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domenica 9 febbraio 2014

1615 un giapponese in viaggio verso Roma, il resoconto di Hasekura Rokuemon



TITOLO: 1615 un giapponese in viaggio verso Roma, il resoconto di Hasekura Rokuemon
AUTORE: Hidemichi Tanaka
CASA EDITRICE: Aracne Editrice
PAGINE: 163
COSTO: 10€
ANNO: 2013
FORMATO: 23 cm X 17 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854862371


Il libro è stato scritto dallo storico dell'arte Hidemichi Tanaka, che, partito con lo studio di alcuni dipinti raffiguranti Hasekura Rokuemon, ha concluso la sua opera narrando tutta la storia del primo viaggio ufficiale di un giapponese in Europa (ma anche in Messico).
Il libro inizia con una prefazione scritta appositamente dall'autore per la traduzione italiana di questo libro da parte di Lorella Ciofani, peccato che è stata lasciata in inglese... dico io, ma non si poteva tradurre anche quest'altra pagina e mezza?
La lettura del libro andrebbe accompagnata con qualche testo storico che evidenzi la situazione del periodo, rimane una testimonianza da una angolatura differente rispetto al solito della cristianizzazione del Giappone.
Il daimyo del feudo di Oshu Date Masamune (in accordo con lo shogunato) incaricò Hasekura Rokuemon di recarsi dal re di Spagna e dal Papa Paolo V come ambasciatore ufficiale del Giappone. A questo scopo fece costruire una nave di 500 tonnellate, la San Juan Baptista, questo dimostra quanto questa missione era considerata importante dal daimyo. Dal punto di vista storico il viaggio di Hasekura Rokuemon fu dimenticato per molto tempo. Sul versante occidentale perché considerata una consuetudine accogliere delegazioni straniere, sul versante nipponico perché vennero nascoste tutte le questioni inerenti il cattolicesimo.
Prima di continuare la presentazione del libro mi permetto una considerazione collaterale su come i giapponesi trattano certi fatti storici. Leggo spesso che riguardo la storia della prima metà del 900 i giapponesi tendono ad omettere le proprie colpe storiche, creandosi una storia edulcorata. Questa tendenza la si può notare incredibilmente anche in questo libro, in due punti ben precisi (più sotto mostrerò anche le scan parzieli delle pagine).
Il primo quando si parla delle persecuzioni subite dai cristiani nipponici attuate dallo shogunato Tokugawa (pagina 13):
“Ma i giapponesi sono tolleranti verso qualsiasi religione e va ricordato, nell'ambito dei riferimenti storici, che la repressione fu organizzata da potenze europee ostili (Inghilterra ed Olanda)”.
Non è contestabile il fatto che le due nazioni protestanti fomentarono l'avversione dei Tokugawa verso i papisti, ma addirittura voler dar loro tutta la responsabilità, sollevando da ogni colpa le autorità nipponiche mi pare fin comico.
L'autore riesce a superarsi in un brevissimo rigo, dove mette a nudo una inquietante (se pensiamo che è una persona colta abituata a raffrontarsi con persone di altre nazioni), a mio avviso, incapacità di accettare anche la minima responsabilità storica (pagina 65):
“Nella seconda guerra mondiale gli stessi giapponesi persero il controllo, poiché pensarono che il loro paese fosse stato invaso; quindi fu una guerra inutile”.
Ma quando mai i cinesi diedero mai l'idea al Giappone di volerli invadere?! E per il professor Hidemichi Tanaka questo avrebbe giustificato le tante Nanchino?
E quando gli Usa invasero il Giappone prima di Pearl Harbor?
Se questa è l'opinione storica di un intellettuale mi immagino cosa pensi la casalinga di Kobe...
Torno al libro fingendo di non aver letto ciò che ho letto.
Nel primo capitolo l'autore analizza dettagliatamente i dipinti ed incisioni eseguiti a Roma risalenti alla visita di Hasekura Rokuemon e della sua ambasceria. Lo scopo è quello di dimostrare l'importanza della missione giapponese, in cui era presente anche il frate francescano Sotelo.







In quanto missione francescana i gesuiti, che godevano del diritto esclusivo di fare proselitismo in Giappone, la ostacolarono in tutti i modi, mettendo in dubbio la nobiltà dei suoi scopi e sminuendone il risultato.
Nel secondo capitolo si inizia ad analizzare la missione in occidente, valutando l'importanza politica e sociale di colui che la organizzò, Date Masamune, e anche di Hasekura Rokuemon. Il terzo personaggio analizzato è il frate francescano Sotelo, che li accompagnò dal Giappone a Roma e ritorno. Date Masamune organizzò la missione diplomatica in un periodo in cui erano già iniziate le persecuzioni contro i cattolici giapponesi, e lo scopo era anche, oltre agli accordi commerciali, tentare di frenare questa deriva.
Il terzo capitolo illustra i dissidi tra gesuiti e francescani, allo scopo di contestualizzare il viaggio e l'ostilità gesuita verso i suoi membri. Tanto che ognuno di loro fu successivamente messo in cattiva luce dal punto di vista storico e personale.
Il quarto capitolo si addentra nelle motivazioni della missione diplomatica, che oltre a voler bloccare la persecuzione verso i cristiani, voleva iniziare rapporti commerciali col Messico e la Spagna. A questo scopo l'autore a tradotto tutta una serie di documenti storici, probabilmente scritti da Sotelo, in cui sono spiegati i vantaggi religiosi e commerciali della missione diplomatica.
Con il quinto capitolo si inizia il resoconto del viaggio Hasekura Rokuemon e Sotelo, prima verso il Messico, poi in Spagna, infine a Roma da Papa Paolo V.
Il viaggio inizia il 27 ottobre 1613, in totale, tra giapponesi e spagnoli, circa 180 passeggeri salgono sulla nave giapponese San Juan Baptista. L'arrivo in Messico è raccontato tramite documenti messicani dell'epoca, purtroppo mai si può leggere il punto di vista di Hasekura Rokuemon, dato che i 19 libri con la cronaca del viaggio sono andati persi.
Il 5 ottobre 1614 la missione diplomatica arriva in Spagna, dove è accolta con tutti gli onori in tutte le città toccate, fino a giungere a Madrid il il 20 dicembre. Il 3 gennaio il re di Spagna diede udienza ufficiale all'ambasceria nipponica, e fu proprio alla presenza del re che qualche giorno dopo Hasekura Rokuemon fu battezzato col nome di Filippo Francesco.
Dal sesto capitolo inizia l'avventura italiana, prima a Genova l'11 ottobre, poi il 24 ottobre alle 17,30 furono immediatamente ricevuti da Papa Paolo V al Quirinale. Nonostante l'opposizione dei gesuiti il Papa li accolse con tutti gli onori riservati ad una missione diplomatica ufficiale. Il Papa dimostrò anche di essere a conoscenza della situazione politica del Giappone, con la crescente influenza dei protestanti, e del pericolo corso dai cristiani nipponici. Il 5 novembre si svolse la cerimonia per la grande parata dell'ingresso della delegazione in Roma. E' riportata in latino la lettera che Date Masamune inviò al Papa, con spiegazione dei passi salienti.
Il settimo capitolo racconta un po' del Hasekura Rokuemon “turista” a Roma, cosa vide, quali luoghi visitò. L'autore ci mette pure le impressioni di Hasekura Rokuemon, nonostante nessun suo scritto sia sopravvissuto, una parte assai romanzata. Parte del capitolo riporta la cronaca fatta da Scipione Amati, che si era unito al gruppo a Madrid su ordine del re di Spagna, tratta dalla sua “Historia”. Il Papa in gran parte acconsentì alle richieste inviate da Date Masamune, quindi la missione diplomatica può essere considerata di esito positivo, nonostante i gesuiti la contrastarono in tutti i modi, etichettandola come fallimentare. Purtroppo per Hasekura Rokuemon il fallimento nacque dai tempi della risposta pervenuta al Giappone, giunta con lui solo al suo ritorno in patria nel 1920, quando ormai il decreto di espulsione degli stranieri e la persecuzione dei cristiani era operativa.
L'ottavo capitolo narra del viaggio di ritorno, il gruppo partì da Roma il 7 gennaio 1616, arrivati a Madrid Hasekura e Sotelo vi dovettero soggiornare per più di un anno. Questo sia a causa di una malattia del giapponese, che degli ostacoli posti dai gesuiti al ritorno del frate francescano in Giappone, sebbene ci fossero i pareri favorevoli del re di Spagna e del Papa. Ripartirono solo il 4 luglio 1617 dalla Spagna, in Messico c'era ad aspettarli la San Juan Baptista, mandata da Date Masamune per riportarli in patria. Salparono per Manila nell'aprile del 1618, ma ormai Ieyasu Tokugawa era morto, e lo shogunato era passato in mano a Hidetada Tokugawa, che aveva intensificato la persecuzione dei cristiani, vietando l'ingresso degli stranieri.
L'ultimo impedimento al ritorno in Giappone di Hasekura e Sotelo fu la sconfitta della Spagna contro l'Olanda, e la contemporanea perdita della Spagna del dominio dei mari. Vista l'impossibilità da parte di Sotelo di entrare in Giappone Hasekura si mosse da solo, giungendo a Sendai il 22 settembre 1620, ma senza la lettera ufficiale del Papa, che era in mano a Sotelo. Date Masamune accolse con tutti gli onori (secondo altre fonti non lo incontrò neppure) Hasekura Rokuemon, e chiese al bakufu il permesso di far rientrare Sotelo. Nel 1922 Sotelo entrò clandestinamente in Giappone, fu arrestato e, nonostante l'intervento in suo favore di Date Masamune (che nel contempo aveva iniziato anch'esso a perseguitare i cristiani), venne arso vivo il 25 agosto 1624.
Hasekura Rokuemon, invece, morì il 7 agosto 1622, non vi sono notizie di come visse il breve periodo del ritorno in patria.

Alla fine della recensione riporto le due porzioni di pagina in cui, a mio avviso, il dotto autore casca nell'abitudine nipponica di riscrivere la storia. Magari sono io che ho travisato il suo pensiero.

La pagina 15.



La pagina 65.


6 commenti:

  1. Mi interessa tantissimo questo libro, peccato per la visione "negazionista" sulla storia giapponese. Purtroppo non riesco a trovarlo nelle librerie italiane della mia regione; sul sito della casa editrice c'è un'intervista fatta all'autore "Hidemichi Tanaka".

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    1. Neppure io l'ho trovato in libreria, l'ho scoperto online e poi sono andato in libreria per farmelo arrivare, come tutti i libri della Arcacne, che non vedo quasi mai sugli scaffali.
      Non puoi chiedere ad una Feltrineli di ordinartelo?
      On line non riesci a recuperarlo?

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    2. Ti ho battuto sul tempo, sono stata proprio ieri alla Feltrinelli per ordinarlo. Speriamo arrivi presto ^-^ grazie comunque per la ottima recensione e il consiglio!

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    3. Bene ^_^
      Grazie dei complimenti.
      Quando finirai il libro, se vorrai/potrai, magari vieni a scrivere qui il tuo punto di vista, lungo o breve che sia :]

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  2. Dopo un bel po di tempo, posso dare la mia modesta opinione.
    É un bel libro ricco di dettagli sulla seconda ambasceria inviata in occidente, si percepisce la professionalitá e l'impegno per la ricerca del professore Hidemichi Tanaka, ma anche io l'ho trovato troppo critico e negazionista. Chi come me sta facendo ricerche su questa ambasceria si aspetta un lavoro laico. Altra pecca del libro é la traduzione forse, alcune frasi le ho dovute rileggere un paio di volte perché non riuscivo proprio a capirle. Per il resto é un ottimo libro minuzioso e interessante.

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    1. Sai che mi fa piacere leggere che una persona ben più colta di me condivide la mia opinione?
      Vuol dire che non ho le "visioni" quando leggo un saggio :]

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