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domenica 26 gennaio 2014

Giochi e giocattoli degli anni 70


TITOLO: Giochi e giocattoli degli anni 70
AUTORE: Maurizio Gennari
CASA EDITRICE: autoprodotto dall'autore
PAGINE: 259
COSTO: 18€
ANNO: 2013 (questa edizione)
FORMATO: 17 cm x 11 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788891035554

Nella prefazione l'autore specifica che il libro non ha nessuna pretesa di essere una enciclopedia del giocattolo, contiene, nella sua quasi totalità, i giochi a cui era affezionato. Io l'ho inserito con l'etichetta "Saggistica collezionismo", in realtà non e una pubblicazione a cattere saggistico, ma solamente nostalgico (sempre nel senso buono del termine).
Personalmente mi ritrovo, vista l'età, in gran parte delle schede sui giocattoli inserite dall'autore (dei 9 giocattoli in copertina ne avevo 6), meno in quelle dei giochi (nonostante mi pare di capire si sia entrambi di Milano), che variavano molto da zona e zona di abitazione. Forse, è una opinione personale, si sarebbe dovuto tralasciare il capitolo giochi, per concentrare il libro sui giocattoli.
Per quanto riguarda l'anno di pubblicazione ipotizzo che la prima edizione sia antecedente al 2010, visto che all'interno si annunciano nuove edizioni di vecchi giocattoli per il 2010 e il 2011, e siamo nel 2014 (forse nelle nuove edizioni si potrebbero correggere questi refusi superati dal tempo).
La lettura del libro scorre via velocemente e piacevolmente, una successione di "io questo ce l'avevo!", che poi in parte è anche il senso di questo mio blog ( Giochi in scatola ; Giocattoli ; Catalogo giocattoli ).

Il costo non è basso, immagino sia dovuto anche all'autoproduzione del libro, però mi aspettavo un formato maggiore, magari con immagini a colori. Mentre le immagini sono in bianco e nero, e non sempre di buona qualità, forse a causa anche del mini formato 17 cm x 11 cm.
Grazie al libro ho anche scoperto alcune cose che non sapevo. 
Tipo che... 
...il Dolce Forno cuoceva le vivande grazie a due lampadine da 100w!
...che esisteva una Skipper (la sorellina di Barbie) che poteva crescere in altezza e aumentare il seno!
...che la Bburrago se la sono comprati i cinesi e che la Lima e la Rivarossa se la sono comprata gli inglesi(...).
In questi frangenti tendo a spaventarmi della mia nerdaggine, visto che riesco a notare errorucci (che tutti commettiamo) anche in libri assolutamente non presuntuosi come questo.
Nella scheda del mitico Ufo Solar (che in futuro recensirò, avendone uno confezionato) si può leggere che non ebbe molto successo, ma sul web (fonte) ho trovato la notizia che ne vennero venduti più di mezzo milioni di esemplari! 
Riguardo ai piloti dei robottoni giapponesi (pag 149) si afferma che tutti erano umani... Actarus; Marin del Baldios; il trio Kappei, Uchuta e Keiko dello Zambot 3; Kento del Daltanious; Takeshi del Diapolon; e mi fermo qui, erano tutti alieni.
Riguardo la somiglianza tra Jeeg e i Micronauti (pag 117) si afferma che il cavallo di Jeeg si chiamava "Modulo 300H", mentre era il "Modulo H 305 Antares" (Encirobot. docet).

Di seguito l'indice del libro:









La quarta di copertina.



5 commenti:

  1. Ciao Stengo, rispondo solo ora, perchè non mi ero accorto della recensione. Ci terrei però a rettificare alcune inesattezze riguardo al libro.
    Prima di tutto il libro non è solo in B/N, ma da quando è nato è sempre stato a colori. Casomai la versione in B/N è nata dopo ed è stata creata apposta per la vendita tramite la Feltrinelli. Questo perchè con loro la versione a colori sarebbe costata uno sproposito. La versione a colori, quella più conosciuta e che è in vendita sul sito ilmiolibro.it ha un costo relativamente alto, che è dato per il 90% proprio dalla stampa a colori. Ma ti assicuro che non ho ancora trovato dei siti che possano competere con quei prezzi. I preventivi da altri siti di autopubblicazione per lo stesso formato, numero di pagine e tipo di stampa sono largamente al di sopra del prezzo che offre ilmiolibro.it.
    Riguardo all'Ufo Solar ho scritto che non ebbe successo, non per le quantità vendute, ma perchè dopo un iniziale entusiasmo e contagio di massa per questo nuovo gioco, l'interesse svanì ben presto, tanto che non se ne videro più in giro già dopo poco tempo. E questo te lo assicuro perchè c'ero e mi ricordo perfettamente.
    Infine, nel capitolo dei robot ho scritto che erano comandati da umani nella difesa della Terra e mi pare che Watta (TRIDER g7), Aran Banjo (Daitarn 3) siano umani, e anche Hiroshi, che non guida un robot, ma si trasforma lui stesso in un robot (Jeeg) è umano. Actarus e gli altri, anche se sono alieni, vengono rappresentati con uno spiccato lato umano, che ci fa dimenticare la loro provenienza. In quei cartoni infatti sono presenti tematiche e sentimenti umani che i cartoni del giorno d'oggi non hanno. E questo riguarda sia i cartoni dei robot, che quelli classici, sempre di origine nipponica.
    Spero di aver dato una spiegazione abbastanza esauriente perchè mi sembrava doveroso verso chi vorrebbe acquistare il libro.
    Un caro saluto e buona serata.
    Ciao
    Maurizio

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    1. Ovviamente non sapevo di una precedente edizione a colori, ho commentato ciò che ho visto e comprato.
      Dalle mie parti l'Ufo Solar durò abbastanza, ogni tanto risaltava fuori, specialmente col bel tempo.
      Scusami, purtroppo finirò col fare la figura del pignolo, ma io non so cosa tu indevi, so ciò che c'è scritto nel libro, pagina 149:
      "Tutti questi robot erano comandati da umani impegnati nella difesa della Terra..etc"
      Se scrivi che "Tutti questi robot erano comandati da umani" vuol dire che nessun robot dei buoni era comandato da alieni, e che erano tutti umani, non che avevano fattezze da umani, altrimenti avresti dovuto scrivere "avevano sembianze umane anche se alcuni di loro erano alieni".
      In Daikengo la Terra non è neppure menzionata.
      Poi ci sono Daltanious, Ufo Diapolon, Goldrake, Groizer X, Zambot 3 e Astrorobot in cui i piloti sono aliene, o in parte alieni.
      Ergo "Tutti questi robot erano comandati SOLO da umani".
      Scusa ancora per la pignoleria ^_^

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    2. Aggiungiamo Marin del Baldios, che era considerato un alieno, pur essendo, invece, un terrestre del futuro, ma nessuno lo sapeva, neppure lui.

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  2. Quello che mi interessava era far sapere ai possibili acquirenti, che il libro e' sempre stato disponibile nelle due versioni, a colori e in bianco e nero, e che quando si accede alla pagina per l'acquisto vengono sempre specificati sia il formato che la versione. Riguardo al resto, hai ragione, sono pignolerie inutili che non ho nemmeno voglia di prendere nuovamente in considerazione, dato che il mio non e' un trattato sui robot, ma piu' una sorta di diario della memoria.
    Ciao
    Maurizio

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    1. Offeso? Me ne dolgo.
      Avresti ragione ad esserlo se io avessi scritto qualcosa di errato, nel caso me me scuserei.
      Forse potevi rispondere in altro modo, tipo:
      "Si, forse non sono stato tanto preciso su alcuni particolari, magari nelle prossime edizioni del libro aggiusterò qualcosa".
      Se pensi di rendere più interessante il tuo libro replicando in modo così piccatto secondo me sbagli, ma di certo sono considerazioni inutilmente pignole, in fondo "tutti i piloti di robot sono umani" ^_^
      Ciao anche a te

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