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mercoledì 2 aprile 2025

"Candy Candy col disco - quindicinale del Gruppo Editoriale Fabbri": parte prima numeri da 1 a 6 (dicembre 1980/marzo 1981)


Era parecchio che ricercavo gli spillati allegati ai dischi di Candy Candy delle Fabbri, non mi interessava neppure che ci fossero i dischi, ero curioso di vedere la fattura dell'edizione, ma costavano sempre esageratamente... quando li ho trovati ad un prezzo sensato e tenuti bene, me li sono accattati.
Posterò sei numeri per volta, non completamente, solo qualche pagina ed eventuali curiosità che ho notato.
Non ho mai rivisto la serie di "Candy Candy", da bambino non mi perdevo un episodio fino a quando lei diventa infermiera, poi mi ruppi le scatole. Questa prima parte dell'anime lo vidi, ma ovviamente non ricordo i particolari, quindi nei fascicoli potrebbero esserci gravi strafalcioni e io non me ne accorgerei.
Chiaramente per pubblicare uno spillato di commento ad un disco, dovettero pur fare un certo numero di adattamenti rispetto all'anime. Non si può pretendere il rispetto preciso della puntata di riferimento.
Mi dolgo sovente che il materiale editoriale ispirato all'animazione giapponese di quel periodo era spesso fortemente deficitario, sia come fattura che come contenuti/grafica. Non posso valutare la parte audio-recitativa e della sceneggiatura dei dischi, ma lo spillato è un pochino claudicante...
Come già si può vedere nella copertina del primo spillato i personaggi di Candy, Annie e Tom risultano graficamente differenti rispetto sia alla tavola imbandita che ai tre bambinetti che si vedono spuntare.
Pur non essendo un candycandiano, mi azzarderei ad affermare che per allestire questi volumetti si presero immagini del manga, qualcosa dell'anime e pure disegni fatti al momento, creando un mix un pelino caotico graficamente...
Nei primi cinque numeri non ho notato nulla di particolare, se non un signor Brighton, il padre adottivo di Annie, che pare essere il dottor Procton, non ci avevo mai fatto caso  ^_^
Nel sesto volumetto, invece, ho scoperto un'incongruenza abbastanza colossale (non pretendo di essere stato il primo a notarla).
Purtroppo le pagine non sono numerate, ma a parte le due scan qui sotto, che sono della seconda e terza+quarta pagina, le altre che propongo non sono quasi mai in sequenza.

domenica 30 marzo 2025

Testimonianze del tempo che fu, parte seconda: le mie letture e trasmissioni preferite del 1979 + disegni (ricalcati) di Goldrake, Jeeg e Danguard + adesivo "Heidi diventa Principessa" (1979/80)


Il post precedente l'ho dedicato al ritrovamento di un mio tema di 5ª elementare su Jeeg:

Non è stata la prima volta in cui ho postato testimonianze dirette del periodo, testimonianze mie e di sconosciuti:

Considerando che in due audio propongono la mia voce da bambino e il tema mette a nudo le mie carenze grammaticali, non mi restava che ridicolizzare le mie capacità artistiche   ^_^
I bambini che amano qualcosa la disegnano, io avrò pure provato a disegnare Goldrake, Jeeg e Danguard con le mie limitate doti da mangaka (tanto per restare in tema), ma son sopravvissuti al tempo solo questi disegni ricalcati, quindi esteticamente più decenti e, soprattutto, più simili al soggetto originario.
Ho una mezza idea da dove ricalcai la sacra effige di Goldrake  ^_^

L'illustrazione in questione la si può vedere ad inizio post, non per nulla il cartonato "Giunti Marzocco" era nelle mie disponibilità, ergo lo sfruttai, cioè ricalcai.


Piccolo intermezzo scritto.
La maestra di quarta elementare prediligeva porre dei questionari ai suoi alunni, con domande che avrebbero dovuto sia spiegare a lei taluni aspetti dello studente che far riflettere il bambino su quale fosse il proprio comportamento in classe e fuori.
Rileggere le domande e le mie risposte è stato assai illuminante, un paio di queste tornano utili in questo post da effetto Madeleine scolastico:
10) Ti piace coltivare la tua intelligenza con buone letture? Quali letture?

11) Quali sono gli spettacoli che preferisci?

Per fortuna inserii anche il libro Cuore, di cui avevo una copia rilegata, perché le altre letture che avrebbero dovuto "coltivare la mia intelligenza" per me erano "Uomo Ragno", Thor e i super eroi in generale, mentre per il versante anime c'era la lettura intellettiva di Goldrake  ^_^
Si vede che in quarta elementare non mi era ben chiaro cosa significasse "coltivare la tua intelligenza", che io assimilavo al concetto di leggere ciò che mi piaceva.
Più interessante l'elenco delle trasmissioni che prediligevo, i cui nomi mi hanno permesso di datare inequivocabilmente il compito, cioè 1979, in quanto il varietà comico "Luna Park" venne trasmesso solo quell'anno. L'aggiunta delle trasmissioni "Capitan Arloch"(...), Jeeg, Mazzinga (con due zeta...), Bingooo e " Il Pomofiore" conferma in toto l'anno, tra l'altro in un quaderno con scritto "4 B", quindi tutto torna.
Scrivo e ribadisco sempre che i ricordi non hanno per forza un valore probatorio, la seconda risposta mi conferma la mia passione per i cartoni animati giapponesi e mi fa scoprire che guardavo assiduamente "Antenna 3 Lombardia", che trasmetteva "Bingooo" e "Il Pomofiore".
Ricordo che guardavo "Luna Park", come non mi perdevo una puntata di "Non Stop".
 

sabato 29 marzo 2025

Testimonianza del tempo che fu, parte prima : "Le avventure di Jeeg" tema di 5ª elementare del 15 ottobre 1979


Per il post inerente i licenziatari delle concessioni per i diritti di "Mazinga Z" mi son dovuto andare a cercare il mio diario di prima media di "Mazinga Z", il passo successivo è stato sfogliarmi tutti i quaderni di elementari, medie e tutto quello che c'era nello scatolone dei ricordi scolastici.
Qualcosa ho trovato   ^_^
Piccolo passo indietro, non è il primo post in cui inserisco testimonianze dirette di fine anni 70/primi anni 80, mie o di estranei:




Dato che già mi sono un po' sputtanato con i due audio dove mi si sente sbraitare cose a caso con voce bianca, posso continuare con uno scritto   ^_^
Ribadisco spesso, e continuo a sottoscrivere il concetto, che i ricordi di tanti decenni addietro possono risultare fallaci, erronei, seppur del tutto in buona fede.
Avevo una grande passione per Jeeg, l'audio dello spot di "Milano TV" lo conferma, ma anche questo sgrammaticato tema   :]
Questo sgrammatico blog affonda le proprie radici in una sgrammaticatura presente fin dalle fondamenta della mia formazione scolastica, eppure io ero uno dei più bravi in classe, figuriamoci cosa si trovavano a leggere nei temi dei miei compagni delle elementari le maestre...   T_T
Sinceramente non ricordavo neppure di aver fatto questo tema in classe... e ne sono rimasto sinceramente colpito  ^_^
Non fu un compito a casa, in quanto i nomi dei personaggi son tutti sbagliati, se lo avessi fatto tra le mura domestiche, pur non potendo ancora consultare Wikipedia o Enciribot, avrei sempre avuto tra le mani il mio adorato album di figurine di Jeeg della Panini, ergo mi sarei evitato una sequela di:
Imica; Ichima; Mimaschi; Iroschi.

Mentre i nomi giapponesi italianizzati ci potevano anche stare, la cosa più orrenda e vergognosa è stato leggere due volte (due...) un inconcepibile "wima" in minuscolo al posto di "Miwa"... dislessia nipponica?  T_T
Eppure io adoravo wima... ehm... Miwa... come posso aver commesso due volte un tale sacrilegio?!   T_T
Non ricordo neppure di aver avuto questa passione per il mostro Aniba del 12esimo episodio, Gorel, ne metto anche un mio disegno ricalcato e colorato, ricalcato sempre dall'album di Jeeg.
A quanto pare la puntata di Gorel mi colpì, oppure, più semplicemente, la rividi il pomeriggio del giorno prima, quindi in classe la mattina dopo avevo la mente fresca, anche se non per i nomi...
Direi che barai un po' sull'esercizio da compiere, i quanto questo prescriveva "Inventa una storia", ma io mi basai su una puntata di Jeeg, di certo la maestra non avrà visto la puntata specifica, ma sapeva chi fosse Jeeg, quindi mi presi una certa licenza poetica   :]
Nell'ottobre 1979 partivo da un presupposto semplice:
Jeeg è un robot d'acciaio invincibile
Fine    ^_^

Indubbio che l'urlo di Romano Malaspina emesso nel momenti della trasformazione era grandemente catartico per noi bambini del periodo.
Per fortuna non sbagliai ascrivere le armi.
Noto che per me le armi non venivano sparate, scagliate oppure lanciate, ma "urlate/dette", cioè pronunciate/gridate da Romano Malaspina.

martedì 25 marzo 2025

Cartonati e non di "Mazinga Z" per concessione Edierre, Sacis, Toei dal 1979 al 1981+ Ape Maia


Questo post prende spunto da quello di Massimo Nicora (confrontando le info con lui), in cui spiegava che nelle Teche Rai, alla voce "produttore di Mazinga Z" risulta la Edierre:

Sono quindi andato a controllarmi i dati editoriali dei cartonati e varie pubblicazione cartacee di "Mazinga Z" in mio possesso, non sono tantissimi, ma qualcosa ho.
Alla ricerca ho aggiunto anche altro materiale non propriamente considerabile come "cartonati", ma comunque utili alla ricerca, per esempio ho riesumato (nel vero senso della parola...) il mio diario di prima media, che alla fine è tornato utile per capire chi fosse il licenziatario.
Alcune di queste pubblicazioni le avevo anche già postate sul blog tempo addietro.
L'arco temporale del materiale in mio possesso parte dal 1979 e termina nel 1981, è il seguente:

i numeri 3-4-5-6 di "Mazinga dalla TV" della TOEI/Dynamic Production + Guiòn y creaciòn gràfica de "Ediciones Junior S. A." + Salani (1978) = pubblicati dal 14 novembre 1979;

i quattro cartonati I-II-III-IV "Mazinga dalla TV" della TOEI/Dynamic Production + Salani = pubblicati del 1979;

"il diario di Mazinga Z" della Toei/Dynamic Production + Sacis + Mondadori = pubblicato del 1979 per l'anno scolastico 80/81;

"Il librogioco di Mazinga Z" della Toei/Dynamic Production + EDIERRE + Mondadori = pubblicati nel febbraio 1980

"L'Apemaia e le sue avventure" (ringrazio Susy e Guido per le foto) della "Editrice Edierre" "Apollo Film Wein" + Salani + Mondadori = pubblicato nel gennaio 1980

"Il Superlibro dei Cartoni in Tivù" della "Edizioni Edierre" + Mondadori + le varie aziende di produzioni nipponiche = pubblicato nell'aprile 1981. Per "Mazinga Z" TOEI/Dynamic Production

Tranne il cartonato dell'Apemaia, tutti gli altri sono di "Mazinga Z" o contengono ("Il Superlibro dei cartoni in Tivù") "Mazinga Z".

Chiaramente, per quanto riguarda "Mazinga Z", l'accoppiata "TOEI/Dynamic Production" c'è sempre, ma sul versante italico c'è un po' di bordello... i concessionari accreditati sono molteplici:
Salani; Mondadori; Sacis; Edierre

A quanto parrebbe i primi a pubblicare qualcosa di "Mazinga Z" fu la Salani, sia traducendo la pubblicazione spagnola "Ediciones Junior S. A." che pubblicando in maniera autonoma i 4 cartonati con i  numeri romani. 
Da notare che la serie "Maiznga Z" non è ancora trasmessa dalla Rai, probabilmente la Salani anticipò i tempi sfruttando il "Mazinga Z" visto nei film di montaggio e nel finale de "Il Grande Mazinga"?
Mistero...
In queste prime stampe targate Salani non compare né la Edierre né la Sacis.
Poi tocca al diario di "Mazinga Z", pubblicato nel 1979 per l'anno scolastico 1980/81 su concessione della Sacis dalla Mondadori.
Entra in scena "Il librogioco di Mazinga Z" pubblicato dalla Mondadori nel febbraio 1980 su concessione, per la prima volta, della Edierre.
La dimostrazione dell'importanza del ruolo della Edierre è dato dal cartonato dell'Apemaia, nonostante fosse trasmesso anch'esso dalla Rai come "Mazinga Z"
Nell'aprile 1981 viene pubblicato dalla Mondadori "Il Superlibro dei cartoni in Tivù", in cui ci sono 13 fumetti dei cartoni animati giapponesi, le licenze giapponesi sono multiple, ma tutti su concessione delle "Edizioni Edierre" e delle "Edizioni TV" che pubblicavano "Cartoni in tivù".

Sarebbe da capire l'ordine cronologico dell'acquisto dei diritti, chi ottenne i diritti per sfruttare cosa nello specifico, visto che la Sacis e la Edierre si sovrappongono nella pubblicazione di materiale editoriale.
A qualcuno i fumetti ed altri il resto del cartaceo?
Perché la Salani iniziò le pubblicazioni prima che venisse trasmesso "Mazinga Z" dalla Rai?
Riguardo alla "Ediciones Junior S. A.", parrebbe fosse una costola della Mondadori, oppure che venne acquistata successivamente dalla Mondadori:




Quindi la Mondadori, nel caso fosse stata proprietaria della "Ediciones Junior S. A." nel momento della pubblicazione degli albi spagnoli di "Mazinga Z", era anch'essa licenziataria dei diritti "TOEI/Dynamic Production"?
E' per questo che pubblica parte del materiale editoriale di "Mazinga Z" in Italia?




Inutile dire che i cartonati Salani sono gli stessi di quelli ispanici della "Ediciones Junior S. A.", che però poi scompare, ma resta la Mondadori.
Poi salterà fuori che a questi quesiti, specialmente quelli sulla "Ediciones Junior S. A.", c'è chi aveva già risposto, magari in uno dei tanti saggi in mio possesso e pure recensiti   ^_^

mercoledì 19 marzo 2025

"Gli Eroi di Zero Tester" su "Koper Capodistria" nel 1978?


Ho cercato di esaudire una richiesta informativa sulla trasmissione dell'anime "Zero Tester", con il titolo italiano "Gli Eroi di Zero Tester", sull'emittente ai tempi jugoslava "Koper Capodistria" nel 1978.
Ho cercato abbastanza a tappeto tra tutte le miei riviste, ma non ho rinvenuto nulla, purtroppo i palinsesti di "Koper Capodistria" del periodo erano parecchio stringati, e quando si trattava di cartoni animati, riportavano spesso solo "cartoni animati" o "disegni animati".
Figurarsi poi nel 1978... solo i programmi Rai e della TV della "Svizzera Italiana" erano dettagliati, tutti gli altri palinsesti erano vagamente indefiniti.
Non trovando alcuna informazione utile sul versante cartaceo del 1978, ho quindi fatto la cosa più semplice, fin banale, la stessa che avevo fatto per Danguard:

Cioè ho mandato una mail alla redazione di "Koper Capodistria" per aver lumi su "Gli Eroi di Zero Tester", e se per Danguard la redazione di "Telenova" non aveva potuto darmi alcuna risposta definitiva, in quanto i palinsesti non erano più disponibili nei loro archivi, quelli di "Koper Capodistria" una risposta me l'hanno data  ^_^


"Abbiamo verificato nei nostri archivi e non ci risulta che il cartone animato sia stato trasmesso dalla nostra emittente".

Tra l'altro, dall'invio della mia mail (parte in alto) alla risposta ricevuta oggi, sono passati alcuni giorni.
Quindi non è che l'indomani mi abbiano dato la risposta di cui sopra, cosa che ti fa sorgere il dubbio che manco abbiano controllato.
E' passato un lasso di tempo coerente con una ricerca d'archivio:
"Abbiamo verificato nei nostri archivi e non ci risulta che il cartone animato sia stato trasmesso dalla nostra emittente". 

Più di questo non posso fare   ^_^

martedì 18 marzo 2025

"VG Vendogiocattoli" - Pubblicità giocattoli cartoni animati giapponesi anni 1979/80/81/82


Ormai sono numerosi i post nati dalla mia escursione in emeroteca del luglio 2024 per consultare la rivista "VG Vendogiocattoli", vi ho trovato numerosi articoli sia sul giocattolo in generale che su quello legato all'animazione giapponese, ma anche sugli ascolti televisivi:






E molti altri ne potrò fare, in quanto quella testata è una vera miniera d'oro di informazioni (a volerla leggere).
E molti altri ne avrei potuti fare se non mi fossi dovuto porre un limite al numero delle fotografia da fare per mancanza materiale di tempo.
Detto tutto ciò, stavolta farò un post gemello a quello che avevo fatto per "Il Giornale dei Giocattoli", quando misi tutte le pubblicità inerenti gli articoli degli anime:

Si noterà che in alcuni casi, anche abbastanza ovviamente, le immagini pubblicitarie si ripeteranno, perché comunque una campagna di stampa per i venditori del settore andava fatta su entrambe le testate.
Mentre in quel post avevo iniziato con l'annata 1978, stavolta si inizia dal numero di gennaio 1979, per il semplice motivo che "VG Vendogiocattoli" venne inaugurata a gennaio 1979. Di contro, la carrellata di immagini, che per "Il Giornale dei Giocattoli" si fermava al 1980, per "VG Vendogiocattoli" prosegue anche per il 1981 e 1982.
Come già avvistato in uno dei primi post inerente "VG Vendogiocattoli", neppure in emeroteca erano presenti tutti i numeri, quindi ci sono un certo numero di lacune, alcune pesanti, in quanto sono del periodo natalizio, ma purtroppo questo c'è   ^_^
Nel post procedo in ordine cronologico, inserendo solo i numeri con pubblicità di giocattoli ispirati all'animazione giapponese, unica eccezione è questo inizio, in cui mi è sembrato più premiante inserire il numero di ottobre 1980, che presenta un mini catalogo spillato di quattro pagine della "Popy Bandai"!


Io non sono un esperto di questi articoli di importazione, non saprei dire se questo spillato della "Popy Bandai" sia in assoluto il primo ad essere pubblicato in Italia, seppur per una platea ristretta di rivenditori, ma immagino che ci penserà qualche redazione di qualche rivista o qualche saggista in cerca di materiale a risolvere il dilemma, io mi limito a fare il lavoro sporco, ad altri spetta di farci utili  :]
Tra l'altro queste immagini non sono le uniche della "Popy Bandai"  ;)
La copertina ci mostra i modellini di "Guerra fra galassie", ma poi all'interno c'è....    ^_^

domenica 16 marzo 2025

Wo, il paese di Yamatai e la regina Himiko - Cinque cronache cinesi antiche sul Giappone



TITOLO: Wo, il paese di Yamatai e la regina Himiko - Cinque cronache cinesi antiche sul Giappone
AUTORE: Massimo Soumaré
CASA EDITRICE: Unicopoli
PAGINE: 353
COSTO: 23 
ANNO: 2024
FORMATO: 21 cm x 12 cm
REPERIBILITA': disponibile nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788840022819


Quando ho visto questa copertina ad una Feltrinelli non potevo non comprare il libro   ^_^
Della regina Himiko ed il regno Yamatai avevo già letto in vari libri storici sul Giappone nei punti in cui si trattava (spesso brevemente) della storia antica nipponica, ma questo è il primo saggio solo su questa tematica.
Quindi non ero a digiuno di questa parte della storia antica giapponese né mi mancava l'interesse ad esplorarla più in dettaglio, ed il saggio ti permette di conoscere meglio l'argomento senza alcun sforzo. È' chiaro che io non ho le conoscenze per commentare uno studio tanto approfondito, e forse le motivazioni che mi hanno spinto alla lettura non sarebbero quelle corrette, cioè approfondire quali punti della vera storia antica giapponese collimassero con quello che vedemmo in Jeeg, ma resta il mio giudizio sulla totale accessibilità dello scritto.
L'autore non solo scrive il tutto in maniera comprensibilissima, ma cerca di rendere il più facile possibile individuare a quale passo delle cronache cinesi ogni suo commento si riferisce.
Piccolo passo indietro.
Penso che sia noto che le nostre conoscenze scritte della storia più antica del Giappone (il paese Yamatai e la regina Himiko) esistono grazie a ciò che scrissero i cinesi e i coreani, in quanto i giapponesi non possedevano ancora la conoscenza della scrittura. 
Il primo testo scritto nipponico è molto successivo:

Tra l'altro i giapponesi hanno sempre avuto una certa tendenza a mischiare miti e storia a scopi nazionalistici, quindi capitava che in scritti storici nipponici del passato non sempre passasse una rappresentazione reale della storia antica giapponese.


Quindi l'autore ha passato in rassegna gli scritti cinesi e coreani (in ideogrammi, ovviamente), ha svolto un'opera di comparazione sia dei testi che degli ideogrammi, ha tradotto ogni passo in cinese o coreano di queste cronache non giapponesi e poi le ha commentate in maniera puntuale e chiara.
Sono presenti innumerevoli commenti per cercare di chiarire le parti non certe o con più interpretazioni, magari dovute a semplici errori di trascrizione di ideogrammi cinesi avvenute secoli addietro.
Ogni riga di traduzione contiene gli ideogrammi cinesi o coreani ed un numero tra parentesi, il commento fa riferimento a questo numero tra parentesi, quindi è impossibile perdersi tra le righe di questi antichi testi cinesi e coreani.
Sinceramente non mi viene in mente cosa di meglio si sarebbe potuto fare per rendere il tutto più chiaro di così, lo scritto l'ho capito io, quindi è alla portata di tutti  ^_^
Tra l'altro l'opera in originale è in inglese, tradotta finalmente in italiano dallo stesso Soumaré.
Qui sopra la scan del libro dove viene a sinistra riportato lo scritto originale cinese (la cronaca dei Wei) e a destra la traduzione letteraria, si notino i numeri tra parentesi.
Nella scan qui sotto la parte del commento, dove ogni numero corrisponde a quello sopra, quindi si può agevolmente fare un po' avanti ed indietro senza perdersi mai tra le pagine del libro.
Le cronache cinese antiche analizzate dall'autore sono:
la cronaca dei Wei (che occupa gran parte del saggio, essendo la prima ad essere stata stilata, ben 148 punti);
il Libro degli Han posteriori;
il Libro dei Jin;
il Libro dei Qi meridionali;
il Libro dei Song;
la stele commemorativa di Kwanggaet'o

sabato 15 marzo 2025

"Nove milioni... per l'Apemaia" - "VG Vendogiocattoli n° 4 dell'aprile 1980"


Avevo ormai sotterrato il tomahawk (anche doppio, tipo il Getta) degli ascolti dei cartoni animati giapponesi, il cui scopo era quello di capire quanto seguito avessero sulla Rai, ma mentre preparavo un post completamente differente, sono incappato in una delle tante informazioni (fonti) che negli anni ho recuperato in lunghe sessioni di ricerca.
Per inquadrare, però, tutta la questione, meglio riepilogare i post precedenti:


Nei link ci sono anche altri link ad altri post sulla medesima questione.
Si parte dal presupposto, come più volte illustrato ai link sopra, che le rilevazioni del "Servizio Opinioni della Rai" escludevano (tranne specifiche rilevazioni) gli under 15enni, quindi, in pratica, tutti coloro che erano i più interessati agli anime!
Ne consegue che più un anime aveva un potenziale target giovane, più arduo era che le rilevazioni Rai di over 15enni individuassero con un minimo di approssimazione decente il vero dato di ascolto.
Nei link sopra è spiegato anche COME fossero effettuate le rilevazioni, quale over 15enne ammetterebbe mai di aver seguito l'Ape Maia con un intervistatore adulto, magari dell'altro sesso?
Neanche sotto tortura!   ^_^ 
Quando fotografai la pagina di inizio post sulla rivista "VG Vendogiocattoli", lo scopo era solo quello di testimoniare l'interesse di una testata verso un prodotto animato nipponico, il messaggio pubblicitario non era indirizzato alla massa, ma solo ai rivenditori.
E cosa leggiamo?
L'azienda "Il Giocattolo", che deteneva i diritti dei giocattoli dell'Ape Maia, informava i rivenditori di giocattoli che il cartone animato era "UN GRANDE SUCCESSO IN TV", seguito da NOVE MILIONI di bambini!
La rivista è il numero di aprile 1980, ma due "Radiocorriere TV" di aprile e giugno (più sotto) ci informano che a marzo e maggio (ovviamente 1980) l'Ape Maia aveva racimolato prima un 600 mila telespettatori, poi solo 500 mila!
Quindi?
Purtroppo la pubblicità non specifica se i 9 milioni fossero giornalieri o settimanali.
Si può ovviare a questa mancanza di informazione con un pochino di logica spicciola data dalle date  :]
L'Ape Maia esordì sulla "Rete 2" della Rai il 25 febbraio 1980, si... la vedevo anch'io, ma non rilevato!

Questo numero di "VG Vendogiocattoli" è di aprile, quindi, considerando ragionevolmente che creare la pubblicità avrà necessitato un minimo di tempo e che le rilevazioni, immagino commissionate ad un'ente specifico privato non Rai, avranno necessitato di un minimo di tempo per essere effettuate e di elaborazione dei dati, escluderei che fosse l'ascolto di un mese intero.
L'Ape Maia (come si può appurare dal link appena sopra) era trasmessa dal lunedì al giovedì, quattro giorni alla settimana, quindi gli ascolti sono stati rilevati tra le 4 puntate di febbraio e le 17 di marzo.
Certo, si può sentenziare che l'azienda "Il Giocattolo", dopo aver sborsato dei bei soldini per le licenze dei giocattoli, si inventasse di sana pianta i 9 MILIONI di ascolti dell'Ape Maia allo scopo di turlupinare, non degli sprovveduti genitori di bambini, ma rivenditori di giocattoli, che magari avrebbero avuto il modo di chiederne conto in sede legale.
Il punto è solo uno, le rilevazioni fatte dal "Servizio Opinioni della Rai", mancando degli under 15enni, erano grandemente sottostimate.
I 9 milioni di bambini che seguivano l'Ape Maia erano giornalieri o settimanali (cioè di quattro giorni)?





Nel 1980 la popolazione italica era di 56 milioni e rotti, di questi gli under 15enni (cioè quelli NON rilevati dalla Rai) erano 12 milioni e mezzo, a cui vanno aggiunti altri 4,5 milioni della fascia tra i 15 e 19 anni.
I 9 milioni di bambini "probabili acquirenti dell'Apemaia in versione giocattolo" che la vedevano sulla Rai per la pubblicità in "VG Vendogiocattoli", erano così inverosimili?

mercoledì 12 marzo 2025

Anime Cult - Immagini, ricordi e collezioni dal Sol Levante (n° 25 - quarto numero bimestrale)


La copertina è il dossier di questo quarto numero bimestrale è dedicato alle "Time Bokan", le guardavo occasionalmente, le trovavo divertenti, ma non le seguivo più di tanto, ergo son poco ferrato in materia.
Sempre presenti le solite interessanti interviste ad esponenti italiani del mondo dell'animazione/fumetto legati al Giappone (son scomparse le interviste vecchie come il cucco ai giapponesi):
Federico Danti, prima parte (doppiatore e direttore di doppiaggio);
Vincenzo Perrone (autore di fumetti);
Gian Claudio Galatoli, quarta parte e non ultima! (Doro TV, ITB, Mondo TV)
Cristina D'Avena su Creamy.

Inutile ribadire che tutte le parti delle interviste a Galatoli sono da bibliografia.
Come sempre mi son focalizzato solo su alcuni scritti, non vuol dire che gli altri non meritino.
Pure in questo numero, come nel precedente, la lettura della rivista mi ha riservato le solite amare sorprese, che sinceramente mi hanno un pelino demotivato la recensione... 
Oltre che amare, queste sorprese, sono ormai abbastanza ripetitive, imbarazzanti e fin divertenti, se la si prende sotto un certo punto di vista. 
Nel numero precedente avevo espresso le mie doglianze per delle mancate citazioni di materiale da me riesumato:

Anche stavolta mi tocca un pelino ripetermi   :]

Il primo articolo riguarda sia il vecchio Goldrake che il passaggio televisivo di "Goldrake U", mi pare giusto cavalcare l'argomento, visto che ad aprile si potrà di nuovo vedere "Atlas Ufo Robot" sulla Rai, Pure io, in questo sperduto blog, ma a quanto pare non poi tanto sperduto per alcuni, ho dedicato un paio di post a "Goldrake U", il primo il giorno dell'esordio del 6 gennaio:

Lo scritto analizza "Goldrake U", si può essere concordi più o meno sulle valutazioni, son punti di vista, ma tocca anche il passato, ed un aspetto, oltre che essere errato, mi ha non poco intristito.
Nella mia ricerca infinita di articoli, lettere o quant'altro sui cartoni animati giapponesi in Italia sono arrivato a ben 1625 documenti da me riesumati (con occasionali piccoli aiuti) pubblicati dalla carta stampata italica, ne cerco di continuo, direi che li bramo, ma c'è un argomento che volontariamente non ho voluto MAI inserire, perché mi provoca un dolore inusitato: 
l'atroce fine che toccò al povero mio coetaneo Alfredino...

Chi non visse quella tragedia mediatica, la prima in diretta televisiva, non può capire cosa questa abbia comportato, sia per il povero Alfredino, che forse senza tutta quell'attenzione si sarebbe salvato (forse, chissà...), sia per il pubblico, in particolare per i suoi coetanei come me. 
Per quanto assurdo sia, considerando che magari per un vicino di casa che vedi da decenni non ti viene da versare manco una lacrima quando viene a mancare, io ancora oggi mi commuovo nel pensare ad Alfredo Rampi.
Durante quell'agonia infinita, per pur breve che sia stata, i soccorritori gli promettevano che un robottone giapponese sarebbe arrivato a salvarlo, io potrei rimpinguare i 1625 documenti con molti altri su Alfredino, ma ho sempre evitato. 
Mia scelta, che non deve per nulla essere patrimonio di altri.
C'è un problema, è che nello scritto si tira in ballo il piccolo Alfredino che avrebbe invocato Goldrake, mentre lui chiamava Mazinga e i soccorritori gli promettevano che Mazinga sarebbe arrivato a salvarlo... tanto che Vittorio Zucconi in seguito rinfacciò al povero Nagai che Mazinga non aveva salvato Alfredino:

A mio avviso, stante che sarebbe meglio evitare di tirare in ballo un dramma come quello di Alfredino, almeno lo si dovrebbe fare nel modo corretto, cioè citando il robottone corretto, cioè Mazinga.

Poi giri pagina, la numero 14, e ti trovi l'immagine del Televideo Rai del 7 gennaio 2025 alle 17:03 minuti e 02 secondi con "I PIU' VISTI" del giorno prima, in cui "Goldrake U" si posiziona secondo su Rai 2.
Solo che quella immagine ha qualcosa di conosciuto: 
inclinazione identica, data ed orario spaccato al secondo identici, stessa freccia rossa fatta con Paint (i potenti mezzi di "Imago Recensio"!)

Ekkekkazzo! 
E' la mia foto del Televideo Rai! por#§@$&cazz##!!

Il secondo post su "Goldrake U":

Inutile far notare che il blog su cui sto scrivendo ora non è stato citato  ^_^
Dopo l'inziale ennesima sorpresa mista a dispiacere ed arrabbiatura, si è fatto largo un certo divertimento, più che altro sarcasmo...   ^_^
Ma pure le foto del Televideo Rai... raga... ma come siete messi?  :]
Ho cercato qualche informazione sulla "Sprea Editori", e, se non ho sbagliato sito/fonte, il fatturato a dicembre 2023 si attesterebbe a 15 milioni e 346 mila euro, con un utile di 1,5 milioni di euro.
Degli ottimi risultati, merito di una buona gestione.
Ecco, magari di tutti questi soldoni, 200 o 300 euro provengono da questo blog... io mi ritrovo a pagare una rivista dove trovo materiale da me riesumato o "creato", visto che la foto del Televideo Rai l'ho fatta io e ci ho aggiunto la freccia rossa!
Non ho applicato il watermark sia perché la scritta "Imago Recensio" sarebbe capitata proprio sugli ascolti di "Goldrake U", sia perché era una notizia del Televideo, e poi chi mai l'avrebbe usata?!  ^_^

Giustamente, c'è chi potrebbe accusarmi di millantare di aver scattato una fotografia del Televideo Rai, non capisco bene perché dovrei vantarmi di tal cosa, ma sul web non si sa mai... qui sotto inserisco lo screenshot con le info della foto scattata con il mio smartphone.

sabato 8 marzo 2025

"L'autunno caldo giapponese" - Telepiù 12/18 luglio 1980 + "L'autunno caldo di Mazinga Z", di Roberto Saibene - Telesette 31 agosto/6 settembre 1980


Come per i precedenti quattro post, anche questo si lega al tentativo di capire (ricapire?) quanto fosse amato dai telespettatori minorenni e quanto osteggiato dagli adulti l'anime di "Mazinga Z" e, in generale, quali fossero gli ascolti dei cartoni animati giapponesi trasmessi dalla Rai.
I quattro post antecedenti:


Stante che capitasse la confusione giornalistica tra il "Grande Mazinga" e "Mazinga Z", unificati in Mazinga o Mazinger, poi c'erano i contenuti degli scritti. Quando l'articolo parlava espressamente di programmi Rai, si trattava sempre di "Mazinga Z". Il blog sarebbe già pieno di post in cui si capisce che le polemiche (già presenti) contro gli anime deflagrarono con "Mazinga Z" della Rai, portandosi dietro tutti gli altri cartoni animati giapponesi, in particolar modo i robotici.
Basti pensare al referendum "Mazinga vs Pinocchio", promosso da una trasmissione Rai, e quindi avente come soggetto "Mazinga Z":

Nel luglio 2017 avevo postato un "Famiglia TV" dell'autunno 1980 in cui si riportava la cacciata dei cartoni animati giapponesi robotici/violenti a causa delle polemiche dei mesi prima. L'articolo, di nuovo, testimonia un clima, al netto delle serie robotiche che verranno lo stesso trasmesse dalla Rai per accordi già presi:

Dopo tutta questa premessa in link da consultare (e magari leggere per capire meglio il periodo), spiego il perché io abbia inserito la prima pagina de "La Stampa" del 25 settembre 1969:
i due articoli che propongo oggi riportano il concetto di "autunno caldo", ma che noi, pur sentendolo nominare occasionalmente, non sappiamo in realtà cosa abbia rappresentato, mentre nel 1980 era ancora parecchio vivo nella memoria degli adulti di allora.
L'autunno caldo è un periodo della storia della Repubblica Italiana segnato da lotte sindacali operaie che si sviluppò a partire dall'autunno del 1969 in Italia. Da questo movimento sociale è nato lo "statuto dei lavoratori".
La grande mobilitazione operaia, che fece seguito alla contestazione giovanile del Sessantotto, si collegò alla scadenza triennale dei contratti collettivi di lavoro, in particolar modo quelli relativi alla categoria dei metalmeccanici. In questo periodo le rivendicazioni salariali spontanee nelle grandi fabbriche si associarono alle agitazioni studentesche che reclamavano la tutela ed il riconoscimento del diritto allo studio in Italia per tutte le classi sociali.
I rapporti di forza, le tecniche di sciopero, l'astensione dal lavoro e dallo studio, le occupazioni di fabbriche e scuole coordinate da una nuova coscienza politica e partecipativa permisero negli anni successivi di formalizzare conquiste sociali di rilievo, prima fra tutte, sul piano del diritto del lavoro in Italia, lo statuto dei lavoratori, e costrinsero inoltre lo Stato a legiferare in materia, introducendo normative specifiche in difesa dei lavoratori, che erano mancate nel secondo dopoguerra italiano. 


Esposto cosa fosse "l'autunno caldo" per un adulto di fine estate 1980, ben due articoli di due testate differenti lo associarono agli anime. 
Nel caso di  "Telepiù" venne appioppato a tutta l'animazione giapponese, mentre nell'articolo di "Telesette" al solo "Mazinga Z" (Zeta!).
In entrambi i casi si paventa un "autunno caldo" di ulteriori e nuove polemiche contro i cartoni animati giapponesi e contro, nello specifico, "Mazinga Z".
Si può continuare a negare che il clima in Rai stava cambiando?

mercoledì 5 marzo 2025

“La tv dei ragazzi parla giapponese”, di Giorgio Guarino e Giuseppe Nava – Radiocorriere TV dal 25 al 31 gennaio 1981 + “Mazinga diventa più maestro”, di Giorgio Guarino e Giuseppe Nava – Radiocorriere TV dal 7 al 13 giugno 1981


Questo post è sempre collegato a quelli appena precedenti sugli ascolti Rai di "Mazinga Z" ed in generale dei programmi per ragazzi:


Cercando le info di cui sopra, sono incappato in altri due articoli che possono confermare l'intenzione della Rai di aggiustare il tiro sugli anime robotici e confermare l'intervista fatta da Massimo Nicora all'ex dirigente Rai Mario Maffucci:

Partiamo da Maffucci intervistato da Nicora.
Nell'intervista si può leggere, tra le altre cose, che i dirigenti Rai Scaffa e, appunto, Maffucci si recarono in Giappone per visionare numerosi anime:

"Come funzionava? Aveva contatti diretti con i produttori come la Toei?

No io avevo contatti diretti con le sei retei televisive più importanti di Tokyo. Quando andavo presso la loro sede mi riservavano una saletta dove venivano proiettati i loro programmi ed ero accompagnato da una interprete che mi aiutava per meglio comprendere quello che veniva proiettato in loco.

Questo avvenne prima della trasmissione di Mazinga Z in Italia?

Si alcuni anni prima. Poi ci fu un secondo viaggio in Giappone a fine Anni Settanta, questa volta proprio insieme a Scaffa. Lo accompagnai proprio per selezionare i cartoni animati giapponesi che già avevo avuto modo di vedere in precedenza.

Anche in questo caso il nostro punto di riferimento era rappresentato dalla reti televisive della capitale. Non avevamo ancora un contatto diretto con i produttori. Questo avvenne solo in un secondo momento e se ne occupò proprio Scaffa."

Infatti nell'articolo “La tv dei ragazzi parla giapponese” del "Radiocorriere TV" dal 25 al 31 gennaio 1981 si può leggere cosa testimoniò Scaffa:
"Ci siamo recati in Giappone e abbiamo stretto un rapporto di collaborazione con alcune società che producono cartoni animati di alto livello. Bisogna stare attenti a non fare confusione: la produzione giapponese non si limita a Mazinga e soci".

Riguardo alla modifica del palinsesto riguardante gli anime:
Innanzi tutto pensiamo di fare a meno, per il futuro, dei cartoni animati giapponesi; i cartoni animati vogliamo farli noi, con i nostri autori, la nostra gente, la nostra fantasia, la nostra cultura".

E' palese che questo buon proposito venne portato avanti poco, ma ciò dimostra, basta leggere la domanda precedente dell'articolo, che la dirigenza Rai era sotto pressione ancora nel gennaio 1981 per le polemiche contro i cartoni animati giapponesi.
Poi i dirigenti cambiano, passa del tempo, quelli nuovi non sono quelli che avevano comprato le serie criminalizzate, e in tv rivedi "Mazinga Z", e questo fa ancora successo!


Il secondo articolo “Mazinga diventa più maestro” del "Radiocorriere TV" dal 7 al 13 giugno 1981 già dal titolo fa capire che "Mazinga" sarebbe dovuto essere più educativo, di lì a poco "Mazinga Z" sarebbe tornato sulla "Rete 1" della Rai.
Non solo venne modificato il palinsesto Rai riguardate la tv dei ragazzi, ma l'intenzione dei dirigenti, compresa Paolo De Benedetti, che qualche ruolo attivo lo ebbe nel trionfo dei cartoni animati giapponesi della Rai, era quella di ridurre l'impatto degli anime verso i giovani telespettatori del servizio pubblico.


Le copertine dei due "Radiocorriere TV".

martedì 4 marzo 2025

"Mazinga richiamato dai fans" - "Il Giornalino" 19 luglio 1981 + "I programmi più del 1981" - "Il Giornalino" 27 dicembre 1981 (3 anime)




In questi anni, forse due decenni, mi son spesso chiesto perché tenevo brevi trafiletti o articoli che trattavano i cartoni animati solo superficialmente, e alla fine il motivo è che, per testimoniare quel periodo, tutto può tornare utile.
Mentre passavo in rassegna i miei articoli, i file e le fotocopie per il precedente articolo sugli ascolti degli anime tra il 1978 e il 1981, sono incappato in altre informazioni che possono tornare utili e confermare quelle già esposte.
I due precedenti post per meglio comprendere questo:


Stavolta la fonte che direttamente ed indirettamente conferma il successo di "Mazinga Z" e di altri due anime (Ape Maia e "Anna dai capelli rossi") sulla Rai è "Il Giornalino", la cui posizione verso i cartoni animati giapponesi era spesso, seppur non sempre, abbastanza critica:



Un altro post, relativamente recente, del luglio 2024 mostra un altro "Il Giornalino" del 31 gennaio 1982 in cui gli anime erano ancora ben presenti nei cuori dei fan:

Da notare "Mazinga Z" ben quarto.

Tornando al post attuale, l'immagine sopra è del "Il Giornalino" n° 29 del 19 luglio 1981, quindi con l'annuncio della replica estiva di "Mazinga Z" (replica estiva). Viene specificato che non sarebbero stati episodi nuovi, ma la riproposizione di quelli già trasmessi e che, più importante, la serie venne replicata su richiesta dei fans, che inviarono lettere a chili alla Rai.
Righe scritte a caso dall'estensore?
Non lo sapremo mai, ma l'articolo qui sotto, invece, riporta dati, non chiacchiere  (semi cit.).


Nel "Il Giornalino" n° 51 del 27 dicembre 1981, quindi di chiusura dell'anno, è riportato un articolo con le trasmissioni più viste dalla Rai e, di nuovo, "Mazinga Z" è tra i più visti, qui viene riportato 2 milioni di telespettatori, un milione e 800 mila per l'Ape Maia e un milione per Anna.
Potrebbe essere che i numeri di telespettatori fossero una media degli episodi trasmessi e rilevati dal Servizio Opinioni Rai.
Da ricordare, sempre, che le rilevazione del "Servizio Opinioni della Rai" escludevano gli under 15enni, quindi quelli erano i numeri degli over 15enni!
Ragionevolmente, e molto per difetto, gli ascolti andrebbero aumentati almeno del 50%, ipotizzando che davanti alla televisione gli under 15 fosse la metà degli over 15. 
Poi mi pare logico immaginare che gli under 15enni fosse molti di più degli over 15enni, ma tanto per stare bassi con numeri ipotetici è più saggio il primo approccio.


La tabella un po' ingrandita.

Qui sotto le due copertine dei numeri in questione.