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mercoledì 31 gennaio 2018

Le prime pubblicità delle console di videogiochi (anni 1975/79) + 2 articoli giornalistici del 1978



Durante la mia interminabile ricerca di articoli giornalistici sui cartoni animati giapponesi, ogni tanto mi è capitato di imbattermi in pubblicità delle prime console di videogiochi. Immagini di oggetti che ai tempi erano assai misteriosi, che promettevano ore ed ore di svago innovativo ed altamente ludico, anzi, videoludico.
Poi, a dire il vero, giocare da soli con quelle console era una attività che stufava in tempi medio brevi, esageratamente ripetitivo... mentre se potevi sfidare un coetaneo, l'esperienza videoludica era più appagante.
Vedere quei quatto pixel messi in croce che vagavano, spesso a caso, sullo schermo, spesso in bianco e nero, dei televisori, sempre e solo a tubo catodico, è qualcosa che suscita una emozione che possono comprendere solo coloro che la vissero dal vivo.
Certo, sono belli i video su Youtube, dove 20/30enni, che manco erano nati negli anni 70, ci recensiscono queste piattaforme elettroniche... spiegazioni asettiche di chi racconta qualcosa che ha letto da qualche parte.
E' indubbio, invece, che queste pubblicità, provenienti sia da riviste, cataloghi di giocattoli e cataloghi di tv ed hifi, emanino un fascino unico.
Esteticamente quelle console sono, a mio avviso, il non plus ultra del vintage, con il loro hardware plasticoso, spesso dai colori improbabili. Il contesto delle immagini pubblicitarie è in pieno stile anni 70, dall'arredamento delle case, all'abbigliamento, passando per il look dei videogiocatori.
Un capitolo a parte merita la descrizione delle caratteristiche tecniche e ludiche delle console, che ti facevano immaginare, ma solo immaginare, infinite partite a tennis o a pallone, con una grafica, che quando mi capita di giocare a Pes con la Play4, mi viene da piangere ripensando al calcio di questi videogiochi  T_T
Ecco, in rigoroso ordine cronologico di data della pubblicità, quello che, fino ad oggi, ho trovato:
Ping-o-tronic Zanussi (1975);
Tele-Giochi Grunding (1977);
Giochi TV Reel (1977);
Conic TV Sport Euronova (1978);
Videoplay Saba (1978);
Videogame Polistil (1978);
Telegioca Match 1 (1979);
TV Sport Elettronico Euronova (1979);
Giochi TV Reel "seconda versione" (1979);
Mesaton (1979).

Questo post non vuole identificare in assoluto le "prime" console vendute in Italia, ma solo le prime console pubblicizzate, ergo mi sono fermato al 1979, perché dal 1980 in poi ci sarà un certo incremento dell'offerta, e pure della tecnologia.
Sicuramente ci saranno stati anche altri videogiochi televisivi messi in vendita, ma magari poco o nulla pubblicizzate, anche perché ai tempi le réclame di articoli come questi non erano usuali.
Per esperienza personale conoscevo l'esistenza di più di una console con i quattro classici giochi base (calcio, tennis, squash e pelota), ma non sapevo che esistessero già in commercio in Italia anche quelle a cassette (Videoplay Saba), e, addirittura, televisori al cui interno era già integrata la scheda dei videogiochi, come il "Tele-Giochi Grunding" che si può ammirare nella copertina qua sotto, del catalogo 1977.



Tra l'altro la "Tele-Giochi Grunding" metteva a disposizione ben 40 giochi!!!
La Grunding non fu l'unica grande azienda di tv color che puntò sui videogiochi, anche la Saba progettò la sua console ("Videoplay"), ma, in questo caso, non integrata alla tv, ma esterna.



Potevano, i giornalisti, non notare il nascente mercato dei videogiochi casalinghi?
Ovviamente no.
In questo post presento solo due articoli, scelti sia perché trattano espressamente della televisione trasformata in "gioco", sia perché sono i due più vecchi che ho scovato.
Il primo, "A che video giochiamo", di Luca Visintin su "La Domenica del Corriere" del 30 novembre 1978.
Il secondo, "Il televisore diventa gioco", di Giancarla Ghisi su "Il Corriere della Sera" del 10 gennaio 1978.
Quindi uno ad inizio 1978, l'altro verso la fine dell'anno.
Dei due, quello che riesce a dare più soddisfazione è quello a firma Luca Visintin, anche perché è più lungo, ergo non mancato le perlate  :]
Il giornalista parte subito con una previsione, che sarebbe dei rivenditori, quindi più che altro un auspicio, ma Visintin la fa propria, ergo...
Entro un anno in Italia capiterà cioè che negli Usa è già realtà, la sera gli amici si ritroveranno tutti assieme, incerti se andare al ristorante, al cinema, in discoteca oppure giocare alla Videoplay.
Direi previsione corretta, ma un pelino ottimistica ed in anticipo, tipo 20 o 30 anni...
Ma cos'è la Videoplay?



Quello che sfuggì al giornalista, ma sfugge anche oggi a molti suoi colleghi, e quindi non starei a fargliene una colpa, è che guardare la televisione e videogiocare, per quanto elementari fossero quei primi videogiochi, sono due attività diverse, anzi, agli antipodi: una è passiva, l'altra è attiva.
Non mancano i punti di vista di esperti, che ovviamente non avevano mai preso in mano un pad...
Più interessante la panoramica sui prezzi, infatti la forbice dei prezzi partiva da 20 mila lire (un po' pochino...), fino ad arrivare a 250 mila lire (il Mesaton), che corrispondevano a ben 682 euro!

Calcolo Istat per il Mesaton





Benché il nome "Videoplay" sia il medesimo del sistema Saba del 1978, penso che il giornalista coniò il termine allo scopo di indicare tutte le console (magari sbaglio), visto che quella presente nella foto dell'articolo è la "Ping-o-tronic" della Zanussi anno 1975. Inoltre non cita mai una marca specifica, e questo è un peccato, si sarebbe potuto inquadrare meglio l'articolo.



Giancarla Ghisi, che scrisse il suo articolo 11 mesi prima di Luciano Visintin, azzeccò il nome di questi nuovi giocattoli, il "video-game", ma non fu molto precisa nell'indicare quando questi arrivarono in Italia, non la fine del 1976, ma la fine del 1975.
Sbaglia anche, a mio avviso, il target del "video-game", che non potevano essere gli adulti, se non nel caso di qualche genitore molto lungimirante e aperto alle nuove tecnologie, ma ovviamente i bambini.
Purtroppo la foto non permette di capire quale console veniva mostrata, ma immagino fosse della Philips, in quanto due responsabili dell'azienda olandese entrano nel dettaglio tecnico del suo funzionamento.
Anche questo articolo rende una panoramica dei prezzi, che però non arrivano alle 250 mila lire di cui sopra, fermandosi ad un massimo di 150 mila lire.
Espletata la parte giornalistica del post, che trovo sempre interessante, ritorno alle singole pubblicità delle console.




Ripartendo dalla pubblicità del "Ping-o-tronic Zanussi", trovata sul Topolino n° 1045 del 7 dicembre 1975.


Per essere dotato anche di fucile eletronico (il "Gun-o-Tronic"), non doveva costare poco.
Ovviamente la televisione era rigorosamente in bianco e nero.




La scoperta di questo catalogo della Grunding mi ha sorpreso moltissimo, in quanto addirittura nel 1977 la casa tedesca aveva già messo a punto un sistema elettronico che integrava la console dentro il televisore, senza avere la briga di dover collegare il videogioco alla tv e ricercare il canale.
Ricordo che queste due operazioni, oltre ad essere assai problematiche e noiose, non permettevano al bambino di giocare in qualsiasi momento, ma solo in presenza di un adulto (che si occupasse delle due operazioni) e quando, soprattutto, la tv non servisse a vedere qualche altro programma.
In questo modo la Grunding si poneva all'avanguardia tecnologica, considerando anche che le tv, e quindi i videogiochi, erano a colori!
Dato che questa è la prima volta che vedo questo modello integrato alla televisione, ipotizzo che, almeno in Italia, non ebbe un grandissimo successo, forse per motivi prettamente economici.
Questo catalogo del 1977 non riporta, purtroppo, i prezzi di vendita, ma credo che il tutto non fosse molto economico, visto che il "Tele-Giochi" era disponibile solo per i modelli di gamma più alta.
Qui sotto i televisori sono quelli da 66 pollici, enormi per quei tempi!



La descrizione del "Tele-Giochi" è dettagliatissima ed interessante.
Se non ho compreso male il "elemento pilota" dovrebbe essere il nostro pad  ^_^
E c'era pure la pistola per il tiro al bersaglio!
Spettacolo!!!



Metto le scan singole, così si potranno apprezzare meglio i dettagli.









E' presente anche una descrizione con foto della scheda elettronica del "Tele-Giochi".




Dal catalogo Reel del 1977 ecco la mia prima, e per molti decenni unica, console:
Giochi TV Reel (1977)

Rimando al post relativo per una spiegazione totalmente esaustiva  ;)





L'affare venne fiutato anche da una azienda che si occupava di vendite per corrispondenza, la famosa, almeno qui a Milano, Euronova, che nel 1978 se ne uscì con l'ennesimo clone della  Ping-o-tronic Zanussi:
Conic TV Sport Euronova (1978).

Il prezzo era più popolare, solo 40 mila lire, cioè 130 euro, non proprio pochissimo, visto cosa offriva...
Tra l'altro ha il design di un articolo elettromedicale di oggi   ^_^







Sempre del 1978 la Saba, allora nota marca di televisori e non solo, mise in commercio, molto prima della Sony, la sua console.
Non solo la dotazione di videogiochi pareva esser sterminata, ben 145, che risulta un numero un pelino sospetto... ma è chiaro che il target era per gente di una certa classe, e ceto   >_<


Ma con una biondona scosciata ti metti a giocare ai videogiochi?
Beh, dipende... una partita a Pes non si nega a nessuno/a   :]
Da notare l'arredamento molto popolare...





Il design della console è molto più cool, niente a che spartire con la Reel. Dato che mi incuriosivano i pad, ho cercato qualche video su Youtube, e pare fossero tecnologicamente avanzatissimi. Non solo permettevano il normale movimento sui quattro assi, ma si poteva anche inclinare, inoltre fungeva anche da pulsante!
Consiglio di vedere il video relativo:
SABA Videoplay 2 - Casual Test



Anche se io rimango un po' dubbioso sul numero totale dei titoli disponibili in cassetta (145!!!), non c'è dubbio che non fossero pochi.







Nel dicembre del 1978, su un "Tv Sorrisi e Canzoni" campeggiava la pubblicità del "Video Games Polistil", che comunque presentava sempre i medesimi giochi del Ping-o-tronic Zanussi (1975).



Passo ora all'anno 1979, con una immagine presa dal catalogo di giocattoli della Cid, dove vengono mostrate  tre console:
a sinistra (n° 461) la "Giochi TV Reel seconda versione";
al centro (n° 462) la "Giochi TV Reel" del 1977", che quindi sopravviveva ancora;
a destra (n° 463) la "Telegioca Match 1", di cui non ho trovato altre immagini o info.


                                                



Ho ingrandito un po' la "Telegioca Match 1".
Due delle tre console ripropongono gli stessi quattro giochi della "Ping-o-tronic" Zanussi, ma senza la possibilità di avere il fucile elettronico, ergo la console del 1975 era addirittura più avanzata!
Sulla "Giochi TV Reel seconda versione" (n° 461) ho delle info ed immagini maggiormente dettagliate più sotto.




La Euronova ripropone nel 1979 un'altra sua console, cambia la parte esteriore, rispetto alla "Conic TV Sport Euronova" dell'anno prima, ma non i giochi proposti, sempre i soliti 4... comunque il prezzo è crollato, solo 19900 lire, cioè 64 euro, la metà di quello che si era pagato per il medesimo articolo solo 12 mesi prima...






Nel catalogo di giocattoli "Il Giocattoliere 1979" è presente una pubblicità della seconda versione della console Reel "Giochi TV".
La pubblicità permette di apprezzare il fatto che la Reel decise di proporre qualcosa di un pelino più avanzato e variegato, oltre ai 4 giochi standard, erano disponibili due giochi di tiro al bersaglio e due di corse (auto e moto). Inoltre i videogiochi erano a colori, mentre la prima versione del 1977 era in bianco e nero.
Mi sorge il dubbio, leggendo il testo della pubblicità, che per giocare agli altri 4 giochi (tiro al bersaglio, auto e moto), si dovesse acquistare una console specifica.





In una "Domenica del Corriere" del marzo 1979 era presente la pubblicità del "Videoplay" Saba, con tanto di videate dei videogiochi disponibili.
Secondo me la grafica presentata era un pelino ottimistica  :]






Nel catalogo Polistil del 1979 non poteva mancare il "Video Games", che ormai era un articolo veramente vetusto...


Comunque le immagini della cameretta restano uno spettacolo  :]





The last but not the least la spartana console Mesaton, pubblicizzata su un "Onda TV" del dicembre 1979, e che costava solo 682 euro...





8 commenti:

  1. Ciao, ti ringrazio per la pubblicazione di questi documenti d'epoca, sono molto importante per chi come me si occupa di storia del videogioco. Aggiungo un paio di commenti: il Ping-o-tronic della Zanussi nella sua prima versione risale alla fine del 1974, inizio del 1975 (è la prima console per videogiochi progettata in Italia): proprio per questo nella pubblicità che riporti ne viene annunciato il "ritorno", con l'aggiunta del fucile. Per quanto riguarda il Saba Videoplay, non è altro che la versione europea della console americana Fairchild Channel F (1976), la prima al mondo a usare cartucce Rom intercambiabili per i giochi.

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    1. Ciao, grazie delle info e dell'apprezzamento.
      Si, anch'io avevo letto della Fairchild Channel F facendo qualche ricerca per questo post.

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  2. Per quanto riguarda l'articolo di Visentin, senz'altro si riferisce al Saba Videoplay (Channel F) poiché cita le cassette intercambiabili da comprare a parte e alcuni tipi di giochi che solo il Videoplay offriva. In ogni caso per entrambi gli articoli è corretto il riferimento a "balocco per i grandi" ecc.: fino alla fine degli anni Settanta un target tipico per l'acquisto del videogioco erano gli adulti, le cose cambiarono per l'Italia sono a partire dalla fine del 1980 con l'introduzione dell'Atari VCS da parte di Melchioni.

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    1. Può essere che Visintin si riferisse alla console della Saba, però non comprendo perché non lo abbia scritto che era della Saba la Videoplay.
      Per quanto riguarda, invece, il target di quelle prime console, non concordo molto, più che altro per esperienza personale.
      Non ero l'unico ad avere console simili alla Reel (non certo la Saba Videoplay), e gli adutli di allora ci si avvicinavano solo per collegarcele alla tv, borbottando pure...
      Un adulto dei tempi era nato negli anni 30/40/50, una console di videogiochi era un oggetto per loro totalmente inconcepibile... Io sono nato "analogico", ma poi mi sono riconveritto in fretta al digitale, ma loro (gli adulti di allora) erano veramente al livello del paleolitico, dal punto di vista delle nuove tecnologie...
      Ciò non toglie che qualche mosca bianca ci fosse, ma era una eccezione, secondo me.
      Infine non comprendo come quelle console potessero avere un target adulto, quando nel nome originale della Videoplay Saba c'è "bambino" in inglese.
      Mio punto di vista, sia chiaro ;)

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    2. Non è che i bambini fossero esclusi, semplicemente erano compresi nel target pubblicitario solo in quanto parte della famiglia, ma praticamente tutte le prime console pre-Atari dal punto di vista commerciale puntavano sull'adulto: si vede bene anche da tutte le pubblicità pubblicate qui, in cui i bambini hanno un ruolo del tutto secondario. Anche in sala giochi i primi coin op precedenti a Space Invaders avevano questo stesso target. Fairchild semplicemente viene da Sherman Fairchild. Per quanto riguarda l'Italia, la prima campagna pubblicitaria fortemente improntata sul bambino fu quella dei giochini elettronici della Mattel. In generale tutti i giochi portatili della prima generazione avevano una forte caratterizzazione infantile: per gli adulti c'erano ovviamente gli scacchi elettronici.

      Ti è capitato, sfogliando queste riviste, di trovare pubblicità di vendita del Videopac della Philips per quanto riguarda il periodo 1979-80?

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    3. Lungi da iniziare una diatriba ;) ma come talvota capita, non concordo ^_^
      Tralasciando la mia esperienza personale, dove di adulti che giocavano a videogiochi non ne ho mai visti, nè in casa, nè con quelli portatili e men che meno ai cabinati al bar. Il massimo dell'adulto era quello che aveva 2 0 3 anni più di noi.
      I 18enni giocavano ai flipper, e gli ultra ventenni a biliardo. I videogiochi non li toccavano neppure, era roba per bambini, avrebbero fatto brutta figura con gli amici e le ragazze!
      Secondo me non valuti due aspetti, il primo è che il target era la famiglia, solo perché per videogiocare era necessaria la tv di famiglia, ergo il consenso dei genitori sia ad occupare quella che era sovente l'unica tv di casa (parliamo degli anni 70), sia per poter collegare il videogioco (tranne per la Grundig).
      Questo è un aspetto che (non conosco la tua età) spesso viene sottovalutato: collegare quelle console era problematico... la nostra tv era incassata in un mobile, era troppo pesante perché potessi farlo io o mia made, ergo poteva farlo solo mio padre. Poi dovevi cercare il canale, altra operazione che alla fine ho imparato pure io, ma voleva dire che nessun altro poteva guardare la tv.

      Il secondo aspetto riguarda proprio le pubblcità di giocattoli. Ho notato che fosse usanza per alcuni articoli mettere possibili fruitori di un giocattoli di un'età un po' più alta del target, proprio per far vedere che se ci giocavano anche i "grandi", non c'era nulla di male se ci giocavi pure tu.
      Se spulci tutti i cataloghi che ho scannerizzato, noterai che per taluni articoli dedicate ad alcune fasce d'età, chi ci giocava poteva anche essere un po' più grande di quello che ti saresti immaginato.
      Sia chiaro, mio punto di vista ;)

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    4. Per quanto riguarda la Videopac Philip, a parte il catalogo del 1983 che ti linko sotto, non ho trovato alcuna pubblcità del 1979, altrimenti l'avrei messa in questo post. Salvo, ovviamente, qualche mia distrazione.
      Le mie (numerose)riviste del 1980 non le ho consultate per questo post, ergo non saprei dirti di preciso ;)

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    5. https://imagorecensio.blogspot.it/2013/11/videopac-philips-catalogo-1983.html

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