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lunedì 5 gennaio 2015

"I nostri eroi made in Japan" - di Lello Greco e Giuseppe Di Bianco - Il Mattino Illustrato 25 agosto 1979





In realtà gli articoli pubblicati in questo numero de "Il Mattino Illustrato", come si può vedere dalle scan sopra, furono due. Nel primo viene fatta una mini anteprima delle serie che la Rai manderà in onda tre settembre 1979 a gennaio 1980, sia repliche (Heidi e Capitan Harlock) che nuove serie, Mazinga (Z), l'Ape Maia, Remì e Goldrake, per quest'ultimo con la seconda parte, invocata a furor di popolo minorenne dopo il mega successo di aprile.
Questo primo articolo spicca per la sua comicità involontaria(?) riguardo alle trame di due dei tre anime nuovi, Mazinga (Z) e l'Ape Maia, per la serie "piutost che nient l'e mei piutost". Nel senso che il giornalista Lello Greco, piuttosto di ammettere che non consoceva nulla della trame dei due nuovi anime, se le inventa di sana pianta... "tanto chi vuoi che andrà mai a controllare quello che ho scritto?", eccomi, son passati 35 anni, però qualcuno ha notato le immani castronerie.
Riguardo a Remì il giornalista se la cava perchè la storia è tratta da un romanzo, però annuncia che il cartone sarà trasmesso in 3D.
Il secondo articolo di Giuseppe Di Bianco dovrebbe essere l'approfondimento dopo le anteprime, però, quando si vuole approfondire un tema che non si conosce, si rischia di essere inutilmente criptici, oltre di sparar grandi cavolate. In pratica gran parte del suo articolo è una enorme supercazzola renziana, in parte riabilitata dalla testimonianza diretta di Gian Paolo Cresci, il presidente della Sacis, che per la Rai commercializzava i programmi Rai, tra cui gli anime.
Da notare che, nonostante il mega successo di Goldrake, la didascalia alle immagini del secondo articolo (una è quella sopra con Mazinga Z e Afrodite A), invece di riportare il nome di Mazinga (Z),  contiene quello di Goldrake... almeno Harlock lo azzeccarono.


Riparto dal primo articolo.





L'articolo era proprio dedicato a noi, quindi si potevano scrivere tutte le inesattezze che si voleva, tanto era roba per bambini.





Su Remì era preparato, o almeno aveva letto il romanzo di Malot. Il giornalista anticipa al giovane lettore che Remì verrà trasmesso in tre dimensioni, visibili grazie ai mitici occhialini polarizzati.





Veniva anticipata la prossima trasmissione della seconda parte di Goldrake.





I botti iniziano con la parte finale dell'articolo, in cui il buon Lello, piuttosto che non scrivere nulla, in quanto nulla sapeva di quelle due nuove serie, prova ad inventarsi qualcosa, e riesce a non azzeccarne manco una...
Se pensiamo che Mazinga Z deve aspettare la 30esima puntata per poter volare, e che fino alla costruzione del Jet Scrander volava quanto una gallina... e che non è mai uscito dall'atmosfera terrestre (pur non avendolo mai visto tutto, mi pare di non aver scritto una bestialata), concludendo che in tutta la serie non viene in contatto neppure con essere di altri pianeti, mi chiedo dove accidenti il buon Lello abbia letto la sinossi della serie.
Non di meglio combina con l'Ape Maia, avrà pensato:
"Visto che è un ape sarà anche regina", primo errore; 
"Di certo sarà quasi un documentario scientifico", secondo errore;
"Sarà ambientata tra i prati", grande intuizione Lello!
"E l'ape regina avrà a che fare con gli umani": direi terzo errore (a memoria).








Giuseppe Di Bianco, pur non scrivendo nulla di negativo sugli anime, riesce a confenzionare un articolo assai contorto. Oltre al fatto che dei temi del titolo non c'è traccia nell'articolo.





Mettere il nome del sociologo giapponese pareva brutto?
Parte la supercazzola come se fosse antani.











Finita la supercazzola rimangono le cazzolate: "...Mazinga, un esploratore spaziale".





Più interessante questa parte in cui viene lasciata la parola a Gian Paolo Cresci, che cerca di ammantare di valori educazionali lo sfruttamento delle licenze per giocattoli e merchandising.





Poi ricomincia la supercazzola di Giuseppe Di Binanco, interrotta da Cresci, che ne spara un paio pure lui, in fondo deve cercare di controbattere alle aspre polemiche copntro i suoi prodotti. Specialmene quando afferma che un anime, prima della sua produzione, è passato al vaglio di studiosi e pedagoghi. Balla che, anche se fosse stata vera, non implicherebbe automaticamente che un prodotto considerato accettabile per un bambino giapponese lo sia per uno non giapponese. Un bambino giapponese riesce a contestualizzare il sacrificio di un samurai, il bambino di Cologno Monzese no.





Da notare che il "mercantilismo e il consumismo" sui cartoni animati giapponesi nacque con l'italianissimo Sandokan, primo serial sfruttato con giocattoli e merchandising.






Supercazzola renziana finale.




Questo è il Mazinga Z che nella didascalia mostrata sopra viene acutramente chiamato Goldrake.




4 commenti:

  1. hahahaha
    dai meglio ridere che piangere
    (quante boiate)

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    1. Ti risulta che Mazinga Z abbia mai oltrepassato l'atmosfera terrestre? :]

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  2. ciao mi piacerebbe scambiare due chiacchiere con te visto il comune interesse e visto che ci siamo già incrociati già sul mio blog ceraunavoltagoldrake.
    ti lascio la mia mail maxnicora@yahoo.it :-)

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    1. Ciao,
      ok, ti mando una mail di risposta ;)

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