Ringrazio Massimo Nicora che mi ha edotto dell'esistenza di questo volume, che ho quindi acquistato (pagato, cacciato la pecunia) immantinente ^_^
Mi è capitato spesso di chiedermi quanto fosse l'interesse in Giappone sul successo degli anime in Italia (o nel resto dell'Europa), questo volume mi toglie qualche dubbio.
Il volume si occupa (occuperebbe teoricamente) dei fumetti, ispirati agli anime, pubblicati in Cina (capitolo 1), Corea (capitolo 2) Thailandia (capitolo 3), Italia (capitolo 4) ed infine un ultimo capitolo su varie nazioni.
Ovviamente io mi sono focalizzato unicamente sul versante nostrano.
Queste pubblicazioni vengono etichettate tutte come "pirata", ma per quanto riguarda i fumetti pubblicati in Italia, l'accezione negativa potrebbe essere dovuta a qualche incomprensione legislativa italiana o dalla non conoscenza dei contratti che venivano stilati dal 1978 ai primi anni 80 con le case di produzione giapponesi?
Faccio le solite premesse a caso.
Una prima stesura di questo post l'ho fatta usando il traduttore di Google, ma il risultato non mi era parso molto comprensibile (forse anche per miei errori di copia incollatura del testo), quindi ho dovuto rifare tutto con una app presente nel mio smartphone.
Mi sembra che il risultato sia migliore, ma resta il dubbio che non sempre il senso di quello che l'autore volesse riportare sia stato tradotto correttamente.
Un dubbio che ho ancora riguarda l'autore, se sia uno solo o se siano due... in alcuni siti sono riportati due nomi, in altri uno. Questo per far capire la difficoltà ad avere traduzioni valide senza appoggiarsi a qualcuno che sappia leggere il giapponese.
Immagino me stesso impegnato in una ricerca sui manga, basandomi su materiale tradotto dal giapponese, sarebbe un impegno gravoso e probabilmente l'errore sarebbe sempre dietro l'angolo.
Tutto questo per specificare che le mie valutazioni potrebbero essere fuorviate da una erronea traduzione dello scritto, inoltre apprezzo l'impegno generale dell'autore.
Una forte critica che mi permetto di muovere al volume, che va oltre eventuali errori più o meno grandi, è che spesso nel capitolo che sarebbe dedicato alle pubblicazioni italiane si leggano continue informazioni su altre nazioni.
La cosa non è occasionale, tanto che in alcuni punti la parte che riguarda l'Italia è minimale.
Nei forum lo si chiamerebbe
"off-topic", ed il volume ne soffre moltissimo, almeno nella parte che ho tradotto inerente l'Italia.
Inoltre, se le immagini propongono sempre i fumetti pubblicati in Italia, il testo si riferisce nella quasi totalità, per quel poco che è presente sull'Italia, alla trasmissione degli anime e delle sigle... altro off-topic, a mio avviso, visto il titolo del volume.
Un altro appunto è dovuto al titolo, che riporta "The Complete Guide", ecco... non saprei valutare le altre nazioni presenti nel volume, ma nelle pagina italiane mancano un sacco di fumetti ispirati agli anime, che fossero pirata o meno.
Questo è il problema quando si pretende di stilare guide definitive e/o complete.
Nel volume non sono riportati i
"cartonati", ma solo le testate dei fumetti pubblicati a scadenza regolare.

Questo sopra è un esempio della traduzione della medesima app dello smartphone del medesimo titolo:
"L'enciclopedia completa dei fumetti pirata - Manga pirata - Archivio di fumetti imitati e non autorizzati"
"L'enciclopedia completa dei fumetti pirata - Manga pirata - Archivio di fumetti di plagio senza licenza"
Si noti anche il cambio della traduzione dell'autore/i...
Tutti i fumetti italici mostrati nel volume a me pare che fossero licenziatari dei diritti, che fossero la "Sacis" della "Rai" oppure altre aziende private, i fumetti venivano pubblicati su concessione.
Perché l'autore li inserisce tutti come fumetti pirata, plagi, senza licenza e non autorizzati?
Forse non è stato valutato che tra il 1978 e i primi anni 80 in Italia la regolamentazione del diritto d'autore non era la medesima di quella odierna o di quella che vigeva ai tempi in Giappone?
Forse l'autore, non potendo accedere ad informazioni italiane, non è a conoscenza dei contratti stipulati tra le aziende italiane e le case di produzione nipponiche?
Nella prefazione c'è una parte che mi pare cerchi spiegare la cosa, ma non sono certo che la traduzione sia chiara, quindi evito di riportarla.
Resta interessante che per l'autore giapponese tutto quello che venne pubblicato in Italia tra il 1978 e i primi anni 80 è materiale pirata... anche la "Candy Candy" della "Fabbri Editore", che mi pare avesse firmato un contratto con la Kodansha.
Pure la testata "TV Junior" viene inserita tra i fumetti pirata. Solo che era pubblicata dalla "Eri Rai", su concessioni anche della "Sacis", quindi gruppi editoriali dello Stato Italiano.

Il capitolo sui fumetti italici inizia a pagina 130, e fino a pagina 135 l'autore riepiloga la situazione televisiva ed editoriale italiana per il lettore nipponico.
Preciso che ho "ripulito" tutte le traduzioni da parti incomprensibili, parole o lettere a caso, e di seguito propongo quello che ne risulta, in qualche occasione ci sono ancora parti monche, ma non posso interpretare cosa volesse tradurre la app dello smartphone ^_^
Dato che lo scritto inerente l'Italia è spesso scarno, nonostante questo sia il capitolo "Italia", ho evidenziato in grassetto queste parti.
Pag
130
In
Italia, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80, vennero
pubblicate numerose riviste manga piratate, ma prima di entrare nei
dettagli di questa situazione, vorrei spiegare le innovazioni nel
settore televisivo avvenute in Italia negli anni '70. In Italia,
negli anni '70, la Radiotelevisione Italiana (comunemente nota come
RAI), gestita dallo Stato e controllata dalla Democrazia Cristiana,
monopolizzava il settore radiotelevisivo, ma allo stesso tempo le
emittenti televisive private via cavo gestivano piccoli canali a
diffusione regionale.