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venerdì 17 novembre 2017
Star Trek - Star Fleet Technical Manual - Training Command Star Fleet Academy (1986)
Il giorno che, come ogni bravo cadetto, dovrete sostenere l'esame per l'ingresso all'Accademia della Flotta Stellare, e non conoscerete i termini del trattato di pace coi Romulani o i Klingon, ergo verrete bocciati, poi non venite su questo blog a lagnarvi, io il testo ve lo avevo recensito! ^_^
Adoro questa roba nerd che più nerd non si può, tanto nerd che sono presenti i 109 articoli della (costituzione?) della Federazione Unita dei Pianeti.
Non ho trovato neppure nessun accenno al test della Kobayashi Maru, nè di come fu brillantemente sperato dal capitano Kirk, ma solo perché nel 1975 la trovata non era ancora stata inserita nell'universo narrativo di Star Trek :]
Peccato, che, come si sarà intuito dalla copertina, il manuale sia tutto in inglese... comunque meglio che in vulcaniano... quindi io l'ho potuto apprezzare relativamente poco, infatti non sono riuscito ad individuare la mitica "Prima Direttiva" sulla non interferenza con civiltà aliene meno sviluppate.
Se non ho capito male questo manuale fu ristampato nel 1986 in occasione del ventennale di Star Trek, la prima pubblicazione risale al 1975, quindi immagino che con il tempo parecchie "norme" stellari siano cambiate, ma i disegni tecnici di meccanismi ed ambienti restano sempre attuali.
Le 17 scan interne che ho inserito sono solo un assaggio delle 190 pagine del manuale, che graficamente non sarà all'avanguardia, ma ha veramente il sapore di un testo un po' vecchiotto su cui tanti cadetti ci si sono spaccati il cervello.
Dall'indice si potrà meglio intuire il suo contenuto, sono presenti mappe stellari, uniformi, bandiere (Sheldon Cooper lo apprezzerebbe), gli organigrammi della Flotta Stellare (senza i nomi degli incaricati), vari disegni di basi, ambienti, stazioni orbitanti, astronavi, strumenti tecnici (il phaser ed il tricorder!).
Fa fin tenerezza vedere resistenze e transistor nell'esploso del disegno tecnico del tricorder ^_^
Cari potenziali cadetti della Flotta Stellare, in bocca al lupo per l'esame!!!
mercoledì 15 novembre 2017
Puzzle giapponese Epoch del manga di "Ryu il ragazzo delle caverne" (Genshi shōnen Ryū) - primi anni 70
Penso si sia capito da quello che posto sul blog che quando, in una qualche fiera o mercatino, mi imbatto in un articolo curioso, se il prezzo è ragionevole, non necessariamente basso, io non riesco a resistere all'acquisto ^_^
Ergo mi sono accattato un paio di puzzle nipponici inerenti manga ed anime, ovviamente.
A dire il vero avevo puntato sul secondo puzzle, che era ancor imbustato, mentre questo no, ma poi Ryu è sempre Ryu, anche se nella versione manga :]
Direi che sia il manga di Ryu e non l'anime, oltre per lo stile del disegno, anche per il bollino presente in basso a destra (mostro una scan ingrandita più sotto).
Oltre all'epica scena in cui il ragazzo delle caverne acceca Tirano, che già vale l'acquisto del prodotto, mi ha incuriosito molto il retro del puzzle. A dimostrazione che i giapponesi, a differenza delle aziende italiane, non si limitavano a confezionare un semplice puzzle, ma vi aggiungevano un qualcosa in più.
Il raffronto con i puzzle italici fa risaltare un'altra caratteristica del prodotto, cioè la cornice. Infatti il puzzle è contenuto all'interno di un cartone, ergo non c'è il rischio che i pezzi si smontino, ed è anche possibile posizionarlo verticalmente, che per un prodotto per i più piccoli, sono due caratteristiche importanti. Ricordo bene il fastidio di quando montavo i miei primi puzzle (per bambini) ed i pezzi si staccavano di contino ogni volta che lo spostavo. Senza contare che, una volta finito, cosa ne facevi?
Lo potevi solo rimettere nella scatola, oppure farlo incorniciare, ergo altri soldini e lavoro, ma con l'espediente nipponico, il tuo bel puzzle restava sempre in ordine.
Di solito riesco a trovare info sul web anche del materiale jappo, nonostante la barriere linguistica, questa volta, invece, non ho reperito nessun riscontro per questi puzzle.
Ho trovato solo il sito web della marca, la Epoch, che però ha un nome un po' diverso:
Epoch Jigsaw Puzzle
Il retro del puzzle mostra un qualche tipo di calendario degli avvenimenti importanti per un bambino o bambina giapponese.
Il numero 1 direi che sia il capodanno giapponese, shogatsu.
Il numero 2 riguarda la ricorrenza dell'inizio della primavera secondo il calendario lunare (3 febbraio), dove una antica tradizione prevedeva il lancio dei fagioli contro gli oni.
Il numero 3 è il hina matsuri, la festa delle bambole che si celebra il 3 marzo.
Il numero 4 potrebbe essere il hanami, la fioritura dei ciliegi, ma non sono sicuro.
Il numero 5 è la festa del "kodomo no hi", la festa dei bambini, che cade il 5 maggio, in cui è usanza esporre al vento le carpe di carta in segno benaugurale.
lunedì 13 novembre 2017
Hanna & Barbera, i personaggi le avventure dello studio che ha fatto la storia dell'animazione televisiva
AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
CASA EDITRICE: Nicola Pesce Editore
PAGINE: 287
COSTO: 14,9 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': ancora reperibile a Milano
CODICE ISBN: 9788894818024
Il nome "Hanna & Barbera" è indissolubilmente legato ai nostri ricordi di bambini, quando i cartoni animati erano trasmessi col contagocce, magari la domenica mattina, oppure in orari ben definiti e veramente brevi...
I personaggi della casa di produzione statunitense furono così tanti che ognuno di noi ne ricorda con piacere almeno una decina, probabilmente di più. Certo, questi cartoons vennero surclassati dal punto di vista narrativo, grafico, contenutistico e musicale dai cartoni animati giapponesi, ma spesso i due gruppi coesistevano pacificamente nei nostri palinsesti personali. E' questo il motivo fondamentale che deve invogliare alla lettura di questo saggio di Marco Gasparetti sui cartoni della "Hanna & Barbera".
Viene presentata sia la storia personale di William Hanna e Joseph Barbera, che quello dello studio di animazione, senza dimenticare la genesi dei singoli personaggi che ci tennero compagnia da bambini.
Lo scritto scorre fluido, risultando interessante e divertente. L'unico appunto, se lo si può chiamare così, ma è più che altro un desiderio personale, è l'assenza di un capitolo a se stante sugli stupendi adattamenti italici. Non che manchino tali informazioni, ma sono inserite all'interno dei singoli paragrafi sui personaggi, risultando, a mio avviso, un po' frammentarie.
I primi tre capitoli raccontano l'incontro tra i due autori statunitensi, oltre che la loro carriera personale. Con il quarto capitolo si arriva al 1937, Hanna e Barbera (senza la &) sono approdati alla MGM, che ha creato uno studio di animazione in concorrenza con la Disney. Il loro primo lavoro assieme fu quello del gatto Jasper e del topo Jinx, i precursori del famoso due Tom e Gerry, che sono, per chi non lo sapesse, sempre del duo Hanna e Barbera.
L'era post MGM è il fulcro del quinto capitolo, dove si racconta come i due autori, rimasti disoccupati per la chiusura degli studi d'animazione della MGM, fondarono la "Hanna & Barbera", stavolta con la &.
I due autori furono i primi a pensare che i cartoni animati potessero essere prodotti direttamente per la televisione, e non più per il cinema. Ovviamente il budget disponibile per una serie o una singola puntata era molto più basso di quello per un corto di Tom e Gerry, quindi Hanna e Barbera utilizzarono quella che in patria ribattezzarono come "animazione limitata". Inoltre certe scene in televisione non si potevano utilizzare a causa dei codici a tutela del minore, quindi, oltre al cambio di tecnica di animazione, bisognava modificare le tematiche. L'animazione limitata statunitense puntò sui dialoghi in trame autoconclusive, a differenza di quella nipponica, che era molto più articolata e profonda. In particolare i cartoni della "Hanna & Barbera" puntavano molto sulle caratterizzazioni delle voci dei doppiatori, un po' come successe negli adattamenti italiani. Probabilmente oggi, i "puristi" italici del doppiaggio, griderebbero allo scandalo nel sentire un personaggio parlare in dialetto emiliano o napoletano, ma cosa sarebbero Svicolone e Napo Orso Capo senza le inflessioni dialettali?
Il sesto capitolo si concentra appunto sull'analisi di questa "animazione limitata" in salsa statunitense, capitolo molto interessante, che si chiude con il paragrafo che la mette a confronto con la "scuola" nipponica e di altri studios. Mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento sulle differenze tra la tecnica "Hanna & Barbera" e quella degli studi d'animazione giapponesi, dato che il paragrafo è di solo 2 pagine scritte...
Dall'ottavo capitolo in poi inizia una divertentissima ed interessante carrellata di cartoni e personaggi di H&B (vedasi scan dell'indice). Viene raccontata la genesi di ogni serie e personaggio, con la sinossi della prima puntata, ognuno ritroverà la storia dei propri personaggi preferiti.
Tra le tante curiosità presenti nel saggio, metto il video di uno stupendo spot automobilistico brasiliano del 2014, non conta la marca dell'auto, contano i personaggi!
Un vero peccato che non sia mai giunto in Italia... una menzione d'onore a Penelope Pitstop!!!
venerdì 10 novembre 2017
"Ufo-Robots" calendarietto da barbiere del 1982 coi robottoni
Di solito i calendarietti che si potevano trovare dai barbieri o parrucchieri da uomo erano a tema abbastanza adulto, e si accompagnavano a riviste con qualche donna biotta oppure a fumetti osè. Nulla di pornografico, sia chiaro, però erano luoghi frequentati da uomini, in cui i bambini talvolta facevano scoperte interessanti, seppur un po' imbarazzanti :]
Quando scrivo, probabilmente fino alla noia, che i cartoni animati ebbero dal 1978 al 1983/84 un successo che mai più avrebbero raggiunto, mi baso anche su articoli come questo: un calendario da barbiere con Goldrake, Mazinga, Gundam e l'Alcadia!
I robottoni sconfiggono il porno!!!
La copertina, però, era riservata a due astronavi. Una ben conosciuta, l'Aquila di "Spazio 1999", l'altra solo per veri fan del telefilm tokusatsu in stile "Guerre Stellari" dal titolo "Guerra fra Galassie", cioè l'astronave "Comet Fire".
Dato che questi calendarietti erano abbastanza artigianali nella fattura, e lo è di certo questo, l'adulto che pensò ai soggetti delle foto non doveva avere molto contatto con i gusti dei bambini del 1982.
Forse nel 1982 l'Aquila di "Spazio 1999" poteva essere conosciuta grazie a qualche replica, ma mi chiedo quanti di noi ricordassero il "Comet Fire".
Ancor più interessante la scelta dei robottoni nelle immagini interne, oltre a quelli citati sopra, sono presenti alcuni mecha veramente di nicchia, ed altri che non sono riuscito neppure a catalogare, nonostante abbia un certo numero di libri sul collezionismo robotico.
Degna di nota è l'ambientazione dei diorami, con i fondali che sono composti da poster di "Guerre Stellari", tramonti sull'oceano ed orizzonti desertici :]
Le immagini di questo calendario mi hanno permesso di riesumare, sia dai ricordi che da una vecchia scatola, un rottame di robot che avevo da bambino, e che utilizzavo esclusivamente come mostro dei cattivi, di cui ho scoperto il nome leggendo la saggistica sul collezionismo robotico, cioè "Mecha Baltan Seijin" della serie Ultraman.
Essendo il modellino completamente smontabile ed assemblabile, non ne sono rimasti molti pezzi...
Grazie alla suddetto saggistica di modellini di robot, sono riuscito a risalire ai pezzi originali di tutti i robottoni presenti nelle foto, tranne questi due sopra...
Edit del 13 novembre 2017:
Ad un mercatino ho scoperto la matrice tarocca del robottone che si contrappone al Combattler V, metto le foto più sotto, si chiama Space Hero ;)
Piccola chiosa sulle festività del 1982, cadevano quasi tutte di sabato e domenica... che sfiga...
giovedì 9 novembre 2017
Telesette dal 28 ottobre al 3 novembre 1979 - "Prepariamo i fazzoletti, piangeremo per Remi", di Ivan Lantos
Nel mio tentativo di riportare una panoramica più allargata possibile dei palinsesti televisivi del periodo 1978/1984 (link), con un focus sugli articoli inerenti gli anime, posto un secondo Telesette, che ci mostra un sorridente Remi, caso più unico che raro...
A dire il vero, più che un sorriso, pare la smorfia appena prima di mettersi a piangere... sarà che a me Remi non è mai piaciuto.
Una delle caratteristiche dei Telesette è che non contenevano pubblicità, che per il lettore di allora era di certo un bel incentivo all'acquisito, ma a distanza di qualche decennio ne diminuisce il valore testimoniale.
Il contenuto risulta un po' anonimo, manca il prodotto che ti piaceva, o lo spot che ti colpiva. In compenso ci sono numerosi articoli sui programmi e sulla televisione, il più degno di nota è quello sul tentativo, mai attuato, del ministro del Turismo e dello Spettacolo Bernardo D'Arezzo di cercare di moralizzare le tv locali, che erano ormai abbastanza abituate a mandare in onda la sera tardi trasmissioni osé. Queste trasmissioni potevano essere dei semplici spogliarelli, ma bisogna ricordarsi che i telespettatori italici erano abituati alla democristiana Rete 1, per finire a notte fonda con film a luci rosse, cioè VM 18!
Il ministro D'Arezzo era, guarda caso, un democristiano di lungo corso, e proponeva una tassa su chi trasmetteva (o proiettava al cinema) film pornografici, mentre socialisti e liberale erano contrari a questo provvedimento, infatti mai attuato. Tutti concordavano, invece, sull'obbligo per le televisioni di trasmettere film pornografici solo dalle 2 alle 5 di mattino... E poi ci si chiede perché siamo messi tanto male... bastava solo vietare di trasmettere film vietati ai minori, fine della polemica politica. Tanto poi sarebbe arrivato il web, e i ragazzini avrebbero avuto tutto gratis a qualsiasi ora!
Un altro articolo mi ha ricordato quanti film stravecchi trasmettevano in televisione... un ciclo sul fantastico e sui mostri, tutta roba non propriamente nuova nel 1979, basti pensare che il primo film del ciclo era "La mummia" del 1932, con Boris Karloff. Anche se poi come immagine nel palinsesto mi pare abbiano messo la locandina di un altro film sulla mummia del 1959, una mummia valeva l'altra per Telesette ^_^
Questo numero di Telesette contiene i programmi locali delle tv piemontesi e di qualche televisione lombarda.
La serie aveva esordito la settimana prima, infatti la prima puntata presente in questo numero (lunedì 29 ottobre) è la sesta, "La mia scuola all'aperto". L'articolo è in media con quelli del periodo, cose dette a caso perché non si conosceva argomento dell'articolo che si stava scrivendo, ma tanto poi nessuno aveva ai tempi le informazioni necessarie per smentirti, oppure si? ^_^
"Solo di recente i giapponesi si sono affacciati in un campo che si pensava che fosse di esclusivo dominio degli Stati Uniti in prima linea a di pochi alti paesi al seguito: quello dei cartoni animati."
Le informazioni sugli anime non erano molte, ma qualcuna era pur stata pubblicata. Come fece nell'aprile 1978, in pratica fin dall'esordio di Goldrake, la giornalista Teresa Buongiorno sul Radiocorriere Tv, con l'articolo "Fumetto a mandorla" (pagina 48), dove veniva chiaramente spiegato che il cinema d'animazione nipponico nasceva nel 1924!
Senza contare che il 6 aprile 1979 la Rete 1 della Rai trasmise uno speciale di "Tam Tam" proprio sugli anime, con tanto di interviste a Tokyo:
"Heidi, Goldrake, Harlock and co."
Perché le seppur poche fonti informative corrette, venissero snobbate dalla stragrande maggioranza dei giornalisti, resta un mistero, oppure una granitica certezza dei mass media italici...
mercoledì 8 novembre 2017
"Arrivano i Superboys" ("Soccer Boy") - ("Akakichi No Eleven" - "Gli undici rosso sangue" 1970) - puntate 11 e 12
In queste due puntate si può assaporare cosa ci aspetterà nel proseguo della serie: vittorie esaltanti, sconfitte tragiche, skill micidiali, schemi di gioco fantascientifici, allenamenti inverosimili, regole allucinogene, finali drammatici.
Il tutto condito dai soliti dialoghi e adattamenti a caso ^_^
Ricapitoliamo:
Shingo è passato dalla seconda squadra alla prima squadra, cioè il contrario di quello che ha fatto Bonucci, che poi non è neppure passato alla seconda...
Ohira decide di seguire il suo esempio alla fine della precedente puntata, con la motivazione che vuole giocare l'amichevole contro Yan Misugi, la stella della squadra vincitrice del campionato scolastico.
Matsuki accoglierà Ohira in squadra?
Ohira comprenderà se è stato accettato o meno?
Come imposterà la squadra Matsuki in vista dell'amichevole?
Chi vincerà questa epica sfida?
Misugi è veramente il campione che dice di essere?
Ma, soprattutto, quale dei 4 doppiatori in croce si accollerà la voce di Misugi? >_<
Ad inizio puntata la voce narrante, cioè sempre quella di Matsuki, si esibisce in un panegirico pieno di fantasia, ci viene mostrato l'incontro tra Shingo e Misugi, ma differente da quello visto nella puntata precedente... Misugi scambia due parole con Shingo, e poi gli dice che ha capito i suoi punti deboli.
La voce narrante ci spiega che Misugi appartiene alla scuola "Asagase Higashi", mentre nella precedente puntata ci era stato detto che la scuola si chiamava "Hisagi", al netto di miei errori di scrittura del nome giapponese per averlo riportato dal semplice ascolto.
Ma non potevano semplicemente prendersi nota del nome usato la prima volta?
Anche se errato, tanto per non cambiarlo ogni puntata...
lunedì 6 novembre 2017
Cina e Giappone, le atrocità giapponesi in terra cinese dal 1937 al 1945 tra passato e futuro
AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
TITOLO: Cina e Giappone, le atrocità giapponesi in terra cinese dal 1937 al 1945 tra passato e futuro
AUTORE: Fabiana Marchioro
CASA EDITRICE: Enigma Edizioni
PAGINE: 457
COSTO: 18,9 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 9788899303280
Dalle mie letture e da quello che scrivo si questo blog, per quello che possono valere entrambe le cose, si capisce che non ho potuto che apprezzare tantissimo questo saggio di Fabiana Marchioro, sia per il resoconto dettagliato dei crimini giapponesi in Cina, sia per l'analisi sui rapporti sino-giapponesi a causa dei dissensi su come viene trattata la questione storica nelle relative nazioni.
… ( Takeo Doi è universalmente noto per aver trattato il fenomeno degli otaku e degli hikikomori, malattie sociali del tutto giapponesi).
domenica 5 novembre 2017
Pamphlet "Star Wars - Return of the Jedi" - 1983
So benissimo che non ci si capisce nulla, però i giapponesi in fatto di pubblicazioni abbacinanti, erano maestri, e nelle poco più di trenta pagine presenti, c'è parecchio da rimanere accecati dalla meraviglia.
L'avessi potuto avere io un libricino così nel 1983... l'avrei conservato come un tesoro inestimabile.
L'ho recuperato al Lucca Comics dell'anno scorso, e visto che quest'anno ho dovuto saltare l'avvenimento folcloristico lucchese, cerco di rammentarmi quante cose mi sono potenzialmente perso :]
Rispetto ad un precedente pamphlet su "Guerre Stellari", che mi aveva sorpreso non poco, non mi pare che ci siano immagini inedite, ma alcune sono delle belle elaborazioni grafiche che non avevo mai visto prima.
"Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana...", questo l'ho capito, il resto lo lascio a beneficio di chi può comprendere gli ideogrammi ;)
Questa immagine l''avranno creata i giapponesi?
Mi pare di aver letto da qualche parte che questi pamphlet venivano venduti (o distribuiti?) alle proiezioni dei film, l'importante era non sfogliarli prima che si spegnessero le luci, perché altrimenti ti avrebbero spoilerato tutta la trama...
Erano comunque un bel ricordo.
giovedì 2 novembre 2017
Mangasia, la guida definitiva al fumetto asiatico
AVVISO DEL 2026:
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CASA EDITRICE: 24 Ore Cultura
PAGINE: 320
COSTO: 35 €
ANNO: 2017
FORMATO: 27 cm x 22 cm
REPERIBILITA': on line
CODICE ISBN: 9788866483755
Quindi, a chi cercasse un saggio sui fumetti asiatici, consiglio di sfogliare preventivamente il volume.
domenica 29 ottobre 2017
STOP settimanale di attualità, politica(?) e cultura(?!) - N° 1560 dal 19 al 25 agosto 1978 - Viaggi nel mistero 3!
Ogni tanto mi perdo qualche pezzo che avevo iniziato a postare, tipo gli articoli improbabili di Stop...
Dei settimanali di spettegulèss degli anni 70, quello di Stop era di certo il più truce, quello che rovistava nel torbido più di tutti, quello che faceva appello alla morbosa curiosità delle lettrici (e dei lettori), quello che non si faceva nessuno scrupolo di mettere immagini di bambini, adulti e anziani sofferenti. In pratica l'anticipazione di una qualsiasi edizione del TG4 o di "Studio Aperto"...
Non solo tradimenti coniugali o extraconiugali, ma abbondavano malattie, operazioni, abbandoni, incidenti, superstizioni religiose, paranormale ed anche ufo ed extraterrestri.
In particolare esisteva la rubrica "Viaggi del mistero", che conteneva perle uniche, cioè cosa capitava quando un settimanale scandalistico faceva incontrare gli italiani e gli ufo :]
"Ho sviluppato le foto e ho visto l'ufo! Sarebbe la prova dell'esistenza degli extraterrestri"
Da notare la forma dubitativa, "sarebbe", perché il settimanale aveva una sua reputazione, e non voleva mica buttarla alle ortiche dando notizie prive di fondamento! ^_^
Quello che io continuo a non capire è come mai, fino all'avvento dei cellulari e smartphone dotati di macchina fotografica digitale più telecamera digitale, gli avvistamenti capitavano tanto spesso, quanto di pessima qualità fossero le immagini. Oggi che tutti noi ce ne andiamo in giro con una piccola regia portatile, gli ufo e gli extraterrestri sono scomparsi >_<
Qualche miscredente potrebbe avanzare l'ipotesi che l'oggetto visibile della foto possa essere un deltaplano in volo notturno, oppure un mero inganno fotografico, ed invece io posso rivelare che si trattasse dell'Astrocaccia di Alcor, conosciuto in Giappone con la sigla JFO.
Probabilmente il signor Gatti non seguiva l'anime di "Atlas Ufo Robot"...
sabato 28 ottobre 2017
Hikikomori: un fenomeno di autoreclusione giovanile
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CASA EDITRICE: Carocci Editori
PAGINE: 106
COSTO: 12 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 13 cm
REPERIBILITA': ancora reperibile a Milano
CODICE ISBN: 9788843089291
mercoledì 25 ottobre 2017
Articoli sul pre-cosplay tratti da "La Stampa" e Corsera 1979, 1980, 1982
Il precedente post, quello che mostra il catalogo dei costumi carnevaleschi "A&M Casarini del 1980, mi ha spinto a fare una breve ricerca sugli articoli giornalistici inerenti il successo di Goldrake e soci durante il Carnevale. Ho reperito 11 articolini in cui si parla di travestimenti in personaggi degli anime, dal gennaio 1979 al febbraio 1982. Considerando che non mi pare che in Giappone esista una tradizione come il nostro Carnevale, si potrebbe affermare che la pratica di giocare coi costumi possa rappresentare l'esempio di un pre-pre-cosplay. L'idea potrebbe essere anche una forzatura, visto che a Carnevale ci si vestiva del personaggio preferito, e Goldrake & soci erano i beniamini di tutti, però alla fine il concetto base tra il Carnevale e il cosplay è simile. Inoltre ho scovato una serie di articoli su un concorso per bambini, svoltosi a Milano nell'agosto 1979, in cui i "cosplay" per il miglior costume di Heidi e Peter si sarebbero aggiudicati in viaggio a Berlino Ovest (oppure il corrispettivo in denaro!).
Quindi, ricapitolando, c'era un concorso a premi (di valore), c'era una giuria, c'erano dei bambini che impersonavano Heidi e Peter e infine i migliori vincevano. Non è cosplay?
Ovviamente dell'articolo sopra ("La Stampa" dell'11 febbraio 1979) colpisce come sempre lo straordinario successo che ebbe "Atlas Ufo Robot", il negoziante ci informa che tra maschere e costumi avevano una richiesta di circa 5000 pezzi al giorno, e le aziende produttrici, tipo la "A&M Casarini", non riuscivano a soddisfare la richiesta dei clienti. I costumi non costavano poco, dalle 50 alle 60 mila lire, e le maschere 2000 lire, moltiplicando il tutto per 5000 richieste al giorno...
Il concorso di "cosplay" ebbe luogo al parco Sempione di Milano, nell'agosto 1979, manifestazione, mi pare giusto farlo notare, ovviamente non collegata al Carnevale, e quindi, dal mio punto di vista, molto più interessante.
Intanto siamo ad agosto, col caldo torrido della Milano anni 70, che non è paragonabile a quello di oggi, e quindi ci voleva una grande motivazione per parteciparvi, che andava molto al di là dei premi messi in palio.
L'articolino sopra è del 18 agosto (sempre 1979), nelle pagine delle notizie locali, e ci informa che l'iniziativa è portata avanti dal secondo canale della tv tedesca, che il primo settembre vedrà i due migliori costumi di Heidi e Peter partecipare alla trasmissione "Majas Party", il soggiorno a Berlino (Ovest) sarebbe durato ben 4 giorni, dal 31 agosto al 3 settembre.
Da altri articoli che mostro più sotto scopriamo che questo era un concorso internazionale, infatti vi partecipavano anche Francoforte, Lione e Birmingham. La presenza della città di Birmingham solleverebbe l'interessante quesito se la serie di Hedi fosse vista anche in Gran Bretagna. In realtà il meccanismo era un po' differente, ogni città aveva scelto dei personaggi animati diversi. Birmingham i Muppets, Lione l'ape Maia e Willy, Francoforte Sinbad e Heidi(?).
Tutto ha un termine, e il 15 febbraio 1982 il Corsera ci informa che i costumi di Goldrake, Candy e Mazinga non sono più di moda, bisognerà aspettare i veri cosplayers degli anni 2000!
Qui sotto propongo tutti gli 11 articolini, o spezzoni di articoli, nel caso in cui gli anime siano semplicemente citati nel titolo e presenti nelle foto.
Il primo riscontro che ho trovato è del 29 gennaio 1979, sulla "Stampa Sera", e si limita ad informare che tra i personaggi che sfileranno ci sono ance dei Goldrake.

























