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domenica 8 gennaio 2017

"L'era dei super eroi Corno" - Volume 3 ( Gli eroi minori)


AVVISO DEL 2026:

QUESTO POST HA SUBITO LA CANCELLAZIONE DELLE IMMAGINI DA PARTE DI GOOGLE/BLOGGER NEL 2026.

HO QUINDI DOVUTO RICARICARE SINGOLARMENTE OGNI IMMAGINE, POTREBBE CAPITARE CHE NON COLLIMINO PIU' CON IL TESTO.

MI SCUSO SE IL POST COSI' AGGIUSTATO RISULTERA' MENO FRUIBILE IN QUANTO AD INFORMAZIONI, MA NON POTEVO FAR COLLIMARE IMMAGINE E TESTO DOPO TUTTI QUESTI ANNI, AVREBBE AUMENTATO A DISMISURA IL TEMPO IMPIEGATO PER RICARICARE TUTTE LE IMMAGINI DEL BLOG (CIRCA 500 POST ROVINATI...).


TITOLO: "L'era dei super eroi Corno" - Volume terzo: Gli eroi minori
AUTORE: Luca Mencaroni
CASA EDITRICE: Mencaroni Editore
PAGINE: 172
COSTO: 30€
ANNO: 2016
FORMATO: 22 cm x 22 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet
CODICE ISBN: 9788899397074


Terzo ed ultimo volume della Mencaroni Editore dedicato ai super eroi Marvel delle pubblicazioni della Editoriale Corno.
Se i primi due volumi erano incentrati sui personaggi più famosi, questo numero tre si concentra su quelli "minori", ma minori per modo di dire, visto che c'è Nova, "ho detto tutto" (cit. Peppino), e "I Difensori", per non parlare degli Eterni.
Da segnalare che, rispetto ai due volumi antecedenti, questo costa 10 euro in meno, immagino per il numori inferiore di pagine, comunque non una cosa scontata, visti i tempi che corrono. Non che costino poco, però un appassionato, avendo già i primi due, sarebbe stato portato a comprare questo anche a 40€, trovarlo a 30€ fa piacere. Poi io l'ho recuperato a Lucca, ergo ho beneficiato del classico sconto da fiera.
Ovviamente questo volume ha la medesima impostazione degli altri due, formando così un trilogia Marvel/Editoriale Corno abbastanza imperdibile per un fan, assolutamente imperdibile per un collezionista, cosa che io non sono.



Nel tempo anche io ho recensito alcuni fumetti presenti in questo index, a dimostrazione, ammesso che ce ne fosse bisogno, che alla fine i vecchi lettori di un fumetto o spettatori di un cartone, prima o poi riversano da qualche parte la propria passione, web o libri che siano.
Dove presenti metterò il link della mia rece inerente la collana della Marvel/Editoriale Corno.

sabato 7 gennaio 2017

"The Star Trek Files: The Animated Voyages End" (1985)


Seconda ed ultima (non per nulla c'é scritto "End") rivista sulla serie animata di Star Trek, che va dalla 12esima alla 22 esima ed ultima puntata.
Le prime 11 puntata al link sotto:
"The Star Trek Files: The Animated Voyages Begin" (1985)

Essendo la rivista tutta in lingua inglese (maledetta albione...) mi esimerò da fare ulteriori commenti, ognuno, leggendola, la valuterà personalmente.
E' comunque interessante che, oltre alla sinossi della puntata, ci si sempre un breve commento degli autori, che in alcuni casi mi è sembrato, per quello che riesco a comprendere io, assai interessante.
Curiosi due titoli in inglese, "The Jihad" e "Bem".

Leggendo la sinossi della prima non sono riuscito a capire se nella puntata si parli effettivamente di una "guerra santa", comunque oggi mai e poi mai una puntata potrebbe essere intitolata così... il titolo della seconda é curioso solo perché mi ha ricordato "Bem il mostro umano"  ^_^
Per il resto mi taccio e buona lettura, in inglese...   >_<





giovedì 5 gennaio 2017

Go Nagai Robot Collection 124 Mamora


Forse non sarà il mostro Aniba più bello di sempre, però ha almeno il pregio di tenere banco per quasi tutta la puntata, non come il povero Genko violetto...
E comunque a me Mamora è sempre piaciuto, sarà per quella ragnatela in stile Uomo Ragno, per quel suo appallottolarsi e radere al suolo qualsiasi cosa durante il suo rotolamento, o forse per il fatto che appena termina la tempesta magnetica la testa di Jeeg si libera di colpo, quasi contro la volontà del povero mostro Aniba.
La puntata si basa sul piano di Himika che vuole volgere a proprio favore l'evento naturale delle macchie solari, che per sua fortuna saranno le più forti degli ultimi 100 anni (prof. Dairi dixit), e che scateneranno una fortissima tempesta magnetica. La regina Himika afferma perentoriamente che la tempesta magnetica farà "impazzire" il materiale con cui è fatto Jeeg.
Sorgono spontanei alcuni quesiti:
Come fa Himika a sapere che l'effetto sarà questo?
Come fa a sapere di che materiale è fatto Jeeg?
Ma poi Jeeg lo mandano dal terapeuta?
Ma, soprattutto, come fa a sapere l'intensità delle macchie solari? Ha la sfera di cristallo? :]
Merita una menzione la spericolata e geniale manovra aerea di Miwa con il Big Shooter, per la quale meriterebbe il grado di ammiraglio dell'aviazione  :]
Un po' umiliante, invece, vedere la testa di Jeeg palleggiata un po' qui e un po lì, parata, tirata, presa e respinta, manco fosse un pallone da football americano   >_<
Il modellino non è malaccio, forse il giallo intorno alla testa è un po' troppo giallo, ma rispetto al colore cannato di Genko è poca cosa. Con le sbavature siamo in media, la posa è un po' obbligata, visto la postura di Mamora.




Mamora dalle solite consuete svariate posizioni.

mercoledì 4 gennaio 2017

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 23 Gin Gin


Come capita sovente negli anime robotici del periodo, questo mostro spaziale (è troppo ridicolo chiamarlo col suo nome...) passa dall'essere praticamente invulnerabile, tanto che non viene scalfitto nè dal maglio perforante nè dal tuono spaziale, ma neppure dalla portentosa alabarda spaziale, al farsi perforare dal raggio di un semplice minidisco...
E' qui veniamo alla seconda caratteristica della puntata, il tradimento, quello di Hydargos verso il capitano Gorman, il pilota del protagonista dell'uscita speciale numero 23.
Tra l'altro Gorman sarebbe pure un sottoposto di Hydargos, ma provenendo dalla "Guardia Reale di Vega", ed essendo stato inviato direttamente dal re, il comandante dell'astronave tutta rosa non può far altro che obbedire ad un semplice capitano. Fatto che lo indispettirà non poco :]
Considerando che la puntata in cui si dipanano gli eventi è solo la settima, questa scena di tradimento tra i cattivi fu un qualcosa di totalmente nuovo (a cui ci abitueremo presto) per il giovane telespettatore della primavera 1978. Alla fine della puntata ti ritrovi con Goldrake quasi sconfitto, e con Actarus che sta per morire, Alcor neppure lo contiamo, e quindi ti sei già messo l'anima e l'anime in pace... e di colpo arrivano i nostri!
Cioè, i arrivano i loro, che questa volta sono anche i nostri  ^_^
Curioso che a fine puntata, almeno nella versione italica del 1978 (io non ho la serie fedele all'originale), Procton non commenti in nessun modo il finale della battaglia che li ha visti vittoriosi solo perché due minidischi hanno attaccato il mezzo di Gorman. A dire il vero la battuta finale di Procton è assai strana, un po' insensata rispetto a come era andato il duello, ergo non escludo che venne omesso un qualche commento più inerente al tradimento dei minidischi.
Qualcuno/a potrebbe verificare il dialogo corretto?  :]
Un'altra caratteristica della puntata è che Malaspina ancora non aveva ben deciso i nomi delle armi. Infatti il maglio perforante viene anche chiamato "maglio traforante"(...), il tuono spaziale "energia radiante" e/o "raggi perforanti", infine si sente nominare un "maglio elettronico" mentre Goldrake spara un raggio.
Ci volle qualche altra puntata per cristallizzare i nomi a cui tutti noi siamo affezionati  ^_^
Devo dire che il modellino non è per nulla male, e non soffre neppure di eclatanti sbavature di colore. La posa è carina e i colori, a differenza del povero Genko, paiono coretti.




Il robot spaziale inviato direttamente da Vega dalle solite consuete svariate posizioni.

martedì 3 gennaio 2017

"Julie rosa di bosco" (1979) - Puntate 1 e 2



Con questo post fa il suo esordio su questo blog una serie (dis)animata giapponese non molto conosciuta, io l'ho scoperta solo negli scorsi giorni, e non ho ritenuto corretto tenere solo per me questa perla.
Prima di iniziare il massacro... ehm... la recensione delle prime due puntate, ci tengo a precisare che le mie considerazioni non vogliono in nessun modo essere offensive nei confronti delle tante(?) fans di questo anime. Capisco bene che da bambine ci si possa affezionare ad un cartone indipendentemente dalla sua qualità estetica e di contenuti, però quando si viene a contatto con "Julie rosa di bosco" da adulti le cose cambiano  :]
Mi sono permesso di rivolgermi solo alle ex bambine, perché mi rifiuto di credere che un maschietto possa aver apprezzato questo cartone, e lo scrive uno che adora alla follia Heidi.
Sovente ci si riferisce all'animazione giapponese fino ai primi anni 80, rispetto a quella disneyana, come una animazione ridotta o limitata, sia per il numero di disegni che per la loro qualità. La regia nipponica rimediava a questo punto debole con il montaggio delle scene, i fermi immagine pieni di pathos, la musica, le zoommate, le carrellate etc etc
A mio avviso "Julie rosa di bosco" va oltre l'animazione ridotta (o limitata), diventando animazione "stentata" o "dis-animazione", sia perché la qualità dei disegni è abbastanza orrida, sia perché gli autori cercarono qualsiasi espediente pur di ridurre al minimo le parti animate. Decine e decine di secondi consecutivi con il classico fermo immagine su cui zoommare avanti ed indietro, a cui segue un secondo fermo immagine, per poi essere a sua volta sostituito da un altro fermo immagine con carrellata a destra e/o a sinistra. Poi ci sono primi piani a non finire, primi piani di volti non propriamente kawaii.
Infine, un po' fiore all'occhiello della serie, svariati secondi a puntata (io ho visto solo le prime quattro) di immagini e riprese effettuate dal vivo. In questo modo si evitavano i relativi "disegni animati", risparmiando tempo e denaro. Le riprese dal vivo sono anche di repertorio, provenienti direttamente dal primo conflitto mondiale, periodo in cui è ambientato l'anime (1918). Mentre in quelle a colori, ergo recenti, si possono notare qualche volta i classici bloopers, tipo palazzoni visti da lontano o cartelli stradali.
La serie è al risparmio non solo sul versante dei disegni, ma anche per le musiche, che di norma sono uno dei punti forti dell'animazione nipponica. Dimenticatevi BGM o vocal, la sigla iniziale è un lied di Franz Schubert dal titolo "Rosellina della landa", tradotto in giapponese. Nell'anime si potranno ascoltare svariate volte i medesimi brani di musica classica, tra cui "Sul bel Danubio blu" di Johann Strauss Jr, che verrà ripetuto fino alla nausea, anche in versione cantata nipponica. Non mancano brani di Mozart ed altri autori, che non sempre sono riuscito a riconoscere. Comunque l'anime è pieno di canzonette nipponiche su musica classica occidentale, purtroppo allo spettatore passa in fretta la voglia di cantare...
Tra le immagini dei monumenti viennesi e la musica classica si potrebbe pensare che la serie sia ad alto livello culturale, e forse per il target di età, soprattutto quello nipponico, potrebbe essere anche vero, peccato che tutto il resto sia così orrendo e sconclusionato che qualsiasi lato positivo si perde nell'oceano del ridicolo.

Prima della sinossi con commento canzonatorio delle prime due puntate, ho pensato di effettuare una breve ricerca sugli autori della serie, andando a recuperare qualche informazione sui libri da me posseduti e sul web.
Non che ci sia molto su questa serie, è rimasta un po' ai margini della notorietà, un po' oltre i margini... magari in qualche mio libro ci sarà una citazione, ma ho trovato solo tre citazioni.
In "Anime, guida al cinema d’animazione contemporaneo" la scheda 0353 presenta un giudizio assai stringato ma efficace. Faccio notare che "Julie rosa di bosco" andò in onda nel gennaio 1979, in contemporanea con "Anna dai capelli rossi", non so se mi spiego...
L'unica notizia che si ottiene è la casa di produzione, tale "Dax".




Ne "Il dizionario dei cartoni animati" è assente qualsivoglia giudizio sulla serie, ma c'è qualche notizia in più sullo staff.


A pagina 61 di "Anime in tv, storia degli anime prodotti per la televisione" ci si limita ai dati essenziali sulla serie, mi pare cannando il regista, e nel relativo capitolo dell'anime non se ne parla mai.



 Bisogna fare affidamento come al solito su Wikipedia per avere qualche delucidazione maggiore.

lunedì 2 gennaio 2017

Album da colorare di Big Jim - 1976


Oggi gli album da colorare con vari personaggi per bambini sono una consuetudine, ci sono praticamente per tutti i cartoni, interi scaffali delle librerie sono necessari per contenerli. Inutile dire che non era così negli anni 70, non che fossero rarità, ma non erano molto consueti, e comunque non c'era poi molta scelta. La varietà arrivò, guarda caso, grazie ai personaggi dei cartoni animati giapponesi, ma fino all'aprile del 1978 c'era poco assortimento.
Quindi mi rammarico molto di non aver mai visto  da bambino questi album da colorare di Big Jim, non sarebbero restati intonsi come questi che ho scannerizzato.
Questi sei numeri che ho recuperato sono relativamente tenuti bene, un po' di ruggine dove ci sono le graffette, ma per il resto sono quasi nuovi.
Come si può notare manca il numero 6, chissà se lo recupererò mai, e se riuscirò a trovare fino all'ultimo numero della pubblicazione Panini, che l'anno dopo manderà alle stampe lo stupendo album di figurine di Big Jim.

Ogni libricino contiene 12 disegni da colorare, li stessi che si possono vedere già colorati in ultima pagina. Quattro album riportano delle mini storielle senza testo, mentre gli altri due sono a tema sport, prettamente discipline statunitensi.
In questi disegni si potrà vedere Big Jim impegnato in attività ripetibili acquistando i relativi articoli Mattel.



 Schiaccia Big Jim!!!


domenica 1 gennaio 2017

TV Sorrisi e Canzoni N° 3 dal 20 al 26 gennaio 1980 - "La TV dei ragazzi ora conquista mamma e papà" (anteprima Mazinga Z) di Paola Zivelli + "Anche in musica è l'anno del bambino" di Paola Zivelli



Il 21 gennaio del 1980, ergo circa 37 anni fa, sulla Rete 1 della Rai iniziava alle 17,00 la serie mai terminata di Mazinga Z, in questo numero di Tv Sorrisi e Canzoni si può leggere l'articolo che lanciava la trasmissione contenitore per raggazi/e "3, 2, 1... Contatto!", che ospitava proprio il robottone pilotato da Koji/Rio Kabuto.
A dire il vero nell'articolo di Paola Zivelli a Mazinga (senza Z) sono riservate cinque righe, più qualche riga nelle didascalie, la giornalista riesce comunque a creare un po' di confusione e a dare qualche notizia errata  :]
Ovviamente l'articolo rende conto di tutti i cartoni della trasmissione, concentrandosi prevalentemente su quelli italiani, in primis i due conduttori animati Uan e Ty, che non ho mai potuto digerire  :]
La rivista contiene un altro accenno agli anime, sul versante delle sigle. Infatti all'interno di un articolo sui maggiori successi della storia dei 45 giri, viene riservata un trafiletto alle sigle per bambini, i cui rappresentanti sono Goldrake, Heidi e Remi.
Visto che sul successo delle sigle c'è abbastanza poco in fatto di articoli, vuol proprio dire che ne vennero venduti veramente tanti di 45 giri con le sigle dei cartoni animati giapponesi.




Si può dire che "3, 2, 1... Contatto!", dopo aver puntato molto su Mazinga Z, tanto da essere il cartone animato con cui si aprì la trasmissione, e probabilmente per molti bambini l'unico che motivava la sintonizzazione sulla Rete 1 alle 17 in punto, successivamente lo abbandonò al suo destino, non concludendo la serie. Mazinga Z fu sedotto ed abbandonato da "3, 2, 1... Contatto!"... sob...
All'interno del contenitore di cartoni animati c'era una mini trasmissione dal titolo "Game", i cui conduttori si fecero promotori di un sondaggio dal titolo "Pinocchio vs Mazinga", che fu uno dei simboli della crociata dei "600 genitori di Imola".
Su questo sondaggio all'italiana sto cercando di mettere assieme tutti gli articoli che ho raccolto, per proporre in futuro un post dedicato.



Come accennato sopra l'articolo si limita ad accenno su Mazinga Z, nonostante fosse il cartone di punta, ma qualche perla non ci viene risparmiata:
"Certamente però uno degli appuntamenti più attesi è quello con il telefilm. Apre la serie il ritorno(?!?!) di Mazinga che andrà avanti per almeno un paio di mesi dando una buona spinta all'indice di gradimento."

Perché "ritorno"?
Ovviamente la giornalista si riferiva al "Grande Mazinga", trasmesso già da qualche mese sulle tv private locali, senza immaginare che quello che trasmetteva la Rai era nientepopòdimenoche il capostipite di tutte le serie robotiche nipponiche, un bello scoop mancato  :]

venerdì 30 dicembre 2016

Go Nagai Robot Collection 123 Capitano Beetle


Questa 123esima(T_T) uscita ci presenta, in un certo senso, un piccolo scoop editoriale, in quanto il capitano Beetle non mi pare che nella puntata lo si veda mai in posizione eretta, e neppure di spalle. Ergo dal torace in giù e di retro lo si può ammirare per la pirma volta in the world solo grazie alla Go Nagai Robot Collection!!!
Un po' mi sento orgoglione di postare queste immagini in anteprima universale  :]
La puntata è incentrata sulle uscite segrete dalla base di Goldrake, una delle caratteristiche più intriganti della serie, oltre che innovativa, visto che gli anime che arriveranno a cascata, ma prodotti prima, vedranno il robottone uscire fuori sempre dal medesimo prevedibile luogo.
Fa il suo esordio il Goldrake 2, pilotato da... coso... come si chiama... ma si...  quello che pilotava il robottone scarso... ho una amnesia  :]
Il modellino non è malaccio, sempre che io non mi stia accorgendo (causa un po' di fretta) di qualche magagna, è abbastanza più massiccio degli altri personaggi cattivi della serie, ma per quello che ne sappiamo noi potrebbe anche essere una caratteristica della sua razza aliena.



Per quello che si può vedere guardando la puntata il capitano Beetle potrebbe anche avere solo il busto  >_<



Il capitano Beetlejuice, l'alienello porcello, dalle solite consuete svariate posizioni.

martedì 27 dicembre 2016

Scusi, manca molto per il Giappone? Disavventure di un ferrarese nel Sol Levante



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TITOLO: Scusi, manca molto per il Giappone? Disavventure di un ferrarese nel Sol Levante
AUTORE: Davide Bassi
CASA EDITRICE: Kappalab
PAGINE: 141
COSTO: 15€
ANNO: 2015
FORMATO: 21 cm X 15 cm
REPEPRIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788898002788

La lettura di questo libretto necessita, a mio avviso, di alcuni prerequisiti:
essere pressoché a digiuno di informazioni sul Giappone (si resterà allo stesso livello una volta conclusa la lettura);
voler leggere qualcosa di leggero e semplice;
riuscire a farsi regalare il libro oppure trovarlo a metà prezzo;
essere di Ferrara...

L'ultimo dei prerequisiti è praticamente un obbligo...
Va bene che in copertina c'è un panino ferrarese, e nel sottotitolo si parla espressamente di un soggetto umano nativo di Ferrara, però non avrei immaginato che tutto lo scritto fosse ferraresecentrico.
Il punto di vista del Giappone è prettamente ferrarese, qualsiasi cosa significhi e/o implichi, le battute quasi sempre sono inerenti Ferrara, cose, via, luoghi, persone. Addirittura ci sono frasi/proverbi e concetti in dialetto ferrarese (con traduzuone italica).
Non vorrei sembrare sgarbato, ma io sono di Milano, maccheccacchio me ne frega a me di Ferrara?  O_o
Poi qualche aneddoto è anche simpatico e mi ha fatto sorridere, ma il sottotitolo sarebbe dovuto essere:
Se non sei di Ferrara tienti i 15 euro!

Si, perché 15 euro sono sinceramente un po' troppi per leggere solo aneddoti di una persona che si reca in Giappone un paio di vote all'anno per lavoro. Tra l'altro avrei apprezzato uno straccio di data, almeno l'anno all'inizio di ogni storiella, tanto per capire l'arco temporale in cui si sviluppano i viaggi dell'autore.
Ogni capitolino-ino-ino si conclude con una piccola morale di Davide Bassi, spesso ferraresecentrica  >_<
Si dirà che è solo un libro scherzoso, non per nulla l'ho inserito nell'etichetta "Libri ironici su Giappone e anime", però l'esborso di 15 euro non mi ha fatto molto ridere  :]
Non vorrei sembrare di nuovo scortese, ma ho il dubbio che la Kappalab cominci a pubblicare libri a tutti quelli/e che si rechino due o tre volte l'anno in Giappone, il tutto a 15 euro il libro.
Cara Kappalab, pubblicate libri a chi ha da comunicare al prossimo qualcosa sul Giappone, anche se ci va una volta sola all'anno, sia chiaro, ma che il libro abbia dei contenuti, anche per i non ferraresi.

Il capitolino-ino-ino-ino "Passatelle per pranzo" non è neppure inerente al Giappone, lo si poteva mettere in un libro sulla cucina ferrarese, almeno non lo pagavo io...


lunedì 26 dicembre 2016

Super Robot Files, 1979/1982 l'età d'oro dei robot giapponesi nella storia degli anime del collezionismo


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TITOLO: Super Robot Files, 1979/1982 l'età d'oro dei robot giapponesi nella storia degli anime del collezionismo
AUTORE: Fabrizio Modina
CASA EDITRICE: Edizioni BD
PAGINE: 224
COSTO: 25 euro
ANNO: 2016
FORMATO: 24 cm x 18 cm
REPERIBILITA': Ancora reperibile a Milano
CODICE ISBN: 9788868837716

Prima di scrivere questa recensione al volume due di “Super Robot Files” mi sono andato a rileggere la prima (Super Robot Files 1963/1978), e devo dire che non posso altro che ribadire i medesimi pregi e difetti della pubblicazione precedente, con l'unico elemento peggiorativo riguardante la scarsa notorietà di molte delle serie presenti nell'arco temporale analizzato. Una cosa è leggere (e vedere i modellini) di Goldrake, Mazinga, Jeeg e soci, diverso è leggere di serie a me sconosciute come Ideon, God Mars, Daioja e soci. Ovviamente questa non conoscenza, o ignoranza, riguarda più il lettore che l'autore, ma il risultato finale non cambia: vedi e leggi di argomenti che non conosci.
Dato che fondamentalmente lo scritto presenta la sinossi di ogni serie, sempre la prima puntata e poi della trama tutta, compreso il finale, per quanto mi riguarda il calo di interesse è collegato alla non conoscenza diretta delle serie.
Per fortuna ultimamente ho letto due saggi che trattano lo stesso argomento robotico, seppur da versanti assai differenti, e quindi qualche serie che non avevo mai visto non mi era del tutto sconosciuta (tipo Ideon). 
Riportare una sinossi di una serie non è facile, specialmente quelle più incasinate alla “giapponese”, e devo dire che ho faticato un po' a seguire la descrizione di Modina. Non che siano scritte male, ma nei succitati due saggi le sinossi erano un po' più lineari/chiare (mio punto di vista).
Probabilmente questa mia critica nasce, come già scritto, dal fatto che delle 26 serie presenti nel libro ne ho viste massimo 6, ed altre 4 o 5 le conosco indirettamente, per le restanti buio totale  >_<
Come nel primo libro ci sono i nomi originali, con quelli italici solo accennati, io propendo più sull'uso dei nomi italioti, per quanto non corretti, ma l'autore la vede in un altro modo, spiegandolo nella prefazione. Son punti di vista. Diciamo che un fan giapponese apprezzerà la presenza di tutti i nomi originali, addirittura in alcuni casi con ideogrammi e pronuncia corretta(!), poi bisogna vedere quanti giapponesi conoscano l'italiano e leggeranno questo libro. 
Resta la problematica legata alla grandezza delle immagini e delle didascalie, che sacrificano un po' i bellissimi modellini.
Leggendo la prima recensione, dove prevedevo un secondo volume, mi son reso conto di aver toppato alla grande, in quanto ci sarà anche un terzo volume, che arriverà fino al 1984. Il problema è che non fu una mia idea, ma era espressamente scritto dall'autore, pagina 18 ultima riga del primo volume:
“...questo volume tratta il periodo compreso tra il 1963 ed il 1978, mentre il secondo volume, di prossima pubblicazione, analizzerà i super robot prodotti tra il 1979 ed il 1984.”.

Lo stesso Modina nella prefazione ringrazia noi lettori per il successo del primo volume, ipotizzo che la casa editrice abbia deciso di cavalcare un po' le vendite positive facendone addirittura un terzo, comprendendoci la seconda parte del 1982, che in questo secondo volume non è completa, fino al 1984.
Questo implica che il terzo volume sarà, per me, ancora meno familiare...
Faccio notare che il primo volume costava 20 euro per 200 pagine, questo secondo volume costa 25 euro per 224 pagine. Ben 5 euro in più, cioè un aumento del 25% in due anni, con una inflazione praticamente restata sullo zero spaccato, mi pare un incremento un po' eccessivo, a cui andrà aggiunto l'esborso per il terzo volume. Questa scelta mi è parsa una bella furbata editoriale...



Qualche scan con l'indice di ogni anno e qualche immagine dei bei modellini.

giovedì 22 dicembre 2016

"Tutto Giocattoli - Il bimbo nel suo mondo meraviglioso" - Catalogo Natale 1977/78



Visto che siamo quasi a Natale mi pare corretto festeggiarlo con un'orgia di immagini festose, foto di vecchi giocattoli, provenienti direttamente dall'era pre goldrakkiana, il cui avvento modificò sostanzialmnte il nostro modo di giocare, assieme ai videogiochi.
Un catalogo estremamente ricco di articoli, alcuni abbastanza conosciuti dai miei coetanei e coetanee, altri parecchio misteriosi, che mi hanno incuriosito molto.
Uno degli elementi interessanti del catalogo sono i prezzi "concordati", come recita la scritta sulla copertina, che il consorzio "Tuttogiocattoli" consigliava ai genitori dei potenziali giovani clienti natalizi.
Ho scoperto che il mio Petropolis costava più del doppio del mio adorato "Il gioco dello scudetto", ben 11 mila lire contro solo 4500 lire!
Petropolis costava addirittura di più della "Battaglia Sottomarina" a 3 dimensioni!
Posso ipotizzare che il costo così alto di Petropolis potesse essere dovuto alla novità del gioco in scatola.
Nel catalogo c'è un'ampia gamma di giochi della società "Edilio Parodi", gli stessi Parodi che importarono per primi il Subbuteo, ma non solo questo.
Due pagine sono dedicate alla Atlantic, poi la Sebino, Giaccaglia, Trudi, Italocremona, Sticktoy, Kosmos, Cogis, Comi, Groupe Djin, una nascente Gig, Migliorati, Fagea, Tonka (Toyura), Corgi, "Zeni Giocattoli Import-Export", Nylint, Il Giocattolo, Biemme Giocattoli, Miniminiera, Baby Line.
Senza contare le più famose Mattel, la già succitata "Editrice Giochi",  Fisher Price, Chicco e la Harbert.
Un certo numero di queste aziende non fabbricavano giocattoli, ma si limitavano ad importarli, come la "Edilio Parodi".
Ho dovuto "giuntare" alcune scan perchè il formato del catalogo è un bel quadratone da 24 cm X 24 cm, ergo non rientrante nel mio povero scannerizzatore, in altri casi mi son limitato a spezzare la pagina in un punto che non rovinasse le immagini  :]
Altra particolarità del catalogo è l'ultima pagina, dove veniva pubblicizzato sia il concorso "Quel che piace a me" per il Natale 77/78, che i risultati di quello dell'anno prima. Il concorso era stato indetto dalla "Associazione commercianti al dettaglio in giocattoli della provincia di Milano", non per nulla in copertina c'è il timbro, un po' rovinato, del negozio "Giocattoli Trieste" di piazza Sempione 5(?) qui di Milano. La pagina contiene le fotografie fatte durante la consegna dei premi nell'aprile 1977, belle immagini in bianco e nero di bambini e bambini al settimo cielo, da guardarsi leggendo il testo nel riquadro centrale, in base al numerino di riferimento.



Ingrandisco un po' le foto, nel caso che i bambini e bambini delle foto capitino su questi lidi:
Laura Crenna; Yuri Radaelli; Alberto Bellondi; Silvana Severini; Antonio Clivio; Bibiana Parodi (spero non parente dei Parodi importatori di giocattoli...); Alesandro Soncini.

martedì 20 dicembre 2016

Go Nagai Robot Collection 122 Genko


La 32esima puntata di Jeeg è veramente pregna di eventi, intanto si vede la famiglia Shiba prendersi una domenica di svago (durato poco...), poi la sommossa orchestrata dai ministri di Himika, ed infine la dipartita del buon Mimashi.
Mi permetto una chiosa riguardo al mito della diseducatività di questi anme. Ovvio che un bambino ha da imparare ancora un umero infinito di parole e concetti, però conta, a mio avviso, anche grazie a quale medium li apprende. Per quanto mi riguarda, oltre ai concetti di cyborg/robot che ho compreso grazie a questi anime, c'è anche, per esempio, quello meno facile ed usuale (ai tempi) di "clone", grazie a Daltanious. A cui va aggiunto, tra i tanti, la comprensione di cosa fosse un "colpo di stato"/"rivolta contro il potere costituito", che è il fulcro di questa puntata. Puntata numero 32 in cui si capisce sia il motivo di facciata per cui i ministri di Himika si ribellano, in quanto il Signore del Drago è un "usurpatore" e aveva assassinato la loro regina, quindi la vendetta e l'onore, ma anche il motivo reale, cioè temevano di essere uccisi essi stessi una volta che il Signore del drago avesse sconfitto Jeeg. A dire il vero la puntata avrebbe insegnato al futuro "usurpatore", nel caso che tra i giovani telespettatori ce ne fosse stato uno, che i complottardi non vanno risparmiati, come viene fatto per Ikima e Amaso, infatti ci riproveranno più avanti...
Poi, volendo, ci sarebbe una lettura più storica, legata al periodo vissuto dal Giappone prima della seconda guerra mondiale, con i ripetuti interventi dei militari nei governi civili degli anni 20 e 30, e in particolare del tentativo di rivolta dei militari quando il buon Hirohito aveva registrato il discorso di resa del Giappone.
Anche se di rivolte contro figli degli shogun/figli degli imperatrori, e pure di svariati usurpatori, la storia antica del Giappone è piena, ma forse è meglio non addentrarsi in discorsi troppo complessi  :]
Detto ciò torno al modellino, che non è malaccio, tranne per le solite sbavature, più evidenti rispetto alle ultime uscite, e al fatto che a Genko non hanno fatto le punte aguzze sulle spalle, ma solo dei foruncoli  >_<

Edit del 21 dicembre 2016:
Mi è stato giustamente fatto notare che il colore di Genko è incredibilmente cannato, ancora più incredibile è che non ci abbia fatto caso...
Ok, cambiare tonalità di marrone, ma farlo violetto invece che marrone è qualcosa di osceno...
Ma perché proprio non riescono a fare una uscita senza magagne?
Hanno un ufficio apposito per commettere errori?
Forse vogliono mettere alla prova il nostro spirito di osservazione?  T_T
Forse un bel foglietto di scuse andrebbe allegato alle prossime uscite:
Ci scusiamo se Genko aveva il colore cannato, i nostri responsabili della progettazione sono tutti daltonici, ergo, il difetto nasce per motivi tecnici indipendenti dalla loro volontà!!! E' colpa della genetica!!!

Poi ci sarebbe il discorso dell'espressione  non propriamente sveglia di Genko, ma in questo caso la responsabilità è dei disegnatori della serie.
In altre recensioni ho criticato la scelta della Fabbri/Centauria di pubblicare il modellino di un mostro piuttosto che un altro in quanto lo si vedeva per pochi secondi nella serie, oppure non metteva in nessuna difficoltà il robottone. Genko, in realtà, ha entrambi questi due difetti (addirittura non incontra mai Jeeg!), ma ha un senso farne un modellino, sia per la trama della puntata, sia perché quasi uccide l'odiato usurpatore.
Genko il mostro putschista  :]


Che fine hanno fatto le punte accuminate sulle spalle?


In qualche commento è stata sollevata la questione della condizione del fascicolino-ino-ino che arriva in edicola. Questo è com'è arrivato Genko a me, e devo dire che non è neppure uno dei più conciati... la rigaccia che vedete nella scan in alto è proprio causata dalla piegatura della carta.