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lunedì 29 febbraio 2016

Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980 - "Arrivano tanti piccoli giapponesi carichi d'oro!" di Paola Zivelli



Questo è  il numero 1 della nuova (nel 1980)  rivista tv Telepiù, considerando che ho già recensito il numero zero, e che è in mio possesso il numero 2, alla fine di questo trittico riuscirò a postare tre settimane consecutive di palinsesti televisivi. In questo modo sarà più agevole apprezzare quali programmi, e con quale intensità, venivano proposti a grandi e piccini nel 1980.
Questa rivista, oltre a contenere i classici articoli sui programmi nazionali più importanti, in questo caso il confronto tra le due annate di "Domenica In" che si vede in copertina, dava largo spazio sia alle trasmissioni delle tv private locali, che alle tv locali stesse, con interessanti e lunghi articoli su come fossero organizzate e su quali fossero i loro progammi di punta. In questo numero c'è un bel articolo su Telemilano, da poco battezzata Canale 5, benchè nei palinsesti non compaia, però, Telemilano. Ci sono altre tv del milanese, come la mitica Milano TV, Telelombardia 1 e 2, Antenna Nord, Antenna 3 Lombardia, Telealtomilanese, anche se il grosso delle emittenti private sono piemontesi.
Per certi versi trovo maggiormente interessante Telepiù rispetto al più istituzionale "Tv Sorrisi e Canzoni", che dava meno spazio a trasmissioni poco note, che ormai ci siamo dimenticati, come, per esempio, "La battaglia navale" condotta da Tony Martucci su Antenna Nord, che a Milano era il pre-Italia 1.
Ho inoltre scoperto che Telepiù puntava molto sui cartoni animati giapponesi, presentando numerosi articoli, non particolarmente negativi, o che ne davano addirittura un giudizio positivo.
Dopo l'articolo del numero zero su Mazinga e l'Apemaia, questa volta viene presentato il nuovo anime della Rai: "Le avventure di Huckleberry Finn".
A parte il titolo dell'articolo che potrebbe sembrare in qualche maniera un po' polemico ("Sono arrivati tanti piccoli giapponesi carichi d'oro"), il contenuto è del tutto neutro, limitandosi a raccontare la trama della nuova serie. Dato che non ho mai seguito Huck Finn, e non ho mai letto il relativo romanzo, non saprei dire se ciò che riporta la giornalista sia la trama del romanzo o dell'anime, e non so neppure se l'anime seguisse la trama del romanzo. Per altre serie, che si ispiravano alla letteratura occidentale, spesso il giornalista riportava la trama del romanzo, anche se poi l'anime se ne discostava.
Dal titolo si potrebbe pensare ad una virulenta polemica sul successo dei cartoni animati giapponesi, invece nell'articolo c'è solo la trama della serie, o del romanzo. Il titolo vuole solo rappresentare il continuo successo di queste serie nipponiche, che, nonostante il cambio del genere, mantenevano lo stesso alto gradimento (più o meno) avuto con Goldrake ed Heidi.




domenica 28 febbraio 2016

"Crystal Ball, le famose bolle di plastica" - Anni 70 ed 80




Ci sono giocattoli degli anni 70 ed 80 che hanno forgiato più generazioni, hanno reso quei bambini e bambine più forti, più resistenti, quasi invulnerabili. Perchè se riuscivi a resistere all'odore del Das, o peggio, del Vernidas(...), oppure a non assuefarti alla pasta del Cyrstal Ball, voleva dire che avevi una tempra non comune.
I palloncini Crystal Ball erano un bel divertimento, non è che avessero questa gran profondità ludica, visto che alla fine bisognava sempre e solo ripetere queste semplici operazioni:
spalma - soffia - gonfia- stacca.
A cui bisogna aggiungere: affloscia - bucato - frustrazione...
Comunque, nonostante la sua semplicità, anche grazie ad un prezzo penso abbastanza abbordabile, ci giocavamo tutti, ma proprio tutti. Certo, i palloncini non mi riuscivano mai come quelli delle foto, degli spot televisivi o delle pubblcità sui Topolino (come quella sotto), ma era un semplice dettaglio. Di certo il prossimo palloncino sarebbe venuto fuori grandissimo e perfettamente sferico, oppure quello dopo... magari il succesivo o...   T_T
Le confezioni che ho recuperato, e l'espositore in cui sono contenute, sono come minimo del 1983, visto che è riportata la legge numere 46 del 18 febbraio 1983.
La pubblicità sotto è di un numero di Topolino del giugno 1981, ed è proprio l'immagine che io associo al Crystal Ball. Mentre il video del link sopra non corrisponde molto allo spot che vedevo io in tv, mi pare verso la fine del 1970. Quella prima pubblicità televisiva, trasmessa dalla piccole tv private locali, era differente, molto breve, ma non così.
Ovviamente sono ricordi abbastanza labili, magari sbaglio.
"GARANTITO ATOSSICO!!", si può leggere nella pubblcità.
Successivamente di dubbi me ne sono venuti molti, perchè un odore di sostanza chimica c'era, mica me lo inventavo.


Anche il libretto delle istruzioni si sofferma molto sulla questione della sua atossicità e sicurezza, compresi gli avvertimenti sopra il tubetto. Sulle istruzioni è ben specificato che il cannello impedisce l'aspirazione della pasta, o dei suoi fumi, grazie alla presenza di una valvola che ne blocca il riflusso. Effettivamente ho provato ad aspirare aria (solo aria) con il cannello, e l'aria non passa. Probabilmente il mio ricordo riguardo all'aspirazione dei fumi del Crystal Ball con il cannello è sbagliato.
Sul sito del "Crystal Ball" viene riportato che:
Questa scelta di qualità, frutto delle nostre conoscenze scientifiche, ci ha spesso penalizzato in termini di costi di produzione, con conseguente incidenza sul prezzo di vendita.
Qui di seguito spieghiamo in concreto, con alcuni esempi:
- ultimamente, sono stati messi sotto accusa e proibiti alcuni prodotti additivi per le materie plastiche, gli esteri dell’acido Ftalico (Ftalati).
Questi composti chimici, della classe dei plastificanti, che servono ad “ammorbidire” i materiali plastici, si potevano liberamente impiegare anche in oggetti destinati ad essere portati alla bocca, come i sonagli per la dentizione. Noi li avevamo totalmente eliminati già dal lontano 1983, quindi quasi vent’anni prima della proibizione normativa!
- altro esempio: fin dagli esordi del "Crystal ball", di nostra iniziativa abbiamo dotato il cannello di soffiaggio di una valvola di sicurezza antiriflusso, anche se, a quel tempo, non esisteva alcuna normativa che la rendesse obbligatoria.


Le istruzioni, che da bambino non penso di aver mai letto, sono molto attente alla sicurezza. Nel foglietto manca solo il contenuto chimico della pasta, che immagino fosse coperta da segreto industriale.
Questo sotto sarà stato un qualche logo valido in più nazioni, che ne certificava la sicurezza.

sabato 27 febbraio 2016

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 12 Skull Moon



Sverniciando tutte le edicole dello stivale italico (comprese quelle delle città di Biella, Salerno e Livorno), con ben 5 giorni di anticipo, ecco l'uscita speciale numero 12, la base lunare di Vega, qui chiamata con il suo sconosciutissimo nome originale: Skull Moon.
Immagino l'acquirente nostalgico (sempre in senso buono) che legge "Skull Moon" e si immagina il film di Indiana Jones, declinandone l'acquisto perchè si aspettava qualcosa di Goldrake.
Sinceramente cosa abbia questa base di un teschio, non mi è molto chiaro, secondo me era meglio chiamarla "base lunare di Vega", ma vai a capirlo Go Nagai.
L'idea è ottima, penso che questa sia tra le poche rappresentazione della Skull Moon, peccato che l'abbiano fatta un tantino minuscola... cioè... così piccola potevano anche piazzarla sul lato non nascosto della Luna, tanto non la vedeva nessuno :]
Inoltre, messa dentro ad un cratere così enorme, pare più che altro un portacenere da 20 euro :]
Sarebbe stato più saggio concentrarsi sulla torre centrale, il fulcro delle operazioni, come nel disegno della copertina del fascicolino-ino-ino-ino, che senso ha metterci anche la periferia?
Il cratere mi ricorda quegli obbrobri  che facevo da bambino con il Das... che quando li mostravo a mia madre ricevevo sempre dei gentili ed entusiastici complimenti  :] però avevo 10 anni... e nessuno me li comprava.
Vot 9 per l'idea, voto 5, anzi, 4+ per la realizzazione, perchè dentro c'è pure la magagna...


Sospendo un momento l'analisi del modellino per concentrarmi su un'altra bella figura di palta dell'associazione Fabbri/Centauria/sito della Gazza.
Utopia71 ha messo il link del sito della Gazza, in cui l'immagine della Skull Moon è messa al posto dell'uscita numero 87 Obereus, saranno anche piccole cose, ma come diceva il mitico Totò:
"E' la somma che fa il totale!"  :]


Torno alla magagna, che secondo me non è una rottura del pezzo, ma un montaggio errato, dovuto anche a delle dimensioni non corrette dell'incastro, ma ovviamente è solo una mia opinione.
In pratica proprio la torre centrale, oltre ad essere storta (sob...) è pure scentrata (risob...).

Go Nagai Robot Collection 85 Tsubute




Verso le 13 mi arriva un messaggio dalla mia edicolante, dove mi avvertiva che stamattina erano arrivati ben due numeri della GNRC: il numero 85 ed uno Speciale!
Con 5 giorni di anticipo!
Ergo, in anteprima rispetto a tutto il globo terracqueo, comprese Biella, Salerno e Livorno :] ecco l'uscita numero 85 Tsubute!
O sarebbe Tsubuke?  O_o
Perchè qui sorge subito una prima leggerissima incongruenza sul nome del mostro Haniwa, sia rispetto alla bibbia web di Encirobot, che lo battezza Tsubuke ...



... che nei confronti della stessa Fabbri/Cenaturia, che nel retro del fascicolino numero 83 Barbario   lo chiama allo stesso modo.



Anche se nel numero 84 Biranias  lo correggono in Tsubute, ma non è modificato sul mitico sito della Gazza, dove compare di nuovo come Tsubuke!
Ma perchè alla Fabbri/Centauria fanno queste cose?
Non si rendono conto di tutte le figure di emme che inanellano?  O_o



Tsubute o Tsubuke che sia il modellino è bello, specialmente la posa, assai aggressiva, da vero combattente.
Non avevo mai fatto caso che fosse armato di macete... assai inquietante... da film horror...
Ok, ci sono le solite sbavature, ma dopo 97 uscite totali ormai non le si nota più, sono assuefatto :]



La puntata è quella dove la povera Miwa deve andare in perlustrazione da sola perchè quel cagacaxxo di Hiroshi ha le sue paturnie... il risultato è che si becca una bella contaminazione da radiazioni... in alcune puntate ad Hiroshi avrebbero fatto bene un paio di calci nel sedere...

mercoledì 24 febbraio 2016

Go Nagai Robot Collection 84 Biranias



Biranias, chi è costui?
Ma il socio di Gratonios!
Devo dirvi tutto io...   :(
Quello che avevo scritto per Gratonios sulla 92esima puntat di Mazinga Z penso valga anche per Biranias. Resta immutata la mia perplessità sulla scelta della Fabbri di pubblicare modellini di personaggi mai visti in Italia (a parte la recente edizione da edicola), a discapito di un Mechadon o di un professor Shiba Apple... magari un giorno qualcuno della Fabbri ci spiegherà che non sono state scelte fatte a caso, come sembrerebbe di primo acchito.
Mi ha comunque fatto piacere rivedere la puntata in cui Mazinga Z ed il suo inetto pilota vengono massacrati da Biranias e Gratonios, infine salvati dal potente Grande Mazinga :]
Quello che mi ha colpito in Biranias è il livello di bruttezza del mostro guerriero, non tanto della versione GNRC, ma proprio del mostro originario. Va bene che i giapponesi hanno la fissa delle carpe, che poi questo sembra più una piotta, ma farlo un pò meno ridicolo non avrebbe guastato.
Se il lato A è passabile...



...il lato B è veramente urrendo...



Non che i lati C, D, E, F e G siano questo granchè  :]

martedì 23 febbraio 2016

The Goonies: Official Collector's Souvenir Magazine (1985) - PRIMA PARTE


Il film dei  Goonies è per molti ex ragazzi ed ex ragazze degli anni 80 un mito assoluto, non per me, resta un bel filmetto, assai simpatico, ma nulla di più. Ovviamente è un mio parere personale, forse dato dall'aver visto da bambino un piccolo ed insulso telefilm a bassissimo budget, che vedeva i protagonisti compiere azioni ben più ardimentose di questi piccoli milionari di Hollywood:
"Il tesoro del castello senza nome" 1 e 2 (Les Galapiats - 1969)
"Il tesoro del castello senza nome" 3 e 4 (Les Galapiats - 1969)
"Il tesoro del castello senza nome" 5 e 6 (Les Galapiats - 1969)
Prossimamente le ultime due puntate del telefilm

Questa bella rivista ripercorre tutte le fasi della storia, aggiungendoci foto e chicche sugli attori, backstage ed effetti speciali.
Per quanto mi riguarda il personaggio che mi divertì di più, quando lo vidi per la prima volta in VHS, fu quel simpaticone di Chunk: mitica la scena in cui racconta del finto vomito fatto cadere addosso alla gente al cinema.
Mentre non mi hanno mai convinto i cattivi, la macchietta italo-americana mafiosa mi aveva già stufato a metà degli anni 80.
Ho un chiaro ricordo di Data durante una "Domenica In", mentre presentava uno dei due film che lo videro esordire al cinema, però non ricordo se era "Indiana Jones e il tempio maledetto", oppure "I Goonies". Mi pare il secondo, in cui, forse, Pippo Baudo citava anche la sua partecipazione al film di Indiana Jones, con tanto di immagini di repertorio. E forse c'era anche Cyndi Lauper che cantava la colonna sonora del film, ma non sono molto sicuro.
Lo spottone domenciale non mi convense ad andare al cinema, ai tempi ero già un po' grandicello, e questo era un filmetto per bambini. Probabilmente non averlo visto al cinema non me lo ha fatto apprezzare appieno.
La rivista è ovviamente in stretto inglese, composta da una settantina di pagina, che dividerò in due parti, spero si legga decentemente, le immagini sono comunque belle.

The Goonies: Official Collector's Souvenir Magazine (1985) - SECONDA PARTE




domenica 21 febbraio 2016

Candy Candy - Secondo album figurine Panini 1981


Visto che della serie animata di Candy Candy di materiale nuovo non si trova in giro nulla (tranne i due romanzi), a causa della guerra legale Igarashi-Mizuki, che come virulenza supera di gran lunga la guerra dei "Quoti" del primo "Guerre Stellari", bisogna accontentarsi dei cimeli anni 70/80, come questo secondo album della Panini.
Mi chiedo quanti soldi avrebbe fatto il duo Igarashi-Mizuki in tutti questi anni, se invece di litigare come due bambine sui diritti si fossero accordate, e quanti altri soldi perderanno in futuro, contente loro... sembrano due piccole Iriza...
Su questa seconda parte della storia io sono ancora meno ferrato della prima parte, in quanto ero già uscito da un pezzo dal tunnel dell'eroina tutta lentiggini, mi ero disintossicato a forza di Mazinga, Jeeg e Gaiking :]
Nonostante la mia ignoranza ho notato che, rispetto al primo album Panini di Candy Candy, la storia è più rispettosa della serie tv, in quanto sono mostrati, anche solo come flashback, gli accadimenti che incredibilmente erano stati omessi precedentemente, e mi pare che tutta la trama di questa seconda parte sia presentata correttamente, considerando i limiti di un album di figurine.
Molto bella l'introduzione all'album, in poche righe traccia bene il senso della storia e i pregi/difetti dei personaggi mostrati. Anche di un Anthony ormai già morto da un pezzo, e che nel primo album era stato mostrato solo in due figu...


La prima pagina è un riepiloghino della storia presentata nel primo album, in cui la scena della figurina numero 3 non era mai stata mostrata...


Sinceramente, alla fine, sto cacchio di zio William mi aveva rotto i maroni, come il resto dei personaggi, sia chiaro  :]

venerdì 19 febbraio 2016

"Il ritorno di Mazinga", Gianni V. - "Intimità della famiglia" 24 ottobre 1980



Già ho trovato strano che ai "cartoni animati giapponesi" si interesassero Playboy e Penthouse (cercare nell'indice degli articoli al giungo/luglio 1981), ma che se ne occupasse "Intimità della famiglia" mi ha lasciato sgomento  :]
L'articolo è incastrato dentro ad un imperdibile "A ciascuno la propria strada, vita vera di giovani innamorati", in pratica ci sono le due prima pagine di questo servizio/racconto sui giovani innamorati del 1980, poi c'è la pagina su Mazinga, seguono le successive pagine O_o
Misteri dell'impaginazione dei settimanali :]
Ovviamente non è che il resto degli articoli della rivista abbia una qualche attinenza con animazione, fantascienza, fumetti, robot o quant'altro riguardasse i bambini, basta vedere la copertina che posto alla fine. Tra "storie vere(?)", romanzi strappalacrime, articoli sul cucito invernale ed economia domestica varia, l'ultima cosa che uno avrebbe mai pensato di trovarci è un articolo su Mazinga (Z)!



Eppure, nella rubrica "Video indiscreto", e il nome è già tutto un programma, il giornalista Gianni V. (purtroppo non si firma per esteso) discetta sul valore educativo della serie animata. Il suo giudizio è abbastanza negativo, anche perchè immagino che l'articolo fosse indirizzato alle madri, non certo ai bambini, come poteva essere uno pubblicato su Tv Sorrisi e Canzoni e Telepiù. Quindi  "Intimità della famiglia" fungeva un po' da poliziotto della tv, come tante altre testate e tanti altri giornalisti. Poi, sia chiaro, non è che Mazinga Z dovesse piacere per forza, a me non piaceva molto, lo guardavo poco pure io!
Come al solito sono i giudizi morali e le analisi sociologiche lette dopo tanti anni, che lasciano un po' spaesati e assai divertiti.
C'è una cosa, però, che dell'articolo non ho capito, riguarda la cronologia della trasmissione della serie sulla Rete 1 della Rai. Sia il titolo (Il RITORNO di Mazinga), che il contenuto, fanno riferimento ad una serie successiva ad una precedente già trasmessa. Io ricordavo/pensavo che Mazinga Z fosse stato trasmesso continuativamente da fine gennaio 1980 fino alla sua interruzione, quindi 51 puntate di fila.
Invece parrebbe che nell'ottobre del 1980, data di questo articolo, iniziasse una seconda serie di Mazinga Z, ergo le 51 puntate sembrerebbe siano state trasmesse in due tranche.
O forse l'autore si riferiva ad altre serie robotiche?
Nel dubbio ho controllato un po' di Tv Sorrisi e Canzoni del 1980 in mio possesso, e Mazinga Z è nei palinsesti Rai fino a marzo, nessuna traccia a settembre, ottobre e novembre.
Solo che il giornalista parla al presente: "Sui teleschermi di casa nostra sono tornati Mazinga e il Dottor Inferno ad animare i pomeriggi riservati ai ragazzi").
Però in ottobre e novembre nel pomeriggio della Rete 1 c'è "Anna dai capelli rossi".
Mistero.
Mi sfuggirà qualcosa.
Comunque il giornalista parte subito con la domanda classica del periodo:
"E' giusto che questo tipo di cartoni animati, ispirati alla violenza, alle imprese che contrappongono il bene al male in un mondo fantascientifico, siano presentati al pubblico dei più piccini?".
Ma cosa c'è di male a contrapporre il bene al male? Specialmente se alla fine vince il bene?
E poi direi che il mondo di Mazinga Z non fosse poi tanto fantascientifico, ammesso fosse un male, Star Blazer lo era, Koji Kabuto viveva nel nostro stesso tempo (più o meno). L'unica cosa fantascientifica erano i robot, per il resto l'ambientazione era abbastanza domestica (seppur giapponese).
Infine, cosa si intende per "più piccini"?
Interessante è anche il tipo di vocabolario usato dal giornalista: violenza, diabolici, dannoso, violenza esasperata. 

giovedì 18 febbraio 2016

Go Nagai Robot Collection 83 Barbario



Barbario e Obereus sono un po' come Castore e Polluce o i gemelli del gol (Vialli e Mancini, e prima di loro Graziani e Pulici), uno deve per forza accompagnarsi con l'altro, che poi siano vincenti o meno poco conta.
Rispetto alle altre copie celebri, Barbario e Obereus hanno avuto il privilegio di essere stati scelti come i primi due mostri guerrieri ad essere sconfitti dal Grande Mazinga, e questo è un onore non da poco.
Riguardando la prima puntata ho notato alcune questioni, che mi avevano già sorpreso nelle precedenti visioni. In primis, quando il generale Rigarn presenta il suo campione, dice: "il solo mostro guerriero con poteri psichici"... O_o
Ma se usa solo la forza bruta... vabbè, solite questioni del doppiaggio italico, allora ho dato un'occhiata al primo DVD della serie uscita in edicola, ed infatti la battuta corretta è: " A voi la più forte e la migliore delle armate delle bestie feroci... Barbari."  (che sarebbe Barbario).
Quindi, anche questa volta, la Go Nagai Robot Collection usa il nome del doppiaggio italico, "Barbario", invece di quello originale giapponese, "Barbari". Ma questo è il solito equivoco che ci si porta dietro dall'inizio, i nomi sono scelti randomicamente.
Altra questione inerente la puntata è la mitica caduta di Shiro da 25 metri, che lo lascia praticamente intonso. Potevamo togliercelo dai maroni alla prima puntata, ed invece... ma ci ritornerò più sotto.




Prima la questione fondamentale, com'è questo 83esimo modellino della GNRC?
Direi bello (vedi sotto), colorato bene, bella posa, fa la sua bella figura, con le sue belle fauci spalancata da cui far precipitare quell'idiota integrale di Shiro, che visto il QI del fratello maggiore non è che ti potevi aspettare poi molto...


Edit del 19 febbraio:
Riguardando con più calma il modellino e la sua versione animata, mi sorprendo di non aver notato la vitina da vespa... (quando si fanno le cose un po' di fretta...).
Cavoli, l'immagine sopra non ha nessun nesso con il modelino sotto, almeno dalla vita in giù. Gli hanno anche fatto due gambette da scimmietta... Mi chiedo quale immagine abbiano usato per il modellino, stante che non credo che i produttori creino gli stampi a caso, o forse si?  O_o
L'ho soprannominerò "Barbario col vitino da vespa", che fa un po' frùfrù :]



lunedì 15 febbraio 2016

"Moving on from Picasa", ovvero: sono fregato? :]



Uso per la prima volta, e spero l'ultima, il blog come richiesta di informazioni riguardo al blog stesso, a causa del passaggio da "Picasa Web Album" a "Google Photos".
Del programma di Picasa nulla mi interessa, il problema è il sito dove si caricano le immagini... infatti, se ci si collega a "Picasa Web Album", in alto compare una bella striscia giallina con scritto:
"Importante aggiornamento relativo a Picasa Web Album. Ulteriori informazioni"

Il link ti manda alla pagina con l'avviso sopra, in inglese... scusa mister Google se sono italiano...
Purtroppo il mio inglese, e le mie conoscenze informatiche, non sono così buone per comprendere appieno cosa accadrà.
Le mie domande sono:
Le immagini caricate sugli account di "Picasa Web Album" passeranno automaticamente su "Google Photos"?
I link saranno salvaguardati?

Perchè il grosso rischio per me è che tutte le immagini che ho sul blog risultino non più visibili perché i link sul blog non corrispondono più ai link di "Google Photos".
Non per nulla, quando ora carico un'immagine su questo blog, tra le opzioni c'è SOLO "Picasa Web Album"...
Da ora in poi dovrei caricare le foto su "Google Photos", invece che su "Picasa Web Album"?
Ma perchè il blog non ti fa scegliere mandantoti direttamente su Picasa?  O_o
Le domande sono poste a chiunque voglia spiegarmi la cosa, ma in particolare a chi ha un blog su Blogspot.


Grazie per le eventuali delucidazioni.

P.S.
Questo è l'800esimo post che ho pubblicato, la sola idea di dover ricaricare le immagini per gli altri 799 mi uccide T_T  ^_^


Edit del 18 febbario:
Oggi ho usato per la prima volta "Google Photos" (GP) al posto di "Picasa Web Album".
Allora...
Quando si accede a GP si vedono gli album caricati in Picasa, quindi dovrebbe essere scongiurato qualsiasi rischio di link mancanti e di relative immagini assenti.
Il servizio è migliorato?
Ni.
Si perchè quando linki le immagini queste sono più grandi rispetto a Picasa, anche se si sceglie la risoluzione bassa.
No perchè il suo utilizzo è meno versatile.
Con Picasa potevo aprire un album pubblico anche se non ero loggato a quell'account.
Lo si può fare anche con GP, come si vede da questa rece, ma bisogna sloggarsi e tenere l'album attivo, e poi aprire un evetuale secondo account (come faccio io per il blog).
Altrimenti, pur salvando il link dell'album, questo risulterà non visibile. E dato che non si possono aprire due account contemporaneamente...
Spero di essermi spiegato bene.

domenica 14 febbraio 2016

"Big Jim SOS Emergenza" - 1978 Giochi Mattel



La Mattel mise in vendita numerosi giochi in scatola ispirati a Big Jim (come per la Barbie), il più bello in assoluto a cui giocai è di certo "Big Jim il giro d'Italia", che è praticamente introvabile completo a causa della moltitudine di pezzi in cartoncino da cui era composto. Altri giochi di Big Jim, invece, erano abbastanza scarsi come dotazione, come questo "Big Jim SOS Emergenza". Inoltre erano scarsi anche in quanto ad originalità. Un gioco può essere fodamentalmente un semplice giro dell'oca, però un po' di inventiva in più non sarebbe guastata. E mi pare di notare che alla Mattel l'avevano un po' come abitudine di rifilare al povero bambino sognante degli scrausi giochi dell'oca, fecero la stessa cosa con il gioco di Goldrake...
L'attrattiva di questi giochi, e di questo in particolare, era il poter riprodurre su un tabellone e con gli amici le stesse avventure giocate coi pupazzi... ehm.... action figures :]
Infatti i disegni posti sul percorso raffigurano dotazioni e personaggi degli articoli posti in vendita in quel periodo, lo si può notare sia dal catalogo Mattel del Natale 1977 (Big Jim dalla metà in giù), che dall'album di figurine Panini dello stesso anno.
A differenza di tutte le altre rece dei giochi in scatola questa volta non ho messo video, perché sinceramente c'è ben poco da immortalare, basta ed avanza una semplice foto.
Capisco ottimizzare il guadagno, riducendo al minimo i pezzi del gioco, però qui si esagerò un po'... e da un cataloghino di Big Jim del 1979 in mio possesso, il prezzo era identico agli altri giochi in scatola della Mattel, indicativamente, come si avvertiva, lire 7500.



Piccola chiosa sul segnalino rosso di Big Jim, quando l'ho visto mi ha ricordato qualcuno, un personaggio di un telefilm made in Usa antecedente di qualche anno rispetto a questo gioco. Più sotto metto le immagini come prova, ma è indubbio che il Big Jim con la tuta rossa sia identico al colonnello Steve Austin, l'uomo da 6 milioni di dollari!
Capire chi abbia copiato da chi è più arduo, visto che, pur essendo questo gioco in scatala succesivo alla serie, il Big Jim in tuta rossa era antecedente.
Il tabellone, che grazie proprio alle piccole scene riportate nel percorso, ho scoperto essere molto bello.



Su un Topolino del primo ottobre 1978 ho trovato la pubblcità ufficiale del gioco. Dalla foto sembra pure divertente, non lo escludo, non avendoci mai giocato, ma ne dubito fortemente.

sabato 13 febbraio 2016

I mondi di Miyazaki, percorsi filosofici negli universi dell'artista giapponese



TITOLO: I mondi di Miyazaki, percorsi filosofici negli universi dell'artista giapponese
AUTORE: autori vari
CASA EDITRICE: Mimesis
PAGINE: 117
COSTO: 12
ANNO: 2016
FORMATO: 21 cm x 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788857532257

Il saggio è composto da otto contributi di altrettanti autori. Tranne uno, che non sono stato proprio in grado di capirlo, ma di certo è colpa dei miei oggettivi limiti, i restanti sette sono molto interessanti e comprensibili. Gli scritti su “Si alza il vento” mi hanno aiutato a capire un film che personalmente non ho apprezzato moltissimo, per svariati motivi.
Ringrazio Alessandro, uno tra i primi lettori che abbia avuto il coraggio di firmare i suoi commenti sul blog :] per avermi informato dell'uscita del libro ;)

La melanconia dell'ingegnere. Il sogno tecnoscientifico di “Si alza il vento”
Alberto Brodesco analizza le tematiche di “Si alza il vento”. Qui ritorna l'utilità di approfondimenti che riescono a farti capire ciò che inizialmente non sei riuscito ad apprezzare, benché in parte resto della mia opinione. In particolare riguardo le obbiezioni riportate dell'autore all'ultimo film di Miyazaki, inerenti a come ha trattato il tema dell'uso degli Zero e del loro contesto storico. Nonostante Brodesco spieghi perché queste critiche siano errate, io resto dell'avviso contrario.Si, gli Zero erano belle e veloci, erano stupendi, ma quante vite sono costati?

Tempo, tecnica, esistenza nell'ultimo Miyazaki
Quando mi accingo a leggere qualcosa di Marcello Ghilardi ammetto che ho sempre un po' di timore, il timore di non riuscire a capirci nulla :]Questa volta, forse complice le poche pagine, mi è andata abbastanza bene, ma non così bene da cercare di riportare il suo pensiero :]

Il pacifismo utopico di Miyazaki
Andrea Fontana si concentra sul pacifismo nei film di Miyazaki, questa analisi è preceduta da un breve riepilogo storico sulla situazione politica del Giappone antico e moderno.Inquadrata la situazione generale Fontana analizza i film di Miyazaki, più la serie di Conan, che incarnano la sua idea di pacifismo.Sia questo contributo, che gli altri di questo saggio che parlano di “Si alza il vento”, concordano nel considerare l'ultimo film di Miyazaki un film pacifista. Non mi permetto di contestarlo in toto, però, a mio avviso, questa volta, più che in passato, Miyazaki avrebbe dovuto rendere maggiormente palese questo messaggio. L'aereo da guerra Zero è un mezzo di distruzione, che lascia poco spazio a messaggi pacifisti lasciati sottintesi. Ed anche il personaggio di Jiro è troppo deresponsabilizzato. Anche il nonno di Lana, pur essendo tra i buoni, era stato l'inventore di un'arma, ma per questo il dottor Rao si sentiva in colpa. Lo Jiro di Miyazaki quasi non si pone il problema, lui pensa solo a progettarli, per cosa servono non lo tange...

Scienza, tecnologia e natura in Miyazaki
Marco Casolino indaga il rapporto di Miyazaki con scienza e tecnologia, tramite i suoi film e la serie di Conan. E' chiaro che per Miyazaki, salvo qualche mutazione tecnologica non preventivata dai progettisti originali, le invenzioni umane portano solo distruzione. E' solo nella natura che l'uomo può trovare la felicità. Ho notato che solo Casolino accenna, seppur brevemente, alla chiusura dello Studio Ghibli. Mi permetto qui una chiosa generale sul fatto che per anni ho letto che lo Studio Ghibli aveva conquistato l'autonomia economica, che erano gli unici ad avere disegnatori assunti stabilmente, in modo da far crescere le nuove leve. Un'esaltazione continua dello spirito dello Studio Ghibli. Tutto ciò pare finito, ma praticamente è passato in sordina... un'altra “utopia di Miyazaki e Takahata” che non ha generato nessuno dibattito tra gli esperti italici, che, a quanto pare, avevano cannato alla grande le valutazioni sulla solidità dello Studio Ghibli.

Geografie e gradi dell'ucronia-Miyazaki
Ho intuito che anche lo scritto di Luigi Abiusi dovrebbe essere interessante, purtroppo il mio livello culturale abbastanza basso, e questo modo che l'autore ha di comunicare al lettore le sue idee me lo ricorda ad ogni riga, non mi ha permesso di andare oltre a questa intuizione. Sono esposti troppi concetti che necessitano di conoscenze specifiche, troppe citazioni dotte, troppe frasi incomprensibili (per me). E dire che ero così contento di aver scalato il monte Marcello Ghilardi, pensavo che il resto del libro sarebbe stato in discesa, poi è arrivato inaspettato il Tourmalet Abiusi...
Mi permetto di mettere un paio di scan parziali per far capire che non sono proprio un visionario millantatore :]

Estratto dalla pagina 1 del contributo di Luigi Abiusi.


venerdì 12 febbraio 2016

Go Nagai Robot Collection 82 Bui Bui



Per riuscire a contestualizzare il mostro di Vega mi son dovuto riguardare la puntata, la numero 40, altrimenti ne avrei avuto un'idea un po' imprecisa.
Devo dire che "Bui Bui", a dispetto del nome non poco ridicolo, come quasi tutti i dischi spaziali di "Atlas Ufo Robot", non è malaccio, non si limita ad essere carne da "Tuono Spaziale", mette gravemente in difficolta Actarus, e se non fosse stato per i soliti dissidi tra Zuril e Gandal, forse lo avrebbe anche distrutto.
Ed è grazie ad aver rivisto la puntata che ho scoperto come Zuril lo chiami quasi con il nome giusto, "Boa Boa", che è quasi più ridicolo di "Bui Bui"  T_T
Sarebbe stato molto meglio lasciare noi bambini a fantasticare su quei segni alieni che sottostavano alla presentazione del nuovo mostro spaziale, di certo la lingua di Vega, ci si immaginava chissà quale nome terrificante!



Ed, invece, era "Bui Bui"...
Il modellino non è malaccio, bello massiccio, il mio pezzo presenta qualche ammaccatura, forse dovuta allo scontro con Goldrake?
Le solite sbavature sono esaltata dai fori presenti sul corpo di "Bui Bui", che servono ad immagazzinare il superuranio (tema della puntata), probabilmente pitturare dei pallini rosa (con foro) così piccoli su sfondo viola non è proprio agevole...
Avere tra le mani un modelino dei cattivi fa risaltare l'impossibilità fisica delle loro trasformazioni, come cacchio poteva rientrare tutto dentro ai dischi che usa come piedi?!  O_o




Mi ero ripromesso di non tornare più sul fascicolino-ino-ino-ino, ormai stabilmente a 8 insulse pagine, ma farò un'eccezione per mostrare la schizzofrenia raggiunta sui nomi utlizzati nella GNRC.
Come ho fatto notare ci sono uscite chiamate con il nome originale giapponese, altre con il nome del doppiaggio italiano (e prima francese), generando un po' di confusione, e mandando a carte 48 ogni tentativo di una qualche uniformità, che per una collezione dovrebbe essere un obbiettivo primario.
Questa schizzofrenia nominativa la si trova sempre anche nello scritto del fascicolino-ino-ino-ino, nonostante le pochissime righe a cui ammonta.

martedì 9 febbraio 2016

"L'uomo chiamato Nova - Le origini del razzo umano!" - Marvel Omnibus Nova Classic



Solitamente non recensisco nuove pubblicazioni, salvo siano nuove pubblicazioni di edizioni vecchie  :]
Avevo postato lo scontro tra Nova e Thor non immaginando che praticamente in contemporanea la Panini stava pubblicando l'omnibus di tutte le sue storie, ci ho messo un po' per recuperarlo, ma alla fine, complice uno sconto del 15% alla Feltrinelli, sono riuscito a portarmi a casa questo mega fumettone totale globale da 55 euro (T_T), che consta, però, ben 517 pagine.
Quando (ri)acquisto questi fumetti ho sempre il timore che risultino illeggibili e deludenti, come la "Madonna Celestiale"... invece devo dire che questo Nova mi ha soddisfatto non poco. Certo, ci sono delle grose ingenutià, come il fratellino genietto di Richard Rider che costruisce in casa un robot semi senziente con le sembianze di Sherlock Holmes (in realtà glielo costruisce il cattivo di turno), senza che il resto della famiglia obbietti alcunchè...
Tolte alcune di queste trovate poco felici, il fumetto scorre via velocemente, come ricordavo Nova si trova spesso a mal partito, non riuscendo, anche in virtù del modo in cui ha ottenuto i suoi poteri, a sfruttarli al meglio. Rileggendolo mi ha veramente ricordato, come avevo accennato nella rece di "Nova vs Thor", Ralph Supermaxieroe. Certo, Richard Rider non ha perso il manuale dei superpoteri, ma non riesce ad accedere ai computer che contengono i segreti del Centurione Nova Primo. Alla fine Nova si ritrova sempre a combattere a forza di pugni, cosa che rende un po' noisetti gli scontri con i cattivi di turno, e molto spesso le becca di santa ragione.
Mi ha sorpreso assai il finale, non mi permetto di accennare al perchè mi abbia sorpreso, però un finale che ancora non avevo letto in una storia della Marvel.
In queste storie sono ospitati più volte dei "team-up", oltre al primo con Thor, ci sono quelli con Nick Fury, la Cosa e nientepopòdimenoche l'Uomo Ragno!!!
L'avessi letta ai tempi avrei fatto i salti di gioia!
Riguardo a come  Richard Rider sia diventato Nova si può tranquillamente affermare che i suoi superpoteri siano "piovuti dall'alto"!



 Tutte le copertina dell'omnibus di Nova.



lunedì 8 febbraio 2016

"Ali Babà e i quaranta ladroni" (1971) - Ovvero fantasia e cruda realtà nei film per bambini della Toei



Di certo dal punto di vista estetico questo film della Toei non fu un capolavoro, non è di certo "Gli allegri pirati dellisola del tesoro", ma io ne ho comunque un bel ricordo, facendo esso parte di quei film d'animazione che venivano mandati in onda durante il periodo natalizio. A differenza degli altri, mandati in onda dalle tv locali private,  questo sono certo che lo vidi la prima volta sulla Rete 2 della Rai, un pomeriggio (incredibile cosa faccia talvolta la memoria...).
Anche a questo film partecipò Miyazaki, ma in misura veramente minima, e lo si nota dai disegni un po' troppo scarsi, mai visti dei gatti così brutti...
Indipendentemente dal suo valore artistico a me interessa per i suoi contenuti un po' crudi e sadici, seppur in misura limitata. E' indubbio che ai tempi vedere in film dedicati ai bambini, anche umoristici come questo, scene di tortura non era proprio usuale, ed il doppiaggio italiano non mi pare che edulcorò i dialoghi, in quanto si usano termini come "sterminare", "eliminare", "trafiggere", "mangiare" (nel senso di cannibalizzare) e "tormentare".
Nel film è presente addirittura quella che io ho interpretato, magari errando, come una chiara allusione all'uso di stupefacenti!
Inoltre questo film contiene alcuni fotogrammi assai strani, scene che riviste da adulto mi hanno sorpreso molto. Mi riferisco ai momenti in cui i soldati di Ali Babà 33esimo inseguono i gatti da catturare. Si vede chiaramente un soldato con arco diventare un poliziotto in tuta antisommossa!!!!
Era il 1971, era passato il periodo delle violente contestazioni studentesche del 1968, e mi pare che fosse da poco stato rinnovato il trattato di Amicizia e Sicurezza tra il Giappone e gli Usa, che aveva scatenato forti proteste tra la popolazione.
Forse questi curiosi fotogrammi erano una protesta dei disegnatori contro la repressione delle manifestazioni?
Ha comunque senso inserirle in un cartone per bambini?!






A mio avviso il protagonista del film non è nè il ragazzino Aluk, erede dei 40 ladroni, e neppure il re Ali Babà 33esimo, ma il genio rosastro della lampada, con la sua eccezionale voce italiana, ed il suo spirito assai sadico.
Ho fatto parecchie ricerche sul web, ma non ho trovato da nessuna parte chi fosse stato a doppiare il genio, è la voce più bella del film, la più divertente e strana che ho mai sentito.
Edit del 12 febbrao:
Un lettore del blog (Alessandro), che ringrazio, mi ha suggerito che il dopiatore del genio della lampada sia stato Sergio Fiorentini, ed effettivamente il timbro della voce parrebbe quello giusto. Benchè il video che ho sentito risalisse al 2012, 40 anni dopo il doppiaggio del film.

Il film inizia nella reggia di Ali Babà 33esimo, dopo un allenamento ci viene presentato il "capo sbirro", come lo chiamano nel nostro doppiaggio.

domenica 7 febbraio 2016

Telepiù N° zero dal 15 al 21 marzo 1980 - "Mazinga ha sedotto Apemaia... Può esser si!" di Tiziana Cerusico



Talvolta farsi incuriosire da una copertina torna utlie, e vedere Mazinga Z che salta sopra la spalla di Mike Bongiorno è abbastanza curioso. Senza il Mazinga Z arancione e viola non avrei mai scoperto il bel articolo di Tiziana Cerusico che, a dispetto del titolo un po' strano, penso faccia uno dei primi approfondimenti, seppur breve, un po' seri sugli anime.
Il "... Può esser si!" del titolo dovrebbe ispirarsi, vado a memoria, ad una frase che il comico Gianni Cavina usava come tormentone, infatti viene riportata anche nel suo giudizio sugli anime.
Questo numero zero di Telepiù contiene anche altri interessanti articoli, più incentrati sulle piccole tv private dell'epoca, mentre "Tv Sorrisi e Canzoni" batteva argomenti più nazional-popolari. Contiene anche un palinsesto molto dettagliato, forse il migliore che ho visto in questi anni di ricerche sulle riviste televisive degli anni 70 ed 80.
Il formato della rivista è più piccolo di quello di Tv Sorrisi e Canzoni o del Radiocorriere TV, misura 22 cm x 14 cm, una rivista pocket. Motivo per il quale mi è stato possibile fare le scan di entrambe le pagine, spero si vedano decentemente. Ho scannerizzato quasi tutti i servizi, omettendone alcuni su trasmissioni o sceneggati mai sentiti.

Edit del 28 mamrzo 2016
Post sui numeri 1 e 2:
Telepiù N° 1 dal 22 al 28 marzo 1980
Telepiù N° 2 dal 29 marzo al 4 aprile 1980

Ma Mazinga potrà mai sedurre l'ape Maia?



Ok, la giornalista, al posto di usare il nome Mazinga Z, protagonista della seria mandata in onda dalla Rete 1, utilizza quello de il Grande Mazinga, però, per il resto, nel suo articolo non ci sono nè disinformazione nè toni terroristici. Inoltre i tre "giudici" assolvono completamente Mazinga da ogni accusa di violenza gratuita, e ne danno anche un giudizio positivo. Se, forse, la brava Stefania Rotolo poteva essere un po' parte in causa, avendo cantato una canzone in cui si citano gli eroi robotici ( "Marameo" ), Gianni Cavina ed Alan Sorrenti li apprezzavano senza averne ritorni.
(forse Alan Sorrenti aveva partecipato in qualche modo alle sigle del duo Tempera-Albertelli? Non ricordo bene)


sabato 6 febbraio 2016

Go Nagai Robot Collection 81 Ragan




Ragan è il primo mostro haniwa con cui Hiroshi si confronta/scontra, il neofita Jeeg soffre un po' e poi lo frantuma coi super neutroni. A dire il vero i mostri di Himika, ma anche del Signore del Drago, non sono poi tanto memorabili, a parte Takeru, che non è propriamente un "mostro". La mancanza di appeal forse è dovuta al fatto che usaserro grandemente la forza bruta, pochi raggi/missili/armi strane.
Con questi mostri della nuova prosecuzione (sic...) della GNRC si apre un nuovo pantheon di personaggi meno legati ad una sfera affettiva e/o di ricordi. Una cosa sono Miwa, Hiroshi o Tetsuya, un'altra un mostro che quasi sempre veniva distrutto alla fine della puntata. Difficile instaurare un rapporto con Ragan, tanto scomparrà per il resto della serie, in se è una figura insostituibile, ma rappresentati da personaggi usa e getta, o distruggi. Quindi è arduo, e molto soggettivo, estrapolare qualche valutazione sul personaggio, sempre che non sia legato ad una puntata particolare. E, sinceramente, la prima puntata di Jeeg non è memorabile grazie a Ragan, mentre lo è, per esempio, la scoperta dei poteri di Hiroshi durante la gara automobilistica sotto la pioggia battente.
Questi soggetti mostruosi sono poco o nulla presenti in altre produzioni, magari più pregiate, ergo hanno una certa importanza dal punto di vista collezionistico.
Come si dice a Milano: "Piutost che nient l'è mei piutost"  :]
Il modellino, a mio parere, è fatto bene, con una buona colorazione. Evidentemente i coloratori, che talvota sembrano più degli "sbavatori", si trovano più a loro agio con i pezzi di medio/grande formato
E' anche vero che Ragan è abbastanza facile da colorare, pochi colori in ampie porzioni di superficie, difficile cannare, non ha neppure i piedi...




Ognuno di noi vorrebbe qualche personaggio che pare non verrà prodotto, io, oltre al professor Shiba in versione computer, invece dei mostri presenti nelle puntate di Jeeg, avrei tanto piacere di avere quelli che si vedono solo nelle sigle.
Mi hanno sempre affascinato, e mi chiedevo in quali battaglie Hiroshi li avesse sconfitti. 
Sarebbe una bella trovata metterli in vendita, ergo non lo faranno ;)


mercoledì 3 febbraio 2016

"Leggi disegna colora Capitan Harlock" - Eri junior 1979



Tra le tonnellate di gadget sui cartoni animati giapponesi non potevano mancare gli album da disegnare, cosa poteva esserci di più bello che colorare dei bei disegni del tuo eroe preferito?
La Rai, tramite la sua casa editrice Eri, stava già sfruttando alla grande Goldrake, e si apprestava a fare lo stesso con il pirata spaziale.
Ecco, la nota dolente fondamentale di questi 8 numeri della Eri junior è la qualità dei disegni: abbastanza scarsa.
Alcune tavole sono veramente belle, altre quasi deprimenti. Immagino che le prime fossero tratte da qualche disegno originale, le seconde fatte da disegnatori italiani.
Gli album contengono anche la possibiltà di ritagliare delle figure della serie, come per "Manuale Spaziale Tecnico Attivo di Capitan Harlock - 1979".

Penso che questi 8 numeri siano tutti quelli che vennero pubblicati, ma non ne sono certo, e dimostrano come la qualità del materiale dedicato a noi bambini era veramente altalenante.




Dal numero 1, chi vuole può colorarselo  :]


lunedì 1 febbraio 2016

Il calcio in una stanza - secondo tempo - Tutti i modi di giocare a calcio senza sudare... o quasi



TITOLO: Il calcio in una stanza - secondo tempo - Tutti i modi di giocare a calcio senza sudare... o quasi
AUTORE: Gino Svanera
CASA EDITRICE: Goal Book Edizioni
PAGINE: 511
COSTO: 22€
ANNO: 2015
FORMATO:
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788899245023

Il fatto che in questo blog quasi mai accenni al calcio non implica che non ne sia un appassionato (nessuno è perfetto...), è semplicemente una scelta per evitare discussioni sul nulla. In quanto ritengo che discutere di calcio sul web sia abbastanza infruttuoso, non che dal vivo sia utile, ma nel mondo virtuale è più facile terminare con una litigata, senza contare i fanatici che si fanno scudo dell'anonimato.
Il fatto che sia un tifoso di calcio lo si nota anche dai vari giochi che posto, e quando un libro cerca di riunire tutti i modi di giocare a calcio senza giocarci non posso esimermi dal leggerlo. Ovviamente mi hanno interessato le varie declinazioni calcistiche che conosco, dai giochi in scatola al Subbuteo, passando per qualche vecchio videogioco o dal Fantacalcio (a cui giocammo dal 1991 al 2007!!!).
Ognuno, in questo libro, troverà qualcosa che gli ricorderà bei momenti.
Non mancano varie curiosità su tanti vecchi e nuovi giochi che si ispirano al calcio, vi si ritroverà  il periodo o l'articolo preferito, visto che si arriva fino ai videogiochi di oggi.
C'è anche un capitolo finale con le varianti del calcio e, se non mi è clamorosamente sfuggita, manca incredibilmente "la tedesca", il gioco che in cortile, dopo una partita, andava per la maggiore...
Probabilmente ci giocavamo solo a Milano...
In commercio esiste anche la prima edizione di questo libro, la si riconosce per il minor numero di pagine e per l'assenza della dicitura "secondo tempo". Ho trovato molto strano che siano ancora in commercio sia la prima che la seconda edizione contemporaneamente, identiche nello scritto, con la sola differenza di un maggior numero di pagine della seconda dovuta ad un maggior numero di immagini rispetto alla prima, oltre ai capitoli organizzati in maniera differente.
La dicitura "secondo tempo" potrebbe far pensare ad una seconda parte del libro, non è così, è solo una riedizione: occhio ;)
Questa scelta editoriale non mi è piaciuta molto, la trovo un po' furba, di solito viene ritirata la vecchia edizione quando ne subentra una nuova...
Ovvio che consiglio la seconda edizione rispetto alla prima.
Avvertito l'eventuale compratore/lettore, torno al libro, concentrandomi sulle tematiche che sono anche di questo blog, partendo dal Subbuteo.




Ogni argomento è trattato sia con una parte scritta, che cerca di essere il più esauriente possibile, che con un buon numero di immagini, un buon mix.
Per il Subbuteo c'è la classica storia della sua invenzione, e dei primi successi, fino al suicidio della Hasbro... oltre ad una valanga di articoli :]