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lunedì 3 luglio 2017

"Julie rosa di bosco" (1979) - Puntate 11 e 12


Le due precedenti coinvolgenti puntate avevano visto come protagonista assoluto lo zio Karl ed i suoi problemi di lavoro, un argomento interessantissimo per una bambina italiana o giapponese, che si erano conclusi con la sua promozione a direttore di una nuova (nel senso che il padre di Alan la costruisce da zero) fabbrica del vetro, che produrrà solo articoli di qualità. Infatti nella dodicesima puntata si vedranno pochi secondi in cui lo zio Karl sta soprintendendo alla costruzione della nuova fabbrica, si vede che è anche architetto ed injegneeeer   >_<
Quindi in queste due puntate lo zio Karl non ci scasserà i maroni coi suoi problemi di lavoro, dato che ognuno/a di noi ne ha già abbastanza con i propri...
Il tema dell'11esima puntata sarà l'amore, mentre la 12esima verterà sulla nostalgia e la musica.
Ma prima di addentrarsi in queste due nuove puntate, non ci si può esimere dall'incipit video della serie, un'introduzione tanto deprimente quanto inverosimile  ^_^
Perché si dovrebbe bombardare un gregge di pecore ed un covone di fieno?


          

Il titolo della puntata non lascia molti dubbi sul suo contenuto, anche se, considerando i precedenti, potrebbe essere incentrato sul valzer...


Nella puntata precedente avevamo assistito allo spuntare notturno di una primula, nel momento in cui Julie aveva deciso di dare la libertà al suo scoiattolino Pepe, in inverno... sotto la neve... di sera... senza che l'animaletto avesse una tana, del cibo e, soprattutto, fosse in letargo!!!
Però lo spuntar di quella primula (notturna...) poteva aver lasciato il dubbio che si fosse già in primavera, invece...

sabato 1 luglio 2017

Shooting Star, sociologia mediatica e filosofica politica di Atlas Ufo Robot


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


TITOLO: Shooting Star, sociologia mediatica e filosofica politica di Atlas Ufo Robot
AUTORE:
Marco Pellitteri e Francesco Giacomantonio
CASA EDITRICE:
Fondazione Mario Luzi Editore
PAGINE: 246
COSTO: 24,9 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA':
Ancora reperibile a Milano  
CODICE ISBN: 9788867480944

Prima di addentrarmi nei meandri di questo saggio scritto a due mani su Goldrake, mi porrò una semplice domanda su quali siano i meccanismi che portano alla pubblicazione di un libro.
Perché un saggio che fu presentato in varie manifestazioni fin dal settembre del 2015 (Sbam Comics), finisce per essere pubblicato nella primavera del 2017?
Il fatto che gli autori partecipassero a conferenze di presentazione mi permette di ipotizzare, basandomi sulla logica (e su quello che Pellitteri annunciava nei commenti in questo blog), che avessero terminato la stesura del saggio, ergo perché è uscito 19 mesi dopo?
Tra l'altro un ritardo che deve avere comportato un aggravio dei costi, visto che si è passati dai 20 euro ai quasi 25 eruo, cioè il 20% in più, basandomi sempre su ciò che era riportato sul sito di cui sopra.
Mentre sul sito della casa editrice si può leggere questo consiglio riguardo l'importanza della scelta dell'editore (il neretto è del sito):

Consigli e suggerimenti su come pubblicare un libro

La scelta di un editore a cui affidare la pubblicazione dei propri testi è un fatto cruciale che incide significativamente sul buon esito della intera operazione culturale.

La pubblicazione di un volume, ed il modo con cui si procede alla sua realizzazione e diffusione materiale, non va mai considerato superficialmente come un fatto trascurabile o secondario.

Molte e molto diverse fra loro sono, infatti, le modalità di pubblicazione che un editore può decidere di proporre ad i suoi autori.

Tuttavia la qualità di un lavoro editoriale è determinata sempre dai medesimi fattori, ovvero dal buon esito e corretta esecuzione delle relative fasi del ciclo produttivo: la progettazione - nella quale rientra lo studio e la revisione totale dell'opera (l'espletamento dell'editing, la predisposizione di un apparato critico, delle note al testo e della bibliografia, eventuali integrazioni), l'impostazione grafica e creativa -, la produzione e l'ultima fase corrispondente alla diffusione, promozione e circolazione della stessa.

Un buon libro non può vivere senza il pieno supporto di questi fondamentali momenti.

Il lavoro di un editore deve pertanto corrispondere ad un approccio estremamente serio e rigoroso, altamente qualificato e professionale nella complessiva gestione delle metodologie e dinamiche di lavoro.

Non bisogna mai dimenticare che il libro è uno strumento culturale e comunicativo per eccellenza e che scelte errate possono perfino nuocere gravemente al lavoro dell'autore, ovvero alla sua credibilità sul piano culturale e scientifico.

Prima di pubblicare le proprie opere è sempre consigliabile fare una attenta ricognizione dei requisiti posseduti dell'editore prescelto.

Non credo si comportino diversamente dalla mission enunciata dal sito.
Quindi, l'unica spiegazione che mi son dato, è che non ci sono spiegazioni...
E' stato un vero peccato non poter leggere il saggio di Pellitteri/Giacomantonio nell'autunno del 2015, o almeno in un mese a caso del 2016, perché l'ho trovato molto interessante.
In particolare Pellitteri ha intervistato due mostri sacri dell'animazione robotica e non di quegli anni, Tomoharu Katsumata ed il mitico Shunsuke Kikuchi, quest'ultima una testimonianza più unica che rara.
Mentre l'analisi di Giacomantonio verte su argomenti filosofico politici che sono abbastanza rari, e, pur essendo giocoforza un po' complessi, sono esposti in maniera comprensibile.
Procedo alla classica mia recensione per argomenti dei capitoli, precisando il saggio è diviso in due parti, la prima curata da Pellitteri, la seconda da Giacomantonio.

giovedì 29 giugno 2017

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 29 Kirinia



Quando l'edicolante mi ha dato questa 29esima uscita speciale ammetto che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla grandezza della scatola, ed anche dalla conseguente ampiezza del modellino, che è venuto fuori proprio bene.
Kirinia è un bel mostro guerriero, personalmente mi è sempre piaciuto, e forse questo mio giudizio positivo influenza un po' la valutazione del modellino.
La posa del pegaso infernale è parzialmente imbizzarrita, la colorazione è fedele all'originale animato, e non sono presenti sbavature (comunque non oltre la media), direi che il pezzo della GNRC abbia anche migliorato qualche imperfezione del cartone, tipo la testa un po' piccola.
Una volta tanto posso dire che sono soddisfatto  :]
Con Kirinia si completa il duo dei mostri guerrieri della 17esima puntata, l'altro era Barabeus, benché in due non abbiamo in nessun momento della puntata combattuto assieme, anzi, all'inizio si sono pure scontrati... ma ci torno più sotto.
L'episodio in questione fa parte di quelle (iniziate con Goldrake) in cui ci venivano mostrate le tipiche usanze giapponesi, in questo caso inerenti la festività di capodanno, con la tradizionale preparazione del mochi.




Il bel Kirinia dalle solite svariate e consuete angolazioni.

domenica 25 giugno 2017

"Ottanta nostalgia" - mostra al museo del fumetto Wow - Milano fino al 1 ottobre 2017


Il 20 di maggio il museo del fumetto Wow di Milano ha aperto una mostra specifica sugli anni 80, con qualche anticipo della fine degli anni 70.
Non c'è dubbio che gli spazi espositivi, seppur non enormi, coprano ampiamente tutto l'immaginario di quel decennio, dai film, musica e programmi tv (compresi ovviamente i cartoni animati giapponesi e non), fino all'abbigliamento e ai giocattoli (e videogiochi), passando anche per accenni sulla situazione sociale e politica del periodo.
Essendo presente una corposa sezione sugli anime (compreso tantissimo merchandising), i curatori hanno pensato di introdurla partendo dall'arrivo di Goldrake, e quindi dal 1978. Di norma non concordo molto su scelte del genere, sono abbastanza inflessibile, gli anni 70 sono settanta, e gli anni 80 sono ottanta, ma considerando che si è cercato di render conto anche delle polemiche giornalistiche sugli effetti nocivi degli anime, esplose con virulenza negli anni 80 (ma nate alla fine degli anni 70), era più che sensato spiegare da dove esse provenissero:
dal 4 aprile 1978 con Goldrake.

In particolare la fake news sull'uso del computer per elaborare i cartoni animati giapponesi nasce assieme all'arrivo di "Atlas Ufo Robot:
TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 2 al 8 aprile 1978 - "Atlas Ufo Robot" (genesi della bufala degli anime fatti al computer?), di Paolo Cucco + prima puntata di Goldrake!

Per poi propagarsi quasi senza ostacolo durante tutti gli anni 80 e 90, quando poi il computer arrivò veramente negli studi di animazione, ma per prima quelli statunitensi!
Consiglio vivamente a tutti i milanesi e limitrofi di visitare la mostra, anche per il costo del biglietto più che onesto (solo 5€!), tranquillizzo tutti che i locali sono dotati di raggelante aria condizionata!
Mi raccomando di non fare i portoghesi, all'ingresso c'è Ken...


Propongo qui sotto una piccola galleria fotografica per rendere l'idea del tantissimo materiale esposto. Preciso che l'assenza di persone nelle sale è dovuto al fatto che ci siamo andati all'apertura in un giorno feriale. Proprio allo scopo di poter fare le foto senza dover aspettare che la folla si spostasse, come mi è capitato tutte le volte altre volte che sono venuto qui di sabato o domenica.

giovedì 22 giugno 2017

Go Nagai Robot Collection 143 Senzan


Quando ho visto il modellino di Senzan ho pensato subito che fosse un'enorme pantegana... infatti non capivo perché il suo generale fosse Drayato, plenipotenziario dei rettili... invece pare che sia un armadillo, però un po' pantegana... molto pantegana... chissà se in Giappone esistono le pantegane  :]
Il modellino corrisponde al mostro guerriero del cartone animato, la posa è assai statica, è una pantegana... e questo non ha neppure le solite sbavature di colore!
Resta il dubbio, come per tante uscite della GNRC, sul perché abbiano scelto di pubblicare un soggetto come questo, che nell'economia della quinta puntata non è che lo si ricordi per qualcosa di particolare, ma ormai è così ed amen, tanto siamo quasi alla fine del tunnel!!!
E comunque dopo Madame nulla può più sorprendermi  :]




Ma quindi l'opposto di "Senzan" sarebbe "Conan"?
No, vabbè... vado a nascondermi...   T_T


La pantegana dalle solite svariate posizioni.

domenica 18 giugno 2017

Audio dello spot di Jeeg su "Milano TV" - aprile/maggio(?) 1979



Non so quanti di voi conoscano il registratore a nastro "Geloso G 600" (lo potete comunque vedere in fondo a questo post), tecnologia totalmente italiana, che alla fine degli anni 60 era presente in non poche case.
E cosa succede quando un bambino viene in possesso di un aggeggio che era ancora strabiliante dopo 10 anni?
Inizia a registrare cose a caso, e tra le tante cose a caso, che nel risentirle mi hanno fatto quasi sempre sprofondare dalla vergogna... ho recuperato, oltre a qualche ricordo, un paio di documenti audio interessanti/curiosi.
Parto con il più breve, che è pure il migliore qualitativamente, visto che le registrazioni su nastro magnetico tendono, ahimè, a deteriorarsi, considerando anche che il "Geloso G 600" funziona a valvole... ergo anche l'hardware è abbastanza deteriorato...
Spesso tra noi fan del first impact si discute su quale tv locale venne trasmesso questo o quel cartone animato giapponese (e non), in molti libri e riviste sono state riportati elenchi basati sia sulla memoria dei più, che sulle riviste televisive del periodo.
Su quale tv locale venne trasmesso (almeno a Milano) per la prima volta Jeeg?
La scan che mostro sopra è di un Telesette del  20 maggio 1979, e più o meno quasi tutte le fonte riportano "Milano TV" (del'editore Alberto Peruzzo) come il canale locale milanese che lo trasmise.
Purtroppo sovente le tv locali non riportavano il titolo dell'anime, limitandosi ad un generico "cartone animato" o "disegni animati". I videoregistratori erano abbastanza rari, e comunque non sarebbero (ancora) stati lasciati in mano a dei bambini, quindi di fonti video (o audio) ne abbiamo veramente poche.
E qui entra in scena il puro caso.
Il caso di un bambino che, come quasi tutti i suoi coetanei, aveva una passione smodata per i robottoni giapponesi.
Fu un caso che gli venisse permesso di usare un registratore magnetico come fosse un giocattolo.
Ed il caso ha impedito che il suddetto bambino non ci registrasse sopra... ma soprattutto il caso ha voluto che il nastro in quel punto fosse perfettamente udibile (non è così in altri punti della bobina...).

"Jeeg Robot va in onda tutti i giorni a Milano TV alle 13 e 40 e alle 18 e 45.
Jeeg Robot vi aspetta!"

Come si può notare dal palinsesto riportato da Telesette, l'unico in mio possesso che in quel periodo concordi con gli orari pubblicizzati nello spot (e che corrispondono perfettamente alla mia memoria, specialmente quello pomeridiano), Jeeg andava in onda di sicuro alle 18 e 40, ma alle 13 e 40 c'erano comunque dei "cartoni animati", quindi presumo che fosse sempre di Jeeg.
Preciso che, considerando altri audio della bobina in quel punto, la registrazione è quasi certamente del 1979.

Prego si stenda un velo pietoso sulla voce del bambino che si ode, per fortuna appena appena, cantare vocali a caso  >_<


        

Un'altra fonte informativa importante è il famoso "If, speciale Orfani e Robot 1963/1983" del dicembre 1983, ed anche con questo tornano sia le date che la tv locale.

giovedì 8 giugno 2017

Go Nagai Robot Collection 142 Game Game


Quando ho visto Game Game dentro la sua confezione in edicola sono stato tentato di restituirlo, mi era sorto il dubbio che avesse due braccia destre o sinistre, come il mio Mazinga Z della quarta uscita... invece è solo la postura ad ingannare.
Tra l'altro una postura che mi ha subito ricordato il John Travolta de "La febbre del sabato sera"  ^_^
Mi resta comunque il dubbio sul perché abbiano donato a Game Game queste braccia così allungate e sproporzionate, che non ho per nulla notato nella puntata. I colori direi che siano azzeccati, le sbavature sono come sempre presenti, la postura non l'ho capita bene.
Game Game è il mostro spaziale della seconda puntata, e quindi ci può stare pubblicarlo, più perché erano le prime puntate in cui iniziavamo a comprendere la trama di Atlas Ufo Robot, che per la sua potenza distruttiva.



Su cosa scoprimmo in questo secondo episodio mi dilungherò più sotto, mi limito ad anticipare che quando Procton spiega ad Alcor la storia di Actarus, rivela al pilota del TFO il suo nome alieno: Duke Fleed.
Non rammentavo il particolare, che dimostra come anche gli adattatori del doppiaggio storico avrebbero avuto gli strumenti per rendere un po' meno incasinati i nomi dei personaggi. Specialmente se si considera che all'inizio della puntata Gandal e soci si riferiscono al pilota di Goldrake chiamandolo Actarus!
Non Duke Fleed, che dovrebbe essere il solo nome che conoscono, ma il nome terrestre del principe, che loro non dovrebbero, a logica, sapere.


         


Ritorno a "Doppio Game", come lo chiamano sia Hydargos che Actarus!
E per fortuna che non lo hanno pronunciato "gheim"! ^_^

mercoledì 24 maggio 2017

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 28 I tre professori


Dopo il professor Shiba, il professor Dairi, il Dottor Procton, il professor Yumi, il professor Juzo Kabuto, il dottor Kenzo Kabuto ed il professor Tonda, ecco i tre professori Sewashi, Nossori e Morimori. Con questi tre dovremmo aver completato la platea dei cattedratici dell'università Go Nagai.
Su Encirobot si può leggere (link) che il nome del professor Sewashi (piccolo e barbuto, a sinistra della foto sotto) significa gentile ed altruista.
Il nome del professor Nossori (alto, coi baffi bianchi, al centro della foto sotto) significa lento e svogliato.
Il nome del professor Morimori (con la cravatta rossa, a sinistra della foto sotto) significa energico e robusto. Il professor Morimori è l'unico dei tre che morirà, nell'episodio numero 79, forse è per questo che lo chiamarono alla romanesca: mori mori  :]
I tre modellini sono fatti bene, sbavature passabili, visi ben disegnati e scolpiti.
Personalmente, considerando la mia scarsa o nulla passione per la serie di Mazinga Z, non posso più di tanto commentare le caratteristiche dei tre prof, li ho sempre considerati più delle macchiette, che degli scienziati. Mentre, per esempio, il professor Dairi, pur mostrandosi esteticamente poco severo, non scade mai nel ridicolo.







 I tre prof dalle solite svariate posizioni.

Go Nagai Robot Collection 141 Madame


In commenti a recensioni precedenti ero stato avvisato che Madame faceva un'apparizione fugace, così fugace che manco mi ricordavo di averlo visto, ed io la serie di Jeeg l'ho rivista tutta più volte...
Non so, non ho la più pallida idea di quale commento fare al modellino o alla puntata...
Posso inserire solo un breve video di scarsissima qualità per mostrare, oltre ad ogni inutile mia elucubrazione, quando duri la comparsata di Madame, che ammonta a ben 13 secondi!!!
Il video è di 22 secondi, ma il netto della presenza di Madame è solo di 13 secondi, centesimo più, centesimo meno...
Posso solo domandarmi: perché?!?!   >_<
(mi pare che la bgm che si può ascoltare in apertura, sia una di quelle "perdute" di Jeeg)

       


Tra l'altro il mio modellino è mancante pure della lancia, fatto ormai abbastanza usuale nelle ultime uscite, manca sempre qualche pezzo, oppure ne aggiungono di non presenti...
Mi pare che Madame sia stato proposto molto più slanciato rispetto ai pochi fotogrammi in cui lo possiamo ammirare.


Questa sotto è l'unica immagine a figura intera, poco prima che venga distrutto da Jeeg, al 19esimo secondo dall'inizio della puntata, "excidium praecox"!
Direi che le dimensioni non tornano.

martedì 23 maggio 2017

C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana



TITOLO: C'era una volta Goldrake, la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv italiana
AUTORE:
Massimo Nicora
CASA EDITRICE:
Società Editrice La Torre
PAGINE: 660
COSTO: 24,5 €
ANNO: 2017
FORMATO: 21 cm x 15 cm 
REPERIBILITA':
reperibilità sul sito della casa editrice 
CODICE ISBN: 9788896133316

 
Apro questa recensione esprimendo l'auspicio che questo saggio su “Atlas Ufo Robot” possa venir letto anche dalle generazione di appassionati di animazione, giapponese e non, che non hanno vissuto quel 4 aprile 1978.
Quando c'erano i forum (oppure oggi sulle poche piattaforme on line dove ancora ci si confronta tra fan di età differenti, tipo Anime Click) capitava di leggere commenti di “giovincelli” che conoscevano solo i loro anime, di solito rigorosamente subbati. Giovani otaku (nel senso positivo del termine) che ignoravamo bellamente, quasi facendosene un vanto, come, quando e perché gli anime sbarcarono in Italia, senza dimenticare il chi li importò.
Nel saggio di Massimo Nicora si potrà leggere sia il come, il quando, il perché ed il chi, ma, sopratutto, il prima ed il dopo.
Per il “prima” intendo che questi fan, arrivati poco o molto dopo il 4 aprile 1978, potranno capire quale fosse la disponibilità di programmi per bambini/e e ragazzi/e. Mentre per il “dopo” intendo che potranno comprendere cosa scatenò a livello mediatico, diremmo oggi, l'atterraggio di Goldrake nelle case degli italiani.
Ovviamente il saggio è indirizzato anche a chi quell'epopea l'ha vissuta in diretta sui canali Rai e delle televisioni locali, visto che sono riportate una mole di informazioni uniche. Tipo la famosa questione della parola “Atlas” presente nel solo titolo italico, oppure di come sarebbe potuto capitare di ritrovarci Actarus arruolato nelle truppe berlusconiane... meglio Vega!
Uno degli aspetti più importanti del saggio è il panorama globale che viene presentato e rappresentato. Una delle battute più belle del mitico Totò era che “è la somma che fa il totale!”, ed in questo saggio c'è veramente la summa di Goldrake.
Non mancano numerose interviste ai protagonisti di questa favola da “c'era una volta...”, in parte raggiunti direttamente dall'autore allo scopo scoprire quanti più dettagli possibile sul chi, come, quando e perché arrivò Goldrake.
Senza contare che, dal mio punto di vista di ricercatore di articoli giornalistici sui cartoni animati giapponesi, il settimo capitolo è stato una vera goduria per gli occhi.
Vorrei rassicurare il potenziale lettore di non farsi spaventare dalla mole del libro, che può effettivamente essere considerato un “bel tomo”, in quanto la lettura scorre via tranquillamente, è pieno di note esplicative (facilmente consultabili a fondo pagina. Grazie!) e non sono presenti citazioni lasciate in oscuri idiomi non italici. Per comprendere immediatamente l'esaustività dello scritto rimando alle scan dell'indice alla fine della recensione.
Ok, sono 660 pagina, ma solo 7 capitoli ^_^  che andrò ora ad illustrare brevemente.

venerdì 12 maggio 2017

Go Nagai Robot Collection 140 Professor Tonda


Il professor Tonda appare nell'ottava puntata, per apportare delle migliorie al Grande Mazinga (ammesso e non concesso che il Guretto sia migliorabile...), e scompare, nel senso che decede, nel 13esimo episodio. Non rammento se partecipi a tutte le puntate tra l'ottava e quella in cui muore, però, nonostante sia un personaggio minore, ha lasciato un certo segno nella serie. Quindi, a mio avviso, la scelta della Fabbri/Centauria di dedicargli questa uscita, ha un senso, ne consegue, ovviamente, che non ha nessun senso non pubblicare i due Mechadon...
Devo dire che il modellino, nonostante le solite sbavature, non è malaccio, il viso coglie perfettamente la simpatia del personaggio, compreso il mento prominente.
La postura è perfetta, con tanto di gambe arcuate, non manca neanche il baffetto alla Hitler(...) e il pantalone color carne.


Il fascicolino-ino-ino-ino riporta che il nome per intero del professore è Tonda Hakase, ribadendo che la sua nazionalità è statunitense, ergo, in pieno spirito nazionalistico nipponico, deve essere un "nisei", cioè figlio di genitori giapponesi emigrati negli Usa. Anche perché già solo il cognome Tonda mi pareva poco anglosassone, benché poteva essere italomericano, ma Hakase...


 Il prof Tonda dalle solite svariate posizioni.