Prima di Heidi e Goldrake, ma anche di "Vichy il vichingo" e i Barbapapà, il mio imprinting con l'animazione giapponese avvenne al cinema. Ovviamente non sapevo da che nazione venissero quei cartoni animati, e neppure saprei specificare l'anno, ma "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" lo vidi sul grande schermo, e poi lo rividi infinite volte sulle piccole tv private (specialmente nei palinsesti natalizi). In questo film si possono ritrovare tutti i motivi del futuro successo delle serie animate che imperverseranno sulle tv nostrane in seguito: sfrenata fantasia e gag esilaranti in una storia anche cruda, in cui i decessi, spesso sottintesi, ma non sempre, non mancavano di certo, senza contare trattamenti crudeli subiti dai protagonisti.
Il messaggio per il bambino poteva essere che entrare a far parte del mondo degli adulti, animali antropomorfi o meno che fossero, non era una cosa agevole/gradevole.
Devo dire che, se talune scene venissero prese fuori dal contesto del film, ci sarebbe quasi da avere i brividi, considerando che è un film dedicato espressamente ai bambini: omicidi (anche di massa...), rapimenti, schiavismo, percosse, torture.
Il campionario di tutto il peggio che la nostra (dis)umanità può offrire, però poi ci sono loro, Jim e Kathy (che assieme al bimbo Baboo sono gli unici tre umani del film), che ci danno la speranza di un lieto fine.
Un'altra caratteristiche di questi primi assaggi dell'animazione nipponica erano le musiche, non semplici siglette per bambini, ma musiche da film. In particolare ne "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" ci sono due canzoni in italiano, la prima allegrissima, la seconda più posata e romantica, ma entrambe utilizzarono la base musicale giapponese.
Una nota particolare di merito va fatta per il nostro doppiaggio. Forse in alcuni punti ci sono dei piccoli errori di adattamento sui nomi (come il capitano Silver diventato Uncino), ed in altri casi sono state inserite frasi in punti che non le prevedevano (tipo quando Barone mangia lo scarpone-bistecca), pare che i nostri adattatori non contemplassero le scene in cui i personaggi nipponici stavano in silenzio (Heidi docet), ma il sincro delle parole è fenomenale. In alcuni momenti pare quasi che il cartone sia italiano, tanto il movimento della bocca e le parole italiane sono in armonia. E poi c'è, a mio avviso, l'idea eccezionale, utilizzata spesso ai tempi (basta ricordarsi della fenomenale parlata partenopea di Napo Orso Capo) dell'accento pugliese affibbiato al lupo Barone. Oggi una scelta di questo tipo farebbe inorridire tutti i fan degli anime, e forse io stesso mi schiererei con loro, ma la simpatia di Barone (che sul web ho letto fu doppiato da Michele Gammino) è uno dei motivi della bellezza di questo film. Certo, Barone si comporta per quasi tutti il film in maniera abbastanza abbietta, ma puoi considerare cattivo uno che come prima frase dice:
"Fermati immobbbile, se no ti affondiEmo!" ^_^
In tema di doppiatori va menzionato Carlo Romano, che doppia il maiale capitano Uncino, il suo "Cialtroni!" è qualcosa di unico. Romano lo si risentirà anche in altri lungometraggi Toei del periodo.
Altro imprinting inconsapevole fu quello con Hayao Miyazaki, che partecipò alla realizzazione di questo film. Non ricordo più dove l'ho letto, direi in qualche mio libro, ma la scena finale dell'inseguimento sul costone della montagna dove è custudito il tesoro fu opera di Miyazaki. Direi che, se la mia memoria non mi inganna, è proprio una scena alla Miyazaki.
Per chi volesse leggere notizie sia su questo film che su tutti gli altri del periodo della Toei consiglio il saggio di Mario Rumor "
Toei Animation, i primi passi del cinema animato giapponese", da cui ho preso la scheda del film che posto qui sotto.
Questa mia recensione ha lo scopo di esprimere tutto ciò che ho apprezzato, e mi ha colpito riguardandolo da adulto(?), in questo film. Non è mia intenzione fare la storia del film o dei suoi autori, mi limiterò, tramite i fermo immagine di alcune scene (direi parecchie scene...), a scrivere una recensione ragionata.
La prima scena vede la città immersa nella notte, ed un campanile battere le ore, dei tipi (maiali) sospetti si aggirano per le vie...