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martedì 30 aprile 2019

Integrazione articoli (68) del 30 aprile 2019 all'indice dell'Emeroteca Anime

A distanza di un mese e poco più ho trovato abbastanza articoli, ben 68, per fare un nuovo post aggiuntivo all'indice dell'Emeroteca Anime, che ad oggi raggruppa ben 798 articoli provenienti da  109 pubblicazioni.
Continua a darmi molte soddisfazioni il filone d'oro delle testate inerenti la scuola, grazie al quale posso annoverare altre quattro riviste che pubblicarono articoli sugli anime:
Scuola e didattica: problemi ed orientamenti per la scuola media; 
Scuola Italiana Moderna;
I diritti della scuola;
Cooperazione Educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa

Come ho già scritto, l'importanza delle analisi di questi periodici "scolastici" risiede nel target della rivista, cioè gli insegnanti e i genitori, e nel livello di approfondimento degli scritti.
Non che manchino gli strafalcioni, però si comprende che i vari autori cercavano di approfondire la questione del rapporto tra bambini/ragazzi e programmi televisivi.
Alle quattro testate di cui sopra vanno aggiunte quelle scoperte nelle settimane e mesi passati:
"Riforma della Scuola"; "Tutto Scuola"; "L'Educatore, quindicinale di pedagogia"; "Genitori e scuola, mensile per la partecipazione alla gestione della scuola"; "Il giornale dei genitori".

Un'altra testata similare a quelle scolastiche è "LG Argomenti", una pubblicazione del servizio bibliotecario di Genova, che si occupava prettamente di letteratura giovanile. Oltre ad alcuni interessanti articoli, la puntuale bibliografia presente in ogni numero, mi ha permesso di risalire ad altre testate ed articoli.
Ho già usato la metafora mineraria, in cui ogni filone d'oro rappresenta una nuova fonte informativa (e dove io sarei il minatore informativo), nel caso di "LG Argomenti" si tratta del più classico effetto domino.

Probabilmente il rinvenimento editoriale più importante di questa nuova integrazioni di articoli è una pubblicazione sul cinema, che mi ha permesso retrodatare i primi articoli sull'animazione giapponese al 1969.
La rivista in questione è "Segnalazioni Cinematografiche", che aveva carattere semestrale, ed era pubblicata dal "Centro Cattolico Cinematografico".
Le sale cinematografiche che facevano capo alla chiesa non potevano proiettare, per ovvi motivi, qualsiasi film, ma come poteva fare il don a sapere che in un qualche punto della pellicola ci sarebbe stata una scena sconsigliata ai più giovani, magari accompagnati dalla famiglia?
Consultava "Segnalazioni Cinematografiche"!
Nella pubblicazione è presente una sinossi del film, con relativa valutazione "pastorale" a beneficio di chi avrebbe dovuto scegliere cosa proiettare. Talvolta i giudizi sui film possono far sorridere, però bisogna considerare che si parla di un periodo che va dai 40 ai 50 anni fa, l'Italia in fatto di costume sociale è cambiata parecchio... ciò che allora faceva scalpore, oggi lo vediamo nelle pubblicità.
Quindi sarebbe ingeneroso valutare col metro di oggi quei giudizi.
La precisione della rivista mi ha permesso di risalire a tutti (tranne uno) i film d'animazione passati per il grande schermo italico. Una vera miniera informativa piena di notizie interessanti, in quanto erano scritti i nomi degli autori, la casa di produzione etc etc.
Preciso che l'arco temporale della mia indagine parte dal 1968 fino al 1982.

I nomi delle altre nuove testate con articoli sugli anime sono:
Tuttolibri (inserto de "La Stampa");
Isca Informazioni;
CM cinema teatro televisione stampa radio pubblicità;
ikon ricerche sulla comunicazione rivista dell'Istituto A. Gemell;
Studi Cattolici;
Il Settimanale, politica cultura economia attualità.

Ringrazio Carlo per avermi inviato i due articoli de "La Stampa" e "Stampa Sera" del 1982 su Lady Oscar, che a quanto pare mi erano sfuggiti.

Di seguito i 68 articoli di questo aggiornamento

venerdì 26 aprile 2019

"Il fascino indiscreto dei videogames", di Piero Cusinato - "Cooperazione educativa - La rivista pedagogica e culturale del movimento di cooperazione educativa" del febbraio 1983


Cercando articoli sui cartoni animati giapponesi mi imbatto spesso su scritti di altre tematiche che ritengo comunque interessanti, tipo il mondo delle emittenti televisive private oppure i videogiochi.
E visto che ultimamente sto trovando valanghe di articoli sugli anime, ed infatti ne sto postando numericamente di più rispetto al solito, di conseguenza ne trovo anche su queste altri argomenti.
Questa volta ho pescato un articolo inerente i videogiochi sulla rivista "Cooperazione Educativa", che si occupava, e si occupa tutt'ora, di informazione e formazione a livello scolastico, in pratica era letta dagli insegnanti e anche da un certo target di genitori (quelli più impegnati).
Questo filone "scolastico", che ho scoperto relativamente da poco, lo ritengo assai "educativo", in quanto gli articoli non erano scritti in fretta e furia come per i quotidiani con lo scopo di vendere qualche copia in più, e quindi con l'esigenza di sbattere il mostro (anime o videogiochi) in prima pagina, ma si prefiggeva la mission di analizzare una singola tematica e creare un dibattito tra gli insegnanti.
Sia chiaro, non vuol dire che queste pubblicazioni "scolastiche" riportassero analisi corrette o sensate, però erano scritte con più accuratezza rispetto ai quotidiani, non per nulla in molte di queste sono riportate le note con la bibliografia.
Nel 1983 i videogiochi avevano appena superato il periodo della loro novità assoluta, e stavano per consolidarsi nelle case degli italiani, come venivano mostrati agli insegnanti e ai genitori?
Dal titolo già si intuisce qualcosa, specialmente dall'aggettivo "indiscreto", che non ha una accezione positiva, anche se non è di certo insultante come era quello di "diseducativo" appioppato ai cartoni animati giapponesi.
I videogames ci affascinavano, ma per Piero Cusinato erano indiscreti, perché?
Non l'ho capito  ^_^
Non l'ho capito perché l'articolo non mi è parso poi molto negativo sui videogiochi, l'autore avanza delle analisi anche sensate, entrambe le sue due conclusioni finali non le ho trovate insultanti, anzi, più che ragionevoli.
L'unica cosa che mi è rimasta oscura riguarda il commento sul videogioco "Raiders", che secondo l'autore vendette negli Usa "quanto, se non di più del film stesso".
Quindi, incuriosito da questa affermazione, ho cercato quali fossero il videogioco ed il film:
Il titolo corretto del film era "Raiders of the Lost Ark", cioè "I predatori dell'arca perduta"   ^_^
E non poteva scriverlo direttamente?
Il videogioco era quello dell'Atari:

        


Mi sorge il dubbio che Piero Cusinato non avesse colto questo legame con il film di Indiana Jones, uscito addirittura  nel 1981   >_<

giovedì 25 aprile 2019

"La Televisione del Sol Levante" - Millecanali ottobre 1983


Lo scorso inverno ho scoperto il mensile "Millecanali", che si occupava espressamente di tutto ciò concernesse radio e televisione, con un occhio di riguardo alle emittenti private.
Ovviamente non mancavano articoli sugli cartoni animati giapponesi, dai semplici trafiletti in cui si annunciavano nuovi anime agli articoli di approfondimento.
Ecco i tre post su "Millecanali" che ho inserito fino ad oggi:
"Mamma, voglio Mazinga!", di Tullio Camiglieri - "Millecanali: mensile di radiotelevisione, audiovisivi e comunicazione" maggio 1980

Pubblicità dei distributori di programmi televisivi 1979/81: AB International ed altri meno noti

"Associazioni: il gioco delle parti (Anti; Filet; Fiel; Fred; Arci)" - Millecanali n° 51 marzo 1979

Nel numero di ottobre del 1983 "Millecanali" dedicò addirittura la copertina alla televisione giapponese, con uno speciale che ne svelava programmi, storia, emittenti e l'innovazione tecnologica.
Sono presenti più articoli:
La TV giapponese: 30 anni di giovinezza;
La legge della libertà;
La forza documentaria;
Le reti commerciali;
Televisione che passione!;
TV ad alta definizione;
Il futuro.

Gran parte dell'approfondimento richiama la televisione di Stato NHK, la stessa che ci donò, assieme a Miyazaki, il capolavoro di "Conan il ragazzo del futuro", ma non mancano informazioni sulla tv commerciale: TBS; Fuji TV; NTV; ABC.
Penso che alla data dell'ottobre 1983 questo focus sulla tv giapponese fosse il primo pubblicato in Italia, di certo il più approfondito. Potrebbe essere scontato, ma mi pare giusto sottolineare che queste informazioni in quegli anni non erano di facile reperimento, niente web e costi dei viaggi in Giappone molto alti limitavano la circolazioni delle informazioni.
Purtroppo nella rivista non è specificata la fonte informativa a cui attinse la redazione, ma personalmente ipotizzo fosse la traduzione di una rivista francese. Infatti nell'articolo "La forza documentaria", nel punto in cui si accenna ai prodotti televisivi esportati dalla NHK, si cita una serie animata della Toei: Albator!  ^_^
Albator è il nome francese di Capitan Harlock... in pratica la redazione di "Millecanali" fece una traduzione quasi integrale dell'articolo francese, scrivo quasi, perché tre righe sopra ad Albator, si parla di Goldrake, e non di Goldorak.
Sono rimasto attonito, anzi, sgomento, nel leggere quale fosse il metodo di riscossione del canone di abbonamento alla NHK. La "Nippon Hoso Kyokai" faceva (e immagino faccia tutt'ora) un contratto con tutti i possessori di televisori, un contratto basato sulla fiducia!
In quanto non c'erano multe in caso di inadempienza!!!
Proprio uguale all'Italia, dove prima della legge che ha inserito il canone Rai nella bolletta elettrica, c'erano milioni di italiani che non lo pagavano...
Anche in Giappone, come nell'Italia del 1983, esistevano due tipi di abbonamento alla tv pubblica, uno per i possessori di tv in bianco e nero (580 yen) ed uno per le tv a colori (880 yen).



martedì 23 aprile 2019

Megaloman (1979) - puntata 5



In questa quinta puntata si scopre un altro particolare sulla biografia di uno dei nostri eroi:
Ran (Uan nel dopiaggio italico...) guida una moto di grossa cilindrata!
Non sono un esperto di moto, ma direi proprio che il mezzo di Ran non sia un cinquantino, quindi inizialmente ho pensato che la ragazza non fosse minorenne, come davo per scontato. In realtà in Giappone moto di cilindrata fino a 400cc possono essere guidate tranquillamente dai 16enni.
Questo se ho interpretato bene la tabella qui sotto.



Ovviamente questa è la legislazione attuale, bisognerebbe capire quale essa fosse nel 1979, però considerando il principio secondo cui, di norma, una volta i divieti basati sull'età erano meno restrittivi, si può ipotizzare che Ran poteva andarsene in giro con la sua bella motorona  ^_^
Nel medesimo periodo in Italia tra i 16 e i 18 anni si poteva guidare massimo una moto da 125cc.
L'altro aspetto interessante riguardo alla moto di Ran, oltre che la ragazza indossa il casco (integrale), parrebbe lo stile di guida...



Edit del 24 aprile 2019:
Le sottostanti elucubrazioni partono dal presupposto, magari errato, che la strada incriminata fosse a Tokyo   ;) 

Sia chiaro, da pochi fotogrammi non è che si possa comprendere molto, anche considerando che non conosco il codice della strada giapponese del 1979, però parrebbe proprio che Ran proceda contromano... oppure è l'auto a provenire in senso inverso vietato...
La strada non è a due corsie, infatti l'auto procede al centro della carreggiata, ma Ran se ne va tranquillamente in giro sul bordo della strada   ^_^
Poi chissà, magari nel Giappone del 1979 non c'era l'usanza di dipingere la linea di mezzeria su una strada a due corsie a doppio senso di marciai, mi pare strano, ma potrebbe anche essere.
Nel caso, invece, che Ran stia veramente guidando contromano, considerando l'aggravante che porta a bordo un minorenne, tanti complimenti alla casa di produzione che girò questa scena  :]



La protagonista della puntata è una ragazzina a cui piace guardare le stelle.
Cioè... protagonista è una parola grossa... e non mi è chiaro neppure il senso della sua presenza nella trama della puntata... in pratica se in questa recensione per immagini avessi eliminato Micka, questo è il nome che le appiopparono gli adattatori italici, il senso della puntata non cambierebbe  :]
Ergo anche il titolo non ha praticamente senso...

lunedì 22 aprile 2019

"Il Giappone Moderno" - Giovanni De Riseis (1895) - Capitolo 10



E' già qualche anno che mi ripropongo di leggere questo libro antico (dal mio punto di vista) che narra del viaggio del nobile, poi Senatore, infine podestà(...) di Napoli, Giovanni De Riseis, ma a forza di rimandare rischio che diventi più che antico, direi vetusto...
Sono due le problematiche che mi hanno frenato, in primis il numero di pagine, quasi 600, che non saprei bene come riassumere, in quanto ogni descrizione di un Giappone tanto trapassato può risultare interessante, riportarne un aneddoto, per tralasciarne un secondo, ha ben poco senso.
Inoltre le pagine sono veramente delicate, molto leggere, tanto che nello sfogliarlo c'è sempre il rischio che si rompano, senza contare che alcune parte interne al libro si sgretolano, lo si nota pure dalle scan. Mentre la rilegatura regge ancora bene, considerando che lo scritto, risalente al 1895, fu pubblicato del 1900, ergo 118 anni fa!
Quindi, alla fine, ho pensato che aveva molto più senso scannerizzare per intero lo scritto, ovviamente diviso in più post, in questo modo ognuno potrà fruire di questo documento storico senza dover pendere dal mio punto di vista.

In questo decimo capitolo l'autore si concentra sul teatro giapponese, dato che io non capisco nulla di teatro, men che meno di quello nipponico, non scrivo oltre.

Buona lettura

P.S.
Nel capitolo è presente la traduzione parziale dell'opera teatrale "Gli alberi nani" (Hachinohi)




domenica 21 aprile 2019

Comunicato stampa della "Edizioni Motta" del luglio 1982 sul libro "Pinocchio o i robot"



Nel luglio 1982 la casa editrice "Edizioni Motta" rilasciò un comunicato stampa inerente la pubblicazione dell'inchiesta promossa dalla "Fondazione Nazionale Carlo Collodi" su chi fosse più popolare tra Pinocchio o i robot (giapponesi) presso i più giovani:
Pinocchio o i robot - Inchiesta tra gli alunni della scuola elementare condotta dal "Centro Studi Problemi Giovanili" + commenti dei bambini

Il commento al libricino e le scan lo si trova al link sopra, in questo breve post, invece, inserisco il relativo comunicato stampa, che, ai tempi, in assenza di web e social network, ricopriva un ruolo di maggiore ufficialità rispetto ad oggi (mia opinione).
La "Edizioni Motta" ci diceva "ufficialmente" che le migliaia di bambini e bambini delle scuole elementari da loro intervistati avevano insindacabilmente eletto Pinocchio ad eroe della loro generazione!
Ok, forse il sondaggio era stato un pelino impostato per far vincere il burattino, i commenti selezionati erano per il 67,6% a suo favore, spesso di condanna verso il genere animato robotico, che raggranellava solo il 30,8% di commenti favorevoli, però il "Comunicato Stampa" non lasciava spazio a dubbi   ^_^
Illuminante il commento di Alessandro:
"Se ho scelto Pinocchio è perché non mi piace la violenza dei Robot, che in questo mondo abbonda".

E se lo dice Alessandro...   :]
Considero questo documento una piccola ed illuminante curiosità, e ringrazio Massimo Nicora di avermelo fatto pervenire nel suo formato originale.


mercoledì 17 aprile 2019

Yamato 1941-1943, l'anima del Giappone nelle pagine della rivista



TITOLO: Yamato 1941-1943, l'anima del Giappone nelle pagine della rivista
AUTORE: Ernesto Zucconi
CASA EDITRICE: Novantico Editrice
PAGINE: 271
COSTO: 30€
ANNO: 2012
FORMATO: 25 cm X 21 cm
REPEPRIBILITA': online
CODICE ISBN: 9788898996483

In questi ultimi anni sto cercando di recuperare i numeri della rivista "Yamato, mensile italo giapponese", che venne pubblicata tra il 1941 e il 1943.
La ricerca non è agevole, sovente il costo per una singola rivista, specialmente se tenuta bene, non è basso, almeno dal mio punti di vista, però la pubblicazione è estremamente interessante.
Certo, bisogna cercare di decontaminare gli articoli dalla retorica patriottico-fascista del tempo, sia italica che nipponica, ma, una volta contestualizzati taluni vaneggiamenti da "razza superiore", vi si possono leggere tante informazioni che ci restituiscono un Giappone ormai estinto (fortunatamente, per certi versi...).
Comunque sono da considerare importanti testimonianze anche gli articoli più fanaticamente schierati, in quanto lo scritto resta, ed in un mondo che dimentica sempre più velocemente le lezioni del passato, una bella rinfrescata storica non fa mai male.
Fino ad oggi ho recensito sette numeri della rivista di yamatologia:

Yamato, mensile italo giapponese - Ottobre 1941
Yamato, mensile italo giapponese - Febbraio 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Marzo 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Aprile 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Giugno 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Settembre 1942
Yamato, mensile italo giapponese - Ottobre 1942

 Ergo, quando ho scoperto che nell'ormai abbastanza lontano 2012 era stata pubblicata una raccolta degli articoli presenti nelle tre annate della rivista, me lo sono accattato subito   ^_^
Preciso che il libro non è un saggio sulla rivista "Yamato, mensile italo giapponese", ma una selezione di articoli di ogni numero pubblicato. Quindi, tanto per essere preciso, non sono presenti tutti gli articoli di ogni numero, ma, appunto, una rassegna scelta dal curatore dell'opera, Ernesto Zucconi.
L'unica cosa che ho notato di strano è che per l'annata 1943 in indice sono presentati il numero 1 ed il numero 5 della rivista, mancano il 2,3 e 4.
Alla fine del libro sono presenti le immagini di tutte le copertine della rivista.



La prima pagina della prefazione scritta da curatore dell'opera, che spiega il bene il senso della stessa.

Le scan dell'indice presentano per ogni numero gli articoli che sono stati selezionati.

martedì 16 aprile 2019

Heidi, Goldrake, Mazinga, Remì e Candy Candy al cinema - Dati spettatori e recensioni - anni 1978/79/80/81


La pubblicità a doppia pagina qua sopra è presa da "Cinema D'oggi" del 11 luglio 1978 (pag 14)

A forza di sfogliare migliaia di pagine e passare in rassegna chilometri e chilometri di microfilm, si incappa in tante piccole informazioni che non sono propriamente articoli, ma che a mio avviso restano interessanti, come le pubblicità dei film di animazione giapponesi derivati dalle serie televisive o i dati degli spettatori che questi lungometraggi ebbero.
Nell'agosto del 2014 avevo già fatto un post che riportava del materiale del genere, ma basato su articoli di quotidiani:
Heidi, Goldrake, Mazinga e Remì al cinema - articoli degli anni 1978/79/80

Ora ho accumulato abbastanza materiale per farne un secondo, e lo si potrà visionare in rigoroso ordine di apparizione nella stampa specializzata: Cinema D'Oggi; Rivista del Cinematografo; Almanacco del Cinema; Giornale dello Spettacolo; Lo Spettacolo.

Una eccezione all'ordine cronologico sono i dati generali degli spettatori, presi dai periodici "Giornale dello Spettacolo" e "Lo Spettacolo".
Mi sono sempre chiesto quanti spettatori andarono a vedere Heidi, Goldrake, Mazinga, Remì e Candy Candy al cinema, ed ho scoperto che, alla fine, il numero non fu poi così esiguo.



Sul "Giornale dello Spettacolo" del 23 febbraio 1980 era riportato l'andamento dei film di alcune nazioni europee e del Giappone nelle prime visioni delle 16 città capozona in due ben distinti periodi:
dall'1 agosto 1978 al 27 gennaio 1979;
dall'1 agosto 1979 al 28 gennaio 1980.

Il dato mi sembra interessante perché il periodo non è breve e riguarda cinema di prima visione in città importanti. I film delle nazioni europee sono quelli britannici, francesi, tedesco occidentali, spagnoli, svedesi, danesi e greci. In più c'erano i dati sui film giapponesi proiettati in qui due periodi.
I dati presentati sono il titolo del film, la regia, gli spettatori e il numero di giorni di proiezione.
Probabilmente per "gg" si intendeva il numero di giorni di proiezione per ogni sala che lo faceva vedere, quindi 10 sale per 10 giorni = 100 gg.




Dall'ingrandimento della porzione di pagina coi film giapponesi si nota che, per il periodo dall'1 agosto 1978 al 27 gennaio 1979, ci sono solo film d'animazione derivati dalle serie televisive animate, tre su tre:
La più grande avventura di Ufo Robot = 103245 spettatori in 246 giorni;
Mazinga contro gli Ufo Robot = 94627 spettatori in 312 giorni;
Heidi diventa principessa = 52069 spettatori in 153 giorni.

Ok, quello di Heidi non aveva nessun nesso con la Heidi televisiva, ma le bambine che andarono a vederlo non lo potevano sapere...
Attenzione, ai film giapponesi vanno aggiunti anche due titoli che vennero inserti nei film tedesco occidentali:
Heidi in città = 200984 spettatori per 527 giorni;
Heidi torna tra i monti = 42208 spettatori per 111 giorni.

Da notare che, grazie a questo errore, le pellicole tedesco occidentali non furono, tranne "Sinfonia d'autunno", solo film erotici o pornografici. Basta paragonarli coi film del periodo dall'1 agosto 1979 al 28 gennaio 1980 (di fianco), in cui non ci sono anime abusivi, e la lista è composta solo da film osé   ^_^

Invece i film giapponesi più visti dall'1 agosto 1979 al 28 gennaio 1980 furono:
La più grande vittoria di Jeeg Robot = 46657 spettatori per 192 giorni;
Ecco l'impero dei sensi (proseg.) = 42488 spettatori per 155 giorni;
Mazinga contro Goldrake = 41997 spettatori per 119 giorni.

In pratica "Mazinga contro Goldrake", con meno giorni di proiezione, fece 491 spettatori in meno de "Ecco l'impero dei sensi".

lunedì 15 aprile 2019

"Lupin III - Il Film" Natale 1979 + "Dal Giappone cartone birichino", di P.P. - "Il Secolo XIX" 17 febbraio 1980



L'immagine sopra è presa da "Cinema D'oggi" del 20 dicembre 1979 (pag 3)

Guardando il Documentario "Lupin III - Tutta la Storia" (versione lunga, 2015) ho scoperto che nel Natale 1979 venne proiettato il primo lungometraggio animato di Lupin III:
Lupin III - La pietra della saggezza

Infatti alla fine del documentario (ad un'ora 24 minuti e 50 secondi) visibile al primo link, c'è un piccola chicca dell'inverno 1979, in cui, durante la trasmissione Rai "Trentaminuti" una ragazza annunciava il film per poi lanciare il trailer.
Se avessi visto quella trasmissione, sarei di certo andato a vedermi il film, o meglio, avrei di certo chiesto a mia madre o a mia nonna di portarmi in centro a Milano per vederlo.
Peccato che il film non fosse del tutto adatto al mio target di età, come non lo era la serie animata con la giacca verde che guardavo su "Antenna Nord"...



Immagino la perplessità degli adulti che accompagnarono figli e/o nipotini nel vedere Fujiko, in un sensuale abito aderente di pelle nera, presa a frustate e rimanere posteriormente ignuda   ^_^
Però nel trailer mandato in onda dalla Rai durante "Trentaminuti" c'era pure questa scena!
Ho trovato assai sorprendente che la Rai non solo mandasse in onda un trailer di un film la cui serie animata era trasmessa dalle televisioni locali, ma che non tagliasse la scena dell'impiccagione di Lupin e di Fujiko frustata e denudata.
Probabilmente il funzionario Rai addetto alla censura si era distratto, o forse non immaginava che in un cartone animato potessero esserci certi contenuti.
Quello di Lupin III, il "Fantaeroe del 1980", era proprio il classico film disneyano natalizio  ^_^
Dal Giappone era arrivato proprio un cartoon birichino!


Così era titolata la recensione che si può leggere su "Il Secolo XIX" del 17 febbraio 1980, che addirittura presentava il nome giusto del regista (Soji Yoshikawa), peccato che quello dell'autore del soggetto originale era un pelino differente, invece di Monkey Punch un Monkey Plunk...   ^_^
Monkey Plunk Cake?   :]
A parte questi errori, la recensione è totalmente positiva!
"Ambizioso, mosso ed elegante cartoon".

domenica 14 aprile 2019

Hikikomori, i giovani che non escono di casa



TITOLO: Hikikomori, i giovani che non escono di casa
AUTORE: Marco Crepaldi
CASA EDITRICE: Alpes
PAGINE: 124
COSTO: 13€
ANNO: 2019
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPEPRIBILITA': reperibile a Milano
CODICE ISBN: 9788865315521


Il saggio l'ho trovato estremamente interessante e scritto in maniera comprensibile, quindi sui tanti suoi lati positivi mi dilungherò successivamente, ergo parto subito che lei uniche tre piccole pecche che, a mio avviso, ho riscontrato:
1) è troppo breve;
2) non sono state tenute separate le esperienze in Giappone da quelle in Italia;
3) l'autore non ha una esperienza diretta del fenomeno hikikomori in Giappone.

Il punto uno non implica che il saggio sia superficiale, meglio qualche pagina in meno, che tante pagine in più piene di supercazzole incomprensibili, semplicemente mi sarebbe piaciuto leggere più scritto.
Il punto due è, a mio avviso un "errore", in quanto le due società (Giappone ed Italia) sono troppo diverse per numerosi aspetti inerenti gli hikikomori, trattarle assieme tende a fare confusione.
Anche il punto tre non è poi determinante, Ruth Benedict non era mai stata in Giappone, ma molte sue analisi si dimostrarono corrette.
Riguardo a questo punto, anche se l'autore non è mai stato in Giappone per verificare la situazione hikikomori in loco, dal saggio si apprende che è in contatto coi giapponesi che se ne occupano giornalmente. Quindi nel libro sono riportate anche casistiche recenti, non solo prese da saggi italiani scritti in passato.
C'è un altro appunto che posso avanzare al saggio e riguarda l'introduzione, in cui si afferma che il fenomeno hikikomori sarebbe nato negli anni 80. In realtà qualche anno fa sono incappato del tutto casualmente in un articolo del 27 novembre 1981 su "La Stampa", in cui il giornalista (Alberto Gaino) riportava la testimonianza di un docente giapponese su un particolare tipo di assenteismo scolastico in Giappone, questi alunni presentavano le seguenti caratteristiche fin dagli anni 60(!):
isolamento; rifiuto di parlare con genitori, insegnanti ed amici; auto confinamento in casa; abbandono scolastico.

Fenomeno hikikomori in un articolo de "La Stampa" del 27 novembre 1981 - "Molto onorevoli ospiti del Sol Levante" di Alberto Gaino



Tutte le volte che in un saggio che recensisco c'è scritto che il fenomeno hikikomori è nato negli anni 80 o 90, riposto l'articolo in questione, ma mi sa che nessuna delle persone che scrive saggi sugli hikikomori legge questo blog   :]
Quelle poche righe sono importanti perché negli anni 80, e ancor di più negli anni 60, non c'era il web, i videogiochi non erano online, inoltre manga ed anime non avevano l'importanza che ricoprono oggi. I "pre-hikikomori"se ne stavano chiusi nella stanza a leggere libri o a non far nulla.
Quindi chi accusa web, videogiochi, anime e manga di essere la causa del fenomeno hikikomori, leggendo quelle piche righe, dovrebbe comprendere di essere nel torto.
Tra chi non commette questo grossolano errore c'è l'autore di questo saggio che, anzi, cerca di stroncare la correlazione hikikomori/web-videogiochi-anime-manga.
Marco Crepaldi è il presidente dell'associazione nazionale "Hikikomori Italia", quindi conosce bene il fenomeno italiano.
Consiglio la lettura di questo saggio, oltre che per la sua leggibilità, perché informa positivamente il lettore, cercando di stroncare i luoghi comuni sugli hikikomori, che ho purtroppo potuto leggere in altri saggi su questo argomento (link).
Nel primo capitolo si parte con lo spiegare cosa non è hikikomori, tanto per cercare di far chiarezza nella disinformazione generale dei superficiali media nostrani:
non è dipendenza da internet;
non è depressione;
non è fobia sociale, schizofrenia o autismo;
gli hikikomori non sono eremiti.

giovedì 11 aprile 2019

"Pinocchio contro Mazinga Z" - Articoli dal 23 febbraio al 26 aprile 1980 sul sondaggio della trasmissione "Game" su Rai 1



Nel precedente post ho recensito un opuscolino di 25 pagine che illustrava i risultati di una ricerca promossa, intorno alla metà del 1981, dalla "Fondazione Nazionale Carlo Collodi", il tema fu "Pinocchio o i robot", o meglio, "Pinocchio è più polare dei robot giapponesi":
Pinocchio o i robot - Inchiesta tra gli alunni della scuola elementare condotta dal "Centro Studi Problemi Giovanili" + commenti dei bambini

Per i dettagli rimando al post di cui sopra, limitandomi in questa sede a rilevare che gli autori della ricerca parevano assai ansiosi di dimostrare che i robot giapponesi non avessero per nulla intaccato la popolarità dell'italico burattino collodiano, ma quale fu la causa di tale spinta patriottica?
Poco più di un anno prima la trasmissione per ragazzi "Game", all'interno di "3, 2, 1... contatto!" della Rete 1 Rai, promosse un simil sondaggio per testare chi fosse il più gradito tra Pinocchio e Mazinga Z, il "nuovo" eroe nipponico da poco mandato in onda dalla stessa Rai 1.
Scrivo "simil sondaggio" in quanto le modalità di voto erano assai libere, si poteva telefonare, mandare cartoline, essere intervistati per strada da fan (più probabilmente di Pinocchio), ovviamente si poteva esercitare il proprio voto più e più volte.
Inoltre, da quello che riportò "Il Messaggero" il 9 aprile 1980, avrebbero votato anche "suore, carcerati e persone anziane"... immagino che almeno le suore avranno parteggiato per Pinocchio...
Ma quanti furono i votanti/partecipanti al simil sondaggio?
L'unica fonte che riporta il suo numero non è affidabilissima, però non ne ho trovate altre, cioè "L'Occhio" dell'11 aprile 1980, che ci informa di ben 15 mila(!) "fra lettere e telefonate" che si espressero sul nuovo referendum nazional-popolare.
E chi vinse?
Vinse Mazinga Z!
Ecco perché alla "Fondazione Nazionale Carlo Collodi" se la legarono al dito  ^_^
Purtroppo non sono riuscito a recuperare da nessuna parte (per ora) le percentuali della vittoria mazinghiana, però tutte le fonti riportano che fu un successo di misura.
Certo che, se per far perdere di misura Pinocchio, si dovettero arruolare suore e quant'altro, la vittoria del robottone gonagaiana sarebbe stata assai di più largo margine se avessero votato solo gli aventi diritto, cioè i giovani telespettatori...


"L'Occhio" dell'11 aprile 1980 ci spiega pure che a favore di Pinocchio si espressero anche gli espositori stranieri della fiera del libro per ragazzi di Bologna, e tra questi i giapponesi, che votarono per Pinocchio!  ^_^
In questo post riunisco tutti gli articoli che ho recuperato (salvo sviste) fino ad ora.
Era un po' che volevo scrivere un focus del genere, in quanto il simil sondaggio promosso da "Game" è uno dei tre fattori che scatenarono lo tsunami informativo contro i cartoni animati giapponesi dell'aprile del 1980, come si può vedere nella tabella al link:
Distribuzione temporale degli articoli sui cartoni animati giapponesi tra il 1978 ed il 1982 (aggiornato al 24 marzo 2019) 

Le altre due concause furono la lettera contro gli anime dei 600 genitori di Imola al ministero della Pubblica Istruzione e  lo studio Mesomark/Rai:
"I bambini e la televisione: La fruizione televisiva infantile nella programmazione multirete" - Servizio Opinioni Rai (aprile 1980) - parte 1

"I bambini e la televisione: La fruizione televisiva infantile nella programmazione multirete" - Servizio Opinioni Rai (aprile 1980) - parte 2 (fine) 

Fu veramente una congiunzione astrale difficilmente ripetibile, e se il simil sondaggio "Pinocchio vs Mazinga" di "Game" iniziò in realtà a marzo, i risultati finali vennero resi pubblici ad aprile.
La conclusione fu che la stampa si scatenò con ben 115 articoli nel mese di aprile 1980!
Attenzione, il numero di 115 aumenterà prossimamente, in quanto ho già reperito altre fonti.
La cosa bella è leggere questi articoli sapendo che circa un anno dopo la "Fondazione Nazionale Carlo Collodi" vorrà rifare il referendum per far vincere Pinocchio  :]

Prima di passare in rassegna la cronologia degli articoli sul simil sondaggio "Pinocchio vs Mazinga", a cui seguiranno un paio di articoli sul cast di conduttori della trasmissione "Game", una piccola curiosità.
In realtà Pinocchio, prima di scontarsi con Mazinga, si era già battuto con un altro robottone gonagaiano: Jeeg!!!


Martedì 29 gennaio 1980 il mai abbastanza rimpianto "L'Occhio", si sempre lui, se ne usciva con questa stupenda doppia pagina: "Jeeg robot contro Pinocchio".
Con tanto di raggio emesso dalla mano di Jeeg all'indirizzo di un elettro-terrificato pinocchietto ^_^
Poi, in realtà, l'articolo parla di giocattoli vecchi (Pinocchio) e nuovi (Jeeg), del cambio di gusti dei bambini, ma la pagina è bellissima.

sabato 6 aprile 2019

Pinocchio o i robot - Inchiesta tra gli alunni della scuola elementare condotta dal "Centro Studi Problemi Giovanili" + commenti dei bambini



TITOLO: Pinocchio o i robot - Inchiesta tra gli alunni della scuola elementare condotta dal "Centro Studi Problemi Giovanili"
AUTORE: "Centro Studi Problemi Giovanili"
CASA EDITRICE: Edizione Motta
PAGINE: 25
COSTO:
ANNO: 1982
FORMATO: 24 cm X 20 cm
REPEPRIBILITA': biblioteca
CODICE ISBN:

Intorno alla metà del 1981 la "Fondazione Nazionale Carlo Collodi" promosse un'inchiesta tra 2500 bambini delle elementari, scopo finale era quello di verificare se il burattino più conosciuto al mondo fosse ancora attuale e, soprattutto, se avesse più successo tra i piccoli lettori rispetto ai robottoni giapponesi.
L'opuscolo che recensisco è stato pubblicato nel 1982, ma la sua recensione sul periodico "LG Argomenti" è del numero ottobre/dicembre 1981, ergo è ipotizzabile che le domande ai bambini siano state poste intorno alla metà del 1981. (piccolo edit del 7 aprile 2019)
Diciamo che ci fu un leggero conflitto di interessi  ^_^
Lo studio fu svolto dal "Centro Studi Problemi Giovanili" di Roma e si basò su un campione a livello nazionale, le domande poste ai bambini furono tre:
"Hai letto le avventure di Pinocchio o le hai sentite raccontare?" (52% lette - 48% raccontate);
"Ti piacerebbe rileggerle?" (88% si - 12% no);
"Tra Pinocchio e i robot chi preferisci?" (68% Pinocchio - 32% robot).

Ai tempi della Guerra Fredda queste venivano chiamate percentuali (quasi) bulgare  ^_^
Che poi non ho capito perché fu incaricato un ente che si chiamava "Centro Studi Problemi Giovanili"... mica era un problema giovanile se i bambini preferivano un personaggio ad un altro... o forse era un problema per i collodiani?   ^_^
Pur non permettendomi di mettere in dubbio la veridicità del sondaggio, a me pare che le domande furono impostate in modo da avere un risultato favorevole a Pinocchio.
Siamo in Italia, patria di Collodi, potrà mai essere che ci fosse un solo bambino che non avesse mai sentito parlare di Pinocchio?
Oltre al fatto che almeno un parente che ti regalava il libro lo avevamo avuto tutti, poi c'era stato il film della Disney, lo sceneggiato Rai di Comencini e pure una serie animata giapponese della Tatsunoko ("Le nuove avventure di Pinocchio").
Immagino la scena in classe il giorno delle interviste agli scolari delle elementari, dove tutta la lezione sarà stata dedicata a Pinocchio e alla fine arrivava l'intervistatore, il 12% che si ostinava a non voler rileggere il libro era pure una percentuale elevata!
Quel 12% è il mio partito, come sempre in controtendenza rispetto agli altri, infatti a me Pinocchio non è mai garbato molto, compreso il primo anime, che trovavo esageratamente triste.
Ma il capolavoro di manipolazione infantile è la terza domanda:
"Tra Pinocchio e i robot chi preferisci?"

Perché non fu proposta una domanda più specifica?
Tipo "Tra Pinocchio e Goldrake chi preferisci?"
Oppure perché non fu riproposta la stesa domanda che nel marzo 1980 la trasmissione "Game" della Rai fece ai suoi milioni di telespettatori?

"Tra Pinocchio e Mazinga chi preferisci?"



Il trafiletto qua sopra proviene da "L'Occhio" del 21 marzo 1980.
E come finì quel primo scontro tra Pinocchio e Mazinga (Z)?
Vinse il robottone giapponese, e fu quella l'unica sua battaglia degna di nota che si ricordi in Italia :]
Mi sa proprio che la "Fondazione Nazionale Carlo Collodi" non digerì molto quella sconfitta, e quindi ripropose il sondaggio facendolo in casa. Un po' come rifare un referendum fino a quando gli elettori non votano come aggrada a chi comanda  :]
Ovviamente, se al posto di trovare un singolo amato antagonista robotico a Pinocchio, scegli di mantenerti su un vago "i robot", i bambini si sentiranno meno vincolati nella scelta.
Meglio Pinocchio o i robot?
I robot?
Quali?
Boh... meglio Pinocchio...



Il sondaggio occupa solo quattro pagine, con la quinta che ospita le brevi ed accorate conclusioni pro Pinocchio, il resto dell'opuscolo è occupato dalle opinioni dirette degli intervistati.
Certo, mi resta il dubbio che qualche giudizio a favore dei robottoni giapponesi si sia perso, e che magari i bambini pro Pinocchio siano stati un pochino influenzati dagli adulti pro Pinocchio...
Nel leggere i commenti pro Pinocchio, e che sono spesso contemporaneamente versus i robot, mi è parso di leggerci la prepotenza degli adulti che vogliono indirizzare i gusti dei bambini.
Un po' triste come effetto totale...
I bambini di questo sondaggio detestavano i robot perché erano violenti e diseducativi, la stessa cosa che dicevano gli adulti nel 1980...
Mi son preso la briga di contarmi i commenti pro Pinocchio, pro robot e quelli che danno un pari.
Su 136 commenti il 67,6%  (92) sono pro Pinocchio, il 30,8% (42) sono pro robottoni, e poi ci sono 2 commenti che danno il pari (1,4%).
Ma è credibile un sondaggio che nel 1982 desse i robottoni così mal giudicati?
Molte opinioni sono assai negative... chiaro che qualche adulto li avesse influenzati in classe...
Per quanto riguarda i 42 commenti pro robottoni alcuni scendono nello specifico, identificando il personaggio preferito:
7 sono per Goldrake; 4 per Daitarn III; 3 per Mazinga; 2 per Tekkaman; 2 per Astrorobot; 1 a testa per Daltanious, Kyashan, Gundam, Jeeg, Getta.
I due giudizi che ho identificati come pareggio sono quelli di Daniela Molinaroli a pagina 18 e Davide Monfermi a pagina 24.

Comunicato stampa della "Edizioni Motta" del luglio 1982 sul libro "Pinocchio o i robot"

Di seguito inserisco le foto delle pagine con i dati del sondaggio, che sono a colori,più sotto metto anche le scan delle fotocopie, che ovviamente sono in bianco e nero.

mercoledì 3 aprile 2019

"Cera una volta mago Goldrake" + "Robot innamorato" - "Il Giornale Nuovo TV" dal 14 al 20 gennaio 1980



Di solito non faccio post per dei trafiletti come questi, ma uno dei due, in così poche righe, riesce ad essere incredibilmente fantasioso, che a mio avviso meritava la ribalta   ^_^
Dal gennaio del 1980 il quotidiano "Il Giornale Nuovo" diretto da Indro Montanelli pubblicava uno speciale sui programmi tv e radio, non mi è chiaro se fosse un allegato a parte oppure ospitato nelle pagine centrali. Personalmente propenderei per la prima ipotesi, in quanto nella emeroteca dove ho potuto consultarlo non era assieme al quotidiano originario.
Preciso che, come per il "Giornale dei Giocattoli", mi è stato concesso solo di fare fotografie degli articoli, ergo la loro qualità non è eccelsa, ma essendo pagine non patinante, almeno non ci sono fastidiosi riflessi presenti nel post linkato sopra.
Lunedì 14 gennaio 1980 fu pubblicato il numero che commento oggi, in cui, oltre alle poche righe ed una immagine su Goldrake in prima pagina (era da poco terminata la serie in tv), è presente una esilarante sinossi di Jeeg a pagina 31.
Quando leggo queste cose mi chiedo cosa si fumassero in redazione i giornalisti  ^_^
Forse sarebbe bastato far leggere il trafiletto ad un qualsiasi bambino per evitare tante assurdità!



"Sulla scia dell'indimenticabile Goldrake, giunge dai bravissimi disegnatori giapponesi il cartone animato "Jeeg Robot - Uomo d'acciaio" in una serie di 46 episodi trasmessi da Telemilano tutti i giorni alle 13 e alle 18,45.
Jeeg Robot è un tozzo aggeggio meccanico che riceve dall'astronave madre gli arti meccanici e la testa mascherata che giungono dal cielo attratti dalla forte calamita che è nel torso del robot, formando in un attimo il lucido e onnipotente gigante. Ma in realtà sotto le spoglie di questo maestoso eroe extraterrestre si nasconde un tenero fanciullo, Hiroshi Shima, che gravemente ferito in uno scontro spaziale è stato trasformato dal padre scienziato in un organismo cibernetico, forte e generoso, ma con un cuore ed un cervello umano.
E infatti Jeeg Robot si innamora di una dolce e graziosa fanciulla, insidiata dai malvagi sudditi del regno Jama che cercheranno invano con mille mezzi di rapirla, sempre difesa dal suo paladino meccanico."

Sono più volte morto e risorto nel leggere questa sinossi, che se si ponessero degli omissis al posto dei nomi, si faticherebbe assai ad individuarla come la serie animata di Jeeg.
Proviamo:

"Sulla scia dell'indimenticabile Goldrake, giunge dai bravissimi disegnatori giapponesi il cartone animato OMISSIS in una serie di 46 episodi trasmessi da Telemilano tutti i giorni alle 13 e alle 18,45.
OMISSIS è un tozzo aggeggio meccanico che riceve dall'astronave madre gli arti meccanici e la testa mascherata che giungono dal cielo attratti dalla forte calamita che è nel torso del robot, formando in un attimo il lucido e onnipotente gigante. Ma in realtà sotto le spoglie di questo maestoso eroe extraterrestre si nasconde un tenero fanciullo, OMISSIS, che gravemente ferito in uno scontro spaziale è stato trasformato dal padre scienziato in un organismo cibernetico, forte e generoso, ma con un cuore ed un cervello umano.
E infatti OMISSIS si innamora di una dolce e graziosa fanciulla, insidiata dai malvagi sudditi del regno OMISSIS che cercheranno invano con mille mezzi di rapirla, sempre difesa dal suo paladino meccanico."

Altro esperimento, provo a mettere in grassetto le parti palesemente errate:

"Sulla scia dell'indimenticabile Goldrake, giunge dai bravissimi disegnatori giapponesi il cartone animato "Jeeg Robot - Uomo d'acciaio" in una serie di 46 episodi trasmessi da Telemilano tutti i giorni alle 13 e alle 18,45.
Jeeg Robot è un tozzo aggeggio meccanico che riceve dall'astronave madre gli arti meccanici e la testa mascherata che giungono dal cielo attratti dalla forte calamita che è nel torso del robot, formando in un attimo il lucido e onnipotente gigante. Ma in realtà sotto le spoglie di questo maestoso eroe extraterrestre si nasconde un tenero fanciullo, Hiroshi Shima, che gravemente ferito in uno scontro spaziale è stato trasformato dal padre scienziato in un organismo cibernetico, forte e generoso, ma con un cuore ed un cervello umano.
E infatti Jeeg Robot si innamora di una dolce e graziosa fanciulla, insidiata dai malvagi sudditi del regno Jama che cercheranno invano con mille mezzi di rapirla, sempre difesa dal suo paladino meccanico."

Jeeg non è un tozzo aggeggio meccanico.
La testa non è mascherata.
La testa non viene lanciata dalla astronave madre.
Nel torso del robot non c'è alcuna calamita.
L'eroe non è un extraterrestre.
L'eroe non è un tenero fanciullo.
Si chiama Hiroshi Shiba e non Shima.
Non fu ferito in uno scontro spaziale, e non fu neppure ferito.
Jeeg o Hiroshi non è innamorato di nessuna.
Nella serie non ci sono dolci fanciulle.
Nessuna ragazza è insidiata dai cattivi, più o meno dolce o graziosa che sia.
I cattivi non si chiamano Jama.
I cattivi non cercano di rapire con mille mezzi nessuna fanciulla.
Jeeg non protegge dai rapimenti nessuna fanciulla.

Ho dimenticato qualcosa?   ^_^

martedì 2 aprile 2019

TV Sorrisi e Canzoni N° 30 dal 24 al 30 luglio 1977


Di norma non posto numeri estivi delle riviste televisive, se non per la presenza di un qualche articolo sui cartoni animati giapponesi, in quanto i palinsesti erano strapieni di repliche... inoltre nel luglio 1977 non c'erano neppure le serie animate giapponesi a fare da riempitivo  ^_^
E' questo il 31esimo "TV Sorrisi e Canzoni" che posto, ed è attualmente il più vecchio, ne ho alcuni antecedenti, ma poca cosa, il grosso del mio database è dal 1978 al 1982.
Come sempre ho omesso qualche articolo, che a mio avviso era particolarmente poco interessante, mentre ho scannerizzato quello sui telefilm di Tarzan (8 pagine!), sul calciomercato del campionato 1977/78 e un paio di altri. Ho dovuto inserire per forza quello sui vincitori dei David di Donatello, in quanto la Melato e Sordi sono in copertina.
Piccola chiosa sulle otto pagine di servizio sul "telefilm" (in bianco e nero) di Tarzan trasmesso dalla Rete 1 Rai.
Intanto erano originariamente dei film, quelli che come Tarzan avevano Johnny Weissmuller, ergo degli anni 40, che la Rai divise in tre parti. Questo dovrebbe far comprendere cosa fossero i programmi per ragazzi/bambini prima che arrivassero i cartoni animati giapponesi... roba vecchia come il cucco, riproposta fino alla noia più mortale...
La caratteristica di questo numero 30 del 1977 che mi ha spinto a postarlo riguarda, invece, le pagine dei palinsesti delle tv locali private, che presentano i programmi delle tv locali di molte regioni, il numero più ampio che io possieda.
Non per nulla è titolata come "Edizione del nord"  ^_^




Le annunciatrici di Telebassonovarese erano tutte giovanissime:
una minorenne, tre 19enni ed una 21enne, la più "vecchia".
Anche ai tempi si puntava sulle giovanissime in tv per risparmiare sugli stipendi?  ^_^
Da notare l'abbigliamento, tutte gonne lunghe, anzi praticamente degli strascichi nuziali  :]
Le pose sono poco glamour, segno di un tempo in cui non esistevano ancora i selfie!
Questo numero di "TV Sorrisi e Canzoni" è anche il più vecchio con l'inserto delle tv private in mio possesso, nel 1976 non era presente (nelle mie copie).



Ogni volta che leggo e rileggo che la domenica non poche tv locali "riposavano", cioè non trasmettevano, mi ricordo quanti secoli di abitudini sociali siano passati da quel periodo  ^_^
Non mancano le tv locali di Milano, quelle che personalmente ricerco sempre, so vede che eravamo agli albori delle trasmissioni di queste emittenti, in quanto il palinsesto era proprio al minimo sindacale.
La domenica Teleradioreport ritrasmetteva tutti i film della settimana prima!   ^_^
Purtroppo le descrizione di molti programmi sono assai generiche, per i cartoni animati manca sempre il titolo della serie.