AVVISO DEL 2026:
QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Seconda parte dell'inchiesta giornalistica di Daniel Jarach ( PRIMA PARTE ), che metteva a confronto l'animazione nipponica con quella statunitense, errore di base. Un'inchiesta che nella sua prima parte non è particolarmente "disinformativa" o scandalistica, tranne per i titoli alla "Studio Aperto", mentre il contenuto resta abbastanza valido. Fanno eccezione l'annosa questione dell'uso del computer, un super-computer che l'inviato de "La Domenica del Corriere" riesce fin a vedere, e l'aver voluto paragonare gli anime televisivi fatti in mezza animazione con i lungometraggi Disney in full-animation.
Entrambe le questioni si ripropongono in questi due ultimi articoli, viene addirittura mostrato uno di questi mega-computer usati per gli anime(!), infine l'ultimo articolo viene scritto dopo una visita alla Disney negli Stati Uniti. Dove, di nuovo, il giornalista chiede direttamente al disegnatore della Disney se loro usano il computer come i giapponesi, visto che ormai questa favola era diventato un fatto incontestabile. Comunque anche l'articolo sulla Disney è interessante, in quanto riporta un periodo della casa produttrice di Topolino in cui l'animazione era stata quasi soppiantata dai film dal vivo, e non super produzioni con effetti speciali come quelle di oggi, ma filmetti tipo "The devil and Max Devlin" ( "Il diavolo e Max" ) e Condorman...
Nel precedente post venivano proposte numerose serie animate in anteprima, ed un articolo intero viene ora dedicato ad un gatto robotico alieno che in Giappone era famosissimo, più di Hirohito, secondo il giornalista italiano, mentre in Italia sarebbe giunto in tv solo nel 1982 nella trasmissione della Rete 2 di Fabrizio Frizzi (quando era simpatico) "Tandem": "Doraemon".
Che l'anime di Doraemon potesse avere successo in Giappone era abbastanza prevedibile, visto che il manga spopolava fin dal 1969. Nel saggio "Storia del fumetto giapponese, primo volume dall’era Meiji agli anni ‘70 " Maria Teresa Orsi riporta che nel 1979 erano stati venduti 14 milioni di volumi singoli!
Da notare che era riportato quasi correttamente, cosa non scontata, anche il nome della casa produttrice nipponica: Shinei Doga.
Penso che il film a cui si riferisse il presidente Daikichiro Kusube fosse "Doraemon esplora lo spazio", del 1981.
Sul fatto che Daikichiro Kusube fosse il presidente della Shinei Doga (più correttamente "Shin-Ei Animation") ho trovato questa fonte che pare confermarlo, considerando la mia scarsità nella comprensione dell'inglese:
http://www.pelleas.net/aniTOP/index.php/a_production

































