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lunedì 7 dicembre 2015

L'Italia e l'imperialismo giapponese in estremo oriente, la missione del partito nazionale fascista in Giappone e nel Manciukuò



TITOLO: L'Italia e l'imperialismo giapponese in estremo oriente, la missione del partito nazionale fascista in Giappone e nel Manciukuò
AUTORE: Alessandro Vagnini
CASA EDITRICE: Aracne Editrice
PAGINE: 241
COSTO: 15€
ANNO: 2015
FORMATO: 21 cm X 14 cm
REPERIBILITA': Ancora presente nelle librerie di Milano
CODICE ISBN: 9788854882713

Questo saggio si concentra sulla missione del PNF in Giappone, Corea e la tutta Cina occupata dai giapponesi nel 1938. Lo scopo della missione era quello di affermare il nuovo ruolo internazionale dell'Italia anche in oriente. In altre recensioni riporto scritti di questa missione “trionfale”, talvolta sono soltanto accenni, comunque fu un viaggio ufficiale che ebbe molta importanza propagandistica, seppure non sortì materialmente nessun effetto, come accordi industriali o economici.
Al link sotto le recensioni di libri e riviste del periodo, che possono contenere accenni a questa visita:
 Libri pubblicati prima del 1950

Le prime 80 pagine del libro sono occupate dall'analisi storica di Vagnini riguardo questa missione, e sono la parte più interessante del libro, in quanto il resoconto ufficiale è infarcito di propaganda, molto faticoso da leggere, almeno per me.
Segnalo la pessima idea della casa editrice di scegliere un carattere di scrittura abbastanza piccolo, che diventa minuscolo per la parte più cospicua in cui si riporta il rapporto della missione. Le mie pupille ringraziano per lo sforzo loro procurato...
Nel primo capitolo si fa un riepilogo storico sulle mire nipponiche verso i territori cinesi della Manciuria, riportando i dissidi interni ai governi giapponesi, e le posizioni dei militari e dei nazionalisti su quale atteggiamento avere in Cina. Viene spiegato il ruolo pro invasione della “South Manciuria Railways” e della famigerata armata imperiale del Kwantung, con tutti gli accadimenti storici.

Nel contempo l'autore illustra la posizione italiana, da equilibrista della politica estera, tra gli occupati cinesi e gli occupanti giapponesi.
Nel secondo capitolo ci si concentra sulla posizione italiana (o cambio di posizione, in quanto passammo da difensori dei cinesi occupati a difensori dei giapponesi occupanti), cioè del PNF, rispetto al conflitto sino-giapponese. Nel capitolo è ben spiegato anche quanto i membri del PNF che visitarono il Giappone nel marzo 1938, rimasero impressionati dall'unità del popolo giapponese con le forze armate e l'imperatore. Inoltre fece grande impressione l'applicazione quotidiana della popolazione, pure nelle semplici mansioni lavorative e di studio, all'ideologia nazionalista. I nostri “osservatori”, non disinteressati, si sorprendono di quanto fosse stato inculcato in maniera così capillare il nazionalismo ed il culto dell'imperatore.
In particolare stupì l'onnipresenza della propaganda, che iniziava fin dalle classi scolastiche per bambini più piccoli, permeava ogni attività sociale ed ogni momento della giornata.
La missione si sposta poi in Corea, nel Manciukuò e nel resto della Cina occupata. La relazione finale sulla situazione nel Manciukuò esalta la presenza civilizzatrice nipponica, e non nasconde che il potere effettivo risiedeva nell'armata del Kwantung.
Le speranze italiche di fare affari in terra cinese si scontrò con l'opposizione reale giapponese, non contenta di aver concorrenti sul “suo” territorio.
Con il secondo capitolo si conclude l'analisi di Vagnini, segue il rapporto ufficiale del PNF della missione in Giappone.
Questa parte l'ho trovata pesante da leggere, rispetto ad altri scritti del periodo da me recensiti, non ufficiali, e quindi solo con accenni propagandistici, la retorica fascista è imperante. Ci sono piccoli sprazzi di vita giapponese, ma vengono subito inghiottiti dalla propaganda, inni al duce e alla nuova e moderna Italia, allo spirito battagliero etc etc etc.
Inoltre talune informazioni riportate dal rapporto le ho trovate ripetitive, superficiali ed grandemente poco interessanti. Mia opinione personale.
Ovviamente questa pesantezza non è ascrivibile a Vagnini.
Per esempio sono riportate le lettere di giubilo dei bambini nipponici verso la missione del PN. Poco più di 40 anni dopo saranno i bambini italici a scrivere lettere entusiastiche, di certo più sincere e spontanee, verso un “vero” eroe nipponico: Goldrake.
Un po' più interessanti le parti di commento della vita quotidiana giapponese, ma sono parti minoritarie, si parla più spesso di economia, industri ed agricoltura.
Quando la missione si sposta dal Giappone all'occupata Corea l'accoglienza è meno entusiastica, e alle manifestazione anche gli italiani notano più giapponesi che coreani.




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