TITOLO: Lady Oscar. Immaginario femminista e libertà femminile
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: settenove
PAGINE: 133
COSTO: 16
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm X 13 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788890860591
PAGINE: 133
COSTO: 16
ANNO: 2025
FORMATO: 21 cm X 13 cm
REPERIBILITA': disponibile online
CODICE ISBN: 9788890860591
Solita premessa a scanso di equivoci :]
Il libro l'ho comprato online, senza poterlo sfogliare, ma se in un titolo c'è "Lady Oscar", l'acquisto per me è obbligato.
Non ho nulla contro il femminismo, anzi, penso che le donne si stanno facendo mettere i piedi in testa come sempre e fin troppo, di questo passo finirà come negli Usa... quello che forse un po' le può tutelare rispetto alle donne statunitensi, è la tanto vituperata "Unione Europea", con tutte le norme che nei decenni si son sommate a tutela di tanti diritti che si pensavano acquisiti.
Detto ciò, io non sono il target corretto per questo libro, quindi l'ho letto dal punto di vista di un maschietto che è anche un grande fan di Madamigella Oscar, le critiche che muoverò, sono solo ed esclusivamente alle parti, invero pochine, in cui ci si addentra nell'anime.
L'anime è così poco trattato che non inserirò neppure la "tag" "Saggistica Anime".
Lo scritto nasce come omaggio alla filosofa Monia Andreani, nel particolare prende spunto da una conferenza tenuta nel 2017 in cui trattò l'anime di "Lady Oscar".
Il video lo avevo già visto qualche anno addietro, lo si può apprezzare al link qui sotto:
Viene riportato il suo intervento integrale a cui fanno seguito quattro contributi di approfondimento.
Monia Andreani era quasi mia coetanea, un pelino più giovane, che a quell'età cambia anche molto.
Ognuna delle persone che vide "Lady Oscar" nel 1982, ma anche dopo, seppur specialmente nel 1982, ha tratto dalla storia qualcosa di diverso dagli altri.
Tutte le valutazioni sulla figura di Osar sono legittime, e a me l'opinione di Monia Andreani è piaciuta, resta che Oscar amò due uomini, Fersen ed Andrè, mai una donna.
Nella trascrizione della conferenza del 2017 si afferma che Osca amava la Regina Maria Antonietta, e che in una parte dell'anime divise questo amore con Fersen.
Ma cosa si intende per "amore"?
Se vuol dire "affetto", "amicizia", "rispetto" etc., concordo pienamente, se si volesse, invece, spostare il tutto su un piano più intimo, mi trovo in disaccordo, per quel che conta ^_^
Oscar nell'anime, quello che vedemmo nel 1982, desidera solo due persone, e sono due uomini.
Si afferma che Rosalie sia "chiaramente innamorata" di Oscar, per me ne era invaghita, affascinata, un classico delle trame shojo dei manga, che noi non nel 1982 potevamo conoscere, ovviamente.
Solo invaghita "alla giapponese", tanto che poi convolerà a nozze con Bernard.
Lo scritto di Monia Andreani termina con una domanda:
"Ma oggi cosa farebbe Lady Oscar?"
Bella domanda... non so cosa farebbe, ma sono abbastanza certo che oggi non la seguirebbe quasi nessuna/o, non è più tempo di ideali...
Il primo contributo di commento al pensiero di Monia Andreani è di Francesca Palazzi Arduini, inizia con la stessa domanda con cui lei concluse la conferenza del 2017.
Lo scritto porta avanti ragionamenti che, in quanto maschietto, non posso del tutto capire. Io in Oscar vedevo una giovane donna, più grande di me alla fine della serie, ma quasi mia coetanea all'inizio.
Capisco che ognuno ci veda qualcosa di differente in base alla propria sensibilità, quindi ha poco senso che io commenti qualcosa, senza contare che sono ignorante delle tematiche trattate.
Non posso certo permettermi di spiegare ad altre "l'immaginario lesbico".
Resta che io, anche dopo aver letto questo primo contributo di analisi, non ho capito cosa farebbe oggi Lady Oscar.
Il successivo scritto è un breve riassunto storico del manga shojo nato dal maschilismo nipponico.
Da poco ho recensito "Nippop", se lo avessi letto nel 2023, data della sua pubblicazione, forse non vi avrei fatto caso, ma avendolo terminato da poco, mi è saltato subito all'occhio che sono riproposte parte presenti nel capitolo "Niji: l'arcobaleno del Giappone"... in generale mi scoccia pagare due volte per la medesima cosa, specialmente se non trovo l'avviso che parte del materiale è il medesimo di uno scritto precedente...
Il contributo di Fatima Farina e Alessandra Vincenti l'ho trovato anche interessante, stante la mia ignoranza in materia. Dato che l'anime di "Lady Oscar" non è trattato, mi taccio.
L'ultimo scritto è uno scambio di mail su "Lady Oscar" tra Fatima Farina e Anita Redzepi.
Entrambe scrivono che, per motivi generazionali, non hanno mai seguito più di tanto la serie... e quindi ne so più io che sono un maschietto ultra 50enne?
Cosa ne traggo dal loro scambio di vedute?
Non lo so.
Ribadisco il concetto sopra esposto, io sono fuori target, ma nel libro si parla poco di "Lady Oscar", questo è solo un avviso a chi lo comprerebbe per lo stesso motivo che ha spinto me :]



Io qundo sento la parola femminismo mi irrito. Perchè siamo passati da sacrosanto diritti delle donne a una prevaricazione femminile in tutti gli aspetti della società attuale a quella che ha da venire, solamente perchè "hanno la patata" (cit. ). Da un estremo all'altro insomma. Quindi che vadano a quel paese le femministe oche giulive ;D
RispondiEliminaNon concordo molto :]
EliminaFormalmente hanno riconquistato parzialmente la parità (poi negli stipendi son sempre sotto, parlo di lavori non da dipendente), ma nella realtà non mi pare proprio sia così.
Il discorso porterebbe troppo lontano, infatti avevo fatto la premessa nella recensione, limitandomi alle parti del libro su Lady Oscar, pochine ;)
Si su questo posso essere d'accordo. Infatti magari mi sono espresso male, più che altro intendevo una certa mentalità imperanti di questi tempi pericolosa, tipo il "consenso minuto per minuto" della Boldrini, oppure certe teorie astruse contro il patriarcato, che vanno a braccetto con la cancel culture, etc etc , tutte "puttanate ", scusa il termine, sinistroidi (e qui si vede la degenerazione della sinistra che ormai è palese)... ma davero il discorso ci porterebbe lontano e cmq il tuo blog è tutt'altro fortunatamente. ;)
EliminaHo sempre odiato Lady Oscar (scusa) ma malgrado tutto la vedevo perché mia sorella era una fan.
RispondiEliminaAl di là degli invaghimenti tra donzelle che tra l'altro nella corte di Maria Antonietta non erano poi così insoliti, l'ho sempre vista come la classica storia di una che non capisce un tubo, persa dietro il bellimbusto Fersen mentre del povero Andre se ne accorge troppo tardi, e quando succede lo sfortunato plebeo ci rimette la pelle.
Un cliché narrativo oggi molto utilizzato dalle storie scritte con l'intelligenza artificiale che trovi su youtube. :D
Comunque un ricordo divertente è la sigla, quando diceva "Il buon padre voleva un maschietto ma ahimé sei nata tu / Nella culla ti han messo un fioretto Lady dal fiocco blu!". Lì, io dicevo sempre "Buon padre una sega! L'ha costretta a sembrare un uomo." e mia sorella si arrabbiava ! :D
E tua sorella te l'ha perdonata? ^_^
EliminaAlla fine ha capito il mio punto di vista, ammettendo che non avevo tutti i torti... Del resto anche Lenin ammetteva l'importanza della dialettica nella costruzione del mito.
RispondiEliminaQuindi una sorella leninista? ^_^
EliminaNo, l'ho messo solo come paragone.
EliminaMia sorella era Ayuarista. Entrò in una squadra di pallavolo perché era una fan di Mimì. Era anche bravina.
Pensa se avesse seguito il calcio, sarebbe divenuta una shingotamaista come me ^_^
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