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venerdì 21 febbraio 2020

Storia critica della televisione italiana - volumi 1954/1979 e 1980/1999



TITOLO: Storia critica della televisione italiana - 3 volumi (dal 1954 al 2018)
AUTORE: Aldo Grasso
CASA EDITRICE: Il Saggiatore
PAGINE: 1418 (i 3 volumi assieme)
COSTO: 55€ (i 3 volumi assieme)
ANNO: 2019
FORMATO: 22 cm X 15 cm
REPERIBILITA': ancora presente a Milano
CODICE ISBN: 9788862885676

Puntai questa pubblicazione di Aldo Grasso già dalle sue prime edizioni, però, per il mio campo di interesse televisivo, che si concentra fondamentalmente tra il 1978 e il 1983, dovermi portare a casa un bel malloppone di pagine, per poi leggere ben poco sull'animazione giapponese, aveva poco senso.

Il caso ed un mercatino dell'usato sono venuti in mio soccorso, facendomi trovare la nuova edizione del 2019 de “Il Saggiatore” (nuova ed intonsa), con la possibilità di prendere solo i primi due volumi, a soli 5 euro totali.

L'aver sacrificato i terzo volume (dal 2000 al 2018) è motivato esclusivamente dalla carenza di spazio che ormai attanaglia la mia libreria... dovrei comprare una casa più grande solo per metterci tutta la fuffa editoriale che ho accumulato :]

Aldo Grasso è un autorevolissimo critico televisivo, e quando ne leggevo gli articoli sul Corsera, apprezzavo sempre i suoi giudizi pacati, per questo ero curioso di vedere come avesse trattato e quanto spazio avesse dedicato a Goldrake e soci.

Infatti sui mille e passa articoli (link) inerenti l'animazione giapponese in Italia tra il 1978 e i primi anni 80, non ne ho scovato neppure uno a suo nome!

I volumi sono un documento unico sulla televisione pubblica e privata, ovviamente i programmi mandati in onda dalla Rai sono maggioritari, anche perché i canali privati iniziarono a trasmettere a fine degli anni 70. Quindi il primo volume (1954/1979) è praticamente tutto incentrato sulla Rai, mentre dal secondo volume in poi (il terzo non l'ho consultato, ma mi pare scontato) iniziano a far capolino prima le tv locali, e poi i grandi gruppi privati (cioè in pratica quasi solo Fininvest/Mediaset).

Nell'annata 1978 è citato “Superclassifica Show”, che era trasmesso da più tv locali.

Nell'annata 1979 sono citate tre trasmissioni di Telemilano: “Milan-Inter club; Sprolippio; I sogni nel cassetto.



Nel secondo volume sono elencate anche trasmissioni di altre emittenti private, basta consultare il sommario degli anni dal 1975 al 1983 che scannerizzato.

Faccio una premessa prima di dare un giudizio sull'aspetto “animazione giapponese in Italia”.

In una opera del genere è difficile, se non impossibile, inserire tutte le trasmissioni che avrebbero meritato di essere citate, l'autore fece delle scelte, e qualche programma venne cassato. Su questo aspetto entra in scena anche il gusto personale, il fissato dei serial televisivi lamenterà l'assenza della sua preferita telenovelas brasiliana, il fan dei telequiz si lagnerà che manca il programma che guardava il mercoledì sera 40 anni prima, l'otaku dei cartoni animati giapponesi noterà il poco spazio dedicato alle serie che rivoluzionarono le trasmissioni per bambini/ragazzi in Italia.

Vengo quindi al punto, e ricollegandomi alla mia curiosità di cui sopra di leggere per la prima volta come Aldo Grasso trattava i cartoni animati giapponesi, sono rimasto altresì sorpreso che solo Heidi e “Atlas Ufo Robot” si siano guadagnati il diritto a schede proprie...

Chiaramente gli anime che venivano trasmessi sulle tv locali ebbero meno impatto nazionale, ma non poi così poco, e comunque sul versante Rai avrebbero meritato una scheda almeno “Capitan Harlock”, Remi e “Mazinga Z”. Quest'ultimo si sarebbe dovuto citare, se non per la serie in sé (assai insipida...), almeno per le trasbordanti polemiche che si scatenarono nell'aprile 1980.

L'unico accenno che ho letto su quello tsunami mediatico che si scatenò nella primavera del 1980, lo si può trovare nella scheda de “L'altra campana”, poche righe in cui si ricorda della votazione pro o contro Goldrake:






Dato che nella trattazione di ogni annata viene effettuata anche una analisi più generale su quali tipi di programmi ebbero successo e per quali motivi, citando anche i programmi a cui non è stata dedicata una scheda specifica, almeno in questa sezione del saggio si sarebbe potuto analizzare il fenomeno e l'impatto sui bambini di allora (che si mantengono vivi anche oggi) dell'animazione giapponesi in Italia.

Nell'annata 1982 c'è una scheda su telefilm statunitense “Mary Tyler Moore Show”, una sit-com iniziata nel 1970, posso capire la presenza di trasmissioni culturali e popolari che io da bambino non guardavo, e che ebbero un impatto sul pubblico italiano, ma “Mary Tyler Moore Show” no...

Va bene, passi “Mary Tyler Moore Show”, ma allora perché “Anna dai capelli rossi”, che viene ancora replicata, no?

All'interno della scheda di “Bim Bum Bam” nel 1982 vengono citate tre serie animare giapponesi, due delle quali non vennero lanciate dalla trasmissione di “Italia 1”, ma precedentemente da tv locali minori...

“Lupin III” e “Dolce Candy” (cioè "Candy Candy") non esordiscono grazie a “Bim Bum Bam”, ma erano già state trasmesse da una moltitudine di emittenti private. E' questo, a mio avviso, un piccolo grande errore informativo.
Il terzo anime citato (solo citato) è “Lady Oscar”, ma la nostra eroina parigina non avrebbe meritato una sua scheda?

Perché l'americana Mary Tyler Moore si, e la nippo-francese madamigella Oscar no?

Torno quindi agli unici due anime analizzati da Aldo Grasso, Heidi e Goldrake, come ne ha scritto?

Per Heidi c'è la sinossi e qualche annotazione di cronaca, nessuna analisi sulla serie.

Per “Atlas Ufo Robot, che ha una scheda lunga la metà rispetto a quella di Heidi, solo 9 righe e mezzo...

Penso di aver intuito il motivo per cui ad oggi, non ho trovato neppure un articolo di Aldo Grasso sui cartoni animati giapponesi degli esordi italici, perché non li ha mai considerati degni di essere menzionati  ^_^












7 commenti:

  1. Anch'io ho sempre stimato molto Aldo Grasso, ma ahimé sull'animazione giapponese, almeno su quella dell'epoca, credo che bob ne pensasse nulla, credo la considerasse meno che spazzatura. Voglio comuneuq dirti che t'invidio molto per aver pagato soltanto 5 euro caduno i volumi in questione! :)
    E voglio anche dirti che ti seguo sempre qui sul blog e se non commento è soltanto perché non ho nulla di intelligente da dire. Come adesso, ma stavolta ho fatto un'eccezione :-)))
    Un caro saluto

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    1. Ma neppure io ho nulla di intelligente da scrivere! ^_^
      E faccio 14 eccezioni al mese!
      Per quanto riguarda Aldo Grasso, tra lo scrivere le castronerie che riportavano i suoi colleghi sui cartoni animati giaponesi, e non scriverne affato, come fece lui, a lungo termine si è dimostrata più saggia la seconda opzione.
      Per lo meno non ha la seccatura di leggere un illetterato blogger che lo critica per un articolo scritto 40 anni fa ^_^
      Forse, però, in un saggio dei nostri giorni, avrebbe dovuto ricontestualizzare l'importanza televisiva della prima animazione giapponese in Italia.
      Per me è una manzanza grave dei volumi.
      Grazie del gentile apprezzamento
      Saluti

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    2. Dimenticavo, non li ho pgati 5 euro l'uno, ma 5 euro entrambi i volumi!
      ^_^

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    3. Hai perfettamente ragione in entrambi i casi: meglio non dire nulla che sparare sciocchezze; è comunque una grave mancanza l'assenza dei cartoni animati giapponesi in un volume (o tre) che parlano della televisione italiana.
      Su una cosa invece ti sbagli proprio: sul dire che non scrivi cose intelligenti! I tuoi post sono SEMPRE interessanti e le tue critiche acute e puntuali. Quindi ribadisco la stima :)
      (...e un po' ti odio per aver pagato nulla i due volumi ^___^)
      A presto.

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  2. Ciao. Non so se è possibile scannerizzare nel primo volume di Aldo Grasso la pagina dove è di sicuro riportato il telefilm a puntate Robinson Crusoe. Lo vedevo da bambino alla tv da mio zio non avendo ancora a casa la tv e ne rimasi affascinato. Penso si tratti dell'annata 1967 o 1968, avevo 10 11 anni. Sono curioso di sapere la data di quando venne trasmesso per la prima volta. Puoi anche scriverlo nella risposta se non è possibile pubblicare la scansione della pagina. GRAZIE

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    1. Ciao, ho cercato nell'indice del primo volume, dal 1964 al 1969, ma non è stato inserito.
      Comunque Wikipedia riporta il 1964.

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