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martedì 24 febbraio 2026

Bambini e TV - Sevizio Opinioni Rai (maggio 1989) - Parte 1 di 3




A gennaio 2019 (2019!) avevo postato in due parti lo studio Mesomark/Servizio Opinioni Rai su bambini e televisione, di certo il documento più importante del periodo, in quanto venne pubblicato e dibattuto in pieno tsunami mediatico contro i cartoni animati giapponesi:



L'indagine sulla fruizione dei programmi televisivi da parte dei bambini venne ripetuta nel primo semestre 1988, e pubblicata nel maggio 1989 (i dati necessitavano di tempo per essere elaborati), cioè quello che posto in questa e nelle prossime occasioni (penso in tre parti).
Io ero già grande, tanto che ero in procinto di partire per il militare. Continuavo a guardare/registrare animazione giapponese, ovviamente quel poco di non infantile che veniva trasmesso.
Il seguente studio, ovviamente, si concentra sui programmi per bambini del primo semestre 1988, quindi io ero parecchio fuori target e non posso integrare lo scritto con miei ricordi inerenti le trasmissioni citate.
Resta che le informazioni ivi mostrate possono essere interessanti per chi era bambino/ragazzino all'epoca, ma anche per confrontarle con il volume del 1980 linkato ad inizio post.
La copertina suggerisce già qualcosa, gli anime restavano rappresentati solo da Heidi, anche se il disegno in basso al centro potrebbe anch'esso essere un personaggio dei cartoni animati giapponesi, benché non sia in grado di riconoscerlo, non mi pare Anna dai capelli rossi.
Dopo il quinquennio 1978/1983, dove gli anime l'avevano fatto da padrone nella programmazione televisiva per bambini/ragazzi, torna prepotente il made in Usa, con Topolino, Arnold e i Transformers.
Pur conscio che Transformers erano di matrice nipponica, la percezione che si aveva ai tempi li collocava sul versante statunitense, o almeno era la mia percezione che li vedevo facendo zapping.
Per l'Europa in copertina abbiamo i Puffi...




Per questa prima parte ho scannerizzato fino a pagina 78, cioè prima che inizi il paragrafo dal titolo "La scelta delle reti televisive".
Alcune scan risultano storte, ma son proprio le pagine del mio volume.



La ricerca fu svolta dalla stessa "Mesomark" del 1980, ma anche il conculente scientifico fu il medesimo, il professor Renzo Carli.
Purtroppo non sono riuscito ancora a recuperare la ricerca del 1985.
Ovviamente non mi permetterò di sindacare le valutazione scientifiche dello studio, al massimo qualche curiosità.




L'età massima dei bambini/e intervistati era di 10 anni.


Finito il periodo degli "spaghetti manga" e della "Marvel Editoriale Corno", i bambini/e erano tornati tra le grinfie del solo Topolino... basta consultare la tabella qui sotto.


Nella ricerca fanno capolino videogiochi, computer e il videoregistratore, quest'ultimo cambia tutta la fruizione dei programmi, mandando forse un po' a ramengo tutte le loro statistiche.
Qui sotto le tabelle.



Nel 1988 il 42% del campione aveva in casa il videoregistratore. Io lo avevo dal 1986, ma ero già grandicello  :]
E dalla tabella qui sotto risulta che il videoregistratore era usato dai bambini, mandando a ramengo tutte le statistiche di fruizione della tv   ^_^


Qui a posteriori bisogna fare una considerazione sul fatto che quando ero bambino io il il film la sera iniziava alla 20:30/20:45.
Oggi alla 21.30... è ovvio che la Fininvest, che man mano ha spostato il prime-time fino a quello di oggi, già nel 1988 stava già attuando questa strategia, che in pratica ha spinto i bambini a restare alzati ad un orario più tardo rispetto a quando ero bambino io.


Quando, però, si entra nello specifico dei titoli, gli anime opponevano una fiera resistenza  :]
Passati di moda gli cartoni animati giapponesi robotici classici, restavano quelli shojo e gli sportivi.




Ma poi, quando, di nuovo, si entra nel dettaglio, qualche robotici sopravvive!
Immagino che quel "Mazinga 2" fosse un refuso, ma di cosa?
Non penso di "Mazinga Z", forse del Grande Mazinga?

 

1 commento:

  1. Considerare i Transformers come americani NON è sbagliato: la prima serie animata fu voluta e finanziata dagli americani di Hasbro, che assunsero sceneggiatori dell'altrettanto americana Marvel per scrivere le basi della trama (della serie TV e anche, in parallelo, dei fumetti Marvel), le personalità dei personaggi principali, i loro nomi, le biografie da mettere sulle confezioni dei giocattoli, ecc... I modelli dei giocattoli erano originariamente giapponesi, ma tutta la parte "di fiction" fu americana.

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