto il titolo del volume.
Un altro appunto è dovuto al titolo, che riporta "The Complete Guide", ecco... non saprei valutare le altre nazioni presenti nel volume, ma nelle pagina italiane mancano un sacco di fumetti ispirati agli anime, che fossero pirata o meno.
Questo è il problema quando si pretende di stilare guide definitive e/o complete.
Nel volume non sono riportati i "cartonati", ma solo le testate dei fumetti pubblicati a scadenza regolare.


Questo sopra è un esempio della traduzione della medesima app dello smartphone del medesimo titolo:

"L'enciclopedia completa dei fumetti pirata - Manga pirata - Archivio di fumetti imitati e non autorizzati"

"L'enciclopedia completa dei fumetti pirata - Manga pirata - Archivio di fumetti di plagio senza licenza"

Si noti anche il cambio della traduzione dell'autore/i...

Tutti i fumetti italici mostrati nel volume a me pare che fossero licenziatari dei diritti, che fossero la "Sacis" della "Rai" oppure altre aziende private, i fumetti venivano pubblicati su concessione.
Perché l'autore li inserisce tutti come fumetti pirata, plagi, senza licenza e non autorizzati?
Forse non è stato valutato che tra il 1978 e i primi anni 80 in Italia la regolamentazione del diritto d'autore non era la medesima di quella odierna o di quella che vigeva ai tempi in Giappone?
Forse l'autore, non potendo accedere ad informazioni italiane, non è a conoscenza dei contratti stipulati tra le aziende italiane e le case di produzione nipponiche?
Nella prefazione c'è una parte che mi pare cerchi spiegare la cosa, ma non sono certo che la traduzione sia chiara, quindi evito di riportarla.
Resta interessante che per l'autore giapponese tutto quello che venne pubblicato in Italia tra il 1978 e i primi anni 80 è materiale pirata... anche la "Candy Candy" della "Fabbri Editore", che mi pare avesse firmato un contratto con la Kodansha.
Pure la testata "TV Junior" viene inserita tra i fumetti pirata. Solo che era pubblicata dalla "Eri Rai", su concessioni anche della "Sacis", quindi gruppi editoriali dello Stato Italiano.




Il capitolo sui fumetti italici inizia a pagina 130, e fino a pagina 135 l'autore riepiloga la situazione televisiva ed editoriale italiana per il lettore nipponico.

Preciso che ho "ripulito" tutte le traduzioni da parti incomprensibili, parole o lettere a caso, e di seguito propongo quello che ne risulta, in qualche occasione ci sono ancora parti monche, ma non posso interpretare cosa volesse tradurre la app dello smartphone   ^_^
Dato che lo scritto inerente l'Italia è spesso scarno, nonostante questo sia il capitolo "Italia", ho evidenziato in grassetto queste parti.

Pag 130

In Italia, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, vennero pubblicate numerose riviste manga piratate, ma prima di entrare nei dettagli di questa situazione, vorrei spiegare le innovazioni nel settore televisivo avvenute in Italia negli anni '70. In Italia, negli anni '70, la Radiotelevisione Italiana (comunemente nota come RAI), gestita dallo Stato e controllata dalla Democrazia Cristiana, monopolizzava il settore radiotelevisivo, ma allo stesso tempo le emittenti televisive private via cavo gestivano piccoli canali a diffusione regionale.

martedì 27 gennaio 2026

Album di figurine, la guida alle raccolte di figurine pubblicate in Italia - Volume Settimo Speciale Panini 1981/1993



TITOLO: Album di figurine, la guida alle raccolte di figurine pubblicate in Italia - Volume Settimo Speciale Panini 1981/1993
AUTORE: Bruno Carpanetto e Marco Maria Valtolina
CASA EDITRICE: Mencaroni Editore
PAGINE: 195
COSTO: 35€
ANNO: 2017
FORMATO: 22 cm X 22 cm
REPERIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788899397098


Quando ad inizio mese ho postato l'album di figurine di "Daitarn III" della "Panini", mi era sorto il dubbio sull'anno di pubblicazione.
L'anime venne trasmesso in Italia nel 1980, ma l'album venne pubblicato nel 1982.
Solo che mi sono accorto che mi ero perso (dimenticato) la pubblicazione del volume della "Mencaroni Editore" relativo al periodo, mentre avevo gli altri:



Avevo preso gli altri tre volumi, ma quello dal 1981 in poi no... dimenticanza o scelta voluta? 
Non rammento  :]
Quindi, con circa 7 anni di ritardo, ho messo mano al portafoglio (virtuale) è mi sono accattato pure questo.
In fondo, se devi scrivere qualcosa cercando di non riportare castronerie, non puoi affidarti solo alle informazioni del web... qualche tua fonte cartacea la devi pur avere, anche se non scrivo su testate a pagamento, ma solo su uno sperduto blog     ^_^


Come negli altri tre volumi è presente la spiegazione di ogni voce inserita nella pagina di ogni album mostrato.


Il mio dubbio sulla datazione dell'album di "Daitarn III" era superfluo, venne pubblicato nel 1982.
Resta (per me) un mistero il motivo che spinse la "Panini" a pubblicare un album ben più di un anno dopo l'uscita televisiva della serie.

sabato 24 gennaio 2026

"Tutti figli di manga", di Fernando Rotondo - "Riforma della Scuola" n° 6 giugno 1984


Si dice "meglio tardi che mai", quindi l'articolo di Fernando Rotondo è una piccola, seppur grandemente tardiva, opera di verità, che magari sarebbe dovuta essere stata scritta nel 1979.
Perché scrivo nel 1979?
Perché, a distanza di un solo anno dalla prima trasmissione di Goldrake ed Heidi, la stessa Rai aveva dato a tutta la stampa e a tutti i giornalisti ed esperti un documento per poter valutare più correttamente i cartoni animati giapponesi:

Nello speciale di "Tam Tam" non solo c'erano le informazioni essenziali per non proporre le semplificazioni che si son lette (prima) dopo, ma volendo anche gli strumenti per ricercarle, cioè la sede della Toei. Sarebbe bastato che una qualsiasi altra testata li contattasse, non dico andando fino a Tokyo, ma magari cercasse informazioni tramite qualche giapponese che lavorava in Italia o direttamente ai consolati nipponici.
Sarebbe stato bello leggere un articoli che riproponesse i concetti espressi da Giuseppe Breveglieri sulle pagine di un grande quotidiano nazionale.
Detto che tutto ciò non capitò praticamente mai, arriviamo addirittura a giugno 1984 per leggere il perché degli occhi rotondeggianti dei personaggi animati nipponici ed altre spiegazioni.
La "rivelazione" nasce, però, dalla lettura di altri due contenuti ad opera dei medesimi autori:


Peccato che anche l'articolo di Fernando Rotondo non ebbe una grande eco sul resto della stampa generalista, però, almeno, lui ci provò.
Considerando la testata su cui venne pubblicato, "Riforma della  Scuola", quindi indirizzato a docenti e genitori, la parte finale acquista un certo valore:
"Se è vero che i giapponesi sono alfabetizzati al 100% e sono anche i maggiori consumatori di giornali e contemporaneamente di mana, e in certa misura di cartoons, allora dobbiamo rivedere un po' le nostre idee sulla presunta incompatibilità esistente tra lettura e fumetti e anche tra lettura e Tv. Forse è questione di pedagogia della lettura, di modalità di fruizione, di organizzazione della cultura."

L'articolo si conclude con una giusta osservazione sul numero mostruoso di serie arrivate in Italia in un brevissimo lasso di tempo, anche se gli anni, al giugno 1984 non erano quattro, ma sei. Visto che il punto zero lo si può far partire da Heidi (febbraio 1978) o Goldrake (aprile 1978).

P.S.
Ho cercato il libro "L'affondamento del Giappone", citato tra le opere che spiegherebbero i temi dell'animazione giapponese, ma non ho trovato nulla. 
Forse il titolo era diverso?

Qui sotto le foto della copertina e del sommario del numero in questione.

venerdì 23 gennaio 2026

LP "Future Boy Conan" movie (1979)


Come avevo preannunciato (o minacciato), concludo questo trittico su vario materiale inerente il film di "Conan il ragazzo del futuro" del 1979, con LP della non tanto bella colonna sonora.
I precedenti due post:


Come ho accennato nel post sul film (primo link), venne rifatta ex novo tutta la colonna sonora, opening, ending e pure le BGM... addirittura modificarono alcuni effetti sonori.
Nel totale l'ho trovata una pessima scelta sonora/musicale.
E' vero che il comparto audio della serie di "Conan il ragazzo del futuro" l'ho interiorizzato così tanto, che qualsiasi modifica non poteva che essermi fastidiosa, quindi il mio giudizio non è scevro di pregiudizi musicali, ma mi pare che venne proprio sbagliato il tema portante musicale.
Più che per "Conan il ragazzo del futuro", i brani e le BGM potrebbero andar bene per un film di "Lupin III", per Conan sono completamente fuori tema.
Due o tre brani non sono neppure bruttissimi, hanno una bella melodia, ma non sono sovrapponibili a nessuna delle circostanze a cui sono state accostati nel film.


           


L'opening "Love Again" cantata da Ken Naoko non è brutta, ma non adatta a Conan, poteva essere una ending di "Maison Ikkoku", al massimo  :]


Ovviamente non conosco il giapponese, più sotto inserisco alcune traduzioni date da vari programmi, ma è indubbio che il vinile contenga la colonna sonora del film del 1979.
Il disco, oltre alle vocal di apertura/chiusura e alle BGM, presenta vari spezzoni audio del film.
Il film l'ho visionato più volte per i post precedenti, quindi non c'è molto da sindacare su questo  ^_^
Ma allora perché sulla copertina del vinile si vede il piccolo maialino Delizioso?
Nel film non è mai mostrato, in quanto tutta la parte su High Harbor venne omessa.
Come anche non è mai visibile la distruzione della Torre Triangolare, se non in flash back di Lana in cui spiega a Conan la potenza militare del Giganto.
Nel film la Torre resta intatta.
Chissà come mai nella scelta della copertina i produttori fecero questo doppio errore/svista.

lunedì 19 gennaio 2026

Film "Future Boy Conan" (1979)


In queste settimane ho recuperato un po' di materiale inerente il film di montaggio di "Conan il ragazzo del futuro" proiettato in Giappone nel 1979.
Il primo post è stato quello sull'anime comic pubblicato a fine 1981:

Stavolta mi focalizzerò sull'intero film di montaggio, il prossimo post sarà... sarà... sarà...   :]
Il lungometraggio animato "Future Boy Conan" del 1979 non è mai uscito (che io sappia) in italiano, per fortuna il web ti permette di apprezzare anche opere che altrimenti non vedresti mai, come sempre c'è da ringraziare i fansubber. Cercando online lo si trova, non inserisco link diretti  :]
Ovviamente è pressoché impossibile trasporre 26 episodi di un anime con una bella trama, in soli 120 minuti di un lungometraggio, il rischio di fare la frittata è molto forte... taglia e taglia, cuci e cuci, alla fine qualcosa manca e qualche errore scappa  :]
Di certo non arriviamo al livello di fantasia sfrenata, quasi visionaria, dei nostrani "film di montaggio delle serie animate giapponesi", il nostro Enrico Bomba resta insuperato, ma anche l'Enurico Bomuba san nipponico fece del suo meglio per creare qualcosa di indimenticabile.
Logicamente un film di montaggio creato dalla casa di produzione originale, cioè la "Nippon Animation",  poté avvalersi di un vero ridoppiaggio con nuovi dialoghi di alcune parti della trama.
Inoltre furono effettuate pesanti (peggiorative) modifiche al sonoro.
Venne cambiata la opening e tutte le BGM... in alcuni punti, dove in origine le BGM c'erano, vennero tolte e in altri punti dove non c'erano, vennero inserite.
Infine vennero modificati un po' degli effetti sonori.
In pratica tutto il film fu riveduto e corretto, solo che per chi adora la serie, la revisione non può altro che essere peggiorativa... curiosa, interessante, ma inguardabile e musicalmente inascoltabile.

Lo staff della "Nippon Animation" utilizzò gli stralci di 14 episodi, cioè i numero 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 13, 14, 20, 21, 22 e 23, più qualche immagine di altre due puntate (ep. 16 e 24).
Qui sopra ho inserito una tabella con l'ordine esatto di apparizione degli episodi all'interno del film, si noterà che sono in ordine crescente, tranne per il numero 13, che chiude il lungometraggio.
Ho riportato anche fino a quale minuto c'è ogni episodio e quanto dura ognuno di essi all'interno del film di montaggio.
Delle scene, pur essendo di uno stesso episodio, sono state montate in modo che quella che nell'anime era prima, nel film sia presente dopo e viceversa.
Ho cercato di annotare queste inversioni cronologiche, mi pare di averle riportate tutte, ma qualcosa potrebbe essermi sfuggito.
Come scrivevo nel post dell'anime comic linkato ad inizio post, lo staff eliminò tutta la parte sulla piattaforma di recupero della nave (dove c'è Patch/Rao), il ritorno ad Indastria per riparare la Macchina Volante e tutta la successiva parte ad High Harbor.
Infine eliminarono tutto il combattimento sul Giganto e non fecero morire il Dottor Rao.
Il problema è che con tutte queste modifiche qualcosa si perde, i personaggi, che nell'anime acquistano affiatamento nel protrarsi della trama, nel film paio assieme senza un buon motivo.
E alla fine qualche errore/orrore di sceneggiatura lo commise anche lo staff nipponico.
Chiaramente io mi baso sulla lettura dei sottotitoli in inglese, dando per scontato che abbiano tradotto il tutto correttamente.


Per ogni immagine delle scene inserisco il numero dell'episodio da cui furono tratte/prese.
L'immagine in alto a sinistra dell'inizio di una puntata, è sempre il primo fotogramma presente nel film, come l'ultima immagine in basso a destra prima del successivo episodio, è l'ultimo fotogramma di quella puntata inserito nel film.
Spero di essermi spiegato   :]
Ogni tanto ci sono dei commenti nelle immagini.

Le immagini che scorrono in apertura del film, già lasciano presagire il seguito, in quando ci si trova a vedere fermi immagine con i crediti del film, una scelta che mi è parsa un po' al risparmio.

sabato 17 gennaio 2026

"Mirai Shōnen Konan movie" anime comic volumi 1, 2, 3 (ottobre, novembre, dicembre 1981)


Ci sono serie animate o film che adoro e che ai tempi non godettero di merchandising, oppure ne venne prodotto pochissimo.
"Conan il ragazzo del futuro" fa parte della prima categoria, non ho mai trovato nulla in italiano risalente alla sua prima messa in onda nel 1981 sulle tv private locali. 
Qui a Milano venne trasmesso da "Videodelta", la pre "Rete 4".
Venne ignorato anche dalla stampa italica, eppure sarebbe stato un esempio di soli contenuti positivi fruibili grazie all'animazione seriale nipponica.
Quindi, non potendo spendere soldini in materiale italico di "Conan", mi rifugio in quello giapponese  :]
Questi tre volumetti (18 cm X 13 cm) contengono l'anime comic del film di montaggio di "Conan il ragazzo del futuro" del 1979.
Dato che sul lungometraggio farò dei post appositi, stavolta mostro solo delle scan di questi tre anime comic.
Ovviamente trasporre 26 episodi in 120 minuti, rese necessario fare qualche leggerissimo taglio alla sceneggiatura, eliminando parti importanti dell'anime e facendo anche opera di taglia e cuci, che non raggiunse i livelli dei film di montaggio italici, ma qualche incongruenza l'ha pure generata  :]

Nel cerchio vediamo l'esilarante scena del primo incontro tra Conan e Jimsey, con la gara a chi era più forte o le sparava più grosse, cioè Jimsey, perché Conan riporta solo ciò che ha fatto   ^_^
"Bugiardo, bugiardo, bugiardo, bugiaaaaardoooooo!"    :]


Ogni volumetto si apre con lo stacco pubblicitario a metà episodio, che io ho scoperto solo con i DVD (originali).
Mostrerò le scan ed effettuerò un breve commento nei punti in cui ci sono modifiche sostanziali rispetto alla serie, oppure scene iconiche  :]

Vengono presentati i personaggi presenti nel numero 1.
Qui sotto propongo una traduzione con uno dei tanti programmi presenti negli smartphone.

giovedì 15 gennaio 2026

Nippon Shock Magazine - La rivista 100% dedicata a manga e intrattenimento giapponese - n° 30 dicembre 2025


Il numero di dicembre 2025 è arrivato in fumetteria l'8 gennaio 2026, ormai non mi è sembrato il caso di scalmanarmi nella recensione, che tanto non era più una primizia già da un mese  :]
Con "NSM" non sono fortunato, quando lo compravo in edicola, arrivava prima in fumetteria (a quanto pare), ora che lo compro in fumetteria, arriva prima in edicola.
Chissà cosa succederebbe se comprassi una copra in edicola ed una in fumetteria, forse un collasso spazio temporale?  ^_^
Ammetto che alcuni articoli non li ho letti per timore di spoiler, quello su "L'attacco dei giganti" e sui live di "One Piece", mentre su altri non sono ferrato, come "Sailormoon" o "Creamy Mami".
Inserirò il commento solo su alcuni scritti, ovviamente non vuol dire che gli altri non meritino.
Fare riferimento al sommario del numero, presente a fine post.



La serie è straconosciuta, ma la lettura dell'articolo è comunque interessante.
Tra i tanti spunti letti, mi pare che manchi la somiglianza di Briking con Mussolini e l'incongruenza del finale in cui a Kyashan è impedito di tornare umano, ma la madre riesce ad essere ritrasferita dal cigno robot al suo copro umano...
(ho rivisto la seria alcuni anni addietro, non ricordo i particolari) 



Come al solito "NSM" ha un focus sulla parte musicale nipponica, tra cui il duo artistico Shunsuke Kikuchi e Isao Sasaki, interessante lettura.

sabato 10 gennaio 2026

LP Lady Oscar live movie original soundtrack - Michel Legrand (1979)



Sul film live di "Lady Oscar" in Italia ai tempi non venne pubblicato nulla, quasi nulla dopo, e non è che in Giappone ci siano chissà quante pubblicazioni, qualcosina ho trovato un po' alla volta in questi anni:



Questo film mi ha sempre affascinato, quindi, se posso, cerco di accaparrarmi altro materiale, benché nipponico.
Questa volta ho recuperato uno degli LP con la colonna sonora, che era l'unica cosa decente del film... Michel Legrand fece un gran bel lavoro, il tema principale ed un altro paio di brani sono molto belli.
Quindi resta il mio giudizio sulla qualità della colonna sonora in contraltare a tutto il resto, anche se aver letto l'analisi di un critico cinematografico, mi ha aiutato a capire taluni scelte artistiche del regista:

Di vinili con la soundtrack del film ne vennero messi in commercio più di uno, ho trovato un canale di Youtube che ha caricato una sua colonna sonora:

I brani del link qui sopra e quelli presenti nell'LP di questo post mi paio gli stessi, ma per evitare di dare informazioni errate, ho caricato un paio di video con qualche spezzone sia del lato A che del lato B del vinile.


           


Brevi spezzoni dei brani presenti nel lato A dell'LP.


           


Brevi spezzoni dei brani presenti nel lato B dell'LP.

Per il resto ho proceduto come mio solito, inserendo immagini dell'LP (da me acquistato all'estero) con qualche traduzione automatica del testo.
Quando si decide di scrivere qualcosa su un argomento, può essere una buona idea recuperare il materiale originale, non limitarsi a cogliere i comodi e gratuiti contenuti del grande albero del web.
Specialmente se si sta scrivendo un contributo per un contenuto a pagamento, poi è ovvio che sia più economico far spendere i sodi agli altri, magari senza neppure citarli   ^_^

martedì 6 gennaio 2026

Il cinema di Jacques Demy (capitolo sul film live di Lady Oscar)



TITOLO: Il cinema di Jacques Demy 
AUTORE: Valerio Carando
CASA EDITRICE: Gremese
PAGINE: 207
COSTO: 29€
ANNO: 2025
FORMATO: 23 cm x 16 cm 
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788866922278



Premetto che sono totalmente ignorante riguardo al cinema francese, tendenzialmente non sono neppure un fan della cinematografia dei cugini, faccio fatica ad approcciarmici... fanno eccezione proprio quei cinque/sei film un po' più movimentati  ^_^
Chiaramente sono anche ignorante riguardo la filmografia del regista Jacques Demy, se non per l'unico film che vidi il 25 dicembre 1982, cioè il film live di "Lady Oscar" prodotto nel 1979.
Quindi mi son comprato tutto un libro sui film di Jacques Demy a 29 euro per leggere solo le nove pagine del film trash su Madamigella Oscar, con la bellissima Catriona MacColl   ^__^
Chiunque vide questo film il giorno di Natale 1982 ne rimase estremamente deluso/a, l'unico plus fu la scena con l'attrice protagonista che mostrava le sue beltà della parte superiore del busto  :]
Tutti coloro che l'hanno rivisto da adulti sono rimasti ugualmente schifati dal risultato totale e finale del film, ma il mio dubbio era dato dal cercare di capire cosa ne pensasse un critico cinematografico che non fosse influenzato dall'essere fan della Lady Oscar dell'anime.
Vuoi vedere che sono/siamo stato/i troppo severi con questo film?

Inoltre mi interessava leggere qualche eventuale informazione aggiuntiva, magari presa dalla stampa francese o giapponese del periodo, comunque avere un punto di vista da una fonte differente dal solito.

Risposte?
Compratevi il libro, breve, ma interessante lettura, priva dei pregiudizi di un fan dell'anime.

Edit del 10 gennaio 2026
Seppur non voglia spoilerare nulla  delle pagine inerenti il film di "Lady Oscar" in un saggio che analizza tutta la filmografia di Jacques Demy, mi pare giusto precisare che non è mai citato il manga, mentre, come si vede dalla pagina qui sotto, l'anime si.
Peccato che il film venne prodotto prima dell'anime, quindi Jacques Demy non poteva avere in mente la "Lady Oscar" dell'anime, al massimo quella del manga, immagino descritta da Riyoko Ikeda.



lunedì 5 gennaio 2026

Per amore, per gioco, per forza... Televisione dei bambini e dei ragazzi: storie e analisi



TITOLO: Per amore, per gioco, per forza... Televisione dei bambini e dei ragazzi: storie e analisi
AUTORE: Marina D'Amato
CASA EDITRICE: VQPT ERI
PAGINE: 332
COSTO: 10 
ANNO: 1988
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 


Questo saggio di Marina D'Amato è uno studio approfondito sui programmi per bambini/ragazzi con dati ufficiali del novembre 1986 per i canali Rai 1, Rai 2, Canale 5, Italia 1, Rete 4, Euro TV.
Non sono trattati solo gli anime del periodo, ma anche i cartoni statunitensi come "Mask" o "He Man", i telefilm e i giochi a quiz per ragazzi.
Ovviamente io non sono un sociologo, quindi mi guarderò bene dall'entrare nel merito delle considerazioni dell'autrice, al massimo annoterò qualche imprecisione, che nel 1988 poteva anche capitare, visto che non esistevano né libri né il comodo web dove controllare, date, nomi, titoli etc. sulla trasmissione dell'animazione giapponese in Italia.

Con questo studio sono arrivato ad inserire ben 47 scritti che, a vario titolo e livello di approfondimento, toccarono la tematica animazione giapponese (qualche volta i manga in Giappone) in Italia dal dopo guerra ai primi anni 90 (fino a quando si sviluppò una saggistica di settore conscia dell'argomento).
L'etichetta riporta Pre-saggistica sugli anime dal 1978 ai primi anni 90, ma poi vi ho inserito titoli dal 1957 (prima o poi correggerò):


Una bella bibliografia già bella pronta per un saggio, spero sempre nella citazione  :]
Io nel novembre 1986 non seguivo più i cartoni animati giapponesi giornalmente, anche se alcune serie me le registravo/guardavo, ma non avevo il polso di cosa venisse trasmesso (compresi i cartoni made in Usa, che erano tornati di moda). Ergo questo studio è anche una interessante fotografia sui gusti/ascolti di quella fascia di età che nel 1986 faceva le elementari/medie.
Non sono presi in esame i programmi trasmessi dalle tv private locali, ma solo dai circuiti nazionali, Rai, Fininvest ed "Euro TV", che avevano un riscontro di ascolti su tutto il territorio nazionale.
Ho inserito più di 100 scan del saggio, ma ne avrei potute aggiungere altre, consiglio vivamente, a chi è interessato alla tematica, di comprarlo, è una lettura istruttiva.
Forse, piuttosto che inventarsi scoop definitivi sull'animazione giapponesi in Italia, basterebbe andarsi a cercare e leggere le fonti che già esistono.
Il saggio è in mio possesso da parecchi anni, ma un po' mi scocciava inserire così tante immagini di un singolo libro, seppur di 37 anni fa. 
Porre attenzione al numero della pagina, per capire quando queste sono consecutive e quando, invece, c'è stato un salto di pagine.
Le sottolineature in matita non sono mie, erano già nel libro.

sabato 3 gennaio 2026

"Quaracquoquè, Telepaperone adesso c'é", di Enzo di Mitri - La Notte 14 gennaio 1982 + "Zio Paperone e i furti in diretta" - Topolino 1363 del 10 gennaio 1982


Quando passo in rassegna chilometri e chilometri di pellicola dei quotidiani, pur cercando di restare concentrato sulla mia "mission" (che non è farmi fregare i contenuti per vederli in testate a pagamento), spesso divago, mi soffermo in articoli di politica estera, interna, cronaca nera (da ieri ad oggi cambia l'attenzione dedicata a certe notizie, spesso non le notizie...), ed ovviamente su articoli inerenti televisione e fumetti non collegati all'animazione giapponese in Italia.
Un articolo che metteva assieme sia la televisione che i fumetti, ma senza gli anime di mezzo, è quello pubblicato il 14 gennaio 1982, che faceva da commento ad una delle storie presenti nel "Topolino" n° 1363 del 10 gennaio 1982, il cui titolo è "Zio Paperone e i furti in diretta".
Quando ho notato questo scritto non mi sono messo a leggerlo, avrei perso troppo tempo, mi è parso curioso e l'ho salvato dall'oblio. Pensavo vi fossero presenti i protagonisti accennati nell'articolo, sempre con nomi storpiati com'era d'uso nei "Topolino", ho poi scoperto che Enzo di Mitri creò una piccola storiella di fantasia per parlare della televisione cogliendo l'occasione della storia di Zio Paperone e soci.
Dato che, alla fine, sia la storia presente nel "Topolino" che lo scritto di Enzo di Mitri ci narrano del successo delle tv private locali (anche se in divenire in tv private nazionali), mi è parso avesse senso postare il tutto, anche per cambiare un po' la tematica dei post   ^_^
Prima inserisco l'articolo de "la Notte" e poi alcune scan della storia a cui l'articolo si riferisce/ispira.


Nel 1982 ormai era inizia l'inesorabile assorbimento delle piccole tv locali private in indipendenti sindacation privati nazionali, che poi sappiamo la fine che fecero e perché...
Resta che si veniva da cinque/sei anni di crescita delle tv private locali, ne esistevano svariate centinaia, 600?
700?
1000?
Anche il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni faceva fatica a censirle, a causa dei fallimenti, cambi di nome, fusioni, etc. etc. 
Di seguito inserisco qualche link di altri miei post sul mondo dell'emittenza privata italiana, in ogni post ci sarebbero altri post da consultare, tipo matrioska  :]






Tanto per farvi un'idea della tematica  :]


Enzo di Mitri finse che Zio Paperone fosse un vero attore del risiko delle frequenze dell'etere.
Si noti come alla fine del suo scritto l'autore precisi quanto segue:
"AAA: quanto raccontato è assolutamente vero. Potrete trovarlo con qualche particolare in più e anche in meno sul numero di Topolino in edicola, che per la prima volta affronta a fumetti in una avventura il mondo delle TV all'italiana.
Complimenti."

Il tono dello scritto è scherzoso, ma qualcosa in filigrana si può leggere, come il nome del futuro imperatore televisivo privato, l'unico citato dal giornalista come controparte di mamma Rai.

venerdì 2 gennaio 2026

Daitarn III - Album figurine Panini 1982


Ringrazio Guido e Susy per avermi prestato questo stupendo album "Panini" di "Daitarn III"  ^_^

Il 95% dei post di questo blog contiene materiale da me comprato/ricercato, questa è una delle eccezioni, anche perché è una bella rarità, specialmente tenuto in queste condizioni!
L'album di figurine, ovviamente completo e tenuto bene, ha dei prezzi da espianto di rene... a quanto pare ai tempi ne furono stampate poche copie e quindi furono pochi i bambini che ebbero la costanza e/o fortuna di completarlo.
Probabilmente il fatto che la serie animata di "Daitarn III" esordisse sulle tv private locali italiane nel 1980, mentre questo album è datato 1982, non ne incentivò l'acquisto... fosse uscito in edicola nel 1980, con Banjo e soci in auge, lo avremmo voluto tutti.
Nel 1982 c'era "Lady Oscar" e i robottoni avevano un po' esaurito la loro onda lunga televisiva, erano sempre ben presenti nei palinsesti delle tv private locali o nelle sindacation private nazionali, ma non erano più la novità di due o tre anni prima.
Per scrivere qualcosa di un po' più informato ho provato a sfogliarmi vari numeri di "Anime Cult", perché ricordavo una serie di redazionali sugli album di figurine.
Infatti nel numero 8 di "AC" ci sono gli album in uscita nel 1980, ed è inserito questo album "Panini" di "Daitarn III", peccato che sia nell'annata sbagliata, visto che la sua data di uscita è il 1982... ed infatti nel numero 10 di "AC", dove sono riportati gli album del 1982, questo del "Daitarn III" non c'è.
Ai tempi non vi feci caso, un po' perché gli album di figurine li inserisco sul blog per un piacere visivo, ma soprattutto perché non lo avevo mai avuto fra le mani.
Si vede che in "AC" fecero il ragionamento "Daitarn III in tv nel 1980" = "album uscito in edicola nel 1980".
Immagino che nessuno ne avesse una copia disponibile, benché nei costosi annunci Ebay dell'album è spesso ben visibile la data.


La "Panini" inseriva sempre una introduzione per la serie protagonista dell'album, i cui scritti restano interessanti, in quanto talvolta son presenti commenti che rivelano le notizie disponibili ai tempi o confermano le polemiche contro i cartoni animati giapponesi.
Non fanno eccezione queste poche righe:
"Ancora robot giapponesi?
Ormai lo spazio si sta sovraffollando di tali personaggi e, visto che diventa sempre più difficile sorprendere il giovane pubblico di questi cartoni animati, c'è da chiedersi quale sia il segreto del successo della nuova fortunata serie televisiva "Daitarn III".
Una spiegazione probabile è forse nell'ironia con la quale sono visti storie e personaggi. C'è, infatti, nel mondo fantastico di Daitarn III, qualcosa di più del consueto serraglio di creature tecnologiche sfornate dall'immaginazione sfrenata dei cartoonist giapponesi: i robot sono così "perfezionati" da avere acquisito anche tutti i... piccoli difetti umani!
Essi arrossiscono, ridono, piangono, sono vanitosi, irascibili, dispettosi, romantici... Finalmente, dunque, degli eroiche non prendono le cose troppo sul serio, che non dimenticano di terminare lo spuntino prima della battaglia o che non trascurano di... controllare il trucco prima di entrare in scena!
E non dimentichiamo poi, che nonostante le apocalittiche scazzottate spaziali, l'unico sangue che si sparge e sempre e solo quello, profumato al petrolio, dei robot!"

Questo incipit è fenomenale!
Intanto penso sia un fatto più unico che raro che si lanci un prodotto soffermandosi sulla sua ripetitività... ma il motivo è quello che accennavo sopra, un album mandato in edicola circa due anni dopo l'esordio televisivo, non può certo considerarsi sull'onda del successo...
Il bello è che l'estensore della "Panini" annotava che era arduo sorprendere i bambini... beh... certo... se me lo pubblicavi appena uscito il cartone, magari...   ^_^
Senza contare che "Daitarn III" viene definita la "nuova fortunata serie televisiva", nuova?!
Mi sorge il dubbio che alla "Panini" sbagliarono a stampare le date su tutti gli album mandati in commercio  :]
Che l'anime fosse ironico non c'è dubbio, ma il dramma non mancava, visto che i Meganoidi uccisi erano si dei robot, ma in principio erano umani, quindi ci sarebbe pure il dramma della perdita di umanità, non sempre fatta su base volontaria.
Il sangue dei Meganoidi era stato versato prima, non nel momento della loro morte.
L'ultima parte dello scritto, a mio avviso, venne scritta di nuovo per tranquillizzare il compratore adulto sul basso livello di violenza della serie, viste le polemiche ancora presenti contro i cartoni animati giapponesi e il loro alto livello diseducativo.

Si noti in baso a sinistra la data di pubblicazione, visibile anche a fine post in altre due scan.



Direi che cannarono il nome de padre di Banjo, ma sinceramente non ricordo come venne chiamato nell'adattamento italico.
In ogni album era sempre presente la prima puntata dell'anime, ma non sempre c'era l'ultima, in questo si  ^_^

"Daitarn III" in questi anni l'ho rivisto un paio di volte, ma non abbastanza per ricordarmi tutti i particolari, quindi a grandi linee lascerò le scan parlare da sole  :]
Mi pare di notare che vennero scelti gli episodi in cui si svela qualcosa sul pregresso di Banjo quando viveva su Marte.