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giovedì 30 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 16 Base Antiatomica



Trovo arduo stilare una classifica delle basi più belle, hanno tutte un qualcosa che le rende uniche, mi piace addirittura quella di Mazinga Z!
La Base Antiatomica, immersa nel verde, con la sua forma mezza squadrata e mezza rotondeggiante, ha un'architettura assai attraente. E poi quella cupola arcobaleno a forma di Tango è troppo bella  :]
Peccato che nel modellino il Tango non si veda, c'è solo l'arcobaleno.
Vabbè, non si può avere tutto! ahahahahahahahahahahahahah  :]
Purtroppo il mio pezzo ha un difetto abbastanza grossolano, che avrei potuto vedere se mi fossi recato in edicola dodato di occhiali  @_@
"Fantastici modellini perfetti in ogni dettaglio!!!"   >_<
Come?
"Fantastici modellini perfetti in ogni dettaglio!!!" 
Allora avevo capito bene  *_*

            


La torre gialla è mancante di materiale... non è a mio avviso una scheggiatura post produzione, ma proprio un pezzo prodotto male in'origine... continuo a domandarmi se l'azienda che produce questi modellini abbia uno straccio, ma proprio uno straccio, di controllo qualitativo... non si può mettere in commercio una cosa del genere... è deprimente...
Ma quando l'hanno colorata non se ne sono accorti?  O_o

Go Nagai Robot Collection 102 Marigera


Prima il modellino, poi il commento alla puntata, che riserva alcuni istanti memorabili.
Premettendo che l'unica cosa che la Fabbri/Centauria non ha millantato sulla GNRC è che i modellini fossero in scala tra di loro, e quindi non è corretto lamentarsene, purtroppo Marigera è un pelino più piccola degli altri mostri guerrieri. E' minuta, sottile, mentre nell'anime è della medesima grandezza del Grande Mazinga. Per il resto il modellino è in media con gli altri 100 e passa, peccato per la posa, da attesa alla fermata dell'autobus. Il viso della maestrina Mary Ann nel ventre di Marigera non ha i capelli in rilievo rispetto al mostro guerriero, fatto che lo caratterizzava. In pratica non si presenta come nel disegno sopra, ma semplicemente è un viso verde sulla pancia, con le trecce molto corte.
Inoltre mi pare che i colori non corrispondano molto a quelli dell'anime.



La puntata, dal mio punto di vista di fan di Tetsuya e non fan di Shiro, non si caratterizza per il rapporto tra il bambino e la maestrina, che prende un po' le parti della madre morta. E non sono importanti neanche le accuse di spietatezza che Shiro lancia contro il padre. Il punto focale della puntata è indubbiamente l'eccezionale abilità di pilota provetto dimostrata, per l'ennesima volta, da Tetsuya Tsurugi, che riesce ad eseguire un attacco (veramente) chirurgico per salvare Mary Ann.
Solo a titolo di anticipazione mostro l'espressione di Tetsuya nel momento di massima concentrazione, ogni ulteriore commento è superfluo.




Breve sinossi:
Shiro è dispiaciuto che il padre pensi solo al lavoro, come tutti i padri nipponici, ergo stringe amicizia con la sua maestra. La Marchesa Yanus se ne accorge, e trasforma Mary Ann in un mostro guerriero, Marigera.
Nel monento dello scontro con il Grande Mazinga la Marchesa Yanus ricatta Tetsuya, facendo leva sul rapporto affettivo tra Shiro e Mary Ann, cosa che impedisce a pilota di combattere con la sua solita grinta. Tra l'alltro Marigera non è per nulla un mostro guerriero debole, tutt'altro!
In base a non si sa cosa, e in aperto contrasto con altre puntate, il Dottor Kabuto sentenzia che è impossibile che Mary Ann sia stata trasformata in mostro guerriero, ma è ancira viva nascosta dentro il corpo di Marigera. Venus viene quindi attrezzata con speciali raggi visivi radiografici, ma...

mercoledì 29 giugno 2016

Roman Album "Wakusei Robo Danguard A" - 1979



Come avrò già scritto, il Danguard è una delle mie serie preferite. Sicuramente non lo conosoco a memoria come altre serie robotiche, ma vi sono molto affezionato. Forse perchè fa parte di quelle serie da imprinting, trasmesse in Italia appena dopo Goldrake, assieme, per esempio,  a Lupin III (giacca verde!!!) e Ken Falco.
Attendo con ansia che la Yamato Video metta in vendita il cofanetto della serie, che doveva essere presentato, se non rammento male, durante scorso Lucca Comics and Games, ed invece è slittato, così tanto slittato, che ad oggi non è dato sapere quando sarà disponibile  T_T
In mancanza dei DVD mi accontento di questo Roman Album, che mi pare si incentri parecchio sulla morte, quella del capitano Dan, di Fritz Arkhen e di Noel (puntata 42), personaggio femminile su cui la pubblicazione si sofferma molto. Infatti molte sono le immagini della ragazza, che integrerò con qualche fermo immagine, dato che mi è venuta la curiosità di rivedermi la puntata. Una bella puntata, una di quelle in cui il combattimento tra robot, che già in Danguard era secondario, diventa un semplice obbligo da espletare in pochi secondi di pellicola.
Nelle otto pagine in cui si ripercorre l'episodio 42 ci sono tutte le immagini salienti, che raccontano come e perchè la base Yasdam arrivi sul pianeta dove vive Noel, mostra l'incontro tra Arin e la ragazza e quale sia il suo destino. A dire il vero il doppiaggio italico mi è parso un po' creativo. Il pianeta originario di Noel viene chiamato "il pianeta del male", il cui re obbliga i sudditi di sangue misto ad uccidere gli alieni e a portargli il loro cuore. La sfera che Noel tiene tra le mani diventa una "sfera magica", mentre ho il dubbio che potesse essere, in originale, un qualche tipo di meccanismo futuristico, ergo niente stregonerie... sono sempre più curioso di vedere la versione Yamato Video, sperando in sottotitoli fedeli ai dialoghi giapponesi, come è stato fatto coi DVD da edicola dei robottoni.
L'episodio in questione contiene un paio di chicche, tra cui il riutilizzo di una BGM della puntata di Jeeg in cui muore Flora come tema di Noel, usata anche in questo caso quando la ragazza muore (ho spoilerato?), si vede che alla Toei non si buttava via niente  :]
Il Roman Album contiene il classico posterone, dedicato proprio a Noel, uno dei pochi nomi che gli adattatori italiani non modificarono.


Quando comprai la rivista ero convinto che fosse incentrata su Arin (ed ovviamente lo è) e Fritz Arkhen, che in realtà si chiama Tony Haken, senza la "R". Io ho sempre pensato che gli autori nipponici avessero voluto creare un personaggio teutonico, come nazinsta era l'ideologia di Doppler (a cui va sommato l'uso dell'organo e la base tra le montagne), mentre mi sorge il dubbio che lo vedessero più come anglosassone.
Come tutti i Roman Album si alternano pagine patinate a pagine in carta porosa. Le pagine iniziali sono tutte belle lucide, e ripropongono le immagini del cartone, con la morte del capitano Dan/Cosmos e di Fritz Arkhen.


martedì 28 giugno 2016

Catalogo Big Jim ed "Eroi in azione" Mattel - 1976



Il cataloghino Big Jim della Mattel datato 1976 conteneva, oltre agli articoli disponibili in quell'anno, anche la linea "Eroi in azione". Da bambino non è che si faccia molto caso a questi particolari, se i giocattoli ti piaciono apprezzi il catalogo, altrimenti lo chiudi e addio. Con il senno di poi, molto poi... devo dire che i due articoli non avevano nulla in comune, in quanto gli "Eroi in azione" erano soldatini parzialmente snodabili, dotati di un movimento interno che li rendeva certo più attraenti di quelli della Atlantic, ma sempre soldatini di guerra erano. Mentre Big Jim, pur massacrando animali in ogni parte del mondo, si limitava ad avventure non guerreggianti. Probabilmente la Mattel cercò di spingere un po' gli "Eroi in azione" grazie alla fama di Big Jim. A memoria ebbi un paio di questi soldatini della Mattel, il problema era che non legavano con quelli della Atlantic, troppo differenti per stazza. Ergo, o ti compravi (cioè, ti compravano...) una tonnellata di "Eroi in azione", oppure non ci potevi giocare molto. Per quanto belli, i soldatini Mattel erano troppo legati alla base in plastica che conteneva i vari ingranaggi per i movimenti, cosa che li rendeva anche meno "piazzabili" nello scenario di guerra. Poi, magari, io ero un po' troppo preciso nelle ricostruzioni storiche  :]
Credo proprio che non fossi l'unico a trovarli poco adatti alle battaglie, in quanto non erano molto diffusi, forse anche per il prezzo. I soldatini Mattel costavano 500 lire cadauno, quando con 500 lire ti compravi (cioè, ti compravano...) una scatola piena di soldatini Atlantic!!!
Un'altra pecca era che il meccanismo che li faceva muovere era abbastanza delicato, quindi, alla fine, ti ritrovavi con un soldatino enorme (rispetto agli Atlantic), che non si poteva nascondere a causa dell'enorme base in plastica, e che era parzialmente o del tutto bloccato...
Mi pare che oggi questi soldatini Mattel siano abbastanza ricercati, vista la loro rarità in condizione ancora funzionante.
Un quinto del cataloghino era dedicato agli "Eroi in azione", mentre le restanti 24 pagine contenevano gli articoli del Big Jim. Da notare che le pagine con gli "Eroi in azione" erano stampate al contrario rispetto a quelle del Big Jim.
Ovviamente, dopo gli "Eroi in azione", ci sono le scan delle pagine riguardanti Big Jim.




Per essere belli, erano belli  :]



Non ricordo le versione dei soldatini inglesi e crucchi.

domenica 26 giugno 2016

"Emil di Lonneberga" - 1974/75


Del telefilm "Emil di Lonneberga" ricordo veramente poco, e la memoria non è di certo aiutata da qualche tipo di materiale cartaceo, in quanto non ho mai visto nulla sul pestifero bambino svedese. Probabilmente nei primi anni 70 non esisteva ancora l'automatica prassi commerciale di far seguire ad un programma, specialmente per bambini, libri e album vari. Per questo motivo, quando ho trovato il romanzo di Emil con alcune foto del telefilm, non me lo sono fatto scappare. Purtroppo sono solo sei pagine, con solamente otto foto totali.
Sinceramente il libro della Lindgren, che ci ha regalato anche Pippi Calzelunghe, non l'ho letto, quindi ho abbastanza poco da scrivere, se non i miei ricordi del telefilm.
Emil ne era il protagonista, un bambino tanto biondo quanto casinista, che finiva ogni puntata in punizione nella legnaia, e dato che aveva la passione di intagliare il legno, passava quelle ore di reclusione a creare personaggi, con cui si confidava. Quello che mi colpiva ad ogni puntata era la moltitudine di statuine che aveva collezionato: una statuina, una marachella, una punizione  T_T
Della famiglia facevano parte il padre (Anton), molto severo con il bambino, la madre (Alma), che lo difendeva a spada tratta, la sorellina (Ida), di cui non ricordo bene la posizione politica. Però ricordo bene che la cameriera (Lina) detestava Emil, probabilmente con qualche ragione, visto che lei era il suo bersaglio preferito, comunque Lina non la sopportavo neppure io... tra le poche foto manca proprio quella della antipatica Lina, peccato. Infine c'era il garzone di famiglia (Alfred), che quasi non rammento, neppure la foto mi ha aiutato.
I miei ricordi in bianco e nero si fermano qui :]
Noi bambini vivevamo ancora nell'era pre-goldrakkiana, quindi qualsiasi cosa ci passasse il convento Rai era bella, e questo telefilm era bello, mi chiedo se riuscirei a rivederlo.
Una piccola curiosità riguardo alla data di trasmissione italiana. Sul web si trova la data del 1975, ma questo libro della casa editrice Vallecchi fu stampato nel novembre del 1974, quindi, probabilmente, la Rai lo trasmise verso la fine del 1974.
Dietro ogni pagina è presente una breve didascalia che illustra l'immagine, la metterò appena dopo la scan.


sabato 25 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection 101 Kingdan X10


Kingdan X10 compare nella puntata numero 5, che fino all'edizione da edicola di qualche mese fa era una puntata inedita, in quanto la Rai non la trasmise. Il motivo di questa omissione va ricercato, a mio avviso, nelle scene in cui Shiro, Boss, Nuke e Mucha vengono mostrati crocifissi, che non è proprio una cosa che in Italia la si poteva considerare comune nei cartoni animati. Comunque questa scena ed altre, abbastanza interessanti, le mostro dopo le immagini del modellino. Va considerato che ho utilizzato la vecchia versione giapponese sottotitolata in italiano, che girava fino all'arrivo dei DVD originali. Il fatto che io abbia tratto le immagini da una versione non ufficiale mi ha permesso di scoprire alcuni dialoghi sottotitolati che, molto probabilmente, nei DVD da edicola sono stati censurati, in quanto rivelano accadimenti molto scomodi per i fans di Mazinga Z e del suo inetto pilota... ma la verità deve essere mostrata alle masse! A qualsiasi costo! No alle censure!  :]
A parte le mie succulente rivelazioni, la puntata si basa tutta sull'inganno, cioè la possibilità che ha Kingdan X10 di proiettare delle illusioni. Inoltre ho scoperto che Mazinga Z, almeno nelle prime puntate, correva il rischio di esaurire le energie, in pratica gli si svuotava il serbatoio di energia fotoatomica... ma non potevano mettergli la prolunga come agli Eva della Nerv? Dove metterla? Mi vergogno  a scriverlo ^^
Qui sotto si possono ammirare in primo piano i piedoni di Kingdan X10, nel momento in cui il dottor Inferno lo presenta al barone Ashura. Devo dire che, tralasciando le immancabili sbavature (ridotte), il modellino della GNRC è molto più bello della controparte animata, che, come tutta la serie dello zetto, è abbastanza approssimativo in quanto a qualità...



E' cosi bello che avrebbe meritato di essere un cattivo del Grande Mazinga!
Con il Grande Mazinga ha in comune almeno un'arma  ;)


Kingdan X10 dalle solite svariate angolazioni.

mercoledì 22 giugno 2016

"... continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali" (1972) - Ovvero fantasia e cruda realtà nei film per bambini della Toei


Recensendo il secondo film del gatto con gli stivali made in Toei Animation forse commetto un errore cronologico, però è quello a cui sono più affezionato dei tre film di Pero, ed anche quello che è più inerente al titolo del post: "Ovvero fantasia e cruda realtà nei film per bambini della Toei".
Questi erano film per bambini (giapponesi), neanche per ragazzi, ma proprio per bambini, eppure ci sono scene che, viste con gli occhi di un occidentale adulto, fanno una certa impressione. Ci sono parti umoristiche, c'è tantissima azione, c'è una trama ben strutturata, una spruzzatina di storia d'amore, non mancano i colpi di scena (specialmente in questo film), e sono mostrate scene tristi, quasi strazianti... senza contare i morti!
Dei quattro film che ho recensito fino ad ora, questo, qualitativamente, si pone, a mio avviso. come secondo:
1°) "Gli allegri pirati dell'isola del tesoro" (1971)
2°) "... continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali" (1972)
3°) "Ventimila leghe sotto i mari" (1970)
4°) "Ali Babà e i quaranta ladroni" (1971)

Ma indipendentemente dal loro valore artistico, li accomuna, oltre al fatto che vi sono affezionato, la crudezza di certi contenuti. In pratica non vengono omesse le scene classiche di un film dal vivo, ovviamente il tutto andrebbe letto con l'umorismo nipponico, a cui i bambini del Sol Levante erano abituati, mentre per noi erano contenuti totalmente nuovi. C'è da considerare che spesso questi film della Toei (forse non questo) anticiparono l'ondata televisiva di Goldrake e soci, dato che vennero proiettati al cinema. In seguito furono trasmessi spessissimo dalle tv private locali, specialmente nel periodo natalizio, divenendo patrimonio mnemonico di tutti quelli che hanno circa la mia età.
In questo film Pero finisce nel far west, ed il film è proprio un western!
Non solo le scene ricalcano quelle dei film hollywoodiani del periodo, sia come fotografia che come azione, ma il doppiaggio italico ci mise una bella ciliegina sulla torta, aggiungendo nomi di chiara matrice "spaghetti western".
In primis il titolo, "... continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali", che si ispira a "Continuavano a chiamarlo Trinità" con Bud Spencer e Terence Hill, ma anche il nome del cattivo di turno, che diventa uno spietato "Santana"  :]
Io non sono un esperto di cinema, ma questo film riprone molte delle inquadrature del cinema western, tutte molto belle. Saggiamente la regia giapponese volle farci immedesimare in un vero film di cowboy, partendo proprio dalla location e dalle inquadrature.
Ma dove starebbe la "cruda realtà" mostrata nel film?
Intanto già dopo 30 secondi, quando il re dei gatti rimanda i suoi tre incapaci scagnozzi a cercare Pero sotto la minaccia, in caso di nuovo fallimento, di un bel cappio intorno al collo!
Questa scena, però, non la potemmo ammirare nella versione italica, in quanto venne tagliata, dato che il film parte dal titolo, e questi primi 50 secondi sono appena antecedenti. Probabilmente, oltre ad essere una scena un po' troppo forte per noi (ricordo che in Giappone, invece, la pena di morte viene applicata per impiccagione...), presupponeva troppo un collegamento col primo film, che forse gli adattatrori italiani vollero eliminare.
Quindi, tolta la minaccia di impiccagione(...), cosa resterebbe di "crudo"?
In assoluto la scena iniziale, che io ritengo tra le più strazianti in assoluto, anche perchè doppiata bene, quella che vede protagonista la piccola Annie appena arriva in città. Scena che avviene poco dopo aver subito un assalto alla sua diligenza, che per una bambina già doveva essere stato un bel colpo...
Una menzione, come al solito, va fatta per il doppiaggio, in particolare quello di Pero e di Annie.
Pero irrompe nei titoli del film col suo cavallo, il cappello a larghe falde e gli speroni.
La sigla cantata da Pero l'ho sempre adorata. Il doppiatore (Sergio Tedesco) del gatto era anche un cantante lirico(!), e nel testo tornano i nomi di personaggi degli "spaghetti western":
"Del leggendario west, sono il potente re, io sono il gatto, il supergatto, con gli stivali ai piè.
Davanti a mia maestà,  Sartana e Trinità, mi han detto "Chiedo pietà!".



Ecco la scena che da bambini non vedemmo mai, i tre gattini minacciati, se non cattureranno Pero il traditore, di finire appesi per il collo .


martedì 21 giugno 2016

"Con Heidi si rideva, con Remi si piangerà", di Angelo Falvo - "La Domenica del Corriere" 10 ottobre 1979



Fino all'arrivo dei "cartoni animati giapponesi" dubito fortemente che quotidiani e settimanali nazionali dessero tanto spazio all'arrivo in televisione di nuovi programmi per ragazzi. E' in mio possesso gran parte dell'annata 1977 e 1978 de "La Domenica del Corriere", e prima del 4 aprile 1978 tali articoli sono abbastanza rari: un paio su Furia, ed un paio sui Muppet/Sesamo Apriti e "Supergulp!".
E' solo da Goldrake in poi, con il devastante successo degli anime, che i giornalisti focalizzarono la loro, spesso nefasta, attenzione su quello che vedavamo noi bambini.
Purtroppo l'attenzione della stampa era dedicata quasi esclusivamente agli anime trasmessi dalla Rai, cioè dai canali nazionali. Fanno eccezione i cartoni di Candy Candy (sulla quale ho un po' di articoli che posterò, prima o poi) e del Grande Mazinga (benchè quest'ultimo subisca l'effetto inquinante di Mazinga Z...), che riuscirono ad infrangere le barriere delle piccole televisioni locali. Ovviamente mi sto riferendo al periodo antecedente a quando Berlusconi rastrellerà le tv locali pre Canale 5, Italia 1 e Rete 4, creando tre tv nazionali, che faranno ben più notizia di "Antenna Nord" (la pre Italia 1 a Milano) o Video Delta (la pre Rete 4 a Milano). Altri anime trasmessi dalla tv private che ricevettero qualche attenzione in più furono JeegDanguard, spesso citati nel calderone degli anime robotici.
Per il resto bisogna accontentarsi di leggere i commenti su ciò che trasmetteva la Rai, quindi, in questo caso, Remi, a cui "La Domencia del Corriere" dedica un articolo di anteprima.
Purtroppo, di nuovo, non sempre i giornalisti si interessavano concretamente al cartone animato che sarebbe stato trasmesso, cioè Remi. Quindi, mancando informazioni su di esso, e non ritenendo che cercarne fosse un compito dei giornalisti (T_T), si limitavano a proporre la trama del romanzo da cui erano tratti. Peccato che avrebbero dovuto sapere, dopo Heidi, che gli autori nipponici tendevano a modificarne la trama.
E' da contestarsi, a mio avviso, il titolo scelto dal settimanale, forse Remi (che non ho mai seguito) era più triste di Heidi, ma quest'ultima non faceva ridere, e neppure piangere. Heidi conteneva una storia, una bella storia, con momenti divertenti e momenti più tristi o commoventi, ma non era mica Yattaman o "Carletto il Principe dei mostri"!
Angelo Fulvio si chiede se sia giusto che i bambini guardino un cartone strappalacrime. Mi pare una domanda senza senso, perchè a me, per esempio, non piaceva e quindi non lo guardavo :]
Nella didascalia alle foto si può leggere: "E' giapponese come Goldrake"!!!
Faceva ancora notizia, e l'avrebbe fatta per almeno altri 2/3 anni, il fatto che un cartone animato fosse giapponese. Come era degno di interesse il fatto che la Rai, tramite la Sacis, ci guadagnasse un sacco di soldi, grazie a tutti i vari gadget per noi bambini.
Edit del 23 giungo:
Un lettore (Anthony Bannato) mi ha rammentato che la Toei non produsse Remi, ma fu la TMS!
Inoltre l'orario è errato, ma basta farsi un giro tra i palinsesti delle riviste tv che ho postato fino ad ora per rendersene conto.
In pratica altri due errorini, si vede che qualsiasi cartone arrivava in Italia doveva essere per forza della Toei, o forse era l'unica casa di produzione che i giornalisti avevano scoperto esistere in Giappone, ergo non si sforzavano molto di essere precisi, tanto chi mai glielo avrebbe contestato?  ;)



Le informazioni strettamente legate all'anime di Remi sono veramente poche, le si può leggere nella parte in corsivo. Un accenno all'uso degli occhialini in 3D e al potenziale giro d'affari generato dalla serie animata (10 miliardi di lire!). Il giornalista, almeno sulla novità della trasmissione in 3D, poteva impegnarsi maggiormente... invece si limita a fare il compitino, nel vero senso della parola, in quanto fa un riassuntino del romanzo utilizzando, come scrive lui, il "Dizionario delle opere".
Potevo scriverlo anch'io un articolo così  :]
Mi resta il dubbio, non avendo mai seguito la serie, di quante modifiche fecero gli autori giapponesi al romanzo originale, e quindi di quante parti del riassunto qui sotto non si troveranno realmente nell'anime.

domenica 19 giugno 2016

"Capitan Harlock, le mie avventure a fumetti" (1979) - PRIMA PARTE



Quello che mi ha fatto propendere inizialmente per l'acquisto di questo cartonato, oltre al prezzo da mercatino dell'usato e la condizione praticamente intosa, sono stati i disegni della parte finale (che verranno mostrati in una seconda parte), che ho notato subito per la loro approssimazione, diciamo così. Sfogliando con più calma il volume ho scoperto altri due motivi che mi hanno confermato il buon acquisto: i disegni della prima parte di buona qualità, e la scenegiatura abbastanza allucinante.
Per tutti questi motivi mi sono convinto che sarebbe stato il caso scannerizzate tutte le 124 pagine del cartonato della ERI Junior, ergo dividerò la recensione in due parti.
Immagino che il cartonato raggruppi tutte le storie che erano state pubblicate ogni settimana su "TV Junior". Forse la trama un po' raffazzonata è dovuta alla necessità di creare legami narrativi tra episodi che non erano propriamente consecutivi. La mia è solo un'ipotesi, in quanto non ero un grande fan delle riviste a fumetti italiche, neppure di quelle che ospitavano gli eroi giapponesi, in quanto molto spesso venivano create storie assolutamente avulse dagli originali. Sarò stato anche solo un bambino, ma non è che ero proprio del tutto rimbambito, mi accorgevo se mi venivano propinate storie farlocche :]
Come accennavo sopra i disegni della parte finale sono veramente scarsi, e sono questi che hanno attirato la mia attenzione, inserisco un paio di pagine (la 72 e la 121) a titolo di esempio.
Qui sotto vediamo quello che sembrerebbe Capitan Harlock di spalle al cospetto di Calcifer  :]
E sarebbe stato meglio se non si fosse girato...



Mentre questo deve essere il periodo cubista dei disegnatori :]
E' indubbio che le pubblicazioni dedicate ai bambini e ragazzi di oggi siano qualitativamente non paragonabili a quello che ci veniva propinato a fine anno 70/primi anni 80.



Rispetto alla parte finale del volume, quella inziale è disegnata molto meglio. Forse non ricalcherà perfettamente lo stile dell'anime, ma non è per nulla un brutto tratto. Inoltre inizialmente la trama ripercorre quella del cartone, per poi inventarsi un po' di cose a caso, ma non è tanto questo lo scandalo, visto che era la prassi normale di quelle pubblicazioni pioneristiche. Quello che mi ha sorpreso è che la sceneggiatura di ogni storia pecchi clamorosamente di logica. Oppure sono io che non ho capito un sacco di dialoghi  :]
In pratica pare quasi che manchino delle tavole o dei dialoghi, ti aspetti una scena, magari la parte di finale di ciò che stava accadendo, e ti ritrovi a guardare una vignetta che pone di colpo termine al fatto, ritrovandoti a chiedere: "Mi sono perso qualcosa?"  O_o
In alcuni casi mi è venuto il dubbio che i disegnatori si autocensurarono. Infatti mi pare che manchino le scene in cui qualcuno viene ucciso, c'è il poco prima, ed il poco dopo, quando il personaggio è morente o deceduto, ma manca ciò che c'era in mezzo, il "come"...
Da qui in poi la prima parte delle storia, che a mio avviso non è disegnata male, di certo meglio della parte finale.


sabato 18 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection 100 Deki Deki


Cento! Cento! Cento! Cento!  ^_^
Cioè, in realtà, calcolando gli speciali, siamo fin a 115, però leggere "Go Nagai Robot Collection 100" sul fasciolino-ino-ino-ino (assai rovinato...), considerando che dovevano essere 50, mi fa una certa impressione, una brutta impresisone  :]
Si sa, in giapponese "Deki Deki" ha due significati, "Cento! Cento! Cento! Cento!", oppure anche "robot veghiano impazzito a causa delle radiazioni vegatron".
Ma un robot può impazzire?  O_o
Beh si, ad "Hal 9000" capitò, e senza rimanere esposto alle micidiali radiaizoni vegatron, ma allora perchè Actarus non è impazzito? Forse perchè non è un robot, forse  :]
Alla fine l'impazzimento di Deki Deki non è l'accadimento più importante della puntata, ma lo è la prima comparsa di Maria Grazia Fleed e la riunione col fratello, la cui apparizione è legata ad alcune chicche animate che mi avevano impressionato durante la prima visione da adulto. Ma toccherò l'argomento più sotto, ora meglio valutare il 100esimo (T_T) modellino della GNRC.
Devo dire che non è malaccio, sia per la posa, benchè la postura delle gambe sia, specialmente posteriormente, un po' ridicola, ma anche per la colorazione, abbastanza sopra la media.
In edicola avevano due pezzi di questa uscita, e ho notato, più che in altre occasioni, le differenze di incollatura tra i modellini, in particolare delle braccia, la cui inclinazione era parecchio differente.
Ed ecco Deki Deki il folle!


Qui Deki Deki nel momento in cui scaturisce dalle fiamme di vegatron, notare gli ideogrammi con il significato di cui sopra :]



 Deki Deki dalle solite svariate angolazioni.

martedì 14 giugno 2016

Messaggi dal futuro (volume 1, 1976) - collana "Il mondo dell'occulto" Rizzoli


TITOLO: Messagi dal futuro (voulme 1) - collana "Il mondo dell'occulto"
AUTORE: Angus Hall
CASA EDITRICE: Rizzoli
PAGINE: 144
COSTO: 8€ (variabile)
ANNO: 1976
FORMATO: 26 cm X 21 cm
REPERIBILITA': Reperibile su internet 
CODICE ISBN:

Sono riuscito a recuperare tutti i numeri mancanti di questa stupenda collana irreale, nel senso che tratta di argomenti campati in aria, però in maniera quasi vera, o verosimile.
Rimetto l'elenco completo della collana:
Messaggi dal futuro
Facoltà paranormali
Parole, numeri e magia
L’influenza degli astri
Culti, sette e profeti
I sogni e i loro messaggi
Realtà inesplicabili
Il fascino dell’alchimia
Stregoneria e magia
Al di là del tempo e dello spazio

E quindi riparto dal primo volume, che riguarda la chiaroveggenza, l'astrologia, la cartomanzia e via discorrendo, compresa la cosa che sta facendo la signorina nella scan più sotto. Cioè,  a me sembra che faccia un palloncino con le Big Babol, forse perché non credo a tutte queste baggianate, in realtà si occupa di cristallomanzia!
In pratica legge nella sfera di cristallo  ^_^   però a me continua a sembrare una che ha fatto uno stupendo palloncino con la gomma da masticare...
Sono riportati una caterva di preveggenze del futuro, così tante che probabilmente nel passato avevano già previsto questa mia recensione.
La carica di umorismo involontario resta inalterata rispetto agli altri sei volumi che ho già recensito, e più di una volta si spinge fino a diventare un pelino iettatorio. Visto che tantissimi fatti luttuosi erano già stati previsti prima che accadessero, ma purtroppo sono capitati lo stesso, cioè si sono "avverati", ergo questi veggenti sono stati tutti/e delle cassandre.
A mio avviso una preveggenza non deve essere statistica, altrimenti è come giocare la schedina :]
In un capitolo è riportata la storia di un pilota di motoscafi che faceva gare ad alta velocità, a cui, prima di una partenza, fu predetta la morte. Ovvio che una persona che svolge uno sport estremo abbia più possibilità di perire di un bidello durante le vacanze estive. Una predizione che avverta il bidello che cadrà dalla sedia durante quel giorno di lavoro perdendo la vita, invece, sarebbe un pelino più difficile da ipotizzare.
L'ultimo capitolo, dedicato ai profeti moderni (del 1976), è praticamente incentrato sulle "eccezionali facoltà medianiche" di tal Jeane Dixon, che in sequenza predisse: la morte entro sei mesi del presidente Roosevelt (che non stava poi tanto benino di salute...); la sconfitta elettorale di Churchill (che pare la mandò aff...); la morte di un segretario generale dell'ONU (Dag Hammarskjold); la morte di Gandi; il suicidio di Marylin Monroe; il lancio dello Sputnik 1; la morte di tre astronauti statunitensi durante una esercitazione; l'omicidio del presidente Kennedy; l'omicidio di Robert Kennedy; l'assassinio di Martin Luther King (non è che fosse simpatico a tutti...);
Qualche volta cannava pure lei, tipo quando predisse una guerra mondiale scatenata dalla Cina per il 1958.
Oppure la volta che, mantenendosi assai skiscia, predisse che nel 1999 (quindi la sua era ancora una profezia non smentibile nel 1976) sarebbe nato un nuovo messia che avrebbe creato una religione universale di pace fra tutti i popoli... è capitato?   :]
Quanto vorrei riuscire a fare un palloncino così grosso!!!!





lunedì 13 giugno 2016

Le ultime monarchie: Seppe per caso di Hiroshima"



TITOLO: Le ultime monarchie
AUTORE: vari
CASA EDITRICE: Istitituo Geografico De Agostini
PAGINE: 160
COSTO: 1€
ANNO: 1973
FORMATO: 23 cm x 16 cm
REPERIBILITA': su internet o ai mercatini dell'usato
CODICE ISBN:

Questo libro della De Agostini contiene le biografie di numerosi regnanti del 20esimo secolo, ovviamente io mi limiterò ad illustrare quella di Michele Tito su Hirohito, sono solo 12 pagine, ma veramente incredibili. Tanto che ho pensato di inserirle tutte, perchè basarsi sui miei commenti non è abbastanza per valutare questo scritto. Mi auguro solo che qualche scolaro in cerca di informazioni per una tesina, non utilizzi queste pagine scannerizzate a tale scopo, prenderebbe un bel 4!
E' normale avere la fissa di essere ferrati in una materia, capita un po' a tutti, bisogna cercare, però, di non diventare presuntuosi, e di ipotizzare che magari altri ne sapevano o ne sappiano più di noi, specialmente se a loro è stato affidato il compito di scrivere su un saggio storico.
Premesso ciò, le cose che ho letto qui vanno un po' oltre la difesa a priori del buon pacifista, ignaro di ciò che succedeva intorno a lui e democratico Hirohito, che si possono leggere in altri libri. Questa è una assoluzione su tutta la linea, totale ed assoluta.
Ovviamente le fonti sono importanti, e se l'autore di queste 12 pagine si poté affidare solo a fonti che discolpavano Hirohito dalle sue responsabilità storiche, ne avrà avuto una percezione un filino esageratamente innocentista...
A grandi linee, gli scritti su Hirohito, sono sempre volti a disegnarne una figura vittima dei militaristi, se pubblicati quando era ancora in vita, probabilmente anche perchè taluni documenti vennero alla luce dopo il 1989. Libri scritti, invece, dopo la sua morte, sono abbastanza concordi nel descriverlo gravemente responsabile delle scelte omicide dei governi militaristi.
Queste poche pagine non fanno eccezione a questa regola, andando, però, un po' oltre a quello che ero abituato a leggere: critiche zero, è sempre colpa di chiunque, tranne di Hirohito, lui non sapeva mai nulla, anzi, era un fiero oppositore dei militaristi!
Alla fine del libro ci sono i disegni dei vari stemmi delle casate presenti nel libro, quello della famiglia imperiale giapponese mi era sembrato un po' strano, e quindi ho fatto qualche ricerca. Non ne ho trovato uno uguale al libro su nessun sito web. Magari era giusto nel 1973... mistero.
Lascio l'ardua senteza a chi leggerà questo post.



L'unica frase del libro con la quale concordo pienamente è la prima:
"Hirohito, imperatore del Giappone, è un personaggio drammatico". 
Anche sulla seconda avrei potuto convenire, se, però, fosse stato aggiunto: "Tutto gli è stato contro, persino se stesso."
Già il titolo usato è emblematico del contenuto: "Seppe per caso di Hiroshima".
Secondo Michele Tito nessuno aveva informato Hirohito degli sganci atomici su Hiroshima e Nagasaki, e addirittura il ministro (di cui non viene rivelato il nome) che rivelò il fatto si suicidò per aver tradito gli ordini superiori. Non so, sono esageratamente perplesso da questa ricostruzione storica, non mi pare di averla letta mai da nessuna altra parte... eppure sarebbe una notizia importantissima! A me pare, invece, che dopo la prima bomba atomica ci fu addirittura una riunione del gabinetto imperiale, che decise di non decidere.
Ritengo fin superfluo stare a fare le pulci a queste 12 pagine, chi vorrà ne trarrà le proprie opinioni, comunque consiglio sempre la lettura, invece, di questa biografia su Hirohito, forse un po' ostile, ma meglio che agiografica:
Hirohito, l'imperatore opaco: mito e verità


domenica 12 giugno 2016

"Progetto Foster" - "I film di Ufo Shado" anno 1 n° 2 del 8 marzo 1974


E' un po' che volevo postare le pubblicazioni su "Ufo Shado", ma aspettavo di recuperare il numero 1, fa più scena del numero 2  ^_^  ma visto che non lo trovo a prezzi bassi come questo, mostro il secondo. Non è un fumetto, non è una storia scritta, non è un fumetto con una storia scritta, sono molte fotografie con il testo nelle immagini.
Come?
Prego?
Si chiamerebbe "fotoromanzo"?
Non scherziamo... i fotoromanzi sono robe per femminucce... "Ufo Shado" è per maschietti!
Il fatto che ci siano solo imamgini del telefilm con il testo all'interno dell'immagine è un puro caso.
Ovviamente questa rivista io non la vidi mai in edicola, perchè nel 1974 ero troppo piccolo. "Ufo Shado" lo vidi successivamente, penso in una serie di repliche del 1976, comunque prima dell'avvento di Goldrake, infatti Straker e compagni fanno parte dell'era pre-goldrakkiana.
In pratica viene presentata interamente una puntata di "Ufo Shado", in questo caso la quarta, "Progetto Foster", anche se la numerazione degli episodi della serie è molto discordante. Forse, nel 1974, la puntata mostrata in questo numero 2, fu effettivamente la seconda.
Mi son riguardatto la puntata in questione, e a parte qualche licenza sul testo, per cercare di adattare le immagini alla trama, direi che l'editore rispettò l'orginale. Viene a mancare, però, tutto l'effetto mistero sugli ufo, che poi era il fulcro della serie, in quanto l'azione non era onnipresente, come può esserlo nelle serie di oggi. Ci sono un sacco di primi piani e di dialoghi, pare proprio un fotoromanzo per femminucce...
Altra caratteristica che mi ha sorpreso è l'assenza del colore. Infatti la serie fantascientifica era a colori, anche se sulle nostre televisioni la si vide in bianco e nero, mentre queste immagini sono tutte in bianco e nero, fatto che conferisce alla pubblicazione ancor di più l'effetto "teleromanzo"...
Un vero peccato, probabilmente nel 1974 stampare una rivista a colori incrementava molto i costi, ergo la scelta del bianco e nero.
Nelle ultime apgine veniva presentata una rubrica di approfondimento dall'inequivocabile titolo:
"Gli ufo sono fra noi!".
E guarda caso si parla sempre dell'avvistamento del capitano Mantell, anche se in questo secondo numero vi è la parte finale della storia, che era stata mostrata addirittura in un anime del 1975 e in un libro sugli ufo del 1975/76:
"Questo è un UFO! I dischi volanti" (Toei 1975) e "Contatti con gli extraterrestri" (Rizzoli 1976) 
Il capitano Mantell, suo malgrado, diventò l'eroe di tutti gli ufologi del pianeta, dagli Usa al Giappone, passando per il vecchio stivale.
Pur mancando la stupenda sigla di "Ufo Shado", ecco la puntata di oggi, in cui Paul Foster entra a far parte della S.H.A.D.O.!


giovedì 9 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection 99 Nuovi Minidischi



No, nella scatola non ci sono tre "Nuovi Minidischi", che poi saranno stati anche nuovi, ma venivano massacrati come i vecchi... Nel fascicolino-ino-ino-ino si può leggere che il ministro Dantos (uscirà  il 28 luglio) poteva contare su mostri spaziali di nuova generazione, "oltre che su di una flotta di minidischi più potente e perfezionata".
Sinceramente questa cosa mi suonava un po' strana, e quindi mi sono andato a riguardare la puntata numero 53 (mi pare) in cui esordiscono in battaglia questi "nuovi minidischi", infatti Maria e Venusia li annientano senza nessuna difficoltà... posto le relative prove più in basso.
Forse in puntate successive daranno più filo da torcere ai nostri eroi, anche se a me non pare, ma il loro primo combattimento è un vero flop.
Tornando alla 99esima uscita (T_T) della GNRC, devo dire che il pezzo è parecchio sbavato. Vorrei tanto sapere quali attrezzi sono messi a disposizione di chi deve svolgere questo lavoro, perché sarebbe un lavoro, non hobbistica... dai risultati parrebbe che abbiano usato un pennello per infissi.
Credo che resterò con i miei dubbi e curiosità, dato che alla Fabbri/Centauria non si preoccupano del risultato finale che mettono in vendita, figuriamoci se si preoccupano di dare queste informazioni ai clienti.
Sbavature anteriori.



Sbavature posteriori.


Modellini perfetti in ogni dettaglio!

          


Per fortuna il modellino è delle stesse dimensioni del minidisco vecchio e del TFO, così Alcor si è potuto un po' divertire a caccia, ma lui era la preda  ;)
Torno alla questione della forza in combattimento di questa seconda versione più potente e perfezionata, come recita il fascicolino-ino-ino-ino.
Questo è il momento del primissimo battestimo in battaglia: Venusia e Maria (non Tetsuya e Peter Rei...) incontrano i nuovi minidischi e...

martedì 7 giugno 2016

TV Sorrisi e Canzoni N° 16 dal 16 al 22 aprile 1978 - Terza settimana di programmazione di "Atlas Ufo Robot" sulla Rete 2 Rai


Terzo numero consecutivo di "Tv Sorrisi e Canzoni" della terza settimana di programmazione di Goldrake:
TV Sorrisi e Canzoni N° 14 dal 2 al 8 aprile 1978 - "Atlas Ufo Robot" (genesi della bufala degli anime fatti al computer?), di Paolo Cucco + prima puntata di Goldrake!

TV Sorrisi e Canzoni N° 15 dal 9 al 15 aprile 1978 - Seconda settimana di programmazione di "Atlas Ufo Robot" sulla Rete 2 Rai

Come nel precedente numero non c'è nessun articolo su Goldrake, e neppure un'immagine nei programmi tv, ma di nuovo, invece, c'è un articolo sugli extraterrestri, con un richiamo all'orario di programmazione di "Atlas Ufo Robot". Evidentemente se nel titolo della serie c'era la parola "Ufo", qualsiasi ufo poteva andare bene, un ufo vale l'altro, no?
L'altro cartone che veniva trasmesso assieme ad "Atlas Ufo Robot" era quello di Superman, che sarebbe dovuto essere, nell'intenzione originaria dei produttori di "Buonasera con...", il protagonsita della trasmissione per ragazzi, ed invece sappiamo tutti com'è finita: Superman 0 - Goldrake 10!
A dire il vero non mi ricordo neppure se mi misi mai a guardare il cartone di Superman, immagino di si, ma Goldrake era così strabiliantemente innovatore, che quelle puntate di Superman caddero nel dimenticatoio. Molto probabilmente fu proprio quel cartone di Superman far risaltareancor più quanto fosse rivoluzionario "Atlas Ufo Robot".
Quindi, questa volta, l'articolo di TV Sorrisi e Canzoni omaggiava il famoso Superman, ma anche la dolce fatina Maria Giovanna Elmi (con una serie di simpatiche foto), la prima conduttrice di "Buonasera con...".


domenica 5 giugno 2016

"Ma Goldrake è migliore dei genitori di Pollicino", di Aida Ribero - "Stampa Sera" 27 febbraio 1980



Per non correre il rischio di dare l'impressione che tutti i giornalisti (e giornaliste) italiche si fossero coalizzati contro gli anime, mi sembra il caso di mostrare un articolo che sfoggia del semplice buon senso. Nulla di più di una posizione moderata, ma dopo aver letto tanti articoli vaneggianti, il buon senso pare già qualcosa di rivoluzionario. La giornalista, tra l'altro, non pare informatissima sugli anime del periodo (chi è Abdora?  O_o Ashura?), però bastava paragonarli alle nostre fiabe, per rendersi conto che i "cartoni animati giapponesi" non erano di certo più virulenti dei genitori di Pollicino...
Intanto è già meritorio che non si legga del fantomatico uso del computer per fare gli anime, che dopo l'articolo di Paolo Cucco sul TV Sorrisi e Canzoni N° 14 (dal 2 al 8 aprile 1978), era ormai diventata una verità acquisita, ripetuta anche da chi si schierava a favore delle serie nipponiche.
Sia la giornalista che l'esperta di turno (la psicologa Liana Valente) apprezzano le innovazioni tecniche degli anime, ma li promuovono anche dal punto di vista educativo. Per compiere questo miracolo è bastato confrontarli con chi era messo peggio: le fiabe...
Comunque Aida Ribero pare quasi preferirli ai cartoni della Disney, non lo scrive chiaramente, ma da un suo giudizio mi sembra di intuirlo (mia opinione).
Le trame delle serie robotiche vengono messe in relazione con l'inedito (per noi) telefilm inglese che la Rai aveva iniziato a trasmettere mercoledì 6 febbraio (ho il numero di TV Sorrisi e Canzoni): Doctor Who.
Per la cronaca questa fu l'unica serie del Doctor Who trasmessa in Italia fino agli anni 2000.
A voler essere un po' obbiettivi la psicologa, che fungeva da esperta, non è che le azzecchi tutte. Certo, non condanna gli anime, a differenza di altri suoi colleghi, però alcune delle motivazioni che porta a loro favore sono obbiettivamente inesistenti, a dimostrazione che essere laureati in qualcosa non trasforma la persona in tuttologo.
Secondo Liana Valente negli anime non si vedevano mai ferite, sangue, torture o sadismi. Errata anche l'affermazione che negli anime non ci fossero legami di parentela che potessero far sentire tradito il bambino, come capita con i genitori di Pollicino.
Immagino che lei non li vedesse  :]
Comunque il suo giudizio finale è positivo, in quanto il bambino, più che identificarsi con gli eroi, si schierava a loro fianco, ne diventava un alleato spettatore.
Ricomincio dall'articolo.
Anche i preti citavano sempre Abdora: ora et abdora! O era "ora et labora?  :]
Comunque io, di Mazinga Z, ho perso praticamente tutte le puntate, a differenza dei bambini citati dalla giornalista, e non ho nessuna intenzione di recuperare ora, ne Abdora  :]


venerdì 3 giugno 2016

"Remi il girovago della tv" - Clementoni 1979


La Clementoni mise in commercio due giochi in scatola su Remì, "Remi il cantastorie della tv" (che recensirò più avanti) e questo "Remi il girovago della tv", sinceramente posso anche capire il primo nome, anche se più che cantare, Remì suonava... ma perchè "girovago della tv"?  O_o
Pure il sottotitolo della confezione rimarca questa inesistente caratteristica itinerante televisiva di Remì:
"Un gioco avvincente che vi condurrà a rivivere le avventure del piccolo girovago della tv".
 Il carattere più grande l'ho inserito per rispettare quello presente sulla confezione  ;)
Venne trasmesso sulla Rete Uno Rai, e non è che la seconda puntata fosse sulla Rete due, e la terza su "Milano TV"... in quel caso sarebbe stato un girovago della televisione. Ma si sa che quando si trattava di "cartoni animati giapponesi" mediamente tutti perdevano il senso della ragione, dai giornalisti agli adattori delle serie, fino ai produttori di giocattoli, era una epidemia di illogicità.
Ma forse quel "girovago" era inerente al suo continuo viaggio nella storia, ergo non andava letto letteralemente...   ^_^
Sulla confezione compare l'anno 1977, ma ovviamente non può essere la data della messa in vendita del gioco, visto che in Italia arrivò nell'ottobre del 1979, ma è l'anno di prodizione dell'anime in Giappone. Per risalire alla data di messa in vendita in Italia tornano sempre utili le pubblicità sui Topolino, infatti nel numero 1255 del 16 dicembre 1979 compare la pubblicità qui sotto, che già che c'era accennava anche al secondo gioco in scatola sopra citato.


Ai tempi non ci ho mai giocato, quindi non posso giudicare se fosse un bel gioco in scatola, comunque non parrebbe brutto. Il tabellone è molto grande, con tantissime immagini tratte dall'anime, il percorso è variegato e non vincolato, potendo scegliere in alcuni punti la direzione da prendere, inoltre la Clementoni vi inserì la nave di mamma Milligan e la casetta di mamma Barberin. Quindi anche scenicamente non era malvagio.


Parto con il regolamento, sul quale direi che la Clementoni si applicò, non limitandosi ad un semplice gioco dell'oca. E' anche apprezzabile lo sforzo della Clementoni di essere molto dettagliata, non mi pare siano stati lasciati dubbi sulle regole.

giovedì 2 giugno 2016

Go Nagai Robot Collection - Uscita Speciale 15 Centro di Ricerche Spaziali (prima versione)



No, nel modellino non c'è un goldrekkino che esce dalla cascata come nella copertina del fascicolino-ino-ino-ino, non sarebbe stata una brutta idea, ma tremo al solo pensiero di come sarebbe stato fatto il mini Goldrake... precisato questo fatto, devo dire che la base è bella. Forse qualche particolare sembrerebbe un po' fuori scala rispetto all'anime, però hanno messo anche la strada sterrata che porta al centro di ricerche spaziali  :]
Guardando questi modellini mi capita di notare cose su cui non avevo mai riflettuto. Stante che la base è posizionata sopra un bacino idrico, nella realtà sarebbe una configurazione ingegneristica fattibile? Una diga la reggerebbe una base di quella grandezza e profondità? Considerando anche le continue vibrazioni dovute a tutte le partenze di Goldrake e agli attacchi di Vega.
Attendo eventuali lumi da esperti nel settore ingegneristico dighesco  :]
Dato che qualcuno me lo ha chiesto per la Fortezza delle Scienze, metto anche le misure:
lato lungo = 12,5 cm; lato stretto = 8 cm; altezza nel punto più alto = 7,4 cm.
Prezzo 19,99€  ^_^
Consiglio di guardare le immagini ascoltando le bgm di Goldrake  :]



Avendo in mano questo modellino mi è sorta una domanda rispetto alla prima puntata di Goldrake, quando Actarus si lancia dalla moto, in stile Hiroshi Shiba (ma la sua non si sfasciava), tuffandosi in acqua, per poi sbucare nei sotterranei del Centro Ricerche Spaziali.
Dove si tuffa di preciso Actarus in quel frangente?
Sinceramente non ci avevo mai fatto caso, ho sempre pensato che si tuffasse sul davanti della base, mentre si lancia nel bacino posteriore. Bisognerebbe capire chi abbia progettato la diga, facendo un passaggio al suo interno...


Go Nagai Robot Collection 98 Fortezza volante Guru


Sinceramente non saprei cosa inventarmi sulla fortezza volante Guru  >_<
Che è una fortezza?
Che è volante?
Che è brutta?
Non la versione della GNRC, ma proprio la versione originale... è veramente sciatta, Nagai, o chi per lui, si poteva sforzare un po' le meningi, una roba così l'avrei disegnata pure io alle elementari...
L'unica annotazione degna di essere citata è che la fortezza volante Guru diverrà, nell'ultima puntata, la bara volante Guru, in quanto il conte Blocken ed il Dottor Inferno ci creperanno dentro  :]
Più sotto ho messo alcuni fermo immagine dell'epilogo finale, in cui Mazinga Z entra ed esce dalla fortezza(?) volante Guru come il coltello nel burro... capisco sempre di più il perchè nella puntata dopo prenderà un sacco di mazzate dai Mikenes... abituato a combattere con fortezze volanti fatte in carbonio...
Per il resto il modellino riproporre, direi fedelmente, il disadorno originale. Tranne per, mi pare, l'inclinazione delle ali, che nell'anime mi son parse dritte, mentre il mio modellino le vede inclinate verso il basso, ma se non avessi visto l'ultima puntata non me ne sarei mai accorto.
Mentre mi sono accorto subito che la testa è un pelino inclinata, lo si nota bene dalle foto più sotto prese dal davanti, forse stava virando...


La fortezza(?) volante Guru dalle solite svariate angolazioni.

mercoledì 1 giugno 2016

Il titolo del terzo film di "Guerre Stellari" saràààà... saràààà... saràààà... - Adamo n° 33/34 del 30 dicembre 1981



Anche Lando Calrissian pare estremamente incuriosito dalla notizia che la rivista "Adamo", con un articolo di Primo Terzi, svela ai fans e non della saga fantascientifica più longeva della storia del cinema. Mentre è difficile capire quale sia l'espressione di Lord Fener e Boba Fett, causa maschera coprente il viso, però anche loro paiono perplessi.
Quale sarà il titolo del terzo film di "Guerre Stellari"?
Ovviamente non "Il ritorno dello Jedi", altrimenti non mi sarei accattato a ben 50 centesimi questo numero di "Adamo"  ^_^
Sia chiaro, è facile fare dell'ironia su una toppata fatta alla fine del 1981, quando le fonti informative non erano copiose come quelle di oggi, probabilmente l'autore, o qualcuno in redazione, venne in possesso di una rivista statunitense, da cui venne tradotto un sunto per questo articolo. A me ha fatto ridere il fatto in sè, e quindi ho pensato di condividere la notizia in "anteprima"  :]
Oggi fa parte della normale strategia commerciale centellinare news e trailers su un film durante la sua produzione, probabilmente lo era anche negli Usa già nel 1981, ma non di certo in Italia, quindi articoli come questo erano delle piccole perle.
Devo dire che a parte il titolo cannato, il resto delle informazioni riportate da Primo Terzi mi son sembrate corrette. Giusto il regista, Richard Marquand. Corretto il co-sceneggiatore, Lawrence Kasdan. Quasi giusto il periodo del suo passaggio nelle sale, Natale 1982. Addirittura giusta la notizia che in totale i film della saga sarebbero stati nove (e siamo solo a sette...), cosa che nessuno di noi all'epoca poteva minimamente immaginare.
Peccato che per il resto l'articolo si concentri su una serie di lagne di Lucas, non per nulla l'articolo si intitola "Le battaglie spaziali rendono infelici", infelici ma ricchi sfondati... Lagne che sinceramente mi son sembrate abbastanza stucchevoli, visto quanti soldini l'omino aveva già incamerato ai tempi... magari la traduzione dell'articolo originale non fu precisa.
Ah già, dimenticavo!
Ma quale sarà il titolo del terzo film di "Guerre Stellari"?  :]


"La vendetta di Joda"?!?!
E perchè Joda (con la "J") si sarebbe dovuto vendicare?
Proprio lui che predicava di non farsi tentare dal lato oscuro della Forza... e la vendetta non è il primo passo per finire al lato oscuro?
Chiunque, che nel dicembre del 1981 avesse visto "L'Impero colpisce ancora", sapeva bene che la vendetta non si addiceva ad uno Jedi, basta leggere alcune delle frasi del maestro Yoda (https://it.wikiquote.org/wiki/Yoda):

Il vigore di un Jedi scaturisce dalla Forza, ma attento al Lato Oscuro! Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro! Veloci ti raggiungono quando combatti! Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te, come consumò l'apprendista di Obi Wan!

Luke: Ma come distinguo quello cattivo dal buono?
Yoda: Lo imparerai! Quando sei calmo, in pace! Passivo... un Jedi usa la Forza per saggezza e difesa, mai per attaccare!


Quindi, dall'ipotetico titolo, si sarebbe potuto immaginare che Yoda sarebbe diventato il protagonista del terzo film?
Mistero  :]
E' chiaro, quindi, che l'espressione di Lando Calrissian, e lo sguardo tra Lord Fener e Boba Fett erano di puro disorientamento  ^_^
Pare quasi sentirli mentre commentano: "Cacchio c'entra Yoda?!  O_o



Segue l'articolo e qualche foto, più o meno bella  :]