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giovedì 28 luglio 2016
Go Nagai Robot Collection 106 Ministro Dantos
"Tu quoque, Gandal e Zurili, fili de put..."
Questo direbbero i latini se avessero visto la 55esima e la 56esima puntata di Goldake, dato che i due comandanti, pur di non sfigurare davanti a Vega, compiono il più classico e bieco tradimento verso Dantos. Arrivano a buttare alle ortiche la più facile delle vittorie contro l'odiato Goldrake, ma presevare l'onore viene per loro prima di tutto, ed in questo atteggiamento assai tafazziano c'è molta emotività nipponica, ma anche italica.
C'è da dire che il ministro Dantos dovrebbe essere l'esempio su come NON ci si comporta quando si entra a far parte di un nuovo contesto lavorativo, perchè in fondo anche quello della Skull Moon di Vega è un ambiente di lavoro. Non puoi arrivare e prendere a pesci in faccia tutti quelli che ci hanno lavorato fino a quel momento, anche se i loro risultati operativi sono scarsi. Inoltre, se quelli che stai irridendo, di colpo ti appoggiano davanti al capo, dovrebbero iniziare a suonarti mille campanelli d'allarme nella tua testolina :]
Ma Dantos non era abbastanza accorto, temo... anzi, tolgo il "temo" :]
Dantos e Vega assistono attoniti all'inizio della distruzione del loro pianeta natale, da notare che il re lo chiama"DantUs" >_<
Vega chiede al suo ministro della difesa se può fare qualcosa per salvare il pianeta, ma non poteva chiamare Bertolaso? Tanto non deve più fare il sindaco di Roma :]
Quindi Vega e Dantos arrivano sulla Luna (nella puntata successiva, dopo aver lanciato King Gori), e non è che Gandal e Zuril siano poi molto contenti di vedere il ministro della Difesa...
Anche Zuril lo chiama DantUs, lo chiama anche in altri modi, però solo col pensiero :]
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 17 Gran Mammuth
L'importanza del mostro guerriero non è fondamentale nell'economia della serie, ha la fortuna di comparire nelle devastanti ultime due puntate, che sono il finale più epico di qualsiasi serie animata robotica. Resta che il Gran Mammuth ha il mecha tra i più belli dei mostri guerrieri di Mikenes, ma in generale dei cattivi robotici di ogni serie. Non resta molto in video, nell'episodio 55 compare al minuto 13, e lo si vede maramaldeggiare contro Mazinga Z. Nella successiva puntata si palesa al minuto 6 e 13 secondi, sopravvivendo alla furia omicida di Koji Kabuto (quasi neo orfano di padre), una volta tanto pregno di una certa cazzutaggine, per soli un minuto e 12 secondi.
In un'altra punta qualsiasi de "Il Grande Mazinga" sarebbe stato il protagonista assoluto dei cattivi, ma nelle ultime due succedono troppe cose importanti per soffermarsi su un mostro guerriero in particolare.
Darò la precedenza alle immagini del modellino, rispetto ai fotogrammi della sua comparsata animata, perchè è un bel pezzo, c'è come sempre qualche sbavatura, però trovo che sia tra le uscite più valide.
Il Gran Mammuth nel suo box e poi dalle solite svariate angolazioni.
martedì 26 luglio 2016
"Una discoteca anti-Goldrake", di Gianpaolo Martelli - "Il Giornale" 11 maggio 1980
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MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Non sono mai stato un lettore de "Il Giornale", men che meno nel 1980 ^_^ non conosco neppure l'autore dell'articolo, e quindi non mi è consueto il suo stile di scrittura. Detto ciò riterrei che il fine dell'articolo fosse abbastanza canzonatorio, e l'obbiettivo ultimo non erano Goldrake & C. (come li chiama il giornalista), ma i genitori, in particolare quelli di sinistra, più precisamente i genitori radical chic o comunque della borghesia. In pratica un articolo che aveva come soggetto il personaggio di Goldrake e i cartoni animati giapponesi quasi per caso, ma sarebbe potuto essere su qualsiasi altro argomento, l'importante era "sfottere" gli avversari politici. Sia chiaro, cosa che era più che legittima, anche perché l'autore si limita ad una ironia educatissima, anni luce distante da alcuni articoli che si possono leggere oggi.
Una cosa che non mi è piaciuta molto, invece, è che il giornalista pare concentrare la polemica solo verso i genitori "ricchi" di sinistra, come se i genitori poveracci di sinistra potessero anche essere incoerenti... ma magari ho equivocato il senso dello scritto.
In pratica l'autore difende Goldrake & C. per dimostrare quanto i genitori di sinistra fossero contraddittori, "rivoluzionari" in politica, conservatori in famiglia, tanto da arrivare ad invocare la censura per un semplice cartone animato. Va ricordato che uno dei primi fomentatori della fobia anti-Goldrake fu un padre che era un parlamentare dell'estrema sinistra ( Silverio Corvisieri ), e molte altre eminenti figure della cultura di sinistra successivamente gli si accodarono ( Dario Fo , Michele Serra ). Altri di sinistra, invece, difesero gli eroi animati nipponici, come sullo schieramento opposto giornalisti e personaggi famosi di destra li stroncarono o difesero. Fermo restando che praticamente tutti davano addosso agli anime, e che i difensori erano in minoranza, indipendentemente dalla posizione politica personale.
Anche questo è uno dei tanti articoli che dimostra quanto Goldrake & C. erano diventati protagonisti delle notizie giornalistiche, tanto da essere usati per fare polemica con gli avversari ideologici. Bisogna considerare anche che l'articolo campeggiava a pagina 5 del quotidiano, che mi pare di aver capito (consultandone più e più settimane) ospitasse le gli articoli sulla cultura, quelli che negli altri quotidiani erano in "terza pagina" (magari ho interpretato male il tipo di impaginazione de Il Giornale).
Devo ammettere che all'inizio mi si erano rizzati i capelli in testa nel leggere l'articolo, non mi pareva fosse vero che si potessero scrivere cose di questo tipo, poi man mano ho compreso che il tono era da prendere in tutt'altra maniera :]
Gianpaolo Martelli esagera subito il potere dei bambini, tanto per far capire che i genitori non erano in balia di energumeni prepotenti, gli si poteva dire anche di no.
Anche in questo articolo fanno capolino i famigerati 600 genitori di Imola:
600 genitori di Imola 1
600 genitori di Imola 2
600 genitori di Imola 3
600 genitori di Imola 4
600 genitori di Imola 5
lunedì 25 luglio 2016
DVD sul catch giapponese - Mondo Home Entertainment 2005
Capita che risistemando i DVD salti fuori qualche vecchio acquisto di cui ci si era dimenticati, tipo il DVD con gli incontri del catch giapponese!
Questo DVD faceva parte di una collana di una decina di supporti, quando lo comprai rcordo che non era l'unico sullo scaffale del Mediaworld, ma alla fine, nonostante il prezzo più che ragionevole, presi solo quello con l'Uomo Tigr.... ehm... con Tiger Mask in copertina. E devo dire che non sbagliai. Certo, è divertente rivivere quell'atmosfera, risentire il mitico Tony Fusaro che si inventava le cose (ma ci tornerò più sotto), rivedere alcuni personaggi che diventeranno dei piccoli miti, ma i combattimenti erano veramente pallosi... poi c'erano i momenti pieni di azione, ma capitava che per svariati minuti non succedesse nulla.
Ai tempi, però, intorno ai primi anni 80 (1982?), questi incontri di catch erano una novità assoluta. Venivano trasmessi da piccole tv private locali (penso prima del circuito "Euro TV"), ed anticiparono di qualche anno gli incontri del wrestling statunitense trasmessi da Italia 1 con il commento di Dan Peterson, inoltre si ricollegavano ai cartoni animati giapponesi dell'Uomo Tigre. E poi si menavano, si menavano di brutto... trovo che questi incontri sembrino più reali di quelli statunitensi, che risultano chiaramente delle americanate.
Senza contare che venivano presentati anche gli incontri femminili!!!
Terribili quelle grida disumane, ancora tremo nel riascoltarle...
Il commento era affidato alla voce italica di Ken Hayabusa detto il Falco, cioè Tony Fusaro, ma questo lo apprendemmo solo negli anni a seguire. Al momento lui era solo la voce del catch, quello che ci spiegava le mosse, traduceva le interviste, stabiliva i collegamenti dal Giappone.
Perchè era tutto in diretta!!!
Vabbè... magari non proprio in diretta diretta, può essere che ci fossero alcune settimane o mesi di differita, ma non contava molto. Per noi era in diretta, visto che vedevamo tutto per la prima volta in assoluto.
Pensavamo che gli incontri di Naoto Date contro i lottatori di Tana delle Tigri fossero un'invenzione, ed invece esistevano veramente!
E' facile oggi (o quando uscirono i DVD) fare dell'ironia sul commento di Tony Fusaro e dei suoi assistenti (il maestro Paolo Angeli o Cristina Piras), che probabilmente commentavano le immagini vedendole per la prima volta assieme a noi, però c'è da dire che quando si è dei pionieri in qualcosa non è facile essere esenti da errori. Ipotizzo che alla redazione di Tony Fusaro arrivassero i nastri con gli incontri, magari non datati, e che loro dovevano cercare di contestualizzare guardando solo le immagini, un po' come fecero Malaspina e compagni con il doppiaggio di Goldrake.
E' comunque sempre bello sentire Fusaro che si collega in diretta con un qualche palazzetto di Tokyo, o che ci spiega una mossa :]
Un effetto di quelle trasmissioni, che mi pare avvenissero il sabato sera in seconda serata, come si direbbe oggi, fu quello dell'emulazione da parte di noi maschietti delle medie. Infatti in classe si ricreava un ring con i banchi, e ci si pestava di santa ragione, rispettando, però, le regole che ci aveva insegnato Tony Fusaro. In quei frangenti i professori non c'erano mai...
In questo DVD ci sono sei incontri maschili e due femminili, come al solito ho immortalato qualche scena (tipo un centinaio), tra quelle che mi son sembrate più epiche.
E cosa c'è di più epico di una scritta in giapponese stretto che annuncia lo scontro tra due tigri?!
Questo incontro, valido per il campionato mondiale pesi medio/alti/bassi/cosìcosì della WWWGHXYZ (se lo diceva Fusaro potrò inventare anch'io, no?), era commentato anche dal maestro (di cosa?) Paolo Angeli.
Dato che la presenza di due lottatori con nomi simili poteva, secondo i due, confondere i telespettatori (perchè?), decisero di chiamare il beniamino del pubblico, Tiger Mask, con il suo soprannome: Hero.
Peccato che, almeno per la prima parte dell'incontro, non lo pronunciassero in inglese, ma come era scritto :]
"Ero" "Ero" "Ero"! ^_^
domenica 24 luglio 2016
Yakuza, un'altra mafia
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AUTORE: Giorgio Arduini
Questo saggio è più unico che raro, in quanto il tema della yakuza non è praticamente mai trattato in testi in italiano, nessun libro, inoltre, è tanto attuale come questo. Vecchie pubblicazioni, che non sono riuscito mai a recuperare, arrivano a trattare fino agli anni 70/80, mentre questo libro giunge ai nostri giorni. Infine è dettagliatissimo, tratta sia il punto di vista storico, partendo dal 1100, che i lato sociologico, ma si sofferma molto anche sulle mere questioni di cronaca giudiziaria. Quanto sia dettagliato lo scritto è dimostrato dal numero di note presenti, ben 2552, per un totale di 174 pagine contenenti solo note.
venerdì 22 luglio 2016
Go Nagai Robot Collection 105 Udaru
E' chiaro che io sia stato mal interpretato quando affermavo che l'uscita numero 105 di questa settimana sarebbe slittata di sette giorni, intendevo dire che sarebbe uscita puntualmente, non per nulla c'era la data del 21 luglio >_<
In generale i mostri Aniba non sono particolarmente attraenti nè potenti, e questo Udaro non è l'eccezione. Mi son dovuto riguardare la puntata per inquadrarlo, ed il combattimento non resterà nella storia degli scontri robotici, addirittura il solo Hiroshi trasformato in cyborg riesce ad atterrarlo con un calcio alla fronte.
Direi che il modellino non è brutto, sempre considerando la marginalità del soggetto, molto marrone, quindi meno esposto alle sbavature, però il viso non è malaccio, abbiamo visto di molto peggio.
Come accennavo sopra mi son dovuto riguardare la puntata, ed ho riscoperto la performance della guest star Dottor Bers, che, dopo essere stato rapito dalla Regina Himika, finisce con il perorare la causa dell'impero Yamatai. Infatti Himika gli racconta di quanto il suo popolo fosse pacifico (non per nulla lei sacrifica tutti i passeggeri di un volo civile per rapire il Dottor Bers), ma dei sanguinari invasori li sconfissero ed obbligarono a rifugiarsi nelle viscere della Terra.
Da come inizia la puntata si capisce subito che il modellino qui sotto esposto avrà solo il compito di essere sconfito da Jeeg, mentre la storia avrà come protagonista il triangolo diplomatico formato da Himika, il Dottor Bers ed il personale della Base Antiatomica (cioè gli umani).
Infatti Himika vuole che il Dottor Bers si rechi dagli umani per "trattare" la restituzione della campana di bronzo(!), e la resa del governo giapponese(!!), in modo che lei possa a tornare a regnare sui suoi antichi possedimenti.
Dico... i giapponesi ci hanno messo svariati decenni per fare uno straccio di scuse appena appena serie alle vittime della guerra del pacifico, e vi aspettate che si assumano la colpa per misfatti compiuti migliaia di anni prima?
Mica furono loro ad aggredire il regno Yamatai, furono gli Ainu oppure gli Emishi :]
Una richiesta ragionevole, così ragionevole che il Dottor Bers accetta di farsi promotore dell'iniziativa "diplomatica".
La cosa che colpisce (o almeno ha colpito me) è come Himika racconti gli eventi che portarono al loro confinamento sotterraneo. Oggi la si chiamerebbe "narrazione", cioè Himika reinterpreta la storia facendo passare il popolo Yamatai per vittima, mentre i antenati dei giapponesi furono i carnefici. Un po' come fanno i giapponesi riguardo alle invasioni delle nazioni asiatiche durante la seconda guerra mondiale...
Nel racconto di Himika ci mancava il milione di posti di lavoro, gli aerei e i ristoranti sempre pieni, e, con una spruzzata di abolizione del Senato, l'avremmo promossa direttamente nell'agone politco italiano :]
Il fantasioso racconto di Himika è accompagnato dai classici disegni senza animazione, ma molto dettagliati, la prima parte del racconto è illustrata con scene pacifiche, la seconda mostra l'aggressione subita dal popolo Yamatai.
Peccato che nella prima puntata fu il professor Shiba a spiegarci quanto spietato fosse il regno Yamatai, certo, potrebbe essere pura disinformatia nipponica...
Ovviamente io parto dal presupposto che il professor Shiba, in quanto facente parte dei buoni, avesse raccontato la verità al figlio. Figlio su cui aveva fatto esperimenti di modificazione cibernetica, a cui aveva mentito fin dalla tenerà età, verso il quale non aveva mai provato a comportarsi come un padre... vabbè... io credo comunque al professor Shiba >_<
Mi son preso la briga di riportare le parole della Regina Himika:
"Molto tempo fa Yamatai era un regno felice(!), la vita del mio popolo era una vita semplice(!!). Si lavorava la terra(!!!), si spargeva il seme (O_o), si raccoglievano le messi (Lionel?). La pace era nei nostri cuori(!!!!), poi, un brutto giorno... uomini malvagi armati di terribili strumenti di morte (sigh...) ci assalirono, e del felice regno Yamatai nulla rimase (sob...). Trovammo scampo nelle viscere della terra".
Scopriamo quindi che il popolo Yamati fu un popolo di profughi, i siriani o i curdi gli fanno un baffo.
Terminate le immagini che accompagnavano il revisionismo storico di Himika, questa passa ad un tono un pelino più minaccioso, mettendo da parte i buoni sentimenti:
"Io non ho dimenticato quell'orribile strage... Dottor Bers... I discendenti di coloro che distrussero il mio regno, oggi governano il Giappone e saranno loro a pagare. La mia vendetta sarà terribile, come terribili furono le atrocità che la mia gente ebbe ingiustamente a subire".
Ma cosa diceva, invece, il buon professor Shiba nella prima puntata?
Un giorno scopersi in una grotta una campana di bronzo. Decifrate le antichissime iscrizioni che la adornavano, seppi che è esisitito un popolo avanzatissimo tecnologicamente, ma la scienza non era usata per rendere la vita più facile (come da noi...) a tutti, bensì per la sopraffazione dell'uomo sull'uomo. Era il regno Yamatai, governato dalla perfida Rregina Himika".
Ma forse è meglio partire dall'inizio della puntata, che vede il Dottor Bers bello tranquillo farsi un voletto.
giovedì 21 luglio 2016
Go Nagai Robot Collection 104 Comandante Mineo
Puntualmente con una settimana di ritardo è arrivata la comandante Mineo, la prima aliena della serie che si innamorerà perdutamente di Actarus, annoiando a morte la giovane platea maschile del 1978, ma facendo sognare quella femminile, che ne seguirà l'esempio :]
Prima di addentrarmi nella valutazione del modellino, confermo la notizia che è stato allegato il terzo raccoglitore per i fascicolini-ini-ini.
La precedente uscita della GNRC (103) ci aveva regalato una Mayumi veramente di ottima fattura, ergo era nata una nuova speranza (cit.) per l'avvento di un'era di benessere e felicità, ma, soprattutto, di modellini qualitativamente migliori. Mineo, o almeno il mio pezzo, mi ha fatto tornare coi piedi a terra. Non che sia proprio brutta, si è visto ben di peggio, però non è ai livelli di Mayumi, specialmente se si considera che il modellino della bamnina era molto più piccolo.
La colorazione di Mineo non è buona, peccato che sia stata incollata pendente all'indietro, il collo sia storto e non del tutto inserito nel busto, infine la mano alla fronte è esageratamente distante... se a naja avessi fatto un saluto così ai superiori, sarei finito direttamente in punizione...
Peccato, perchè l'idea di immortalarla durante il saluto militare era una buona, scena che corrisponde ad una delle primissime immagini della sua apparizione.
La teroia è una cosa, la pratica è spesso difforme dalla prima.
Questa sotto è l'immagine teorica tratta dal sito della Gazza, che poi sono le stesse che si trovano nel fascicolino-ino-ino-ino.
Bellissima, perfetta, amanuense.
La realtà da 12,99€...
Da questa posizione si nota ancor di più quanto sia esageratamente distante la mano dalla fronte.
mercoledì 20 luglio 2016
"Capitan Harlock, le mie avventure a fumetti" (1979) - SECONDA PARTE
In questa seconda parte del cartonato di Capitan Harlock risalta maggiormente la qualità altalenante dei disegni, a tavole veramente belle, invero non molte, se ne alternano tante abbastanza raccapriccianti. Mentre rimane in linea con la prima parte la quasi totale assenza di logica narrativa, senza contare i dialoghi buttati lì a caso. Per esempio è assai spiazzante leggere il dialogo della storia "Il castello stregato nel mare della morte" tra Mayu ed Harlock, in cui lui le dice che, se lo vuole vedere, atterrerà vicino l'America latina, con la bambina che gli risponde:
"Voglio vederti... in una notte sarò lì.".
"In una notte sarò lì"?! O_o
Intanto come può un adulto dotato di astronave essere così poco preciso sul luogo dell'appuntamento? Vicino all'America latina... in Messico o in Argentina? O_o
E come può una bambina di 5/7 anni arrivarci in una notte? Ammesso di sapere dove debba arrivare...
La medesima storia sarebbe anche interessante, in quanto cita addirittura la leggenda nipponica di Urashima, peccato che alla fine ritroviamo di colpo Mayu sull'Alkadia senza capire come, dove e perchè... chissà se la leggenda della tartaruga/principessa e del pescatore Urashima la inserì la casa editrice italiana oppure è citata nell'epidosio 13 dell'anime, cosa che sinceramente non rammento.
Invece sono sicuro che la storia dal titolo "La lapide ai piedi della Sfinge" (la successiva) derivi da una puntata della serie (la 14), ovviamente adattata e riassunta in sole cinque pagine... ovvio che alla fine divenga un mischione incomprensibile...
Una volta vigeva la regola "tanto è roba per bambini", che permetteva ad editori e produttori di giocattoli di vendere qualsiasi porcata, evidentemente eravamo considerati dei minus habens in pantaloncini corti. Non che io fossi un genio, ma queste pubblicazioni non le apprezzavo per nulla, proprio perchè notavo una enorme discrepanza rispetto alle verioni animate, poi, magari, mi facevo fregare dal gioco in scatola, ma almeno ero capace di discernere tra un bel fumetto Marvel della Editoriale Corno e queste ciofeche italiche.
La prima parte del cartonato:
"Capitan Harlock, le mie avventure a fumetti" (1979) - PRIMA PARTE
Avevamo lasciato il povero Tadashi alle prese con gli inganni di una mazoniana, che gli faceva credere di essere sua madre, come sarà finita quella storia?
Non ne ho la più pallida idea, la pagina successiva presenta una storia completamente differente... quella, appunto, a cui accennavo sopra, dove Mayu ha i mezzi per raggiungere Harlock come e dove vuole. Da notare il testo nel riquadro in alto a destra, in cui si preannuncia la continuazione della ricerca delle basi mazoniane da parte di Harlock nello spazio, per poi raccontare una storia ambientata sulla Terra... ok il pianeta Terra è anch'esso nello spazio, però io non l'avevo capita così... questo equivoco sul dove si svolga l'avventura è presente più volte. Il mecha di questi disegni, invece, è assai bello.
domenica 17 luglio 2016
"Mazinga Z alla riscossa" - Mattel 1980
Edit del 20 ottobre 2019:
Causa malfunzionamenti del sito (Picasa) dove avevo caricato le immagini di questo post, ho dovuto ricaricarle, però potrei averle inserite in un punto differente rispetto alla creazione del post. Non sempre è agevole ripercorrere i miei processi mentali ^_^
Guardando la confezione sorgono in me le seguenti domande esistenziali:
Perché tra il nome "Mazinga" e la "Z" c'è una coppia di virgolette? O_o
Perché "alla riscossa"? O_o
Infine, perché la corna di Mazinga Z sono quelle del Grande Mazinga? O_o
Le domande non finiscono qui, perché scoperchiando la confezione e guardando il tabellone di gioco ne nascono molte altre...
Cosa c'azzecca il Ministro Argos?
Lo si vede nei 92 episodi? (visto che il duca Gorgon appare nella 68esima puntata, ai tempi inedita)
Perché, dopo le corna, anche il missile centrale (aggiungerei anche le ginocchia) è quello del Grande Mazinga?
Ma soprattutto, perché mai Mazinga " Z è definito "l'invincibile difensore dell'universo?! O_o
Intanto non è per nulla "invincibile"... visto che alla fine viene ampiamente vinto, anzi, rottamato, non per nulla arriva "sappiamo noi chi" a salvare le chiappe a "sappiamo bene chi"... e poi come faceva a difendere addirittura l'universo se all'inizio manco volava... e non è mai uscito una volta dall'atmosfera terrestre? O_o
Non commento la qualità dei disegni, se non che potevano mettere immagini originali giapponesi, visto che avevano pagato tutti i diritti del caso.
Ma le domande non finiscono qui, perché nel regolamento i signori della Mattel, oltre ad aver preso immagini a caso per la plancia, dimostrano ampiamente di non conoscere i personaggi della serie, in quanto quello identificato come "Dottor Inferno" è sempre il povero Ministro Argos, che non credo avrebbe gradito...
Alla fine il gioco è il classico giro dell'oca, oltre al quale pare proprio che molti creativi Mattel, come le altre aziende concorrenti, non riuscissero ad andare.
Almeno non potevano risparmiarci le pedine a forma di birillo?
Evidentemente no, visto che sono identiche a quelle dei giochi di Goldrake e del Grande Mazinga, anche se quest'ultimo era edito dalla Mondadori. Ma fare quattro piccoli aliantini slittantini? T_T
Quante occasioni perse, quanti giochi che sarebbero potuti essere divertentissimi, ed invece si pensava solo a turlupinare dei poveri bambini rintronati dalla televisione T_T
Da questo punto di vista le cose oggi sono di certo migliorate, i giochi (o i libri/fumetti) che si ispirano a personaggi televisivi, sono molto più rispettosi dell'originale e dei clienti minorenni, e dei soldi dei loro genitori.
Le sigle originale e le BGM sono una delle poche cose che si salva della serie, specialmente questa opening ^_^
sabato 16 luglio 2016
Krull: a Marvel super special - 1983
Il colossal fantasy fantascientifico Krull subì il fato di alcuni suoi illustri predecessori come "The Black Hole" e Tron (di cui non ho ancora recuperato nulla degno di nota...), cioè fu un flop clamoroso... ma non furono solo un insuccesso al botteghino, cosa che reputo ininfluente se un film mi è piaciuto, tutti questi lungometraggi furono una vera delusione in fatto di storia e personaggi. Mentre Tron un po' è stato rivalutato per essere stato il primo film ambientato in una realtà virtuale, oltre ad essere il primo (o trai i primi) collegato ad un videogioco, gli altri due sono rimasti solo dei cult flop movie.
Un bravo blogger, come tutti i bravi blogger dovrebbero essere, avrebbe dovuto riguardarsi il film dopo 30 e passa anni, per fare una recensione da vero e bravo blogger... io ci ho provato... lo giuro... ho provato a vederlo due volte... ma mi sono sempre addormentato... ho fallito... T_T
Con questo non voglio dire che il film sia brutto, per esempio la colonna sonora è molto apprezzabile, fine.
La trama è noiosa, lo era nel 1983, lo è restata nel 2016. Inoltre i personaggi sono abbastanza stereotipati, giudizio che si potrebbe dare anche per "Guerre Stellari", se non fosse che quello è un capollavoro incontrestabile. Il protagonista di Krull è quel Ken Marshall del "Marco Polo" televisivo, che per un certo periodo imperversò anche su Topolino, ma questa è una storia che racconterò più avanti. Personalmente trovavo simpatico Ken Marshall, visto che il "Marco Polo" Rai mi era piaciuto, ergo non guardai il film prevenuto, anzi, eppure lui fa una figura abbastanza barbina. Non lo aiutiano gli altri personaggi, pari grado insipidi. Non lo aiutano gli effetti spaciali, che ancora una volta dimostrano che senza un pelino di trama ben fatta sono inutili. Non lo aiuta il cattivo di turno, un mostruso mostro chiamato Mostro (nomen omen) che non è paragonabile neppure ad un gomito di Dart Fener.
Il film si reggeva tutto sulle spalle del protagonista maschile, perchè la protagonista femminile era solo carina, ergo tutta l'impalcatura filmica collassò in un colossale fiasco, e Ken Marshall rimase sotto le macerie...
Non per nulla il colossal hollywoodiano incassò un terzo di quello che costò, 16 milioni di dollari contro 47 milioni spesi.
Come accennavo la colonna sonora si salva, almeno il tema iniziale, mi ricorda un po' quella dei film di Star Trek...
Contestualmente al film la Marvel, ben lontana dal suo futuro cinematografico, gli dedicava una speciale a fumetti, che conteneva alcune pagine con approfondimenti alla trama e che raccontavano qualche curiosità. Pubblicazioni che per gli americani erano, loro fortuna, consuete, mentre da noi erano un miraggio. Il fumetto direi che ripercorre precisamente la trama del film, ovviamente coi dialoghi in inglese, forse è un po' più veloce rispetto al film, direi per fortuna...
Un po' di spiegoni in inglese, a beneficio di chi potrà apprezzare queste perle di saggezza :]
mercoledì 13 luglio 2016
"Datemi una sigla...", di Antonio Bardagni - Music febbraio 1980
AVVISO DEL 2026:
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HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Non per nulla il sottotitolo dell'articolo era:
"... e pareggerò il bilancio. Lo slogan indica chiaramente le caratteristiche taumaturgiche di una sigla televisiva oggi. Ma non è sempre stato così...".
L'articolo nasceva per recensire l'uscita un album formato da tre LP con le sigle televisive più importanti dei precedenti 25 anni, che procedeva in ordine cronologico, da "Casa Cugat" (Pane amore e cha cha cha - canta Abbe Lane) del 1954, fino a "Stryx" (Tony De Vita e la sua orchestra") del 1978. In mezzo c'erano ben pochi titoli degni di nota per noi ex bambini del 1980: Sandokan; Odeon; Non Stop.
Zero cartoni animati, forse anche per una questione di diritti. Probabilmente inserirono tutte sigle per appassionati più "anziani", che si potevano permettere di comprare un cofanetto (si direbbe oggi) di tre LP. Con titoli che ormai nessuno richiedeva più (tranne qualche eccezione), mentre le sigle degli anime si vendevano da sole.
Quindi la parte più corposa dell'articolo recensisce questi LP, e li critica pure parecchio per le canzoni restate fuori, ma anche per gli errori materiali presenti nel dépliant allegato (booklet ,si direbbe oggi).
L'unica parte dell'articolo che cita le sigle degli anime è il riquadro dal titolo "Caccia alla sigla", in cui si accenna al successo di Heidi, Furia, "Happy Days" e Remi, ma non è mai nominato proprio Goldrake, il protagonista della copertina!!!
Fa fin sorridere che in questi due trafiletti, riferendosi alla sigla di Happy Days", si scriva:
"Tipico caso dell'americano Happy Days" che trionfava sul 1° canale mentre sull'altro c'era un cartone animato con sigla della Fonit Cetra".
Ma non poteva chiamarlo "Atlas Ufo Robot"?! O_o
Come si fa a mettere in copertina un personaggio, e poi a non trattarlo mai nell'articolo? T_T
Magari in qualche altro numero di questa testata, che fino ad ora io non ho rinvenuto, pur avendone sfogliati tanti, ci sarà un articolo sulle sigle dei "cartoni animati giapponesi", ma in questo c'è poca carne al fuoco. Un vero peccato, un paio di pagine in più, visto i milioni di copie di dischi che queste siglette da bambini vendevano, sarebbero state logiche e sensate.
martedì 12 luglio 2016
Le immagini del mio blog si erano spostate più a sinistra del PD...
Tra i tanti temi in cui primeggio in inioranzza c'è anche quello computeristico/informatico, ergo questo post ha il solo scopo di tornare utile a qualche povero/a malcapitato/a a cui di punto in bianco le immagini si siano spostate tutte a sinistra... T_T
Domenica le imagini erano al loro posto, belle centrate, come sempre, tranne che nei primi post di vita di questo blog. Infatti al mio esordio da blogger mi era sembrata carina l'idea di alternare, in onore alla par condicio, immagini a sinistra, al centro e a destra, ma poi la pigrizia aveva preso il sopravvento. Perchè complicare una cosa semplice?
Nella notte tra domenica e lunedì ci ha pensato Blogspot a complicarmela...
Infatti lunedì mattina, ancor prima che postassi l'album di Heidi (lo preciso in modo che la pastorella svizzera sia sollevata da ogni responsabilità), notavo che tutte le immagini erano a sinistra >_<
Perchè?!
Ma soprattutto, peeeerchè?! T_T
Inoltre tutti gli spazi tra le immagini, che in questo blog sono solo quei 2 o 3 miliardi(...), si erano anche allargati...
Partono subito le solite varie imprecazioni, che alla fine non riescono a ristabilire la centrature delle immagini.
Ci tengo a precisare che non avevo effettuato nessunissima modifica alle impostazioni del blog, e neppure eseguito qualsivoglia aggiornamento.
La cosa singolare era che nella pagina di editing (spero che il termine sia corretto) di qualsiasi post, le immagini risultavano centrate!!!
Tralasciando il fatto che mai e poi mai mi sarei messo a rimettere al centro manualmente e signolarmente tutte le immagini del blog, cliccandoci sopra, l'immagine non era spostabile al centro, perchè risultava già in quella posizione.


































