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martedì 16 gennaio 2018

"Il gioco di Braccio di Ferro, gioco di bulli & spinaci" - Edizioni Cicogna 1976


Questo è un gioco in scatola di chiara matrice pre-goldrekkiana, non per nulla è del 1976, il target era per giovani bambini e bambine, in quanto le modalità di gioco sono abbastanza elementari.
Tanto elementari che non ne ho un gran ricordo, mi piaceva ruotare i due dischi del tabellone, erano bellini i segnaposto con i personaggi di Braccio di Ferro (non anonimi pirulini in plastica), ma per il resto la giocabilità era quella che era, infatti non ebbe molto successo in cortile.
Diciamo che fa parte di quei giochi in scatola trainati dal brand, con l'unica attenuante che era pensato per i più piccoli, quindi non è che lo si potesse studiare troppo complesso.
Lo scopo del gioco era arrivare primi da Olivia, c'erano quatto percorsi individuali, cioè i quattro giocatori giocavano praticamente da soli...
Il contenuto della scatola è assai scarso, i quattro segnaposto ed una trottola di cartone al posto del dado. In fondo meno pezzi c'erano, minori le possibilità che i piccoli giocatori potessero rompere qualcosa  ^_^


Sul bordo della confezione campeggia la scritta "Per 4-6 giocatori", sinceramente, anche dopo la lettura del minimale regolamento, non riesco a comprendere cosa potessero fare il/la quinto/a ed il/la sesto/a bambino/a...
Un personaggio = un bambino/a, ergo quattro personaggi = 4 bambini/e
E gli altri due?   O_o
Giravano le due ruote di cartone, come due antesignane di Paola Barale ne "La ruota della fortuna"?
Il bello è che proprio leggendo il regolamento si capisce che i possibili giocatori sono massimo quattro... direi che l'unica possibilità logica sia che alla "Edizione Cicogna" sbagliarono la scritta sulla scatola, a dimostrazione di quanto poco erano curati i giocattoli per bambini a quei tempi. Oggi le aziende dedicano più attenzione ai dettagli, dai libri cartonati ai giochi in scatola, senza parlare dei videogiochi...



Nel 1976 i giochi in scatola non erano ancora un metodo di gioco consolidato, il loro boom arriverà entro un paio di anni, anche grazie alle licenze dei cartoni animati giapponesi, e giochi basilari come questo verranno immediatamente messi da parte.
Stante che il gioco in scatola non era particolarmente intrigante, perché ne posto una recensione?
Un po' per il vago ricordo che ne conservo, ma soprattutto perché pare essere abbastanza raro. Praticamente era così insulso come gioco in scatola che non lo deve aver tenuto nessuno!
E questa è una confezione praticamente intonsa!
Sul web non si trovano informazioni in merito, tranne per una sperduta pagina web con la foto della confezione, ad oggi non è neppure in vendita su Ebay, nessuno lo ricorda, nessuno ne parla più.
Tutto ciò mi ha mosso a compassione   ^_^


       

"Gira le ruote!"


Il tragitto di Braccio di Ferro era il più lungo (22 caselle a cuore), ma senza rischio di penalità.
Quello di Bruto era il più corto, solo 10 caselle, ma con ben 5 caselle di possibile penalità (i pugni).
Gli altri due percorsi (Poldo e Pisellino) erano una via di mezzo.
Chi capitava su una casella "pugno" (Bruto e Pisellino) doveva affidarsi al televisore, se, girando la ruota, compariva il pugno, doveva stare fermo un giro.
Chi sceglieva Poldo e capitava sulla casella "spinaci", doveva ruotare il disco della scatola degli spinaci (quella in basso a sinistra), se era piena (cioè verde) non prendeva penalità, altrimenti...
A questo punto mi è sorto un grosso dubbio.... il percorso di Bruto è formato per metà da caselle "pugno" e per metà da caselle "spinaci"... ergo chi sceglieva il suo percorso, che era il più breve, doveva ogni volta girare uno dei due dischi?   O_o
A seguire il regolamento alla lettera parrebbe di si... sinceramente non rammento se qualcuno ai tempi sollevò la problematica... avevamo 6 o 7 anni, non credo ci fossero già in giro degli scassamaroni del regolamento... comunque potevano scrivere due righe in più di regole.


Mi chiedo perché fecero il vano centrale così grande   >_<







Nel gioco è presente un perno di alcun centimetri in plastica, infilandolo al centro del cartoncino si otteneva la trottola, che prendeva il posto del dado. Unico difetto della scelta è che una trottola ci mette molto più tempo a finire la sua rotazione di quanto impieghi un dado a fermarsi   :]




Di certo è più divertente far girare una trottola che lanciare dei dadi, però ora che la trottola si ferma...




I quattro segnaposto fronte-retro.
Nei giochi in scatola degli anni successivi sovente verranno scelte delle anonime pedine in plastica, invece che far stampare il personaggio della confezione in piccole dimensioni.


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