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martedì 21 giugno 2016

"Con Heidi si rideva, con Remi si piangerà", di Angelo Falvo - "La Domenica del Corriere" 10 ottobre 1979


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.


Fino all'arrivo dei "cartoni animati giapponesi" dubito fortemente che quotidiani e settimanali nazionali dessero tanto spazio all'arrivo in televisione di nuovi programmi per ragazzi. E' in mio possesso gran parte dell'annata 1977 e 1978 de "La Domenica del Corriere", e prima del 4 aprile 1978 tali articoli sono abbastanza rari: un paio su Furia, ed un paio sui Muppet/Sesamo Apriti e "Supergulp!".
E' solo da Goldrake in poi, con il devastante successo degli anime, che i giornalisti focalizzarono la loro, spesso nefasta, attenzione su quello che vedevamo noi bambini.
Purtroppo l'attenzione della stampa era dedicata quasi esclusivamente agli anime trasmessi dalla Rai, cioè dai canali nazionali. Fanno eccezione i cartoni di Candy Candy (sulla quale ho un po' di articoli che posterò, prima o poi) e del Grande Mazinga (benchè quest'ultimo subisca l'effetto inquinante di Mazinga Z...), che riuscirono ad infrangere le barriere delle piccole televisioni locali. Ovviamente mi sto riferendo al periodo antecedente a quando Berlusconi rastrellerà le tv locali pre Canale 5, Italia 1 e Rete 4, creando tre tv nazionali, che faranno ben più notizia di "Antenna Nord" (la pre Italia 1 a Milano) o Video Delta (la pre Rete 4 a Milano). Altri anime trasmessi dalla tv private che ricevettero qualche attenzione in più furono Jeeg e Danguard, spesso citati nel calderone degli anime robotici.
Per il resto bisogna accontentarsi di leggere i commenti su ciò che trasmetteva la Rai, quindi, in questo caso, Remi, a cui "La Domenica del Corriere" dedica un articolo di anteprima.
Purtroppo, di nuovo, non sempre i giornalisti si interessavano concretamente al cartone animato che sarebbe stato trasmesso, cioè Remi. Quindi, mancando informazioni su di esso, e non ritenendo che cercarne fosse un compito dei giornalisti (T_T), si limitavano a proporre la trama del romanzo da cui erano tratti. Peccato che avrebbero dovuto sapere, dopo Heidi, che gli autori nipponici tendevano a modificarne la trama.
E' da contestarsi, a mio avviso, il titolo scelto dal settimanale, forse Remi (che non ho mai seguito) era più triste di Heidi, ma quest'ultima non faceva ridere, e neppure piangere. Heidi conteneva una storia, una bella storia, con momenti divertenti e momenti più tristi o commoventi, ma non era mica Yattaman o "Carletto il Principe dei mostri"!
Angelo Fulvio si chiede se sia giusto che i bambini guardino un cartone strappalacrime. Mi pare una domanda senza senso, perché a me, per esempio, non piaceva e quindi non lo guardavo :]
Nella didascalia alle foto si può leggere: "E' giapponese come Goldrake"!!!
Faceva ancora notizia, e l'avrebbe fatta per almeno altri 2/3 anni, il fatto che un cartone animato fosse giapponese. Come era degno di interesse il fatto che la Rai, tramite la Sacis, ci guadagnasse un sacco di soldi, grazie a tutti i vari gadget per noi bambini.
Edit del 23 giungo:
Un lettore (Anthony Bannato) mi ha rammentato che la Toei non produsse Remi, ma fu la TMS!
Inoltre l'orario è errato, ma basta farsi un giro tra i palinsesti delle riviste tv che ho postato fino ad ora per rendersene conto.
In pratica altri due errorini, si vede che qualsiasi cartone arrivava in Italia doveva essere per forza della Toei, o forse era l'unica casa di produzione che i giornalisti avevano scoperto esistere in Giappone, ergo non si sforzavano molto di essere precisi, tanto chi mai glielo avrebbe contestato?  ;)



Le informazioni strettamente legate all'anime di Remi sono veramente poche, le si può leggere nella parte in corsivo. Un accenno all'uso degli occhialini in 3D e al potenziale giro d'affari generato dalla serie animata (10 miliardi di lire!). Il giornalista, almeno sulla novità della trasmissione in 3D, poteva impegnarsi maggiormente... invece si limita a fare il compitino, nel vero senso della parola, in quanto fa un riassuntino del romanzo utilizzando, come scrive lui, il "Dizionario delle opere".
Potevo scriverlo anch'io un articolo così  :]
Mi resta il dubbio, non avendo mai seguito la serie, di quante modifiche fecero gli autori giapponesi al romanzo originale, e quindi di quante parti del riassunto qui sotto non si troveranno realmente nell'anime.


domenica 19 giugno 2016

"Capitan Harlock, le mie avventure a fumetti" (1979) - PRIMA PARTE



Quello che mi ha fatto propendere inizialmente per l'acquisto di questo cartonato, oltre al prezzo da mercatino dell'usato e la condizione praticamente intosa, sono stati i disegni della parte finale (che verranno mostrati in una seconda parte), che ho notato subito per la loro approssimazione, diciamo così. Sfogliando con più calma il volume ho scoperto altri due motivi che mi hanno confermato il buon acquisto: i disegni della prima parte di buona qualità, e la scenegiatura abbastanza allucinante.
Per tutti questi motivi mi sono convinto che sarebbe stato il caso scannerizzate tutte le 124 pagine del cartonato della ERI Junior, ergo dividerò la recensione in due parti.
Immagino che il cartonato raggruppi tutte le storie che erano state pubblicate ogni settimana su "TV Junior". Forse la trama un po' raffazzonata è dovuta alla necessità di creare legami narrativi tra episodi che non erano propriamente consecutivi. La mia è solo un'ipotesi, in quanto non ero un grande fan delle riviste a fumetti italiche, neppure di quelle che ospitavano gli eroi giapponesi, in quanto molto spesso venivano create storie assolutamente avulse dagli originali. Sarò stato anche solo un bambino, ma non è che ero proprio del tutto rimbambito, mi accorgevo se mi venivano propinate storie farlocche :]
Come accennavo sopra i disegni della parte finale sono veramente scarsi, e sono questi che hanno attirato la mia attenzione, inserisco un paio di pagine (la 72 e la 121) a titolo di esempio.
Qui sotto vediamo quello che sembrerebbe Capitan Harlock di spalle al cospetto di Calcifer  :]
E sarebbe stato meglio se non si fosse girato...



Mentre questo deve essere il periodo cubista dei disegnatori :]
E' indubbio che le pubblicazioni dedicate ai bambini e ragazzi di oggi siano qualitativamente non paragonabili a quello che ci veniva propinato a fine anno 70/primi anni 80.



Rispetto alla parte finale del volume, quella inziale è disegnata molto meglio. Forse non ricalcherà perfettamente lo stile dell'anime, ma non è per nulla un brutto tratto. Inoltre inizialmente la trama ripercorre quella del cartone, per poi inventarsi un po' di cose a caso, ma non è tanto questo lo scandalo, visto che era la prassi normale di quelle pubblicazioni pioneristiche. Quello che mi ha sorpreso è che la sceneggiatura di ogni storia pecchi clamorosamente di logica. Oppure sono io che non ho capito un sacco di dialoghi  :]
In pratica pare quasi che manchino delle tavole o dei dialoghi, ti aspetti una scena, magari la parte di finale di ciò che stava accadendo, e ti ritrovi a guardare una vignetta che pone di colpo termine al fatto, ritrovandoti a chiedere: "Mi sono perso qualcosa?"  O_o
In alcuni casi mi è venuto il dubbio che i disegnatori si autocensurarono. Infatti mi pare che manchino le scene in cui qualcuno viene ucciso, c'è il poco prima, ed il poco dopo, quando il personaggio è morente o deceduto, ma manca ciò che c'era in mezzo, il "come"...
Da qui in poi la prima parte delle storia, che a mio avviso non è disegnata male, di certo meglio della parte finale.


sabato 18 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection 100 Deki Deki


Cento! Cento! Cento! Cento!  ^_^
Cioè, in realtà, calcolando gli speciali, siamo fin a 115, però leggere "Go Nagai Robot Collection 100" sul fasciolino-ino-ino-ino (assai rovinato...), considerando che dovevano essere 50, mi fa una certa impressione, una brutta impresisone  :]
Si sa, in giapponese "Deki Deki" ha due significati, "Cento! Cento! Cento! Cento!", oppure anche "robot veghiano impazzito a causa delle radiazioni vegatron".
Ma un robot può impazzire?  O_o
Beh si, ad "Hal 9000" capitò, e senza rimanere esposto alle micidiali radiaizoni vegatron, ma allora perchè Actarus non è impazzito? Forse perchè non è un robot, forse  :]
Alla fine l'impazzimento di Deki Deki non è l'accadimento più importante della puntata, ma lo è la prima comparsa di Maria Grazia Fleed e la riunione col fratello, la cui apparizione è legata ad alcune chicche animate che mi avevano impressionato durante la prima visione da adulto. Ma toccherò l'argomento più sotto, ora meglio valutare il 100esimo (T_T) modellino della GNRC.
Devo dire che non è malaccio, sia per la posa, benchè la postura delle gambe sia, specialmente posteriormente, un po' ridicola, ma anche per la colorazione, abbastanza sopra la media.
In edicola avevano due pezzi di questa uscita, e ho notato, più che in altre occasioni, le differenze di incollatura tra i modellini, in particolare delle braccia, la cui inclinazione era parecchio differente.
Ed ecco Deki Deki il folle!


Qui Deki Deki nel momento in cui scaturisce dalle fiamme di vegatron, notare gli ideogrammi con il significato di cui sopra :]



 Deki Deki dalle solite svariate angolazioni.

martedì 14 giugno 2016

Messaggi dal futuro (volume 1, 1976) - collana "Il mondo dell'occulto" Rizzoli


TITOLO: Messagi dal futuro (voulme 1) - collana "Il mondo dell'occulto"
AUTORE: Angus Hall
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 144
COSTO: 8€ (variabile)
ANNO: 1976
FORMATO: 26 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN:

Sono riuscito a recuperare tutti i numeri mancanti di questa stupenda collana irreale, nel senso che tratta di argomenti campati in aria, però in maniera quasi vera, o verosimile.
Rimetto l'elenco completo della collana:
Messaggi dal futuro
Facoltà paranormali
Parole, numeri e magia
L’influenza degli astri
Culti, sette e profeti
I sogni e i loro messaggi
Realtà inesplicabili
Il fascino dell’alchimia
Stregoneria e magia
Al di là del tempo e dello spazio

E quindi riparto dal primo volume, che riguarda la chiaroveggenza, l'astrologia, la cartomanzia e via discorrendo, compresa la cosa che sta facendo la signorina nella scan più sotto. Cioè,  a me sembra che faccia un palloncino con le Big Babol, forse perché non credo a tutte queste baggianate, in realtà si occupa di cristallomanzia!
In pratica legge nella sfera di cristallo  ^_^   però a me continua a sembrare una che ha fatto uno stupendo palloncino con la gomma da masticare...
Sono riportati una caterva di preveggenze del futuro, così tante che probabilmente nel passato avevano già previsto questa mia recensione.
La carica di umorismo involontario resta inalterata rispetto agli altri sei volumi che ho già recensito, e più di una volta si spinge fino a diventare un pelino iettatorio. Visto che tantissimi fatti luttuosi erano già stati previsti prima che accadessero, ma purtroppo sono capitati lo stesso, cioè si sono "avverati", ergo questi veggenti sono stati tutti/e delle cassandre.
A mio avviso una preveggenza non deve essere statistica, altrimenti è come giocare la schedina :]
In un capitolo è riportata la storia di un pilota di motoscafi che faceva gare ad alta velocità, a cui, prima di una partenza, fu predetta la morte. Ovvio che una persona che svolge uno sport estremo abbia più possibilità di perire di un bidello durante le vacanze estive. Una predizione che avverta il bidello che cadrà dalla sedia durante quel giorno di lavoro perdendo la vita, invece, sarebbe un pelino più difficile da ipotizzare.
L'ultimo capitolo, dedicato ai profeti moderni (del 1976), è praticamente incentrato sulle "eccezionali facoltà medianiche" di tal Jeane Dixon, che in sequenza predisse: la morte entro sei mesi del presidente Roosevelt (che non stava poi tanto benino di salute...); la sconfitta elettorale di Churchill (che pare la mandò aff...); la morte di un segretario generale dell'ONU (Dag Hammarskjold); la morte di Gandi; il suicidio di Marylin Monroe; il lancio dello Sputnik 1; la morte di tre astronauti statunitensi durante una esercitazione; l'omicidio del presidente Kennedy; l'omicidio di Robert Kennedy; l'assassinio di Martin Luther King (non è che fosse simpatico a tutti...);
Qualche volta cannava pure lei, tipo quando predisse una guerra mondiale scatenata dalla Cina per il 1958.
Oppure la volta che, mantenendosi assai skiscia, predisse che nel 1999 (quindi la sua era ancora una profezia non smentibile nel 1976) sarebbe nato un nuovo messia che avrebbe creato una religione universale di pace fra tutti i popoli... è capitato?   :]
Quanto vorrei riuscire a fare un palloncino così grosso!!!!





lunedì 13 giugno 2016

Le ultime monarchie: Seppe per caso di Hiroshima"



TITOLO: Le ultime monarchie
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Istitituo Geografico De Agostini
PAGINE: 160
COSTO: 1€
ANNO: 1973
FORMATO: 23 cm x 16 cm
REPERIBILITA': su internet o ai mercatini dell'usato
CODICE ISBN:

Questo libro della De Agostini contiene le biografie di numerosi regnanti del 20esimo secolo, ovviamente io mi limiterò ad illustrare quella di Michele Tito su Hirohito, sono solo 12 pagine, ma veramente incredibili. Tanto che ho pensato di inserirle tutte, perchè basarsi sui miei commenti non è abbastanza per valutare questo scritto. Mi auguro solo che qualche scolaro in cerca di informazioni per una tesina, non utilizzi queste pagine scannerizzate a tale scopo, prenderebbe un bel 4!
E' normale avere la fissa di essere ferrati in una materia, capita un po' a tutti, bisogna cercare, però, di non diventare presuntuosi, e di ipotizzare che magari altri ne sapevano o ne sappiano più di noi, specialmente se a loro è stato affidato il compito di scrivere su un saggio storico.
Premesso ciò, le cose che ho letto qui vanno un po' oltre la difesa a priori del buon pacifista, ignaro di ciò che succedeva intorno a lui e democratico Hirohito, che si possono leggere in altri libri. Questa è una assoluzione su tutta la linea, totale ed assoluta.
Ovviamente le fonti sono importanti, e se l'autore di queste 12 pagine si poté affidare solo a fonti che discolpavano Hirohito dalle sue responsabilità storiche, ne avrà avuto una percezione un filino esageratamente innocentista...
A grandi linee, gli scritti su Hirohito, sono sempre volti a disegnarne una figura vittima dei militaristi, se pubblicati quando era ancora in vita, probabilmente anche perchè taluni documenti vennero alla luce dopo il 1989. Libri scritti, invece, dopo la sua morte, sono abbastanza concordi nel descriverlo gravemente responsabile delle scelte omicide dei governi militaristi.
Queste poche pagine non fanno eccezione a questa regola, andando, però, un po' oltre a quello che ero abituato a leggere: critiche zero, è sempre colpa di chiunque, tranne di Hirohito, lui non sapeva mai nulla, anzi, era un fiero oppositore dei militaristi!
Alla fine del libro ci sono i disegni dei vari stemmi delle casate presenti nel libro, quello della famiglia imperiale giapponese mi era sembrato un po' strano, e quindi ho fatto qualche ricerca. Non ne ho trovato uno uguale al libro su nessun sito web. Magari era giusto nel 1973... mistero.
Lascio l'ardua senteza a chi leggerà questo post.



L'unica frase del libro con la quale concordo pienamente è la prima:
"Hirohito, imperatore del Giappone, è un personaggio drammatico". 
Anche sulla seconda avrei potuto convenire, se, però, fosse stato aggiunto: "Tutto gli è stato contro, persino se stesso."
Già il titolo usato è emblematico del contenuto: "Seppe per caso di Hiroshima".
Secondo Michele Tito nessuno aveva informato Hirohito degli sganci atomici su Hiroshima e Nagasaki, e addirittura il ministro (di cui non viene rivelato il nome) che rivelò il fatto si suicidò per aver tradito gli ordini superiori. Non so, sono esageratamente perplesso da questa ricostruzione storica, non mi pare di averla letta mai da nessuna altra parte... eppure sarebbe una notizia importantissima! A me pare, invece, che dopo la prima bomba atomica ci fu addirittura una riunione del gabinetto imperiale, che decise di non decidere.
Ritengo fin superfluo stare a fare le pulci a queste 12 pagine, chi vorrà ne trarrà le proprie opinioni, comunque consiglio sempre la lettura, invece, di questa biografia su Hirohito, forse un po' ostile, ma meglio che agiografica:
Hirohito, l'imperatore opaco: mito e verità


domenica 12 giugno 2016

"Progetto Foster" - "I film di Ufo Shado" anno 1 n° 2 del 8 marzo 1974


E' un po' che volevo postare le pubblicazioni su "Ufo Shado", ma aspettavo di recuperare il numero 1, fa più scena del numero 2  ^_^  ma visto che non lo trovo a prezzi bassi come questo, mostro il secondo. Non è un fumetto, non è una storia scritta, non è un fumetto con una storia scritta, sono molte fotografie con il testo nelle immagini.
Come?
Prego?
Si chiamerebbe "fotoromanzo"?
Non scherziamo... i fotoromanzi sono robe per femminucce... "Ufo Shado" è per maschietti!
Il fatto che ci siano solo imamgini del telefilm con il testo all'interno dell'immagine è un puro caso.
Ovviamente questa rivista io non la vidi mai in edicola, perchè nel 1974 ero troppo piccolo. "Ufo Shado" lo vidi successivamente, penso in una serie di repliche del 1976, comunque prima dell'avvento di Goldrake, infatti Straker e compagni fanno parte dell'era pre-goldrakkiana.
In pratica viene presentata interamente una puntata di "Ufo Shado", in questo caso la quarta, "Progetto Foster", anche se la numerazione degli episodi della serie è molto discordante. Forse, nel 1974, la puntata mostrata in questo numero 2, fu effettivamente la seconda.
Mi son riguardatto la puntata in questione, e a parte qualche licenza sul testo, per cercare di adattare le immagini alla trama, direi che l'editore rispettò l'orginale. Viene a mancare, però, tutto l'effetto mistero sugli ufo, che poi era il fulcro della serie, in quanto l'azione non era onnipresente, come può esserlo nelle serie di oggi. Ci sono un sacco di primi piani e di dialoghi, pare proprio un fotoromanzo per femminucce...
Altra caratteristica che mi ha sorpreso è l'assenza del colore. Infatti la serie fantascientifica era a colori, anche se sulle nostre televisioni la si vide in bianco e nero, mentre queste immagini sono tutte in bianco e nero, fatto che conferisce alla pubblicazione ancor di più l'effetto "teleromanzo"...
Un vero peccato, probabilmente nel 1974 stampare una rivista a colori incrementava molto i costi, ergo la scelta del bianco e nero.
Nelle ultime apgine veniva presentata una rubrica di approfondimento dall'inequivocabile titolo:
"Gli ufo sono fra noi!".
E guarda caso si parla sempre dell'avvistamento del capitano Mantell, anche se in questo secondo numero vi è la parte finale della storia, che era stata mostrata addirittura in un anime del 1975 e in un libro sugli ufo del 1975/76:
"Questo è un UFO! I dischi volanti" (Toei 1975) e "Contatti con gli extraterrestri" (Rizzoli 1976) 
Il capitano Mantell, suo malgrado, diventò l'eroe di tutti gli ufologi del pianeta, dagli Usa al Giappone, passando per il vecchio stivale.
Pur mancando la stupenda sigla di "Ufo Shado", ecco la puntata di oggi, in cui Paul Foster entra a far parte della S.H.A.D.O.!


giovedì 9 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection 99 Nuovi Minidischi



No, nella scatola non ci sono tre "Nuovi Minidischi", che poi saranno stati anche nuovi, ma venivano massacrati come i vecchi... Nel fascicolino-ino-ino-ino si può leggere che il ministro Dantos (uscirà  il 28 luglio) poteva contare su mostri spaziali di nuova generazione, "oltre che su di una flotta di minidischi più potente e perfezionata".
Sinceramente questa cosa mi suonava un po' strana, e quindi mi sono andato a riguardare la puntata numero 53 (mi pare) in cui esordiscono in battaglia questi "nuovi minidischi", infatti Maria e Venusia li annientano senza nessuna difficoltà... posto le relative prove più in basso.
Forse in puntate successive daranno più filo da torcere ai nostri eroi, anche se a me non pare, ma il loro primo combattimento è un vero flop.
Tornando alla 99esima uscita (T_T) della GNRC, devo dire che il pezzo è parecchio sbavato. Vorrei tanto sapere quali attrezzi sono messi a disposizione di chi deve svolgere questo lavoro, perché sarebbe un lavoro, non hobbistica... dai risultati parrebbe che abbiano usato un pennello per infissi.
Credo che resterò con i miei dubbi e curiosità, dato che alla Fabbri/Centauria non si preoccupano del risultato finale che mettono in vendita, figuriamoci se si preoccupano di dare queste informazioni ai clienti.
Sbavature anteriori.



Sbavature posteriori.


Modellini perfetti in ogni dettaglio!

          


Per fortuna il modellino è delle stesse dimensioni del minidisco vecchio e del TFO, così Alcor si è potuto un po' divertire a caccia, ma lui era la preda  ;)
Torno alla questione della forza in combattimento di questa seconda versione più potente e perfezionata, come recita il fascicolino-ino-ino-ino.
Questo è il momento del primissimo battestimo in battaglia: Venusia e Maria (non Tetsuya e Peter Rei...) incontrano i nuovi minidischi e...

martedì 7 giugno 2016

TV Sorrisi e Canzoni N° 16 dal 16 al 22 aprile 1978 - Terza settimana di programmazione di "Atlas Ufo Robot" sulla Rete 2 Rai


Terzo numero consecutivo di "Tv Sorrisi e Canzoni" della terza settimana di programmazione di Goldrake:
TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 2 al 8 aprile 1978 - "Atlas Ufo Robot" (genesi della bufala degli anime fatti al computer?), di Paolo Cucco + prima puntata di Goldrake!

TV Sorrisi e Canzoni N° 15 dal 9 al 15 aprile 1978 - Seconda settimana di programmazione di "Atlas Ufo Robot" sulla Rete 2 Rai

Come nel precedente numero non c'è nessun articolo su Goldrake, e neppure un'immagine nei programmi tv, ma di nuovo, invece, c'è un articolo sugli extraterrestri, con un richiamo all'orario di programmazione di "Atlas Ufo Robot". Evidentemente se nel titolo della serie c'era la parola "Ufo", qualsiasi ufo poteva andare bene, un ufo vale l'altro, no?
L'altro cartone che veniva trasmesso assieme ad "Atlas Ufo Robot" era quello di Superman, che sarebbe dovuto essere, nell'intenzione originaria dei produttori di "Buonasera con...", il protagonsita della trasmissione per ragazzi, ed invece sappiamo tutti com'è finita: Superman 0 - Goldrake 10!
A dire il vero non mi ricordo neppure se mi misi mai a guardare il cartone di Superman, immagino di si, ma Goldrake era così strabiliantemente innovatore, che quelle puntate di Superman caddero nel dimenticatoio. Molto probabilmente fu proprio quel cartone di Superman far risaltareancor più quanto fosse rivoluzionario "Atlas Ufo Robot".
Quindi, questa volta, l'articolo di TV Sorrisi e Canzoni omaggiava il famoso Superman, ma anche la dolce fatina Maria Giovanna Elmi (con una serie di simpatiche foto), la prima conduttrice di "Buonasera con...".


domenica 5 giugno 2016

"Ma Goldrake è migliore dei genitori di Pollicino", di Aida Ribero - "Stampa Sera" 27 febbraio 1980


AVVISO DEL 2026:

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HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.



Per non correre il rischio di dare l'impressione che tutti i giornalisti (e giornaliste) italiche si fossero coalizzati contro gli anime, mi sembra il caso di mostrare un articolo che sfoggia del semplice buon senso. Nulla di più di una posizione moderata, ma dopo aver letto tanti articoli vaneggianti, il buon senso pare già qualcosa di rivoluzionario. La giornalista, tra l'altro, non pare informatissima sugli anime del periodo (chi è Abdora?  O_o Ashura?), però bastava paragonarli alle nostre fiabe, per rendersi conto che i "cartoni animati giapponesi" non erano di certo più virulenti dei genitori di Pollicino...
Intanto è già meritorio che non si legga del fantomatico uso del computer per fare gli anime, che dopo l'articolo di Paolo Cucco sul TV Sorrisi e Canzoni N° 14 (dal 2 al 8 aprile 1978), era ormai diventata una verità acquisita, ripetuta anche da chi si schierava a favore delle serie nipponiche.
Sia la giornalista che l'esperta di turno (la psicologa Liana Valente) apprezzano le innovazioni tecniche degli anime, ma li promuovono anche dal punto di vista educativo. Per compiere questo miracolo è bastato confrontarli con chi era messo peggio: le fiabe...
Comunque Aida Ribero pare quasi preferirli ai cartoni della Disney, non lo scrive chiaramente, ma da un suo giudizio mi sembra di intuirlo (mia opinione).
Le trame delle serie robotiche vengono messe in relazione con l'inedito (per noi) telefilm inglese che la Rai aveva iniziato a trasmettere mercoledì 6 febbraio (ho il numero di TV Sorrisi e Canzoni): Doctor Who.
Per la cronaca questa fu l'unica serie del Doctor Who trasmessa in Italia fino agli anni 2000.
A voler essere un po' obbiettivi la psicologa, che fungeva da esperta, non è che le azzecchi tutte. Certo, non condanna gli anime, a differenza di altri suoi colleghi, però alcune delle motivazioni che porta a loro favore sono obbiettivamente inesistenti, a dimostrazione che essere laureati in qualcosa non trasforma la persona in tuttologo.
Secondo Liana Valente negli anime non si vedevano mai ferite, sangue, torture o sadismi. Errata anche l'affermazione che negli anime non ci fossero legami di parentela che potessero far sentire tradito il bambino, come capita con i genitori di Pollicino.
Immagino che lei non li vedesse  :]
Comunque il suo giudizio finale è positivo, in quanto il bambino, più che identificarsi con gli eroi, si schierava a loro fianco, ne diventava un alleato spettatore.
Ricomincio dall'articolo.
Anche i preti citavano sempre Abdora: ora et abdora! O era "ora et labora?  :]
Comunque io, di Mazinga Z, ho perso praticamente tutte le puntate, a differenza dei bambini citati dalla giornalista, e non ho nessuna intenzione di recuperare ora, ne Abdora  :]


venerdì 3 giugno 2016

"Remi il girovago della tv" - Clementoni 1979


La Clementoni mise in commercio due giochi in scatola su Remì, "Remi il cantastorie della tv" (che recensirò più avanti) e questo "Remi il girovago della tv", sinceramente posso anche capire il primo nome, anche se più che cantare, Remì suonava... ma perchè "girovago della tv"?  O_o
Pure il sottotitolo della confezione rimarca questa inesistente caratteristica itinerante televisiva di Remì:
"Un gioco avvincente che vi condurrà a rivivere le avventure del piccolo girovago della tv".
 Il carattere più grande l'ho inserito per rispettare quello presente sulla confezione  ;)
Venne trasmesso sulla Rete Uno Rai, e non è che la seconda puntata fosse sulla Rete due, e la terza su "Milano TV"... in quel caso sarebbe stato un girovago della televisione. Ma si sa che quando si trattava di "cartoni animati giapponesi" mediamente tutti perdevano il senso della ragione, dai giornalisti agli adattori delle serie, fino ai produttori di giocattoli, era una epidemia di illogicità.
Ma forse quel "girovago" era inerente al suo continuo viaggio nella storia, ergo non andava letto letteralemente...   ^_^
Sulla confezione compare l'anno 1977, ma ovviamente non può essere la data della messa in vendita del gioco, visto che in Italia arrivò nell'ottobre del 1979, ma è l'anno di prodizione dell'anime in Giappone. Per risalire alla data di messa in vendita in Italia tornano sempre utili le pubblicità sui Topolino, infatti nel numero 1255 del 16 dicembre 1979 compare la pubblicità qui sotto, che già che c'era accennava anche al secondo gioco in scatola sopra citato.


Ai tempi non ci ho mai giocato, quindi non posso giudicare se fosse un bel gioco in scatola, comunque non parrebbe brutto. Il tabellone è molto grande, con tantissime immagini tratte dall'anime, il percorso è variegato e non vincolato, potendo scegliere in alcuni punti la direzione da prendere, inoltre la Clementoni vi inserì la nave di mamma Milligan e la casetta di mamma Barberin. Quindi anche scenicamente non era malvagio.


Parto con il regolamento, sul quale direi che la Clementoni si applicò, non limitandosi ad un semplice gioco dell'oca. E' anche apprezzabile lo sforzo della Clementoni di essere molto dettagliata, non mi pare siano stati lasciati dubbi sulle regole.

giovedì 2 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 15 Centro di Ricerche Spaziali (prima versione)


AVVISO DEL 2026:

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MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).

A MALINCUORE NON HO POTUTO FAR COLLIMARE IMMAGINI E COMMENTO IN TUTTA LA GNRC, I POST CON LE IMMAGINI CANCELLATE ERANO TROPPI...



No, nel modellino non c'è un goldrekkino che esce dalla cascata come nella copertina del fascicolino-ino-ino-ino, non sarebbe stata una brutta idea, ma tremo al solo pensiero di come sarebbe stato fatto il mini Goldrake... precisato questo fatto, devo dire che la base è bella. Forse qualche particolare sembrerebbe un po' fuori scala rispetto all'anime, però hanno messo anche la strada sterrata che porta al centro di ricerche spaziali  :]
Guardando questi modellini mi capita di notare cose su cui non avevo mai riflettuto. Stante che la base è posizionata sopra un bacino idrico, nella realtà sarebbe una configurazione ingegneristica fattibile? Una diga la reggerebbe una base di quella grandezza e profondità? Considerando anche le continue vibrazioni dovute a tutte le partenze di Goldrake e agli attacchi di Vega.
Attendo eventuali lumi da esperti nel settore ingegneristico dighesco  :]
Dato che qualcuno me lo ha chiesto per la Fortezza delle Scienze, metto anche le misure:
lato lungo = 12,5 cm; lato stretto = 8 cm; altezza nel punto più alto = 7,4 cm.
Prezzo 19,99€  ^_^
Consiglio di guardare le immagini ascoltando le bgm di Goldrake  :]




Avendo in mano questo modellino mi è sorta una domanda rispetto alla prima puntata di Goldrake, quando Actarus si lancia dalla moto, in stile Hiroshi Shiba (ma la sua non si sfasciava), tuffandosi in acqua, per poi sbucare nei sotterranei del Centro Ricerche Spaziali.
Dove si tuffa di preciso Actarus in quel frangente?
Sinceramente non ci avevo mai fatto caso, ho sempre pensato che si tuffasse sul davanti della base, mentre si lancia nel bacino posteriore. Bisognerebbe capire chi abbia progettato la diga, facendo un passaggio al suo interno...


Go Nagai Robot Collection 98 Fortezza volante Guru


Sinceramente non saprei cosa inventarmi sulla fortezza volante Guru  >_<
Che è una fortezza?
Che è volante?
Che è brutta?
Non la versione della GNRC, ma proprio la versione originale... è veramente sciatta, Nagai, o chi per lui, si poteva sforzare un po' le meningi, una roba così l'avrei disegnata pure io alle elementari...
L'unica annotazione degna di essere citata è che la fortezza volante Guru diverrà, nell'ultima puntata, la bara volante Guru, in quanto il conte Blocken ed il Dottor Inferno ci creperanno dentro  :]
Più sotto ho messo alcuni fermo immagine dell'epilogo finale, in cui Mazinga Z entra ed esce dalla fortezza(?) volante Guru come il coltello nel burro... capisco sempre di più il perchè nella puntata dopo prenderà un sacco di mazzate dai Mikenes... abituato a combattere con fortezze volanti fatte in carbonio...
Per il resto il modellino riproporre, direi fedelmente, il disadorno originale. Tranne per, mi pare, l'inclinazione delle ali, che nell'anime mi son parse dritte, mentre il mio modellino le vede inclinate verso il basso, ma se non avessi visto l'ultima puntata non me ne sarei mai accorto.
Mentre mi sono accorto subito che la testa è un pelino inclinata, lo si nota bene dalle foto più sotto prese dal davanti, forse stava virando...


La fortezza(?) volante Guru dalle solite svariate angolazioni.