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venerdì 23 agosto 2013

Manager, il gioco dei grandi affari - Editrice Giochi 1980



Questo lo si può considerare un post nostalgico (sempre nel senso "buono" del termine) su un gioco in scatola poco conosciuto, oppure una denuncia sul processo di deindustrializzazione che l'Italia ha vissuto in questi ultimi 30 anni.
La prima cosa che mi viene in mente è che il sottotitolo del gioco, "il gioco dei grandi affari", sia una metafora di ciò che è capitato dal 1980 ad oggi: pochi hanno giocato, all'insaputa della maggioranza, i pochi hanno vinto, la maggioranza ha perso, fine del gioco.
Personalmente questo gioco non mi è mai piaciuto, troppo simulativo per i miei gusti, specialmente all'eta di 10 anni o poco più.
Quando ho riaperto la scatola ho riscoperto una serie di aziende ormai quasi scomparse, infatti il gioco è accompagnato da una brochure informativa sulle società protagoniste del gioco.
Il nome originale del gioco, che è stato inventato in Francia nel 1976, è Business, di cui mantiene la medesima struttura, adattando le aziende alla nazione in cui è pubblicato.
La Editrice Giochi in Italia lo pubblicò in collaborazione con la rivista Capital (ancora esistente), che era nata proprio nel 1980, e che penso si possa considerare l'emblema del capitalismo italiano yuppista degli anni 80. Un capitalismo spesso senza capitali, che tirava avanti solo a forza di ardite speculazioni (spesso ben oltre il legale) e protezioni politiche, la cui eredità paghiamo ancora oggi.
Tornando al gioco il suo scopo era simile a quello del Monopoli, però con un accento sulla simulazione, infatti, oltre ad essere composto da aziende realmente esistenti (marchi abbastanza conosciuti), prevedeva transazioni economiche e passaggi di pacchetti azionari tramite le OPA.


                             







La parte inferiore della scatola presenta una foto del gioco ed il suo contenuto.




Prima di passare all'illustrazione del contenuto della scatola mi pare quasi più interessante vedere la presentazione del gioco da parte della rivista Capital.



Lascio la parola ai giornalisti di Capital, che in maniera totalmente obbiettiva illustrano le 20 aziende presenti nel gioco.






"Un leader è sempre un leader, anche quando gioca"!



Ecco l'indice dell'inserto, ad ogni pagina corrisponde la storia di un'azienda o gruppo industriale.




Mi son permesso di farne un bilancio industriale ad oggi, tra fallimenti e assorbimenti da parte di altri gruppi, di solito stranieri, mi vien da pensare che i manager di quelle aziende non fossero molto bravi nel gioco.



L'Agusta è tra le poche ad essere ancora in mani italiane e ad avere una certa importanza mondiale, stranamente, non per nulla, assieme ad Enel, è l'unica ad essere ancora statale.






In quali condizioni sia l'Alitalia penso sia noto a tutti, nonostante il "salvataggio" del governo Berlusconi...




Quandio si finisce ai Ligresti si finisce sempre male.




Era una delle banche dell'IRI, quindi statale.





Assorbita dalla Fiat e confluita nella Magneti Marelli.






Altra banca statale dell'IRI.





Finita nel gruppo italo-argentino Techint.





Una delle poche aziende statali rimaste.




Ai tempi c'era Cesare Romiti, oggi Sergio Marchionne, solo il tempo ci dirà chi sarà considerato il peggiore.








Penso sia rimasta americana.




La Martini & Rossi è stata assorbita dal gruppo straniero Bacardi.




La Mira Lanza negli anni 80 finisce in mano ai Ferruzzi/Gardini, che dopo averla "ben" amministrata la cedono ad un gruppo tedesco, che la chiude nel 1989, tendenosi i marchi famosi. Addio Olandesina...





Direi l'unica che mi pare sia ancora in mano ai suoi creatori, il gruppo alimentare italiano Colussi. Il fatto che sia sopravvissuta a tanti ani di sponsorizzazione dell'Inter dimostra una certa capacità ad incassare i fallimenti senza chiudere.




Un'azienda che era all'avanguardia nell'informatica... se mai verrà istituito un tribunale internazionale sui crimini finanziari questa azienda sarà tra le vittime.








Gli svizzeri mica son scemi.





Altro crimine finanziario (link di Wikipedia: clicca ).







Se la è bevuta la Nestlè.




Ho fatto qualche ricerca sul web, con difficoltà ho trovato qualche notizia, direi che è ancora italiana,  sebbene abbia ridotto le sue ambizioni (link: clicca )




Dopo innumerevoli cambi di proprietà, tra cui uno mefitico, alla fine è stata smembrata, ed il nome Standa è scomparso lo scorso anno.







Ecco le altre 4 edizioni di Manager, in ogni paese ci sono aziende diverse, l'unica che è presente in più edizioni mi pare essere la JWT.




Un breve video con il gioco aperto.


                              



Di seguito il contenuto del gioco.


I pacchetti azionari.




Altre azioni più vari gettoni delle materie prime, le cedole dei prestiti delle due banche, ed in basso i segnalini del gioco, ognuno con un marchio, da sinistra a destra: Misura, Mira Lanza, Martini (bianco), San Pellegrino (arancione), Veglia Borletti, Agusta, Omega, Fiat.




Il tabellone su cui posare azioni, materia prime, soldi etc. Ovviamente uno per ogni marchio.




Le classiche carte delle "Probabilità" e degli "Imprevisti", che qui si chiamano "La vita degli affari" e "Congiuntura".




Il regolamento.



















9 commenti:

  1. a parte il commento politico che potevi forse evitare, visto che si tratta di recensione di gioco da tavola, sembra molto giocabile,no?

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  2. Ma le Assicurazioni Generali non è parte del Gruppo Generali ?

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    1. Penso di si, ho scritto il contrario?

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    2. è che c'è scritto Gruppo Ligresti.

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    3. La Compagnia Assicurazioni Milano era diventata Ligresti.
      Ma forse non ho capito a quale scan o mio punto del post ti riferisci ;)

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    4. ma nulla di che, mi riferivo all'immagine dove c'è la tabella con i nomi di tutte le aziende, e hai scritto sopra che fine hanno fatto nel tempo. Ho presente solo alcune delle vicende legate a Ligresti, ma non sapevo che c'era stato un Gruppo Ligresti che controllava il settore assicurativo Generali.

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    5. Figurati, è solo per capire il punto del dubbio.
      Ligresti comprò la Compagnia Assicurazioni Milano, non mi pare di aver scritto che avesse comprato le Generali.
      Ora provo a riguardare le scan, ma non mi sembra di averlo scritto.

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    6. ah, ma hai ragione ! ho confuso la Compagnia Assicurazioni Milano con le Generali. mia colpa mia colpa mia massima colpa, ho fatto tanto rumore per nulla.

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    7. No problem ;)
      Dato che mi capita di scrivere castronerie, se qualcuno me le fa notare (educatamente come te) mica mi offendo, e volevo capire dove stava il mio eventuale errore.

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