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domenica 18 dicembre 2016
"Odissea veneziana nel paese delle meraviglie", di Almo Paita - Historia dicembre 1982
Nel dicembre del 1982 la febbre da "Milione" stava contaggiando il pubblico televisivo italiano, il kolossal Rai era pronto per sbarcare nelle case degli italiani, replicando il successo avuto negli Usa, dove pare che ebbe 100 milioni di spettatori (fonte questo stesso articolo).
Quindi la rivista Historia gli dedico un interessante approfondimento, quasi totalmente storico, con un riquadro sullo sceneggiato.
Le immagini, invece, sono quelle della co-produzione Rai, dove spicca il protagonista Ken Marshall, che ho scoperto solo da relativamente poco (grazie ad altri articoli) non fosse il protagonista designato, in quanto subentrò dopo un doppio forfait, a cui accenna anche il giornalista.
La parte inerente lo sceneggiato.
Il lungo ed interessante articolo storico sull'avventura di Marco Polo.
sabato 17 dicembre 2016
"Goldrake baby-sitter", di Luca Goldoni - "Corriere della Sera" 26 aprile 1980
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QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.
HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.
MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).
IN QUESTO SPECIFICO POST SONO RIUSCITO A RISISTEMARE CORRETTAMENTE LE IMMAGINI IN BASE AL TESTO CHE SCRISSI AI TEMPI.
Il suo articolo, comparso sul Corsera il 6 gennaio 1979, dal titolo "Arriva Goldrake arrivano i nostri (scorrere il post fino alla quinta scan) anticipò di un giorno la condanna senza appello dell'onorevole Silverio Corvisieri.
Passato un anno e mezzo, non due anni come afferma lo stesso Luca Goldoni, le polemiche infuriano più forti che mai, e stavolta Luca Goldoni tentenna un po', non si erge più a difensore del difensore della Terra. E' ragionevole pensare che, come scrive lo stesso giornalista, forse si fosse stufato di tutti i cloni (dal suo punto di vista adulto) di Goldrake, oppure non se la sentì di andare contro lo tsunami dilagante che ormai si era abbattuta sui fan dei robottoni.
Comunque, pur non difendendolo più a spada tratta, Luca Goldoni tende a stigmatizzare il panico anti goldracchiano scatenato dai 600 impavidi genitori di Imola:
600 genitori di Imola 1
600 genitori di Imola 2
600 genitori di Imola 3
600 genitori di Imola 4
600 genitori di Imola 5
Un lettore gli "rinfaccia" il suo appoggio iniziale a Goldrake (come eravamo messi... tipo Guelfi e Ghibellini...), come se il successo di Actarus e soci fose colpa di Luca Goldoni... e lui un po' si schermisce, e un po', invece, fa presente le contraddizioni dei pedagoghi in materia di ciò che avrebbe fatto bene o male ai bambini.
Coloro che sparavano a palle incatenate contro Goldrake erano gli stessi che avevano una coerenza degna di Verdini (che poi a modo suo è coerente...).
Pur dando a Goldrake del "cretino galattico", fa presente che tolto il robottone non è che si sarebbe eliminata la violenza in tv.
Peccato per quel "cretino galattico" T_T
venerdì 16 dicembre 2016
"Kojak, il grande gioco poliziesco (presentato in TV da Telly Savalas)" - Editrice Giochi (1976)
Personalmente ho sempre preferito i giochi in scatola con una corposa dotazione di materiale:
carte, cartine, segnalini (possibilmente non anonimi), meccanismi plastici e cartacei, ruote, roulette, tanti dadi etc etc...
Ed il gioco in scatola di Kojak rispettava alla perfezione questo prerequisito, inoltre la meccanica del gioco era particolare, necessitando anche di una certa manualità per preparare il tabellone, che era una fase facente parte essa stessa del divertimento globale. Il regolamento era ben spiegato, lasciando poco margine alle interpretazioni, che dalle mie parti erano praticamente la regola che sostituiva il regolamento...
Infine le dinaimiche di gioco contemplavano l'utilizzo di una certa dose di tattica ed astuzia, per impedire a qualche furbastro di vincere la partita dopo che l'investigazione l'avevi fatta tutta tu... ma se, di contro, anticipavi troppo la soluzione del caso, potevi rischiare l'eliminazione.
Ma quale era lo scopo del gioco?
Diventare Kojak!!!
No... non nel senso di grego e/o pelato... ma abile tenente del 13esimo distretto di Manhattan!
Qualche considerazione sulla bella immagine della scatola.
Per prima quella un po' triste, lo skyline di New York non è più quello della foto...
Telly Savalas era il richiamo principale del gioco, oltre al nome campeggia il suo simpatico faccione, che, stranamente, non era intento a suggere il classico lecca lecca, ma impegnato a telefonare.
Per questa confezione la "Editrice Giochi" inserì il suo logo all'interno di un distintivo da tenente del "New York Police Departiment".
Purtroppo scopro nuovamente, dopo "Il gioco del west (a 3 dimensioni)", che il gioco non fu una invenzione della Editrice Giochi, ma una riedizione della versione statunitense della "Arrow Games":
Kojak Detective Game (1975)
Dalle immagini del link sopra (dove ci sono due versioni del gioco), confrontate con il video qua sotto e alle scan, si può notare, comunque, le numerose modifiche apportate alla versione italica. Tipo il numero di edifici, il tabellone, alcuni segnalini e la confezione interna, dove si può vedere un'altra immamgine di Kojak in bianco e nero.
Rispetto al solito nel video non si vedrà il tabellone di gioco già assemblato, il perché lo spiego più sotto ;)
Come accennavo il regolamento è ben fatto, particolarmente originale, non la classica modalità da gioco dell'oca.
giovedì 15 dicembre 2016
Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 22 Astronave del Signore del Drago
La puntata 41 di di Jeeg vede l'esordio dell'astronave del Signore del Drago, con un design un po' particolare, con quel castello buttato lì un po' a caso, tipo costruzione abusiva, che è forse l'oggetto fuori posto del mezzo. Comunque io ho sempre preferito l'astronave di Himika. Escludendo la serie di Mazinga Z, in cui sono meno ferrato, rispetto a Goldrake e al Guretto, in Jeeg coabitano contemporaneamente due astronavi, la vecchia e la nuova, cosa che negli altri due anime non mi pare accada mai (vado a memoeria, senza fare ricerche confermative).
Devo dire che il modellino non è malaccio, e non è neppure piccolo, neanche rispetto all'astronave di Himika, che è occupa più spazio a causa dei draghi. L'astronave dell'usurpatore non si può consederare più piccola neppure rispetto alle altre, più o meno sono tutte grandi uguali. Sempre ricordando che mai la GNRC aveva promesso modellini in scala tra di loro, l'unica cosa che non aveva millantato...
Mi ero riproposto di non tornare sul contenuto del fascicolino-ino-ino-ino, impegno che ho mantenuto. Questa volta farò un'eccezione in quanto mi ha colpito il fatto che nella paginetta di testo riguardante l'astronave del Signore del Drago si narri dell'epilogo del manga... tanto per ribadire che la schizzofrenia sulle versioni manga/anime continua incessantemente. Non che ci sia nulla di male a racontare le pagine finali del manga, ma si genera confusione in chi non lo ha mai letto (direi la stragrande maggioranza), sarebbe bastato specificare che il commento scritto non si riferiva alla versione animata, ma al fumetto. Aggiungendo, magari, a quale fumetto, vista l'abitudine gonagaiana di fare millemila remake di qualsiasi cosa...
L'astronave del Signore del Drago dalle solite svariate posizioni.
mercoledì 14 dicembre 2016
Go Nagai Robot Collection 121 Dera Dera
Arrivato con una settimana di ritardo, per motivi tecnici indipendenti dalla loro volontà, che ormai ha rimpiazzato il mitico "a mia insaputa", ecco Dera Dera, è il mostro spaziale pilotato da Haruk, protagonista dell'uscita 109.
Visto che la recensione della puntata l'avevo già fatta in occasone dell'uscita di Haruk, questa volta mi concentrerò solo sullo scontro tra Dera Dera e Goldrake. Devo dire che il mostro spaziale di Vega ha messo in difficoltà il nostro eroe robotico, e se non fosse stato per il senso di colpa instillato da Actarus nella coscienza di Haruk, chissà come sarebbe finito lo scontro...
Ok, sono comunque cartoni animati, però vedere un invasore spaziale che va in crisi per aver ucciso un piccione, quando la sua missione sulla Terra è quella di sterminare il genere umano, fa un pelino ridere :] però, riflettendoci, avrebbe potuto avere una carriera politica >_<
Piccola chiosa un po' fuori tema.
La settimana scorsa mi sono recato al negozio della Yamato Video di Milano, era un po' che non ci andavo, hanno spostato tutto, pure la cassa... creando un angolo strapieno di GNRC, su cui campeggia il simpatico cartello che si può leggere qua sotto.
La prima considerazione che mi viene in mente è che di pezzi gliene sono avanzati parecchi, e se qualcuno necessita di qualche uscita, ci faccia un salto, visto l'offerta in fatto di quantità e prezzo.
Considerando che ho visto in alcune fiere interi scatoloni pieni di confezioni della GNRC, la speranza che la collezione possa acquistare un qualche valore in futuro, credo che sia una mera illusione :]
Dera Dera dalle solite consuete varie angolazioni.
domenica 11 dicembre 2016
Guida ai super robot, l'animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980
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TITOLO: Guida ai super robot, l'animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980 AUTORE: Jacopo Nacci
CASA EDITRICE:Odoya
PAGINE: 302
COSTO: 20€
ANNO: 2016
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': Ancora reperibile a Milano
CODICE ISBN: 9788862883290
Parto subito con l'antipatia. Secondo me il titolo sarebbe dovuto essere “Guida filosofica ai super robot”, perché le interessanti analisi e conclusioni dell'autore sono, purtroppo, un pelino ostiche.
abisso; avvenuto-cataclisma; catastrofe-già-avvenuta; cosmogonia dell'orfano alieno; cosmogonia dualistica; cosmogonia monistica; decremento dell'abisso; figura spiritualizzata; guardiano del varco; incremento dell'abisso; irruzione dell'abisso; irruzione nell'abisso; mediatore di mondi; orfano alieno; padre della tecnica; varco.
sabato 10 dicembre 2016
Parole, numeri e magia (volume 7, 1976) - collana "Il mondo dell'occulto"
TITOLO: Parole, numeri e magia (volume 7) - collana "Il mondo dell'occulto"
AUTORE: Stuart Holroyd
Sommando il mio scarso feeling con la matematica, alla mia intolleranza all'occultismo et similia, ne risulta che questo volume della stupenda collana "Il mondo dell'occulto" non mi ha galvanizzato come i precedenti che ho recensito... le perle non mancano, ma non ha lo stesso spessore del volume sugli extraterrestri o sulle facoltà paranormali.
L'autore ci buttò dentro anche un po' di Giappone, lo si nota già dalla copertina, mi rimane oscuro il perchè >_<
L'incipit del volume è molto sorpassato, ormai basta pasturare a soldi ed ottieni tutto il potere che vuoi, magari con uno spruzzo di tv e giornali, un po' di becero populismo, una stuzzicata alla pancia degli elettori impauriti, ed il gioco è fatto.
Altro che aurea, numerologia, cabala, talismani, destino, incantesimi o monumenti preistorici, basta andare dal chirurgo plastico e raccontare qualche bestialità, pare funzioni ottimamente :]
Il primo capitolo indaga la casualità, ovviamente per l'autore il caso non esiste, non esiste il libero arbitrio, tipo Berserk, che credo ai curatori della collana sarebbe piaciuto un sacco :]
Ovviamente l'autore avvalora le sue strampalate teorie con la scienza, gli scienziati, ma anche la filosofia, che non sono mica la medesima cosa.
giovedì 8 dicembre 2016
"Il regno dei sogni e della follia" un film di Mami Sunada - Lucky Red (2013)
Non posto la recensione di un DVD appena uscito, ma quella di un documentario già sul mercato da qualche tempo. Era un po' che riflettevo se comprarlo o meno, temevo fosse una stucchevole agiografia di Miyazaki e dello Studio Ghibli, ed anche dopo averlo acquistato a Lucca ci ho messo un po' per decidere di vederlo. Ovviamente non è che nelle due ore del documentario si spari a palle incatenate contro i membri dello Studio Ghibli, in fondo è un omaggio ad un genio dell'animazione (e non solo) e ad uno studio di animazione che ha creato delle piccole opere d'arte, però non è una leccata (scusate il francesismo) lunga 120 minuti.
E' un film molto giapponese, è la prima volta che vedevo un documentario di matrice nipponica, ed effettivamente un po' ti spiazza, come ti avevano spiazzato i primi lungometraggi che avevi visto anni or sono. Ci sono molti silenzi, ma anche molte opinioni dei protagonisti, magari queste non sono tra loro correlate, cioè non sempre seguono un filo logico (o magari il filo io non l'ho notato), ma nel totale si capiscono aspetti che dalla mera lettura dei saggi su Miyazaki e lo Studio Ghibli non si riescono a cogliere. Probabilmente sono solo inezie, piccole abitudini, ma Hayao Miyazaki dopo questo documentario ha acquistato uno spessore più reale, nè migliore nè peggiore, semplicemente un po' più materiale.
Come al solito metterò i fermo immagine di alcuni momenti del documentario, cercando quasi sempre di non spoilerare fatti importanti, limitandomi a mostrare le curiosità che mi hanno colpito. Ho dovuto ben selezionare le immagini, perchè di momenti interessanti il documentario è pieno. Il protagonista assoluto è ovviamente Miyazaki, avviso che di Takahata se ne parla abbastanza (comprese molte critiche!), ma si vede solo alla fine, e non parla mai in prima persona. L'altro personaggio dello Studio Ghibli che contende la scena al capo, è il produttore Toshio Suzuki.
Come accennavo si potranno ascoltare un certo numero di critiche verso Isao Takahata, che in quel momento era all'opera con "La storia della principessa splendente", tutte incentrate sulla sua tendenza a non rispettare le scadenze.
Il documentario immortala Miyazaki verso la conclusione di "Si alza il vento", e lo stesso regista non lesina critiche a se stesso e alla società moderna, compresa quella giapponese. Comunque non è un documentario "politico", è una finestra aperta sullo Studio Ghibli, noi ci si può dare un'occhiata da fuori, per vedere ciò che abbiamo sempre immaginato. Alcune cose sono come le ipotizzavamo, altre decisamente no.
Le sorprese iniziano subito nel vedere Miyazaki col grembiulino :]
Altra sorpresa è stata la voce che doppia Miyazaki, quella di Robin Williams, Carlo Valli, che non è proprio quella di Mork, però l'ho trovata veramente adatta.
Considerando che il DVD della Lucky Red costa veramente poco, mi pare che a Lucca l'ho pagato 6 o 7 euro, non averlo originale è veramente un delitto, non so se mi spiego >_<
mercoledì 7 dicembre 2016
Yamato, mensile italo giapponese - Settembre 1942
Sono riuscito a recuperare altri tre numeri della rivista italo giapponese "Yamato", purtroppo non quasi gratuitamente con il primo numero che ho postato ( Yamato, mensile italo giapponese - Febbraio 1942 ), ergo ho dovuto scegliere i numeri con gli articoli che mi sembravano più interessanti. Quello che ho adocchiato immediatamente è stato questo, per un incredibile articolo dal fantascientifico titolo "Umanità del soldato giapponese"!!!
Ovviamente non mi permetto di affermare che tutti i soldati, i sottufficiali e gli ufficiali nipponici fossero dei massacratori abituali, ma purtroppo la cronaca storica riguardo il trattamento riservato ai civili e ai prigionieri non depone a favore dell'umanità dell'esercito imperiale.
Si replicherà che questa era una rivista propagandistica, vero, ma lo stupro di Nanchino venne commesso alla fine del 1937, voler far passare il soldato nipponico come buono e servizievole, manco fosse Lupo de Lupis, è addirittura grottesco...
Oltre a questa perla sono presenti altri articoli interessanti, uno che dimostra quanto i giapponesi (e non solo) considerassero importante l'India e le nazioni vicine come ulteriore fronte di guerra, sperando in sommosse popolari contro i colonizzatori inglesi. Un articolo a doppia pagina con molte immagini sui torii, presente anche i copertina. Un altro scritto inerente i fanti giapponesi al fronte, tratto dai diari dei soldati. Due articoli di carattere agricolo-ittico, entrambi interessanti. La rivista si conclude con un breve articolo sul "più potente degli esplosivi", che per l'autore era lo spirito combattivo nipponico, purtroppo saranno gli stessi giapponesi a sperimentare che sarà un esplosivo totalmente scientifico a spazzare via la "forza ideale" del popolo giapponese.
Parto con il sommario della rivista, la numero 9 del settembre 1942.
L'articolo sull'umanità del soldato giapponese sarebbe circa a metà rivista, ma è così fantasioso che merità d'essere mostrato per primo.
Non solo non venivano citati i casi di massacri compiuti verso le popolazioni inermi, e questo si può anche comprendere vista la natura propagandistica della pubblicazione, ma addirittura si raccontava di quanto l'esercito nipponico corresse in aiuto della popolazione sofferente!!!
lunedì 5 dicembre 2016
TV Sorrisi e Canzoni N° 8 dal 24 febbraio al 1° marzo 1980 - Maurizio Costanzo vs Goldrake e Fonzie PARTE 2 + "L'ape Maia insegna ad amare anche gli insetti" di Tiziana Casetti Cerusico
Questo numero che presento è, purtroppo, mancante dell'inserto coi programmi delle tv locali, inoltre alcune pagine si sono perse nei decenni. Nonostante questa condizione non felice della rivista il numero merita, in quanto, oltre all'articolo dell'esordio tv dell'ape Maia, c'è la contro replica di Maurizio Costanzo alle lettere di protesta dopo i giudizi che il baffuto giornalista aveva espresso su Fonzie e Goldrake nel numero 4.
Costanzo pare abbastanza seccato dalle veementi proteste dei fans di Fonzie e Goldrake, probabilmente non si aspettava una levata di scudi così agguerrita per qualche critica a dei programmi insulsi. In fondo è lui ad essere il giornalista, lui critica, gli altri devono accettare le critiche. Evidentemente "gli altri" non accettarono le critiche a Fonzie e Goldrake :]
Personalmente non digerivo Fonzie, mai sopportato, ergo posso anche condividere gli strali di Costanzo.
Su Goldrake, verso il quale, a dire il vero, nel numero 4 si era solo limitato a dire che non lo capiva, Costanzo poteva risparmiarsi delle ulteriori spiegazioni, limitandosi a ribadire che, vista la sua età, non gli interessava l'argomento. Perché, a mio avviso, la contro replica su Goldrake è parecchio peggio della critica iniziale.
In pratica se Costanzo non aveva compreso chi fosse Actarus la colpa non era sua che non si era informato, e che magari aveva visto mezza puntata manco dall'inizio della serie, ma, udite udite "di chi racconta queste storie"!!!
Adesso mi metto a leggere qualcosa di Shakespeare, ma non dalla prima pagina, ma dalla numero 527, e poi scrivo una rece in cui affermo che non si capisce una mazza :]
Non contento insisteva:
"Non si possono scrivere storie pensando che vengano seguite tutti i giorni e, quindi, solo lentamente si capisca chi è il buono e chi è il cattivo. Personaggi e intreccio devono essere chiari sin dalla prima puntata. Se questo non avviene, sono realizzati con confusione.".
Grazie Maurizio Costanzo, grazie veramente per questa perla di saggezza.
Veramente non si possono scrivere storie che necessitano di essere seguite regolarmente per comprenderne la trama?!?!
Forse solo per i bambini o anche per gli adulti?
Perché noi la storia l'avevamo capita, pare che, invece, alcuni adulti faticassero assai, di solito tutti giornalisti...
Inutile aggiungere che nella prima puntata, ma anche nelle successive, viene ben spiegato per ogni personaggio chi esso sia, da quale parte stia, e persino le motivazioni dei cattivi, che non sono cattivi per partito preso. Più chiaro di così!
Certo, prima di scrivere quello di cui sopra, il paffuto giornalista si sarebbe dovuto guardare veramente un paio di puntate, oppure, evitare di scrivere cose a caso.
Lunedì 25 febbraio 1980 esordiva sulla Rete 2 alle ore 17,00 la simpatica Ape Maia, che grazie alla sua neutralità di contenuti non generò mai alcuna polemica. Per fortuna la lobby degli imenotteri vespidi, che nel cartone fanno occasionalmente la parte dei cattivi, non ha mai conquistato il potere in quotidiani, settimanali e telegiornali, ergo la serie non era considerata pericolosa :]
Anche se un giornalista imenottero assai velenoso già imperversava...
Inoltre la positività dell'ape Maia nasceva anche dall'essere identificata come teutonica, non giapponese come i robottoni. Ovviamente nell'articolo non è specificato che venne prodotta dalla Nippon Animation, oppure che, essendo pensata per un target di bambini più piccoli (genere kodomo) non poteva contenere le tematiche di Goldrake o Jeeg.
L'articolo inizia con un bel "Arrivano dalla Germania"... est o ovest?
Direi molto est, appena oltre la Cina ^_^
L'autrice dell'articolo, Tiziana Casetti Cerusico, sempre nel marzo 1980, scrisse un altro articolo sull'ape Maia, ma per il numero zero di Telepiù:
Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980 - "Mazinga ha sedotto Apemaia... Può esser si!" di Tiziana Cerusico
domenica 4 dicembre 2016
Il fumetto "Actarus" N° 9 - "Terrore nei laghi" - agosto 1980
Il nono fumetto della collana "Actarus" è incentrato sulla paleontologia, che come tutti ricordiamo occasionalmente faceva capolino in qualche puntata delle serie gonagaiane. Inutile dire che in questo fumetto i dinosauri diventano i protagonisti della storia, da cui scompare un qualsiasi accenno a Vega, a Goldrake e alla fantascienza in generale. Mi rendo ben conto che insistere nel criticare un qualcosa è abbastanza puerile, però veramente non comprendo cosa spinse l'editore a pagare i diritti di sfruttamento per Goldrake alla Sacis, per poi non inserirlo praticamente mai nel fumetto >_<
Non ho mai notato questo fumetto in edicola da bambino, ma non avrei letto mai un secondo numero, non c'era Goldrake!!!!!!!!!!!!!!!!!
Come inizia l'avvincente avventura?
Vanno tutti allo zoo!!!!! O_O
Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale.
Vengo anch'io. No, tu no.
Per vedere come stanno le bestie feroci
e gridare aiuto, aiuto è scappato il leone,
e vedere di nascosto l'effetto che fa.
Vengo anch'io. No, tu no.
Vengo anch'io. No, tu no.
Vengo anch'io. No, tu no.
Ma perché? Perché no!
Procton, se erano anni che non andavi allo zoo, ci sarà pure stato un perché...
Inizia Quark, con Procton un po' in versione Piero Angela e un po' Roberto Giacobbo :]
venerdì 2 dicembre 2016
C'era una volta... Prima di Mazinga e Goldrake, storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni settanta
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TITOLO: C'era una volta... Prima di Mazinga e Goldrake, storia dei robot giapponesi dalle origini agli anni settanta
AUTORE: Massimo Nicora
CASA EDITRICE: Youcanprint
PAGINE: 186
COSTO: 16€
ANNO: 2016
FORMATO: 21 cm x 15 cm
REPERIBILITA': su internet
CODICE ISBN: 9788892633308
Il contenuto del saggio di Massimo Nicora è già ben chiaro dal titolo del libro, e si completerà con il successivo incentrato su Goldrake, partendo, quindi, da dove finisce questo. L'arco temporale abbracciato dall'autore è molto lungo, dall'epoca Tokugawa ai primi anni del 1970, ovviamente concentrandosi su robot e personaggi robotici/cyborg di matrice nipponica. In particolare nei primi due capitoli si farà sovente richiamo alla storia, alla situazione sociale e politica del periodo, in quanto robot e personaggi robotici vennero ispirati dal Giappone reale. Per chi non ha mai letto nulla sul paese del Sol Levante potrebbe essere un buono spunto per approfondire qualche tematica storico-sociologica (saggistica storica + saggistica sociologica )
Per il contenuto del primo capitolo rimando alla mia recensione di "Manga Avademica 3" che ho linkato sopra.




























